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MoVimento 5 Stelle

Ancona - 


La replica del Segretario GCIL Funzione Pubblica non fa onore alla storia di questo Sindacato. Chissà cosa pensano quelli che pagano la quota d'iscrizione a un sindacato che appoggia il concorso farsa per dirigenti della Regione Marche.
l Segretario Pertoldi insiste per difendere la quota del 50% di raccomandati, dirigenti precari nominati dalla politica, che pur NON avendo mai superato un regolare concorso, DA ANNI percepiscono corpose indennità.
Da cittadino vorrei che SOPRATTUTTO le responsabilità dei dirigenti della Pubblica Amministrazione fossero affidate ai migliori sia per capacità che per competenza, e per raggiungere questo obiettivo, sulla MIA Carta Costituzionale leggo che agli impieghi
nelle Pubbliche Amministrazioni si accede tramite concorso pubblico.
Alla politica fa più comodo un altro tipo di selezione che garantisca fedeltà e riconoscenza. Se anche il Sindacato è connivente su questa linea, quanto ci vorrà per far tornare in questo paese i diritti e spazzare via i privilegi?


Daniela Diomedi - Movimento 5 Stelle Ancona.
http://www.cronachemaceratesi.it/2014/08/12/concorso-per-dirigenti-regionali-la-cgil-sempre-stati-coerenti/560995/

CGIL -F(I)nzione Pubblica


Ancona - 

La battaglia CGIL in favore dei 13 dirigenti precari da 100.000 euro l'anno della Regione Marche.


Qualche tempo fa il Movimento 5 Stelle aveva denunciato il tentativo della Regione Marche di assumere 13 dirigenti precari da 100.000 euro l'anno, con strumenti manifestamente incostituzionali o con concorsi confezionati su misura come un vestito.
Per questo quando ho letto che "l'esigenza di risolvere in fretta questa situazione nell'interesse non certo della politica ma dei cittadini marchigiani tramite l'accelerazione del concorso per la dirigenza già bandito che possa riconoscere ai dirigenti meritevoli una possibilità di uscire dal precariato" ho pensato ad uno spot di Spacca & Co. per giustificare il concorso "farsa". Quando ho visto che il comunicato da cui ho estrapolato il periodo è firmato da Alessandro Pertoldi, segretario marchigiano della Funzione Pubblica CGIL, ho pensato che non c'è più limite alla decenza.
I precari d'oro sponsorizzati da Pertoldi sono Rolando Amici, Maria Di Bonaventura, Pietro Talarico, David Piccinini, Danilo Scarponi, Lorenzo Bisogni, Roberto Luciani, Daniela Del Bello, Elisa Moroni, Serenella Carota, Elisabetta Arzeni, Paolo Mannucci e (forse?) Luciano Calvarese
, indagato per le tangenti delle centrali biogas.
Questi signori saranno sicuramente tutti "dirigenti meritevoli di uscire dal precariato" come sostiene nella sua apologia il Pertoldi, ma tutti gli altri, sconosciuti a Spacca e alla sua maggioranza ma altrettanto meritevoli, perché non debbono avere, come prevede la legge, pari opportunità di diventare dirigenti regionali con un concorso regolare?
O forse l'acronimo FP di CGIL Marche vuol dire Finzione Pubblica?

Daniela Diomedi - Movimento 5 Stelle Ancona.

di seguito il comunicato stampa FP CGIL - FP


Da: CGIL
Inviato: venerdì 8 agosto 2014 13.07
A: Lista Dipendenti Giunta Regionale; Lista Dipendenti Giunta+ARS+ASSAM
Oggetto: FP CGIL Marche chiusura uffici Giunta regionale


Comunicato stampa

FP CGIL Marche chiusura uffici Giunta regionale delle Marche

Alessandro Pertoldi - Segretario Generale Regionale FP CGIL Marche

Con decisione della Giunta Regionale delle Marche del 4 agosto 2014 è stata disposta la chiusura degli uffici nella settimana che va dall'11 al 14 agosto 2014 senza congruo preavviso ai lavoratori.

Pur ritenendo legittimo da parte della Giunta disporre della metà dei giorni di ferie dei lavoratori in base alle esigenze dell'impresa (cit. art. 2109 Codice civile) va comunque tenuto conto degli interessi del prestatore di lavoro. Interessi che riteniamo possano essere soddisfatti con un congruo preavviso pianificando entro febbraio le chiusure annuali come, tra l'altro, previsto ormai da una cospicua dottrina e giurisprudenza in merito e oggetto della diffida a firma FP CGIL - CISL FP - UIL FPL - RSU Giunta Assam e Agenzia regionale sanitaria presentata il 6 agosto.

A questo punto viene da chiedersi perché i dirigenti, pur sapendo che la decisione potrebbe creare un contenzioso con un cospicuo risarcimento del danno non disapplicano la decisione di Giunta?

Questo è il punto che da anni la FP CGIL lamenta presso la Giunta regionale: un numero eccessivo di dirigenti a tempo determinato che stante la loro "condizione" non sono in grado di esercitare in piena autonomia le funzioni dirigenziali in quanto "condizionati" pur ricoprendo posizioni strategiche anche apicali.

E' l'occasione per ribadire alla Giunta Regionale l'esigenza di risolvere in fretta questa situazione nell'interesse non certo della politica ma dei cittadini marchigiani tramite l'accelerazione del concorso per la dirigenza già bandito che possa riconoscere ai dirigenti meritevoli una possibilità di uscire dal precariato.

Molti di questi dirigenti hanno portato all'ottenimento di importanti risultati da ultimo il primato nazionale della Regione Marche per i conti pubblici come riconosciuto anche dalla relazione della Corte dei Conti sul rendiconto 2013 anche qui le principali protagoniste sono due dirigenti a tempo determinato precarie.


Ancona - 

Con l'approvazione della delibera 736/14, il Consiglio Comunale di Ancona, dopo l'intimazione del parere favorevole ai revisori dei conti, mette in scena il copione ormai logoro e scontato del "chi perde paga".
Ma le maggioranze Pd, responsabili del "sacco di Ancona", hanno saputo ravvivare l'interesse di una rappresentazione che rischiava di essere banale. Anziché registrare alla Ragioneria del Comune le parcelle degli avvocati, le hanno lasciate
per anni nel fondo di qualche cassetto ad appesantire i debiti "fuori bilancio".
Fu così che per anni all'esame del Consiglio Comunale vennero presentati bilanci non veritieri.
Ma la gravità dei fatti non ha mai prodotto ammissioni di colpa o scuse nei confronti di noi cittadini.
L'inqualificabile amministrazione di questi anni ha continuato a produrre un gran numero di cause perse, che altro non sono che il risultato della pessima gestione della cosa pubblica, e quasi un milione
di euro di spese legali.
Ma il Pd di Ancona non è mai pago e ha voluto stupirci con un "coup de théatre" al quale nessuno era mai arrivato!
Il Comune di Ancona, nel 2007, incarica un avvocato, per lungo tempo dirigente di spicco del partito della Sindaca e dei suoi
predecessori, che, portando avanti una causa contro un'impresa inadempiente da ben 7 anni nei confronti del Comune per il servizio dell'illuminazione delle lampade votive, dichiarata fallita nel 2009, fa lievitare la sua parcella a 20.000 euro
.
Il Comune vince la causa ma paga tutte le spese, come dire ... chi vince paga, e i cocci sono suoi!
Che poi il Consiglio dia mandato al suo dirigente di "attivare con la massima tempestività le procedure di accertamento
ed acquisizione delle somme creditorie" che il Tribunale ha quantificato in oltre un milione e mezzo di euro, è l'esempio imbarazzante e stupido della toppa peggiore del buco.
Cosa deve accertare il povero dirigente che non si sappia già. Se ha bisogno della visura camerale dove c'é scritto
che la ditta è fallita dal 2009, per far prima la chieda al Movimento 5 Stelle!
Nel paese dei balocchi li trasformavano in "ciuchini" e se li portavano via, qui i somari dobbiamo tenerceli. Poveri noi!


Ancona - 

Nonostante si sia perso il conto dei debiti fuori bilancio per le parcelle degli avvocati nominati dal Comune di Ancona per cause quasi tutte perse, ecco che la Giunta, con una nuova delibera, intraprende azioni legali (incaricato legale esterno) contro il Ministero di Giustizia per i mancati pagamenti degli affitti per i tribunali. 
Comune contro Stato: chi vincerà? Questo non possiamo saperlo, però sappiamo che perderemo noi cittadini perché, qualunque sia l'esito della lunga causa, pagheremo le spese legali.
Difficile comprendere le logiche contorte di questi politici!  Buon senso vorrebbe che, visto che il partito che governa Ancona è lo stesso che governa l'Italia, si chiamasse il proprio Ministro o il proprio Presidente del Consiglio per risolvere la questione. C'è bisogno, dopo le perle tragicomiche di cause intentate in contrasto con i pareri legali degli avvocati interni e conseguenti spese per incarichi legali esterni, di fare causa pure  allo Stato Italiano! 
Ma forse si tratta della deformazione professionale di una sindaca avvocato che ha campato, onestamente, soprattutto con incarichi legali ricevuti dalle pubbliche amministrazioni? 
Intanto però, dopo la notizia del profondo rosso delle casse comunali, anche a causa dei ritardi nei trasferimenti dei fondi statali, il MoVimento 5 Stelle si è mosso immediatamente interessando la nostra Deputata Donatella Agostinelli, che ha immediatamente depositato un'interrogazione per chiedere pubblicamente conto al Governo dei ritardi che stanno mettendo in difficoltà i Comuni. 
Mentre il Pd fa propaganda alla propria autoproclamata  efficienza, il suo Governo non ha un soldo in cassa ed affama i Comuni. 
Alcuni, come quello di Ancona, non sanno far di meglio che intentare cause che aggraveranno le situazioni. Poveri noi!

Ecco il testo dell'interrogazione parlamentare:
Al   Ministro dell'Economia e delle Finanze ed al Ministro dell'Interno  alla Presidenza del Consiglio dei Ministri -Dipartimento per gli Affari Regionali, le Autonomie e lo Sport  --  Per sapere - premesso che:

Le c.d. "entrate da trasferimenti"  si distinguono in base all'ente di provenienza.                                              
Quanto ai trasferimenti dallo Stato, recentemente, per effetto della applicazione dei principi sul federalismo fiscale, si sta assistendo ad una progressiva riduzione dei trasferimenti erariali sul totale delle entrate degli enti locali e ad un parallelo incremento delle entrate tributarie ed extra-tributarie.                                                  
I trasferimenti erariali rientrano tra le voci che, ai sensi dell'articolo 149 TUEL, concorrono a determinare le entrate complessive dei Comuni e sono destinati a finanziare i soli servizi pubblici fondamentali, mentre i servizi pubblici necessari per lo sviluppo della comunità locale sono finanziati esclusivamente dalle entrate fiscali.                                                                                                                                                                         Il comma 7 dell'articolo 149  TUEL prescrive che i trasferimenti erariali siano ripartiti in base a criteri obiettivi che tengano conto della popolazione insediata, del territorio e delle condizioni socio-economiche, nonché della necessità di assicurare una perequata distribuzione delle risorse per compensare gli squilibri della fiscalità.                                                                                                                                                              
Il TUEL ha sostanzialmente riconfermato l'impostazione delineata dal dlgs n 504 del 1992 che prevedeva che il finanziamento dei bilanci dei Comuni dovesse avvenire attraverso 5 fondi, 3 di parte corrente e 2 di parte in conto capitale.                                                                                                                                                  
I fondi di parte corrente sono                                                                                                                              
- il fondo ordinario                                                                                                                                              
- il fondo consolidato                                                                                                                                          
- il fondo perequativo.                                                                                                                                        
I fondi per la parte in conto capitale sono                                                                                                            
- il fondo nazionale ordinario per gli investimenti                                                                                              
- il fondo per lo sviluppo degli investimenti degli enti locali.                                                                            
In seguito alla riforma federalista dello Stato, con legge costituzionale n 3 del 2001, ed alla revisione dell'art 119 Cost. , è stata approvata la legge n 42 del 2009 che prevede la graduale soppressione dei trasferimenti statali diretti  al finanziamento delle spese relative alle funzioni fondamentali degli enti locali (c.d. finanza derivata)  e la loro sostituzione con entrate di natura tributaria e quote di risorse nazionali, per lo più destinate alla perequazione tra enti più ricchi ed altri più poveri.                                                                                            
Le minori entrate derivanti dai trasferimenti vengono compensate  con l'attribuzione ai Comuni di quote di gettito di tributi statali, in modo da garantire  l'equivalenza finanziaria complessiva.                                          Il  passaggio da un  sistema di finanza derivata ad uno basato prevalentemente sulle entrate prorie,  non è stato repentino, ma caratterizzato da un processo di transizione - iniziato nel 2011 e continuato nel 2012, fino al 2015 - nell'ambito del quale il Fondo Sperimentale di Riequilibrio (FSR) erariale costituisce un cardine. Il Fondo sperimentale di  riequilibrio garantisce, infatti, un'attuazione graduale della riforma federale. I Comuni italiani in dissesto economico e finanziario  risultano in aumento rispetto alla situazione che si poteva registrare qualche anno fa.                                                                                                                              
In tutto sono 180 gli enti locali in crisi, che non riescono più a trovare i soldi necessari per pagare i debiti  e   per fornire ai cittadini adeguati servizi. Si tratta di problemi pratici per molti Comuni, che devono fare i conti sempre di più con bilanci negativi e con i tagli delle spese.                                                                                  
Il numero è  in preoccupante aumento.                                                                                                              
Nel 2009 in Italia i Comuni in dissesto erano soltanto due.                                                                            
Nel 2010 il numero è salito a otto.                                                                                                                      
Solo nella prima metà del 2014 la cifra è salita a 63.                                                                                        
I comuni attualmente in situazione debitoria sono separabili in due categorie di debitori: da un lato i casi di default controllato come Alessandria (93mila abitati e 200 milioni di euro di debiti) o Caserta (77mila abitanti e 150 milioni di debito), oppure Terracina, Latina, Velletri e decine di altri, dall'altro i comuni sottoposti a piano di riequilibrio (http://www.forexinfo.it/Sono-180-i-comuni-italiani-che).                                                 Dal 2012 a febbraio 2014 sono 105 i sindaci che hanno chiesto alla Corte dei Conti di accedere a un piano di riequilibrio finanziario.                                                                                                                                        
Da fonti stampa si apprende che durante un'audizione alla Camera, tenuta lo scorso 21 marzo, il Presidente della Corte dei Conti Raffaele Squitieri, ha imputato il dissesto delle casse comunali sia alla diminuzione dei trasferimenti statali, che «dal 2009 al 2013 .....  sono diminuiti di circa 31 miliardi, in parte recuperati dagli amministratori attraverso l'aumento delle imposte locali», che agli sperperi nella spesa pubbli-ca, tra i quali le assunzioni clientelari nelle società partecipate , i favoritismi nella stipulazione dei contratti di fornitura, la contrazione di debiti coperti da crediti inesigibili (http://espresso.repubblica.it/attualita/2014/04/22/news/crac-dei-comuni-ecco-chi-e-colpevole-1.162414).                                                              
Sempre da fonti stampa si apprende in particolare che il Comune di Ancona presenta una esposizione debitoria per quasi tre milioni di euro e che nel 2012 ha rischiato un procedimento di  dissesto, evitato grazie all'utilizzo di un fondo di riserva di 12 milioni di euro.                                                                                                                                                                          " il saldo negativo dipende dalle mancate entrate provenienti da quello che é il nostro debitore principale ovvero lo Stato. Fino al 2012 i flussi di pagamento erano regolari, ora invece non sai mai quando i fondi arriveranno" (dal Corriere Adriatico del 1 agosto 2014, pag 5).      
Tutto ciò premesso                                                                                                                              
con la presente interrogazione si chiede al Ministro dell'Economia e delle Finanze, al Ministro dell'Interno ed alla Presidenza del Consiglio
-se sia a conoscenza dei fatti come suesposti      
-di porre in essere tempestivamente una attività di ricognizione dell'ammontare dei trasferimenti erariali statali dovuti ma non ancora percepiti dai Comuni negli anni 2012, 2013, 2014, indicando altresì le modalità per il recupero delle somme dovute ma non incassate o le modalità per l'attivazione di risorse erariali suppletive                                                                                              
-quali azioni intenda porre in essere per assicurare la necessaria regolarità dei versamenti.
 


Ancona - 

Appena un anno fa i revisori dei conti invitavano il Comune di Ancona a portare in Consiglio comunale per l'approvazione tutte le spese legali degli anni precedenti che, chissà perché, erano state lasciate a dormire nei cassetti per non farle figurare nei bilanci e facendo così diventare i debiti sempre più pesanti. Ora la Giunta Mancinelli, come Eta Beta, tira fuori dalle sue tasche senza fondo decine e decine di parcelle nascoste e "ordina" ai revisori di muoversi a dare il loro parere perché la "Giunta del fare" non può più aspettare.
Qualche diffidente potrebbe domandarsi perché la Sindaca ci ha messo un anno a tirar fuori le vecchie parcelle degli avvocati, e soprattutto, se tanto mi da tanto, chissà quante altre parcelle  verranno fuori nei prossimi anni? Tra tanti interrogativi solo una cosa è certa: per anni le Giunte del pd hanno collezionato il record mondiale di cause perse con spese esorbitanti a carico dei cittadini che hanno occultato per nascondere l'incapacità di governare una città che ne ha pagato e ne sta pagando le conseguenze.


Ancona - 

Al termine delle elezioni comunali del 2013, di fronte al dato eclatante del numero dei non votanti, tutti si affrettavano ad auspicare che la politica potesse ritrovare la sua credibilità nei confronti degli elettori per riportarli alle urne.

E invece, con la Giunta Mancinelli e la sua maggioranza, stiamo assistendo a continui tentativi di ridurre il Consiglio comunale, eletto direttamente dai noi cittadini elettori, ad un organo deputato a ratificare decisioni già prese da altri.

Anche il Presidente della sesta Commissione Sviluppo Economico, Simone Pelosi del Pd, è in linea con questa strategia. Nonostante sia un Consigliere comunale, contribuisce allo svilimento del suo stesso ruolo istituzionale ed è ormai diventata consuetudine per i Consiglieri di opposizione appellarsi al Regolamento del Consiglio per cercare di convocare, di loro iniziativa, commissioni su temi urgenti ed estremamente importanti come quelli che riguardano le aziende partecipate dal Comune.

E' accaduto lo scorso anno in occasione della divisione del settore gas da Multiservizi Spa, qualche settimana fa per l'azienda unica provinciale per la gestione acqua e rifiuti, ora per il Consorzio ZIPA. Tutte aziende gestite con milioni di euro di capitali pubblici, che rappresentano il futuro di centinaia di lavoratori e che i Consiglieri comunali conoscono gli sviluppi solo attraverso i giornali.

Basterebbe che il Presidente della sesta Commissione Pelosi, non appena venuto a conoscenza dei problemi, portasse il dibattito in Commissione, così come facevano regolarmente i suoi predecessori. Ma ciò non accade e i Consiglieri di opposizione, sono costretti a prendere l'iniziativa su problematiche di cui vengono a conoscenza dalla stampa o da qualche soffiata. Le ipotesi per valutare il comportamento di Pelosi sono solo due: o non viene informato delle decisioni prese dalla sua stessa maggioranza, e quindi non convoca le commissioni perché non ne sa nulla, oppure, pur essendone a conoscenza, non le convoca per non far mettere il naso ai Consiglieri su decisioni prese chissà dove e chissà da chi.

Ma non finisce qui: dopo aver sollevato le criticità sulla questione del gas Multiservizi-Estra, ora c'è l'ostruzionismo della maggioranza anche sulle commissioni convocate dalle opposizioni. Qualche settimana fa, la richiesta della Commissione sull'azienda unica provinciale che gestirà acqua e rifiuti è stata resa inutile dal rifiuto dei vertici di Anconambiente e Multiservizi a partecipare in quanto non ritengono ci siano informazioni da dare.

Adesso, per la Commissione sul Consorzio ZIPA il Presidente dice che non ha ricevuto la disponibilità degli addetti ai lavori (Assessore Simonella e rappresentanti del Comitato Direttivo del Consorzio e del Collegio Sindacale) entro i 10 giorni previsti dal Regolamento che scadono in settimana. Strano, perché invece per riunirsi il primo agosto e decidere del futuro del Consorzio all'insaputa del Consiglio comunale la disponibilità c'è.

Dunque il messaggio del Pd e dei suoi rappresentanti è chiaro e forte: cari elettori, continuate a non andare a votare, perché tanto il Consiglio comunale non conta nulla. Un messaggio di segno opposto manda il Movimento 5 Stelle: votate per mandare a casa il PD che di "democratico" ha solo il nome ... a meno che PD non significhi Partito Dittatore e non ce l'hanno mai detto?

Aggiornamento dell'ultima ora: il Presidente della sesta Commissione Pelosi, dopo avermi telefonato stamattina e saputo che dopo il 4/8 (ultimo giorno utile in base al regolamento per convocare la Commissione da noi richiesta) noi Consiglieri M5S non ci saremo, ha magicamente avuto la disponibilità degli invitati e convocato la Commissione per il... 5/8!! Gli ho personalmente inviato un augurio di buon lavoro e, salutandolo, ho scritto: "viva la democrazia!"


Ancona - 

Un capolavoro di sfrontatezza le dichiarazioni del Commissario della Provincia Casagrande e dell'Assessore del Comune di Ancona Simonella, rilasciate come rappresentanti dei soci di maggioranza (Provincia e Comune di Ancona) del Consorzio ZIPA (Zone Imprenditoriali Provincia Ancona). Ci dicono che la situazione è gravissima, che a loro era nota già da febbraio e che bisogna salvare gli otto posti di lavoro. Come dire: noi sapevamo da tempo che il Consorzio era spacciato, embè? Adesso voi che volete?

Sembra che i fondamentali della democrazia siano ormai superati e dunque i Consiglieri comunali, eletti dai cittadini, non debbano più essere informati e coinvolti nelle decisioni, cui invece spettano secondo la Legge italiana. Così come apprendiamo che non vengono coinvolti i sindacati, pur essendoci in ballo posti di lavoro. Sono quei rompiscatole dei consiglieri "grillini" che, non avendo altro da fare, vanno a ficcare il naso in cose che non competono loro. Tanto saranno poi i cittadini sudditi, tenuti buoni dai proclami del "tutto va bene, vedete come siamo bravi" che tireranno fuori i soldi delle perdite Zipa e delle altre aziende partecipate! I Consiglieri comunali devono stare tranquilli e ratificare solo le gestioni fallimentari delle aziende guidate dai colleghi della Casagrande e della Simonella.

Il Comitato Direttivo della ZIpa aveva approvato il bilancio il 26 marzo (ampiamente nei termini); perchè non è arrivato nulla nel Bilancio comunale approvato a maggio? Forse avete rimandato l'approvazione dell'Assemblea dei Soci per tenere tutto nascosto ai Consiglieri?

Abbiamo letto sulla stampa che il primo agosto ci sarà un'Assemblea dei Comuni soci dove verrà deciso il futuro del Consorzio Zipa e dei suoi lavoratori. Come matureranno le decisioni i soci di maggioranza? Il futuro dell'Ente, dalle cui sorti dipendono conseguenze economiche per i Comuni soci, quindi per le tasche di noi cittadini, sarà forse dettato dalla lettura dei fondi del caffè in una cenetta "aumma aumma" tra la Casagrande e la Mancinelli la sera prima dell'Assemblea?

La trasparenza, il dibattito democratico, la partecipazione sono chimere che solo il Movimento 5 stelle si ostina ad inseguire?

Eppure la legge prevede che le decisioni in tema di aziende partecipate siano di competenza dei Consigli comunali! Possibile che qualche Consigliere di maggioranza non senta l'esigenza di sottoporre al Consiglio una proposta di soluzione al problema? Possibile che debba essere deciso tutto in qualche salotto o sede di partito e i Consiglieri servano solo a ratificare le decisioni prese altrove e i cittadini, anche quelli che hanno votato Pd, a pagarne le conseguenze?

Portate il dibattito sul futuro della Zipa nei Consigli comunali alla luce del sole. Per una volta abbiate l'onestà di mostrare a tutti le inefficienze e gli sprechi delle vostre gestioni. Se preferite invece decidere da soli, metteteci i vostri soldi, non quelli di noi cittadini!


Ancona - 

Preceduto da uno squillo di tromba e un rullo di tamburi, la Mancinelli, in un delirio autocelebrativo, ci ha deliziato con un elenco di cose fatte per la città di cui gli anconetani non si erano accorti, presi come sono dall'aumento delle tasse comunali e da un degrado urbano che mortifica la loro quotidianità.

Forse per una dimenticanza o forse per una innata modestia propria della persona, la nostra Sindaco si è dimenticata di raccontare ai cittadini e al Consiglio comunale cosa sta succedendo al Consorzio ZIPA, di cui il Comune di Ancona detiene il 28% delle quote assieme alla Provincia, ai Comuni di Jesi, Falconara, Senigallia ed altri comuni più piccoli.

Il consorzio ZIPA, Zone Imprenditoriali Provincia Ancona, promuove lo sviluppo di attività industriali, artigianali e commerciali nei territori della Provincia di Ancona. Purtroppo nel 2013 non ha fatturato praticamente nulla, per cui ha chiuso il bilancio con una perdita di 501.794 euro e il Comitato Direttivo si è dimesso, sembra a causa della mancata approvazione del bilancio preventivo 2014 da parte di dei Comuni che detengono le quote.

Non occorre ricordare che la mancata approvazione del bilancio preventivo è un atto gravissimo, perché non consente di definire le strategie e i rimedi necessari a fronteggiare gli impegni e le scadenze come gli stipendi e i contributi, le tasse, il pagamento di fornitori, rate, prestiti, ecc..

Per questo è stato nominato un nuovo Comitato Direttivo, senza squilli di tromba e all'insaputa del Consiglio comunale. Ma pochi giorni fa si è dimesso anche il nuovo Presidente. Eppure, anche da chi è così bravo nella comunicazione autocelebrativa, nulla trapela sui problemi che si agitano nel Consorzio, su come si intenda gestire un 2014 che tra qualche mese sarà finito senza un bilancio preventivo.

A fronte di un fatturato che per il 2013 è stato di 28.000 euro, il Consorzio ZIPA ogni anno spende circa 550.000 euro per il personale, circa 54.000 euro per i compensi degli amministratori (tutti di nomina politica e politici di lungo corso essi stessi) e 20.000 euro per i revisori dei conti. Le spese legali e le consulenze, sempre nel 2013, sono state pari a 96.000 euro.

Intanto il Comune di Ancona si deve accollare una perdita di circa 140.000 euro, ma ciò che preoccupa sono le esposizioni del Consorzio verso le banche, per oltre 8 milioni di euro, anche sotto forma di scoperti ipotecari a breve scadenza, oltre che per fidejussioni rilasciate per più di 5 milioni di euro. Per non parlare poi di quelle rilasciate dal Comune di Ancona a favore del Consorzio per oltre 1 milione di euro.

Alla luce di questi fatti, il M5S chiederà immediatamente di convocare una Commissione bilancio per approfondire la questione e il Sindaco farebbe bene a comunicare al Consiglio per quali motivi il Comitato Direttivo (Coltrinari, Pacetti, Fiorini, Clementi e Grilli) si è dimesso, così come per quale motivo si è dimesso il neo Presidente; perchè non risulta essere stato ancora approvato il bilancio preventivo e per quale motivo il bilancio 2013 approvato dal Comitato Direttivo a marzo 2014 non è stato approvato dai Soci nei tempi utili ad inserire il risultato di esercizio nei bilanci comunali? Forse far passare le perdite come "debiti fuori bilancio" aiuta a quadrare i conti e a non assumersi responsabilità di gestioni fallimentari ?
Altro che conferenze stampa per fare propaganda, qui bisogna fermare le emorragie di aziende pubbliche che perdono soldi in continuazione.


Ancona - 

La povera Fondazione Muse, "rea" di aver svolto per un decennio un'attività culturale di livello che ha portato, nel sostanziale rispetto del pareggio di bilancio, lustro alla città e posti di lavoro nella lirica, viene ora sballottata tra il nuovo Consorzio Marche Teatro, che ne ha acquisito un ramo d'azienda, e la Fondazione Pergolesi Spontini di Jesi, con cui, ci assicurano gli scienziati, non verrà fusa.

Al di là del fatto che non ci risulta possibile una fusione tra Fondazioni, men che meno tra una Fondazione in piena attività ed una scatola vuota "potata" del suo ramo d'azienda principale, resta il dubbio che tali conferenze stampa servano solo a riempire i giornali e gettare fumo negli occhi ai cittadini.

Ben vengano iniziative congiunte con Jesi per la lirica, ma non c'è bisogno di fare annunci, basta realizzarle e farle conoscere a noi cittadini. Per ora l'unico fatto a noi noto è che nello Statuto del Consorzio Marche Teatro (che ha acquisito il ramo d'azienda della Fondazione Muse) la produzione lirica NON è contemplata. Non si è trattato di una svista, perché il M5S aveva proposto un emendamento per introdurla, ma è stato bocciato dal Pd e dai suoi alleati. La strategia della maggioranza è chiara: la lirica non interessa e vanno diminuiti i fondi per destinarli a vantaggio della prosa, che se li merita perché negli ultimi dieci anni, con la gestione fallimentare dello Stabile, ha conseguito milioni di euro di perdite che noi cittadini stiamo pagando.

La Mancinelli è riuscita nell'impresa di portare a termine il vecchio progetto del duo Giorgi-Favia per smantellare la lirica a vantaggio della prosa, ma loro almeno erano stati onesti nel dichiararlo pubblicamente. Ma la Sindaca ha fatto molto di più: ha avuto la faccia tosta di affermare di aver risanato lo Stabile, attuando un'operazione stile Alitalia, lasciando tutti i debiti al vecchio Stabile (ma alla fine sempre a carico dei cittadini di Ancona, non di chi ha prodotto le perdite) e girando la parte buona (?) al Consorzio Marche Teatro, con il gioco di prestigio dell'affitto del ramo d'azienda.

Ma i cittadini non si fanno abbindolare da queste chiacchiere e aspettano i fatti concreti. Vedremo quale sarà il ruolo e il peso di Ancona nella lirica, se sarà come partner alla pari di Jesi, oppure se passerà in subordine, con tanti saluti ai posti di lavoro delle maestranze e all'esperienze maturate in questi anni.

La Mancinelli si ricordi che la cultura è di tutti e non ha colore politico, quindi, come già accaduto negli anni passati, il nuovo Consiglio di Amministrazione della Fondazione dovrà includere nominativi segnalati dalle minoranze. Il MoVimento 5 Stelle, primo partito cittadino di opposizione, ha persone con adeguati curricula in grado di contribuire allo sviluppo culturale di Ancona e vigilare che i cittadini non vengano presi in giro.


Ancona - 

Nell'inchiesta Green Profit, su presunti illeciti commessi per l'avviamento di 7 impianti biogas marchigiani di cui si legge molto in questi giorni, spiccano nomi "importanti"..... ma non troppo!
Sono 20 gli indagati e, tra questi, tre funzionari della Regione Marche: Luciano Calvarese, Sandro Cossignani e Mauro Moretti. Qualcosa però non ci convince.
Luciano Calvarese, il cui nome è scomparso dall'elenco dei dirigenti sul sito della Regione, è stato degradato da dirigente a tempo indeterminato "in pectore" a "mariuolo" ovvero da uomo di fiducia dell'apparato ad infedele servitore della cosa pubblica. In realtà il "mariuolo" sembra piuttosto un buon " capro espiatorio":
La Legge Regionale n.3/12, quella per intenderci nata molto "morbida" sulla Valutazione di Impatto Ambientale per alcuni impianti a biogas, non é stata deliberata da Calvarese e soci ma dalla GIUNTA del Presidente Spacca (delibera 1287/11). Questa legge è stata pensata e scritta talmente male che la Corte Costituzionale l'ha dichiarata illegittima nella parte che, in palese contrasto con una direttiva europea, era destinata ad "agevolare"proprio gli (pseudo) imprenditori finiti nell'inchiesta.
Nonostante la legge regionale fosse stata impugnata dal Governo centrale , la GIUNTA del Presidente Spacca (e non il "capro" Calvarese) , anziché sospenderne l'applicazione in attesa del giudizio della Corte Costituzionale, ha continuato ad autorizzare disinvoltamente gli impianti a biogas e biomasse.
Sembra risibile, davvero risibile, prendersela solo con un modesto burocrate per quanto "mariuolo". Non dimentichiamo che i dirigenti ai vertici della Regione Marche non sono là per caso. Calvarese era uno dei "magnifici" per cui era stato confezionato un apposito bando per integrarlo a tempo indeterminato nella sua posizione di comando. Anche qui la scure della Corte Costituzionale aveva individuato la "Propensione all'illegittimità" della Giunta Spacca che, indifferente a qualunque sollecitazione, all'inizio dell'anno corrente ha riprovato a sistemare i burocrati di fiducia che sono tutti e 12 (Calvarese escluso)al loro posto.
Sentire che la Regione Marche intende costituirsi parte civile contro i "traditori" è incredibile ed indecente. La Giunta Spacca è indecente.

I candidati a Ancona

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    Andrea Quattrini
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    alessandro ghiotti
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    Alessandro Nesi
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    Alessandro Ricci
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    andrea aureli
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    angelo mogliani
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    Antonio Ghiotti
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    Bianca Marchetti
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    CRISTINA LAZZERI
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    daniela diomedi
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    daniela diomedi
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    FRANCESCO RENI
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    Gabriele Guidi
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    Giancarlo Palestini
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    Gianni Maggi
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    Gianni Polenta
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    Isabella D' Aurizio
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    Matteo Sini
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    paolo paladini
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    Riccardo Carmenati
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    RUGGERO
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    simone grande
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    Vincenzo Fasoli
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    Vittorio Carloni

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