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Ambiente


Arezzo - 

San Zeno Open Plant: il Paese dei Balocchi. Presidio degli attivisti M5S che si è svolto sabato mattina (28/03/2015)

INCENERITORE SANZENO
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Ad Arezzo facciamo così... per tre giorni, l'inceneritore offre alla cittadinanza un'allegra celebrazione di "formazione, sport e cultura", la festa di "San Zeno Open Plant"!

Seminari formativi, gare podistiche, visite all'orto ricettivo adiacente l'impianto gestito da Aisa...

Un evento pensato, si legge nel comunicato stampa "come opportunità per familiarizzare con un impianto di smaltimento e recupero che si propone da tempo anche come spazio di aggregazione, in grado di dare vita a iniziative di formazione, sensibilizzazione e attività fisica (...)".

Ma insomma... come abbiamo fatto a non pensarci prima? L'inceneritore come spazio di "aggregazione", per ritrovarsi, parlare, guardarsi negli occhi con tanta umanità. Il tutto all'insegna delle buone pratiche di salute e civiltà.

E cosa dire dell'orto ricettivo: "inaugurato lo scorso dicembre, copre un'area di 400 mq accanto al termovalorizzatore ed è destinato ad ospitare a rotazione le più tipiche coltivazioni della zona. Verdure, ortaggi e altri prodotti dell'orto sono tenuti costantemente sotto controllo per monitorare la qualità dell'ambiente(...)". Come potremmo perdere l'opportunità di assaporare i raffinati prodotti della terra amorevolmente alimentata da chi, proprio a pochi metri di distanza, gestisce la ciminiera cittadina... laddove dove vengono portati a bruciare i rifiuti delle nostre dimore?!

E, udite udite, la tre giorni si concluderà con una salutare gara podistica della "Camminata in Valdichiana" con tanto di "premi (gustosi) per tutti i partecipanti."

La raccolta differenziata rende inutili gli inceneritori. L'eliminazione degli imballaggi superflui li azzera.

La mappa degli inceneritori sovrapposta alla riduzione dell'aspettativa di vita a causa degli antropogenici PM 2,5 in Italia è illuminante. Più inceneritori, più tumori per tutti.

La distribuzione tumorale nel Paese nel suo complesso tende a stratificarsi e a diffondersi con una certa continuità. Le previsioni di mortalità diffusa a medio termine sono pressoché certe.

Il Parlamento europeo, in materia ambientale, vieta l'incenerimento dei rifiuti, per tutti i materiali riciclabili e compostabili (il 90% dell'RSU che produciamo) a partire da 2020. Ad ulteriore dimostrazione della potenziale pericolosità degli inceneritori, si consideri che nel 2010 questo tipo di impianti è stato inserito nell'elenco delle attività più inquinanti per cui è obbligatoriamente prevista l'AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale).

Il Progetto Life HIA21, la ricerca che integra la procedura di Valutazione degli Impatti sulla Salute (VIS) ha redatto uno studio epidemiologico sulla popolazione residente intorno ai siti di smaltimento rifiuti, secondo cui, ad Arezzo nella zona limitrofa all'inceneritore sono emersi dati preoccupanti che rivelano eccessi di ospedalizzazione e di mortalità in quell'area, a causa di malattie "cardiovascolari o respiratorie e, tra le neoplasie, le leucemie e i linfomi. L'analisi di mortalità ha mostrato lievi eccessi per entrambi i sessi per cause cardiovascolari ischemiche e, nelle sole donne, per malattie respiratorie. L'analisi dei ricoveri in ospedale ha mostrato eccessi per entrambi i sessi per malattie cardiovascolari e urinarie ed un lieve eccesso di rischio di nascita pretermine."

Noi del MoVimento 5 Stelle valutiamo ridicola e offensiva la festa che si è tenuta presso l'inceneritore di San Zeno.

MoVimento 5 Stelle Arezzo


Arezzo - 



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Quello che a molti è sfuggito, causa anche la lunghezza "monstre" dell'ultimo consiglio comunale, è stato l'introduzione di una nuova gabella che la giunta Fanfani ha imposto a tutti i cittadini ed alle aziende del territorio, nelle pieghe della Tares, una tassa occulta per un gettito stimato, a favore del Comune di Arezzo, di circa 500.000 euro.
Si tratta della IDA, indennità di disagio ambientale, quantificata in 7 euro la tonnellata per i rifiuti solidi urbani smaltiti all'inceneritore Aisa di S.Zeno. I comuni in convenzione, ovvero quelli che utilizzano tale impianto per il conferimento della propria spazzatura, possono decidere di applicare questa aliquota aggiuntiva. Una contribuzione che dovrebbe servire ad interventi di ripristino dei territori che subiscono "disagi" dalla presenza di inceneritori o altri impianti di trattamento e compostaggio.

L'assemblea consortile ATO rifiuti Toscana Sud, fin dal settembre 2010, ha dato facoltà, ma nessun obbligo, agli enti locali interessati di applicare questo ulteriore aggravio. Solo il comune di Arezzo, per adesso, tra quelli che utilizzano S.Zeno, ha deciso di inserire con la Tares questa maggiorazione in bolletta, naturalmente ben mascherata all'interno del piano economico finanziario di Aisa, per coloro che principalmente sono i disagiati per la presenza dell'inceneritore, ovvero gli aretini stessi!

Con una logica sfuggente, degna dell'organo che l'ha emanata, non si impone di pagare a coloro che il "disagio" ambientale lo vanno ad arrecare nel territorio altrui ma se ne da solo la facoltà, cosa che fino ad oggi tutti i comuni interessati si sono ben guardati dal fare. Viceversa il territorio vittima dell'inquinamento di un impianto di combustione dei rifiuti ha deciso di applicarla ai propri cittadini, ovvero cornuti e mazziati.

E' importante segnalare che anche il quadro normativo e tributario di questa materia risulta molto nebuloso e solo per il 2014 sembra che verrà fatta chiarezza. Non sarebbe stato più opportuno aspettare? In sede di commissione anche il MoVimento 5 stelle aveva proposto almeno l'esenzione o, in alternativa, il rimborso per quei cittadini maggiormente colpiti dalle ricadute dell'impianto ma nulla è stato fatto.

Alcune considerazioni finali: al contrario di quanto sempre asserito gli inceneritori sono impianti insalubri e che arrecano certamente danni, o meglio "disagi" come li vuole definire in maniera molto pilatesca Ato rifiuti, sennò perché stabilire azioni riparatorie? Le recenti rivelazioni giudiziarie pongono anche inquietanti interrogativi su come i controlli vengono svolti. Inoltre, visto che gli inceneritori emettono inquinanti aerei, in particolari diossine e nanopolveri che tipo di ripristino il Comune di Arezzo intende attuare a favore delle frazioni di Olmo, San Zeno, SanGiuliano e Battifolle, quelle maggiormente esposte?

Il MoVimento 5 stelle vigilerà affinchè tali somme vengano realmente destinate a vantaggio degli abitanti delle zone interessate e non esclude di ricorrere contro la IDA nelle sede opportune.


Arezzo - 



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Atto Camera
Interrogazione a risposta scritta 4-01609
presentato da
GAGNARLI Chiara
testo di
Martedì 6 agosto 2013, seduta n. 66

fonte: http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_17/showXhtml.Asp?idAtto=5558&stile=7

Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali.

-- Per sapere - premesso che:

  • la normativa vigente non regolamenta e non fornisce parametri per l'utilizzazione agronomica del digestato, sottoprodotto delle centrali a biogas che, in via cautelativa, viene equiparato agli effluenti zootecnici ed utilizzato nelle quantità massime di 170 chilogrammi/anno di azoto per ettaro, attraverso un piano di utilizzazione agronomica (PUA); mentre, la quantità eccedente l'utilizzo agronomico ammesso, deve trovare altre destinazioni coerenti con la vigente legislazione in materia di rifiuti;
  • secondo diversi studi in materia, lo spandimento del digestato presenta delle criticità legata alle emissioni di ammoniaca in atmosfera, qualora lo spandimento non sia effettuato con le migliori tecniche disponibili, ed alla perdita di nitrati nelle acque di falda, qualora si ecceda negli apporti e si applichi in periodi non opportuni;
  • l'applicazione al terreno agricolo del digestato deve corrispondere esattamente al fabbisogno di azoto della coltura, pena la perdita di azoto nelle acque superficiali e profonde; ma in realtà i digestati vengono normalmente sparsi, più volte l'anno, anche quando il terreno è nudo e le condizioni climatiche rallentano l'attività vegetativa delle piante e quella di trasformazione microbica nel terreno, che favoriscono la trasformazione dell'azoto ammoniacale (85 per cento di quello contenuto nei digestati) in nitrati, ed il loro assorbimento radicale;
  • tale prassi comporta un grave rischio di depauperamento dei suoli agricoli che accolgono i digestati (ricchi di azoto e poveri di carbonio) e di eutrofizzazione delle falde acquifere;
  • non vanno sottovalutati i rischi igienico-sanitari legati all'uso dei digestati: diversi lavori mettono in luce come il Clostridium perfringens (causa di tossinfezioni oltre che di aborti) non subisce alcuna riduzione nei digestati; gli enterococci risultano molto resistenti alla digestione anaerobica; Salmonella ssp. (causa della maggior parte delle tossinfezioni alimentari segnalate) è stata rilevata in un campione su quattro della frazione solida e in uno su tre di quella liquida del digestato, mentre Lysteria monocytogenes (causa di listeriosi, con esiti a volte mortali) in quattro su quattro e tre su tre campioni rispettivamente della frazione solida e liquida (Bonetta et al. «Rischio igienico associato all'impiego di digerito in agricoltura»);
  • a Serboli (Subbiano), in provincia di Arezzo, un impianto di produzione di energia elettrica da biogas regolarmente realizzato nella azienda agricola San Luigi è stato sospeso da una ordinanza del sindaco (7-2013 del 17 giugno) a causa di quattro diversi sversamenti nel torrente Talla, da febbraio a giugno 2013, l'ultimo dei quali ha provocato una ingente moria di pesci;
  • considerata la data di inizio attività dell'impianto, si presume che il digestato-concime prodotto e sparso nei campi delle località di Poggio D'Acona, Calbenzano, S. Mama, non sia stato sottoposto al ciclo di maturazione di 160 giorni, necessario per abbattere la carica microbica, Clostridi, E. Coli, Botulino, con conseguente rischio di epidemia di animali domestici e non, pesci nei torrenti contaminati, ed anche per l'uomo;

  • i tecnici di ARPAT affermano che l'impianto non è in sicurezza e non è gestito correttamente ma, ciò nonostante, di recente si sta paventando la riapertura di tale impianto, senza che siano state fornite garanzie sui provvedimenti da adottare;

  • il comitato civico per Subbiano, a tutela del territorio, della salute delle persone e degli animali, ha chiesto al sindaco che la riapertura della centrale di Serboli a Calbenzano non sia concessa fino a quanto una commissione di esperti non abbia accertato che l'ordinanza sindacale n. 7-2013 sia stata soddisfatta nei punti 2-3-4-5, provvedendo ad una verifica dell'impianto;

  • in data 11 luglio 2013 l'interrogante ha presentato una interrogazione a risposta scritta (n. 5-00585) per sollecitare l'emanazione del decreto del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, di concerto con il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, previsto dall'articolo 52, comma 2-bis del decreto-legge n. 83 del 2012 convertito, con modificazioni dalla legge n. 134 del 2012, che dovrà finalmente definire le caratteristiche e le modalità di impiego del digestato equiparabile, per quanto attiene gli effetti fertilizzanti

-: se i Ministri interrogati, al fine di evitare le criticità ambientali legate alla gestione del digestato, intendano emanare l'apposito decreto di cui in premessa, con cui si definiscono le caratteristiche e le modalità di impiego del digestato equiparabile, per quanto attiene agli effetti fertilizzanti ed all'efficienza di uso, ai concimi di origine chimica, nonché le modalità di classificazione delle operazioni di disidratazione, sedimentazione, chiarificazione, centrifugazione ed essiccatura, in modo da evitare casi di sversamenti e di utilizzo prematuro del digestato ad uso ammendante, come avviene nell'impianto a biogas di Serboli a Carbenzano di cui si paventa la riapertura.

(4-01609)


Arezzo - 



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Nell'ultimo consiglio comunale un'interrogazione congiunta tra il M5S ed i gruppi consiliari di Sinistra per Arezzo, IDV e SEL ha posto al centro del dibattito politico l'inceneritore di S.Zeno ed il suo omologo di Falascaia - Lucca

Che cos'hanno in comune i due impianti? Apparentemente niente ma il collegamento potrebbe essere dato da un software che permette di manomettere i dati di emissione degli agenti inquinanti del camino di uscita.

Ma andiamo con ordine. L'impianto di Falascaia è stato chiuso dalla magistratura proprio perché, è stato accertato, esisteva questo software che permetteva di tenere "segreti", nel senso che erano accessibili solo a chi gestiva il sistema, i dati reali sull'emissione di agenti inquinanti. Lo stesso software permetteva di "aggiustare" i suddetti dati in modo che tutto risultasse nei parametri di legge. Questa necessità si verifica spesso per meri interessi economici, bruciare i rifiuti indifferenziati RSU può provocare innalzamenti fuori leggi degli agenti inquinanti ma permette di avere combustibile economico per gli inceneritori, viceversa per mantenere i parametri sotto controllo può essere necessario immettere ossigeno nel processo di combustione rendendo, di fatto, la produzione di energia elettrica in questa modalità non conveniente per i gestori dell'impianto.

Che c'entra Arezzo? Si legge nella relazione dei Ctu del Pubblico Ministero di Lucca che il responsabile, "appena preso servizio nel gennaio 2002 presso l'impianto di Falascaia aveva detto chiaramente che esisteva una modifica del sistema monitoraggio emissioni, portata con sé come esperienza dall'impianto di incenerimento di Arezzo.

Ciò che lascia esterrefatti è la lettura dei verbali e delle testimonianze rese durante il processo. Uno stralcio di quanto dichiarato dal capo laboratorio e Responsabile Ambiente, sia nel novembre del 2005 che nell'ottobre del 2008, così come risulta dagli atti del processo, lascia senza parole. "Appena preso servizio nel gennaio 2002, presso lo stabilimento di Falascaia, il responsabile dello stabilimento gli aveva chiaramente detto che esisteva una MODIFICA al sistema di monitoraggio Emissioni, portata con sé come esperienza da un analogo impianto, l'inceneritore dell'AISA di Arezzo, mediante i quali potevano essere modificati (riducendoli del 90% circa) i dati delle emissioni misurate al camino, attivabile dai capiturno, mediante una maschera software e tramite la password BOSS. Tutto il sistema di taroccamento era stato preparato ed elaborato ad Arezzo".

Il Sindaco Fanfani, trovatosi spiazzato, ha prima cercato di accusare i sottoscrittori dell'interrogazione, di superficialità in quanto non erano stati indicati i nomi delle persone fisiche che erano protagoniste della vicenda, facendo poi rapida retromarcia appena gli è sono stati mostrati gli atti del Tribunale di Lucca, ove il processo si è concluso con condanne in terzo grado in via definitiva, salvo poi spostare l'attenzione sul fatto che non ci fossero aretini coinvolti nel procedimento. Ovviamente i nomi non significano nulla, quelli erano meri esecutori, quello che importa è capire se i fatti sono avvenuti, se stanno a continuando ad avvenire se l'Ente fosse a conoscenza di tali pratiche. Poi che siano state messe in essere da un lucchese, un cinese o un marziano poco importa.

Quello che deve essere chiaro a tutti, e questa esperienza tristemente ce lo insegna, è che questi impianti, dichiarati sicuri e patrimonio della collettività aretina presentano molte criticità, sennò quale motivo, fosse dimostrato che tali fatti siano avvenuti anche a S.Zeno, ci sarebbe stata necessità di taroccare i dati?


Arezzo - 



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In attesa della risposta scritta promessaci dall'Assessore, ecco il testo dell'interrogazione presentata grazie al lavoro del GdL "Energia" del M5S Arezzo.

Arezzo, 22 luglio 2013

All'Ass. alle Politiche Energetiche Paolo Fulini

e p.c. Al Sindaco Giuseppe Fanfani

OGGETTO: Interrogazione urgente a risposta orale sullo stato di avanzamento dei lavori riguardo l'adesione al Patto dei Sindaci preordinata alla redazione del PAES per il Comune di Arezzo.

Purtroppo siamo spesso difronte alle lungaggini della Politica; la quale, troppe volte resta inadempiente di fronte ai problemi dei cittadini e ai cambiamenti in corso d'opera. Quest'ultima, una caratteristica intrinseca della nostra quotidiana modernità, con la quale dobbiamo inevitabilmente imparare a convivere.

In merito a questa riflessione, il MoVimento 5 Stelle AR ha ben visto e valutanto positivamente la delibera dello scorso aprile attraverso la quale la Giunta Comunale, con votazione unanime, ha espresso l'indirizzo di aderire al Patto dei Sindaci per l'energia sostenibile. E pertanto, lo stesso organo, ha dato mandato agli uffici competenti di effettuare i necessari approfondimenti; nonché di predisporre gli atti propedeutici al fine di formalizzare l'adesione attraverso una delibera di Consiglio Comunale.

Come ben tratteggiato da due delle nostre "5 stelle" pensiamo che sia di fondamentale importanza attivarsi al più presto per intraprendere il percorso imposto dall'adesione al Patto dei Sindaci, sia per una questione di salvaguardia dell'Ambiente che per la creazione di nuovi posti di lavoro tramite il nuovo settore dell'efficienza energetica. Ma prima ancora delle nostre posizioni politiche sono da ritenere di prioritaria importanza i numerosi adempimenti normativi che dobbiamo rispettare; o ancora una volta dimostreremo come l'Italia, ed in questo caso Arezzo, siano paesi popolati da gente inadempiente, che non rispetta le leggi ed abituata ad essere sempre l'ultima ruota del carro; poiché incapace di cogliere l'attimo.

Detto ciò vorrei analizzare la situazione attuale del Comune di Arezzo scendendo nel dettaglio tecnico-normativo:

Preso atto che a livello provinciale e comunale è in corso di adozione il Piano Energetico Comunale (PEC) e sono già operanti i seguenti strumenti pianificatori (con i quali il PAES dovrà andare a relazionarsi):

Piano Territoriale di Coordinamento provinciale di Arezzo (PTCP)

Piano Strutturale;

Regolamento urbanistico;

Piano Urbano della Mobilità del Comune di Arezzo (PUM);

Piano di Azione Comunale (PAC) per il triennio 2011-2013 (delibera G.C. n.399 del 29/06/2011).

Considerato che, anche in virtù delle attuali normative (in particolare il PRAA e il PIER), un apporto particolare al raggiungimento degli obiettivi dei Piani Energetici deve essere costituito dal contributo degli Enti Locali e dal coinvolgimento dei diversi territori; in modo da valorizzare le specifiche vocazioni e sviluppare integrazioni fra le diverse fonti energetiche, avendo sempre a riferimento la rilevanza dell'energia come componente dei consumi, come fattore della produzione, come motore di una nuova industria e come questione centrale per l'ambiente e la qualità della vita.

Appurato che l'iniziativa di aderire al Patto dei Sindaci permette ai Comuni firmatari del Patto, fra gli altri vantaggi, di:

Creare e rinforzare la dinamica sulla riduzione di CO2 nel territorio Comunale;

Beneficiare dell'incoraggiamento e dell'esempio di altri Comuni pilota;

Beneficiare dell'approvazione e del sostegno dell'Unione Europea;

Disporre dei requisiti per ottenere i finanziamenti messi a disposizione dei firmatari del Patto

Tenuto conto che la Regione Toscana ha già approvato lo schema "Patto dei Sindaci. Un impegno per l'energia sostenibile" (D.G.R. n.844 del 27/09/2010), ponendosi come soggetto Coordinatore Territoriale del Patto. Con tale atto la Regione Toscana si è pertanto impegnata a fornire consulenza strategica e sostegno tecnico-finanziario ai Comuni che aderiscano al Patto dei Sindaci senza avere le necessarie competenze e risorse;

Riteniamo pertanto più che sufficiente, in relazione all'entità degli approfondimenti da svolgere, il tempo intercorso dalla data della Delibera (10/04/2011) ad oggi. E' tempo di agire, e di farlo subito... O il tempo, inesorabile, ci travolgerà. Relativamente a tali incomprensibili ritardi,

CHIEDO all'Assessore Competente ed al Sindaco:

- Quali siano i motivi per cui ancora non si sia formalizzata l'adesione al Patto dei Sindaci, attraverso delibera del Consiglio Comunale (così come previsto dalla sopra citata delibera di Giunta del 10/04/2013). La suddetta urgenza nasce dal fatto che l'obiettivo di riduzione della CO2 di oltre il 20% entro l'anno 2020 (termine previsto dal Patto dei Sindaci) risulterà sostenibile soltanto se l'adesione avverrà in tempi rapidi.

- Come e quando si darà esecuzione alle fasi successive all'adesione al "Patto dei Sindaci", al fine di rispettare gli impegni e gli obiettivi assunti a seguito dell'adesione stessa;

- Se e quando siano state calendarizzate le fasi di cui sopra, quindi anche la presentazione del PAES di Arezzo alla Commissione Europea, che deve avvenire, come previsto dai termini dati dalla Commissione stessa, entro un anno dall'adesione; tenendo nella dovuta considerazione anche la tempistica necessaria al previsto, e a nostro avviso d'importanza fondamentale, coinvolgimento della società civile presente nel territorio comunale, finalizzato alla condivisione degli obiettivi e del "Piano di azioni" da inserire nel PAES.

Concludo dicendo che, nel caso il Comune non avesse le forze necessarie ad espletare la redazione del PAES, si rivolga alla cittadinanza. Sono convinto che ci sia una gran quantità di teste competenti che avrebbe voglia di dare una mano. Infondo un Comune non è composto solo dei governanti.

Lucio Bianchi

Capogruppo M5S Arezzo


Arezzo - 

Al Ministro dello sviluppo economico, al Ministro della salute. -- Per sapere - premesso che:
la riforma dell'OCM zucchero, approvata dall'Unione europea in data 24 novembre 2005, ha mirato a realizzare una elevata riduzione del prezzo di mercato ed una forte compressione delle quantità prodotte in Europa, nel duplice intento di avvicinare il prezzo comunitario a quello internazionale e di conformarsi ai vincoli ed alle condizioni degli accordi commerciali di libero scambio (EBA ed altri);
l'effetto della riforma ha comportato una forte riduzione o cessazione delle produzioni nei Paesi meno competitivi, tra cui l'Italia, che ha dovuto affrontare una ristrutturazione del settore, con una riduzione (superiore al 50 per cento) della superficie a barbabietola da zucchero e del numero di impianti di trasformazione sul territorio nazionale;
i progetti di riconversione degli zuccherifici italiani sono la conseguenza della restrittiva riforma comunitaria di cui sopra e sono frutto di un accordo per la produzione di energia da fonti rinnovabili siglato tra Actelios Spa, Società del Gruppo Falck, e SECI, holding a cui fanno capo le partecipazioni del gruppo Maccaferri;
a Castiglion Fiorentino, in data 10 dicembre 2007, le società PowerCrop srl ed Eridania Sadam S.p.A. (in qualità di soggetti proponenti), la regione Toscana, la provincia di Arezzo, il comune di Castiglion Fiorentino e le organizzazioni sindacali dei lavoratori, con l'obiettivo di governare il processo di riconversione di un settore che, per la regione Toscana, ha rappresentato una importante risorsa economica ed occupazionale, hanno sottoscritto un accordo di riconversione produttiva di un vecchio zuccherificio ivi allocato;
tale accordo, stipulato sulla base delle direttive del «Piano per la razionalizzazione e riconversione della produzione bieticolo-saccarifere» approvato dal Comitato interministeriale del 31 gennaio 2007, prevedeva la realizzazione e la gestione di una centrale di produzione di energia elettrica alimentata da olio vegetale, estratto da colture oleaginose e da biomasse di origine agroforestale, derivanti dallo sviluppo di una filiera agricola no food, nonché l'agevolazione agli insediamenti di iniziative produttive, preferibilmente agroindustriali;
ad oggi tale accordo è l'unico documento valido in quanto sottoscritto ufficialmente da tutte le parti in causa e presentato nelle sedi di competenza;
in data 11 ottobre 2011 (prot. n. 182735), la società PowerCrop spa ha richiesto ed ottenuto l'attivazione della procedura di verifica di assoggettabilità alla valutazione di impatto ambientale (V.I.A.), relativa al «Progetto di Polo Energie Rinnovabili di Castiglion Fiorentino», della potenza termica massima di 51,5 MWt, da realizzarsi nel comune di Castiglion Fiorentino in località Poggio Ciliegio, sito ben diverso da quello nel quale avrebbe dovuto realizzarsi la riconversione dell'ex zuccherificio;
dalle 16 osservazioni pervenute in fase di VIA, sono emerse le seguenti principali problematiche: difformità del progetto rispetto ai pregressi accordi; svalutazione dei beni e delle attività circostanti; diminuzione della disponibilità di acqua; impatto generato dalle emissioni della Centrale sulla salute dei cittadini; impatto sul sistema del paesaggio di elevato valore; necessità di un bilancio energetico-ambientale; problematiche legate all'approvvigionamento oltre i limiti della filiera corta; perdita della biodiversità a vantaggio della monocoltura energetica;
diverse associazioni e comitati presenti sul territorio, tra cui il Comitato Tutela Valdichiana, stanno contribuendo attivamente a salvaguardare il territorio per la difesa dei diritti alla salute e alla sicurezza dei cittadini, finanche depositando esse stesse osservazioni nell'ambito della VIA relativa al «Progetto di Polo Energie Rinnovabili di Castiglion Fiorentino»;
in data 19 dicembre 2012 a Castiglion Fiorentino otto sindaci di altrettanti comuni della Valdichiana Aretina, con un documento congiunto hanno anch'essi espresso considerazioni sulle ricadute negative non trascurabili della centrale a biomasse, sul piano sanitario, ambientale, paesaggistico, storico-culturale, economico e lavorativo/occupazionale, invitando la società proponente, a predisporre un progetto realmente alternativo, compatibile col territorio, rispettoso delle vocazioni locali e coerente con tutti gli aspetti sopra citati;

con deliberazione n. 67 del 21 dicembre 2012, la giunta del comune di Castiglion Fiorentino ha deliberato di non condividere il progetto della PowerCrop srl a causa delle criticità dello stesso, evidenziate nell'allegato 2 alla delibera, già evidenziate nelle 16 osservazioni pervenute in fase di VIA presso la provincia di Arezzo, ente territorialmente competente;
lo scorso 28 marzo 2013 Enel Green Power ha siglato l'accordo definitivo per l'acquisizione da parte di Enel del 50 per cento di Powercrop; con questa acquisizione, Enel Green Power parteciperà alla realizzazione di 5 nuovi impianti con una capacità installata complessiva di 150 MW elettrici, tra cui l'impianto di Castiglion Fiorentino;
la giunta della provincia di Arezzo, con delibera n. 207 del 15 aprile 2013, ai sensi dell'articolo 53 della legge regionale n. 10 del 2010, ha istituito il Comitato d'inchiesta pubblica sulla valutazione d'impatto ambientale, con lo scopo di garantire l'effettiva informazione dei cittadini sul «Progetto di Polo Energie Rinnovabili di Castiglion Fiorentino»; lo stesso comitato, in data 10 maggio 2013, ha tenuto la prima riunione di insediamento, a cui sono seguite l'udienza preliminare del 30 maggio 2013, per far presentare alla PowerCrop srl la sintesi del Progetto, e le sedute del 5 giugno 2013 per l'udienza tecnico istituzionale e del 14 giugno 2013 per l'udienza generale;
sia a livello nazionale che territoriale, non risulta necessario un aumento dell'offerta di energia elettrica in quanto, secondo dati Terna - comunicato stampa del 5 giugno 2013 - nei primi cinque mesi del 2013 la domanda nazionale di energia elettrica è risultata in flessione del 3,4 per cento rispetto al corrispondente periodo del 2012; dato confermato anche a livello territoriale, dove la variazione della domanda di energia elettrica è risultata ovunque negativa: -2,4 per cento al Nord, -3,6 per cento al Centro e -5,4 per cento al Sud;
in merito all'aspetto sanitario, uno studio dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) pubblicato il 31 gennaio 2013, evidenzia che «L'esposizione a lungo termine al particolato fine (PM2,5) può provocare l'arteriosclerosi, dei disturbi alla nascita e delle malattie respiratorie tra i bambini»; inoltre, il progetto Review of evidence on health aspects of air pollution (Revihapp) suggerisce anche un eventuale legame con lo sviluppo neurologico, la funzione cognitiva ed i diabeti e conferma i collegamenti causali tra il particolato PM 2,5 ed i decessi dovuti a malattie cardiovascolari e respiratorie;
come sottolineato dal Commissario europeo all'Ambiente, Janez Potocnik, che ha commissionato i suddetti studi all'Oms, è in corso un riesame 2013 della politica Ue sulla qualità dell'aria, che deve fondarsi su dati scientifici più recenti che approfondiscano i legami tra l'inquinamento atmosferico e la salute umana -:
se il Ministro della salute, alla luce dei più recenti studi dell'OMS sui danni dell'inquinamento dell'aria sulla salute umana, e delle recenti dichiarazioni del Commissario europeo per l'Ambiente, Janez Potocnik, in merito alla revisione 2013 della Politica europea dell'aria sulla base dei sopraddetti studi, non ritenga opportuno, nell'ambito delle proprie funzioni, che la realizzazione dei nuovi insediamenti di produzione di energia da fonti rinnovabili, tra cui il «Polo Energie rinnovabili di Castiglion Fiorentino», che comportano emissioni di polveri sottili, sia conforme agli aggiornamenti normativi europei in corso di revisione;
se il Ministro dello sviluppo economico, per quanto di propria competenza, sul tema della produzione di energia da fonte rinnovabile con particolare riguardo alle biomasse, alla luce del fatto che la domanda di energia elettrica nazionale è in netto calo ed i cicli combinati già realizzati non riescono ad essere impiegati a pieno regime, abbia intenzione di assumere adeguati ed urgenti interventi di carattere normativo, nella direzione della rimodulazione del sistema degli incentivi previsti dal decreto ministeriale del 6 luglio 2012 (attuazione articolo 24 decreto legislativo 3 marzo 2011 n. 28), a garanzia di effettiva sostenibilità ambientale degli impianti, a garanzia dell'utilizzo esclusivo o preponderante di biomasse da scarto della produzione agricola forestale, piuttosto che quelle da colture no food, appositamente dedicate alla valorizzazione energetica, a garanzia dello sfruttamento dei terreni innanzitutto per le colture edibili e le altre attività agricole (anche e soprattutto di eccellenza) e solo in maniera residuale per produzioni dedicate a fini energetici. (4-00969)


Arezzo - 



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Arriva un nuovo alleato, il MoVimento 5 Stelle, ad aiutare chi contrasta il progetto SAT dell'autostrada Tirrenica che prevede la costruzione di nuovi tratti in zone di alto pregio ambientale e, ove già esistente, di trasformare la superstrada in autostrada a pagamento.

Italia Nostra Toscana e Lazio, Coordinamento NO SAT, Coordinamento Comitati e Associazioni Ambientali tosco-laziali, accompagnati dagli attivisti del M5S Grosseto e Follonica, hanno incontrato un consigliere regionale e alcuni deputati del M5S delle commissioni Ambiente e Trasporti, a cui hanno esposto alcuni degli aspetti più controversi quali:

- un bene comune viene regalato ai privati;
- l'impatto ambientale a sud di Grosseto è insostenibile;
- sono garantiti i guadagni privati eliminando il rischio d'impresa;
- i cittadini pagheranno un nuovo insostenibile dazio per spostarsi e rincareranno le merci, il tutto senza avere alcun miglioramento reale del servizio;
- saranno imposte le tariffe più care d'Italia per una strada oggi gratuita;
- la diminuzione dei flussi di traffico non giustifica il piano economico dell'opera rischiando un altro caso di opera fallimentare come successo per la Livorno-Rosignano.

I comitati, accompagnati da esperti e docenti universitari, hanno suffragato l'assoluta inutilità e l'enorme danno di quella che è stata definita la "Truffa Tirrenica" che non riguarda solo l'asse nord ma si estende anche alla parte sud dove analogamente si sta procedendo alla privatizzazione della strada statale Pontina nel tratto Roma - Latina.

I parlamentari e consiglieri regionali M5S, a cui é stata illustrata la soluzione alternativa che consiste nella messa in sicurezza dell'Aurelia nei tratti ancor'oggi pericolosi, si sono resi disponibili all'interno del Parlamento per tutte le istanze che si riterranno necessarie e per far luce sui tanti documenti spesso occultati a comitati e cittadini, e hanno dato la disponibilità per partecipare alle prossime manifestazioni locali. Per contrastare il mancato coinvolgimento della popolazione e la mancata trasparenza sul progetto è emersa la volontà di promuovere convegni e conferenze di alto livello culturale con la presenza di economisti ed esperti.

I parlamentari del M5S hanno dunque assicurato quel supporto politico che in questi anni è mancato ai cittadini, ai comitati e alle associazioni, per rompere il rapporto perverso tra grande industria, finanza e politica.


Arezzo - 



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Il MoVimento 5 Stelle di Arezzo sostiene e si attiva fattivamente nella raccolta firme a sostegno
della legge d'iniziativa popolare "Rifiuti Zero - Zero Waste". Nel mese di maggio tutti i sabato mattina, presso il mercato settimanale di via Giotto ad Arezzo, sarà presente un tavolo di raccolta firme.

Lo scopo della legge è quindi di mettere al bando gli inceneritori di rifiuti e le megadiscariche di "talquale", sulla base di una MORATORIA che preveda la sospensione delle autorizzazioni a tutti gli inceneritori in fase di avvio o di progettazione, la REVOCA degli incentivi all'incenerimento agli impianti che ne hanno già usufruito per cinque anni e la chiusura degli impianti più vecchi e pericolosi, la TASSAZIONE per quelli che rimarrebbero attivi ma che non sono classificabili come impianti di "recupero di energia", e quindi in pratica IL BLOCCO AUTORIZZATIVO, LA
DISINCENTIVAZIONE E RENDERE NON COMPETITIVO L'INCENERIMENTO.

Oltre a questo la legge mira ad una riforma organica di tutto il sistema della raccolta e smaltimento rifiuti e si articola su cinque parole fondamentali enunciate già nel primo articolo: sostenibilità, ambiente, salute, partecipazione e lavoro. Quest'ultimo punto non è da sottovalutare: la diffusione della raccolta rifiuti porta a porta, che è uno degli obiettivi, sarebbe una vera grande opera di cui il paese ha bisogno. Mentre la politica nazionale si rende sempre più arida ed inaccessibile ai cittadini, discutendo solo di problemi istituzionali e "incagliandosi" sugli egoismi di parte, il MoVimento 5 Stelle Arezzo rilancia la necessità di tornare a parlare, in maniera comprensibile a tutti, dei veri problemi del paese che sono fortemente legati al nostro futuro e alla sostenibilità ambientale del nostro modello di sviluppo.

Il Comitato Promotore Nazionale (www.leggerifiutizero.it) formato da comitati e cittadini e totalmente auto organizzato (ben lontano dai soldi e dagli apparati dei partiti) ha depositato lo scorso 27 marzo la Proposta di Legge per Rifiuti Zero elaborata, nei mesi precedenti, con il contributo di cittadini ed esperti di fama internazionale, a proposito della possibile riduzione dei rifiuti nell'ambito della "Campagna Mondiale Rifiuti Zero entro il 2020" sostenuta dalla Global Alliance for Incinerators Alternatives (www.gaia.org) ed a livello italiano da Zero Waste Italia (www.ambientefuturo.org).


Arezzo - 

Sabato 14  e mercoledì 18 aprile si sono svolti due interessantissimi incontri. Il primo è stato un convegno, organizzato dall'associazione culturale "La Fortezza", sui temi del raddoppio dell'inceneritore e delle proposte su possibili alternative. Il secondo, nei locali del circolo Acli di San Zeno, sugli effetti nefasti dell'incenerimento per la salute umana, a cura del dottor Michele Guida di ISDE e proseguito con la testimonianza diretta del dottor Giorgio Menchetti che ha presentato le sue drammatiche considerazioni sull'inspiegabile aumento di patologie sui propri assistiti residenti nella frazione di Rigutino. Due però i convitati di pietra che hanno aleggiato nelle due riunioni, evocati in più circostanze negli interventi che si sono susseguiti, assenze che hanno segnato il dibattito: la giunta comunale e la partecipazione dei cittadini aretini. Un legame che al momento appare solido quello tra l'indolenza delle persone e la "non informazione" dell'amministrazione comunale. Già perché, giova ricordarlo, uno dei compiti principali di un Comune sarebbe quello di tenere informata la popolazione su tematiche rilevanti per la salute pubblica e conseguentemente adottare soluzioni condivise con i cittadini. Ovviamente nella civilissima Toscana rossa nulla di tutto questo accade, i percorsi partecipativi vengono di fatto depotenziati ed inibiti, grazie anche ad una legislazione regionale sempre più autoritaria ma sempre meno autorevole. Il PD toscano, ed ovviamente quello aretino a ruota privo com'è di una qualsiasi capacità propositiva autonoma, ancora nel 2012 continua a propugnare l'incenerimento come soluzione salvifica per chiudere il problema del ciclo dei rifiuti. Una posizione che ricorda gli ultimi giapponesi nascosti nella jungla.

Il susseguirsi dei vari interventi ha ricordato come l'incenerimento sia l'ultima "ratio" di tutte le normative nazionali ed europee nella logica di corretta gestione dei materiali post uso, come sarebbe più proprio chiamarli. Triste ricordare che Il nostro misero 37,74% di raccolta differenziata, dato 2011, in diminuzione rispetto all'anno precedente, ci obbligherà a pagare l'ennesima eco tassa per non aver raggiunto il limite di legge del 65%. Le evidenze mediche che sempre maggiormente documentano gli effetti mortali per la salute umana delle diossine e delle nano particelle di metalli pesanti, frutto della combustione dei rifiuti, dovrebbero far riflettere i nostri amministratori. Ormai è difficile trincerarsi dietro l'ipocrita frase che "non c'è evidenza scientifica degli effetti degli inceneritori sulla salute umana", i riscontri ci sono e drammatici, volerli ignorare non è più tollerabile. Anche sotto il profilo economico bruciare una risorsa, senza peraltro riuscire produrre più energia di quella necessaria ad alimentare questo processo, sembra folle. Eppure i 630kg di spazzatura, che ogni aretino annualmente, produce invece che generare un reddito, come sarebbe logico fare, visto che all'interno di quei bidoni ci sono tutte quelle materie prime per cui l'uomo è in perenne lotta con la natura, producono un costo di 14,40 euro/tonnellata per consentire di sversare le polveri dell'inceneritore in discarica. Aisa, quindi tutti noi, paga annualmente 550.000 euro alla regione per disfarsi delle proprie ceneri altamente tossiche.
Il MoVimento 5 stelle si fa promotore di un appello: la creazione di un fronte comune tra tutte quelle forze che si oppongono, per fortuna ce ne sono, ad un'opera inutile, antieconomica e con pesantissime ricadute sociali e sanitarie. Un'eco-mostro che darebbe vantaggi a pochi a discapito di molti e che vedrà in noi sempre dei determinati e tenaci oppositori.


Arezzo - 



Quando la coerenza in politica è un optional. Chi segue e conosce il MoVimento 5 stelle ha avuto modo di valutare le scelte amministrative che con coerenza cerchiamo di condurre ogni giorno della nostra presenza in consiglio comunale. Senza falsa modestia ci siamo guadagnati il rispetto delle altre forze politiche presenti a palazzo Cavallo, testimoniato da attestazioni di stima trasversali, anche se informali, che gratificano in qualche misura il nostro lavoro. Il gruppo consiliare non ha mai derogato rispetto al mandato ricevuto dai cittadini e ha perseguito coerentemente il programma elettorale. Le accuse di populismo e demagogia sono presto cadute di fronte alla nostra azione concreta fatta si di protesta ma anche, se non soprattutto, di proposta. Senza soldi nè contributi siamo riusciti a dimostrare che si può fare politica, quella con la "P" maiuscola, con efficacia, rimanendo fedeli ai nostri principi. Leggendo le cronache locali di questi giorni, viceversa, dobbiamo tristemente registrare autentiche piroette. Per certi politici, probabilmente, il programma elettorale è un fastidio di un momento, un atto dovuto, poco più di una formalità buona solo per propagandare una supposta capacità di analisi e di progetto per i futuri anni di amministrazione. Il buon ex ministro (per fortuna) Rotondi, senza alcun pudore, ha fatto più volte "outing" dichiarando apertamente che le parole del politico valgono solo nel momento in cui vengono dette, da lì in poi perdono valore, possono essere cambiate, manipolate, strumentalizzate in funzione della convenienza del momento. Hanno un valore virtuale e quasi mai testuale. Non si fa mistero, insomma, che sono autentiche "prese per il culo", scusate il tecnicismo, per gli elettori. Il PD di questa scienza ne ha fatto un'arte: si va dal "ma anche" di veltroniana memoria, al programma elettorale dei democratici aretini in cui, nello stesso paragrafo, si afferma di voler ampliare la raccolta differenziata "porta a porta" e contemporaneamente di voler realizzare il piano interprovinciale dei rifiuti che prevede il raddoppio dell'inceneritore di San Zeno: pazzesco! In realtà la nostra riflessione prende spunto dall'intervista concessa dell'ingegner Lucherini, al Nuovo Corriere di Arezzo oggi 6 aprile 2012, nella quale si afferma "il raddoppio dell'inceneritore è nel nostro programma elettorale. A me piace la coerenza." Peccato che l'ingegnere in campagna elettorale affermasse l'esatto opposto, come verificabile dal video su youtube inserito in questo post. Nel video,  c'è da sbellicarsi dalle risate,  si argomenta di un suo studio, di una profonda analisi, sulle più moderne tecniche di riutilizzo dei rifiuti e si prefigurava un futuro "verde" per la città di Arezzo. Un futuro totalmente incompatibile con l'incenerimento e del quale, semmai, si lamentava la perdita dell'introito economico per la mancata produzione di energia elettrica. Fino ad oggi abbiamo chiesto le dimissioni del l'ingegner Lucherini "solo" per la sua condanna in secondo grado per abuso d'ufficio, adesso gradiremmo un suo passo indietro anche per un reato che non esiste e che, se esistesse, in Italia l'emergenza carceraria crescerebbe drammaticamente: quello della frode elettorale.

I candidati a Arezzo

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    Massimo Ricci
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    Alessandro Cerboni
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    Antonio Casi
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    barbara storri
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    Claudio Massaini
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    Emanuele Bonci
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    esaù mencaroni
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    fabrizio mori
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    federica peloso
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    Francesca De Simone
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    Giuseppe Cavallaro
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    Goti Marco
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    Julien Banchetti
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    Lara Fracassini
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    Laura Panichi
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    laura presenti
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    Marco Perticai
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    Margherita Barbagli
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    Michele Menchetti
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    Miriam Luongo
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    paolo lepri
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    pettener giorgio
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    RICCARDO MARCUCCI
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    RITA D.
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    ROBERTA BANCHELLI
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    roberto cecchini
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    roberto rossi
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    Tiziano Rosadini

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