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Ancona - 

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Nel manifesto esposto lo scorso week-end al Circo Massimo, la seconda buona notizia era: "Abbiamo bloccato le inique clausole capestro a carico dello Stato per la realizzazione dell'Uscita Ovest".

L'Uscita Ovest è una grande opera di collegamento viario tra il Porto di Ancona e l'Autostrada, da realizzare in project financing (interamente a carico del privato per oltre 500 milioni di euro). Nei mesi passati eravamo riusciti a conoscere e rendere pubbliche le clausole capestro per lo Stato, che avrebbero provocato gravi perdite di soldi pubblici a favore del privato, già trasmesse dal Ministero dei Trasporti, ma non ancora firmate dal Ministero delle Finanze che ha quindi rimandato la pratica affinché venissero modificate.

E proprio in questi giorni abbiamo saputo che avevamo visto giusto, in quanto tutte le clausole sulle quali avevamo sollevato dubbi sono state modificate.

Nel testo iniziale della Convenzione era scritto: "al concessionario potrà essere riconosciuto, anche in aggiunta ad un eventuale contributo pubblico, l'accesso ai benefici fiscali previsti dalle leggi applicabili ai sensi dell'art. 18 della legge n. 183 del 12.11.2011". Si tratta di benefici molto ingenti in quanto la misura massima del contributo a fondo perduto, comprensivo delle agevolazioni fiscali su: imposte sui redditi, IRAP, IVA, ammontare dei canoni di concessione, "non può eccedere il 50% del costo dell'investimento". Quelle tre righe valevano 250 milioni di euro (circa) che lo Stato Concedente (soldi degli italiani) avrebbe dovuto versare al Concessionario privato.
Nel testo finale questa clausola non c'è più.

Esisteva poi una clausola che introduceva una penale del 10% a carico dello Stato "anche nel caso in cui sia il Concessionario (privato) stesso a "cessare anticipatamente il rapporto di Convenzione pur indotto da atti o fatti estranei alla volontà del Concedente (lo Stato) anche di natura straordinaria e imprevedibile". Ciò significava che lo Stato Concedente si impegnava a riconoscere indennizzi/risarcimenti al Concessionario per oltre 50 milioni di euro in qualsiasi momento il Concessionario privato avesse deciso di non continuare l'opera. Un vero e proprio incentivo all'incompiuta, visto anche che il Piano Finanziario a nostro avviso non si regge per i livelli di traffico del porto di Ancona e per i pedaggi da applicare.

Tale clausola è stata modificata con un atto integrativo che dice: "Fermo restando quanto già disciplinato ai commi 8 e 10 dell'art. 11 della Convenzione, al Concessionario NON spetta alcun indennizzo, né rimborso dei costi della progettazione in caso di mancata approvazione del progetto definitivo e del piano economico-finanziario, ovvero di recesso anche per mancato finanziamento entro 12 mesi dall'approvazione dello stesso progetto definitivo, indotto da atti e/fatti estranei alla volontà del Concedente".

Resta il mistero su come abbiano potuto dei funzionari dello Stato introdurre inizialmente quella clausola. Per quale motivo, in contrasto alle prescrizioni del CIPE, in contrasto con il Codice degli appalti, e al di fuori di ogni logica che lo Stato avrebbe dovuto pagare persino il 10 per cento del mancato guadagno esponendo lo Stato stesso al ristoro del "lucro cessante" anche nel caso di una scelta insindacabile e volontaria di rinuncia da parte del Concessionario? Chi aveva scritto tutto questo? Forse al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti non ci sono professionalità in grado di leggere le leggi italiane?

La risposta forse ce la possono dare altri project financing che si sono, guarda caso, risolti in grosse perdite per lo Stato, a causa di clausolette contenute nelle convenzioni, a cui non si era forse fatto caso... Come per l'autostrada Bre.Be.Mi (Brescia Bergamo Milano) dove lo Stato ha garantito il Concessionario privato nei confronti delle banche e ora è costretto a dargli dei soldi altrimenti fallisce.

Per fortuna il M5S in questo caso è riuscito ad evitare uno spreco di soldi pubblici e un ringraziamento infinito lo dobbiamo alla nostra deputata Donatella Agostinelli che con le sue interrogazioni parlamentari è riuscita ad aiutarci a fare luce su questa vicenda e probabilmente indurre chi di dovere a far rispettare la Legge.




Ancona - 

Nel nostro manifesto delle 10 buone notizie per Italia5Stelle campeggiava al primo posto la nostra attività di denuncia, iniziata circa due anni e mezzo fa, per fermare lo spreco di soldi pubblici perpetrato per anni nella allegra gestione della Fondazione "Le Città del Teatro" Teatro Stabile delle Marche.

Basta digitare, all'interno del motore di ricerca di questo sito, le parole "stabile" e "ancona" per trovare i link di numerosi post messi in questi anni per riportare la nostra assidua attività sull'argomento, iniziata nel febbraio 2012
http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/ancona/2012/02/la-fondazione-teatro-stabile-delle-marche-affonda-nei-debiti-chiesta-ed-ottenuta-la-convocazione-di.html

Il culmine venne raggiunto quando, assieme alle altre forze di opposizione, riuscimmo a far approvare l'istituzione di una Commissione di indagine della quale abbiamo fatto parte attiva, soprattutto nella stesura della relazione finale, poi approvata dal Consiglio comunale alla fine del 2012.
http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/ancona/2012/11/terminati-i-lavori-della-commissione-di-indagine-sulla-fondazione-le-citta-del-teatro.html

Scrivemmo anche alla Regione per chiedere il commissariamento di una fondazione che con un patrimonio netto negativo di oltre due milioni e mezzo di euro non poteva esistere, e dopo qualche tempo ciò avvenne.
http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/ancona/2012/05/la-fondazione-del-tratro-stabile-va-commissariata-e-non-lasciata-nelle-mani-di-chi-lha-ridotta-cosi.html

Ad ottobre 2013 scoprimmo che, contrariamente a quanto previsto dalla mozione approvata dal Consiglio comunale a fine 2012, nessuno aveva inviato la relazione della Commissione di indagine alla Procura contabile, quindi lo facemmo noi
http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/ancona/2013/10/debiti-teatro-stabile-lamministrazione-non-ha-mai-trasmesso-gli-atti-alla-procura-contabile.html

Oggi la nuova buona notizia: il Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza ha concluso l'indagine ravvisando un presunto danno erariale di circa 6 milioni di euro. Nei mesi scorsi la Procura della Repubblica aveva archiviato l'indagine penale, non ravvisando il dolo, ma solo la malagestione.
Ora vediamo se la magistratura contabile stabilirà se qualcuno dovrà rispondere del danno erariale.

Il Comune di Ancona aveva già accantonato a bilancio perdite per 2,5 milioni di euro. Noi avevamo più volte chiesto a mezzo stampa un'azione di responsabilità nei confronti di chi aveva causato il dissesto dello Stabile, ma il Commissario nominato dalla Regione, il Notaio Bucci, non ci risulta abbia mai fatto nulla in tal senso, e oggi siede nel Consiglio di Amministrazione del Consorzio Marche Teatro, società costruita ad hoc per inglobare la parte "buona" della Fondazione Stabile (quella "cattiva" è rimasta nel gozzo dei cittadini, con tutti i suoi debiti).

Dopo le conclusioni della Guardia di Finanza, questa azione di responsabilità è un atto dovuto, così come aveva chiesto a gran voce la Commissione di indagine consiliare. Ora il nuovo Commissario è il commercialista D'Ascanio, già ex presidente dei revisori dei conti della Fondazione: avrà il coraggio di chiedere i danni ai politici che li hanno causati, oltre a chi doveva vigilare, visto che si tratta della Regione che lo ha nominato e dello stesso collegio dei revisori?

In allegato l'articolo del Messaggero
stabile danno erariale 141014.pdf

Black out all'insaputa


Ancona - 


Il black out all'ospedale di Torrette, occorso all'insaputa di Assessore Regionale alla Sanità e Sindaco di Ancona, è gravissimo e le dichiarazioni concilianti e possibiliste del Direttore Generale sono ancora più gravi e "pericolose". Un incidente del genere non deve accadere in una struttura sanitaria, soprattutto in quella di Torrette che ha speso tanti soldi pubblici per l'acquisto e la manutenzione dei due gruppi elettrogeni progettati ed installati proprio per evitare i black out.
Dalla stampa sappiamo che è stata aperta un'inchiesta interna e che i NAS ne stanno svolgendo una autonoma per eventuali ipotesi di sabotaggio. Ma l'inchiesta interna, nominata dal Direttore conciliante e possibilista, saprà e vorrà individuare le responsabilità, soprattutto aziendali, di una struttura regionale strategica che non può e non deve rimanere nemmeno un minuto senza energia elettrica?
E' inaccettabile e irresponsabile ringraziare la buona sorte "che ha voluto che il pronto soccorso e le sale operatorie fossero liberi da interventi urgenti e che la sospensione si sia verificata al cambio turno" ovvero quando nell'ospedale c'era il DOPPIO del personale.
Più che di " buona sorte" si dovrebbe parlare di responsabilità e buona volontà del personale che con grande professionalità ha evitato le conseguenze gravissime della grande negligenza della Direzione.
Le domande che attendono risposte sono tante e non basta dire che non si dovrà più ripetere quanto è accaduto.


Perché i gruppi elettrogeni, comprati da poco e revisionati a luglio, progettati per entrare in funzione quando c'è una interruzione o un calo di tensione della corrente elettrica sono rimasti spenti?

Perché il serbatoio di un gruppo elettrogeno aveva una quantità di gasolio in grado di garantire solo 20 minuti di autonomia?

Perché i controlli previsti dalla legge non hanno garantito l'efficienza degli impianti?

Chi è il responsabile e qual è la ditta che si occupa della manutenzione?
E forse quella cooperativa di Bologna che si chiama Manutencoop con un giro di affari nella sanità di un miliardo di euro ed il vertice inquisito?

Se in una struttura strategica al servizio della popolazione anconetana e regionale le procedure di emergenza non entrano in funzione quando l'emergenza si verifica, non è il caso che anche il Sindaco, quale Ufficiale di Governo, debba preoccuparsi di chiedere con fermezza alla Direzione dell'Ospedale di garantire la salute e la vita dei cittadini con l'applicazione e il rispetto di quelle norme che colpevolmente sono state disattese?
Daniela Diomedi - M5S Ancona


Ancona - 

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Ci domandiamo perché sia stato fatto un Consiglio Comunale aperto a tutti coloro che avevano da dire e da guadagnare sul futuro assetto di Portonovo senza invitare l'Università Politecnica delle Marche. Eppure il rettore Sauro Longhi dichiara pubblicamente il suo interesse per l'ex colonia dei Mutilatini che potrebbe diventare la "sede prestigiosa del master internazionale di biologia marina" come dice entusiasta ai giornali il direttore di Scienze Marine Roberto Danovaro.
Il Sindaco e la sua maggioranza non solo non hanno invitato l'Università ma inspiegabilmente non hanno fatto parola di un progetto che favorirebbe sia le casse comunali che il recupero della struttura a fini pubblici, come chiedono i Comitati che vogliono salvaguardarla dalla speculazione.
Il Consiglio Comunale su Portonovo sarebbe stata la sede più idonea per comunicare ai cittadini e ai loro rappresentanti che l'Amministrazione ha accolto con favore l'interesse dell'Università per i Mutilatini e che le trattative vanno avanti.
Ma forse il Sindaco vuole farci una sorpresa e comunicare tutto a cose fatte .... altrimenti come si conciliano le dichiarazioni del Rettore e il silenzio della sua maggioranza in Consiglio Comunale?

http://www.tgr.rai.it/dl/tgr/regioni/PublishingBlock-e0503c86-9be1-4117-8dde-e20cd23f45ca.html


Ancona - 

Nonostante i cittadini di Ancona non se ne siano accorti, leggiamo sui giornali che molte sono le situazioni critiche della nostra città che Valeria Mancinelli nella sua qualità di sindaco "avrebbe" risolto. Ma la realtà appare ben diversa.

Per le Fondazioni teatrali non è stato risolto un bel nulla: Jesi ha presentato il suo nutrito programma di opere liriche mentre di quello anconetano non si hanno notizie. I debiti dello Stabile sono rimasti a carico dei cittadini, senza che nessuno abbia neanche accennato ad una minima azione di responsabilità nei confronti di chi ha causato questa situazione. Per Banca Marche abbiamo letto di richieste di risarcimenti milionari, ma per lo Stabile, nulla, nonostante la commissione di indagine consiliare abbia rilevato gravi irregolarità.

Reti e clienti gas sono stati conferiti alla nuova società per azioni EDMA, che ha ridotto la percentuale di partecipazione del Comune di Ancona e dunque gli introiti e il potere decisionale.

Per i rifiuti si naviga a vista nella nebbia per creare un'azienda unica provinciale, calderone di varie aziende locali che hanno sempre perso soldi, senza un obiettivo ed un piano industriale che mettano fine allo spreco di denaro pubblico. Addirittura la fusione con Multiservizi, rischia di "affondare" anche l'acqua che alla fine potrebbe essere privatizzata per coprire le perdite.

Il tempo perso per la Zipa ha fatto precipitare una situazione, sempre tenuta nascosta al Consiglio comunale, con perdite accumulate e non evidenziate nel bilancio comunale e amministratori che andavano e venivano. Tanto siamo sempre noi cittadini a pagare!

La gestione del trasporto pubblico è rimasta coerente alla tradizione: continua a perdere soldi e il servizio ai cittadini rimane insufficiente.

Così come le aziende partecipate, dove la Mancinelli ha applicato il manuale Cancelli dando le poltrone ai partiti che l'hanno sostenuta o ai suoi amici più fidati. La giunta del fare ha bandito ogni criterio di competenza e professionalità.

Nei siti trasparenti delle aziende partecipate regna l'opacità, per cui spesso è difficile, se non impossibile, trovare informazioni su bilanci ed atti importanti. In compenso, si allestiscono gogne mediatiche per lavoratori assenti o in malattia. Forse questi presunti manager, a corto di idee, vogliono scaricare la propria incompetenza sui dipendenti?

In questa situazione imbarazzante, fa sorridere leggere il disappunto dei soldatini/consiglieri Pd che fanno finta di contestare il loro Sindaco quando sono loro stessi a permettergli di trattare il Consiglio comunale come un fastidioso orpello. E' inutile che, sentendo montare il malcontento cittadino sull'operato della Mancinelli, cerchino di smarcarsi sui giornali. Sono loro i primi responsabili di questa situazione e farebbero bene ad appoggiare il M5S che chiede di riportare la legalità e la democrazia nel nostro Comune, perché solo ritornando alle regole democratiche del confronto aperto e trasparente si potranno prendere decisioni nell'interesse della città e di noi cittadini.

Purtroppo sembra ci sia l'intenzione di muoversi in direzione contraria. Vogliono mettere mano al regolamento del Consiglio Comunale per renderlo meno "fastidioso" al decisionismo inutile ed inefficiente di questa maggioranza.


Ancona - 


La replica del Segretario GCIL Funzione Pubblica non fa onore alla storia di questo Sindacato. Chissà cosa pensano quelli che pagano la quota d'iscrizione a un sindacato che appoggia il concorso farsa per dirigenti della Regione Marche.
l Segretario Pertoldi insiste per difendere la quota del 50% di raccomandati, dirigenti precari nominati dalla politica, che pur NON avendo mai superato un regolare concorso, DA ANNI percepiscono corpose indennità.
Da cittadino vorrei che SOPRATTUTTO le responsabilità dei dirigenti della Pubblica Amministrazione fossero affidate ai migliori sia per capacità che per competenza, e per raggiungere questo obiettivo, sulla MIA Carta Costituzionale leggo che agli impieghi
nelle Pubbliche Amministrazioni si accede tramite concorso pubblico.
Alla politica fa più comodo un altro tipo di selezione che garantisca fedeltà e riconoscenza. Se anche il Sindacato è connivente su questa linea, quanto ci vorrà per far tornare in questo paese i diritti e spazzare via i privilegi?


Daniela Diomedi - Movimento 5 Stelle Ancona.
http://www.cronachemaceratesi.it/2014/08/12/concorso-per-dirigenti-regionali-la-cgil-sempre-stati-coerenti/560995/

CGIL -F(I)nzione Pubblica


Ancona - 

La battaglia CGIL in favore dei 13 dirigenti precari da 100.000 euro l'anno della Regione Marche.


Qualche tempo fa il Movimento 5 Stelle aveva denunciato il tentativo della Regione Marche di assumere 13 dirigenti precari da 100.000 euro l'anno, con strumenti manifestamente incostituzionali o con concorsi confezionati su misura come un vestito.
Per questo quando ho letto che "l'esigenza di risolvere in fretta questa situazione nell'interesse non certo della politica ma dei cittadini marchigiani tramite l'accelerazione del concorso per la dirigenza già bandito che possa riconoscere ai dirigenti meritevoli una possibilità di uscire dal precariato" ho pensato ad uno spot di Spacca & Co. per giustificare il concorso "farsa". Quando ho visto che il comunicato da cui ho estrapolato il periodo è firmato da Alessandro Pertoldi, segretario marchigiano della Funzione Pubblica CGIL, ho pensato che non c'è più limite alla decenza.
I precari d'oro sponsorizzati da Pertoldi sono Rolando Amici, Maria Di Bonaventura, Pietro Talarico, David Piccinini, Danilo Scarponi, Lorenzo Bisogni, Roberto Luciani, Daniela Del Bello, Elisa Moroni, Serenella Carota, Elisabetta Arzeni, Paolo Mannucci e (forse?) Luciano Calvarese
, indagato per le tangenti delle centrali biogas.
Questi signori saranno sicuramente tutti "dirigenti meritevoli di uscire dal precariato" come sostiene nella sua apologia il Pertoldi, ma tutti gli altri, sconosciuti a Spacca e alla sua maggioranza ma altrettanto meritevoli, perché non debbono avere, come prevede la legge, pari opportunità di diventare dirigenti regionali con un concorso regolare?
O forse l'acronimo FP di CGIL Marche vuol dire Finzione Pubblica?

Daniela Diomedi - Movimento 5 Stelle Ancona.

di seguito il comunicato stampa FP CGIL - FP


Da: CGIL
Inviato: venerdì 8 agosto 2014 13.07
A: Lista Dipendenti Giunta Regionale; Lista Dipendenti Giunta+ARS+ASSAM
Oggetto: FP CGIL Marche chiusura uffici Giunta regionale


Comunicato stampa

FP CGIL Marche chiusura uffici Giunta regionale delle Marche

Alessandro Pertoldi - Segretario Generale Regionale FP CGIL Marche

Con decisione della Giunta Regionale delle Marche del 4 agosto 2014 è stata disposta la chiusura degli uffici nella settimana che va dall'11 al 14 agosto 2014 senza congruo preavviso ai lavoratori.

Pur ritenendo legittimo da parte della Giunta disporre della metà dei giorni di ferie dei lavoratori in base alle esigenze dell'impresa (cit. art. 2109 Codice civile) va comunque tenuto conto degli interessi del prestatore di lavoro. Interessi che riteniamo possano essere soddisfatti con un congruo preavviso pianificando entro febbraio le chiusure annuali come, tra l'altro, previsto ormai da una cospicua dottrina e giurisprudenza in merito e oggetto della diffida a firma FP CGIL - CISL FP - UIL FPL - RSU Giunta Assam e Agenzia regionale sanitaria presentata il 6 agosto.

A questo punto viene da chiedersi perché i dirigenti, pur sapendo che la decisione potrebbe creare un contenzioso con un cospicuo risarcimento del danno non disapplicano la decisione di Giunta?

Questo è il punto che da anni la FP CGIL lamenta presso la Giunta regionale: un numero eccessivo di dirigenti a tempo determinato che stante la loro "condizione" non sono in grado di esercitare in piena autonomia le funzioni dirigenziali in quanto "condizionati" pur ricoprendo posizioni strategiche anche apicali.

E' l'occasione per ribadire alla Giunta Regionale l'esigenza di risolvere in fretta questa situazione nell'interesse non certo della politica ma dei cittadini marchigiani tramite l'accelerazione del concorso per la dirigenza già bandito che possa riconoscere ai dirigenti meritevoli una possibilità di uscire dal precariato.

Molti di questi dirigenti hanno portato all'ottenimento di importanti risultati da ultimo il primato nazionale della Regione Marche per i conti pubblici come riconosciuto anche dalla relazione della Corte dei Conti sul rendiconto 2013 anche qui le principali protagoniste sono due dirigenti a tempo determinato precarie.


Ancona - 

Con l'approvazione della delibera 736/14, il Consiglio Comunale di Ancona, dopo l'intimazione del parere favorevole ai revisori dei conti, mette in scena il copione ormai logoro e scontato del "chi perde paga".
Ma le maggioranze Pd, responsabili del "sacco di Ancona", hanno saputo ravvivare l'interesse di una rappresentazione che rischiava di essere banale. Anziché registrare alla Ragioneria del Comune le parcelle degli avvocati, le hanno lasciate
per anni nel fondo di qualche cassetto ad appesantire i debiti "fuori bilancio".
Fu così che per anni all'esame del Consiglio Comunale vennero presentati bilanci non veritieri.
Ma la gravità dei fatti non ha mai prodotto ammissioni di colpa o scuse nei confronti di noi cittadini.
L'inqualificabile amministrazione di questi anni ha continuato a produrre un gran numero di cause perse, che altro non sono che il risultato della pessima gestione della cosa pubblica, e quasi un milione
di euro di spese legali.
Ma il Pd di Ancona non è mai pago e ha voluto stupirci con un "coup de théatre" al quale nessuno era mai arrivato!
Il Comune di Ancona, nel 2007, incarica un avvocato, per lungo tempo dirigente di spicco del partito della Sindaca e dei suoi
predecessori, che, portando avanti una causa contro un'impresa inadempiente da ben 7 anni nei confronti del Comune per il servizio dell'illuminazione delle lampade votive, dichiarata fallita nel 2009, fa lievitare la sua parcella a 20.000 euro
.
Il Comune vince la causa ma paga tutte le spese, come dire ... chi vince paga, e i cocci sono suoi!
Che poi il Consiglio dia mandato al suo dirigente di "attivare con la massima tempestività le procedure di accertamento
ed acquisizione delle somme creditorie" che il Tribunale ha quantificato in oltre un milione e mezzo di euro, è l'esempio imbarazzante e stupido della toppa peggiore del buco.
Cosa deve accertare il povero dirigente che non si sappia già. Se ha bisogno della visura camerale dove c'é scritto
che la ditta è fallita dal 2009, per far prima la chieda al Movimento 5 Stelle!
Nel paese dei balocchi li trasformavano in "ciuchini" e se li portavano via, qui i somari dobbiamo tenerceli. Poveri noi!


Ancona - 

Nonostante si sia perso il conto dei debiti fuori bilancio per le parcelle degli avvocati nominati dal Comune di Ancona per cause quasi tutte perse, ecco che la Giunta, con una nuova delibera, intraprende azioni legali (incaricato legale esterno) contro il Ministero di Giustizia per i mancati pagamenti degli affitti per i tribunali. 
Comune contro Stato: chi vincerà? Questo non possiamo saperlo, però sappiamo che perderemo noi cittadini perché, qualunque sia l'esito della lunga causa, pagheremo le spese legali.
Difficile comprendere le logiche contorte di questi politici!  Buon senso vorrebbe che, visto che il partito che governa Ancona è lo stesso che governa l'Italia, si chiamasse il proprio Ministro o il proprio Presidente del Consiglio per risolvere la questione. C'è bisogno, dopo le perle tragicomiche di cause intentate in contrasto con i pareri legali degli avvocati interni e conseguenti spese per incarichi legali esterni, di fare causa pure  allo Stato Italiano! 
Ma forse si tratta della deformazione professionale di una sindaca avvocato che ha campato, onestamente, soprattutto con incarichi legali ricevuti dalle pubbliche amministrazioni? 
Intanto però, dopo la notizia del profondo rosso delle casse comunali, anche a causa dei ritardi nei trasferimenti dei fondi statali, il MoVimento 5 Stelle si è mosso immediatamente interessando la nostra Deputata Donatella Agostinelli, che ha immediatamente depositato un'interrogazione per chiedere pubblicamente conto al Governo dei ritardi che stanno mettendo in difficoltà i Comuni. 
Mentre il Pd fa propaganda alla propria autoproclamata  efficienza, il suo Governo non ha un soldo in cassa ed affama i Comuni. 
Alcuni, come quello di Ancona, non sanno far di meglio che intentare cause che aggraveranno le situazioni. Poveri noi!

Ecco il testo dell'interrogazione parlamentare:
Al   Ministro dell'Economia e delle Finanze ed al Ministro dell'Interno  alla Presidenza del Consiglio dei Ministri -Dipartimento per gli Affari Regionali, le Autonomie e lo Sport  --  Per sapere - premesso che:

Le c.d. "entrate da trasferimenti"  si distinguono in base all'ente di provenienza.                                              
Quanto ai trasferimenti dallo Stato, recentemente, per effetto della applicazione dei principi sul federalismo fiscale, si sta assistendo ad una progressiva riduzione dei trasferimenti erariali sul totale delle entrate degli enti locali e ad un parallelo incremento delle entrate tributarie ed extra-tributarie.                                                  
I trasferimenti erariali rientrano tra le voci che, ai sensi dell'articolo 149 TUEL, concorrono a determinare le entrate complessive dei Comuni e sono destinati a finanziare i soli servizi pubblici fondamentali, mentre i servizi pubblici necessari per lo sviluppo della comunità locale sono finanziati esclusivamente dalle entrate fiscali.                                                                                                                                                                         Il comma 7 dell'articolo 149  TUEL prescrive che i trasferimenti erariali siano ripartiti in base a criteri obiettivi che tengano conto della popolazione insediata, del territorio e delle condizioni socio-economiche, nonché della necessità di assicurare una perequata distribuzione delle risorse per compensare gli squilibri della fiscalità.                                                                                                                                                              
Il TUEL ha sostanzialmente riconfermato l'impostazione delineata dal dlgs n 504 del 1992 che prevedeva che il finanziamento dei bilanci dei Comuni dovesse avvenire attraverso 5 fondi, 3 di parte corrente e 2 di parte in conto capitale.                                                                                                                                                  
I fondi di parte corrente sono                                                                                                                              
- il fondo ordinario                                                                                                                                              
- il fondo consolidato                                                                                                                                          
- il fondo perequativo.                                                                                                                                        
I fondi per la parte in conto capitale sono                                                                                                            
- il fondo nazionale ordinario per gli investimenti                                                                                              
- il fondo per lo sviluppo degli investimenti degli enti locali.                                                                            
In seguito alla riforma federalista dello Stato, con legge costituzionale n 3 del 2001, ed alla revisione dell'art 119 Cost. , è stata approvata la legge n 42 del 2009 che prevede la graduale soppressione dei trasferimenti statali diretti  al finanziamento delle spese relative alle funzioni fondamentali degli enti locali (c.d. finanza derivata)  e la loro sostituzione con entrate di natura tributaria e quote di risorse nazionali, per lo più destinate alla perequazione tra enti più ricchi ed altri più poveri.                                                                                            
Le minori entrate derivanti dai trasferimenti vengono compensate  con l'attribuzione ai Comuni di quote di gettito di tributi statali, in modo da garantire  l'equivalenza finanziaria complessiva.                                          Il  passaggio da un  sistema di finanza derivata ad uno basato prevalentemente sulle entrate prorie,  non è stato repentino, ma caratterizzato da un processo di transizione - iniziato nel 2011 e continuato nel 2012, fino al 2015 - nell'ambito del quale il Fondo Sperimentale di Riequilibrio (FSR) erariale costituisce un cardine. Il Fondo sperimentale di  riequilibrio garantisce, infatti, un'attuazione graduale della riforma federale. I Comuni italiani in dissesto economico e finanziario  risultano in aumento rispetto alla situazione che si poteva registrare qualche anno fa.                                                                                                                              
In tutto sono 180 gli enti locali in crisi, che non riescono più a trovare i soldi necessari per pagare i debiti  e   per fornire ai cittadini adeguati servizi. Si tratta di problemi pratici per molti Comuni, che devono fare i conti sempre di più con bilanci negativi e con i tagli delle spese.                                                                                  
Il numero è  in preoccupante aumento.                                                                                                              
Nel 2009 in Italia i Comuni in dissesto erano soltanto due.                                                                            
Nel 2010 il numero è salito a otto.                                                                                                                      
Solo nella prima metà del 2014 la cifra è salita a 63.                                                                                        
I comuni attualmente in situazione debitoria sono separabili in due categorie di debitori: da un lato i casi di default controllato come Alessandria (93mila abitati e 200 milioni di euro di debiti) o Caserta (77mila abitanti e 150 milioni di debito), oppure Terracina, Latina, Velletri e decine di altri, dall'altro i comuni sottoposti a piano di riequilibrio (http://www.forexinfo.it/Sono-180-i-comuni-italiani-che).                                                 Dal 2012 a febbraio 2014 sono 105 i sindaci che hanno chiesto alla Corte dei Conti di accedere a un piano di riequilibrio finanziario.                                                                                                                                        
Da fonti stampa si apprende che durante un'audizione alla Camera, tenuta lo scorso 21 marzo, il Presidente della Corte dei Conti Raffaele Squitieri, ha imputato il dissesto delle casse comunali sia alla diminuzione dei trasferimenti statali, che «dal 2009 al 2013 .....  sono diminuiti di circa 31 miliardi, in parte recuperati dagli amministratori attraverso l'aumento delle imposte locali», che agli sperperi nella spesa pubbli-ca, tra i quali le assunzioni clientelari nelle società partecipate , i favoritismi nella stipulazione dei contratti di fornitura, la contrazione di debiti coperti da crediti inesigibili (http://espresso.repubblica.it/attualita/2014/04/22/news/crac-dei-comuni-ecco-chi-e-colpevole-1.162414).                                                              
Sempre da fonti stampa si apprende in particolare che il Comune di Ancona presenta una esposizione debitoria per quasi tre milioni di euro e che nel 2012 ha rischiato un procedimento di  dissesto, evitato grazie all'utilizzo di un fondo di riserva di 12 milioni di euro.                                                                                                                                                                          " il saldo negativo dipende dalle mancate entrate provenienti da quello che é il nostro debitore principale ovvero lo Stato. Fino al 2012 i flussi di pagamento erano regolari, ora invece non sai mai quando i fondi arriveranno" (dal Corriere Adriatico del 1 agosto 2014, pag 5).      
Tutto ciò premesso                                                                                                                              
con la presente interrogazione si chiede al Ministro dell'Economia e delle Finanze, al Ministro dell'Interno ed alla Presidenza del Consiglio
-se sia a conoscenza dei fatti come suesposti      
-di porre in essere tempestivamente una attività di ricognizione dell'ammontare dei trasferimenti erariali statali dovuti ma non ancora percepiti dai Comuni negli anni 2012, 2013, 2014, indicando altresì le modalità per il recupero delle somme dovute ma non incassate o le modalità per l'attivazione di risorse erariali suppletive                                                                                              
-quali azioni intenda porre in essere per assicurare la necessaria regolarità dei versamenti.
 


Ancona - 

Appena un anno fa i revisori dei conti invitavano il Comune di Ancona a portare in Consiglio comunale per l'approvazione tutte le spese legali degli anni precedenti che, chissà perché, erano state lasciate a dormire nei cassetti per non farle figurare nei bilanci e facendo così diventare i debiti sempre più pesanti. Ora la Giunta Mancinelli, come Eta Beta, tira fuori dalle sue tasche senza fondo decine e decine di parcelle nascoste e "ordina" ai revisori di muoversi a dare il loro parere perché la "Giunta del fare" non può più aspettare.
Qualche diffidente potrebbe domandarsi perché la Sindaca ci ha messo un anno a tirar fuori le vecchie parcelle degli avvocati, e soprattutto, se tanto mi da tanto, chissà quante altre parcelle  verranno fuori nei prossimi anni? Tra tanti interrogativi solo una cosa è certa: per anni le Giunte del pd hanno collezionato il record mondiale di cause perse con spese esorbitanti a carico dei cittadini che hanno occultato per nascondere l'incapacità di governare una città che ne ha pagato e ne sta pagando le conseguenze.

I candidati a Ancona

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    Andrea Quattrini
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    alessandro ghiotti
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    Alessandro Nesi
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    Alessandro Ricci
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    andrea aureli
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    angelo mogliani
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    Antonio Ghiotti
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    Bianca Marchetti
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    CRISTINA LAZZERI
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    daniela diomedi
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    daniela diomedi
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    FRANCESCO RENI
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    Gabriele Guidi
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    Giancarlo Palestini
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    Gianni Maggi
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    Gianni Polenta
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    Isabella D' Aurizio
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    Matteo Sini
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    paolo paladini
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    Riccardo Carmenati
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    RUGGERO
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    simone grande
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    Vincenzo Fasoli
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    Vittorio Carloni

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