Rifiuti
D. RIFIUTI
D.0 Promozione e migrazione alla raccolta rifiuti porta a porta. Per i rifiuti non indifferenziati gestione solo attraverso, impianti di gestione rifiuti a freddo, trattamento meccanico biologico e selezione meccanica con recupero materie prime secondarie. Nessun apporto di rifiuti a impianti di termovalorizzazione.
D.1 Gestione rifiuti: nel 2012 creazione di due bandi di gara, uno per la raccolta e l'altro per lo smaltimento.
Le aziende che parteciperanno alla gara per la raccolta non potranno essere proprietarie di Inceneritori e/o discariche
D.2 Riduzione dei rifiuti attraverso:
- in/formazione al cittadino per l'aumento della raccolta differenziata e il riutilizzo
- in/formazione al cittadino utilizzazione di beni non usa e getta e di prodotti alla spina
- obbligo nelle mense scolastiche di piatti, posate e bicchieri riutilizzabili
- divieto di utilizzo di posate e piatti in plastica in tutti gli esercizi di ristorazione
- utilizzo dei pannolini lavabili negli asili nido
- incentivi all'utilizzo del vuoto a rendere
- obbligo per i supermercati di vendere anche prodotti alla spina (detersivi, pasta, cereali....)
- obbligo dei supermercati della raccolta del vuoto a rendere
- installazione di compostiere al posto dei contenitori per organico o nelle piccole aree verdi. Utilizzo del compost prodotto per gli stessi parchi in cui vengono collocate
- in ambito extra-cittadino/agricolo incentivare il compostaggio presso i coltivatori diretti: (es.
modello progetto Bacoli )
- incentivo comunale per l'acquisto e riduzione della tassa sui rifiuti del 30% a chi utilizza una compostiera
domestica e ritiro del compost prodotto dai cittadini.
D.3 Passaggio dalla tassa sui rifiuti TARSU alla tariffa rifiuti TIA (Tariffa di Igiene Ambientale)
recependo la norma nazionale Decreto Ronchi ed il suo regolamento attuativo (D.P.R. 158 del
27/01/1999).


Siete delle belle persone!
"Questi sono rapporti che ho trovato facendo una ricerca di pochi secondi su google,volendo ci sono un'infinitÃÂ di informazioni che non sentirai mai in un programma tv"
ââ¬ÅDopo che le sostanze inquinanti provenienti da un impianto di incenerimento
si disperdono nellââ¬â¢aria, alcune persone vicine allââ¬â¢impianto potrebbero essere
esposte direttamente attraverso lââ¬â¢inalazione o indirettamente attraverso il
consumo del cibo o dellââ¬â¢acqua contaminati dalla deposizione sul suolo, sulla
vegetazione e sullââ¬â¢acqua dei composti inquinanti immessi in atmosfera.
Per i metalli ed altre sostanze inquinanti che persistono nellââ¬â¢ambiente, gli
effetti potenziali possono estendersi oltre lââ¬â¢area vicina allââ¬â¢inceneritore. Infatti, i
composti persistenti possono essere trasportati lontano dalle fonte di
emissione, attraversare differenti trasformazioni chimiche e fisiche, e passare
diverse volte attraverso il suolo, lââ¬â¢acqua e il cibo.ââ¬Â
National Research Council (2000)
La politica dei rifiuti nellââ¬â¢Unione Europea accetta in senso lato la gerarchia del trattamento
dei rifiuti (in ordine di priorità): riduzione dei rifiuti ââ¬â riuso ââ¬â riciclaggio ââ¬â decomposizione
termica con recupero energetico (cioè, incenerimento con recupero energetico).Nonostante il consenso generale, ed una coerenza crescente di questa gerarchia nelle
linee politiche dei singoli stati come conseguenza delle direttive dellââ¬â¢Unione Europea, la
maggior parte dei rifiuti in Europa è conferita in discarica oppure è incenerita. Questi
metodi implicano i rischi più alti e più seri per lââ¬â¢ambiente e per la salute (Hens et al. 2000).
Una tendenza verso una politica dei rifiuti che miri a ridurre gli effetti sulla salute dovrebbe
dare maggiore enfasi alla prevenzione e al riuso, ma a tuttââ¬â¢oggi la politica dei rifiuti
dellââ¬â¢Unione Europea non è fondata sui dati relativi la salute, fortunatamente, tali dati,
derivanti dal trattamento dei rifiuti, non sono in conflitto, coincidendo anche con le prioritÃÂ
proposte dallââ¬â¢Unione Europea (Hens 2000). Ad esempio, la riduzione dei rifiuti deve
essere la più importante, (niente rifiuti significa nessun effetto sulla salute), seguita dal
riuso e dal riciclaggio, nonostante ciò, la mancanza di considerazione dellââ¬â¢ambiente e della
salute è chiaramente visibile nella politica comunitaria. Le normative sullââ¬â¢incenerimento
fissate dallââ¬â¢Unione Europea, insieme ai limiti nazionali stabiliti, si basano su ciò che è
tecnicamente raggiungibile, piuttosto che sullââ¬â¢impatto sanitario e ambientale.
Sebbene i limiti di emissione stabiliti dalla nuova direttiva europea comportino, nei paesi
europei, la chiusura ed il miglioramento degli impianti di vecchia generazione, la stessa
politica è giàdatata rispetto allââ¬â¢accordo OSPAR per eliminare gradualmente i rilasci delle
sostanze pericolose entro una generazione. La direttiva europea si basa su un approccio
convenzionale, benché scorretto, che piccole emissioni di sostanze pericolose siano
accettabili, e propone che i composti possano essere gestiti entro livelli di sicurezza
nellââ¬â¢ambiente. Tuttavia, è giànoto o è opinione scientifica, che non esistono livelli di
sicurezza per molte sostanze chimiche inquinanti, come diossine, altre composti
persistenti, bioaccumulanti, tossici e distruttori del sistema endocrino, ma tale principio
tende ad essere sempre più abbandonato dai circuiti politici. Ad esempio, per quanto
riguarda lââ¬â¢incenerimento, il Ministro dellââ¬â¢ambiente del Regno Unito, Mr. Michael Meacher,
recentemente ha riconosciuto la futilitàdellââ¬â¢approccio convenzionale al regolamento sulle
sostanze chimiche quando egli dice:
Q440ââ¬Â¦Ã¢â¬Âripeto che le emissioni prodotte dai processi dellââ¬â¢inceneritore sono estremamente
tossiche, alcune sono cancerogene. Noi sappiamo scientificamente che non cââ¬â¢Ã¨ livello di
sicurezza sotto il quale sono possibili tali emissioni.ââ¬Â(citato in Howard 2000).
Nonostante lââ¬â¢impegno nella Convenzione OSPAR per lââ¬â¢eliminazione di tutte le sostanze
pericolose entro il 2020, oggi ancora si cerca di pianificare la costruzione di nuovi
inceneritori da parte del governo del Regno Unito e di altri paesi europei.Una mancanza di spazio per lo smaltimento in discarica, normative più rigide per limitare
la quantitÃÂ di rifiuti conferiti in questi impianti, insieme ai problemi ambientali dovuti alle
discariche di vecchia generazione hanno portato le autoritÃÂ comunali di molti paesi a
cercare nuovi metodi di trattamento dei rifiuti. Allo stato presente, il 60% dei rifiuti che si
producono in tutti i paesi dellââ¬â¢Unione Europea va a finire nelle discariche (Hens et al.
2000). Questa situazione è resa ancora peggiore dallââ¬â¢aumento della quantitàdi rifiuti
prodotti. Per esempio:
- La produzione totale dei rifiuti nellââ¬â¢UE è salita di circa il 10% tra il 1990 e il 1995 ed è
previsto un ulteriore aumento del 20% entro il 2010 (EEA 1999).
- In Estonia, Slovenia, Lituania, Repubblica Slovacca, Bulgaria, Ungheria, Repubblica
Ceca, Romania, e Polonia la crescita economica potrÃÂ portare a raddoppiare la
produzione dei rifiuti urbani entro il 2010 (EEA 1999).
- In Asia, si pensa che i rifiuti prodotti nelle zone urbane raddoppieranno entro il 2025
(Banca Mondiale 1999).
Una delle tecnologie scelte per gestire la crisi attuale dei rifiuti è lââ¬â¢incenerimento, un
metodo che viene promosso per ridurne il volume e quindi per diminuire il peso dello
smaltimento in discarica. In ogni modo, gli inceneritori non sono la soluzione al problema
dei rifiuti, ma sono in realtÃÂ il sintomo di politiche inesistenti e/o mal concepite nella
gestione delle risorse. In un mondo in cui le risorse sono in diminuzione, è irrazionale
lasciare che materie prime preziose ââ¬Åvadano in fumoââ¬Â, soprattutto quando è noto che le
emissioni atmosferiche rilasciano sostanze chimiche persistenti e pericolose.
Lââ¬â¢incenerimento non può essere considerato una tecnologia sostenibile per il trattamento
dei rifiuti e non cââ¬â¢Ã¨ luogo al mondo che si preoccupi di attuare tecnologie a emissioni zero.
Lââ¬â¢incenerimento è stato giàvietato dal governo delle Filippine, primo paese al mondo a
bandire tale tecnologia su scala nazionale. La legge delle Filippine sullââ¬â¢aria pulita del 1999,
proibisce lââ¬â¢incenerimento di rifiuti urbani, sanitari e pericolosi e raccomanda lââ¬â¢uso di
tecniche alternative (per i rifiuti urbani) e tecnologie ââ¬Åsenza combustioneââ¬Â. Vengono così
promossi la riduzione dei rifiuti, il ri-uso ed il riciclo. La legge prevede tre anni per la
graduale eliminazione degli inceneritori di rifiuti sanitari esistenti e, nellââ¬â¢arco di questo
periodo, limita lââ¬â¢incenerimento di rifiuti infetti nelle strutture ospedaliere.
Vorrei sapere perchè non siete favorevoli all'utilizzo degli inceneritori per il trattamento dei rifiuti urbani. Non è la stessa politica utilizzata nel resto d'europa?
Grazie, ciao.
Ho letto le risposte di Bugani al questionario proposto da associazioni Il Mosaico, ARS, Agire politicamente e Libertàe Giustizia, trovo interessante il programma che ne scaturisce ma contraddittorie alcune risposte sulla sicurezza, ad esempio - il livello che viene dato al problema droga o alcool, o il controsenso di non ritenere importante la videosorveglianza e nel contempo dichiarare prioritaria la lotta ai graffiti - o sulla scuola il ritenere di nessun valore la scuola privata quando è dichiarato necessario da parte del comune provvedere a servizi scolastici di qualità( le scuole comunali non sono pubbliche )e se la scuola privata non è necessaria quanti edifici scuola dovrebbe fornire il comune allo stato per chiudere quelle private? O mi sono confusa io?!
Tra le scuola private e quelle pubbliche ci sono nette differenze e "antinomie costituzionali" dovute ad una erronea interpretazione da parte di chi fa le nostre leggi ordinarie art.33-34 cost.,che non garantiscono il principio cardine di una societàdemocratica "l'uguaglianza e quindi il diritto all'istruzione paritario".Innanzi tutto l'istruzione dovrebbe essere garantita a tutti gli individui di una società, cosa che vale per le scuole statali, ma non per quelle private dove puo entrare solo chi è in grado di pagare la retta, tenendo presente che purtroppo non tutti i meritevoli hanno diritto ai sussidi statali quali borsa di studi e alloggi per studenti l'ingresso in una scuola privata è assolutamente limitato e difficoltoso...senza pensare al fatto che il nostro non è di certo uno stato meritocratico. Il privato da forza a questo sistema corrotto che crea solo disuguaglianze economiche e soprattutto conoscitive. La soluzione, per come la vedo, è semplice, non costruire altre scuole, basterebbe modificare la legge ordinaria e "riciclare" le scuole private e renderle pubbliche!