Arezzo -
Sabato 14 e mercoledì 18 aprile si sono svolti due interessantissimi incontri. Il primo è stato un convegno, organizzato dall'associazione culturale "La Fortezza", sui temi del raddoppio dell'inceneritore e delle proposte su possibili alternative. Il secondo, nei locali del circolo Acli di San Zeno, sugli effetti nefasti dell'incenerimento per la salute umana, a cura del dottor Michele Guida di ISDE e proseguito con la testimonianza diretta del dottor Giorgio Menchetti che ha presentato le sue drammatiche considerazioni sull'inspiegabile aumento di patologie sui propri assistiti residenti nella frazione di Rigutino. Due però i convitati di pietra che hanno aleggiato nelle due riunioni, evocati in più circostanze negli interventi che si sono susseguiti, assenze che hanno segnato il dibattito: la giunta comunale e la partecipazione dei cittadini aretini. Un legame che al momento appare solido quello tra l'indolenza delle persone e la "non informazione" dell'amministrazione comunale. Già perché, giova ricordarlo, uno dei compiti principali di un Comune sarebbe quello di tenere informata la popolazione su tematiche rilevanti per la salute pubblica e conseguentemente adottare soluzioni condivise con i cittadini. Ovviamente nella civilissima Toscana rossa nulla di tutto questo accade, i percorsi partecipativi vengono di fatto depotenziati ed inibiti, grazie anche ad una legislazione regionale sempre più autoritaria ma sempre meno autorevole. Il PD toscano, ed ovviamente quello aretino a ruota privo com'è di una qualsiasi capacità propositiva autonoma, ancora nel 2012 continua a propugnare l'incenerimento come soluzione salvifica per chiudere il problema del ciclo dei rifiuti. Una posizione che ricorda gli ultimi giapponesi nascosti nella jungla.
Il susseguirsi dei vari interventi ha ricordato come l'incenerimento sia l'ultima "ratio" di tutte le normative nazionali ed europee nella logica di corretta gestione dei materiali post uso, come sarebbe più proprio chiamarli. Triste ricordare che Il nostro misero 37,74% di raccolta differenziata, dato 2011, in diminuzione rispetto all'anno precedente, ci obbligherà a pagare l'ennesima eco tassa per non aver raggiunto il limite di legge del 65%. Le evidenze mediche che sempre maggiormente documentano gli effetti mortali per la salute umana delle diossine e delle nano particelle di metalli pesanti, frutto della combustione dei rifiuti, dovrebbero far riflettere i nostri amministratori. Ormai è difficile trincerarsi dietro l'ipocrita frase che "non c'è evidenza scientifica degli effetti degli inceneritori sulla salute umana", i riscontri ci sono e drammatici, volerli ignorare non è più tollerabile. Anche sotto il profilo economico bruciare una risorsa, senza peraltro riuscire produrre più energia di quella necessaria ad alimentare questo processo, sembra folle. Eppure i 630kg di spazzatura, che ogni aretino annualmente, produce invece che generare un reddito, come sarebbe logico fare, visto che all'interno di quei bidoni ci sono tutte quelle materie prime per cui l'uomo è in perenne lotta con la natura, producono un costo di 14,40 euro/tonnellata per consentire di sversare le polveri dell'inceneritore in discarica. Aisa, quindi tutti noi, paga annualmente 550.000 euro alla regione per disfarsi delle proprie ceneri altamente tossiche.
Il MoVimento 5 stelle si fa promotore di un appello: la creazione di un fronte comune tra tutte quelle forze che si oppongono, per fortuna ce ne sono, ad un'opera inutile, antieconomica e con pesantissime ricadute sociali e sanitarie. Un'eco-mostro che darebbe vantaggi a pochi a discapito di molti e che vedrà in noi sempre dei determinati e tenaci oppositori.






