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Riconoscimento delle Coppie di Fatto anche Lesbiche e Gay

In Italia le unioni di fatto non sono riconosciute né regolamentate. L'unica possibilità di ottenere un riconoscimento minimo, dagli effetti molto limitati, è data dalla legge sull'ordinamento delle anagrafi della popolazione residente e dal suo regolamento di attuazione.(1) Tale legge organizza l'anagrafe in schedari che raccolgono in ordine alfabetico le schede individuali di tutti gli abitanti residenti stabilmente in un dato Comune, nonché in ordine numerico progressivo le schede di famiglia e di convivenza. Questa certificazione anagrafica attesta una situazione di fatto ed è equiparabile ad una dichiarazione resa davanti al notaio, senza però averne gli elevati costi economici. Ai sensi della predetta legge: per famiglia anagrafica si intende l'insieme di persone che coabitano e sono legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozione, tutela od altri vincoli affettivi; per convivenza anagrafica, invece, si intende l'insieme di persone normalmente e abitualmente coabitanti nello stesso Comune per motivi religiosi, di cura, di assistenza, militari, di pena, etc. La certificazione anagrafica può garantire un più efficace esercizio di alcuni diritti che la legge riconosce ai conviventi. Ad esempio, la legge riconosce a ciascun lavoratore il diritto ad un permesso retribuito di 3 giorni lavorativi all'anno in caso di decesso o di documentata grave infermità del convivente, purché tale stabile convivenza risulti da certificazione anagrafica. In aggiunta a tale registrazione presso l'Anagrafe, alcuni Comuni hanno istituito i registri delle unioni civili a cui fare riferimento per concedere, ad esempio, benefici in materia di assegnazione degli alloggi di edilizia pubblica. ACCORDI PRIVATI TRA CONVIVENTI In assenza di una specifica legge, al fine di regolamentare alcune questioni principalmente economiche, i conviventi possono stipulare contratti che possono contribuire a risolvere una parte delle problematiche della coppia (vedi Atto d'amore). Per la conclusione del citato accordo non sono previste delle forme particolari, ma è consigliabile recarsi da un notaio in modo da evitare possibili future contestazioni anche da parte dei familiari di ciascun contraente (es. sulla autenticità della firma o sulla data della scrittura privata). Tra gli specifici contenuti patrimoniali di questi contratti è possibile inserire ad esempio: - un obbligo di mutua assistenza, che preveda per i contraenti un impegno reciproco di contribuire, con somme di denaro e/o attività lavorative, alla vita in comune; - l'impegno a contribuire ai bisogni dell'altro in caso di cessazione della convivenza; - la regolamentazione del diritto di abitazione; - l'elencazione dei beni mobili e del conto corrente idoneo al soddisfacimento delle esigenze comuni. PROPRIETA' E LOCAZIONE Per quanto riguarda l'abitazione comune, l'immobile può essere intestato ad entrambi i conviventi, oppure, nel caso di immobile di proprietà di uno solo dei contraenti, può essere stipulato (o inserito nella scrittura privata sopra menzionata) un accordo di comodato a favore della parte non proprietaria che ne permetta l'utilizzazione a titolo gratuito. Nel caso in cui l'abitazione comune non sia di proprietà ma sia in locazione ad uno solo dei conviventi può essere prevista la successione nel contratto di locazione a favore dell'altro convivente: - nel caso in cui il convivente intestatario del contratto di locazione muoia; - nel caso in cui cessi la convivenza. Le parti, inoltre, possono inserire nella scrittura privata descritta nel punto precedente un elenco dei beni mobili indicando se entrambi sono comproprietari dei beni mobili stessi o se alcuni di questi beni sono di proprietà esclusiva dell'uno o dell'altro (questa indicazione potrà risolvere molti problemi che spesso si creano in caso di separazione o di decesso del convivente più debole). Per quanto concerne le disposizioni per il periodo in cui un convivente avrà cessato di vivere è opportuno redigere un testamento secondo le modalità e con i limiti previsti dalla legge (vedi Eredità e testamento) Un esempio di contratto di convivenza stipulabile dai conviventi è costituito dall' "atto d'amore" predisposto dall'equipe legale di DGP e consultabile su questo sito (vedi Atto d'amore). MATRIMONIO TRA PERSONE DELLO STESSO SESSO In Italia non è possibile contrarre matrimonio per le coppie dello stesso sesso, in quanto le disposizioni della Costituzione, a cui vanno aggiunte quelle del Codice Civile, vengono attualmente interpretate nel senso di consentire il matrimonio alle sole coppie di sesso diverso. Infatti il requisito della diversità di sesso viene indicato come elemento essenziale da cui non poter prescindere. Le coppie dello stesso sesso possono comunque celebrare il proprio matrimonio all'estero in uno di quegli Stati che lo permettono, cioè: Islanda, Norvegia, Svezia, Belgio, Olanda, Spagna, Portogallo, Canada, Massachusetts, Connecticut, Iowa, Vermont, New Hampshire e Washington DC negli U.S.A., Città del Messico, Argentina e Sud Africa. In alternativa, possono siglare le unioni civili che assicurano alcuni o molti dei diritti tipici del matrimonio così come previsto, oltre che in molti degli Stati in cui è possibile sposarsi, in Irlanda, Regno Unito, Danimarca, Finlandia, Francia, Lussemburgo, Andorra, Svizzera, Austria, Germania, Repubblica Ceca, Ungheria, Slovenia e Croazia, alcuni Stati degli U.S.A., del Brasile e dell'Australia, l'Uruguay e la Nuova Zelanda. Per poter celebrare un matrimonio od una unione civile tra persone dello stesso sesso occorre prendere la residenza in uno dei predetti Stati, cioè trasferirsi in quel Paese per un certo periodo di tempo, affittare una casa, trovarsi una occupazione o studiare all'università. Tuttavia, il matrimonio e le unioni civili pur avendo valore nello Stato in cui sono stati contratti, non lo avranno in Italia in quanto secondo il nostro Ordinamento giuridico il riconoscimento di tali istituti contrasta con l'ordine pubblico internazionale. (1) Si tratta della Legge n. 1228/54, nonché dal suo regolamento di attuazione approvato con il Decreto del Presidente della Repubblica n. 223/89 e successive modificazioni. Fonte: digayproject.org

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