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MoVimento 5 Stelle

Ancona - 

La consigliera Gambacorta ha interrogato oggi in consiglio l'assessore competente sul futuro dei dipendenti del consorzio ZIPA i quali, ricevuto il preavviso, saranno, a breve, licenziati.

L'Assessore Simonella ha risposto che non c'è nulla da fare perché "bisognava pensarci prima" e che ora è troppo tardi! Quindi nessuna possibilità per questi 6 dipendenti senza santi in paradiso; né cassa integrazione in deroga né mobilità verso altre partecipate (che pure stanno assumendo); sono ormai sacrificabili capri espiatori.

Anche noi sappiamo bene che chi lavora in una azienda deve produrre... non era necessaria la precisazione di una sindaca pseudodecisionista e che mette le parole in bocca alla sua assessora, ma sappiamo anche che non è compito dei dipendenti avere una visione lungimirante delle opportunità; un cda meno improbabile e disattento agli inequivocabili segnali di crisi sarebbe stato capace sia di prevedere che di prevenire e, nella peggiore delle ipotesi ridurre il danno. I soci del Consorzio ZIPA, ognuno per la sua parte, sono i veri responsabili della gestione disinvolta e distratta, ma le loro colpe le pagano in primis i dipendenti e le loro famiglie e a seguire i cittadini che vedono dissipare il loro patrimonio malgestito.

Nel frattempo Multiservizi sta assumendo e il comune di Ancona ha "sistemato " in M&P un dipendente (uno) della Fondazione TSM. Il supersindaco di Ancona aveva promesso un impegno.... Mentre ora dice per bocca del suo degno assessore che nulla si può fare, al più si impegnerà come semplice cittadino... certo dall'alto del loro sicuro reddito gli riesce facile sproloquiare."

Maria Ausilia Gambacorta - M5S


Ancona - 

Il gruppo consiliare 5 stelle Ancona ha depositato un'interpellanza al Sindaco sull'operazione della trasformazione del fabbricato ex caserma Fazio in alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica.

L'iniziativa della Giunta si è rivelata un clamoroso fallimento; è stata condotta con una serie di gaffe istituzionali sul modo di rapportarsi con un altro Ente Pubblico. Non un atteggiamento collaborativo e costruttivo ma una vera e propria intromissione nelle decisioni dell'ERAP, come se fosse un organo "dipendente" del Comune. L'ERAP aveva manifestato solo un interesse per la Caserma Fazio e la disponibilità a discuterne: in tutta risposta la Giunta ha deliberato la vendita (ignorando il Consiglio comunale) e, nonostante la lettera di risposta di "stupore e meraviglia" dell'ERAP, il Comune l'ha incalzata invitandola a stipulare gli atti, vista la richiesta di alloggi popolari. Un Comune padrone in casa d'altri e che "decide" per gli altri senza neanche degnarsi di rispondere alle richieste dell'ERAP chiamato ad investire oltre 3,8 milioni di euro. Atteggiamenti dell'Amministrazione già riscontrata in altri atti a partire dal famoso "5 per mille per le buche", o nei rapporti con le Soprintendenze e con altre Istituzioni. Un comportamento che provoca quanto meno irritazione negli interlocutori istituzionali e che produce danno all'immagine e al ruolo del capoluogo di regione.

Infatti, dalla consultazione degli atti emergono importanti irregolarità e omissioni:

1) la costituzione del diritto di superfice con contestuale trasferimento della proprietà superficiaria sull'area di sedime del bene di proprietà comunale a favore dell'ERAP, mediante apposita convenzione fra i due Enti, è un atto di competenza Consiliare e non della Giunta comunale;

2) Non esiste alcuna nota dell'ERAP datata 14 ottobre 2014 richiamata nelle premesse della Delibera di Giunta 566 del 28 ottobre 2014. Probabilmente si tratta di un "mero errore". Nessuno se ne è accorto? Neanche a seguito delle reiterate richieste dell'ERAP? Eppure l'ERAP ha scritto al Sindaco, al Responsabile del procedimento e al Segretario Generale del Comune. Nessuno ha letto quella lettera è si è degnato di chiarire che la nota da richiamare nella Delibera di Giunta era quella ERAP del 22 ottobre 2014, prot. 11182 e che era stato "appunto un errore" facilmente rimediabile una volta accertato.

3) Non esiste alcun cenno di riscontro da parte del Comune e del Responsabile per la prevenzione e per la trasparenza alla segnalazione della delicatezza della posizione dell'ing. Maurizio Urbinati, Responsabile del servizio interessato per l'ERAP e contemporaneamente Assessore del Comune di Ancona con deleghe anche al patrimonio e alla casa, il quale esplica l'attività istituzionale posta sotto la sua responsabilità dirigenziale esclusiva in quello che appare configurarsi come un potenziale conflitto di interessi. La Giunta e l'Amministrazione comunale non sono a conoscenza che la Regione Marche ha stabilito dei massimali di intervento, ponendo il limite di 130.000,00 euro per ogni alloggio (elevabile a 138.000,00 euro in particolari circostanze), mentre quelli realizzabili all'ex Caserma Fazio costerebbero oltre 250.000,00 cadauno? Non ne è a conoscenza neanche l'Assessore alla casa/Dirigente dell'ERAP?

Quindi gli alloggi popolari l'ERAP non li realizza mentre è scattata una doppia segnalazione al Comune e all'ERAP per verificare la compatibilità dei due ruoli dell'Assessore Urbinati e per assumere le determinazioni ritenute necessarie e/o opportune. A nostro avviso basterebbe soltanto una valutazione di opportunità per riconoscere tale incompatibilità ed adottare i provvedimenti conseguenti: la revoca dell'Assessore.

interpellanza ex Caserma Fazio.doc


Ancona - 

Abbiamo ascoltato con stupore in Consiglio comunale, e successivamente letto sui giornali con altrettanta sorpresa, le dichiarazioni dell'Assessore Simonella che per quantificare i dati del traffico per l'Uscita Ovest ha riportato i dati dei veicoli transitati nel 2006 sull'autostrada A 14. Dati che sono inverosimili e che nulla hanno a che vedere con il servizio ai caselli di Ancona nord e Ancona sud e tantomeno con il porto.

Quando in Consiglio comunale abbiamo parlato di 13 milioni di veicoli, abbiamo citato il dato - fonte Soc. Autostrade - del 2013. Si tratta del totale dei veicoli transitati in entrata e uscita per i caselli Nord e Sud, a servizio anche dei quartieri periferici e delle città limitrofe, che non potranno essere obbligati a transitare sulla bretella che porta direttamente al Porto. Se un veicolo va a Jesi o a Fabriano, a Castelfidardo o a Osimo o alla Baraccola per quale motivo dovrebbe entrare in porto?

40 milioni di veicoli di traffico non ce l'hanno neanche i maggiori porti europei, figuriamoci Ancona.

Ma anche chi abita in centro città difficilmente utilizzerà la nuova bretella, considerati i costi proibitivi del pedaggio che saranno circa 2,40 euro per le auto e 4,80 euro per i camion, oltre il maggior pedaggio autostradale per il tragitto tra il casello Nord o Sud al nuovo che sarà baricentrico ai due.

Si vuole gettare fumo negli occhi degli anconetani anche di fronte a dati inoppugnabili: non è questo un bel modo di fare politica, piuttosto appare come la peggiore propaganda per far fare gli affari ai soliti amici degli amici che hanno spolpato il Paese con opere pubbliche inutili ed ipercostose.


Ancona - 

Durante il Consiglio comunale aperto sull'Uscita Ovest, il Vice Ministro dei Trasporti ed Infrastrutture On. Nencini, per controbattere ad una precisa affermazione del Capogruppo M5S Quattrini circa l'insostenibilità del project financing dell'Uscita Ovest, che per far quadrare i conti necessiterebbe di un afflusso di traffico di circa 25-30 volte quello attuale del Porto di Ancona e che quindi rischia di diventare una seconda Bre.Be.Mi., non entrava nel merito dei numeri, ma assicurava un'assidua vigilanza sulla regolarità dell'opera da parte del Ministero e del Commissario Dott. Cantone.

Avremmo voluto replicare in Consiglio, ma purtroppo l'On. Nencini se n'è andato e parte della maggioranza, Sindaco compreso, hanno preferito disertare il dibattito facendo mancare il numero legale e facendo chiudere anzitempo la seduta consiliare.
Lo facciamo quindi ora con questo comunicato.
Abbiamo avuto modo di consultare ed apprezzare il curriculum dell'On. Nencini e ci siamo domandati come una persona colta e competente come lui abbia potuto, nella veste di Vice Ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, non accorgersi che la prima versione della Convenzione sull'Uscita Ovest firmata dal suo Ministero contenesse clausole capestro per lo Stato ed a nostro avviso illegittime, che avrebbero permesso al Concessionario di abbandonare in qualsiasi momento la realizzazione dell'opera e pretendere dallo Stato una penale del 10% del costo complessivo. Oppure come abbia potuto il Ministero di cui è Vice Ministro non accorgersi che nella convenzione da loro firmata il piano economico finanziario riportava costi fermi al 2007 e non era stato aggiornato. Per non parlare poi delle clausole relative agli sgravi fiscali fino al 50% del costo dell'opera, di circa 500 milioni di euro.

Per fortuna che si è accorto il Movimento 5 Stelle che ne ha data ampio risalto con conferenze stampa ed interrogazioni anche parlamentari, tanto che il Ministero delle Finanze, anziché ratificare la Convenzione firmata dal Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture, ha rimandato indietro la Convenzione chiedendo di modificare le clausole inique.
Ed è così che il Ministero dei Trasporti ha dovuto stipulare un atto di rettifica per poter ottenere poi il la ratifica del Ministero delle Finanze.

Di fronte ad una figuraccia come questa, probabilmente un Ministro giapponese avrebbe fatto harakiri, mentre un Ministro tedesco si sarebbe scusato e si sarebbe dimesso. Da noi no, anziché scusarsi e cercare i responsabili di tale svista all'interno del suo Ministero, e metterli poi in condizione di non nuocere più, come se nulla fosse l'On. Nencini ha più volte dichiarato che il suo Ministero vigilerà sulla regolarità dell'opera, potendosi anche avvalere del Commissario Dott. Cantone, che tanto paghiamo noi perchè tutti i politici e i dirigenti del Ministero che già pure paghiamo, evidentemente non bastano a controllare che non avvengano gli imbrogli che quotidianamente leggiamo nelle cronache riguardo le varie opere pubbliche.

Ci saremmo poi aspettati che il Ministro On. Nencini, di fronte alla notizia della nuova perimetrazione della grande frana di Ancona, che ora arriva fino all'imboccatura dell'Uscita Ovest, avesse preso nota con preoccupazione assicurando i dovuti approfondimenti. E invece nulla. Se poi quando inizieranno i lavori qualche pezzo di collina dovesse venire giù, saranno i primi a riempire le pagine di giornali accusando altri politici e i tecnici di non aver fatto il loro dovere.

I dubbi sull'Uscita Ovest


Ancona - 

Diversi sono i punti da chiarire sull'uscita ovest.

Innanzitutto, leggendo i numeri del piano economico finanziario contenuti nella Convenzione, scopriamo che la remuneratività dell'opera si basa su fantascientifici dati di traffico, pari a circa 25-30 volte quelli del Porto di Ancona e circa il triplo di quelli del Porto di Genova prima della crisi, con un pedaggio che comporterà costi più che raddoppiati rispetto a chi vorrà continuare a percorrere la Strada Statale e passare per Torrette (e nessuno potrà impedirglielo!) (vedi allegato A).

Poi non si può non rilevare come tutta la progettazione e le varie valutazioni di impatto ambientale siano antecedenti al 22/10/2013, data in cui l'Autorità di Bacino ha modificato il perimetro della Grande Frana di Ancona, includendo nuove aree, tra cui quella dell'imbocco dell'uscita ovest, dove avrà inizio una lunga galleria: che conseguenza avrà scavare una galleria in zona frana?

Inoltre, va detto che la stessa Autorità di Bacino non risulta aver mai dato parere favorevole al progetto, ma si è espressa l'ultima volta nel 2009 (vedi parere trascritto nella Delibera Giunta Regionale 1308 del 3/8/2009), e che quindi tutti i dubbi sui rischi relativi alle ricadute che avrà l'opera sull'assetto idrogeologico del territorio, peraltro già in dissesto, rimangono.

L'Italia, in base ai fatti di cronaca registrati anche di recente, è il Paese dove le Grandi Opere sono spesso sbagliate, inutili per la collettività, ipercostose, pericolose per l'assetto del territorio, pensate solo per far girare soldi che vanno in tasca ai soliti noti: nell'Uscita Ovest questi ingredienti sembrano esserci tutti, compresi i comportamenti ostruzionistici praticati da diversi personaggi locali. Come il Presidente del Consiglio comunale Milani, che ha ossequiosamente aderito alla richiesta della Capogruppo Pd Pistelli di precludere la partecipazione al Consiglio comunale "aperto" (?) a quei soggetti, Parlamentari ed Associazioni, che avevano contribuito a far luce sugli atti ufficiali, scoprendo clausole illegittime, poi rimosse grazie a tali interventi, ma che avrebbero comportato esborsi di centinaia di milioni di soldi pubblici a vantaggio dei soliti amici degli amici. O come alcuni Dirigenti del Comune, che hanno avviato un'impropria azione ispettiva nei confronti di quei Consiglieri che si erano adoperati per portare a conoscenza del Sindaco e del Consiglio comunale di quei documenti che lo stesso Consiglio comunale aveva deliberato all'unanimità di voler conoscere, ma che non riusciva ad ottenere dal Ministero.

Ecco, questa fitta trama di omertà messa in atto da esponenti Pd e sodali, è l'indizio maggiore della pericolosità di quest'opera per i cittadini anconetani e per i conti pubblici.


odg cc aperto uscita ovest 16 gennaio.doc
Allegato A odg cc aperto uscita ovest 16 gennaio.doc
Allegato B odg cc aperto uscita ovest 16 gennaio.pdf
Allegato C odg cc aperto uscita ovest 16 gennaio.pdf


Ancona - 

Sul Resto del Carlino di oggi è apparso un articolo dal titolo: "Figuraccia dei grillini: Vedelago è fallita". Di seguito il comunicato stampa che ho mandato in replica:

"Vedelago, inteso come sistema di miglioramento della differenziazione e del riciclo dei rifiuti, è un sistema che non è fallito, che ha funzionato per anni e che funzionerà ancora, tant'è vero che una nuova società è subentrata alla vecchia, questa sì fallita, per motivi che non conosciamo ma che possono essere molteplici e comuni a tante società fallite in tanti settori produttivi, che non per questo determinano il fallimento del settore dell'attività di pertinenza.
Nei nostri atti presentati e fatti approvare in Consiglio comunale non abbiamo mai specificato questa o quella società o questo o quel sistema, ma abbiamo solo sostenuto il riciclo dei rifiuti in contrapposizione alla discarica ed all'incenerimento, come pratica virtuosa in termini ambientali, economici e occupazionali, come dimostrano tante esperienze anche al di fuori del sistema Vedelago.
Diverso invece è il caso delle società partecipate dal Comune e gestite secondo logiche di partito, queste sì in modo fallimentare ma che sopravvivono solo grazie all'aumento delle tasse a carico dei cittadini per coprire gli sprechi e le cattive gestioni.
Perché non citare l'impianto di digestione anaerobica voluto da Anconambiente nel 2008 sulla discarica del galoppatoio di Chiaravalle? Due milioni di euro buttati via per un impianto che non ha mai funzionato, come avevamo già detto nel 2010. Ora si accorgono che va tombato e portati a perdite i costi non ancora ammortizzati.
Perché non citare Igenio, con un costo di 30.000 euro l'uno, che non ha portato alcun beneficio in termini di percentuali di raccolta differenziata? Che dire della società che lo produceva, che oberata dai debiti non ha più pagato le royalties ad Anconambiente, ha spostato la sede a Salerno e ceduto il ramo d'azienda produttivo ad una nuova società gemella, lasciando Anconambiente a bocca asciutta? Come mai è fallita nonostante i cittadini di Ancona con le proprie tasse abbiano fatto comprare inutilmente decine di Igenio?
Nessuna figuraccia del MoVimento 5 Stelle per aver sostenuto un sistema che funziona, e non una singola azienda. Le solite figuracce sono, invece, per le Giunte di centro sinistra che ci (s)governano da anni, che nominano nelle aziende partecipate amministratori solo per militanza di partito, salvandosi dai fallimenti solo perché a pagare sono sempre i cittadini con tasse sempre più alte."


Ancona - 

A seguito dell'interrogazione odierna, l'Assessore Urbinati ha confermato che l'Amministrazione comunale non conosce quali siano le intenzioni di chi acquisterà l'ex Convento Cappuccini/ex Caserma Stamura nel Parco del Cardeto tramite la Invimit Sgr, società a partecipazione statale designata per la dismissione del patrimonio pubblico.

Dato che la Giunta ha confermato il proprio disinteresse riguardo il futuro di questo prezioso bene comune, limitandosi a chiedere il rispetto di una servitù di passaggio per consentire il passaggio dei cittadini solo per eventuali visite guidate, il sottoscritto ha ritenuto di indirizzare la mail allegata alla Invimit Sgr per segnalare che nel 2005 ben 20.000 Anconetani hanno votato ad un referendum cittadino per evitare che la Giunta permettesse la realizzazione di un albergo nel Parco del Cardeto.

Subject: Ex Caserma Stamura - Parco del Cardeto - Ancona
From: andreaquattrini@hotmail.it
Date: Mon, 22 Dec 2014 10:37:32 +0100
To: segreteria@invimit.it

Con riferimento all'oggetto, ho appreso della possibile acquisizione da parte della Invimit Spa, per la quale e' pervenuta richiesta di nulla osta al Comune di Ancona, di cui alla Delibera di Giunta n.635/2014 allegata.
Nella Delibera non viene pero' citato il risultato di un referendum cittadino indetto nel 2005 dove, per un immobile ubicato nella stessa area che l'Amministrazione comunale voleva vendere ad un privato per la realizzazione di un albergo, circa 20.000 anconetani espressero il loro voto contrario, come da notizia che potete leggere in questo link http://www.laboratoriosociale.org/modules.php?name=News&file=article&sid=64
Di conseguenza, il Comune annullò la propria delibera e non venne realizzato alcun albergo.
Ritengo che tale notizia possa essere di Vostro interesse nella eventuale intenzione di acquistare l'immobile per la sua valorizzazione.
Distinti saluti

Andrea Quattrini
Consigliere comunale
Capogruppo MoVimento 5 Stelle Ancona


Ancona - 

Nel Consiglio comunale monotematico sulla Sanità di qualche mese fa ascoltai il Direttore Generale degli Ospedali Riuniti di Torrette, dott. Galassi, parlare per circa 40 minuti riguardo le necessità e le opportunità di spostare il Salesi al sesto piano di Torrette. L'esposizione fu completa e dettagliata, fatta da una persona competente ed autorevole.

Successivamente, intervenne il Consigliere D'Angelo, persona altrettanto stimabile e competente, che attaccò Galassi mettendo pubblicamente in dubbio le sue dichiarazioni.
In quel momento pensai che c'era qualcosa che non sapevo, altrimenti perché D'Angelo avrebbe attaccato cosi duramente Galassi?

Ai tempi della precedente Giunta, per le questioni relative agli accordi con la Regione, in particolare per i contenitori sanitari, il Comune si cautelava prima di fare i propri passi; con la Giunta Mancinelli, invece, l'Amministrazione comunale ha adottato un'altra linea, fidandosi ciecamente della Regione. A nulla sono valsi gli allarmi lanciati dall'opposizione, cui è stato detto che era tutto a posto e che non c'erano problemi.

A distanza di qualche settimana, il Sindaco Mancinelli si è lamentata di essere stata presa in giro, dichiarando di essere in possesso di documenti che provano che la Regione faceva esattamente l'opposto di quello che dichiarava agli incontri e che, quindi, la costruzione della struttura indipendente per il nuovo Salesi non si farà. Possibile che un avvocato abile e scaltro come il nostro Sindaco si sia fatta fregare dalla Regione dove comanda il suo stesso partito?

Non è che invece questa è la solita manfrina per fare uno scaricabarile e poi finire a realizzare chissà quale disegno preordinato?
E adesso il Sindaco si affretta a chiedere il sostegno dell'opposizione, fino a ieri trattata a pesci in faccia e tenuta all'oscuro di tante situazioni critiche, come la Zipa, i rifiuti, Multiservizi, ecc. e convoca un'assemblea pubblica per farsi vedere vicina ai cittadini e contro la Regione, sapendo bene cosa pensano gli elettori del suo operato e del suo partito.

Non sarà per caso un'operazione di marketing nel momento in cui i cittadini sono giustamente preoccupati di perdere un'eccellenza nazionale come l'Ospedale Salesi, dove opera personale medico, paramedico ed ausiliario di riconosciuta professionalità a servizio dei bambini delle Marche e dell'Italia?

Ieri poi è stato votato in Consiglio comunale un documento sul Salesi che condividiamo nella finalità, ovvero difendere a spada tratta il Salesi affinché il suo trasferimento avvenga in una struttura autonoma.

Tra le premesse, però, si da' per scontato che a seguito dei tagli, la Regione non avrebbe disponibili i fondi per realizzare il nuovo Salesi: e chi lo dice? Gli stessi signori accusati dal Sindaco di fare per mesi il gioco delle tre carte, comprese eventuali false delibere di riunioni tenutesi giorni dopo? I soldi per comprare immobili da noti imprenditori regionali si sono trovati, per il Salesi, no??

La Regione Marche ha chiesto di anticipare la variante sul vecchio Salesi per vendere l'immobile e reperire i fondi per il nuovo? Ma con questo mercato immobiliare chi se lo compra? Ci prendono in giro?

E chi ha detto che sono state fatte le opportune verifiche sismiche? Sempre gli stessi signori? Siamo sicuri? E dov'è localizzata questa vulnerabilità sismica e quanto costa un intervento per la sistemazione?

E perché è stato lasciato deperire questo bene? Sono state fatte le adeguate manutenzioni tempo per tempo?

E adesso perché si vorrebbe proporre un project financing? Era questo l'obiettivo? Far ammalorare il bene pubblico per permettere agli imprenditori di fare un'operazione garantita dai soldi pubblici?

Emblematico, poi, è il dispositivo finale della mozione, dove si impegna il Sindaco e la Giunta a tutta una serie di verifiche e accertamenti nei confronti di Ministero e Regione che consiglierebbero di assumere un detective o di sedere al tavolo della concertazione solo dopo aver sottoposto gli esponenti regionali al siero della verità per capire se prosegue o meno la presa in giro, tutta farina del sacco di Pd e sodali.

Noi, ribadendo la necessità di spostare il Salesi solo se e quando sarà necessario, ed in una struttura indipendente per salvaguardarne l'identità, ci dissociamo da questo ennesimo teatrino della politica, tra bugie e inganni di chi governa in Regione ed in Comune.


Ancona - 

Finalmente si sono scoperte le carte; la partita Salesi, che sembrava ormaifinita, in realtà sembra cominciare ora. Finalmente il Comune ha scoperto di essere stato per anni preso in giro, che l'Ing. Pompei, grande manovratore dell'edilizia sanitaria, ha fatto finta di occuparsi del Nuovo Ospedale Pediatrico, che il progetto vero sulla struttura era quello di "eliminarlo fisicamente".

Finalmente l'Amministrazione Comunale sembra aver compreso che il nuovo Salesi NON interessa affatto la Giunta Regionale e il PD che hanno "indirizzato" la Direzione Sanitaria e i manager che hanno come unici obiettivi quello di fare cassa e aggiustare i bilanci, incassando varianti e sopprimendo la voce di costo ingombrante che è rappresentata dall'ospedale pediatrico. Non ci voleva un genio per capire che siamo all'anno zero e che la vera intenzione fosse quella di sopprimere "l'ospedaletto", dopo averlo affamato, per anni, di risorse umane e materiali.

Sin dal 2006 l'obiettivo da raggiungere era di spostare il Salesi al 6° del Plesso di Torrette ed il managment ha "lavorato" in questa direzione per rendere, oggi, il trasferimento indispensabile e non più procrastinabile.

Gli atti dell'Ing. Pompei appaiono reticenti e approssimativi tanto da far lamentare Sindaco ed Assessore di mancanza di trasparenza e correttezza istituzionale. Per non parlare dell'Assessore Mezzolani e del dg Galassi : progetti definitivi approvati occultati, verbali con pareri negativi post datati, investimenti su edifici da demolire (sulla palazzina di Anatomia patologica nonostante la promessa demolizione sono stati spesi 500 mila euro), insomma "dettagli" che finalmente hanno aperto gli occhi alla nostra Sindaca che ora non esita a definire questi campioni della politica regionale sanitaria: inaffidabili, scorretti e pure reticenti. E' evidente che la politica del PD e degli alleati va contro i pazienti bambini, i loro genitori e il personale medico, sanitario e ausiliario e mira a smantellare un presidio di eccellenza nazionale.

Noi l'avevamo così definiti qualche tempo fa... quello che era chiarissimo già da tempo ora lo è anche per i nostri amministratori comunali... meglio tardi che mai.
Non abbiamo dubbi che il Sindaco e l'assessore comunale hanno creduto "ingenuamente" alle promesse dei loro compagni di Partito. Ma in politica le responsabilità vanno assunte e le conseguenze devono essere tratte anche da chi "ingenuamente", si è lasciato scippare il Salesi.
Gruppo Consiliare M5S Anconasalesi.jpg


Ancona - 

ex convento cappuccini.jpg

L'ex Convento dei Cappuccini è un immobile in degrado nell'area del Parco del Cardeto.
La sua costruzione risale al 1500, mentre dal 1861 era diventato caserma (ex Caserma Stamura), poi riutilizzata come struttura militare ed abbandonata dal 1971.

Alcuni anni fa l'Università Politecnica di Ancona si era resa disponibile a ristrutturarlo per farne un centro per l'insegnamento di materie d'avanguardia, e chiese la possibilità del passaggio di alcuni mezzi di servizio all'interno del parco, vista la vicinanza con la sede della Facoltà, ma il Comune la negò.

Verificata l'attualità della proposta dell'Ateneo, lo scorso anno avevamo depositato una mozione in Consiglio comunale per valutare favorevolmente tale ipotesi di riutilizzo. Purtroppo la nostra mozione rimase in sospeso in Commissione in quanto il Presidente non si degnava di convocarla per discuterla assieme ai rappresentanti dell'Università.

Avvenuto il cambio del Presidente, con nostra sorpresa e soddisfazione, è stata finalmente convocata la III Commissione per discutere la nostra mozione la prossima settimana.

Un paio di giorni dopo, però, ecco la doccia fredda: con la delibera di Giunta n. 635 il Comune ha dato il nulla osta allo Stato per la vendita dell'ex Convento Cappuccini/ex Caserma Stamura alla Invimit Sgr Spa, società partecipata interamente dal Ministero del Tesoro, mediante la quale lo Stato "valorizza" (mette in vendita?) il patrimonio pubblico http://www.invimit.it/

Il suo Presidente, http://www.invimit.it/governance è il Prof. Vincenzo Fortunato, ex Capo di Gabinetto del Tesoro ai tempi di Giulio Tremonti, noto per ricoprire o aver ricoperto altri incarichi pubblici importanti nell'ambito del Mose e del Ponte sullo Stretto http://www.lanotiziagiornale.it/il-fortunato-collaudatore-del-mose-di-venezia-senza-sosta-la-collezione-di-poltrone-dellex-capo-di-gabinetto-del-tesoro/

Sentito il Presidente della III Commissione, ho scoperto che non sapeva nulla della delibera di Giunta e, una volta letta, ha deciso, dopo avermi consultato, di annullare la discussione della nostra mozione, ormai superata dagli ultimi eventi, visto che la Giunta si è affrettata a dare il nulla osta alla vendita dell'immobile senza dire nulla a nessuno (nemmeno ai propri consiglieri di maggioranza, a giudicare dalla sorpresa del Presidente della III Commissione).

Che ne sarà allora di questo nostro gioiello, purtroppo da troppo tempo abbandonato, all'interno del Parco del Cardeto?
La Giunta sa che cosa ne farà la Invimit Sgr? Sono passati quasi 10 anni da quando l'allora Giunta Pd tentava di far realizzare un albergo di lusso all'interno del Parco del Cardeto, ipotesi che venne respinta da una vera e propria protesta popolare, culminata con un referendum. Adesso ci riprovano?
Lunedì in Consiglio comunale farò un'interrogazione sull'argomento.

EX CONVENTO CAPPUCCINI DELIBERA GIUNTA.PDF

I candidati a Ancona

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    Andrea Quattrini
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    Alessandro Ricci
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    angelo mogliani
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    Antonio Ghiotti
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    CRISTINA LAZZERI
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    daniela diomedi
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    FRANCESCO RENI
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    Gabriele Guidi
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    Giancarlo Palestini
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    Gianni Maggi
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    Gianni Polenta
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    Isabella D' Aurizio
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    Matteo Sini
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    Riccardo Carmenati
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    RUGGERO
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    simone grande
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    Vincenzo Fasoli
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    Vittorio Carloni

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