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Bilancio Consuntivo 2013 - un Comune immobile, una città che muore


Arezzo - 

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Il bilancio consuntivo 2013 è lo specchio fedele di un anno di giunta Fanfani, un'amministrazione senza slanci che, al contrario del proprio riferimento politico nazionale, fa dell'immobilismo e della palude amministrativa la sua peculiarità. Questo nonostante il gruppo di maggioranza che la sostiene sia proprio a forte trazione renziana, ma si sa la politica è l'arte del compromesso.

Una lenta morte per inedia nella quale non si investe e non si riesce a riscuotere i crediti, in cui se è pur vera la riduzione dell'incidenza degli interessi passivi rispetto alle entrate correnti, dal 4,33% del 2012 al 3,73% del 2013, per un indebitamento complessivo che si attesta a 48 milioni di euro, gli investimenti, gli stimoli a mantenere attiva la città restano tristemente assenti. Le opere Piuss restano incompiute, a causa anche di alcune assegnazioni in cui il ribasso d'asta era talmente distonico dalle altre offerte da far presagire una non felice conclusione dei lavori. Alcune come il Gold&Fashion building sono state mestamente riposte nel cassetto; altre ancora terminate, costruite solo per drenare fondi europei, ma senza una reale capacità prospettica rimangono desolatamente inutilizzate, la tanto declamata "Casa delle Energie", ad esempio, quando prenderà vita?

Non sappiamo riscuotere, Equitalia ci ignora, con solamente il 10% dell'accertato introitato per conto del Comune di Arezzo. I 10 milioni di accantonamenti, iscritti a consuntivo, in gran parte vanno infatti nel fondo per svalutazione crediti. Come da noi suggerito, invece che rincorrere le chimere, non sarebbe opportuno riportare questa funzione vitale all'interno dell'Ente potenziando l'ufficio tributi?

Gli investimenti in turismo stanno a zero, non figurativamente, ma nel senso più letterale del termine. Nel Bilancio comunale sono allo 0,33% in c/capitale e 0,55 della spesa corrente. Questo significa, al di là delle dichiarazioni di facciata, crederci? Solo il sociale tiene botta, anche se con una riduzione netta di spesa pari ad 1 milione di euro, anche la scelta di non voler mettere in campo politiche di sviluppo e pensare solo all'assistenzialismo è un altro evidente indicatore di debolezza.

La spesa per servizi produttivi anche quest'anno non ha visto risorse assegnate. Una visione miope che, in questo caso si, attenendosi al quadro nazionale, è assolutamente pro ciclica ovvero peggiorativa della crisi in atto.

Assenza di investimenti, o per meglio dire il loro annuncio e il successivo abbandono. Una vera e propria presa in giro per i cittadini, nel previsionale iniziale vengono quantificati in 33 milioni, che scendono a 24 nei vari assestamenti fino ad arrivare al rendiconto finale in cui si è riusciti ad impegnare solo 8 milioni dei progetti iniziali, un bel taglio del 75%, un chiaro indice, forse migliore di molti altri dell'incapacità programmatica dell'ente. Anche dal fronte europeo non giungono buone notizie il nostro Comune è riuscito ad ottenere nell'anno di riferimento solamente 36.000 euro in finanziamenti diretti dall'Unione Europea per investimenti, un risultato deprimente che è lo specchio di un'incapacità non solo locale di sfruttare le opportunità comunitarie.

Anche sulle multe si pensa solo fare cassa, infatti dei 6 milioni accertati, al netto delle somme vincolate, 3 milioni vanno alla spesa corrente e SOLO 13.000 euro, e non è un refuso, in conto capitale!

In tema di "presa per i fondelli" in ambito contabile merita sottolineare come dei 10 milioni di tassa sulla pubblicità, messi nel bilancio di previsione 2013, neanche Arezzo fosse diventata una megalopoli del commercio, se ne sia in realtà accertato solo uno. Siamo certi che questo dato fosse "gonfiato" in maniera cosciente dall'assessore Gasperini, per qualche alchimia contabile, ma a lui chiediamo se questo sia sinonimo di buona pratica amministrativa?

Per quanto riguarda le entrate dai utili della partecipate rimangono drammaticamente al palo, tralasciando l'esercizio 2011 in cui erano presenti operazioni straordinarie, non si può non sottolineare come siamo passati dai ricavi medi per più di 2.000.000 milioni di euro annui ai 419.000 dell'esercizio 2013. Qui il tema merita un piccolo approfondimento per cercare di analizzare questo dato. Atam, ingolfata da mutui pluriennali, su cui ricadono spesso le spese impedite all'Ente: dalla gestione delle auto elettriche (a proposito che fine hanno fatto le Renault Twizy alla cui guida l'assessore Fulini diede sfoggio delle proprie capacità di guida?), alle sponsorizzazioni "a pioggia" per ingraziarsi il territorio, con il risultato che anche quest'anno non ha elargito alle casse del Comune nemmeno un euro. Coingas con i suoi "miseri" dividendi da 316.000 euro, rispetto agli esercizi precedenti, fa caso a se stante. Il business di cui si occupa dovrebbe dare lauti ritorni, visto anche i costi energetici praticati ai cittadini. Può dirci l'assessore perché una società dal valore di 69 milioni di euro, che agisce in regime di monopolio nella gestione della rete distributiva, per tramite di Estra, e della quale il Comune di Arezzo possiede il 40% delle azioni ha una redditività così bassa? Colpa forse delle sponsorizzazioni di cui è anch'essa prodiga? Misteri delle partecipate.

Sull'utile che proviene dalle società in house o di cui l'Ente detiene quote si potrebbe aprire un dibattito filosofico infinito: noi in un mondo ideale saremmo perché i ricavi, soprattutto per quelle aziende che conducono servizi primari di rilevanza pubblica, non dovrebbero produrli ma, viceversa, dovrebbe essere esercitato il massimo impegno per ridurre le tariffe ai cittadini. Visto che siamo in un mondo imperfetto, in cui questo tipo di società hanno gestioni che spesso rifuggono a qualsiasi controllo degli organi elettivi e tengono alla segretezza dei loro bilanci quanto se non più di qualche istituto di credito svizzero, ci chiediamo come mai Nuove Acque che l'utile, in senso referendario stretto, non dovrebbe farlo, consegna nelle casse comunali, grazie ad una quota di possesso del 15%, la stratosferica cifra di 48.000 euro. Eppure nell'ultimo bilancio approvato gli utili hanno valori pluri milionari.

Sempre in tema di partecipate l'anno 2013 ha visto lo scioglimento di Arezzo Convention Bureau Srl, società nata per sviluppare il turismo congressuale nella nostra città sfruttando le infrastrutture del Centro Affari. Una società che nasceva con la con partecipazione di pubblico e privato: Camera di Commercio, Centro Promozioni e Servizi e Comune di Arezzo da un lato, un pool di albergatori locali dall'altro. Oltre al nome altisonante la società si è distinta nel corso del tempo per l'incapacità di perseguire la propria ragione sociale. E' interessante sottolineare che proprio oggi, quando un auditorium/centro congressi all'avanguardia è terminato, la società che si doveva occupare della sua promozione venga messa in liquidazione. Singolare notare che appena i privati si sono accorti dell'inutilità dell'operazione la parte pubblica si sia affrettata a rimborsare le loro quote, ha fatto trascorrere alcuni anni nell'ignavia più assoluta ed oggi decide di smobilitare, per i cittadini aretini ciò significa 16.000 euro di ammanco dal bilancio comunale. Ma nelle società di capitale, una volta, oltre agli utili, non si divedeva anche il rischio d'impresa?

Ultimo tema, tra i servizi a domanda individuale quello dei nido vede un progressivo smantellamento della gestione pubblica. In una recente riunione con l'assessore Bennati questo dato è stato confermato e rivendicato, il sistema integrato è a carico dei cittadini, con il 43% della copertura, nonostante la risposta a tutte le domande arrivi in tempi non consoni, spesso a primavera inoltrata, e non permette alle famiglie di programmare il percorso che concili lavoro e famiglia appunto.

Tutto questo ci porta ad esprimere un giudizio fortemente critico rispetto al rendiconto 2013 e speriamo che le nostre proposte, che non sono mai mancate, trovino risposta nel prossimo previsionale.

Dibattito sul Bilancio Consuntivo 2013 - 29/05/2014 - Daniele Farsetti - Movimento 5 stelle Arezzo

I candidati a Arezzo

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    Massimo Ricci
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    Alessandro Cerboni
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    Antonio Casi
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    barbara storri
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    Claudio Massaini
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    Emanuele Bonci
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    esaù mencaroni
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    fabrizio mori
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    federica peloso
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    Francesca De Simone
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    Giuseppe Cavallaro
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    Goti Marco
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    Julien Banchetti
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    Lara Fracassini
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    Laura Panichi
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    Marco Perticai
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    Miriam Luongo
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    paolo lepri
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    pettener giorgio
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    RICCARDO MARCUCCI
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    ROBERTA BANCHELLI
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    roberto rossi
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    Tiziano Rosadini