View; MT.commentIds = [];

Fondi Pensione e speculazione finanziaria. L'esempio Laborfonds

user-pic
Vote 1 Vote

FONDI PENSIONE COMPLEMENATARI: FINALITA', UTILITA', NOCIVITA'

FINALITA'
La finalità dichiarata dei fondi è quella di assicurare un'integrazione alla pensione di vecchiaia o di anzianità.
La necessità di costituirli deriva dall'introduzione di norme drasticamente riduttive delle future pensione dei giovani.Tuttavia i fondi adempiono ad un altro scopo, mai dichiarato, ma sempre presente e visibile: portare flussi continui di liquidità ai mercati finanziari globalizzati che dovrebbero garantire la rivalutazione dei capitali versati.All'apparenza le due finalità potrebbero sembrare compatibili se non ci fossero altri elementi, fra i quali la speculazione, capace di condizionare pesantemente i rendimenti, rendendoli imprevedibili.
In questo modo viene a mancare completamente la certezza dell'integrazione futura e quindi nessun Fondo pensione è in grado di soddisfare il bisogno di certezza della previdenza futura.Vi è un altro elemento che fa propendere che delle due finalità, la principale sia quella di immettere liquidità nei mercati, l'indebitamento crescente.
Il sistema capitalista ha bisogno di crescere in continuazione. Non si può permettere una sosta prolungata. Sovradimensionato e mondializzato come adesso, con risorse naturali sempre più scarse a disposizione, abbisogna di credito.
Quest'ultimo necessita anche agli stati per portare avanti una politica economica "aggressiva", termine più appropriato di "competitiva" .
La produzione di merci non è più finalizzata alla soddisfazione dei bisogni, ma alla crescita e quindi abbisogna di credito al consumo e del marketing più sofisticato per convincere i consumatori ad acquistare ciò che non serve.
Ciò spiega l'aumento vertiginoso del credito pubblico e privato negli ultimi trentanni e la necessità d'inventare la finanza creativa, l'ingegneria finanziaria.Dietro il debito non c'è più l'oro a garantire l'insolvenza, ma solo la fiducia nella banca e nello stato, e quando questa viene solo messa in dubbio, si scatena la crisi dei mercati finanziari, alimentata dalla peggiore speculazione, con tutte le consegue sociali che conosciamo bene.In definitiva si può pacificamente affermare che lo sopo principale dei fondi pensioni è di immettere liquidità nei mercati finanziari e conseguentemente di favorire la speculazione e l'insorgere delle crisi finanziarie.
La conseguenza è che i lavoratori che alimentano i fondi agiscono inconsapevolmente contro se stessi.

UTILITA'
Le domande sono: " Servono a qualcosa di utile i Fondi Pensione?" "Chi ne trae vantaggio?
La risposta rimane sospesa per i lavoratori poiché non vi la certezza del risultato.
Allora vediamo chi ne trae vantaggio immediato.
Analizziamo la struttura del carrozzone regionale che è stato messo in piedi.
Nel caso del Laborfonds c'è stato un grande investimento iniziale da parte della regione. Capitale prelevato dai contribuenti, giustificato dal nobile fine di garantire un'integrazione alle future pensioni da fame..
Il mantenimento del Carrozzone costa attualmente 1.250.000 euro, coperto in parte dalla quota annuale di 10 euro a carico degli iscritti e dai rimborsi spese del PensPlan. Da notare, che per la sede, il Laborfonds paga un affitto mensile di 652 euro, nel 2009 l'affitto era di 88 euro, altro regalo dei contribuenti.
Poi ci sono le commissioni di gestione finanziaria, che vanno dallo 0,35% della linea prudente etica, allo 0,20 % della linea bilanciata, fino allo 0,40 per la linea garantita. Nel 2010 il totale degli oneri di gestione è stato di 2.163.000 e di 257.000 euro per le commissioni pagate alla banca depositaria. Per un totale di 3.670.000 euro.
Dai costi del carrozzone ne traggono vantaggio: gestori finanziari, banche e chi ci lavora, a spese dei sottoscrittori e dei contribuenti.

Altri costi
Ci sono inoltre i costi imprevedibili della speculazione, provocati dai gestori che rientrano a pieno titolo fra gli speculatori professionali. Sono loro che , in buona parte, stabiliscono le sorti dei mercati finanziari e delle relative crisi.
Infine al banchetto partecipano anche le assicurazioni.

I Gestori e la speculazione
Per la linea garantita i gestori sono: UGF (Unipol) assicurazioni e per la parte azionaria J.P Morgan.
Per la prudente etica Credit Suisse.
Per la bilanciata Eurizon (Intesa) e BlackRock.
Per la dinamica tutto a BlackRock.
In che prodotti investono i gestori di Laborfons? Basta scorrere l'elenco delle operazioni eseguite che appare nel Bilancio 2010 per rendersene conto.
Investono su tutti i mercati, prendendo in considerazione l'intera gamma di prodotti offerti: obbligazioni (anche bond greci), fondi, fondi di fondi, azioni, valute e derivati.
Nei conti d'ordine si segnalano: impegni broker relativi a vendita futures per 13.832.187 euro e impegni di acquisto per 47.636.800 euro. Circa il 6% del patrimonio finisce in derivati.
Alla fine il costo più gravoso è quello che si manifesta nei periodi di crisi con perdite di capitale, vale a dire il costo del rischio.
Nel 2010 c'è stato il primo pensionamento e la posizione è stata trasferita all'assicurazione convenzionata (Cattolica Assicurazioni), la quale per la conversione in pensione pretenderà un ulteriore costo (fino al 30% del capitale).

BATTERE IL TFR
Alla fine il risultato dei rendimenti non può che essere deludente e lo dimostra la stessa relazione al bilancio che insiste nel confronto con il rendimento del TFR quale risultato da superare.
Al che si pone un'ovvia domanda : "Valeva la pena mettere su un carrozzone dispendioso per battere il TFR ?"
Tuttavia col passare del tempo la meta svanisce e il rischio di perdita di capitale si concretizza.
Raggiungere il TFR diventa una missione impossibile e lo dimostrano i rendimenti storici dall'inizio alla fine: dal 29/09/2000 al 31/08/2011 per la bilanciata il rendimento è stato del 2,39%
Per la dinamica dal 30/04/2008 al 31/08/11addirittura dello 0,05% a un soffio dalla perdita di capitale.
Per lo stesso periodo il rendimento della prudente etica è del 2,55% e della garantita del 2,88%.
Il rendimento storico netto d'imposta del TFR, paragonabile solo alla linea bilanciata, dal 29/09/2000 al 31/08/2011 è del 2,79%.
Il TFR è penalizzato dal regime fiscale al momento della maturazione del montante finale, dove l'imposta può arrivare al 23 -27% contro il 15% riducibile fino al 9% in base agli anni di permanenza nel fondo.
Rispetto al Fondo però non ha commissioni, spese amministrative, costo del rischio e necessità di ricorrere ad una assicurazione e soprattutto certezza del risultato. Zero costi per la collettività.
Se si volesse veramente assicurare una pensione integrativa basterebbe elevare il rendimento del TFR a quello di un BTP indicizzato all'inflazione offerto dalla stato.
In questo modo si ridurrebbe la dipendenza del debito pubblico dai mercati finanziari.
Con un rendimento pari al 100/% dell'inflazione + il 2,50% annuo (inferiore al BTP scad. 2041) si sarebbe ottenuto un rendimento composto netto del 4,10%, quais il doppio del rendimento della linea bilanciata.
L'utilità dei Fondi pensione dunque è negativa.

La profezia di Galbraith
Dopo la crisi finanziaria del 1987 Galbraith scrisse un libricino: " Breve storia dell'euforia finanziaria"
Il libro si concludeva con la sua profezia, vale la pena di leggerla:
"Quando avverrà il nuovo grande episodio speculativo, e in quale campo si manifesterà: immobili, mercato mobiliare, arte, automobili antiche? A queste domande non vi è risposta; nessuno la sa. E chiunque pretenda di darla non sa di non sapere. Ma una cosa è certa: ci sarà un altro di questi episodi e altri ancora. Gli sciocchi presto o tardi vengono separati dal loro denaro. E lo stesso accadrà purtroppo, a quanti, in un'atmosfera generale di ottimismo, sono sedotti dalla sensazione di possedere il bernoccolo degli affari. Così è stato per secoli, così sarà per il futuro".

15.10.11