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I SOGNI INFRANTI: POLITICI E SINDACATI, COSA AVETE FATTO PER I LAVORATORI DELLA GRIMECA?

30 novembre 2011, il sipario si alza e nella sala consigliare di Ceregnano riappaiono i soliti politici polesani che ripetono ciò che hanno fatto in questi mesi per gli operai della Ex Grimeca. E, da prassi cominciano a snocciolare cifre con percentuali di disoccupazione: nazionale, veneta e polesana.
Sono tutte cose che gli operai cassaintegrati della ex Grimeca, con in mano una lettera di licenziamento datata 28 gennaio 2012, conoscono benissimo. Sono uomini che, pur avendo vissuto per mesi in silenzio un dramma che solo quelli come loro possono capire, ancora adesso restano a capo chino forse per quel carattere schivo dei veneti, meglio ancora dei polesani. Sempre succubi, degli amministratori locali che decidono delle loro sorti e dei sindacalisti che continuano a ipotizzare una via di uscita dal disastro lavorativo e personale.
Per fortuna alcuni amministratori hanno avuto la decenza di non ripetere la vergognosa messinscena del governatore Zaia, che un anno fa prometteva: "816 sono e 816 saranno".
Una profezia che ha portato al fallimento dell'azienda e al riassorbimento da parte della nuova proprietà di soli 300 operai.
Giunti invece al capolinea con le lettere di licenziamento in mano, ecco un'altra promessa dall'assessore regionale Coppola: con la ratifica dell'accordo di proroga della cassa integrazione, i licenziamenti potrebbero essere cancellati e si dovrebbe inserire il Polesine tra le aree di crisi industriale. Ma tutto questo non si poteva fare prima di arrivare sull'orlo del baratro?
Siamo a questo punto anche per colpa dei sindacati e dei loro sindacalisti compiacenti, che ancora continuano a illudere 400 operai e le loro famiglie facendo credere individualmente che magari rientreranno nella lista dei 150 da assumere nel prossimo triennio.
Solo la FIOM ha ammesso che questo dramma è colpa anche dei sindacati e dei lavoratori che, chinando la testa in silenzio, stanno facendo passare sopra di loro questa crisi. Bisogna invece restare uniti e combattere insieme questa battaglia, c'è bisogno di coesione sociale insieme agli strumenti politici.
In quella sala consigliare era massima l'attenzione alle parole dell' assessore provinciale Brusco sul dramma delle persone che sempre di più si rivolgono agli uffici provinciali perchè non sono più in grado di sostenere la famiglia. Queste ed altre sono le paure degli operai della Grimeca che già da molto aspettano un segnale concreto che possa assicurare loro un minimo di sostentamento e magari per quelli più giovani, la risposta ad un futuro certo per la loro vita lavorativa.
Alcuni lavoratori non impauriti dalle autorità hanno manifestato la loro rabbia e la loro amarezza nell'assistere inermi all'inerzia degli amministratori per salvare la fabbrica, quando sembrava che bastassero alcuni milioni di euro. Allora la domanda sorge spontanea: qualcuno voleva che una industria di questo livello sparisse?
Turri del Movimento 5 Stelle, in particolar modo, ha accusato la mancanza di interesse del Governatore Zaia che, dopo le promesse fatte l'anno scorso per il salvataggio dei posti di lavoro, in questa occasione si è eclissato ritenendo, forse, di dover partecipare ad eventi più confacenti al suo partito.
Smettiamola di nasconderci dietro la crisi nazionale attuale che è, tutto sommato, recente mentrela Grimeca versa da anni in questa situazione di agonia e ora di morte!
In una serata nebbiosa e carica di tristezza, l'assemblea consigliare si è chiusa e questi uomini sono tornati alle loro case senza sapere cosa dire alle proprie famiglie e quale sarà il loro futuro.
Lucilla Palmisano
Movimento 5 Stelle
