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MoVimento 5 Stelle

Arezzo - 

Questo è il programma con cui nostra lista civica si presenta alle prossime amministrative, la versione qui pubblicata è quella depositata al Comune di Arezzo. Il programma in realtà è in continua evoluzione, settimanalmente aggiornato durante gli incontri che si svolgono, durante la campagna elettorale, il lunedì ed il mercoledì presso la sede del M5S Arezzo in via Garibaldi n. 4, e da oggi anche grazie alle osservazioni ed i suggerimenti che voi tutti potrete fare.
Buona Lettura
M5S ArezzoProgramma amministrative 2015.pdf


Arezzo - 1215649-fanfa-300x167.jpg Arezzo presto andrà a nuove elezioni, il sindaco Fanfani accettando l'incarico al CSM ha automaticamente posto la città nelle condizioni di ritorno alle urne. Si potrebbe disquisire sulla legittimità e sui valori etici disattesi nel passare da un incarico elettivo, in cui ai cittadini si chiede un voto, ma soprattutto si promette un impegno pieno, nei successivi cinque anni, per amministrare i beni di tutti, salvo tradire quella fiducia nella prospettiva di un nuovo e maggiormente ben remunerato incarico. Ma tant'è, per essere in Italia questo è un vizio veniale, la sostanza pratica, con il ritorno al voto, è invece positiva per Arezzo: questa consiliatura è stata una delle peggiori degli ultimi decenni, il suo immobilismo, la sua mancanza di confronto e di dialogo, prima ancora con la città che con le altre forze politiche, l'ha portata ad un inattività ancora più esiziale in questi bui tempi di crisi. In consiglio comunale si è consumato il rito molto politically correct dei saluti e dei ringraziamenti al quale il MoVimento 5 stelle non si è sentito di partecipare. Sull'azione amministrativa dell'ex Sindaco il nostro giudizio rimane pessimo: azzerata qualsiasi forma di partecipazione o di dialogo diretta dei cittadini con l'amministrazione, per quanto riguarda la gestione dei rifiuti accettazione passiva di ogni scelta presa a livello regionale con il conseguente risultato di tariffe sempre più care e differenziata ferma al palo. Sul tema dell'acqua il Comune di Arezzo non ha brillato per un serrato controllo degli obblighi, derivanti dagli impegni presi sul fronte investimenti, a cui sarebbe costretto il gestore, viceversa ha deciso di non introitare gli utili spettanti da Nuove Acque, che sono soldi pubblici, giova sempre ricordarlo, come un novello Robin Hood all'incontrario, per mitigare le tariffe sempre più esose. La lista delle criticità cui la giunta Fanfani ha sottoposto la città continua con l'esternalizzazione dei servizi scolastici, nei trasporti adesione sciagurata alla gara regionale per il gestore unico, con conseguente aumento dei costi e perdita del controllo del servizio, ma anche sviluppo economico semplicemente abbandonato al suo destino, urbanistica con l'area ex Lebole ultima testimonianza della mancanza di capacità nel progettare un futuro innovativo per Arezzo. Rimaniamo drammaticamente Cenerentola toscana nel turismo, l'effetto Icastica sta solo nella retorica di una stampa connivente. Politiche ambientali sempre in secondo piano e quando si parla di Quarata e S.Zeno lo si fa solo per proporre ulteriori sfruttamenti di quei territori, un mobilità tutta incentrata sulle auto con una rete di parcheggi che non hanno nemmeno funzione di scambio, essendo inseriti nel centro cittadino. Politiche della sicurezza incentrate su una serie di telecamere inutili piuttosto che un maggior coordinamento con le alte forze di polizia e maggiori uomini sul territorio, tutti temi completamente inevasi. Una assenza totale di quello slancio propulsivo che ha condannato Arezzo ad una lenta morte per inedia. A questo modo di fare politica diamo volentieri il nostro addio e a mai più rivederci.

Arezzo - 

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Sulla gestione del servizio idrico integrato si è incentrata la riunione congiunta, giovedì 31 luglio 2014, delle commissioni consiliari permanenti II Bilancio e XI Controllo e garanzia del Comune di Arezzo fortemente auspicata e voluta anche dal MoVimento 5 stelle.

In audizione, oltre al rappresentante nel cda del gestore Nuove Acque spa indicato dal Sindaco Fanfani, Enrico Valentini, anche il presidente della società Paolo Nannini, lanciato dall'altra parta della barricata, dopo essere stato per anni sindaco di Bucine, per il PD, per poi diventare presidente dell'Ato 4, svolgendo quindi le funzioni di controllore del servizio. Un professionista della politica abituato a questi passaggi di campo che, a nostro giudizio, appaiono sempre inopportuni.

Il tema caldo di giornata, e non poteva essere altrimenti, è stato il deposito cauzionale: come se non bastasse il costo eccessivo dell'acqua ad Arezzo, è stato elevato un nuovo balzello per permettere a "Nuove Acque" S.p.A. di far cassa attraverso l'approvazione di due delibere emanate dall'"Autorità di regolazione e controllo dei servizi idrici" AEEGSI, la n°86 del 28.02.2013 e la n°643 del 27.12.2013. Questo senza dare preventiva informazione agli utenti e senza tenere conto che tale deposito non è automatico, ma, come si evince nelle delibere, si indica la facoltà, non l'obbligatorietà, di richiedere all'utente, a far data dal 1° giugno 2014, il versamento di una somma di denaro a titolo cauzionale. Per gli aretini l'importo dovuto è pari al corrispettivo di tre mensilità del cosiddetto "consumo storico", il 25% del totale annuo, per la famiglia media circa un centinaio di euro. Ad Arezzo, tanto per non sbagliare, si è applicata l'aliquota massima.

Inoltre quello che molti non sanno è che già adesso, nelle bollette che normalmente tutti paghiamo, gli utenti versano già l'1,5% in aggiunta al loro consumo, come previsto dalla legge, a titolo risarcitorio per le eventuali morosità che il gestore deve sostenere. Tutto questo in regime di monopolio , senza alcuna concorrenza o possibilità di cambiare fornitore, e con la facoltà di rispalmare sugli utenti virtuosi ciò che eventualmente non viene pagato!

Durante il dibattito Enrico Valentini ha candidamente ammesso di aver preso la decisione in totale autonomia, senza preventivamente avvisare il suo referente politico, il Sindaco Fanfani, perché la proposta non era nemmeno iscritta nella sezione deliberativa dell'ordine del giorno, dell'ultimo consiglio di amministrazione di Nuove Acque, ma tra le comunicazioni del presidente, quindi la riteneva cosa di poco conto. Di fatto dimostrando un'inadeguatezza palese per ricoprire l'incarico affidato, come sottolineato durante la riunione dal MoVimento 5 stelle.

Addirittura surreale la ricostruzione su come Nuove Acque è giunta alla decisione di applicare questo nuovo pesante tributo, non ci sono stati atti ufficiali dell'autorità idrica toscana, quindi dell'organo deliberativo ovvero l'assemblea dei sindaci, ma ci si è basati su di una semplice lettera che tutte le società toscane gestrici del servizio hanno scritto appunto all'AIT. Il direttore generale Alessandro Mazzei ha pensato bene di non informare l'assemblea, ripetiamolo organo sovrano in ambito deliberativo, ed ha informalmente risposto che era loro facoltà. L'avvocato Nocentini, legale di Nuove Acque, ha confermato l'obbligatorietà di tale cauzione perché, a suo dire, questa garantirebbe i soci, pubblici e privati, circa il buon andamento dell'azienda e che la mancata adozione poteva portare a rivalse da parte della stessa AEEGSI.

I rappresentanti del Comitato Acqua pubblica, presente alla riunione e a cui è stata data facoltà di parola, hanno però smentito questa tesi in quanto già gli insoluti in capo all'azienda, 600.000 euro, sono inferiori all'1,5% di "contributo solidaristico" che già oggi gli utenti si accollano. Inoltre dietro le pressioni della "piazza" ma soprattutto del Partito Democratico, che vede le elezioni regionali dietro l'angolo, quindi a fini elettorali Nuove acque ha annunciato di aver di nuovo scritto all'Ait per chiedere se poteva deliberare in maniera ufficiale sulla materia. Ovvero prima si applicano le massime tariffe e poi si chiede se sono legittime, un delirio gestionale! Come ricordato da molti non sarebbe stato più corretto seguire il percorso inverso? Forse la fame di liquidità della società ha avuto il sopravvento?

In tutte queste considerazioni non bisogna dimenticare che il gli italiani si sono espressi con un referendum sulla ripubblicazione del servizio idrico. Da questa situazione bisogna uscirne e riportare il tutto nella logica del rispetto delle leggi che certamente è basata sul giusto rapporto diritti-doveri e non certo su una continua vessazione con nuovi e cari tributi che impoveriscono sempre più i cittadini.


Arezzo - 


icastica_11.jpgIn una prospettiva di buon governo crediamo opportuno che gli amministratori del Comune di Arezzo, pianificando Icastica 2014, al di là della mera organizzazione dell'evento si siano posti dei precisi obiettivi e soprattutto che questi siano misurabili nel tempo onde capire se gli sforzi profusi dall'Ente abbiano avuto un seguito o meno.

Nella delibera di Giunta 240/2014 del 14/05/2014, in cui si vara la "kermesse", si aggiunge che "il progetto "Icastica art-events 2014" prevede il coinvolgimento della città e conseguente promozione delle sue realtà culturali, artistiche, architettoniche, archeologiche, e artigianali che costituiscono un'importante risorsa per l'economia aretina e che grazie alla presenza di artisti di fama internazionale, costituirà anche un grande momento di attrattiva turistica con conseguente rilancio dell'immagine e dell'economia della città."

Inoltre, nel protocollo d'intesa stipulato tra Comune e soggetto gestore, capofila del progetto, Fondazione "Guido d'Arezzo", si afferma la volontà di "coordinamento delle attività fra gli Enti, una comunicazione integrata ed unitaria di tutte le iniziative estive che si svolgeranno ad Arezzo". Quindi si specifica che il progetto assorbirà completamente le iniziative culturali e ricreative, a servizio dei cittadini aretini, di quella che una volta era definita l'"estate aretina". Se Icastica deve svolgere anche questa funzione, così come è scritto negli atti, sinceramente la parte ricreativa, ad esempio quella rivolta ai bambini o, magari, quella cinematografica, anche in considerazione della chiusura dell'unico cinema d'essai aretino, pare completamente assente.

Quindi la stessa manifestazione "contenitore estivo cittadino" si pone un preciso obiettivo, legittimamente, di crescita anche economica per Arezzo ed il suo territorio. Se questo è uno degli obiettivi non pare essere partiti con il piede giusto: nonostante Icastica goda del patrocinio della Presidenza della Repubblica né lo scorso anno né quest'anno la manifestazione è inserita nel sito del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, come mai?

Negli atti amministrativi, come già ricordato, si parla chiaramente di "coinvolgimento della città" mentre, viceversa, a nostro avviso, questa iniziativa pare avere un approccio molto elitario, senza nessuna reale condivisione con il resto dell'amministrazione, ad esempio mai si sono tenute riunioni istruttorie preliminari in commissione cultura o attività produttive, ne tantomeno con il resto del tessuto cittadino che pare più "subire" Icastica piuttosto che esservi inserito armoniosamente all'interno.

Nell'ultimo Consiglio Comunale, il Sindaco Fanfani, a precisa interrogazione di Daniele Farsetti, non ha saputo indicare nessun preciso obiettivo definito, ne di crescita turistica ne tantomeno economica, così come gli stessi amministratori avevano deliberato. Una guida della città che sempre più chiaramente si rivela inadeguata, un modo di governare fatto di approssimazione e superficialità che deprime ogni iniziativa messa in campo, soprattutto quando a pagarla sono i cittadini.

Comunicato stampa - Gruppo Consiliare M5S Arezzo

Interrogazione Consiglio Comunale 12 giugno 2014 a firma Daniele Farsetti

http://issuu.com/danielefarsetti/docs/interrogazione_icastica.docx


Arezzo - 

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Nei giorni scorsi il Sindaco Fanfani ha annunciato che, nel prossimo bilancio preventivo dell'Ente, intende rinunciare agli utili provenienti dalla società Nuove Acque spa, partecipata dal Comune di Arezzo, con il 16% delle quote, gestore del servizio idrico integrato. Questa decisione, passata completamente al di sopra dell'organo consiliare o di qualsiasi commissione competente ci sembra molto demagogica ma poco populista, nel senso che il popolo non è mai stato chiamato in causa in questa catena decisionale e, con questa determinazione, è il solo a rimetterci!

Questo in virtù del fatto che il nuovo piano tariffario proposto dall'A.i.t. prevede aumenti nei prossimi 8 mesi del 12% assolutamente non in linea ne con la leva inflattiva del nostro paese, ferma allo 0,4%, ne con gli investimenti che la società in oggetto doveva realizzare e che a tutt'oggi, in parte, rimangono solo sulla carta e soprattutto alla non aderenza con la pianificazione tariffaria stabilita al momento del contratto di servizio e che, viceversa, ha subito molte modifiche, al rialzo per gli utenti, nel corso degli anni.

Se abbiamo ben capito nella proposta del Sindaco Fanfani è il pubblico che non incassa l'utile, non il socio privato, elemento che non pare indifferente nella valutazione della cosa. Difatti visti i lauti guadagni avuti nel corso degli anni, se c'è un soggetto che in difesa di famiglie ed imprese potrebbe rinunciare a parte degli introiti questo non sono certo i Comuni ma semmai la stessa Nuove Acque spa. Così come non è chiaro come un Ente locale possa deliberare una rinuncia ad incassi in favore di un gestore che è, giova ricordarlo, anche privato con una componente non secondaria, e comunque civilmente rispondente a tale diritto.

Che a fare "sacrifici" sia solo una parte dei soci, in un meccanismo in cui non c'è davvero guadagno per il pubblico, risulta molto dissonante dal contesto e nelle modalità in cui Nuove Acque si è trovata a svolgere il proprio servizio fino ad oggi. Un quadro che ci è stato sintetizzato perfettamente proprio in questi giorni dal Comitato Acqua pubblica di Arezzo che, nel proprio comunicato stampa, ricorda: "le tariffe del servizio idrico aretino si confermano al livello massimo italiano raggiunto fin dal 1999 con la privatizzazione della gestione. In questi 15 anni gli utenti aretini hanno complessivamente pagato circa 250 milioni di euro in più rispetto alla media delle altre situazioni italiane. A fronte di questa immensa massa finanziaria affluita al gestore era lecito attendersi risultati eccezionali di gestione. Ma la situazione è sotto gli occhi di tutti; le posticipazioni e le cancellazioni degli investimenti inizialmente programmati stanno tuttora determinando questi risultati:

Perdite di rete al 33% senza significativi miglioramenti rispetto a 15 anni fa;
Notevole vetustà delle reti e degli impianti che producono disservizi di vario genere;
Frequenti problemi di torbidità delle acque immesse in rete in Casentino e Val Tiberina;
Alto tasso di interruzioni del servizio idrico in Valdichiana aretina e senese;
Presenza di ben 668 scarichi in ambiente senza trattamento depurativo e corrispondenti a oltre 60.000 abitanti equivalenti"

Anche il Sindaco Fanfani, non a torto, si lamenta ormai da anni per la riduzione dei trasferimenti provenienti dallo Stato e che ciò causa tagli ai servizi per i suoi concittadini. Nel contempo lo stesso decide di rinunciare ad una parte degli utili di Nuove Acque causando un ulteriore taglio alle prestazioni erogate dall'Ente potendo però, forse, esibire tariffe più basse sul tema dell'acqua. Ovviamente ci immaginiamo che i due argomenti - servizi e tariffe idriche - non vengano mai messi in contrapposizione perché sennò saremmo alla commedia dell'assurdo.

Quello che si aspetta la collettività aretina, con un volere manifestato chiaramente dagli esiti referendari sull'acqua, è che la parte pubblica, e comunque il Comune di Arezzo, eserciti una forte "governance", un controllo serrato, un impegno forte e determinato nelle sedi preposte come l'assemblea dei sindaci dell'Ato, per far mantenere gli impegni presi dal privato e non, viceversa, elargire "mance", peraltro non strutturali e risolutive, nella veste di soci della spa. La battaglia politica "vera" dovrebbe essere quello di arrivare al taglio degli utili sia "pubblici" che "privati" interno a Nuove Acque e che questi siano interamente volti agli investimenti per il servizio e alla riduzione dei costi per gli utenti.

Premesso tutto questo sono a chiedere:

Se la destinazione di risorse a tutti gli effetti comunali a favore di un soggetto, comunque di diritto privato, non possa configurarsi come danno erariale?
A quanto ammonti la quota di utili a cui il Comune di Arezzo intenda rinunciare e a quali sconti e quanto esattamente per gli utenti questo corrisponda?
Se non ritenesse opportuno un maggiore coinvolgimento dell'Ente e dei cittadini in una scelta così importante?

http://www.arezzotv.net/notizie/articolo.php?id_news=20140430105504

http://www.informarezzo.com/permalink/19674.html

Daniele Farsetti - MoVimento 5 Stelle Arezzo

Interrogazione consiliare del 15 maggio 2014


Arezzo - 

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Il bilancio consuntivo 2013 è lo specchio fedele di un anno di giunta Fanfani, un'amministrazione senza slanci che, al contrario del proprio riferimento politico nazionale, fa dell'immobilismo e della palude amministrativa la sua peculiarità. Questo nonostante il gruppo di maggioranza che la sostiene sia proprio a forte trazione renziana, ma si sa la politica è l'arte del compromesso.

Una lenta morte per inedia nella quale non si investe e non si riesce a riscuotere i crediti, in cui se è pur vera la riduzione dell'incidenza degli interessi passivi rispetto alle entrate correnti, dal 4,33% del 2012 al 3,73% del 2013, per un indebitamento complessivo che si attesta a 48 milioni di euro, gli investimenti, gli stimoli a mantenere attiva la città restano tristemente assenti. Le opere Piuss restano incompiute, a causa anche di alcune assegnazioni in cui il ribasso d'asta era talmente distonico dalle altre offerte da far presagire una non felice conclusione dei lavori. Alcune come il Gold&Fashion building sono state mestamente riposte nel cassetto; altre ancora terminate, costruite solo per drenare fondi europei, ma senza una reale capacità prospettica rimangono desolatamente inutilizzate, la tanto declamata "Casa delle Energie", ad esempio, quando prenderà vita?

Non sappiamo riscuotere, Equitalia ci ignora, con solamente il 10% dell'accertato introitato per conto del Comune di Arezzo. I 10 milioni di accantonamenti, iscritti a consuntivo, in gran parte vanno infatti nel fondo per svalutazione crediti. Come da noi suggerito, invece che rincorrere le chimere, non sarebbe opportuno riportare questa funzione vitale all'interno dell'Ente potenziando l'ufficio tributi?

Gli investimenti in turismo stanno a zero, non figurativamente, ma nel senso più letterale del termine. Nel Bilancio comunale sono allo 0,33% in c/capitale e 0,55 della spesa corrente. Questo significa, al di là delle dichiarazioni di facciata, crederci? Solo il sociale tiene botta, anche se con una riduzione netta di spesa pari ad 1 milione di euro, anche la scelta di non voler mettere in campo politiche di sviluppo e pensare solo all'assistenzialismo è un altro evidente indicatore di debolezza.

La spesa per servizi produttivi anche quest'anno non ha visto risorse assegnate. Una visione miope che, in questo caso si, attenendosi al quadro nazionale, è assolutamente pro ciclica ovvero peggiorativa della crisi in atto.

Assenza di investimenti, o per meglio dire il loro annuncio e il successivo abbandono. Una vera e propria presa in giro per i cittadini, nel previsionale iniziale vengono quantificati in 33 milioni, che scendono a 24 nei vari assestamenti fino ad arrivare al rendiconto finale in cui si è riusciti ad impegnare solo 8 milioni dei progetti iniziali, un bel taglio del 75%, un chiaro indice, forse migliore di molti altri dell'incapacità programmatica dell'ente. Anche dal fronte europeo non giungono buone notizie il nostro Comune è riuscito ad ottenere nell'anno di riferimento solamente 36.000 euro in finanziamenti diretti dall'Unione Europea per investimenti, un risultato deprimente che è lo specchio di un'incapacità non solo locale di sfruttare le opportunità comunitarie.

Anche sulle multe si pensa solo fare cassa, infatti dei 6 milioni accertati, al netto delle somme vincolate, 3 milioni vanno alla spesa corrente e SOLO 13.000 euro, e non è un refuso, in conto capitale!

In tema di "presa per i fondelli" in ambito contabile merita sottolineare come dei 10 milioni di tassa sulla pubblicità, messi nel bilancio di previsione 2013, neanche Arezzo fosse diventata una megalopoli del commercio, se ne sia in realtà accertato solo uno. Siamo certi che questo dato fosse "gonfiato" in maniera cosciente dall'assessore Gasperini, per qualche alchimia contabile, ma a lui chiediamo se questo sia sinonimo di buona pratica amministrativa?

Per quanto riguarda le entrate dai utili della partecipate rimangono drammaticamente al palo, tralasciando l'esercizio 2011 in cui erano presenti operazioni straordinarie, non si può non sottolineare come siamo passati dai ricavi medi per più di 2.000.000 milioni di euro annui ai 419.000 dell'esercizio 2013. Qui il tema merita un piccolo approfondimento per cercare di analizzare questo dato. Atam, ingolfata da mutui pluriennali, su cui ricadono spesso le spese impedite all'Ente: dalla gestione delle auto elettriche (a proposito che fine hanno fatto le Renault Twizy alla cui guida l'assessore Fulini diede sfoggio delle proprie capacità di guida?), alle sponsorizzazioni "a pioggia" per ingraziarsi il territorio, con il risultato che anche quest'anno non ha elargito alle casse del Comune nemmeno un euro. Coingas con i suoi "miseri" dividendi da 316.000 euro, rispetto agli esercizi precedenti, fa caso a se stante. Il business di cui si occupa dovrebbe dare lauti ritorni, visto anche i costi energetici praticati ai cittadini. Può dirci l'assessore perché una società dal valore di 69 milioni di euro, che agisce in regime di monopolio nella gestione della rete distributiva, per tramite di Estra, e della quale il Comune di Arezzo possiede il 40% delle azioni ha una redditività così bassa? Colpa forse delle sponsorizzazioni di cui è anch'essa prodiga? Misteri delle partecipate.

Sull'utile che proviene dalle società in house o di cui l'Ente detiene quote si potrebbe aprire un dibattito filosofico infinito: noi in un mondo ideale saremmo perché i ricavi, soprattutto per quelle aziende che conducono servizi primari di rilevanza pubblica, non dovrebbero produrli ma, viceversa, dovrebbe essere esercitato il massimo impegno per ridurre le tariffe ai cittadini. Visto che siamo in un mondo imperfetto, in cui questo tipo di società hanno gestioni che spesso rifuggono a qualsiasi controllo degli organi elettivi e tengono alla segretezza dei loro bilanci quanto se non più di qualche istituto di credito svizzero, ci chiediamo come mai Nuove Acque che l'utile, in senso referendario stretto, non dovrebbe farlo, consegna nelle casse comunali, grazie ad una quota di possesso del 15%, la stratosferica cifra di 48.000 euro. Eppure nell'ultimo bilancio approvato gli utili hanno valori pluri milionari.

Sempre in tema di partecipate l'anno 2013 ha visto lo scioglimento di Arezzo Convention Bureau Srl, società nata per sviluppare il turismo congressuale nella nostra città sfruttando le infrastrutture del Centro Affari. Una società che nasceva con la con partecipazione di pubblico e privato: Camera di Commercio, Centro Promozioni e Servizi e Comune di Arezzo da un lato, un pool di albergatori locali dall'altro. Oltre al nome altisonante la società si è distinta nel corso del tempo per l'incapacità di perseguire la propria ragione sociale. E' interessante sottolineare che proprio oggi, quando un auditorium/centro congressi all'avanguardia è terminato, la società che si doveva occupare della sua promozione venga messa in liquidazione. Singolare notare che appena i privati si sono accorti dell'inutilità dell'operazione la parte pubblica si sia affrettata a rimborsare le loro quote, ha fatto trascorrere alcuni anni nell'ignavia più assoluta ed oggi decide di smobilitare, per i cittadini aretini ciò significa 16.000 euro di ammanco dal bilancio comunale. Ma nelle società di capitale, una volta, oltre agli utili, non si divedeva anche il rischio d'impresa?

Ultimo tema, tra i servizi a domanda individuale quello dei nido vede un progressivo smantellamento della gestione pubblica. In una recente riunione con l'assessore Bennati questo dato è stato confermato e rivendicato, il sistema integrato è a carico dei cittadini, con il 43% della copertura, nonostante la risposta a tutte le domande arrivi in tempi non consoni, spesso a primavera inoltrata, e non permette alle famiglie di programmare il percorso che concili lavoro e famiglia appunto.

Tutto questo ci porta ad esprimere un giudizio fortemente critico rispetto al rendiconto 2013 e speriamo che le nostre proposte, che non sono mai mancate, trovino risposta nel prossimo previsionale.

Dibattito sul Bilancio Consuntivo 2013 - 29/05/2014 - Daniele Farsetti - Movimento 5 stelle Arezzo


Arezzo - 

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Il MoVimento 5 stelle si dichiara fortemente critico circa l'affidamento della gestione diretta ai privati del sistema comunale degli asili e delle scuole prima infanzia. Ogni anno sempre più sezioni dei nidi e delle materne vengono affidate a gestioni diverse da quella comunale. Se in un primo momento l'assessore Bennati si era giustificata invocando le stringenti limitazioni imposte dal patto di stabilità, nell'ultima riunione congiunta delle commissioni Bilancio e Scuola, alla presenza di numerosi genitori ed operatori scolastici, ha chiaramente affermato che al di là di ogni vincolo di bilancio questa è una scelta politica dell'amministrazione.

Il castello di giustificazioni era stato infatti smontato dal consigliere del M5S Daniele Farsetti: "la giunta Fanfani si nasconde dietro al vincolo esterno che impedisce nuove assunzioni, va però ricordato che la Corte dei Conti a Sezioni Riunite con la delibera n. 46 del 29 agosto 2011 si è pronunciata in merito deliberando che: «dal divieto di assunzioni e dal limite delle stesse, stabilito nella misura del 20 per cento delle cessazioni dell'anno precedente, sono escluse quelle per lo svolgimento di servizi infungibili ed essenziali. In particolare, per quanto riguarda l'istruzione, è ritenuto necessario assicurare la continuità dei servizi degli asili nido e delle scuole materne". E' inoltre importante ricordare come il Comune di Arezzo sia ampiamente nei parametri di legge che impediscono nuove assunzioni se si supera il 50% del rapporto spesa corrente e costo del personale.

Sempre dal MoVimento 5 stelle è stato ricordato come il sistema integrato presenta forti criticità circa i tempi di soddisfazione delle domande pervenute ed i costi che le famiglie aretine devono sostenere. Infatti molte domande non trovano soddisfazione nei primi mesi e vengono risolte dopo la pausa natalizia o addirittura successivamente. Questo è inaccettabile impedendo ai nuclei familiari una corretta programmazione dei tempi lavorativi negando, di fatto, ad uno dei due genitori un sereno percorso professionale. Anche per quello che riguarda i costi il servizio degli asili nido e delle scuole materne è, tra quelli a domanda individuale, quello con maggior copertura a carico dei cittadini: il 43% dei costi è sostenuto infatti dalle rette.
Sempre Daniele Farsetti ha affermato "le perplessità che nutriamo, sono principalmente legate, circa l'affidamento ai privati, all'attività di vigilanza e verifica periodica su rispetto condizioni degli standard di qualità e applicazione dei CCNL, impedire che la vittoria di gare d'appalto al massimo ribasso, come recentemente accaduto anche ad Arezzo, possano portare a situazioni di squilibrio. Sempre nelle gestioni non dirette è fondamentale che l'Ente, negli appalti e nelle convenzioni, inserisca l'obbligo della formazione. In ultimo impedire la precarizzazione dei rapporti di lavoro anche per garantire la continuità pedagogica."

Comunicato stampa - Gruppo Consiliare M5S Arezzo


Arezzo - 


approvato-tasi.jpgGran confusione, ancora, in maggioranza a Palazzo Cavallo relativa alla delibera istitutiva della Iuc (imposta unica comunale) che comprende la Tasi, l'Imu e la Tari.

Una delibera arrivata monca, non sono state presentate le aliquote Imu e Tari, elementi fondamentali per avere una visione completa della manovra e sulla quale nutriamo la preoccupazione si voglia costruire il bilancio 2014 dell'Ente con pesanti addizionali a carico dei cittadini.

L'unica cosa certa sono gli aumenti: l'addizionale Tasi, la tassa che include i servizi indivisibili prestati dai Comuni, e che si calcola sul valore immobiliare posseduto, nel Comune di Arezzo sarà modulata ai massimi consentiti per legge, ovvero lo 0,33 per cento. La stessa base impositiva su cui è calcolata ovvero le spese del Comune non ci convince: 1 milione di euro per il taglio dell'erba o 1,6 milioni per il riscaldamento e l'energia, in assenza di un piano comunale, e relativi investimenti, per l'autosufficienza in materia sono costi difficilmente giustificabili al contribuente tenuto a pagare.

Inoltre, costringendo i cittadini all'autoliquidazione tramite modulo F24, questi saranno costretti ad ulteriori spese, non trascurabili, dovendosi recare presso i Caf o il proprio commercialista. La nostra richiesta era, come ogni altra tariffa su servizi, che questa doveva essere inviata tramite bollettino precompilato da parte del Comune di Arezzo facilitando il compito ed evitando ulteriori costi indiretti al contribuente.

Sempre sulla Tasi la giunta Fanfani porta in approvazione una delibera che prevede gettito solo o principalmente dai possessori di prima casa, con due emendamenti del MoVimento 5 Stelle siamo riusciti ad inserire nell'elenco anche le case di lusso, le cliniche private, le banche, gli istituti di credito e le assicurazioni.

In ultimo abbiamo contestato l'affidamento della riscossione della Tari, la tassa sui rifiuti, al gestore del servizio, Sei Toscana, per un valore di 500.000 euro al netto d'Iva senza nessuna gara d'appalto di evidenza pubblica, senza nessun dettaglio delle voci di spesa che determinano il totale, nonostante da più di un anno era noto la necessità di individuare un nuovo fornitore per tale servizio. Per questo abbiamo proposto un atto d'indirizzo alternativo che chiedeva di svolgere una gara, ovviamente bocciato tanto a pagare saranno i soliti, i cittadini.

I candidati a Arezzo

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    Massimo Ricci
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    Alessandro Cerboni
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    Antonio Casi
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    barbara storri
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    Claudio Massaini
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    Emanuele Bonci
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    esaù mencaroni
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    fabrizio mori
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    federica peloso
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    Francesca De Simone
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    Giuseppe Cavallaro
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    Goti Marco
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    Julien Banchetti
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    Lara Fracassini
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    Laura Panichi
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    laura presenti
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    Marco Perticai
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    Margherita Barbagli
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    Michele Menchetti
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    Miriam Luongo
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    paolo lepri
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    pettener giorgio
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    RICCARDO MARCUCCI
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    RITA D.
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    ROBERTA BANCHELLI
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    roberto cecchini
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    roberto rossi
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    Tiziano Rosadini