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Acqua


Arezzo - 

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Sulla gestione del servizio idrico integrato si è incentrata la riunione congiunta, giovedì 31 luglio 2014, delle commissioni consiliari permanenti II Bilancio e XI Controllo e garanzia del Comune di Arezzo fortemente auspicata e voluta anche dal MoVimento 5 stelle.

In audizione, oltre al rappresentante nel cda del gestore Nuove Acque spa indicato dal Sindaco Fanfani, Enrico Valentini, anche il presidente della società Paolo Nannini, lanciato dall'altra parta della barricata, dopo essere stato per anni sindaco di Bucine, per il PD, per poi diventare presidente dell'Ato 4, svolgendo quindi le funzioni di controllore del servizio. Un professionista della politica abituato a questi passaggi di campo che, a nostro giudizio, appaiono sempre inopportuni.

Il tema caldo di giornata, e non poteva essere altrimenti, è stato il deposito cauzionale: come se non bastasse il costo eccessivo dell'acqua ad Arezzo, è stato elevato un nuovo balzello per permettere a "Nuove Acque" S.p.A. di far cassa attraverso l'approvazione di due delibere emanate dall'"Autorità di regolazione e controllo dei servizi idrici" AEEGSI, la n°86 del 28.02.2013 e la n°643 del 27.12.2013. Questo senza dare preventiva informazione agli utenti e senza tenere conto che tale deposito non è automatico, ma, come si evince nelle delibere, si indica la facoltà, non l'obbligatorietà, di richiedere all'utente, a far data dal 1° giugno 2014, il versamento di una somma di denaro a titolo cauzionale. Per gli aretini l'importo dovuto è pari al corrispettivo di tre mensilità del cosiddetto "consumo storico", il 25% del totale annuo, per la famiglia media circa un centinaio di euro. Ad Arezzo, tanto per non sbagliare, si è applicata l'aliquota massima.

Inoltre quello che molti non sanno è che già adesso, nelle bollette che normalmente tutti paghiamo, gli utenti versano già l'1,5% in aggiunta al loro consumo, come previsto dalla legge, a titolo risarcitorio per le eventuali morosità che il gestore deve sostenere. Tutto questo in regime di monopolio , senza alcuna concorrenza o possibilità di cambiare fornitore, e con la facoltà di rispalmare sugli utenti virtuosi ciò che eventualmente non viene pagato!

Durante il dibattito Enrico Valentini ha candidamente ammesso di aver preso la decisione in totale autonomia, senza preventivamente avvisare il suo referente politico, il Sindaco Fanfani, perché la proposta non era nemmeno iscritta nella sezione deliberativa dell'ordine del giorno, dell'ultimo consiglio di amministrazione di Nuove Acque, ma tra le comunicazioni del presidente, quindi la riteneva cosa di poco conto. Di fatto dimostrando un'inadeguatezza palese per ricoprire l'incarico affidato, come sottolineato durante la riunione dal MoVimento 5 stelle.

Addirittura surreale la ricostruzione su come Nuove Acque è giunta alla decisione di applicare questo nuovo pesante tributo, non ci sono stati atti ufficiali dell'autorità idrica toscana, quindi dell'organo deliberativo ovvero l'assemblea dei sindaci, ma ci si è basati su di una semplice lettera che tutte le società toscane gestrici del servizio hanno scritto appunto all'AIT. Il direttore generale Alessandro Mazzei ha pensato bene di non informare l'assemblea, ripetiamolo organo sovrano in ambito deliberativo, ed ha informalmente risposto che era loro facoltà. L'avvocato Nocentini, legale di Nuove Acque, ha confermato l'obbligatorietà di tale cauzione perché, a suo dire, questa garantirebbe i soci, pubblici e privati, circa il buon andamento dell'azienda e che la mancata adozione poteva portare a rivalse da parte della stessa AEEGSI.

I rappresentanti del Comitato Acqua pubblica, presente alla riunione e a cui è stata data facoltà di parola, hanno però smentito questa tesi in quanto già gli insoluti in capo all'azienda, 600.000 euro, sono inferiori all'1,5% di "contributo solidaristico" che già oggi gli utenti si accollano. Inoltre dietro le pressioni della "piazza" ma soprattutto del Partito Democratico, che vede le elezioni regionali dietro l'angolo, quindi a fini elettorali Nuove acque ha annunciato di aver di nuovo scritto all'Ait per chiedere se poteva deliberare in maniera ufficiale sulla materia. Ovvero prima si applicano le massime tariffe e poi si chiede se sono legittime, un delirio gestionale! Come ricordato da molti non sarebbe stato più corretto seguire il percorso inverso? Forse la fame di liquidità della società ha avuto il sopravvento?

In tutte queste considerazioni non bisogna dimenticare che il gli italiani si sono espressi con un referendum sulla ripubblicazione del servizio idrico. Da questa situazione bisogna uscirne e riportare il tutto nella logica del rispetto delle leggi che certamente è basata sul giusto rapporto diritti-doveri e non certo su una continua vessazione con nuovi e cari tributi che impoveriscono sempre più i cittadini.


Arezzo - 

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Nei giorni scorsi il Sindaco Fanfani ha annunciato che, nel prossimo bilancio preventivo dell'Ente, intende rinunciare agli utili provenienti dalla società Nuove Acque spa, partecipata dal Comune di Arezzo, con il 16% delle quote, gestore del servizio idrico integrato. Questa decisione, passata completamente al di sopra dell'organo consiliare o di qualsiasi commissione competente ci sembra molto demagogica ma poco populista, nel senso che il popolo non è mai stato chiamato in causa in questa catena decisionale e, con questa determinazione, è il solo a rimetterci!

Questo in virtù del fatto che il nuovo piano tariffario proposto dall'A.i.t. prevede aumenti nei prossimi 8 mesi del 12% assolutamente non in linea ne con la leva inflattiva del nostro paese, ferma allo 0,4%, ne con gli investimenti che la società in oggetto doveva realizzare e che a tutt'oggi, in parte, rimangono solo sulla carta e soprattutto alla non aderenza con la pianificazione tariffaria stabilita al momento del contratto di servizio e che, viceversa, ha subito molte modifiche, al rialzo per gli utenti, nel corso degli anni.

Se abbiamo ben capito nella proposta del Sindaco Fanfani è il pubblico che non incassa l'utile, non il socio privato, elemento che non pare indifferente nella valutazione della cosa. Difatti visti i lauti guadagni avuti nel corso degli anni, se c'è un soggetto che in difesa di famiglie ed imprese potrebbe rinunciare a parte degli introiti questo non sono certo i Comuni ma semmai la stessa Nuove Acque spa. Così come non è chiaro come un Ente locale possa deliberare una rinuncia ad incassi in favore di un gestore che è, giova ricordarlo, anche privato con una componente non secondaria, e comunque civilmente rispondente a tale diritto.

Che a fare "sacrifici" sia solo una parte dei soci, in un meccanismo in cui non c'è davvero guadagno per il pubblico, risulta molto dissonante dal contesto e nelle modalità in cui Nuove Acque si è trovata a svolgere il proprio servizio fino ad oggi. Un quadro che ci è stato sintetizzato perfettamente proprio in questi giorni dal Comitato Acqua pubblica di Arezzo che, nel proprio comunicato stampa, ricorda: "le tariffe del servizio idrico aretino si confermano al livello massimo italiano raggiunto fin dal 1999 con la privatizzazione della gestione. In questi 15 anni gli utenti aretini hanno complessivamente pagato circa 250 milioni di euro in più rispetto alla media delle altre situazioni italiane. A fronte di questa immensa massa finanziaria affluita al gestore era lecito attendersi risultati eccezionali di gestione. Ma la situazione è sotto gli occhi di tutti; le posticipazioni e le cancellazioni degli investimenti inizialmente programmati stanno tuttora determinando questi risultati:

Perdite di rete al 33% senza significativi miglioramenti rispetto a 15 anni fa;
Notevole vetustà delle reti e degli impianti che producono disservizi di vario genere;
Frequenti problemi di torbidità delle acque immesse in rete in Casentino e Val Tiberina;
Alto tasso di interruzioni del servizio idrico in Valdichiana aretina e senese;
Presenza di ben 668 scarichi in ambiente senza trattamento depurativo e corrispondenti a oltre 60.000 abitanti equivalenti"

Anche il Sindaco Fanfani, non a torto, si lamenta ormai da anni per la riduzione dei trasferimenti provenienti dallo Stato e che ciò causa tagli ai servizi per i suoi concittadini. Nel contempo lo stesso decide di rinunciare ad una parte degli utili di Nuove Acque causando un ulteriore taglio alle prestazioni erogate dall'Ente potendo però, forse, esibire tariffe più basse sul tema dell'acqua. Ovviamente ci immaginiamo che i due argomenti - servizi e tariffe idriche - non vengano mai messi in contrapposizione perché sennò saremmo alla commedia dell'assurdo.

Quello che si aspetta la collettività aretina, con un volere manifestato chiaramente dagli esiti referendari sull'acqua, è che la parte pubblica, e comunque il Comune di Arezzo, eserciti una forte "governance", un controllo serrato, un impegno forte e determinato nelle sedi preposte come l'assemblea dei sindaci dell'Ato, per far mantenere gli impegni presi dal privato e non, viceversa, elargire "mance", peraltro non strutturali e risolutive, nella veste di soci della spa. La battaglia politica "vera" dovrebbe essere quello di arrivare al taglio degli utili sia "pubblici" che "privati" interno a Nuove Acque e che questi siano interamente volti agli investimenti per il servizio e alla riduzione dei costi per gli utenti.

Premesso tutto questo sono a chiedere:

Se la destinazione di risorse a tutti gli effetti comunali a favore di un soggetto, comunque di diritto privato, non possa configurarsi come danno erariale?
A quanto ammonti la quota di utili a cui il Comune di Arezzo intenda rinunciare e a quali sconti e quanto esattamente per gli utenti questo corrisponda?
Se non ritenesse opportuno un maggiore coinvolgimento dell'Ente e dei cittadini in una scelta così importante?

http://www.arezzotv.net/notizie/articolo.php?id_news=20140430105504

http://www.informarezzo.com/permalink/19674.html

Daniele Farsetti - MoVimento 5 Stelle Arezzo

Interrogazione consiliare del 15 maggio 2014


Arezzo - 

approvato-nuove-acque.jpgApprovato all' unanimità dal Consiglio Comunale di Arezzo l'atto d'indirizzo del MoVimento 5 stelle, che impegna l'amministrazione, a dare mandato al proprio ufficio legale di verificare se esistano i presupposti per aprire un contenzioso, con il soggetto privato, per l'eventuale illegittimo ingresso di Acea, nella compagine azionaria di Nuove Acque spa, in violazione delle condizioni contrattuali.

Nell'ipotesi che l'ingresso di Acea in Nuove Acque venga ritenuto violante delle condizioni contrattuali e di gara, avere un parere se questo preveda la possibilità per l'Ente di ottenere la ripubblicizzazione del servizio idrico aretino senza costi a carico dei cittadini e se sussistano i presupposti per un eventuale risarcimento dei danni da parte dei soggetti privati

Il MoVimento 5 stelle è una delle poche forze presenti nel Consiglio Comunale che sul dovere di ripubblicizzare il servizio idrico non si arrende e, strenuamente, continua a lottare per dare seguito ai referendum, svolti ormai nel lontano 10 e 11 giugno 2011, i quali hanno inequivocabilmente sancito la volontà popolare, anche nella nostra città, con il successo schiacciante dei SI, superiore al 95%, per cui l'acqua debba essere gestita con modalità totalmente pubbliche e che su di essa non vi si possa fare profitto.

I fatti: Il 14 settembre 2009, Iride spa, altro socio privato presente in Nuove Acque spa, cede ad Acea spa la propria partecipazione, senza l'autorizzazione scritta dei 37 comuni appartenenti all'AATO 4 come impongono i patti parasociali di Nuove Acque. A tal proposito è importante ricordare che Acea aveva partecipato alla gara di affidamento nel 1998 classificandosi ultima. E stato ipotizzato che così agendo Acea ritornerebbe surrettiziamente nel capitale sociale di Nuove Acque, fatto espressamente vietato sostituendosi nella quota azionaria di un socio in uscita. Pertanto a nostro giudizio, ed a quello del Comitato Acqua Pubblica, questa variazione di compagine societaria varia significativamente la stessa consentendo ad un concorrente della gara originaria di rientrare nella gestione del servizio, cosa espressamente vietata dalla normativa.

Altro fatto singolare è che che il 19 settembre 2011 l'assemblea dei sindaci componenti l'AATO4 , con la delibera n°23, decide di sottoporre la questione al Consiglio di Stato sezioni consultive, in quanto gli avvocati dell'ATO 4 avevano scritto, relazionando i sindaci, che le prestazioni che fino ad allora erano state svolte da IRIDE dovevano essere "messe a gara", citando espressamente una sentenza del Consiglio di Stato (n.5814 del 28/9/2009). Aggiungevano anche che secondo la giurisprudenza, la società Nuove Acque potrebbe trovarsi in una situazione di illegittimità giuridica, per la presenza nella sua compagine sociale di una impresa che non è stata selezionata mediante gara. Il 28 novembre 2011 però il colpo si scena: l'assemblea dei sindaci, componenti L'ATO 4, decide che non è più necessario rivolgersi al Consiglio di Stato per avere un parere sulla questione del cambio dei soci nella compagine privata ma può essere sufficiente sottoporre la questione all'avv. Mario Pilade Chiti, lo stesso avvocato che insieme a all'avv. Sciumè, aveva difeso Suez davanti al Tar della Toscana. Pare evidente l'inopportunità di tale scelta, il conflitto d'interesse tra il giudicante e i giudicati, in definitiva la poca serenità di giudizio, diciamo così.

La nostra proposta nasce dalla constatazione che più volte il Sindaco Fanfani e la giunta hanno già utilizzato l'ufficio legale comunale, attivandolo per verificare il quadro normativo, per pareri non strettamente legati all'Ente ma che ne riguardano comunque l'attività o sono nell'interesse della collettività, ed eventualmente intraprendere azioni legali, contro altri enti pubblici, ritenendo i cittadini aretini portatori di interesse specifico e quindi direttamente coinvolti. A titolo di esempio, ultimo in ordine cronologico, citiamo la controversia con l'Ente di Bonifica Val di Chiana.

Pertanto, dopo questa apprezzabile comune volontà, ci auspichiamo tempi rapidi per ricevere la relazione dagli uffici e nel caso positivo procedere in maniera determinata ad azioni consequenziali.

Questo l'atto d'indirizzo completo:

http://issuu.com/danielefarsetti/docs/atto_indirizzo_acqua_pubblica?e=9229817/7200960


Arezzo - 




Il MoVimento 5 Stelle l'informazione ce l'ha nel sangue!

Non sappiamo come fare a smettere di informarvi, le stiamo provando tutte: la rubrica web Cittadini con l'elmetto, dove i nostri due portavoce Lucio e Daniele ci narrano le loro "avventure" (e disavventure) in Consiglio Comunale; la neo-pubblicata Sapevatelo, dove kito e il Capone ci informano sui temi ambientali, energetici ed altro; ma siccome non ci bastava, le comari del M5S hanno creato un blog dove pubblicheranno i loro consigli per risparmiare, riusare e riciclare.

Ecco la seconda edizione della web-zine Sapevatelo:

Scrivete a sapevatelo.ar@gmal.com se avete consigli da darci o se volete segnalarci qualche notizia.

Stay tuned!


Arezzo - 



Il Consiglio Comunale di ieri 29 Novembre 2011 si è concluso alle 18.35 dopo una lunga giornata.


È nata la Commissione per studiare la fattibilità del processo di ripubblicizzazione dell'acqua ad Arezzo. È stato nominato presidente, dal PD con i nostri voti contrari, Andrea Modeo; personaggio ambiguo che non si è mai visto ai gazebi per raccogliere firme, o comunque a sostenere la causa, come del resto ha fatto il suo partito. L'analisi dell'ultimo atto ha scaturito un putiferio, nonché un'indegna presa di posizione del PD contro il 95% degli aretini.


L'atto di indirizzo proposto dal Consigliere Barone riguardava la risoluzione di due problematiche ben precise concernenti gli esiti referendari sulla ripubblicizzazione dell'acqua. il Sindaco non ha nominato i due rappresentanti di Arezzo per AATO 4 (di cui il Comune di Arezzo è il socio di maggioranza), che avrebbero dovuto fare il lavoro approvato in Consiglio ad agosto scorso, cioè lavorare al processo per rendere l'acqua pubblica. Siccome siamo stufi e arcistufi di sentirci dire che si è creato un vuoto normativo (esistono una proposta di legge popolare e degli esempi come Napoli dove si è già ripubblicizzato il servizio, che dimostrano l'arrampicarsi negli specchi del PD locale), l'atto di ieri prevedeva una semplice iniziativa: si richiedeva al Sindaco di scrivere una lettera al presidente di AATO 4, Casini, per fare ciò che i cittadini hanno richiesto a gran voce:

  1. Far abolire la remunerazione del famoso 7% dalle nostre bollette. Già attuabile poiché esiste il DPR (Decreto del Presidente della Repubblica!) n.116 del 18 Luglio 2011.

  2. Dare seguito all'iter del supposto ingresso illecito di ACEA in Nuove Acque (la società francese Acea aveva perso il bando di gara ma acquistando la società vincente - Iride - è riuscita ad entrare nel contratto - se il contratto decadesse i costi per ripubblicizzare l'acqua sarebbero bassissimi).

Il Movimento 5 stelle appoggia questo atto dicendo che è quì che si dimostra la volontà di fare ciò che i cittadini hanno chiesto, votato ed ottenuto.

IdV e Sinistra per Arezzo sostengono, inoltre, che questo atto aiuterebbe non poco la neonata Commissione nei suoi lavori.

Il PD, per voce di Bracciali, risponde: "adesso è solo il momento di fare lavorare la commissione costituita". In sostanza dice: "per ora, cari aretini, tenetevi il 7% in bolletta".

Il Sindaco si sente attaccato e prende l'iniziativa di accettare di scrivere a Casini.

Ci complimentiamo con lui e lo ringraziamo, finalmente, per questa sua scelta.

Bracciali si alza, va da lui, gli ricorda qualcosa in privato, invece di dirlo pubblicamente al microfono e... Il Sindaco SI RIMANGIA TUTTO disattendendo, insieme al voto di tutto il PDmenoL aretino, gli obblighi morali e legislativi nei confronti di NOI, cittadini... "al di sotto delle loro scelte".

Non siamo più un popolo sovrano, i partiti fanno come meglio credono. Le strumentalizzazioni con le quali mettono il cappello a iniziative di altri servono solo a prendere tempo e dimostrano palesemente che hanno qualcosa da nascondere; altrimenti perché un partito di "sinistra" dovrebbe costringere i propri elettori (e non solo) a tenersi una maggiorazione del 7% nella bolletta dell'acqua invece di eseguire gli ordini del Popolo, prima e del Presidente della Repubblica, poi?

È ora di svegliarsi gente!


Arezzo - 



Dichiarazione dei consiglieri comunali Lucio Bianchi e Daniele Farsetti (Movimento 5 stelle)


Due cose gravi hanno caratterizzato, per il Movimento 5 stelle, l'ultimo Consiglio Comunale. "La prima - ha sottolineato Daniele Farsetti - è il voto che colpisce i lavoratori solo per responsabilità della Giunta. La quale ci voleva fare approvare un taglio che non nasconde quelli che sono i suoi deficit: in realtà, da luglio, il questionario che avevano riempito i revisori dei conti dell'ente e inviato alla Corte dei Conti evidenziava che il famoso parametro del 40%, inteso come rapporto tra spesa corrente totale e spesa del personale, era fuori controllo. Da quella data non si è fatta alcuna politica per contenere questa spesa, anzi abbiamo avuto, in successione, il Direttore generale abrogato dalla legge e rientrato dalla finestra come Coordinatore dei processi trasversali, un nuovo bando per 5 dirigenti, nessuna risposta in Commissione bilancio alle nostre domande su dove sarebbero stati effettuati i tagli e il mancato coinvolgimento di lavoratori e sindacati nella fase decisionale."


Lucio Bianchi: "sull'acqua pubblica, poi, il Pd ha gettato la maschera. Le prime avvisaglie le avevamo avute quando è stato eletto Andrea Modeo a presidente della Commissione consiliare speciale per la revisione del servizio idrico integrato in direzione della sua ripubblicizzazione. Una scelta politica chiara, per nulla distensiva, visto che è andata a cadere su un consigliere che, legittimamente peraltro, mai ha mostrato entusiasmo per l'ipotesi di ripubblicizzazione dell'acqua. Solo che questa ipotesi è la volontà degli italiani certificata da un referendum popolare in merito al quale il Pd sta facendo di tutto per disattenderne l'esito. Ovviamente dietro alla facciata di essere d'accordo. Quando però si tratta di atti concreti, il Pd si dimostra antagonista della ripubblicizzazione del servizio. Lo fa in regione, lo fa a livello nazionale, lo fa ad Arezzo. Potevano smentire questa impressione votando l'atto di indirizzo di Barone, da noi appoggiato, invece hanno dato adito a un atteggiamento ostruzionistico che lo ha affossato. Cosa chiedeva d'altronde? Sollecitava il Sindaco a portare in AATO 4 le istanze del risultato referendario: e dinanzi all'assemblea dei sindaci porre la questione del D.P.R. 18 luglio 2011, n. 116, che dice chiaramente che l'abrogazione del 7% di remunerazione del profitto privato ha effetto dal 21 luglio 2011. Questo chiedevamo al Sindaco che invece nel dibattimento ha prima tentato di eludere la questione, poi presa coscienza della fermezza del nostro e di altri gruppi ha prima posto delle condizioni a parte della maggioranza infine ha condizionato la volontà del gruppo Pd al momento del voto. Risultato scontato, opinione pubblica tradita.

I candidati a Arezzo

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    Massimo Ricci
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    Alessandro Cerboni
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    Antonio Casi
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    barbara storri
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    Claudio Massaini
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    Emanuele Bonci
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    esaù mencaroni
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    fabrizio mori
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    federica peloso
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    Francesca De Simone
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    Giuseppe Cavallaro
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    Goti Marco
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    Julien Banchetti
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    Lara Fracassini
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    Laura Panichi
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    laura presenti
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    Marco Perticai
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    Margherita Barbagli
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    Michele Menchetti
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    Miriam Luongo
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    paolo lepri
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    pettener giorgio
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    RICCARDO MARCUCCI
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    RITA D.
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    ROBERTA BANCHELLI
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    roberto cecchini
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    roberto rossi
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    Tiziano Rosadini

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