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Acqua pubblica, il Comune non elargisca mance ma imponga il rispetto degli impegni a Nuove Acque


Arezzo - 

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Nei giorni scorsi il Sindaco Fanfani ha annunciato che, nel prossimo bilancio preventivo dell'Ente, intende rinunciare agli utili provenienti dalla società Nuove Acque spa, partecipata dal Comune di Arezzo, con il 16% delle quote, gestore del servizio idrico integrato. Questa decisione, passata completamente al di sopra dell'organo consiliare o di qualsiasi commissione competente ci sembra molto demagogica ma poco populista, nel senso che il popolo non è mai stato chiamato in causa in questa catena decisionale e, con questa determinazione, è il solo a rimetterci!

Questo in virtù del fatto che il nuovo piano tariffario proposto dall'A.i.t. prevede aumenti nei prossimi 8 mesi del 12% assolutamente non in linea ne con la leva inflattiva del nostro paese, ferma allo 0,4%, ne con gli investimenti che la società in oggetto doveva realizzare e che a tutt'oggi, in parte, rimangono solo sulla carta e soprattutto alla non aderenza con la pianificazione tariffaria stabilita al momento del contratto di servizio e che, viceversa, ha subito molte modifiche, al rialzo per gli utenti, nel corso degli anni.

Se abbiamo ben capito nella proposta del Sindaco Fanfani è il pubblico che non incassa l'utile, non il socio privato, elemento che non pare indifferente nella valutazione della cosa. Difatti visti i lauti guadagni avuti nel corso degli anni, se c'è un soggetto che in difesa di famiglie ed imprese potrebbe rinunciare a parte degli introiti questo non sono certo i Comuni ma semmai la stessa Nuove Acque spa. Così come non è chiaro come un Ente locale possa deliberare una rinuncia ad incassi in favore di un gestore che è, giova ricordarlo, anche privato con una componente non secondaria, e comunque civilmente rispondente a tale diritto.

Che a fare "sacrifici" sia solo una parte dei soci, in un meccanismo in cui non c'è davvero guadagno per il pubblico, risulta molto dissonante dal contesto e nelle modalità in cui Nuove Acque si è trovata a svolgere il proprio servizio fino ad oggi. Un quadro che ci è stato sintetizzato perfettamente proprio in questi giorni dal Comitato Acqua pubblica di Arezzo che, nel proprio comunicato stampa, ricorda: "le tariffe del servizio idrico aretino si confermano al livello massimo italiano raggiunto fin dal 1999 con la privatizzazione della gestione. In questi 15 anni gli utenti aretini hanno complessivamente pagato circa 250 milioni di euro in più rispetto alla media delle altre situazioni italiane. A fronte di questa immensa massa finanziaria affluita al gestore era lecito attendersi risultati eccezionali di gestione. Ma la situazione è sotto gli occhi di tutti; le posticipazioni e le cancellazioni degli investimenti inizialmente programmati stanno tuttora determinando questi risultati:

Perdite di rete al 33% senza significativi miglioramenti rispetto a 15 anni fa;
Notevole vetustà delle reti e degli impianti che producono disservizi di vario genere;
Frequenti problemi di torbidità delle acque immesse in rete in Casentino e Val Tiberina;
Alto tasso di interruzioni del servizio idrico in Valdichiana aretina e senese;
Presenza di ben 668 scarichi in ambiente senza trattamento depurativo e corrispondenti a oltre 60.000 abitanti equivalenti"

Anche il Sindaco Fanfani, non a torto, si lamenta ormai da anni per la riduzione dei trasferimenti provenienti dallo Stato e che ciò causa tagli ai servizi per i suoi concittadini. Nel contempo lo stesso decide di rinunciare ad una parte degli utili di Nuove Acque causando un ulteriore taglio alle prestazioni erogate dall'Ente potendo però, forse, esibire tariffe più basse sul tema dell'acqua. Ovviamente ci immaginiamo che i due argomenti - servizi e tariffe idriche - non vengano mai messi in contrapposizione perché sennò saremmo alla commedia dell'assurdo.

Quello che si aspetta la collettività aretina, con un volere manifestato chiaramente dagli esiti referendari sull'acqua, è che la parte pubblica, e comunque il Comune di Arezzo, eserciti una forte "governance", un controllo serrato, un impegno forte e determinato nelle sedi preposte come l'assemblea dei sindaci dell'Ato, per far mantenere gli impegni presi dal privato e non, viceversa, elargire "mance", peraltro non strutturali e risolutive, nella veste di soci della spa. La battaglia politica "vera" dovrebbe essere quello di arrivare al taglio degli utili sia "pubblici" che "privati" interno a Nuove Acque e che questi siano interamente volti agli investimenti per il servizio e alla riduzione dei costi per gli utenti.

Premesso tutto questo sono a chiedere:

Se la destinazione di risorse a tutti gli effetti comunali a favore di un soggetto, comunque di diritto privato, non possa configurarsi come danno erariale?
A quanto ammonti la quota di utili a cui il Comune di Arezzo intenda rinunciare e a quali sconti e quanto esattamente per gli utenti questo corrisponda?
Se non ritenesse opportuno un maggiore coinvolgimento dell'Ente e dei cittadini in una scelta così importante?

http://www.arezzotv.net/notizie/articolo.php?id_news=20140430105504

http://www.informarezzo.com/permalink/19674.html

Daniele Farsetti - MoVimento 5 Stelle Arezzo

Interrogazione consiliare del 15 maggio 2014

I candidati a Arezzo

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    ROBERTA BANCHELLI
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    Tiziano Rosadini