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MoVimento 5 Stelle

Albano Laziale - 



Gentile Sig.Aversa,

Ha sollevato molte domande con il suo articolo(teniamo a precisare che questo articolo è uscito anche su altri giornali on-line): le rispondiamo con piacere, a parte la cortesia o eventuali obblighi, perché ciò ci dà l'opportunità di chiarire una volta di più cosa significa far parte del MoVimento 5 Stelle e qual è la differenza rispetto alle formazioni politiche tradizionali.
Partiremo da ciò che ci riguarda più da vicino, ovvero le questioni che riguardano la realtà locale: lì nasce la nostra esperienza ed è proprio sul territorio che si concentra il nostro sforzo di cambiare le cose, senza sedi, senza strutture, ma con l'impegno individuale di ognuno degli attivisti. [Precisiamo che quelle che seguono sono le opinioni del M5S di Albano Laziale e che facciamo riferimento a quanto già reso pubblico nel 2010 quando ci presentammo in tale comune per le elezioni amministrative]

1. Qual è il programma di vita economica (vocazione-aspirazione) che pensate per i Castelli romani?

I Castelli Romani hanno un cuore pulsante che è tenuto in vita da due elementi, il suolo ed il patrimonio storico-artistico; è persino banale ribadire che agricoltura e turismo dovrebbero mantenere un ruolo importante nel contesto dell'economia locale. Quindi, ad esempio, stop alla cementificazione (che deturpa il territorio e sottrae terreni arabili) e sì invece alla riqualificazione degli edifici esistenti, quelli dismessi ed abbandonati. Proprio pochi mesi fa ad Albano abbiamo presentato uno studio dettagliato di recupero del centro storico, fatto conoscere a cittadinanza e amministrazioni tramite un'assemblea pubblica di cui può trovare i dettagli a questo link
Ha fatto cenno alle aspirazioni dal territorio, passiamo alle persone. Dall'anno scorso abbiamo infatti messo in cantiere un "Progetto lavoro"che ribalta la prospettiva usuale: interrogare chi non ha lavoro sulle proprie aspirazioni e poi passare a verificare nella realtà locale le possibilità di impiego. Quanti archeologi, architetti, ingegneri o anche operai abbiamo costretto ad andare fuori sede, nella capitale o più lontano, magari sottopagati, che potremmo invece tenere qui a migliorare il posto in cui vivono? In quest'ottica abbiamo anche studiato la possibilità di dare vita ad un circuito di moneta complementare, che potrebbe dare un po' d'ossigeno ai comuni e consentirgli magari di avviare dei progetti pilota come quello appena esposto.
Parlando di economia però, questi sono forse solo dettagli, la cosa importante è rendersi conto che il modello del consumismo sfrenato, del neoliberismo e della magica moltiplicazione del denaro è finito: in Europa, in Italia e così ai Castelli. La meta è un modello in cui sviluppo non significa consumo e ricchezza non vuol dire PIL.

2. Qual è il cambiamento che vorreste proporre sulla qualità-gestione del potere locale nei Castelli? Facendo esempi: per le giunte di centrosinistra e per quelle di destra.

Ci permetta, fuor di polemica, di far presente che la domanda presenta qualche ambiguità e forse anche un po' di confusione...
Ad ogni modo, a nostro avviso, la gestione del potere a livello locale appare pessima: i soliti vecchi schemi, poche idee e ancora meno fatti concreti. Da un lato come dall'altro, il benessere dei cittadini è quasi sempre subordinato a quello di parte e le poche iniziative lodevoli si arenano spesso davanti alle consuete beghe di potere: voto di scambio, raccomandazioni, municipalizzate gestite come aziende di famiglia.
Da due anni proponiamo ai Comuni del bacino di associarsi per la gestione dei rifiuti, accordandosi per una raccolta differenziata spinta, avendo i Castelli Romani quelle masse critiche sufficienti per mettere in piedi un vera gestione, associazione, o consorzio che si dica, che dovrà controllare la sola gestione della raccolta. Il riciclo e la loro trasformazione in materie prime seconde sarà nelle mani delle domande d'offerta; tutto ciò è il solo modo per uscire definitivamente dalla logica suicida delle discariche e degli inceneritori, che (giustamente) nessuno vuole sui propri territori.
Anche in questo caso la proposta è stata presentata con tanto di studio di fattibilità, aiutati anche da tecnici del Consorzio dei Navigli (Mi): fatta salva qualche rara eccezione, non abbiamo ricevuto che timide risposte, silenzi e, in qualche occasione, vero e proprio ostruzionismo, soprattutto ad Albano.
Sosteniamo il coinvolgimento attivo della cittadinanza attraverso le associazioni e i comitati di quartiere: la creazione di assemblee locali in grado di esprimere parere consultivo, l'ingresso di esponenti della società civile nella gestione dei beni comuni (i rifiuti, ma anche l'acqua e tutto ciò che ha un valore collettivo) non sono fantapolitica. Perché le amministrazioni non se ne fanno promotrici?
Ecco degli esempi validi per tutti i piddì-più-o-meno-elle in circolazione: non sono i "rappresentanti-portavoce" del M5S a chiederlo bensì, come le giornate elettorali che stiamo vivendo dimostrano, una crescente maggioranza dei cittadini e il buon senso (del quale sì, ci sentiamo rappresentanti). Chi ravvede in tutto ciò, strumenti da utilizzare a proprio favore o per giochini di casta/partito, fa parte della storia ipocrita di questo Paese, e se ne allontanerà presto.

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3. Quale iter avete in mente per proporre liste locali di M5S?

L'iter è sempre lo stesso e, in realtà, noi non proponiamo un bel niente. Sono i cittadini, qualora in un dato comune lo ritengano necessario, a riunirsi e a creare un gruppo locale. Le regole sono poche e semplici: che i candidati siano non solo incensurati e senza tessere di partito, ma anche residenti del posto o quanto più possibile inseriti nella vita della comunità in cui si presentano, e soprattutto nessuna coalizione nemmeno con liste civiche, per evitare di unirsi a possibili "liste civetta", ovvero liste di partito che potrebbero danneggiare la trasparenza e la coerenza che cerchiamo di difendere.
Dopodiché si fa domanda allo staff del blog BeppeGrillo.it per ricevere l'autorizzazione a utilizzare il simbolo, richiesta che in presenza dei requisiti summenzionati è accolta in modo praticamente automatico. Trattasi di questioni etiche, che in una società civile dovrebbero essere l'ABC, ma non qui, a quanto sembra, e allora, ben venga che a ricordarle sia stato un comico, non candidato e non iscritto a nessuna lista a 5 stelle.
Ma ciò che veramente conta non sono le elezioni, quelle sono solo una possibile e naturale maturazione di un gruppo (meetup) che in un certo senso conclude un processo di vita civica più o meno diretta per cercare di realizzare in maniera più autorevole quello che normalmente cerchiamo di proporre e realizzare tra mille difficoltà (non avendo i mezzi che un'amministrazione può avere), ma non è necessariamente la componente più importante. Che si crei un gruppo di cittadini attivi sul territorio, che lavorino insieme e migliorino i paesi in cui vivono, questo è ciò che ha più valore per noi. Le liste, le elezioni, possono anche non esserci. Se la politica non fosse stata presa in mano da squali e approfittatori avremmo fatto a meno di candidarci; è proprio vero, siamo cittadini con l'elmetto. Se continuerete a volerci ridurre ai soliti schemi, allora non capirete mai la vera rivoluzione che stiamo proponendo: il mettersi in gioco senza speculazioni. Togliamo i soldi e le aziende ai partiti e il gioco è fatto. Persone tra le persone e non SpA che governano l'Italia intera.
Per concludere vorremmo riprendere la sua domanda (quale iter avete in mente per proporre liste locali di M5S?) e chiarirle il fatto che noi non decidiamo nulla per nessuno. Non siamo una sede centrale partitica che detiene il monopolio dei Castelli Romani e va da sé che non possiamo e non vogliamo in alcun caso creare a tavolino liste civiche in un paese piuttosto che un altro. Sia ben chiaro come detto sopra prima di formare una lista civica bisogna lavorare sul territorio e proporre alternative valide, poiché una lista civica M5S non nasce dal nulla come funghi dopo un piovasco.

4. Eventualmente - visto che casi concreti si stanno verificando, ai ballottaggi sareste comunque anti-sinistra o manderete affanculo il PDL locale?

L'accusa di connivenze di Grillo o di chicchèssia nel MoVimento col PDL sono talmente risibili da cadere da sé. Chiunque ci conosce appena un po' più che superficialmente sa che qui non ci sono ne tatticismi, ne manuali cencelli, ne anti-sinistra, ne anti-destra e neppure la tanto sbandierata "antipolitica".
Semmai è la sinistra stessa ad aver fatto l'anti-sè stessa e ad essere responsabile del proprio suicidio politico. Piuttosto qualcuno dovrebbe ringraziarci di star evitando derive ed estremismi che, partendo da altrove, rischiano di tornare a travolgere l'Europa. Altro che gli intimidatori "Cosa accadrebbe... se un giorno..." farfugliati da Mauro Mazza all'indomani del primo V-Day.
Qui è importante che capiate bene una cosa: il Movimento 5 Stelle è fatto di cittadini e non di mestieranti. Gli stessi che nel 2007 hanno riempito le piazze di tutta Italia a centinaia di migliaia per presentare delle proposte di legge (Parlamento Pulito, altro che antipolitica!) e a cui si è fatto orecchie da mercante; quelli che pochi anni dopo sono scesi di nuovo in strada per chiedere un referendum che abrogasse i finanziamenti pubblici ad una stampa evidentemente prezzolata, comprata dai partiti con quei soldi e quindi non attendibile.
Sì ,ci presentiamo alle elezioni. Sì, abbiamo consiglieri e portavoce eletti come i partiti. Tecnicamente potete definirci tali, se vi mette serenità nel confrontarvi con ciò che è irriducibilmente diverso e non inseribile in categorie. Ma i partiti sono appunto "di parte", sostengono interessi di una parte della popolazione (quella che li vota) rispetto ad un altra. Non è la nostra visione: vogliamo che la politica diventi un servizio civico, che tutti ne facciano un po' e per un po' (come una volta il servizio militare, ma senza coercizioni stavolta). Tutti nell'interesse di tutti. Quando ciò accadrà, quando questa sarà realtà, allora sì, avremo vinto. È molto più che una poltrona a sindaco o un'elezione.

Cordiali saluti,
MoVimento 5 Stelle Albano Laziale


Albano Laziale - 



Al di là del servilismo e della ricerca ossessiva della "notizia che fa notizia" di alcuni giornalisti che aleggiano nei cortei con in tasca tessere di partito, ci sentiamo in dovere di raccontare ciò che realmente sta accadendo tra i cittadini dei Castelli Romani. La battaglia legale e la mobilitazione, dei NOINC, continua, con cittadini che portano avanti assemblee e nobili iniziative, prima tra tutti il posizionamento di uno striscione per dire NO ALL'INCENERITORE su tutti i balconi delle città interessate, dei Castelli Romani. L'iniziativa sta prendendo velocemente piede, e non essendo eclatante e non vedendo un "marchio di partito" ovviamente la stampa, non tutta, tace così come la politica.
Le amministrazioni soffrono l'iniziativa cittadina, e rispondono con dei paradossi degni di questo paese: vedi "comitati della legalità", vedi Albano e non solo, che evidenziano ancor di più la miopia decisamente patologica che affligge le finestre dei palazzi, la quale impedisce di rendersi conto dei soprusi illegali che avvengono nei propri confini. Ci consolerebbe il fatto allora, che le amministrazioni possano appoggiare un coordinamento cittadino, rendendosi partecipi e attivi nell'iniziativa appendendo uno striscione fuori palazzo Savelli, se parliamo per Albano, oppure in altro luogo pubblico. Uno striscione non provoca nano-particelle, ne diossina, ne consuma migliaia di litri d'acqua l'ora ... può però incentivare alla coesione per una lotta che non ha bandiere e che soprattutto non è ipocrita.

Striscione no inceneritore.jpg

Quale procedura legale va seguita affinchè se ne possa vedere uno per il corso di Albano di Ariccia o di Genzano? Legale, tanto quanto quel concetto di "legalità" violentato già troppe volte a Roncigliano,ma non solo ... invasi senza collaudi o comunque sospetti consensi degli uffici tecnici addetti a chissà quale controllo.Terrapieni al di sotto dei 20 metri dall'Ardeatina, collaudi o non-collaudi che si dica, genio civile assente, sovraintendenza data per dispersa, ignorando vincoli archeologici nella costruzione del VII invaso che, ricordiamolo, per non venir meno alla "legalità" hanno posizionato ben al di sotto dei 200 metri di distanza,previsti per legge, dalla prima abitazione.
E per l'inceneritore? Gara assente ovviamente, pareri delle ASL non rispettati continui scaricabarili di responsabilità sulla situazione disastrosa creatasi in merito alla questione rifiuti.
Allora ci appelliamo al buon senso, alle dichiarazioni e alle iniezione di perbenismo dell'Elite cittadina che dovrebbe tutelarci, che poca attenzione presta ad alcuni fatti veramente illegali. A voi, amministratori ed anche funzionari di PALAZZO, voi che ad Albano, Matteiani e Mariniani, ci private di vedere ancora la raccolta differenziata, compartecipi quindi al disastro che sta avvelenando e avvelenerà i cittadini dei castelli romani che ormai continua dal 1979 vi chiediamo l'affissione di uno striscione, fuori anche dalle vostre case, ne sarebbe felice anche la vostra IPOCRISIA ... STAY TUNED

PS:per ogni adesione contattare il gruppo facebook


Albano Laziale - 



Al di là del servilismo e della ricerca ossessiva della "notizia che fa notizia" di alcuni giornalisti che aleggiano nei cortei con in tasca tessere di partito, ci sentiamo in dovere di raccontare ciò che realmente sta accadendo tra i cittadini dei Castelli Romani. La battaglia legale e la mobilitazione, dei NOINC, continua, con cittadini che portano avanti assemblee e nobili iniziative, prima tra tutti il posizionamento di uno striscione per dire NO ALL'INCENERITORE su tutti i balconi delle città interessate, dei Castelli Romani. L'iniziativa sta prendendo velocemente piede, e non essendo eclatante e non vedendo un "marchio di partito" ovviamente la stampa, non tutta, tace così come la politica.
Le amministrazioni soffrono l'iniziativa cittadina, e rispondono con dei paradossi degni di questo paese: vedi "comitati della legalità", vedi Albano e non solo, che evidenziano ancor di più la miopia decisamente patologica che affligge le finestre dei palazzi, la quale impedisce di rendersi conto dei soprusi illegali che avvengono nei propri confini. Ci consolerebbe il fatto allora, che le amministrazioni possano appoggiare un coordinamento cittadino, rendendosi partecipi e attivi nell'iniziativa appendendo uno striscione fuori palazzo Savelli, se parliamo per Albano, oppure in altro luogo pubblico. Uno striscione non provoca nano-particelle, ne diossina, ne consuma migliaia di litri d'acqua l'ora ... può però incentivare alla coesione per una lotta che non ha bandiere e che soprattutto non è ipocrita.

Striscione no inceneritore.jpg

Quale procedura legale va seguita affinchè se ne possa vedere uno per il corso di Albano di Ariccia o di Genzano? Legale, tanto quanto quel concetto di "legalità" violentato già troppe volte a Roncigliano,ma non solo ... invasi senza collaudi o comunque sospetti consensi degli uffici tecnici addetti a chissà quale controllo.Terrapieni al di sotto dei 20 metri dall'Ardeatina, collaudi o non-collaudi che si dica, genio civile assente, sovraintendenza data per dispersa, ignorando vincoli archeologici nella costruzione del VII invaso che, ricordiamolo, per non venir meno alla "legalità" hanno posizionato ben al di sotto dei 200 metri di distanza,previsti per legge, dalla prima abitazione.
E per l'inceneritore? Gara assente ovviamente, pareri delle ASL non rispettati continui scaricabarili di responsabilità sulla situazione disastrosa creatasi in merito alla questione rifiuti.
Allora ci appelliamo al buon senso, alle dichiarazioni e alle iniezione di perbenismo dell'Elite cittadina che dovrebbe tutelarci, che poca attenzione presta ad alcuni fatti veramente illegali. A voi, amministratori ed anche funzionari di PALAZZO, voi che ad Albano, Matteiani e Mariniani, ci private di vedere ancora la raccolta differenziata, compartecipi quindi al disastro che sta avvelenando e avvelenerà i cittadini dei castelli romani che ormai continua dal 1979 vi chiediamo l'affissione di uno striscione, fuori anche dalle vostre case, ne sarebbe felice anche la vostra IPOCRISIA ... STAY TUNED

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Albano Laziale - 



Al di là del servilismo e della ricerca ossessiva della "notizia che fa notizia" di alcuni giornalisti che aleggiano nei cortei con in tasca tessere di partito, ci sentiamo in dovere di raccontare ciò che realmente sta accadendo tra i cittadini dei Castelli Romani. La battaglia legale e la mobilitazione, dei NOINC, continua, con cittadini che portano avanti assemblee e nobili iniziative, prima tra tutti il posizionamento di uno striscione per dire NO ALL'INCENERITORE su tutti i balconi delle città interessate, dei Castelli Romani. L'iniziativa sta prendendo velocemente piede, e non essendo eclatante e non vedendo un "marchio di partito" ovviamente la stampa, non tutta, tace così come la politica.
Le amministrazioni soffrono l'iniziativa cittadina, e rispondono con dei paradossi degni di questo paese: vedi "comitati della legalità", vedi Albano e non solo, che evidenziano ancor di più la miopia decisamente patologica che affligge le finestre dei palazzi, la quale impedisce di rendersi conto dei soprusi illegali che avvengono nei propri confini. Ci consolerebbe il fatto allora, che le amministrazioni possano appoggiare un coordinamento cittadino, rendendosi partecipi e attivi nell'iniziativa appendendo uno striscione fuori palazzo Savelli, se parliamo per Albano, oppure in altro luogo pubblico. Uno striscione non provoca nano-particelle, ne diossina, ne consuma migliaia di litri d'acqua l'ora ... può però incentivare alla coesione per una lotta che non ha bandiere e che soprattutto non è ipocrita.

Striscione no inceneritore.jpg

Quale procedura legale va seguita affinchè se ne possa vedere uno per il corso di Albano di Ariccia o di Genzano? Legale, tanto quanto quel concetto di "legalità" violentato già troppe volte a Roncigliano,ma non solo ... invasi senza collaudi o comunque sospetti consensi degli uffici tecnici addetti a chissà quale controllo.Terrapieni al di sotto dei 20 metri dall'Ardeatina, collaudi o non-collaudi che si dica, genio civile assente, sovraintendenza data per dispersa, ignorando vincoli archeologici nella costruzione del VII invaso che, ricordiamolo, per non venir meno alla "legalità" hanno posizionato ben al di sotto dei 200 metri di distanza,previsti per legge, dalla prima abitazione.
E per l'inceneritore? Gara assente ovviamente, pareri delle ASL non rispettati continui scaricabarili di responsabilità sulla situazione disastrosa creatasi in merito alla questione rifiuti.
Allora ci appelliamo al buon senso, alle dichiarazioni e alle iniezione di perbenismo dell'Elite cittadina che dovrebbe tutelarci, che poca attenzione presta ad alcuni fatti veramente illegali. A voi, amministratori ed anche funzionari di PALAZZO, voi che ad Albano, Matteiani e Mariniani, ci private di vedere ancora la raccolta differenziata, compartecipi quindi al disastro che sta avvelenando e avvelenerà i cittadini dei castelli romani che ormai continua dal 1979 vi chiediamo l'affissione di uno striscione, fuori anche dalle vostre case, ne sarebbe felice anche la vostra IPOCRISIA ... STAY TUNED

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CIAO STEFANO


Albano Laziale - 



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A volte il sole è coperto anche se splende in mezzo al cielo.

Sono le volte quando il sole si spegne nel cuore di una persona per vivere in quello degli altri.

Sabato notte Stefano Bovi è andato a vivere nei nostri cuori.

Per sempre.

È stato uno dei migliori attivisti del 5 stelle romano. Il suo sorriso negli occhi, in ogni istante, qualsiasi cosa facesse.

Partecipiamo al lutto della famiglia sospendendo le nostre pagine divulgative fino a lunedì 30 aprile, giorno dei funerali, che si terranno a Fiumicino alle ore 15:00, in via della Scafa 171, presso la Parrocchia di S. Maria Madre della Divina Provvidenza.

Ricorderemo insieme Stefano Bovi a Ostia, domenica 13 maggio al Parco Pallotta, in Via dell'Appagliatore dalle 10:00.


Albano Laziale - 



Un altro sopruso è stato attentato da parte di ACEA, con il beneplacito di molti comuni, Roma in primis e Provincia di Roma a seguire, verso i cittadini del bacino ATO2. Infatti martedì 17 aprile presso palazzo Valentini è andato in scena un film horror degno del miglior Dario Argento sulla delibera presentata da ACEA per il rinnovo della tariffa sulle bollette dell'acqua durante la conferenza dei sindaci dell'ATO2.
Ebbene la delibera è passata senza colpo ferire, i sindaci l'hanno votata, anche se c'è stata una delegazione di 15 sindaci, troppo pochi rispetto ai 112; con capofila Genzano e Velletri che ha provato a fare ostruzione e chiedere un rinvio della conferenza anche spinti dal pungolamento continuo del comitato acqua dei castelli romani ... neanche a dirlo, richiesta di rinvio negata.
La delibera votata è un vero scempio, infatti si sarebbe dovuta eliminare la remunerazione del capitale investito, come chiesto da uno dei referendum di giugno 2011, ma così non è stato perché ACEA in pratica aumenterà del 3,5% la bolletta con un sicuro guadagno di 1,32 miliardi di euro dal 2012 al 2024, in barba a quanto deciso dai cittadini italiani.
Poi sempre all'interno della delibera c'era l'applicazione del parametro MALL, un coefficiente che misura la qualità del gestore e penalizza lo stesso se ci sono dei problemi di gestione. Fino adesso non era mai stato applicato, nonostante sia previsto dalla legge e sia stato votato nei consigli comunali, perché ACEA non ha mai fornito i dati per calcolarlo. ACEA non avendo nessun tipo di penale si è ben guardata dal presentare i dati, tutto questo anche perché i sindaci non hanno mai forzato la mano su questo punto. Finalmente, si fa per dire, arrivati al 2012 verrà applicato. C'è un però, uno degli aspetti che si deve prendere in considerazione è la qualità dell'acqua. Ai Castelli Romani ad esempio la STO (segreteria tecnica operativa) ha detto che l'acqua gode di ottima qualità. Come la STO ha potuto decretare questo? Ebbene il gestore ha richiesto a tutte le Asl dell'ATO2 i dati e l'unica ASL che non ha risposto è proprio la nostra: l'RMH. La STO si è però ricordata che c'era un piccolo problema di arsenico e fluoro, ma ha detto che dato che c'era la deroga i dati non servivano ... se la cantano e se la suonano.

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Quindi la nuova tariffa media che ACEA applicherà è derivata da tutti questi punti. Al gestore poi viene riconosciuto, sempre da parte di quella politica che è contro i suoi cittadini, un bonus di 94 milioni di euro per compensare il fatto che i cittadini stanno più attenti e quindi stanno risparmiando acqua e quindi ACEA ne ha venduta di meno con meno ricavi.
Di tutta questa storia la cosa più agghiacciante è come la provincia si sia letteralmente prostituita ai voleri di ACEA, infatti il solito sindaco di Genzano, al momento del voto ha richiesto la verifica del numero legale all'assessore all'ambiente della provincia (deve essere un problema di questi assessorati, anche ad Albano ne sappiamo qualcosa) Civita che per tutta risposta ha dichiarato che essendoci Roma si poteva procedere con la votazione. Al momento del voto c'erano 20 sindaci su 112 presenti ... un grande esempio di democrazia.
Adesso i sindaci avranno 90 giorni di tempo per proporre emendamenti prima che la delibera sia approvata, ci chiediamo come andrà a finire questa brutta storia.
E veniamo ai sindaci, ne abbiamo sentiti molti, soprattutto del bacino dei Castelli romani, lamentarsi della scarsa qualità dell'acqua ricevuta dal gestore che non rispetta i cittadini per via delle bollette impazzite, allora che altro deve fare ACEA affinchè i comuni dicano basta? Forse qualcosa si muove, c'è in atto una congiunzione astrale tra i sindaci dei Castelli chissà che porti a qualcosa di buono!!!
Mentre per il comune di Albano la vittoria più bella alla conferenza dei sindaci è stata quella di aumentare a 90 giorni gli emendamenti (NO COMMENT), i cittadini di Albano attendono ancora la modifica dello Statuto affinchè l'acqua sia un bene comune privo di profitto.
Chissà quando ci sarà il prossimo consiglio comunale ad Albano, l'ultimo è stato il 28 febbraio ... mi raccomando non li disturbate troppo a palazzo Savelli, magari stanno riflettendo per proporre una delibera per bloccare l'inceneritore e tramutare l'acqua in vino ecco perché ci mettono tanto a convocare il consiglio comunale.

Si scrive acqua ma si legge democrazia

Movimento 5 stelle Albano Laziale

AD ALBANO SARA' DURA


Albano Laziale - 



Quasi tremila persone sabato 14 Aprile sono scese per le strade di Albano a gridare forte il loro NO all'Inceneritore di Roncigliano, un impianto strumento di morte al quale è stato dato via libera poco più di un mese fà da parte del Coniglio di Stato. Cittadini, mamme, ragazzi, bambini, hanno sfilato sotto un'unica bandiera, quella del NOINC, sotto l'unica volontà di vedere salvaguardato il loro territorio, il loro ambiente e i loro figli. Un corteo pacifico, al contrario di quello che hanno voluto far credere giornali e televisioni che, come la storia di questo paese insegna, hanno subito allargato i canali all'imbecillità più meschina. C'era d'aspettarselo che a seguito delle ultime iniziative legali e di mobilitazione intraprese, vedi la denuncia contro il Ministro Clini e le denunce per il blocco della discarica di Roncigliano del 3 febbraio scorso, la mano "forzuta" del potere accarezzasse, così come in Val di Susa, anche i cittadini di Albano. A corteo terminato, con tanto d'assemblea pubblica notevolmente partecipata, sulla Via Appia, è andato in scena un film che forse questo asse viario, tanto famoso nel mondo, non avrebbe mai voluto vedere.
Il corteo rivelava nella sua conclusione, di ritorno a piazza Mazzini uno schieramento di forze mai visto prima ad Albano e a Villa Doria: studenti che sfilavano in maniera totalmente pacifica, percorsi neanche 50 metri, costeggiando quella che era la Villa di Pompeo Magno, hanno visto innescarsi il solito escamotage per dimostrare la forza del NonStato tramite i consueti interventi repressivi a suon di Manganelli. A farne le spese questa volta sono stati una signora con una gamba rotta e altri due ragazzi con fratture al braccio ... ma non solo.
Un ragazzo di 17 anni, è stato prelevato a forza da reparti celere, quando il corteo si era concluso da più di un'ora. Non è ancora del tutto chiaro il perchè, né le ragioni di tale durezza nell'intervento, avvenuto a Via Aurelio Saffi come hanno potuto osservare i presenti. Le autorità hanno sicuramente a loro disposizione strumenti di intervento sia giuridici che pratici idonei a tutelare l'ordine pubblico senza ledere al contempo i diritti civili: non ci sembra che questo equilibrio sia stato mantenuto in tale caso, soprattutto considerando che il sogetto interessato è un minore.

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Trovato il capo espiatorio ecco che il film ha avuto inizio. Una vera e propria rappresaglia che non ha visto coinvolto solo un ragazzo di 16 anni ma anche altri ragazzi, identificati e forse denunciati viste le notifiche mancanti, colpevoli solo del fatto di essersi recati a piedi sotto il commissariato di Albano, mentre Albano stessa era ancora abbagliata dalla luce dei lampeggianti a ricordare che il G8 di Genova è storia di soli 10 anni fa. E cosa si chiedeva? Semplicemente il perché di quell'intervento. La risposta? Accerchiamento delle forze dell'ordine ed il blocco dell'Appia.
Un film in grande stile, che conferma ancora di più il profondo, infernale baratro in cui è precipitato questo paese. Ogni giorno che passa equivale a libertà soppresse, persino quella di sostare su di un marciapiede ... camuffandola come presidio non autorizzato o perché no "assembramento sedizioso" da trascorso ventennio.
Non sta a noi giudicare chi ha sbagliato cosa: sabato ci trovavamo tutti a ribadire il nostro NO ad un sistema scellerato, riconducibile solo alla politica che negli ultimi trent'anni ha annichilito questo Paese. Dietro le IPOCRISIE concubine del profitto e colluse con sporchi interessi economici, personaggi ambigui mascherati da uomini politici, o meglio di partito stanno mietendo vittime in ogni angolo d'Italia.
La vera causa del malcontento, così come per numerosissime altre vertenze sul territorio nazionale, procede da loro. Partì infatti nel 2007 sotto Marrazzo, la volontà di localizzare a Roncigliano il Cancrovalorizzatore più grande d'Europa, con il trasversale benestare di PD, PDL, UDC, IDV, destre e sinistre regionali.
Chi li segue, nei metodi e nei modi, è complice del Sistema, ne è causa e vero responsabile.
Invitiamo tutti a non spaventarsi: il film ad Albano lo scriveranno i cittadini che amano questi luoghi, i quali da troppo tempo sognano un finale diverso, un sogno che merita essere tramutato in realtà.
Ora e sempre NO all'Inceneritore dei Castelli Romani e, uniti ora più che mai, sì alla raccolta differenziata mirata al riciclo e al riuso per tutti i Castelli Romani.

Movimento 5 stelle Albano Laziale


Albano Laziale - 



INVITIAMO TUTTA LA CITTADINANZA NON SOLO DEI CASTELLI ROMANI A PARTECIPARE ALLA MANIFESTAZIONE DI SABATO 14 APRILE ORE 15:30 IN PIAZZA MAZZINI AD ALBANO LAZIALE PER RIBADIRE UN FORTE NO ALL'INCENERITORE DI ALBANO

Spot manifestazione 14 aprile from massimo fracassi on Vimeo.

Che il rifiuto rappresenti una risorsa e non un elemento da incenerire e/o ricoprire con uno strato di terra non sembra essere ancora un concetto chiaro a tutti, soprattutto alla politica, vecchia nei corpi e nelle menti. Dichiarazioni recenti provenienti dalle valli e dai monti dei Castelli Romani evidenziano questo stato. Dato ormai ovvio che la raccolta differenziata rappresenti l'unico metodo per uscire dal disastro ambientale provocato dal sistema sin qui utilizzato nella gestione dell'indifferenziato, diventa doveroso spendere due parole sulla giusta impostazione di un sistema che dia risultati virtuosi al e per il territorio. Non meno di un anno fa proponemmo per tutti i Castelli Romani una gestione territoriale condivisa della raccolta differenziata, in cui tutti i comuni, gli stessi 11 del Bacino Orientale di Roma che nel 2007 furono favorevoli alla localizzazione marrazziana dell'inceneritore ad Albano Laziale, si configurassero come unico ente gestore della sola ed esclusiva raccolta del differenziato.
Il MoVimento 5 Stelle di Albano e Genzano propose questo sistema avvalendosi dell'aiuto di tecnici del Consorzio dei Navigli (Mi), che stesero uno studio di fattibilità esposto durante tre incontri, tra marzo e luglio 2011. Il sistema consortile in uso vicino a Milano, ma anche in altre realtà come Toscana (Capannori) e Sardegna, garantirebbe infatti il raggiungimento immediato della massa critica indispensabile per mandare a regime da subito economicamente e sistematicamente, il riciclo ed il riuso dei materiali. Come? Appunto, con la nascita di impianti in grado di gestire il differenziato e l'organico, ovvero quelle materie prime seconde utili all'indotto industriale-manifatturiero. Impianti non dannosi, con trattamento a freddo, e con costi di realizzazione e di gestione inferiori dell'80/90% rispetto agli inceneritori. Purtroppo ad oggi nulla si è mosso. Da una parte Ariccia, all'epoca l'unica interessata al progetto forse perché consapevole dei costi di una raccolta porta a porta non condivisa con più comuni, sembrava avesse trovato accordi con Ciampino e Ardea, proponendo anche un impianto per il compostaggio. Dall'altra invece Albano, silente tutt'ora, era ed è intenzionata a proseguire con l'attuale società che gestisce i servizi di raccolta dei rifiuti, ovvero Volsca, società partecipata anche dal comune di Velletri, ed in parti più piccole da Anzio e Lariano. Risposte dalle altre realtà ancora non sono pervenute e questo la dice lunga sulla tutela dell'ambiente che queste amministrazioni sbandierano durante le campagne elettorali in materia di salvaguardia del territorio e che poi invece per nulla attuano.
Se non si arriva ad una gestione intercomunale dei servizi di raccolta porta a porta in cui autorità e responsabilità appartengano ad un unico ente, il quale si occupi della sola raccolta, discariche ed inceneritori non cesseranno mai d'esistere.

L'abbattimento dei costi e, quindi, la vera applicazione delle TIA nascono se si percorre solo ed esclusivamente questa strada, altrimenti (vedi Ariccia) la necessità di "virtuosismi" gestionali per incentivare la raccolta facendo guadagnare la società sopra una certa percentuale di raccolta, è lodevole in prima istanza per un cambio di rotta sulla gestione dei rifiuti, ma inconcludente poi nel risparmio da parte dei cittadini a partire dal 4° anno di raccolta. La carenza di massa critica forse, l'amministrazione ariccina l'aveva prevista: da lì la necessità di allargare il bacino di raccolta passando a quel sistema unico di cui si andava parlando 10 mesi fa.
Ad oggi all'indifferenza si aggiunge anche la beffa. E' inammissibile che alla luce di quanto già detto ci sia la volontà di incorporare a società già esistenti anche la gestione del trattamento del differenziato. E veniamo a Volsca. Secondo quanto dichiarato lo scorso 17 marzo, durante la conferenza organizzata ad Albano dall'associazione Salviamo i Castelli Romani, dal Consigliere con delega ai rifiuti Luca Andreassi, sembrerebbe che un nascente impianto di compostaggio con futura centrale a BIOGAS (neanche fossimo l'ultimo contesto abitativo sulle Ande in deficit d'energia) e l'ingresso di privati con un 40% massimo in Volsca per la realizzazione dell'impianto possa essere una valida alternativa. Purtroppo non è così semplice: la collusione è un'arma costantemente puntata su questo paese. Raccolta e gestione del trattamento del differenziato vanno separate, come anche la gestione dei costi e delle spese onde evitare conflitti d'interesse che pregiudichino l'efficienza della raccolta porta a porta, primo passo dell'alternativa a discariche e inceneritori. Inoltre tra i nomi fatti, in quanto tra i pochi ad avere le caratteristiche per partecipare alla futura gara d'assegnazione, spiccano Ama e Acea: nomi che ci spaventano un pochino, considerando la loro compartecipazione in società che gestiscono discariche e/o inceneritori (vedi Colari), quindi impianto di Malagrotta e purtroppo, data la recente notizia del Consiglio di Stato, anche il gassificatore di Roncigliano.
Gestione della raccolta da un lato, con il consorzio dei comuni dei Castelli Romani, trattamento delle materie prime seconde dall'altro, senza ricorrere a prese in giro con ulteriore spreco di soldi pubblici e depauperamento del territorio, confermiamo il nostro diniego sostenuto da tutti quei cittadini che credono in una vera alternativa all'attuale gestione di chiusura del ciclo dei rifiuti.
La nostra proposta vedrebbe coinvolti tutti i Castelli Romani. In un primo step 170 000 persone circa, darebbero luogo a quei quantitativi di differenziato tali da rispondere alla domanda di chi, in maniera ecosostenibile e virtuosa, voglia realizzare un centro di riciclo del differenziato ed un centro di "solo" compostaggio.


Albano Laziale - 



Quando nell'autunno 2010 il TAR del Lazio, con sentenza n°76340, accolse pienamente le richieste del Coordinamento contro l'inceneritore di Albano di fatto annullando la VIA che ne autorizzava la costruzione, avevamo pensato -bisogna ammetterlo- di aver vinto.
Pensavamo che una sentenza così netta, così puntuale nel far proprie le ragioni di chi aveva denunciato tutte le irregolarità, le forzature, le approssimazioni di coloro che invece volevano a tutti i costi l'impianto, dentro e fuori dalle istituzioni, non potesse essere che confermata anche nell'ultima fase di giudizio, ovvero il Consiglio di Stato, a cui Co.E.Ma e Cerroni (il tristemente noto "re della monnezza" che da decenni detiene il monopolio della gestione dei rifiuti nel Lazio) avevano immediatamente fatto ricorso.
Abbiamo continuato a pensarlo anche dopo la sconcertante dichiarazione del ministro dell'ambiente Corrado Clini, secondo cui le "procedure" per la costruzione dell'impianto erano state sbloccate, non prendendo troppo sul serio le parole di un personaggio che tra il 1996 e il 1997 venne indagato dalla procura di Verbania proprio per l'inquinamento prodotto da un inceneritore della svizzera Thermoselect (posizione poi archiviata dalla procura di Roma).
La notizia è che, purtroppo, ci sbagliavamo: la V sezione del Consiglio di Stato, con la sentenza n°1640 pubblicata lo scorso 22 marzo, ha ribaltato completamente il verdetto del tribunale amministrativo, riconoscendo "un'amplissima discrezionalità" alla Regione Lazio (Giunta Marrazzo) a cui erano contestate le irregolarità summenzionate, riportandoci al punto di partenza.
Inutile nascondere l'amarezza di chi, dentro o fuori, ma comunque a fianco del No Inc sta combattendo, da anni, contro questo ennesimo ecomostro: un progetto insensato, il camino più alto d'Europa, da costruire con una tecnologia rivelatasi già fallimentare (un impianto "gemello" chiuso anni fa per malfunzionamento a Karlsruhe, in Germania) che succhierà milioni di litri d'acqua dando il colpo di grazia ad un bacino già in crisi e contaminato da alti livelli di arsenico e metalli pesanti. Legali, tecnici e chimici che hanno prestato il loro servizio gratuitamente, ma anche tantissimi cittadini attivi che hanno dedicato tempo, risorse ed energie per portare avanti una battaglia legale e civile: questa sentenza è uno schiaffo a loro, a noi, ad un'intera comunità, a tutti i cittadini dotati di senso civico e buona volontà dei Castelli Romani e una crudele beffa dopo le illusioni suscitate dalla vittoria al TAR.

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Spot manifestazione 14 aprile from massimo fracassi on Vimeo.

Intendiamoci: le sentenze degli organi giudiziari vanno rispettate, sia quando si vince che quando si perde; ma non si pensi che ciò metta la parola fine alla vicenda.
Perché quello che i cittadini attivi ed informati sanno (e che stranamente le istituzioni ignorano o fingono di ignorare) è che gli inceneritori non servono, lo ripetiamo da anni, come un mantra: differenziata porta a porta, riciclo, compostaggio, riuso.
Città come San Francisco hanno rinunciato con successo all'incenerimento: non possono farcela Nemi e Genzano, Pomezia e Albano?
Di più, gli inceneritori uccidono: furani, diossine, nanoparticelle, si insinuano nei polmoni, negli alveoli, persino nelle cellule e nel DNA provocando tumori. Lo dimostrano centinaia di studi a livello internazionale, lo dimostra, purtroppo, la morte di un bambino di 12 anni di Forlì, residente a Coriano, quartiere appestato dalla presenza di ben due inceneritori: nanoparticelle di tungsteno nei tessuti con conseguente tumore alla prostata, questo il referto. Ci sarà sempre chi, per miopia o interesse, metterà in dubbio il collegamento tra inceneritori e tumori, come decenni fa c'era chi (per miopia o interesse) negava il nesso tra fumo e tumori. Ma quando centinaia di studi attestano un possibile rischio, che ne è del principio precauzionale per cui, nel dubbio, va presa la decisione che mette meno a rischio la salute dei cittadini? Che ne è del ruolo di garante della salute pubblica dello Stato, dei sindaci? Con quale imperdonabile leggerezza quelli del bacino dei Castelli chiesero a gran voce "la chiusura del ciclo dei rifiuti" al fu (politicamente) Marrazzo ... salvo poi pentirsi con lacrime di coccodrillo a progetto ultimato e cantiere semi-aperto!
A chi chiederemo il conto quando anche da noi cominceranno a crescere le neoplasie, già ora sopra la media nazionale, almeno ad Albano? Dove porteremo i nuovi malati mentre gli ospedali pubblici chiudono (per quelli i soldi non ci sono, 300 milioni per l'inceneritore sì) e la prima pietra del Policlinico da inaugurare è diventata tombale, mentre giace solitaria, ironicamente a pochi metri dal futuro inceneritore?
Ma non è ancora tempo di bilanci funebri: così come pensavamo di aver vinto e ci eravamo sbagliati, non pensino di aver vinto Cerroni e i mercanti di fumo (in tutti i sensi) suoi compari. Perché una battaglia è persa, ma la guerra continua.
La continua il No Inc, che è già in procinto di presentare ulteriore ricorso alla Corte di giustizia europea.
La continuano i cittadini dei Castelli, che proseguiranno le mobilitazioni di piazza e che, in numero sempre maggiore, prendono consapevolezza che il loro territorio è sotto attacco da troppo tempo e da troppi lati e non hanno intenzione di cedere.
La continueremo noi del MoVimento 5 Stelle convinti, nonostante tutto, che le buone idee e il buon senso non possono essere sconfitti, neanche dalle sentenze.
Perchè a volte, come disse Sandro Pertini, bisogna combattere non solo senza paura, ma anche senza speranza.

MoVimento 5 Stelle Castelli Romani - Albano Laziale

Post Scriptum: il Coordinamento No Inc ha denunciato il ministro Clini per violazione del segreto istruttorio in merito a rivelazioni su una sentenza non ancora resa pubblica. Se volevano che smettessimo di credere nella giustizia, non sono riusciti neanche in quello.


Albano Laziale - 



Sembra proprio che a calpestare i diritti civili, politici, o tecnici sostitutivi che siano, hanno preso proprio gusto! È avvenuto e sta avvenendo per i NOTAV, per le discariche in Campania, Acerra inclusa, la base NATO di Vicenza (Dal Molin), la Gronda a Genova, la Turbogas ad Aprilia. Da protagonista c'è sempre la politica collusa al potere economico distruttivo, alle mafie, che insieme cooperano alla distruzione del territorio agendo nei modi più meschini possibili, ecco arrivare anche il turno di Albano Laziale. Paese di 40.000 abitanti in provincia di Roma, dove un movimento di cittadini, NOINC, si è visto dare sentenza non da un organo giuridico, come di diritto, ma bensì da un Ministro, quello all'ambiente, Corrado Clini. Ad Albano si è in attesa dal 28 febbraio di sapere la sentenza del Consiglio di Stato (devono passare 60 giorni dal deposito in cancelleria della sentenza), sull'impianto d'incenerimento previsto nel nostro territorio comunale. La legge, che prevede il segreto istruttorio fin quando la sentenza non è resa pubblica, è stata invece violata dalle dichiarazioni del Ministro il quale ha definito imminente l'inizio dell'opera.
Tale affronto, che si aggiunge a 6 anni di attese, di presìdi, di campeggi, di sit-in, di assemblee da parte di una popolazione che, oltre alla discarica presente sin dal lontano 1979, nel 2007 sotto il governatore Marrazzo si è trovata nel bel mezzo di terreni scelti per un impianto di incenerimento di centinaia e centinai di Megawatt, ha dato luogo ad una denuncia ed esposto contro il Ministro stesso.

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Pensare che nel cuore dei Castelli Romani, patria dei vini Doc, delle tradizioni agricole possano essere sostituiti vigneti e uliveti con ulteriori discariche ed impianto d'incenerimento è follia pura, come è totale la follia che sta traghettando questo paese alla deriva, dove ogni diritto del cittadino viene calpestato da personaggi scandalosi che si esaltano per i profitti ricavati dalla distruzione del territorio. Ricordiamo che l'impianto di Roncigliano è nato su decreto di pubblica utilità, senza gara e con i benefit del CIP6 (400 milioni di €), per i quali siamo in mora dalla Comunità Europea.
Fortunatamente laddove c'è coscienza civile e volontà popolare a tutela del territorio, vedi NOTAV e così via, fino ad arrivare al Coordinamento NOINC, la resistenza non può definirsi solo un evento storico del passato.
Il 28 febbraio 2012, alla V° sezione del Consiglio di Stato, volontà popolare da una parte e la codardia del potere economico/distruttivo dall'altro si sono scontrati a muso duro, ad un anno esatto dalla vittoria al Tar Lazio, il quale già evidenziò innumerevoli illegalità nell'iter procedurale per la scelta del sito, oltre alla scellerata proposta di chiusura del ciclo dei rifiuti.
Vorremmo ricordare al ministro, che non c'è futuro per un paese che basa il proprio futuro su questi sistemi di gestione devastante del territorio, che non avremo futuro con un debito che cresce a dismisura grazie soprattutto a queste opere inutili e dannose, che il nucleare ed i "termovalorizzatori", non valorizzano nulla,
e ad Albano, quindi ... NON SI PASSA!

Movimento 5 stelle Albano Laziale

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