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MoVimento 5 Stelle

Novembre 2010


Bologna - 

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Ad una settimana dall'ufficializzazione della mia candidatura leggo sulla rete le critiche e i commenti più duri diretti a me e al movimento 5 stelle e mi viene spontaneo fare alcune considerazioni.
La parola più ripetuta ormai da anni da parte dei nostri detrattori è "qualunquismo".
Dicono che siamo "qualunquisti, ce lo dicono da sempre, ce lo dicono col disprezzo che si riserva agli stupidotti, ai sognatori più ingenui e ce lo dicono dall'alto in basso come se già darci un minimo di considerazione fosse uno sforzo troppo grande.
Ce lo dicono ormai senza sapere nemmeno perché ce lo dicono, ce lo dicono perché le loro menti sono pigre e senza fantasia, ce lo dicono forse perché non saprebbero cos'altro dire. In fondo è diventata un'associazione involontaria di 2 parole: lo zio-Bergomi, il Pelide-Achille e i grillini-qualunquisti.
E allora noi ce lo lasciamo dire perché ormai non ci fa più male, perché ormai ci fa solo sorridere, perché ormai è fin troppo prevedibile e non ci tocca più, perché ormai in fondo ci annoia solo un po'.
Ma oggi vorrei offrire a questi nostri detrattori qualche spunto in più per giustificare quel marchio di qualunquismo che continuano ad accostare inesorabilmente al movimento 5 stelle.
Noi siamo qualunquisti e provocatori perché pensiamo che spendere un milione e mezzo di euro per cementare il parco Garavaglia sia una follia.
Noi siamo qualunquisti e semplificatori perché rinunciamo a duecentomila euro all'anno di rimborsi elettorali mentre gli esperti si mettono in tasca più di un milione di euro all'anno di soldi pubblici.
Noi siamo qualunquisti perché vogliamo trasformare il rifiuto in una risorsa, toglierlo dai traffici illegali e riciclarlo attraverso la raccolta porta a porta che toglierebbe soldi ad HERA, me renderebbe l'aria più respirabile.
Noi siamo qualunquisti perché al sabato pomeriggio e alla domenica mattina stiamo al freddo, in mezzo alla strada, davanti ad un banchetto a parlare con i cittadini bolognesi, mentre i politici esperti studiano nuovi illuminanti neologismi davanti al camino della propria casa.
Noi siamo qualunquisti perché diamo vita a dei GAS (Gruppi d'acquisto solidali) che salvano degli agricoltori dalla disoccupazione, dei terreni dalla edificabilità e i nostri intestini dagli OGM. Se fossimo esperti ed attenti come i nostri avversari faremmo di tutto invece per far vendere quei terreni ad un costruttore spregiudicato.
Noi siamo qualunquisti perché vorremmo trasformare i tetti bolognesi in un patrimonio di energia rinnovabile. Siamo sciocchi e non capiamo che il gas è un buon amico e che l'ENEL in fondo offre a tante persone un posto di lavoro.
Noi siamo qualunquisti perché non abbiamo bisogno di leader o grandi nomi alla guida del movimento, perché crediamo nella forza del gruppo, delle idee e del nostro programma.
Noi siamo qualunquisti perché ci inorridisce la LEGA NORD quando parla di ROM e di razze, ma ci mette tristezza anche la sinistra che fa finta di non vedere il problema della concorrenza sleale e del facile inserimento nel mondo della delinquenza per chi arriva sul nostro territorio affamato e disperato.
Noi siamo qualunquisti perché ci disgusta sentire dire che: "è meglio andare con delle belle donne piuttosto che essere gay", ma ci disgusta altrettanto chi tenta di far passare l'omosessualità come un valore della sinistra.
Noi siamo qualunquisti perché crediamo che si possano fare piste ciclabili in corsia protetta e lontane dalle auto. Non si capisce in effetti perché non apprezziamo le piste ciclabili disegnate sui marciapiedi dalla giunta Cofferati di cui Merola era assessore.
Noi siamo qualunquisti perché 180 milioni di euro per il CIVIS non li avremmo mai spesi e perché non capiamo la necessità di nuove sperimentazioni e di nuovi sperperi di denaro pubblico come quello.
Noi siamo qualunquisti perché vorremmo evitare lo spreco di soldi comunali in consulenze, benefit, auto blu, ecc. Preferiremmo spendere quei soldi per la scuola pubblica e per ristrutturare gli edifici scolastici con infiltrazioni d'acqua e rivestimenti di amianto.
Noi siamo qualunquisti perché siamo convinti che l'acqua debba rimanere un bene primario pubblico e che sia una follia il tentativo di privatizzarla.
Noi siamo qualunquisti per tutti questi motivi e per molte altre cose che non vi dico ora per non annoiarvi di più, ma vi consiglio vivamente di venirci a conoscere perché forse Bologna ha bisogno di noi e del nostro "qualunquismo"


MASSIMO BUGANI - Qualunquista
Candidato Sindaco (portavoce) di Bologna per il Movimento 5 Stelle.


Bologna - 

A Bologna operano dal dopoguerra aziende classificate come insalubri di prima classe. Negli anni, il continuo inurbamento del Comune di Bologna e l'espansione industriale, uniti da una pianificazione urbanistica scellerata, hanno creato situazioni insostenibili (a causa dell'inquinamento atmosferico, idrico e del suolo, acustico e luminoso prodotto dalle industrie) dettate dalla vicinanza tra le zone residenziali e industriali. Negli ultimi 10 anni sono sorti numerosi comitati di cittadini che chiedono alle istituzioni di risolvere questi "incidenti urbanistici".

cementifici_zona_noce_bologna_2008_0111.jpg Alcuni esempi: Comitato Ambiente Santa Viola si occupa di Sintexcal, azienda che produce conglomerati bituminosi a ridosso di 5 scuole in una zona densamente popolata e vicino fiume Reno. L'impianto è obsoleto e difficilmente può essere messo a norma. Era prevista la delocalizzazione a Sala Bolognese, poi fallita per questioni politiche. Si occupa anche dell'ex sito della fonderia Sabiem e della ditta Rimondi che stocca rifiuti speciali.

Il Comitato Salute Pubblica Noce si occupa di Coop Costruzioni che produce conglomerati bituminosi e di Valli Zabban che produce bitumi modificati, lo stabilimento è in area di tutela fluviale (a rischio esondazione) nel greto del fiume Reno. Entrambe le aziende distano poche decine di metri dall'abitato. Coop Costruzioni ha un impianto obsoleto, ha manifestato fin dal 2002 la volontà di delocazzarsi ma le istituzioni non trovano il posto giusto. Valli Zabban dal 2002 ha ricevuto alcune diffide e una sospensione della produzione. Ha più volte modificato gli impianti di abbattimento degli inquinanti con scarso successo. La Provincia di Bologna a luglio 2010 ha dato a Valli Zabban una nuova autorizzazione alle emissioni in atmosfera, più restrittiva della precedente che le ha imposto di realizzare entro il 30 ottobre un post combustore; l'idea è di bruciare i fumi per eliminare odori e sostanze tossiche (noncuranti del fatto che questo processo origina polveri più sottili, penetranti e pericolose delle classiche PM10).

Il Comitato Tuscolano si occupa di Sitfa che esegue trattamenti termici dei metalli. Nel 2008 è stata costruita una nuova zona residenziale a ridosso dello stabilimento. L'impianto ha sistemi di abbattimento degli inquinanti inadeguati, quindi apre i finestroni e fuoriescono nebbie oleose.

L'inquinamento che generano queste aziende è principalmente causato dalle sostanze nocive e fortemente maleodoranti (IPA, SOV, acido cloridrico, acido solfidrico, tutte sostanze classificate dalla IARC (1987) come "probabili" o "possibili" o "cancerogene" per l'uomo) emesse in atmosfera.

Il Comitato della Berleta si occupa di Gironi Rottami nata negli anni 70 come solfanaio. Ora raccoglie, stocca e trasporta rifiuti speciali. Anche questa azienda è in area demaniale nell'alveo del fiume Reno. Il principale e più visibile problema è il rumore infernale dei rottami ferrosi quando vengono spostati e lavorati.

Approfittando di un'iniziativa del circolo PD Noce Pescarola organizzata il 24 novembre alla quale ho assistito e in qualità di residente in una delle zone "appestate" e in qualità di aderente al Comitato Noce, redigo un breve aggiornamento sulle ditte Valli Zabban, Coop Costruzioni e Sintexcal.

Emanuele Burgin Assessore Ambiente Provincia di Bologna spiega che Valli Zabban è l'azienda su cui hanno lavorato di più. In seguito all'ultima diffida, la ditta ha presentato e realizzato un post combustore per bruciare i fumi in uscita ed eliminare gli odori. Informa che l'azienda asserisce che l'impianto è a regime. Chiede ai cittadini se hanno sentito cattivi odori dall'inizio di novembre facendo notare che ora l'azienda non è in un periodo di massima produzione.

Spiega che Valli Zabban, a 10 giorni dalla scadenza per l'entrata in esercizio del post combustore, ha presentato ricorso al TAR rivolto a tutti gli enti per due motivi:

1) l'azienda ha l'impianto di post combustione alimentato a BTZ e l'autorizzazione prevede che entro un anno lo sostituisca con il metano (più costoso ma meno inquinante), l'idea di passare al metano non trova il favore dell'azienda.

2) l'autorizzazione prescrive un limite di odore che l'azienda deve tenere monitorato. Da un punto di vista normativo non ci sono leggi in merito, esistono però sentenze del TAR, della Toscana ad esempio, che hanno imposto limiti di odori ad aziende un po' troppo puzzolenti. Valli Zabban sostiene che ogni prescrizione relativa agli odori è di fatto illegittima

Su Sintexcal ricorda la fallita delocalizzazione a Sala Bolognese e spiega che l'autorizzazione alle emissioni in atmosfera, rilasciata nel 2008 dalla Provincia all'azienda con scadenza 31/12/2010, non imponeva interventi costosissimi per la messa a norma degli impianti obsoleti poiché il percorso della delocalizzazione sembrava certo. La Provincia era pronta a ricevere la domanda di rinnovo dell'autorizzazione (poiché di delocalizzazione non se ne parla per il momento) e ad imporre interventi più significativi per la messa a norma dell'impianto, ma una legge nazionale ha introdotto il rinnovo dell'autorizzazione per un altro anno. Quindi tutto rimane immutato per altri 12 mesi. L'assessore fa riferimento al D. Lgs. n° 128 di agosto 2010 che modifica il calendario di ripresentazione delle domande di autorizzazione previsto dal D. Lgs. n° 152/06 art. 281 comma 1 prorogandolo di un anno.

In merito a Coop Costruzioni asserisce che non c'è un problema critico come per Valli Zabban, poiché lavora gli inerti che producono polveri durante la frantumazione..... E l'impianto di conglomerati bituminosi che fine ha fatto? E quello di conglomerati cementizi e calcestruzzo?

Conclude informando che le ipotesi delocalizzazione considerate non sono attuabili.

Adelaide Corvaglia Dir. Sez. Prov. Arpa di Bologna spiega che nonostante si sia operato ampiamente con Valli Zabban per ridurre gli inquinanti, rimangono comunque gli odori. Arpa ha fatto un sopralluogo presso l'azienda qualche giorno fa ed ha verificato che il post combustore è stato montato. A luglio è stato fatto il monitoraggio della qualità dell'aria alla Noce e a breve presenteranno in Provincia il risultato. All'azienda è stato imposto di monitorare per un anno gli odori che devono essere inferiori a 5000 UO/m³ (Unità Odorimetriche per Metro Cubo). Per il momento non ci sono parametri per le unità odorimetriche, esistono solo norme europee di riferimento. Questo anno di monitoraggio odorigeno servirà a capire se quei limiti sono corretti.

Per Sintexcal spiega che c'è un'indagine dei NOE in corso, su mandato della Procura, in seguito all'esposto fatto dai cittadini. Arpa ha fatto una relazione alla Provincia per chiedere di diffidare l'azienda al fine del contenimento delle emissioni diffuse (dovrebbero essere convogliate nei camini) e l'azienda ha fatto ricorso. Ad aprile Arpa ha fatto un sopralluogo e i lavori non erano stati fatti, ad un successivo controllo di giugno alcuni lavori risultavano eseguiti. Al momento la situazione impiantistica è quella (vecchia e obsolescente) e non sono possibili ulteriori miglioramenti.

Per Coop Costruzioni non ci sono novità. L'azienda aveva chiesto un'autorizazzione per l'impianto di betonaggio. Autorizzazione che Arpa ha diniegato poiché l'azienda doveva apportare delle modifiche all'impianto che non ha realizzato. Ora Coop Costruzioni ha mandato ad Arpa delle integrazioni per la realizzazione delle modifiche chiedendole di riaprire il procedimento.

Fausto Francia Dir.Dip.San.Pubb. Ausl di Bologna spiega che i cattivi odori non provocano malattie (cita l'esempio delle fibre di amianto che se inalate possono dare origine al mesotelioma), hanno unicamente un'azione indiretta sul nostro organismo perché generano stress che si ripercuote sullo stato complessivo della salute. Un altro problema che possono generare è di carattere sociale, rendendo i rapporti tra le persone più difficili proprio a causa dello stress. Non convinta di questa spiegazione, chiedo come mai questi odori fanno venire nausea, mal di testa, bruciore agli occhi e alle vie respiratorie. Francia mi risponde che queste manifestazioni sono normali meccanismi di difesa del nostro corpo. Continuo a non essere convinta....

Spiega che è stata fatta un'indagine epidemiologica di base prendendo in considerazione tra i residenti della zona 4 elementi: consumo di farmaci, ricoveri ospedalieri, esenzioni ticket, cause do morte. Da questa indagine emerge che c'è un disagio ma non sfocia in patologie. Quindi non è necessario fare approfondimenti che sarebbero molto onerosi. Peccato che un anno fa presentando questa medesima indagine disse che si dovevano fare degli approfondimenti....

Giovanni Fini Direttore del Settore Ambiente Comune di Bologna spiega che Bologna è ubicata in una posizione geograficamente sfortunata, poiché la Pianura Padana non consente ricircolo di aria. Inoltre vi è un alto tasso di motorizzazione. Rileva anche che il disagio ambientale causato dalle aziende è quello più sentito dalla cittadinanza che ad esempio poco si preoccupa del rumore generato dall'aeroporto. Aggiunge che la normativa italiana non aiuta la soluzione dei problemi, le industrie insalubri dipendono ancora da un Regio Decreto del 1934 che non è mai stato organicamente aggiornato. Ribadisce che gli odori sono un tema difficile su cui intervenire perché non è normato. Le possibilità di intervento sulle tre aziende, da un punto di vista di delocalizzazione, sono molto diverse tra loro. Sintexcal è situata in un ambito urbano consolidato, quindi quell'area ha un valore economico elevato poiché vi si possono costruire sopra edifici residenziali o commerciali. Valli Zabban è situata in un ambito naturalistico, quindi quel terreno non ha valore economico. Coop Costruzioni è situata in un ambito specializzato ad uso terziario, quindi ha un valore economico significativo.

E' intervenuto anche il Presidente di Coop Costruzioni Sig. Adriano Turrini. Ha ribadito che per l'impianto di conglomerati bituminosi ha richiesto la possibilità di delocalizzarsi già dal 2002 e in più di un'occasione. Ha già pronto il progetto per il nuovo impianto a emissioni quasi zero e a ciclo continuo ma non ha un posto dove andare. Non vuole rifare l'impianto nuovo al posto di quello vecchio. Chiede alle istituzioni di attivarsi energicamente in merito. In un incontro con le istituzioni del 14 luglio 2010 erano emerse nuove ipotesi ma non ha più avuto aggiornamenti.
Ha annunciato che l'impianto di conglomerati cementiti e calcestruzzo a marzo 2011 chiuderà perché è vecchio e non gli serve più.

Sono susseguiti alcuni interventi di esponenti politici, di rappresentanti di associazioni, di referenti dei comitati, di liberi cittadini.

Amaramente riassumo così, dopo anni di "trattative" tra comitati-aziende-istituzioni siamo sempre allo stesso punto: Sintexcal è ancora al suo posto, Coop Costruzioni è ancora al suo posto, Valli Zabban puzza ancora.

Federica Salsi


Bologna - 

Avevo 8 anni quando mio padre una domenica mattina venne in cucina con un audiocassetta che aveva registrato la sera prima, mettendo lo stereo vicino alla televisione.

Mi disse: "Max, ascolta questo!"

Io mi aspettavo una canzone di Elvis o di Little Richard, di solito mio padre mi faceva ascoltare queste cose. Invece quella mattina sentii per la prima volta la voce di Beppe Grillo.

"Avete visto ieri cos'ha fatto quel giornalista da 4 soldi? L'avete visto, vero? Stava intervistando un bambino che era appena stato liberato dopo giorni e giorni di sequestro e il giornalista gli ha chiesto: "Ma quando eri prigioniero, come stavi? pensavi di più alla tua mamma o al tuo giocattolino?" Ecco, io uno così lo prenderei, lo terrei legato 2 anni, poi gli darei un gran calcio nelle palle, gli metterei un microfono davanti alla bocca e poi gli direi : Come ti senti adesso? Coglione!"

Non so cosa scattò in me da quel giorno, ma credo che nacque in me un sentimento per quella persona che è difficile da definire con una parola diversa da "Amore".

Ogni cosa che negli anni ha fatto quest'uomo per me è divenuta fonte di curiosità, di attenzione e di divertimento.

Discorsi all'umanità di fine anno, spettacoli nei teatri, nei palazzetti, interviste, dichiarazioni. Ad ogni parola mi sentivo più vicino a lui, ad ogni risata che mi procurava la sua geniale ironia io mi convincevo sempre più di avere la fortuna di vivere un arco della mia vita in contemporanea a lui.

È così che nel 2005 quando Beppe lanciò i meetup io fui uno dei primi ad iscrivermi al meetup di Bologna. Sono il numero 11 del nostro meetup, ad oggi sono il più vecchio iscritto fra tutti noi, il più vecchio iscritto fra gli attivi.

Mi iscrissi al meetup e iniziai a leggere di tutto.

Il meetup però non mi convinceva, vedevo grandi temi e grandi pensieri mischiati ad arrivismi dell'ultim'ora, ad arroganze inutili, a perditempo, a disturbatori, a persone sole che volevano sentirsi parte di qualcosa. Leggevo e mi dicevo "non ce la possiamo fare, è un gran caos, non c'è una linea comune, non si va da nessuna parte e , per ultimo, non vado alle riunioni, non sono convinto"

Poi un giorno sul meetup hanno iniziato a comparire delle perle meravigliose, delle ginestre leopardiane, dei ruggiti foscoliani. Un giorno sul meetup ho iniziato a vedere i video di un certo NIKILNERO e ho visto la luce. In quei video c'era spesso un ragazzetto, piccolino, esile, con la barbetta e gli occhi chiari. Aveva coraggio, intelligenza, caparbietà e forza. Io credevo che NIKILNERO fosse il nome di quel ragazzo, seppi molto più tardi che quel ragazzo scaltro e illuminato si chiamava Giovanni Favia.

Fu così che pochi giorni dopo conobbi Nik e Giovanni, e poi tutti voi.

Persone fantastiche, eroi dell'era moderna, pazzi scatenati tenuti insieme da un unico grande obiettivo comune. È stato facile sentirmi a casa fin dalla prima riunione. Ricordo ancora con emozione la prima sera in cui mi presentai in mezzo a voi e quando dissi il mio cognome mi tributaste un applauso tanto fragoroso quanto imbarazzante. Avevate visto il mio primo video per il movimento, "working on a dream", sul sito di Beppe Grillo e quello è stato il vostro modo di accogliermi. Avrei voluto abbracciarvi tutti, uno ad uno, per dirla alla Benigni: "avrei voluto spogliarmi nudo e fare all'amore con tutti voi", ma mi avevate preso alla sprovvista e riuscii soltanto a sorridere e a mettermi a sedere.

Quello che ho fatto per il movimento in questi anni lo sapete tutti: Inchieste, denunce, video, note, facebook. Ci ho messo tutto il mio cuore e tutto il mio impegno, è stato difficile e faticoso ma anche molto gratificante e divertente.

Oggi mi sento pronto per fare la follia, per buttarmi, per impegnarmi in questa battaglia durissima ed esaltante che è la politica, il lavoro da consigliere comunale e la maratona da candidato sindaco. Il tempo che dedicherò al movimento sarà totale, senza fronzoli, dubbi o tentennamenti. Mi sento forte e robusto per provarci, anche se so già che ci saranno da patire le pene dell'inferno. Ma non vorrei ritrovarmi a 90 anni, agonizzante in un letto, con la consapevolezza di non aver avuto la giusta dose di coraggio e di incoscienza in grado di farmi superare la paura. Non vorrei andarmene un giorno sapendo di non averci provato, di non aver fatto tutto il possibile per dare una mano a voi, a noi, agli altri, al nostro progetto e ai nostri sogni.

Il mondo di oggi è ingiusto e la vita è difficile, il nostro compito è cercare di rendere il mondo un po' più giusto e la vita un po' più semplice.

Credo che questo sia il momento storico in cui noi, tutti insieme, possiamo davvero fare qualcosa in questa direzione.

Come diceva Socrate "Io so di non sapere ed è per questo che ho sete di sapere e fame di conoscenza." Come diceva Guccini qualche secolo dopo "Io, Francesco Guccini, eterno studente, perché la materia di studio sarebbe infinita e soprattutto perché so di non sapere niente". Ecco questo è il mio pensiero. Sono consapevole di non essere a conoscenza di molte cose e di molti meccanismi all'interno delle istituzioni e della politica, ma ho curiosità da vendere, voglia di imparare e, credo, intelligenza a sufficienza per tentare di sbagliare il meno possibile.

So comunque di non essere solo e di poter contare su di voi, donne e uomini straordinari, che mi sgriderete, mi aiuterete, mi controllerete e mi correggerete ogni volta.

Adoro i gruppi, i lavori di gruppo e la forza della coesione. Credo che una squadra di calcio possa vincere qualcosa di importante solo se, quando un tuo compagno perde un pallone o sbaglia la giocata, tu sei disposto a sacrificarti per lui, a correre indietro e a recuperare per fermare l'avversario.

Non voglio fare alcuna promessa, vi garantisco soltanto che io sarò con voi, in mezzo alla strada e alla gente, sulla rete e con la rete, in mezzo ai dolori e alle ingiustizie, fra la fatica e il sudore. Se questo mi porterà a non essere mai un "buon politico" o "un buon candidato" poco importa, questo è l'unico modo che conosco per sorridere alla sera davanti allo specchio.

Parafrasando Guccini:

"Io faccio quel che posso, come posso, quando ne ho voglia, senza applausi o fischi, sindaco o no non passa tra i miei rischi, non comprate i miei dischi e sputatemi addosso."

Parafrasando De Andrè:

"Dai partiti non nasce niente, dal movimento nascono i fior."

Vi abbraccio forte,

MASSIMO BUGANI

P.S. Ringrazio con tutto il cuore gli amici che credono in me e che hanno insistito affinché io prendessi questa decisione. Vi voglio bene.


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