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I No Tav ospiti del Movimento No Rigassificatori


Ancona - 

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Ieri ho assistito ad un dibattito sul rigassificatore di Falconara (anzi, di Ancona, visto che è più vicino alle nostre coste rispetto a quelle di Falconara), con interventi dell'Ing. Cogliati dell'API e dell'Avv. Ragaini del Movimento No Rigassificatori.
Come saprete, Ancona 5 Stelle appoggia il Movimento ed ha partecipato alle varie iniziative nei mesi scorsi.

Ieri, al di là del dibattito sui rischi per l'ambiente e per il nostro mare, è apparsa evidente la mancanza di un qualsiasi vantaggio o interesse per la comunità locale.
In base a quanto dichiarato dal rappresentante dell'API, la nuova occupazione consisterà al massimo in 20 unità; l'impianto non prevede alcuna produzione di energia, ma la possibilità di ricevere il gas metano sotto forma liquida, che occupa una massa 600 volte inferiore a quella del metano in forma gassosa. Quindi, immagino, minori costi di approvvigionamento per l'API.

Dato che difficilmente questi minori costi per l'API si tradurranno in bollette meno care per gli utenti e dato che il fabbisogno energetico della nostra regione non cambierà di una virgola, visto che il rigassificatore non produce energia, questi partiti, dal Pd al Pdl, dall'Udc all'IDV, stanno mettendo a rischio il nostro ambiente votando a favore di un'impianto che porterà vantaggi solo al privato.

Poi dicono che se dalla Russia chiudono i rubinetti per la fornitura del gas, con il rigassificatore saremo liberi di acquistarlo da altri Stati, ma una politica seria avrebbe dovuto invece affrontare il tema di come rendere la nostra regione autosufficiente dal punto di vista energetico, pensando a progetti seri sulle rinnovabili, come prevede il nostro programma del MoVimento 5 Stelle.
E invece deturpiamo l'ambiente per qualcosa di inutile alla collettività, proprio come la TAV.

Come dalla locandina pubblicata nel post, invito tutti a partecipare, martedì 1 novembre alle ore 21.30, presso il circolo Leopardi - Via Stadio 14 - Falconara, all'incontro con il Movimento dei No Tav, per ascoltare direttamente la loro testimonianza.

4 commenti

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  • user-pic

    Ciao Andrea,
    premetto che non sono "immerso" nella politica e certamente non ne comprendo le dinamiche sommerse, quindi probabilmente dirò "coionerie".
    Sono invece padre di tre figli (uno maggiorenne) ed ho quindi "Famiglia", penso dunque di poter valutare con il proverbiale buon senso le decisioni (spesso speculative) che i politici di ogni bandiera ci impongono quotidianamente.
    Ho apprezzato la vostra battaglia sulla raccolta ed il riuso/recupero/riciclo dei rifiuti, campo di cui abbiamo solo iniziato a sondare le potenzialità ma che i maneggiamenti dei "manager" (di se stessi) ci impediscono di migliorare realmente.

    Sui rigassificatori però NON SONO con Voi.

    1) Il metano è tra i combustibili meno inquinanti.
    2) Il metano è tra i combustibili più abbondanti.
    3) Il metano è tra i combustibili meno costosi.
    4) L'inquinamento derivante dal rigassificatore è davvero limitato, non catastrofico e relativamente localizzato intorno agli impianti peraltro situati molto lontano dalla costa e dalle zone abitate.
    5) Eventuali incidenti non avrebbero praticamente effetti sulla popolazione, cosa che non si può dire per la raffineria di Falconara.
    6) La diluizione operata dalle correnti marine non può che ridurre gli effetti di eventuale inquinanti.

    D'altronde hai idea di quanto ipoclorito gettiamo deliberatamente nelle fogne (e quindi nel mare) per l'igiene delle case e della biancheria?

    O davvero proporresti di non lavarci più per non inquinare... :-) ma allora si avrebbe un ben altro inquinamento.....

    Mi sembra che in questo caso si cada nel solito errore di gettare il bambino con l'acqua sporca (è proprio il caso di dirlo :-) ).

    Piuttosto sarebbe importante ottenere dall'API ferree garanzie sui controlli incrociati sull'inquinamento, anche da parte di terzi (API,ASUR,Terzi) interessati allo stato dell'ambiente, ed intendo associazioni da sempre operanti nel settore (WWF,lega Ambiente ecc.) che FORSE sono più fidate.

    Con gli auguri di buon lavoro

    Alex

    • Ti ringrazio dell'intervento perchè mi permette di approfondire il mio pensiero.
      Il dibattito si è svolto principalmente sulle conseguenze per l'ambiente che il Comitato ha enfatizzato, mentre il rappresentante dell'API ha minimizzato.
      Però nessuno ha detto che i rischi non esistono.
      Allora, anzichè riportare in questo post il dibattito su, ad esempio, la pericolosità dell'ipoclorito che il Comitato riferisce aver causato danni all'ecosistema di Porto Viro (dove c'è un rigassificatore), mentre tu ed altri ritenete che la quantità non sia rilevante, ho preferito spostare il ragionamento su un altro piano.
      La domanda che mi faccio è: posto che esiste un rischio, ammesso e non concesso che sia minimo, perchè la comunità lo deve correre? Ne avrà un vantaggio? Oppure stiamo assecondando gli interessi di un privato (l'API)?
      Visto che non c'è alcuna produzione di energia (e quindi non diminuisce il fabbisogno energetico della comunità) non vedo alcuni vantaggi per il territorio.
      Il rappresentante dell'API ha sostenuto che aumenterà la concorrenza sul mercato perchè diminuirà la dipendenza dalle forniture di gas metano dall'est Europa, ma io non credo che la conseguenza sarà la diminuzione delle tariffe per i cittadini, bensì gli utili del privato che, a parità di ricavi, potrà diminuire i costi.
      I rappresentanti del Comitato hanno chiesto di realizzare il rigassificatore a terra, che è molto più sicuro e non impatta con l'ambiente marino. Perchè non lo fanno? Forse i costi di un rigassificatore in mare sono di gran lunga inferiori di quelli per realizzare il rigassificatore sulla terra ferma?
      E vogliamo parlare dell'occupazione?
      Qualcuno dice che l'API va assecondata perchè dà occupazione a tantissime persone nella raffineria di Falconara che, se venisse chiusa, comporterebbe grosse ricadute negative sul territorio in termini occupazionali.
      Ma qualcuno pensa che, una volta realizzato il rigassificatore, se la raffineria non dovesse essere più un redditizia l'API si farebbe scrupoli a chiuderla?
      Fincantieri non insegna nulla?

      Chiudo con un'ultima considerazione: i politici locali dovrebbero indicare la strada, ecologicamente compatibile, per rendere la Regione più autosufficiente dal punto di vista energetico, e quindi orientare gli imprenditori a "gareggiare" tra loro per offrire l'impiantistica più efficiente.
      Se invece assecondano i desiderata degli imprenditori senza ottenere nulla per la popolazione, a mio avviso non fanno bene il loro lavoro. Senza contare che l'attuale maggioranza in Regione aveva sbandierato in campagna elettorale la propria contrarietà ai rigassificatori, ingannando di fatto gli elettori che li hanno votati.
      E poi dicono che se perdono le elezioni è colpa del MoVimento 5 Stelle che gli leva i voti.......

  • user-pic

    Gli interessati al ri-gassificatore completo di raffreddamento con acque a circolo chiuso , pagheranno come risarcimento o tasse l'equivalenti del costo di "integrazionbe al reddito mensile di cittadinanza regionale pro-capite" a favore dei marchigiani, direttamente tramire il servizio postale che produrrà ricevuta agli organi del governo locale che accerteranno la correttezza e saranno responsabili personalmente delle eventuali omissioni.

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