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LA MANOVRA EQUA


Adria - 




Il 7 dicembre tutti quanti noi abbiamo avuto una brutta sorpresa: i prezzi dei carburanti, grazie alle nuove e pesanti accise introdotte dal governo Monti, hanno raggiunto livelli davvero allucinanti, tanto da rendere il pieno ormai un lusso per pochi e, come se non bastasse, su questa nuova imposta graverà anche un aumento dell'I.v.a., già al 21%, con l'assurdità di pagare ancor più cara un'imposta sulle imposte.
Dallo stipendio dovrà essere sottratta una somma non indifferente per i nuovi aumenti del carburante, che vanno ad aggiungersi alla crescita del costo di beni e servizi, alla reintroduzione dell'ici, all'aumento dei bolli sui conti correnti diminuendo ulteriormente il potere d'acquisto dei lavoratori.
Ora, non crediamo serva necessariamente una laurea in economia alla Bocconi per capire che aumentando la pressione fiscale e i costi alle famiglie, che sono già finanziariamente al collasso e diminuendo nel contempo gli stipendi, la domanda sui mercati calerà inevitabilmente; non per protesta ma perché effettivamente di risorse finanziarie non ne abbiamo più.
Se rapportiamo poi il tutto in un territorio come il Polesine, dove le aziende sono già poche, con molte di loro da tempo in sofferenza, temiamo che questa manovra, prodotta dai nostri luminari dell'economia, non sia che l'ultimo colpo ad un mercato già profondamente segnato e dagli equilibri ormai incerti.
Il decreto "salva Italia" servirà a poco se usato solo per tappare i buchi. Dobbiamo invece ridare forza alle aziende italiane per risollevarsi e ripartire recuperando capitali dall'evasione fiscale.
Ingredienti della ricetta: la tanto decantata, ma mai applicata, riduzione effettiva e drastica dei costi della politica, l'accorpamento dei comuni sotto i 10000 abitanti, l'eliminazione delle provincie, la diminuzione dei parlamentari, la riduzione fino al 50% degli stipendi di consiglieri regionali e parlamentari, con penalizzazioni per gli assenteisti. La riduzione di questi sprechi infiniti permetterà di recuperare quei miliardi di euro necessari per affrontare un riordino dei sistemi di controllo fiscale riducendo l'abnorme evasione (160 miliardi di euro annui è la stima ufficiale) e dando respiro ai cittadini consentendo loro di scaricare le spese sostenute pagando le imposte sul netto di quelle già pagate.
Una legislazione chiara e un recupero dell'evasione permetterebbero anche di abbassare la tassazione sul lavoro in favore di imprese e lavoratori rilanciando l'economia nazionale.
Si troverebbero in questo modo le risorse per incentivare il "made in Italy" e, magari, il commercio a km 0, dando nel contempo maggiori spazi a soluzioni alternative come i g..a.s. (gruppi di acquisto solidale).
Non si tratta di fantapolitica, sono tutte proposte che esistono da anni. Perché nessuno ha mai pensato di metterle in pratica?
Ormai hanno scavato il fondo del barile, non ce la facciamo più.
Abbiamo urgenza di una politica economica giusta e sostenibile, perché è ormai evidente che questa non è solo inefficace, ma addirittura dannosa per tutti.

Andrea Mazzuccato

Movimento 5 Stelle

I candidati a Adria


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