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Mobilità e traffico

Siamo ben consapevoli dell'importanza delle comunicazioni e dei collegamenti rapidi. E' altresì un dato di fatto che l'uso esagerato dell'automobile, sommato a scarsi o antiquati servizi pubblici, non porta alcun miglioramento alla qualità della vita. L'ambito cittadino, per una città come Arezzo, consente soluzioni alternative che, senza ridurre l'efficienza del trasporto, ne migliorano la vivibilità.

E' un fatto culturale, oltre che organizzativo e tecnologico.

Costruiremo un piano organico per la mobilità urbana in collaborazione con i cittadini, con i gruppi già costituitisi, con le nuove consulte di quartiere e con le associazioni di categoria.

Sarà studiata una rete di piste/percorsi ciclabili e mezzi pubblici ecologici che siano una concreta alternativa all'automobile. Non esistono solo le macchine ma anche le persone: la città deve essere prima a misura d'uomo e poi di automobile.

Indice:

A piedi e in bicicletta

Ad Arezzo non esistono "piste ciclabili", bensì "tratti ciclabili" che pertanto non facilitano né invogliano alla mobilità ciclistica. L'esistenza di percorsi ottimizzati per la bicicletta e il pedone non solamente in prossimità dei parchi, ma anche verso le zone periferiche, rende praticabile l'idea di utilizzare l'auto solo quando realmente necessario.
A Ferrara, per chi lavora in città, è normale andare a lavorare in bicicletta (se non piove e se la strada è sicura). Perchè non provarci ad Arezzo?

In pratica proponiamo:

  • Basandoci sul progetto già esistente (AR-bike), sarà sviluppato un programma che prevede la messa in sicurezza dei tratti esistenti ed il raccordo degli stessi con una rete di ciclopiste urbane allo scopo di servire i maggiori punti di attrazione (stazione FS, piscina, stadio, ospedale, centro storico, Al Magnifico, Obi e la periferia in genere).
  • Saranno studiati e attrezzati percorsi che, evitando le strade più pericolose o caotiche, consentano di raggiungere le zone ad alta densità lavorativa.
  • Sarà prevista la messa in opera di rastrelliere di tipo nuovo che possano fungere da deterrente per i furti delle biciclette e che siano più fruibili dalle persone anziane.
  • Sarà proposto il meccanismo del bike-sharing, ormai diffuso con successo in molte città europee e italiane (Torino, Milano, Brescia, Genova, ...). Turisti o cittadini sprovvisti di bicicletta avranno l'occasione di spostarsi in città a prezzi contenuti e senza la preoccupazione del parcheggio o di furti.
  • La revisione del regolamento di Polizia urbana dovrà includere l'obbligo di allestimento di parcheggi per le biciclette negli spazi condominiali comuni, laddove esistenti.
  • Valorizzazione dei sottopassi (da quello di via Trasimeno a quello di via Nettuno) destinati al traffico ciclo-pedonale, che consentono di collegare in poco tempo zone ad alta densità abitativa/lavorativa.
  • Riqualificazione e creazione di aree pedonali (ad esempio via Madonna del Prato). Cercheremo la collaborazione degli esercenti di zona, per individuare i meccanismi idonei a valorizzare le attività commerciali.
  • Ripristino degli allarmi acustici per i non vedenti già sperimentati anni fa in alcuni impianti semaforici, almeno in corrispondenza dei percorsi principali e negli orari diurni. Rimozione delle barriere architettoniche.

Trasposti pubblici

Occorre definire un piano di trasporti pubblici non inquinanti sia per l'area comunale sia per i collegamenti esterni al Comune, prevedendo minibus elettrici e a metano più frequenti in centro e verso il centro. Tali mezzi riducono le emissioni e si adattano meglio all'ampiezza angusta delle vie del centro città (sullo stile "Pollicino").

In pratica proponiamo:

  • Revisione dei percorsi delle linee pubbliche urbane in virtù di analisi del traffico e delle esigenze dei cittadini, utilizzando soprattutto i nuovi parcheggi di scambio già in costruzione.
  • Incremento e definizione degli orari delle corse e pubblicazione degli stessi on-line (eventuale creazione di un servizio di trasporto pubblico notturno, ancora assente in città).
  • Introduzione di mezzi pubblici ad accesso ribassato e porte sufficientemente ampie per permettere un utilizzo agevole alle persone anziane e ai disabili.
  • Istituzione di un SFM (servizio ferroviario metropolitano) provinciale per collegare meglio le vallate alla città.
  • Introduzione di mezzi di trasporto (non inquinanti) che siano una valida alternativa all'utilizzo dell'automobile privata. Introduzione di nuovi servizi nelle aree a maggior traffico, nelle ore di punta (zona Pescaiola, via Fiorentina, zona Industriale, ...).
  • Finanziamento del costo di conversione della flotta tramite pubblicità elettronica visiva sui mezzi, utile anche alla diffusione di comunicati e informazioni di servizio/pubblica utilità.

Trasporto Privato

Esistono dei casi in cui l'utilizzo dell'automobile in città diventa una necessità, ma in generale più che di un uso si tratta di un "abuso", indotto da errate consuetudini, scarsa incentivazione e disservizi.

In pratica proponiamo:

  • Il Comune dovrebbe farsi promotore di convenzioni per servizi privati e pubblici (taxi) di noleggio e condivisione di autoveicoli privati (Carpooling e Carsharing sul "modello Westfalia"), con l'obiettivo di un rilevante contenimento del traffico automobilistico. Nell'esempio tedesco in pochi anni si sono ottenute riduzioni rilevanti delle auto in circolazione (oltre il 35%). Si sono ottenuti vantaggi di qualità della vita (aria più pulita, meno malattie, minor inquinamento acustico) e ludico-sociali (il viaggiatore si sceglie i compagni di viaggio secondo simpatia ed interessi comuni) e non è stato necessario costruire o ampliare nuove strade risparmiando soldi e territorio.
  • Verifica dell'efficacia e stimolo alla reale attivazione dei Responsabili della mobilità, istituiti per razionalizzare gli spostamenti in entrata e in uscita dalle aziende, dagli ospedali, dalle università, dalle sedi istituzionali e dalle scuole.
  • Esenzione dal pagamento della sosta nel territorio comunale per gli autoveicoli ad alimentazione ibrida/elettrica.
  • Incentivazione del Telelavoro con la messa a disposizione di spazi/infrastrutture per la realizzazione di "Telecentri" o Telecottage" al fine di ridurre l'inquinamento prodotto dagli spostamenti per lavoro.
  • Installazione e potenziamento della rete di distributori di energia elettrica per autoveicoli.