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MoVimento 5 Stelle

Comunicati Stampa


Arezzo - 

scrutatori.jpgComunicato stampa: "Proposta del M5S :Il Comune di Arezzo utilizzi in via prioritaria, come scrutatori alle prossime elezioni, i disoccupati."


Premesso che l'attuale crisi economica ed occupazionale ha investito in modo drammatico anche il territorio ed i cittadini aretini, le istituzioni locali dovrebbero rivolgere nei confronti delle categorie disagiate tutte le attenzioni possibili per scongiurare, ove possibile, notevoli sofferenze di natura economica e sociale.

Il Comune di Arezzo, in occasione delle elezioni europee del 25 maggio 2014, dovrà avvalersi della collaborazione di un notevole numero di scrutatori di seggio.

La normativa dà ampia discrezionalità nella formazione delle graduatorie tra i cittadini che hanno espresso la loro disponibilità ad entrare nell'apposito albo.

Pertanto il MoVimento 5 Stelle Arezzo chiede che per le prossime elezioni europee il Comune di Arezzo, e la relativa commissione elettorale, adottino come requisito ulteriore e prioritario per la nomina degli scrutatori la condizione di disoccupazione, oltre a quelli previsti dalla legislazione vigente.

Per realizzare questa semplice proposta, che va solo ed esclusivamente in direzione dei cittadini aretini in difficoltà, il Comune potrebbe pubblicare un avviso con il quale si invitano gli iscritti all'albo degli scrutatori a produrre autocertificazione relativa al proprio stato di disoccupazione.

Il Comune di Arezzo potrà effettuare i controlli sul reale stato di disoccupazione del richiedente incrociando i dati con quelli del Centro dell'impiego.
Se il numero di scrutatori dichiaratosi disoccupato sarà superiore a quello necessario per i seggi elettorali, l'Amministrazione preferirà nell'ordine i soggetti che versano da più tempo nello stato di disoccupazione.


Arezzo - 



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La nuova stazione dell'alta velocità, da costruirsi in un punto indefinito tra Arezzo e Chiusi, è il nuovo "fumogeno" che le amministrazioni regionali di Toscana ed Umbria, ambedue a guida PD, hanno lanciato verso gli indifesi cittadini. Gli assessori ai trasporti delle due regioni Vincenzo Ceccarelli (Toscana) e Silvano Rometti (Umbria) si sono assunti il compito di inserire l'opera negli strumenti di programmazione delle due regioni, il PRIIM (Piano Regionale Integrato delle Infrastrutture e della Mobilita') della Toscana e il Piano Regionale dei Trasporti dell'Umbria. L'opera vuole ripercorrere anche nel nome, Medioetruria, ciò che è stato fatto a Reggio Emilia, nel giugno scorso, con la nuova stazione AV Mediopadana.

Il M5S non è pregiudizialmente contrario alla stazione in quanto tale perchè questa si andrebbe ad integrare in un infrastruttura già esistente, come la "direttissima", con costi realizzativi, almeno teoricamente, relativamente bassi anche se si tratta pur sempre di milioni di euro di soldi pubblici.

Quello che non condividiamo invece è la "ratio" della scelta, in tempi di crisi profonda, in cui le risorse degli enti pubblici sono ridotte ai minimi, come quelli attuali è necessario individuare delle priorità: noi riteniamo che una regione che non riesce a garantire condizioni di viaggio minimamente accettabili per il 90% del traffico passeggeri, ovvero quello pendolare, fatto di studenti, lavoratori, persone che necessitano di cure, dovrebbe avere il pudore di porre prima riparo a questo disastro e poi pensare ad operazioni immagine come quella della stazione AV. Un assessore ai trasporti che non riesce a far rispettare il contratto di servizio, sulla frequenza dei convogli, la puntualità e sulla qualità del materiale rotabile, con Trenitalia dovrebbe porsi ben altre obiettivi.


Il progetto, che ha trovato la sponda entusiastica anche del PDL, a nostro giudizio, ha il solo scopo propagandistico e nessuna possibilità realizzativa. Se la stazione sorgesse vicino ad Arezzo, come utopisticamente auspica Fanfani, avrebbe un bacino d'utenza talmente basso (le stazioni AV, per sostenersi, hanno bisogno di almeno due milioni di viaggiatori) e in totale sovrapposizione con quello fiorentino da rendere non economica l'opera. Viceversa se venisse realizzata in un luogo decentrato tra i tre capoluoghi che dovrebbero servirsene ognuno dei tre possibili bacini avrebbe soluzioni alternative maggiormente servite, trasformando la Medioetruria nella classica cattedrale nel deserto all'italiana.

Proprio il confronto Medioetruria con Mediopadana appare molto incongruo. La stazione reggiana è infatti posta, come tempi percorrenza AV, a 40 minuti da Bologna ed un'ora da Milano. Medioetruria nascerebbe invece a 20 minuti da Firenze, o 15 quando entrerà in funzione la stazione sotterranea Foster. Una stazione aggiuntiva tra rallentamento fermata e ripartenza vale 15 minuti (dichiarazioni di Moretti a proposito della Mediopadana), impensabile che l'alta velocità si permetta di fermare un treno dopo 20. Dovranno essere "contrattati" quindi convogli ad hoc per Medioetruria con i player del mercato, Trenitalia o Della Valle & C. e non potendo vantare un bacino di potenziali utenti particolarmente nutrito tali condizioni, per garantire il privato che spende, saranno necessariamente vessatorie per la collettività.

Se si andasse nella logica del project financing, che tanto piace ai nostri amministratori e i cui costi pagano immancabilmente i cittadini, per far rendere economicamente sostenibile la brillante realizzazione sarà necessario attestare obbligatoriamente tutti i treni alla nuova stazione e non farli andare oltre, quindi nessun treno diretto da Perugia a Roma, nessun treno diretto da Arezzo a Roma e via discorrendo. Ora con un regionale in 2 ore e 30 si arriva a Tiburtina al costo di 13 euro. Illazioni esagerate? Provi un utente a confrontare gli orari dei treni tra Firenze-Bologna e viceversa dopo l'avvento AV, non c'è quasi modo di utilizzare un treno diverso dall'AV al modico costo di 25 euro a tratta, quando prima un regionale costava 7,50 euro con percorrenza di 70 minuti. Adesso la linea lenta è praticamente inutilizzata, i quasi inesistenti regionali rimasti fanno un percorso in oltre 2 ore e quindi costringono gli utenti " obtorto collo" ad utilizzare AV.

Ovviamente anche se l'opera rimarrà solo nella carta è possibile che si metta in moto il grande carrozzone degli studi di fattibilità, le progettazioni preliminari, le consulenze esterne. A questo proposito, sempre in tema ferroviario, facile risulta il parallelismo, sotto gli occhi di tutti, dello sperpero di risorse pubbliche per l'interporto di Indicatore, almeno 1 milione e trecentomila euro di fondi regionali, mirabolante nodo strategico di scambio intermodale, ridotto al rango di enorme "piazzalone" asfaltato abbandonato al suo triste destino ed ancora in cerca di un qualche utilizzatore.

La politica toscana, fatta di scandali, come il buco infinito della Asl di Massa, c'è chi parla addirittura di 500 milioni di euro, la consequenziale imposizione di ticket sanitari sempre più pesanti e, non ultimo, il dramma del Monte dei Paschi, altro esempio nefasto di come il buon governo di marca PD sia solo un retorico slogan, in questo momento ha la necessità di accendere "il sogno", risvegliare l'orgoglio, e possibilmente i voti, il prossimo sarà un anno di elezioni giova ricordarlo, dei cittadini delle province meridionali della Toscana.

I sindaci interessati, anche loro con fini speculari a quelli regionali, si sono prodigati nel ravvivare il dibatto pubblico sul luogo dove far sorgere l'opera: Fanfani la vuole sotto casa, il primo cittadino di Cortona, Vignini, direttamente in piazza Signorelli, il Sindaco di Chiusi, giustamente, vuole per il proprio territorio ogni beneficio. Se sia preferibile Ristonchi, piuttosto che Farneta o Poggio Ciliegio crediamo sia un dibattito fine a se stesso. La polemica di campanile utilizzata come strumento di "distrazione di massa" in cui ogni amministratore, nel raggio utile del progetto, possa infiammare i propri cittadini verso questa nuova crociata che mai avverrà.

Se dobbiamo pensare ad un potenziamento dell'infrastruttura ferroviaria, come noi auspichiamo, questa deve essere in funzione dell'ammodernamento della linea "lenta" esistente, funzionale all'interconnessione in maniera efficiente di questa "area vasta". Se le regioni Umbria e Toscana si mettessero d'accordo per connettere Perugia, Firenze, Pisa con una quindicina di treni al giorno sarebbero collegati 3 aeroporti, 1 stazione alta velocità, 3 università, 9 città, nessuna opera e nessuna stazione da costruire.

I mille drammatici problemi che quotidianamente gli aretini si trovano a vivere, dalla sanità sempre più precaria e costosa, ad un tessuto economico in disfacimento e per il quale non esistono nuove progettualità, fino all'ambiente, sacrificato sull'altare del profitto, richiederebbero ben altre e serie risposte.


Arezzo - 



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Nell'ultimo consiglio comunale un'interrogazione congiunta tra il M5S ed i gruppi consiliari di Sinistra per Arezzo, IDV e SEL ha posto al centro del dibattito politico l'inceneritore di S.Zeno ed il suo omologo di Falascaia - Lucca

Che cos'hanno in comune i due impianti? Apparentemente niente ma il collegamento potrebbe essere dato da un software che permette di manomettere i dati di emissione degli agenti inquinanti del camino di uscita.

Ma andiamo con ordine. L'impianto di Falascaia è stato chiuso dalla magistratura proprio perché, è stato accertato, esisteva questo software che permetteva di tenere "segreti", nel senso che erano accessibili solo a chi gestiva il sistema, i dati reali sull'emissione di agenti inquinanti. Lo stesso software permetteva di "aggiustare" i suddetti dati in modo che tutto risultasse nei parametri di legge. Questa necessità si verifica spesso per meri interessi economici, bruciare i rifiuti indifferenziati RSU può provocare innalzamenti fuori leggi degli agenti inquinanti ma permette di avere combustibile economico per gli inceneritori, viceversa per mantenere i parametri sotto controllo può essere necessario immettere ossigeno nel processo di combustione rendendo, di fatto, la produzione di energia elettrica in questa modalità non conveniente per i gestori dell'impianto.

Che c'entra Arezzo? Si legge nella relazione dei Ctu del Pubblico Ministero di Lucca che il responsabile, "appena preso servizio nel gennaio 2002 presso l'impianto di Falascaia aveva detto chiaramente che esisteva una modifica del sistema monitoraggio emissioni, portata con sé come esperienza dall'impianto di incenerimento di Arezzo.

Ciò che lascia esterrefatti è la lettura dei verbali e delle testimonianze rese durante il processo. Uno stralcio di quanto dichiarato dal capo laboratorio e Responsabile Ambiente, sia nel novembre del 2005 che nell'ottobre del 2008, così come risulta dagli atti del processo, lascia senza parole. "Appena preso servizio nel gennaio 2002, presso lo stabilimento di Falascaia, il responsabile dello stabilimento gli aveva chiaramente detto che esisteva una MODIFICA al sistema di monitoraggio Emissioni, portata con sé come esperienza da un analogo impianto, l'inceneritore dell'AISA di Arezzo, mediante i quali potevano essere modificati (riducendoli del 90% circa) i dati delle emissioni misurate al camino, attivabile dai capiturno, mediante una maschera software e tramite la password BOSS. Tutto il sistema di taroccamento era stato preparato ed elaborato ad Arezzo".

Il Sindaco Fanfani, trovatosi spiazzato, ha prima cercato di accusare i sottoscrittori dell'interrogazione, di superficialità in quanto non erano stati indicati i nomi delle persone fisiche che erano protagoniste della vicenda, facendo poi rapida retromarcia appena gli è sono stati mostrati gli atti del Tribunale di Lucca, ove il processo si è concluso con condanne in terzo grado in via definitiva, salvo poi spostare l'attenzione sul fatto che non ci fossero aretini coinvolti nel procedimento. Ovviamente i nomi non significano nulla, quelli erano meri esecutori, quello che importa è capire se i fatti sono avvenuti, se stanno a continuando ad avvenire se l'Ente fosse a conoscenza di tali pratiche. Poi che siano state messe in essere da un lucchese, un cinese o un marziano poco importa.

Quello che deve essere chiaro a tutti, e questa esperienza tristemente ce lo insegna, è che questi impianti, dichiarati sicuri e patrimonio della collettività aretina presentano molte criticità, sennò quale motivo, fosse dimostrato che tali fatti siano avvenuti anche a S.Zeno, ci sarebbe stata necessità di taroccare i dati?


Arezzo - 



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Nonostante che il nostro atto di indirizzo non sia stato approvato dall'ultimo Consiglio Comunale, i suoi contenuti possono essere ancora discussi e inseriti nel bilancio preventivo ancora da approvare. I suoi due principi cardine sono: la rimodulazione delle fasce Isee adesso troppo schiacciate verso il basso in modo da intercettare chi ha alti redditi e l'equità fiscale.

Entriamo nel merito: il primo aspetto che rileviamo è l'utilizzo dell'Isee per identificare i criteri per il pagamento delle rette scolastiche. Sono 29 gli scaglioni a oggi, separati magari da pochissime decine di euro. Dunque, se anche vogliamo mantenere una certa quantità di scaglioni, rimoduliamoli verso l'alto, portando quello massimo ad esempio a 70.000 euro. Un reddito Isee di 70.000 euro equivale davvero a un reddito effettivo da benestanti.

Da questa prima considerazione segue il secondo aspetto: le rette e le tariffe sono modulate non sulle fasce di reddito ma concepite in modo tale che comunque siano in gran parte a carico della collettività. Attualmente, infatti, anche per il figlio del ricco il 60% della retta ricade sulla fiscalità generale. Il concetto ci sembra ingiusto. Chi ha reddito Isee più alto deve contribuire fino addirittura al 100%. E così a scalare fino a prevedere che chi sta sotto i 30.000 euro Isee non abbia aumenti.

I ricavi aggiuntivi così ottenuti andrebbero destinati alla valorizzazione del patrimonio scolastico del Comune di Arezzo, che si trova in condizioni drammatiche, o all'acquisto di materiale didattico. Di pari passo vanno attivati i controlli sulle stesse autocertificazioni Isee.

Su questo genere di contenuti il Consiglio Comunale aveva trovato un accordo ampio tra tutti i gruppi consiliari che si erano dichiarati favorevoli all'atto e dalle dichiarazioni di voto alla votazione avevano mantenuto questo indirizzo. Tutti, tranne uno: il Partito democratico che in maniera pretestuosa lo ha affossato astenendosi. Un atteggiamento davvero incomprensibile.

Dichiarazione del consigliere comunale Daniele Farsetti


Arezzo - 



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Uno degli organismi meno conosciuti della macchina comunale ma di importanza strategica, se messo nelle condizioni di operare realmente, è l'O.I.V. (organismo indipendente di valutazione). Si tratta di quell'organismo preposto alla valutazione del merito e delle performance nella pubblica amministrazione introdotto con l'art. 14 del D. Lgs 150/09 (cd. legge Brunetta) il quale prevede che ogni Pubblica Amministrazione - senza nuovi e maggiori oneri per la finanza pubblica - si doti di un Organismo Indipendente di Valutazione della performance tenuto a svolgere un ruolo fondamentale nel processo di misurazione e valutazione delle strutture e dei dirigenti e nell'adempimento degli obblighi di integrazione e trasparenza posti alle amministrazioni. Il mandato di questo organismo ha durata triennale e, nel comune di Arezzo, ha maggiori oneri per la finanza pubblica nella misura di 10.000 euro annui come emolumento al suo presidente.

Ci siamo imbattuti in questo organismo quando, lo scorso anno, abbiamo approfondito le modalità con le quali vengono elargiti i premi di risultato ai dirigenti comunali. In primo luogo c'è da dire che secondo la legge Brunetta ogni ente locale deve dotarsi di un piano delle performance che stabilisca i parametri organizzativi e qualitativi che il Comune, in questo caso, deve ottenere. Ad ogni dirigente e quindi ufficio l'ente impone degli obiettivi da raggiungere per ottenere i premi accessori di produzione stabiliti. L'OIV vigila e monitora che tali obiettivi vengano raggiunti.

Nel caso del Comune di Arezzo già tre anni fa notammo alcune singolarità: lo stesso professionista chiamato a redarre il piano delle performance divenne poi il presidente dell'organismo di valutazione. Colui che redige un piano chiamato anche a valutarlo? Piena libertà di giudizio? L'altro aspetto simpatico, se non ci fossero in ballo soldi di tutti i cittadini, è che gli obiettivi, di fatto, vengono concordati con i dirigenti stessi, tutto nella norma ovviamente, ma che livello di credibilità ha una valutazione i cui obiettivi sono stabiliti da coloro che devono essere giudicati?

Da qualche giorno campeggia nel sito del Comune il link per il bando per procedere alla nomina di "un componente esterno, con funzioni di presidente, dell'organismo indipendente di valutazione". Anche la valutazione delle candidature lascia alcuni spazi alla discrezionalità, infatti la valutazione dei curricula verrà effettuata "dal Direttore Operativo e dal Segretario generale che trasmetteranno al Sindaco il profilo del candidato ritenuto più idoneo, per competenza, esperienze e caratteristiche professionali e personali, alla copertura dell'incarico". Che cosa sono ad esempio le caratteristiche personali? E' normale che chi deve essere controllato si scelga il controllore?

Al di là dei pomposi titoli questa volta vorremmo che venisse prescelto qualche professionista, magari in discontinuità con chi ha già svolto il ruolo, persona capace, meritevole e che sappia garantire al meglio la funzione a cui l'organismo è preposto garantendo indipendenza e assenza di conflitti di interessi. Chiediamo troppo?

avviso-pubblico-per-la-presentazione-della-candidatura-a-presidente-dellorganismo-indipendente-di-valutazione-del-comune-di-arezzo


Arezzo - 



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Bocciata nell'ultima seduta di consiglio regionale la proposta del MoVimento 5 stelle Toscana "Zero Privilegi", l'intenzione era quella di ridurre drasticamente gli emolumenti, molti forfettari e non rendicontati, che i deputati regionali hanno per equiparazione con quelli nazionali. Si sarebbe trattato di un risparmio di 22 milioni di euro in una legislatura utilizzabili fin da subito per tutte le drammatiche emergenze, prima fra tutte quella del dissesto idrogeologico.

Stupisce, fino ad un certo punto, che a Roma la diminuzione dei costi della politica sia un tema al centro del dibattito mentre a Firenze, forse perché meno esposta mediaticamente, l'istanza della lotta allo spreco venga rigettata in maniera netta e assolutamente trasversale.

Attendere nove mesi, dalla data di consegna della proposta, la calendarizzazione del dibattito, all'ultima data utile, per scoprire che le forze di "cosiddetta sinistra" (PD, SEL, IDV, Rifondazione) , oltre a tutte le altre, ritengono di aver già ridotto i loro appannaggi è perlomeno frustrante e rende ancora più netto il segno di distanza tra la politica e le aspettative reali dei cittadini.

In un clima di generale indifferenza, il partito unico, mai così unito, della "casta" regionale non ha inteso recepire nemmeno uno dei punti proposti nel deliberato del M5S, proposte, giova ricordarlo, che avevano passato il vaglio della fattibilità tecnica da parte degli uffici della Regione.

Le motivazioni al rifiuto addotte, in sede di dibattito, sono assolutamente risibili e infondate in quanto, in realtà, gli interventi già messi in atto dalla Regione hanno recepito solo in parte le direttive del ministro Tremonti (attraverso la legge 85/2012) con la sola riduzione del numero dei Consiglieri e con il passaggio dal vitalizio al sistema contributivo, mentre le proposte della "Zero Privilegi" erano assolutamente complementari e molto più incisive.

Da oggi la nostra battaglia riparte più convinta di prima con la constatazione che forze politiche, anche di minoranza, disposte a battersi per una riduzione dei costi della politica in Regione Toscana non esistono.

www.toscana5stelle.it


Arezzo - 




Il Movimento 5 stelle di Arezzo appoggia e si impegna nella raccolta firme per la legge di iniziativa popolare di modifica costituzionale "Quorum Zero e più democrazia".  L'obiettivo è quello di migliorare il funzionamento della politica italiana affiancando alla democrazia rappresentativa attuale strumenti che diano la possibilità ai cittadini di far sentire la loro voce e di prendere decisioni che riguardano la cosa pubblica. La legge, promossa da singole persone che tramite internet hanno fatto rete tra loro, ispirati da Palo Michelotto, studioso della materia, si prefigge di modificare alcuni articoli della Costituzione Italiana per migliorare l'utilizzo degli strumenti di democrazia diretta già esistenti e introdurne di nuovi in Italia, ma utilizzati da più di un secolo in altri paesi del mondo come la Svizzera e la California. Abolire il quorum in ogni referendum, introduzione di Referendum propositivi, indennità dei parlamentari stabilita dai cittadini al momento del voto, nessun limite di materie referendabili questi alcuni dei punti qualificanti della proposta di legge.

La realizzazione di questa proposta di legge è stato un lungo ed appassionante percorso durato da giugno 2011 fino a sabato 11 febbraio 2012, fatto di incontri dal vivo e di riunioni sul web ed è il risultato condiviso da un gruppo di persone provenienti da varie parti d'Italia, appassionate ed esperte di democrazia diretta e impegnate da tempo su questo tema.

Il MoVimento 5 stelle di Arezzo crede che, in contrapposizione ad un sistema politico in cui gli spazi di democrazia si stanno riducendo in maniera drammatica, una possibile chiave di volta possa essere l'introduzione nel sistema dosi massicce di istituti di democrazia diretta, dal basso, che vedano i cittadini chiamati in prima persona a riprendere possesso del loro futuro. Troppi gli analogismi con la lotta che quotidianamente il MoVimento conduce per non appoggiare una simile iniziativa, ovviamente osteggiata da tutti maggiori partiti. Per cui vi aspettiamo per una firma a favore della democrazia a partire dal prossimo sabato  10 marzo al gazebo allestito dal MoVimento in p.za S. Jacopo la mattina e p.za S. Michele il pomeriggio.

Tutti gli approfondimenti sull'argomento su http://www.quorumzeropiudemocrazia.it/

 


Arezzo - 



L'oggetto è la nomina dei collegio dei revisori dei conti del Comune di Arezzo. Tre poltrone da 12.000 euro annui. Come gruppo consiliare ci era stato richiesto se volevamo indicare qualche professionista di nostra fiducia per ricoprire l'incarico. Coerentemente con la nostra azione quotidiana, di condanna verso qualsiasi tipo di spartizione delle poltrone, abbiamo rifiutato qualsiasi indicazione ritenendo più opportuna una valutazione sulla base del merito piuttosto che del partito. Oggi in commissione bilancio, uno dei punti dell'ordine del giorno era appunto il dibattito in merito all'elezione da parte del CC del nuovo collegio dei sindaci revisori. Profondo sbigottimento in tutti i membri quando Daniele Farsetti ha chiesto perchè i curriculum non fossero allegati all'atto e, visto che non era stato fatto, di provvedere alla distribuzione a tutti i consiglieri. Grazie agli uffici del consiglio comunale, che si sono prodigati oltre misura, nel pomeriggio è stata inviata copia digitale per email. Ora ci chiediamo: se nessuno avesse visionato le referenze professionali dei candidati su quali basi sarebbe avvenuta la scelta? Ai cittadini l'ardua sentenza.


Arezzo - 



Il tema è caldo ed attuale: abolire o no le province?
Molti partiti, ad esempio Lega e IDV, si schierano contro tali enti mettendo nel loro programma la loro abolizione. Purtroppo con la grande coerenza che gli compete, poi si presentano subdolamente alle elezioni provinciali con la propria lista e con una faccia tosta che ha dell'incredibile. Ma si sa, le poltrone e la visibilità che derivano dalla partecipazione alle elezioni provinciali fanno gola a tutti; una poltrona è infatti un centro di potere ed il possibile passaggio provincia-regione-parlamento sembra ormai la regola.
Altri partiti come PD/PDL sono palesemente contro la chiusura delle province anche se non lo ammettono apertamente ed in modo chiaro. Il quadro che ne deriva è semplicemente questo: ai partiti (tutti) le province fanno comodo!

L'opinione del M5S è invece opposta: l'abolizione delle province è il secondo punto del programma nazionale. Con la coerenza che ci è propria il M5S non si presenta e non si presenterà mai alle elezioni provinciali, proprio perchè riconosce in questi Enti il tipico spreco di soldi e risorse "all'italiana".
Ciò non significa, come subito dirà qualche lettore, tagliare le loro funzioni quando queste si rivelano veramente necessarie.
Tagliare significa eliminare i reali costi di questi Enti.
Abbiamo letto in numerosi comunicati che gli amministratori ci costano come 2 caffè all'anno; hanno sbandierato questa notizia ai 4 venti come simbolo del virtuosismo, nascondendo i veri costi: dai 10 ai 20 miliardi di euro. (http://www.aboliamoleprovince.it/blog/?page_id=4).
Hanno praticamente messo in evidenza solo la minima parte dei soldi assorbiti, tralasciandone (per caso???) la maggior parte. La ritenete una cosa onesta? perchè nascondere i reali costi?
Fanno mala-informazione e solo per questo sono deplorevoli e nel contempo cercano di proteggere i privilegi acquisiti diventando ancor più vergognosi.
Ma gli sprechi più importanti sono quelli indiretti che comportano spesso i numerosi passaggi burocratici aggiuntivi con costi istruttori e ritardi. In Italia è sempre necessario un visto, un bollo, un certificato. Più è elevato il grado di burocratizzazione più è alto, nel migliore dei casi, il costo per ottenere un risultato.

Quindi speriamo che il governo Monti porti alla morte definitiva delle Province fregandosene dell'opinione dei partiti come quest' ultimi se ne fregano dell' opinione dei cittadini.
Naturalmente i politicanti risponderanno che essi sono organi eletti democraticamente e necessari; ma se dobbiamo sprecare i soldi per le elezioni provinciali che negli ultimi anni hanno visto diminuire l'affluenza sfiorando solo il 60% e per l'elezione di un organo le cui funzioni possono essere svolte da altri, perchè lo dobbiamo permettere?

Il M5S non candidandosi alle provinciali denuncia lo sperpero di denaro pubblico e l'inutilità di tale ente. Ed è inutile che comincino a darsi da fare adesso, pubblicizzando ogni singolo intervento pubblico. Il Mondo si è evoluto, l'uomo ha perso la coda e l'Italia le province, non c'è niente di male a migliorare le cose.
E ora, politicanti, dateci dei demagoghi e populisti.....


Arezzo - 



I portavoce del Movimento in Consiglio Comunale: Lucio Bianchi, Daniele Farsetti

Lucio Bianchi e Daniele Farsetti, i due consiglieri comunali che compongono il gruppo Movimento 5 stelle, hanno tenuto una conferenza stampa come momento di riassunto del primo anno di esperienza amministrativa diretta. Non sono mancate, ovviamente, proposte per il futuro.

Lucio Bianchi: "idee che trovano spunto dal territorio e partono dalla città perché a noi preme portare la voce di cittadini e delle associazioni in Consiglio Comunale: turismo e gestione dei rifiuti, a tale proposito, ci sembrano le questioni principali".

Daniele Farsetti: "questi primi sei mesi sono stati tali da portarci a giudicare negativamente la giunta Fanfani. Partiamo dal ciclo dello smaltimento dei rifiuti: i dati ci dicono che Arezzo occupa posizioni di retroguardia rispetto alla media nazionale. Gli ultimi dati certi, nonostante gli sbandieramenti, vedono la raccolta differenziata in riduzione e questo porta anche a dei costi aggiuntivi per la collettività. La legge regionale toscana dà obiettivi ambiziosi, il 65% di raccolta differenziata sul totale entro il 2011, Arezzo è attorno al 30, fonte ISPRA, per cui rendiamoci conto che siamo ben lontani dalla soglia pretesa per cui, per la legge italiana, suscettibili di sanzioni che costituirebbero un'altra tassa occulta per i cittadini.

La situazione attuale è che respiriamo metallo pesante ed è inutile soffermarsi sulle conseguenze per la salute. La raccolta differenziata porta a porta e i centri di riciclo sono la risposta che il Movimento 5 stelle dà al problema: queste soluzioni comporterebbero anche la riduzione delle tariffe e nessun danno ambientale. Sulla mobilità, tema collegato all'ambiente, la visione della giunta è auto-centrica. Un esempio: Ar-Bike è una spruzzatina pubblicitaria sul problema del trasporto pubblico locale. Si tratta di un servizio totalmente inutilizzato, costato peraltro molto, per nascondere un limbo del non fare che caratterizza la giunta".

"Io mi muovo a piedi in centro ma non voglio citare la mia esperienza - ha ribadito Lucio Bianchi. Sfido un cittadino qualsiasi a dirmi se ha visto una persona in sella a una Ar-Bike. Via Vittorio Veneto, d'altronde, è stata rifatta senza pista ciclabile, idem i cosiddetti boulevard, altra sbandierata opera. In realtà, siamo di fronte a una precisa volontà che è quella di non andare in direzione della mobilità alternativa. Poi non meravigliamoci dei livelli di PM 10 che sforano i livelli di cautela.

Passando all'acqua, gli esiti referendari sono a oggi disattesi. In pratica, i partiti oltre che a mettere il cappello sulla vittoria, penso al Pd, non fanno altro. Nella città di Napoli stanno cercando di ripubblicizzare l'acqua, se ad Arezzo non lo si fa è per precisa responsabilità politica. Fin dal mancato inserimento nello statuto del principio 'acqua come bene comune', da noi proposto, si è capito da che parte tirava l'aria. La conferma di Ricci, poi, alla presidenza di Nuove Acque, credo sia una cosa che dice tutto sulle reali volontà del Pd. Non mi si venga a parlare di investimenti eccezionali da parte di Nuove Acque perché si tratta solo di manutenzione ordinaria. E l'acqua buonissima del rubinetto viene da Montedoglio ed è merito del pubblico non certo del privato".

Daniele Farsetti: "in più mi chiedo se è compatibile in una democrazia che la gestione delle risorse fondamentali e dei servizi minimi per il cittadino siano a gestione privata. È corretto che i cittadini debbano pagare il bene acqua? No. Urbanistica: abbiamo un regolamento totalmente fuori da ogni ratio, lo dicono i tecnici, che non prevede nulla in merito alla prossima frontiera: il divieto di sfruttare nuovo suolo. In alcuni paesi europei obbligano già a pagare tributi importanti, annuali, non la concessione edilizia una tantum come in Italia, per costruzioni che vadano a invadere lotti inedificati. Qua invece dovremo vedere nuove colate di cemento nell'area Lebole, con torri da 75 metri che costituiranno solo un obbrobrio, e nell'area ex Cadorna dove cadrà una speculazione privata che mostra come la presunta 'Cadorna partecipata' sia l'ennesima foglia di fico".

Lucio Bianchi: "era al tavolo 'partecipato' e mi sono sentito dire solamente: qui non possiamo intervenite, qui neanche. Allora ditelo con chiarezza: l'unica cosa che ci interessa è il mega parcheggio, l'ennesimo che non avrebbe luogo di esistere. I cittadini vogliono un'area verde alla ex Cadorna.

Il panorama prosegue con le nomine: una cosa che potremmo definire, se non fosse tragica, divertente. Il famoso albo di auto-candidati è stato pubblicato ora, a dicembre, quando le nomine erano state tutte fatte! Una barzelletta che ha tolto ovviamente potere ai cittadini a vantaggio della spartizione partitica".

Daniele Farsetti: "il presidente di Coingas e i consiglieri di amministrazione prendono totalmente circa 100mila euro all'anno per riunirsi una volta in dodici mesi e fare un'operazione: dividere gli utili ai Comuni. Lo potrebbe fare uno studente appena pratico di tabelline e percentuali. Poi fanno le conferenze stampa auto-celebrative.

Infine: ciò che ci ha stupito di più è l'assoluta mancanza di coinvolgimento nelle scelte di forze politiche come la nostra che si sente portatrice di spirito propositivo. Ora va di moda il turismo e come al solito si scrivono lettere, si fanno documenti di lagnanza ma se devo leggere un'idea occorre travestirsi da indovini. Espedienti solo per impedire di disturbare il manovratore. Pensavamo a un interscambio proficuo, evidentemente ci eravamo illusi. Il 7 dicembre ho presentato in commissione un ordine del giorno con delle proposte, tipo la creazione di una Arezzo Card. Per ora mi hanno detto dalla maggioranza che le commissioni si riuniscono in funzione delle richieste che provengono dagli uffici. E allora che dobbiamo fare?".

I candidati a Arezzo

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    Massimo Ricci
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    Alessandro Cerboni
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    Antonio Casi
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    barbara storri
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    Claudio Massaini
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    Emanuele Bonci
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    esaù mencaroni
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    fabrizio mori
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    federica peloso
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    Francesca De Simone
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    Giuseppe Cavallaro
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    Goti Marco
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    Julien Banchetti
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    Lara Fracassini
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    Laura Panichi
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    laura presenti
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    Marco Perticai
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    Margherita Barbagli
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    Michele Menchetti
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    Miriam Luongo
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    paolo lepri
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