Adria -

Il Comune di Adria e l'etica su misura.
Come sempre c'é una parte di Adria che si rivela "ingrata".
Lo scenario è chiaro, un'asta che sarebbe andata deserta se non fosse stato per i genitori dell' assessore Simoni, il Comune di Adria che non avrebbe fatto "cassa", dal momento che nessuno si è dimostrato interessato a quel pezzo di terreno troppo piccolo e confinante con la proprietà di Simoni e a quanto pare dalle ultime informazioni sulla stampa, alienato e frazionato guarda caso ai tempi della prima giunta Barbujani.
Forse era questo che l' assessore ai lavori pubblici si aspettava ed auspicava, gratitudine e riconoscenza, invece nessun "VIVA IL RE" anzi critiche tendenziose e demagogiche atte solo a screditare l'immagine dell'assessore stesso, povero.....
E' sconfortante leggere "la difesa" dell' assessore che, non solo non ammette l'inopportunità da un punto di vista etico/politico di quanto accaduto, ma, convinto di essere nel giusto, attacca Caterina Zanetti e Lucio Cavallari attribuendo loro la colpa di "voler spaccare la maggioranza e screditare la sua persona agli occhi della gente", stigmatizzandolo, questo sì, pensa te, come un "comportamento grave".
Noi ci spingiamo ancora più in là rispetto alle considerazioni fatte da Zanetti e Cavallari soffermandoci su due elementi particolari: che il lotto di terreno è stato inserito nel piano delle alienazioni pare dalla giunta Barbujani e che il commissario prefettizio ne ha stabilito il valore con delibera numero 121 del 27 aprile quando appunto si era nel pieno della campagna elettorale.
Pensiamo che un investimento "di famiglia" sia cosa che viene pensata, calcolata, valutata visto che non si tratta propriamente di acquistare un abito o un oggetto qualsiasi. Immaginiamo quindi che acquistare quel lotto fosse già un progetto deciso prima del voto, a questo punto ci chiediamo se Simoni non si sia posto il problema squisitamente "etico/morale" di decidere se privilegiare gli interessi di famiglia non creando imbarazzo nella sua veste di possibile assessore e di non continuare quindi la campagna elettorale, o di privilegiare il ruolo di amministratore della "cosa pubblica" rinunciando quindi ad un affare di famiglia che, se anche corretto da un punto di vista legale, non lo è certo da un punto di vista etico/politico e che sicuramente, come accaduto, avrebbe creato un forte imbarazzo non solo all'assessore stesso ma ad un'intera Giunta e ad un'intera Città.
Ecco quindi il nostro bisogno di conoscere al più presto il pensiero del Sindaco Barbujani: sapeva dell'interesse della famiglia Simoni al lotto in alienazione? Con quale stato d'animo e considerazione politica ha ritenuto possibile che si concludesse l'affare?
Alla nomina degli assessori qualcuno ritenne in conflitto con le rispettive professioni le deleghe degli assessori Osti e Panetto e Barbujani si fece garante della loro integrità, come può ora lui e l'intera Giunta non aver valutato almeno sconveniente tale operazione da parte dell'assessore al bilancio ed ai lavori pubblici?
Se poi la logica imperante è quella di considerare il conflitto d'interessi una questione risibile (come direbbe Berlusconi: "conflitto d'interessi, io coi miei interessi non ho alcun conflitto") e l'etica ognuno se la cuce addosso a seconda delle convenienze, bene, Barbujani e Simoni non se ne preoccupino troppo. Se la legge non condanna il percorso "alienazione da parte della giunta e successivo acquisto da parte dell'assessore" i cittadini adriesi sapranno valutare l'operazione e trarne le debite conseguenze.
Noi, estremisti e populisti quali siamo la soluzione l'abbiamo chiara, dimissioni immediate dell'assessore con richiesta ferma da parte del Sindaco!
comunicato del Movimento5stelle di Adria
