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MoVimento 5 Stelle

Ambiente

Nell'ambiente viviamo e alleviamo i nostri figli: basta questa banale considerazione per porlo al vertice delle priorità di una pubblica amministrazione. La comprensione delle caratteristiche e dei limiti dell'ambiente locale e globale definisce la qualità delle nostre vite, il nostro futuro e quello della Terra.

Per poter conseguire gli obiettivi di seguito elencati dobbiamo partire da un presupposto di base e ripensare le nostre abitudini quotidiane: ridurre i consumi, di qualsiasi natura essi siano è fondamentale! Il risparmio delle risorse disponibili deve precedere l'aumento delle necessità energetiche.
Ovviamente anche il sano valore della cooperazione ha un ruolo imprescindibile, dobbiamo essere capaci di riscoprirne il sapore ed i contenuti.

Investire in fonti di energia rinnovabili, in efficienza e nuove tecnologie è il miglior modo per creare nuovi posti di lavoro e allo stesso tempo salvare il pianeta. Occorre superare la veccia visione secondo cui per sostenere l'economia è necessario danneggiare l'ambiente e viceversa.

La corsa globale verso un futuro più verde e più pulito è già iniziata: colossi come Stati Uniti e Cina investono in programmi eco-sostenibili di ripresa: efficienza energetica, lavori "verdi", trasporto pubblico, energia rinnovabile... Non possiamo perdere il treno della storia! E se lo Stato non dà direttive, allora tocca alle comunità locali prendere l'iniziativa.

Indice:


Acqua pubblica ed efficienza idrica


E' doveroso ribadire che l'acqua è un bene comune e uno dei patrimoni dell'Umanità.
Il diritto all'acqua è un diritto inalienabile: l'acqua, al pari dell'aria, non può essere proprietà di nessuno, bensì deve costituire
un bene condiviso equamente da tutti. Pertanto l'acqua deve essere tenuta fuori dalle regole del mercato,
che non sono mai state garanzia di efficienza, ma solo di profitto (ad Arezzo paghiamo una tariffa quattro
volte superiore a quella di Milano!).


Occorre riconoscere e garantire l'accesso all'acqua potabile come un diritto di ogni cittadino, per questo
principio il Comune si adopererà per fare in modo che la gestione resti pubblica. Fatta questa premessa
occorre poi adottare politiche di gestione sostenibile, ristrutturando il sistema dalla fornitura alla trattazione
dei reflui, con interventi non solo di carattere tecnico, ma anche tramite un'educazione "idrica" dei cittadini.
Fondamentale sarà anche riorganizzare il monitoraggio e la
riqualificazione delle risorse idriche.

In pratica proponiamo:

  •  Obbligo del recupero delle acque piovane in vasche di accumulo. Incentivazioni economiche per i privati che intendano adottare sistemi integrati di recupero e utilizzo delle acque piovane.
  • Inserimento, nelle scuole e negli edifici pubblici in genere, di distributori SELF SERVICE anche di acqua gassata (col fine di educare e promuovere l'abbattimento rifiuti).
  •  Puntare su un'educazione idrica (comprende la promozione di iniziative tipo "Acqua in brocca")
  •  Monitoraggio e riqualificazione delle fonti e delle sorgenti d'acqua pubbliche, al fine di renderle utilizzabili per uso domestico.
  •  Sovvenzioni per l'adozione di sistemi di depurazione domestici.
  • Censimento dei pozzi di prelevamento abusivi con agevolazioni per il passaggio all'allaccio pubblico (inclusa la realizzazione da parte del Comune di cisterne per raccolta acqua piovana).
  •  Nelle nuove costruzioni e nelle ristrutturazioni: obbligo di impianti volti al risparmio, come il doppio circuito: acqua potabile per gli usi alimentari e non potabile per gli altri usi (es. acqua piovana per gli sciacquoni).
  • Incentivazione, dovunque sia possibile, degli impianti di fitodepurazione

Inoltre, se la gestione torna pubblica:

  • Ristrutturazione della rete idrica per ridurne le perdite. Il costo degli interventi tecnici necessari potrebbe essere in gran parte ammortizzato affidando i lavori, con apposite gare di appalto, ad aziende specializzate sul modello delle ESCO.
  • Definizione di una quantità di acqua pro-capite giornaliera gratuita, con pagamento del surplus a costi crescenti in relazione alla crescita dei consumi.




Agricoltura

L'agricoltura ad Arezzo è storicamente una grande risorsa, con prodotti di eccellenza ottenuti per lunga tradizione. Ricordiamo inoltre che l'agricoltura soddisfa i bisogni primari dell'uomo e ha un grosso peso sulla manutenzione e il controllo del territorio. Bisogna quindi recuperare i terreni persi e ance la forza lavoro (così come le piccole coltivazioni o gli allevamenti) con un piano di sviluppo e di incentivi, che consenta anche ai giovani di avvicinarsi a questa attività, creando delle scuole pratiche, ma tecnologicamente avanzate, nonché favorendo la formazione di cooperative.

Noi intendiamo sostenere l'agricoltura biologica, libera da O.G. M., incrementare la "filiera corta" con tutti i benefici che ne conseguono (minori costi, minor inquinamento, maggior salute). Inutile continuare ad importare prodotti agricoli ed alimentari che hanno poco controllo e non garantiscono la nostra salute. Si punterà sull'agricoltura biologica e sulla difesa dei nostri prodotti tipici e delle coltivazioni tradizionali nel rispetto della biodiversità

In pratica proponiamo:

  • Introduzione di un marchio di Denominazione di Origine Comunale a supporto dei vari marchi D.O.P. ed I.G.P., che oltre alla qualità darà garanzia di assoluto rispetto dei diritti dei lavoratori agricoli locali.
  • Incentivazione di mercati biologici (area ex logge del grano).
  • Scoraggiare le produzioni di colture a scopi energetici (biomasse), privilegiando quelle alimentari.





Contrasto all'inquinamento idrico


Le falde idriche e i corsi d'acqua di superficie sono esposti ad un inquinamento diretto e indiretto. L'uso di
pesticidi, la non corretta depurazione, gli scarichi abusivi, gli sversamenti accidentali possono
compromettere la qualità delle nostre acque con conseguenze anche a lungo termine.
Riteniamo sia necessario controllare in modo metodico la qualità dell'acqua sul territorio comunale,
sanzionando e denunciando chi mette in pericolo la salute del cittadino inquinando l'acqua o i terreni nei
quali scorre.


In pratica proponiamo:

  • Rilevazione semestrale dell'inquinamento dei corsi d'acqua nel territorio comunale con eventuale denuncia alle autorità competenti dei casi critici.
  • Pubblicazione dei risultati delle analisi sul sito del Comune, nell'ottica di una maggiore trasparenza e per la sensibilizzazione del cittadino.
  • Promozione della distribuzione alla spina di detergenti a basso livello di inquinamento.

Gestione dell'amianto

Lo smaltimento dell'amianto che giace abbandonato o è tutt'ora in uso in zone abitative o industriali, è un problema che merita particolare attenzione.

In pratica proponiamo:

Si deve anzitutto avviare un censimento dell'amianto presente in città, allo scopo di:

  • Valutare potenziali rischi per la salute pubblica. Individuare le eventuali concentrazioni di amianto in zone critiche quali scuole, parchi, opifici e strutture ad uso agricolo e zootecnico. Concordare e programmare subito gli opportuni interventi.
  • Valutare possibili incentivi per la rimozione/sostituzione (magari con impianti fotovoltaici) delle coperture in amianto al fine di ridurre i rischi per la salute di tutti i cittadini.



Riduzione dell'inquinamento atmosferico urbano


L'aria che respiriamo determina, insieme all'acqua, un valore primario inalienabile.
Le attività umane "consumano" necessariamente aria e acqua, ma molte volte si va oltre il necessario. E'
giunto il momento di prendere coscienza che tali risorse non sono infinite, hanno un loro tempo di
rigenerazione, ed occorre gestirle oculatamente. Non possiamo permetterci ulteriori "sprechi", pena il
"fallimento della ditta".


Saranno istituiti controlli costanti sul livello di inquinamento atmosferico tramite centraline fisse, controlli sull'inquinamento acustico e sulle
onde elettromagnetiche. I risultati di tali controlli saranno messi a disposizione dei cittadini, in forma semplificata, sul sito del Comune.


In pratica proponiamo:

  • Ristrutturazione energetica degli edifici per ridurre le emissioni di CO2, e applicazione del "Piano di risparmio energetico" agevolando e premiando quei proprietari di immobili che applichino autenticamente e in modo certificato le norme ivi contenute. In primo luogo, per l'edificato esistente, dovranno essere adeguati alle norme gli immobili in disponibilità del Comune e delle Pubbliche amministrazioni
  • Riduzione delle polveri sottili e degli agenti inquinanti presenti nell'aria attraverso la progressiva riconversione dei mezzi di trasporto pubblici da combustibile fossile a trazione elettrica/gas metano.
  • Progressivo obbligo di utilizzo di pitture fotocatalitiche per la tinteggiatura esterna degli edifici comunali e cittadini. La pittura fotocatalitica riesce a trasformare in sali minerali innocui come carbonati di calcio e nitrati di sodio le sostanze nocive presenti nello smog per mezzo di un processo detto appunto di "fotocatalisi". Inoltre, non trattiene lo smog e permette alla pioggia di lavare via eventuali residui.



Rifiuti Zero


Adotteremo la Strategia Rifiuti Zero: tutto ciò che non è riutilizzabile, riciclabile e compostabile è un
errore di produzione e deve essere sostituito nel ciclo produttivo.


Questa strategia, adottata da alcuni "Comuni Virtuosi" italiani (Capannori e Vedelago sono due modelli di riferimento) e all'estero da interi Stati, ha dimostrato di poter ridurre drasticamente la produzione di rifiuti pro-capite, di ricavarne dei proventi, di produrre lavoro e di risparmiare energia. Essa implica la collaborazione tra istituzioni-imprese-scuole.


Investire sull'incenerimento è una follia: è il metodo di smaltimento più costoso, più dannoso,ma molto lucroso per i privati.


Ci muoveremo secondo due direttrici:



  1. Riduzione procapite della produzione di rifiuti.

    Il comune varerà un piano di riduzione dei rifiuti sul modello del progetto europeo "Meno 100kg pro
    capite".

  2. Raccolta differenziata porta a porta con tariffa puntuale (Più ricicli, meno paghi)  Le percentuali di raccolta differenziata ad Arezzo (effettiva intorno al 35%) segnalano un'arretratezza inaccettabile se paragonate a città vicine e simili per numero di abitanti.
    Il problema dei rifiuti non è mai stato posto seriamente. Esperienze locali in tutta Italia e in tutto il mondo ci dicono che l'unico modo per ottenere risultati importanti e duraturi, è una seria Raccolta Differenziata Porta a Porta. Con questo sistema si può passare in breve tempo dal 35 al 70% e avere un notevole risparmio nella gestione dei rifiuti. Questo obiettivo è stato già raggiunto dal comune limitrofo di Capolona.


In pratica proponiamo:


  • No al "raddoppio dell'inceneritore". Promozione e sostegno per la realizzazione di un Centro di Riciclo con isole ecologice permanenti.

  • Progressiva eliminazione dei cassonetti dalle strade in favore della Raccolta "PaP"

  • Promozione ed incentivazione di mezzi elettrici per la raccolta

  • Istituzione, in collaborazione con AISA, di una "Eco-Polizia" per una maggiore vigilanza sul conferimento e sullo smaltimento dei rifiuti.

  • Tariffa Puntuale: passare dalla "tassa" sui rifiuti alla "tariffa" sui rifiuti. Paghi quanto inquini.

  • Promozione della produzione e dell'utilizzo del "Compost" come concime organico per i territori agricoli locali.

  • Sensibilizzazione sull'uso di pannolini/sanitari riciclabili e
    coppe mestruali.

  • Incentivazione della distribuzione di prodotti alla spina e sfusi.

  • Incentivazione dell'uso di borse multiuso e/o biodegradabili.

  • Misure contro il doppio/triplo imballaggio. Dato ce gli imballaggi inutili sono un costo per la società, è giusto sfavorire le ditte che ne fanno uso ingiustificato (es. scopi pubblicitari).

  • Riutilizzo di abiti e giocattoli incoraggiando e pubblicizzando l'apertura di "negozi del riciclo".

  • Ispezione a scopo di bonifica e valutazione dell'eventuale convenienza del recupero di plastica, vetro, alluminio dalle vecchie discariche chiuse come quella esistente nell'area Patrignone-Campoluci

  • Razionalizzazione dei siti di collocazione delle isole ecologiche, attrezzate per rifiuti speciali e ingombranti.

  • Incentivazione della raccolta e del riciclaggio degli oli commestibili esausti di provenienza domestica e industriale, utilizzabili per la produzione di combustibili combinati (es. biodiesel) per il rifornimento di mezzi pubblici e/o agricoli.




Tutela del verde


Proporremo gli orti comunali in forma biologica e lontano da zone inquinate, gestiti da volontari che ne abbiano passione. Ad Arezzo di aree verdi ce ne sono tante e spesso non vengono nemmeno ripulite dalle erbacce, perché il personale esistente non riesce a fare tutto. Possiamo formare delle squadre di volontari, creando occupazione per anziani e giovani con un'equa retribuzione, anche per la gestione delle aiuole pubbliche, di piante, di fiori ecc.
Ormai abbiamo cementificato tutto per non fare "manutenzione" (una parola che in Italia sta scomparendo), ma occorre invertire questa tendenza.


In pratica proponiamo:


  • Rivalutazione dei parchi e degli spazi verdi cittadini. Non sono solamente luoghi "non costruiti", ma risorse da valorizzare.

  • Proposta/Progetto, "Ripuliamo la città": l'amministrazione metterà a disposizione mezzi, strumenti e conoscenze per chi volesse occuparsi di attività di volontariato riguardanti la manutenzione del verde, la pulizia e il controllo dei luoghi pubblici.