MoVimento 5 Stelle
ELEZIONI REGIONALI SARDEGNA: E' DAVVERO COLPA SOLO DEI SARDI?
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ELEZIONI REGIONALI SARDEGNA: E' DAVVERO COLPA SOLO DEI SARDI?

Adesso c'è una spiegazione ufficiale. Sei (6) righe in tutto. Il post pubblicato sul Blog di Beppe Grillo ha giustificato la decisione di non partecipare alle elezioni regionali sarde stante "il profondo disaccordo" tra le liste presentate e la situazione di spaccatura che "perdurava da mesi nonostante i numerosi tentativi proposti di trovare una composizione". Segue poi un mantra classico e buono per tutte le stagioni: "il M5S non è a caccia di poltrone", condito sui media dall'affermazione che "i Sardi non sono ancora pronti", concetti ripresi ed amplificati dai vari Taverna, Colletti, e chi più ne ha più ne metta. D'altronde "non è neces-sario partecipare alle elezioni regionali", e poi, in fondo: "La Sardegna è poca cosa" Infine, per il futuro: "in casi simili, si adotterà la votazione di tutti gli iscritti nella Regione ai singoli candidati e la lista sarà composta per ordine di voto". E' stata dunque, finalmente, posta una regola chiara e scritta che disciplina le modalità di designazione dei candidati 5 Stelle alle elezioni regionali. E' da vedere se questa regola sia effettivamente nuova, ed allora chiedersi perché non sia stata posta prima, o se non esistesse già, ed allora domandarsi perché non sia stata applicata. Ma di questo, in seguito. In Sardegna ci siamo accapigliati proprio sulle regole, o, meglio, a causa della loro mancanza o vaghezza, ed a chi dice che le regole non servono a niente e che quello che conta è "lo Spirito del Movimento", rispondo -senza nulla voler togliere allo Spirito in questione- che argomentazioni di questo tipo sono insostenibili, e che le regole, invece, sono fondamentali. Quindi, dato che sono avvocato, vorrei proprio esaminare da un punto di vista tecnico-giuridico le regole che -fino alla pubblicazione del post "seirighe"- presiedevano alla presentazione delle candidature delle liste del Movimento 5 Stelle. Cosa dice il NON STATUTO, all'art. 7 - PROCEDURE DI DESIGNAZIONE DEI CAN-DIDATI ALLE ELEZIONI? Trattandosi di uno statuto, (anche se nella forma negativa), in esso non possono trovarsi che regole di massima: che il MoVimento 5 Stelle è il "centro di raccolta delle candidature"; che "l'identità dei candidati debba essere resa pubblica sul blog" (inteso come il Blog di Beppe Grillo); che "altrettanto pubbliche, trasparenti e non mediate saranno le discussioni inerenti tale candidature"; infine, che "le regole relative al procedimento di candidatura e designazione a consultazioni elettorali nazionali o locali potranno essere meglio determinate in funzione della tipologia di consultazione ed in ragione dell'esperienza maturata nel tempo". (NON STATUTO, Versione del 10/12/2009) (fonte https://s3-eu-west-1.amazonaws.com/materiali-bg/Regolamento-Movimento-5-Stelle.pdf). Quest'ultima regola può essere ricondotta al genere delle norme c.d. "di chiusura", che sono tecnicamente utilizzate per affrontare le lacune (e/o evitare le antinomie, ossia i contrasti tra norme). In buona sostanza, in ragione della tipologia di consultazione e dell'esperienza, oppure verificandosi situazioni impreviste o imprevedibili o contingenze particolari non altrimenti disciplinate, il Non Statuto si riserva -o meglio, riserva al Blog- la possibilità di creare regole ad hoc (un tipico esempio, è la regola che ha limitato la possibilità di candidarsi per le Parlamentarie 2012 soltanto a quei soggetti che fossero già stati candidati con liste riconducibili al Movimento in precedenti consultazioni elettorali). Le poche regole di cui sopra sono specificate meglio nella pagina del Blog intitolata "Crea la tua lista". Dando per scontati i requisiti soggettivi che devono essere posseduti dagli aspiranti candi-dati, è importante evidenziare il secondo item del punto due relativo agli impegni, laddove è scritto che: "2. Impegni - All'atto della propria candidatura, la lista provvederà a pubblicare in Rete, in un apposito ed adeguato spazio web, l'elenco dei componenti ed il loro curriculum vitae, con il proprio programma di governo ed istituirà contemporaneamente un blog aperto a tutti i cittadini che consenta il libero scambio di opinioni e critiche con i componenti della lista civica". Infine, nel punto 3, relativo alla concessione e revoca della certificazione, è specificato che la concessione della certificazione è subordinata alla verifica della documentazione inviata, e, soprattutto, che "Il blog www.beppegrillo.it concede la certificazione a una sola lista civica per ogni comune, provincia o regione". (fonte: http://www.beppegrillo.it/movimento/crea-la-tua-lista.html). Come si vede, il Non Statuto dice che è il MoVimento 5 Stelle che raccoglie le candidature. E' dunque il MoVimento 5 Stelle, che si pone da garante della genuinità della lista che si pre-senta alle elezioni. Dal che si deduce molto chiaramente che meetup, gruppi, associazioni e agorà di cittadini sono una cosa, mentre la lista certificata che si presenta alle elezioni con il logo 5 Stelle, pur riconoscendosi nelle idee del Movimento, pur proveniendo, pur facendo riferimento, pur essendo collegata a meetup, gruppi, associazioni o agorà, è un'altra cosa. E fin qui nessun problema, direi. I problemi iniziano quando si dice che l'identità dei candidati deve essere resa pubblica sul Blog. Di quali candidati? Di quelli la cui lista deve ancora ottenere la certificazione o di quelli la cui lista l'abbia già ottenuta? In teoria, infatti, soltanto laddove una lista abbia ottenuto la certificazione i candidati della lista medesima possono stare sul Blog. Il problema non è risolto nemmeno dal passaggio successivo, laddove si dice che altrettanto pubbliche, trasparenti e non mediate devono essere le discussioni inerenti la candidatura. Innanzitutto, non si capisce se queste discussioni debbano avvenire sul Blog, come sembra far intendere quell' "altrettanto", o se invece esse possano avvenire in altri spazi virtuali o fisici predi-sposti allo scopo. Altro motivo di dubbio è il fatto che non si parli di "votazioni", ma soltanto di "discussioni". Ulteriori problemi sono posti dall'impegno che la lista deve assumersi alle pubblicazioni sul web ed all'apertura di un blog. Questo impegno, infatti, va onorato "all'atto della candidatura". E qual è l'atto della candidatura? Quando la lista si propone al Blog per la certificazione o quando essa sia già stata certificata? Anche qui, sembra di poter dire che "l'atto della candidatura" non può che essere il momento in cui la lista riceve la certificazione. Tutto porta a concludere, quindi, che il procedimento descritto e disciplinato dal Non Statuto sia relativo ad un momento in cui una lista sia stata presentata e sia già stata certificata, e, laddove vi siano più candidati rispetto ai posti disponibili in lista (ipotesi che gli estensori del Non Statuto ritenevano evidentemente normale), si debba procedere alla scelta dei candidati stessi. Né può essere diversamente, perché se un soggetto ha i requisiti per potersi candidare in teoria non vi sono motivi per escluderlo dalla lista, e se una lista ha i requisiti necessari per ottenere la certificazione, sempre in teoria, il Blog non può rifiutare la certificazione medesima. Tanto premesso, è evidente che le norme di cui sopra regolano una situazione normale, in cui, in un dato ambito territoriale, in una società ideale, con unità di cuore e di intenti, tutti i cittadini disponibili che si rifanno al Movimento presentano la loro candidatura riunendosi in una sola lista, la quale, una volta ottenuta la certificazione, consentirà di votare sul Blog i candidati medesimi, i quali, a seconda delle preferenze ottenute, andranno a rappresentare il Movimento 5 Stelle alle elezioni del caso. Questo intento unitario è evidente nell'unica norma chiara presente sul Blog: "Il blog www.beppegrillo.it concede la certificazione a una sola lista civica per ogni comune, provincia o regione". Come però sappiamo bene, il mondo non è quello che noi vorremmo che fosse bensì quello che in realtà è. E dato che il mondo è quello che è, ciò che è successo in Sardegna non è questione della proverbiale litigiosità di sardi "pocos locos y male unidos", non è una questione di "kentu concas kentu berrittas", perché in ogni regione dove il Movimento si è presentato alle Regionali si è verificato il problema della presenza di più liste che richiedevano la certificazione, i cui componenti sono arrivati persino alle mani per affermare le proprie ragioni, senza alcun riguardo per eventuali tentativi dello staff di trovare una composizione, laddove essi siano stati effettivamente posti in essere. Ebbene, lo scarno comunicato del Blog risolve finalmente il problema: in futuro "in casi si-mili, si adotterà la votazione di tutti gli iscritti nella Regione ai singoli candidati e la lista sarà composta per ordine di voto". Come si diceva all'inizio: una regola, finalmente. Può dirsi però che questa regola sia nuova? E soprattutto, se la soluzione era così semplice, perché non fissarla prima, in modo da consentire la certificazione di una lista unitaria e, quindi, la presenza del M5S alle elezioni regionali sarde? Questa soluzione, infatti, non soltanto era ciò che tutti avremmo voluto e che ci aspettavamo, non soltanto era ciò che era stato fatto in altre Regioni, non soltanto era ciò di cui erano venuti a parlare i vari Crimi e compagnia bella, ma era anche ciò che aveva affermato lo stesso Grillo a Napoli in occasione delle Regionali campane del 2010. C'è un video, che circola in Rete, che testimonia di quest'ultima circostanza, e che è da vedere con attenzione, perché descrive esattamente lo scenario che si è presentato in Sardegna (e in Sicilia, e in Basilicata, e in Liguria, e che si sta ripresentando adesso in Piemonte, dove si andrà alle votazioni per le Regionali tra qualche mese). In Campania esistevano varie liste, anche in contrapposizione. È normale, è naturale, non è pensabile che tutto possa sempre essere ricondotto ad unità. In quella situazione, è Beppe Grillo in persona a dire che non vuole decidere lui, che non deve decidere lui, ma che -se la predisposizione di ciascuna lista ha seguito un percorso lineare, attraverso l'elaborazione di programmi condivisi, e, soprattutto, se i candidati sono in regola con i requisiti per potersi candidare- nell'ipotesi in cui fossero state presentate più liste, esse sarebbero state certificate e poi ridotte ad unità attraverso una votazione. Quindi, dalle regole del Non Statuto e da quelle del Blog, come confermate dalla viva voce di Beppe Grillo, si deduce al di là di ogni dubbio che -indipendentemente e, direi, a prescindere dalla comunque auspicabile presentazione per la certificazione di un'unica lista- qualsiasi gruppo o insieme di gruppi, qualsiasi meetup o insieme di meetup, o semplicemente qualsiasi assemblea di cittadini 5Stelle avrebbe potuto e poteva presentare una propria lista sulla base di un proprio programma, inserendo nella lista in questione cittadini aventi i requisiti per la certificazione. Ecco quindi delinearsi il grande equivoco che ha oscurato la ragione di gran parte dei "grillini" sardi, e che ha tratto in inganno anche molti attivisti non sardi i quali, pur ritenendosi depositari del "Verbo" 5 Stelle e pur essendo (ed essendo stati...) prodighi di consigli tranchant e di giudizi da Bar Sport, oltre a non sapere né ciò che è successo né ciò di cui stanno parlando, non hanno nemmeno compreso le poche regole di cui sopra. Se infatti l'inquadramento 'normativo' sopra effettuato è corretto, se quanto appena detto è vero -e, ripeto, c'è un video a dimostrarlo- deve infatti logicamente desumersi che le votazioni on line non erano e non sono un passaggio propedeutico inevitabile ed essenziale per la successiva presentazione di una lista unica, come sostengono i seguaci della road map sarda, ma si pongono invece in un momento logicamente successivo: 1. o alla presentazione di una unica lista avente i requisiti per ottenere la certificazione con un numero però di candidati superiori ai posti in lista; 2. o alla presentazione di più liste aventi i requisiti per ottenere la certificazione al fine di ridurre ad unità le liste medesime ed i loro candidati. E se questo è vero, quindi, le infuocate polemiche sulla validità del c.d. "metodo road map" piuttosto che sulla validità del c.d. "metodo Tramatza", sulla bontà del metodo delle liste c.d. "aperte" a scapito di quello delle liste c.d. "chiuse" (aventi il peccato originale di volere che gli aspiranti candidati fossero soggetti noti per il loro impegno nel Movimento nonché attivi nella partecipazione alla stesura di un programma) -che sono state e continuano ad essere la scintilla e l'occasione per infiniti e pesantissimi scambi di accuse sul Blog nazionale e sulla Rete, e, in particolare, sulla disgustosa pagina Facebook "Amici di Beppe Grillo in Sardegna"- perdono di qualsiasi validità e, anzi, evidenziano tutta la loro pochezza, rozzezza e strumentalità. Avrebbero potuto esserci dieci "road map" e dieci "Tramatza", ognuno avrebbe potuto usare il metodo che preferiva, sarebbero state tutte legittime assemblee di cittadini 5 Stelle che -ricorrendo i requisiti e le condizioni sopra descritte- avrebbero tutte potuto legittimamente proporre una loro lista e dei loro candidati per la certificazione e la successiva costituzione di una lista unitaria. Non è forse questa la "democrazia dal basso"? Se si parla di metodo, quindi, il vero problema non era sul metodo "unico" che era più giusto seguire per presentare una lista, ma sul fatto che a seguito della (legittima) presentazione di più liste aventi i requisiti per ottenere la certificazione sarebbe dovuta esserci una votazione. E che questa votazione non potesse che avvenire sul Blog, è dimostrato per tabulas dal fa-moso p.s. che ha sconfessato la c.d. road map sarda: "In relazione alle presunte candidature on-line erroneamente riferibili al MoVimento 5Stelle, si specifica che l'unica piattaforma certificata per proporre la propria candidatura è il Blog di Beppe Grillo". E' evidente dunque che i veri problemi erano (e sono) altri, e riguardano, ancora una volta, le regole. C'era un "profondo disaccordo" tra le liste presentate, e, questo disaccordo non è il frutto avvelenato della litigiosità dei Sardi "non ancora maturi", sebbene sia evidente che il Movi-mento 5 Stelle in Sardegna ha dimostrato una imbarazzante mancanza di coesione e di unità, bensì affonda le sue radici nelle contraddizioni e nella fragilità delle regole che nel Movimento presiedono ad un momento fondamentale della vita di ogni organizzazione umana, quelle cioè che disciplinano la sua attività: non-struttura può significare tante cose, ma non può significare non-organizzazione, pena lo sconfortante epilogo cui si è assistito. Il punto fondamentale, ricordando sempre che il mondo è quello che è e non quello che vorremmo che fosse, è che ciò che è successo in Sardegna è la dimostrazione plastica che la grund-norm, la regola cardine dell' "uno vale uno" deve necessariamente essere coniugata con requisiti ben più selettivi di quelli attualmente necessari per poter aspirare ad una candidatura, pena l'impossibilità di presentare candidati che abbiano reali competenze e meriti, e che possano quindi farsi realmente portatori delle istanze e delle idee del Movimento. Ma vi è di più. Quello che è successo in Sardegna è la dimostrazione plastica che è stato scoperto il metodo scientifico per impedire la presentazione di candidature realmente espressione del Movimento, che questo metodo sarà clonato con successo in tutta Italia, e metterà il Movimento stesso con le spalle al muro. Basterà infatti che, accanto ad una maggioranza di attivisti onesti e perbene -desiderosi di iniziare un percorso che, seguendo i dettami della democrazia diretta, porti ad un vero cambiamento nelle istituzioni e nella società- si affianchi una minoranza di profittatori, di violenti, di fascisti, di infiltrati, di riciclati, di diffamatori o, semplicemente, di parolai che vedono nel Movimento l'occasione della vita, la quale, sotto lo scudo dell' "uno vale uno", crei -ottusamente o ad arte- un clima di divisione e di contrapposizione collettiva, per rendere impossibile non soltanto il sereno confronto delle idee, ma anche, e soprattutto, per portare a far ritenere non opportuna la certificazione di alcuna lista. Sino ad ora ho parlato di regole, e della necessità che esse vi siano, che siano chiare e quanto più possibile predeterminate. Come è noto, però non sono soltanto le regole a reggere le sorti degli esseri umani, ma, anche e soprattutto, il Caso, il Fato, le Variabili: due farfalle sbattono le ali, che so, a Genova e a Mi-lano, e sul Gennargentu nevica. E, guarda caso, anche nella disgraziata vicenda della partecipa-zione del Movimento 5 Stelle alle elezioni regionali della Sardegna, nella fase di rilascio della famigerata certificazione è intervenuta una variabile che chiamerò "Variabile B.G.". E' ormai certo che la Variabile B.G. è intervenuta ed interviene su singoli attivisti, con pro-messe o indicazioni precise, al fine di guidare il percorso di formazione di eventuali liste territoriali verso l'unità o la divisione. Gli attivisti sardi, in particolari, sono stati le prime vittime di questo modus operandi. E' acclarato, infatti, che -contrariamente a quanto affermato nel post "seirighe"- in Sardegna non sono state presentate più liste per la certificazione, ma una soltanto (a fronte delle numerosissime presentate in altre Regioni dove però, alla fine, la certificazione è stata concessa). Si aggiunga a ciò, fatto ben più grave, che gli attivisti dell'unica lista presentata non hanno mai ricevuto risposta di alcun tipo dallo staff, il quale in tutta la vicenda è rimasto totalmente assente. Una risposta, anche se negativa, avrebbe potuto ingenerare interrogativi, dialogo, ed avrebbe potuto forse portare ad una soluzione e, quindi, alla certificazione di una qualunque lista. C'è allora da chiedersi se la Variabile B.G. tenesse davvero alla partecipazione del M5S alle elezioni regionali sarde, dato che già in occasione delle elezioni amministrative di Assemini si era sentito parlare di abolizione delle Regioni, concetto poi ripetuto dal palco del V-Day 3 di Genova. Ed ancora più legittima è questa domanda se si pensa che la Variabile B.G. ha fornito una serie di inputs mirati agli attivisti locali, che hanno contribuito a creare le condizioni di spaccatura di cui, alla fin fine, la sconfessione della "road map" "a sa sarda" non è che una conseguenza collaterale. Se tutto questo è vero, come è vero, è troppo poco, troppo semplice e troppo comodo pun-tare il dito contro gli attivisti sardi come unici responsabili del disastro del M5S in Sarde-gna, ma occorre invece squarciare un velo sulle ragioni profonde della mancata partecipa-zione del Movimento alle elezioni regionali, che qualcuno prima o poi dovrà spiegare e di cui si dovrà assumere la responsabilità, se si vuole davvero andare "ol3" e fare reset, se si vuole davvero che il Movimento abbia un futuro, in Sardegna e non soltanto in Sardegna. Al di là delle parole, resta l'amarezza profonda per essere stati privati della possibilità di fi-nalmente tentare di incidere sulle dinamiche politico-sociali della nostra disgraziata ed amatissima Isola dando forza attraverso il voto ad un Movimento nel quale personalmente, nonostante tutto, ancora mi riconosco. Infine, per rispondere alla Taverna, a Colletti ed a tutti quelli che hanno detto che i Sardi non erano pronti e che il M5S non va a caccia di poltrone, voglio affermare con forza che in Sardegna di gente pronta ce n'era e ce n'è sin troppa, e che io personalmente, come tanti altri, non ero a caccia di nessuna poltrona, volevo soltanto fare del mio meglio -presumendo di avere le competenze ed i meriti per farlo e se a ciò fossi stato legittimato da una votazione- all'esclusivo fine di fare da portavoce ai programmi ed alle idee del Movimento. Anche di questa storia delle poltrone, però, ne ho piene le tasche: come si pensa di poter incidere e cambiare il nostro futuro se non mettendo uno stramaledetto culo 5Stelle su una o più di quelle stramaledette poltrone? Chi ci ascolterà da fuori se nemmeno da dentro si riesce a cambiare le cose, se non episodicamente e con enorme fatica, come insegnano questi primi anni di presenza del Movimento in Parlamento e nelle istituzioni? Massimo Turella

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