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Cappuccini, luogo simbolo della penuria d'acqua e del depauperamento delle risorse


Albano Laziale - 



Cappuccini, luogo simbolo della penuria d'acqua e del depauperamento delle risorse.
Nel corso della IV Passeggiata a 5 Stelle, che si è tenuta sabato 28 giugno, si è potuto constatare lo stato deplorevole in cui versa il piccolo oratorio nel Bosco comunale attiguo alla Chiesa dei Cappuccini, ad Albano. Fu Gian Lorenzo Bernini a incaricarsi di eseguire questo e gli altri padiglioni nel celebre bosco, da cui si gode di un meraviglioso panorama sul Lago Albano, come sanno bene i tantissimi illustri viaggiatori del Grand Tour, che qui avevano una tappa obbligata. L'unico degli oratori rimasto più o meno in piedi ha l'intonaco completamente decorticato, e crepe dappertutto: una preoccupante fenditura si vede bene sulla sommità della piccola cupola. Tutt'intorno sono sparsi i resti del sepolcreto dei legionari della II legione partica: innumerevoli sono le lastre e i coperchi tombali in peperino che si vedono nella zona. All'inizio degli anni '60, una parte molto estesa di questa zona (la Selvotta) venne destinata ad uso residenziale: un grande bosco, dove affioravano le vestigia della necropoli, venne distrutto per far posto a lucrose ville residenziali (l'uscita del Bosco comunale, proprio dietro all'oratorio che vedete, dà proprio su quest'area residenziale ed è stata chiusa...).

Bosco Cappuccini 500.jpg

Il rapporto tra Natura e Cultura, tra uomo e ambiente si è alterato profondamente e in questi luoghi lo si vede bene. Gli antichi acquedotti romani, che sfruttavano le fonti di Malafitto e Cento Bocche, passavano proprio per la sommità del colle dei Cappuccini e assicuravano il rifornimento idrico alla grande villa imperiale, poi all'Anfiteatro, ai Castra della legione, giù fino ai Cisternoni. Lo sfruttamento insensato del territorio ha portato all'attuale penuria di acqua, e all'inquinamento da arsenico. Il depauperamento dei beni ambientali e monumentali, da cui potrebbe ripartire l'economia di questa città e dell'intero bacino dei Castelli, è stato impressionante, ma la logica con cui si va avanti è sempre la medesima. Ora si avrà una nuova colata di cemento (grazie al cosiddetto PLUS di Cecchina 2), che contribuirà all'ulteriore impoverimento delle risorse, e della più importante di tutte, in particolare: l'acqua. Su questi problemi l'attenzione deve essere sempre vigile: e la tendenza che ha portato allo scempio dovrà essere, finalmente invertita.

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