Albano Laziale -
Non vuole essere una mancanza di rispetto (sappiamo già che non sarà così!!!), bensì un'esortazione, alludendo a chi recentemente ha dimostrato ben altri "connotati umani"
rispetto al non italiano, quello malfattore, arrivista, meschino.
Albano a nostro avviso non è la "Concordia", ma forse è più vicina al naufragio della fregata francese Mèduse, a cui Tehodore Gericault diede forme e colori con il dipinto "La zattera della Medusa". Il naufragio dipese da tutti, non solo dal comandante, ed il dramma si raggiunse sulla zattera stessa.
Ad Albano le cause dei disastri "socio-umanitari" in corso non vanno ricercate solamente negli ultimi anni. Gli ultimi governanti di Albano, con tutto il loro equipaggio, non avrebbero meritato di governare neanche una paperella in una vasca da bagno.
Municipalizzate, tangenziale, trasporti, discarica, e chi ne ha più ne metta, ferite aperte da decenni.
La formazione, quindi l'istruzione, è un servizio pubblico, come l'acqua, a dirigerla non dovrebbero esserci i partiti, né tantomeno le SPA. Una storia nata storta dall'inizio, ad uso e consumo dei "papponi-partitici" di turno, pronti a raccogliere consensi dal solito popolino, tanto poi a pagare c'è il popolo: quello vero, quello che non ha nulla da nascondere, quello che timbra il cartellino alle 8:00 e alle 18:00, quello che non si assenta mai, quello che non è né lacchè né servo.

Alzate i vostri deretani signori del palazzo, salvaguardate i lavoratori, poi valutate nel merito, con piena responsabilità e coraggio, e riconsegnate al servizio la propria dignità. Il denaro pubblico nasce per finanziare i servizi pubblici e chi lì svolge. Al lavoro, si deve accedere secondo ben altri metodi (pari opportunità, concorsi, meritocrazia).
Albano non è un terreno di scorribande politiche dove incrementare i propri profitti, quelli della casta e delle lobby.
Chi oggi è al comando della zattera, nei dieci anni passati non muoveva un dito quando venivano destabilizzate le basi sociali e civiche del quotidiano vivere, ne fu anzi compartecipe o assistette silente.
Non ricordiamo forti opposizioni alla nascita dell'Artungenziale,non ricordiamo promotori di alternative degne di essere definite sostenibili. Ma appena c'era e c'è da "pagliacciare" alla TV ecco imperversare i soliti saltimbanco della politica, a raccontarci la storiella delle grandi opere. Più che un'opera, trattasi di una grande idiozia e, la folle quota attuale di spesa è a pieno titolo quota parte del debito pubblico italiano. Va portata a termine nel primo tratto essendo ormai pressoché conclusa, senza spendere un centesimo in più però: vanno annullate totalmente, le tratte successive.Siamo cittadini e da cittadini vi esortiamo anche qui ad alzare i vostri sederi caldi, in quanto, lo si voglia o meno, rappresentate Albano!
E concludiamo con la discarica.
L'ennesimo schiaffo ai cittadini,una pavida amministrazione che continua a prendere per i fondelli chi abita intorno alla discarica e non solo. Lo dimostra il collaudo del VII invaso (2°lotto) della discarica di Roncigliano.Albano e provincia sono condotte dal PD meno L come tutti sappiamo, molto vicini quando c'è da inaugurare parchi giochi, latrine e l'arrivo dei Pettirossi, ma molto lontane in tema di discariche. Uffici tecnici che notificano una tegola fuori posto per qualunque casa operaia, ma rasentano il più alto livello di rincoglionimento davanti al potente Avv. Cerroni.
L'ennesima storiella tra Autorità amministrativa e Responsabilità politica. BASTA!
Come si può pensare che chi ha creato questi disastri, siano essi oggi al comando o all'opposizione, siano essi dei democratici senza "L"o con le "L", volatili della politica, nuove ERE, ecologisti e quaquaraquà, video reporter improvvisati, possano risistemare il tutto? Solo essendo IPOCRITI si può credere alla loro capacità ricostruttiva, ah giusto è il 2012 e siamo in ITALIA!
PS.sulla zattera, 20 persone morirono (o si suicidarono) già la prima notte. Al nono giorno i sopravvissuti si diedero al cannibalismo. Il tredicesimo giorno, il 17 luglio, dopo che molti erano morti di fame o si erano gettati in mare in preda alla disperazione, i superstiti vennero salvati dal battello Argus; cinque morirono la notte seguente... La zattera condusse i sopravvissuti alle frontiere dell'esperienza umana. Impazziti, assetati e affamati, scannarono gli ammutinati, mangiarono i loro compagni morti e uccisero i più deboli


