Febbraio 2012 Archives

Fare economia significa innanzitutto non sprecare le risorse a disposizione inutilmente, poiché lo spreco è il principale fattore di diseconomia. La vera economia pertanto dovrebbe investire in utilità secondo una scala di valori per migliorare la vita di chi abita nell'oikos (luogo, casa), premiando tutto ciò che produce un benessere collettivo distribuito in modo da soddisfare i bisogni vitali nel miglior modo possibile.
Prendiamo in esame il problema dei rifiuti, partendo dall'oikos che ci interessa maggiormente : la nostra città
Innanzitutto la teoria della decrescita prevede di inquadrare il processo economico in esame nel suo insieme: dall'inizio alla fine, valutando i costi energetici, l'impiego di risorse naturali e la compatibilità ambientale.

PRODUZIONE DEI RIFIUTI - LAVORAZIONE - SMALTIMENTO E RECUPERO

Le fasi del ciclo sono interdipendenti e quindi vanno valutate una in funzione dell'altra per raggiungere lo scopo di massima economicità.

Nella fase di produzione andrebbero prese in esame le soluzioni per garantire il minimo spreco di risorse energetiche e di materiali che possano garantire nelle successive fasi l'impiego più razionale possibile (impiego limitato e polifunzionale dell'imballaggio, in modo da impiegare il minor numero possibile di materiali per ottenere il minor costo energetico nella lavorazione e nella fase di smaltimento e recupero.
La razionalizzazione provocherebbe risparmio di risorse e di conseguenza una sensibile caduta del PIL che aumenta proporzionalmente allo spreco.

Invece il sistema diseconomico parte dall'ultima fase, magari con una scelta in conflitto con l'intero ciclo dei rifiuti. Così è accaduto a Bolzano con la costruzione di un inceneritore sovradimensionato che di fatto limita la razionalizzazione dell'intero ciclo, in quanto esso stesso produttore di rifiuti inquinanti che devono essere smaltiti e che non possono essere recuperati.

La soluzione del porta a porta puntuale, vale a dire con il coinvolgimento dell'utente (tanto meglio smaltisco meno pago), oltre a innalzare la differenziata fino all''80-90% lasciava aperta la porta a successivi miglioramenti nella produzione, nella lavorazione e nel recupero dei rifiuti (soluzione Vedelago per i residui), liberandoci dai problemi di smaltimento di ceneri, polveri (nelle cave di sale in Germania), filtri e dalla conseguente necessità di nuove aree verdi per le discariche. Se funziona nel densamente popolato quartiere Scampia di Napoli, non si capisce perchè non dovrebbe funzionare a Bolzano.

Il costo sarebbe stato nettamente inferiore. A fronte dei 20 milioni di euro di costi fissi per il nuovo termovalorizzatore (ammortamento- ricambio filtri, manutenzione - smaltimento dei residui) si sarebbero potute occupare stabilmente un centinaio di persone (4.000.000 di euro) risparmiando molti soldi.

L'inceneritore farà sicuramente più PIL, ma la differenziata porta a porta avrebbe certamente portato più benessere in termini di occupazione, di salute, d'ambiente ed anche nel bilancio degli enti pubblici.

disastro liguria.jpgUn cittadino, un legale esperto in diritto delle acque, l' avvocato Franco Mellaia di Bolzano, ha presentato l' 8 febbraio 2012, al presidente del consiglio e ai ministri di ambiente, interno, rapporti con il parlamento e sviluppo economico un atto di interpello e messa in mora chiedendo di indire con la massima tempestività una conferenza sull'Acqua.

" A distanza di oltre quarant'anni dall'ultima Conferenza nazionale sull'Acqua tenutasi a Roma nei primi anni '70, si avverte la necessità di una nuova convocazione di tale Conferenza, che faccia il punto della situazione nel nostro Paese riguardo non solo l'utilizzo dell'acqua, come bene fondamentale appartenente a tutti i cittadini che insieme formano lo Stato-Comunità, ma pure riguardo la difesa dalle acque, poichè ciclicamente nella nostra Italia si assiste a devastanti fenomeni di piena che sconvolgono i territori e le popolazioni ivi stanziate, come da ultimo i tragici fatti alluvionali registratisi nelle Cinque Terre in Liguria.
Non tutto è addebitabile alla Natura. Vi sono azioni dell'uomo, soprattutto in via preventiva ed in applicazione del principio di precauzione in materia ambientale, che ben potrebbero essere svolte per mitigare e/o contenere i fenomeni di piena naturale, facendo sì ad esempio che il colmo di piena in una rete idrografica, come trattenuto o differito anche solo in termini di ore giovandosi dell'accumulo opportuno in serbatoi a monte, possa defluire a valle nell'asta fluviale di recapito in condizioni di assoluta sicurezza.
Vi è poi l'esigenza fortissima di difendere le acque, a partire dalla loro connotazione tipica in laghi e fiumi naturali, autentici beni ambientali per la nostra legge positivamente vigente, stigmatizzando una volta per tutte quell'intento «predatorio» della RISORSA IDRICA troppo a lungo tollerato e praticato contra naturam e contra legem.»

Cordiali saluti.
Avv. Franco Mellaia

ATTO DI INTERPELLO- MESSA IN MORA 8.2.2012.pdf

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Sabato 18 Febbraio intorno alle 15,30 in Via Belenzani a Palazzo della Loggia a Trento, sono stati presentati i due quesiti referendari che si propongono di abolire totalmente o parzialmente ( la "Diaria") la Legge Regionale 2/95 che regola lo stipendio e la "Diaria". Queste sono solo due delle voci che compongono l'emolumento percepito dai consiglieri regionali, che nel Trentino Alto Adige sono le stesse persone ( i consiglieri) che compongono il Consiglio Provinciale.
In un contesto di austerità, di profonda crisi dell'economia e soprattutto del potere d'acquisto dei cittadini, chi governa il Paese ci chiede di "stringere la cinghia", per cui le pensioni non saranno così generose, i codici verdi all'ospedale pagano un ticket, i carburanti costano ogni giorno di più ed un intera generazione di giovani sta pagando gli errori fatti negli ultimi 30 anni, quando loro ancora non c'erano o si erano appena affacciati ala finestra del mondo. Tutte cose che il cittadino medio vive ogni giorno sulla sua pelle ma che misteriosamente non vengono percepite proprio da chi dovrebbe avere il "polso" del territorio e sapere bene che i giovani lavorano sempre più da precari e molte aziende hanno fatto ricorso alla cassa integrazione o alla mobilità.
Nonostante questo "vento" di crisi, le indennità dei consiglieri regionali (alias provinciali) rimangono sostanzialmente invariate, con tagli timidi di 290 euro, a fronte di trattamenti ben superiori agli 11.000 euro arrivando a 25.000 e 21.000 rispettivamente per Luis Durnwalder e Lorenzo Dellai.
Allora due donne, Giovanna Giugni e Simonetta Gabrielli, hanno pensato di dare la possibilità ai cittadini di esprimersi su questo tema, dando la possibilità di abolire o stipendio e diaria (circa 7000 euro al mese) o solamente diaria (poco più di 3000 euro al mese) con due quesiti referendari che lascerebbero comunque di che vivere ai nostri rappresentanti.Inoltre la raccolta firme sarà sicuramente un modo per mandare ai politici il messaggio chiaro: "o cambi la legge in modo serio o la seghiamo noi".
Ilario Scuteri

Una maggioranza sull' orlo di una crisi di nervi
Etichette: Consiglio comunale Bolzano, Degli Agostini, Fondazione castelli, IdV, Rizzolli, Spagnolli

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Questa sera abbiamo assistito alla chiara dimostrazione di quello che significa democrazia per il sindaco Spagnolli e per la sua maggioranza (o almeno gran parte di essa).

Non era mai successo in Consiglio Comunale che la maggioranza si auto bocciasse una propria delibera. Ebbene questo è accaduto stasera.

Il motivo è abbastanza banale: si trattava di eleggere i rappresentanti all' interno del CDA della fondazione castelli, la fondazione diretta da Helmuth Rizzoli ( delegato del sindaco) che spesso ha fatto discutere in consiglio.

Due i posti a disposizione, due candidati della maggioranza e uno dell' opposizione. Le solite nomine, senza alcuna presentazione, senza mostrare un curiculum o delle competenze, prendere o lasciare a scatola chiusa.

Tutto organizzato al fine di avere solo rappresentanti di maggioranza nel CDA.

Ma qualcosa non è andato per il verso giusto, qualche " franco tiratore" nella maggioranza, e alla fine viene eletto un rappresentante della maggioranza e uno dell' opposizione.

Non sembra di per se un grosso guaio, la maggioranza consigliare mantiene nettamente una maggioranza nel CDA, e un rappresentante dell' opposizione tanto male non può fare.

Ma invece: apriti cielo.

Il sindaco rimane sbigottito e dopo un attimo di sbandamento, e dopo sussurato confabulo con il fido vicepresidente, lo stesso Degli Agostini convoca una riunione dei capigruppo della maggioranza.

Ma cosa sarà successo di così grave? Un rappresentante dell'opposizione, numericamente ininfluente, può dare così fastidio? Perché si vuole la maggioranza assoluta? O forse è il pensiero del candidato perdente( proposto dall' IDV) a fare agitare Spagnolli e compagni? Non lo sapremo mai, di fatto i capigruppo della maggioranza decidono l' incredibile, l' assoluto assurdo: bocciano l' intera delibera sulla fondazione castelli da loro stessi presentata.

Non tutti sono felici neanche nella maggioranza e il capogruppo SVP "sgrida" pubblicamente i suoi al grido: " Ich bin der Capogruppo!!!".

Si sono auto bocciati e dovrebbero di conseguenza anche auto dimettersi e andare a casa.

Questa è la Democrazia della maggioranza attuale ben rappresentata dal sindaco: niente cittadini che protestano, presi a malaparole, niente posti nei CDA all' opposizione, che, messa all' angolo non le vengono riservate nemmeno le briciole sono state riservate.

Un potere assoluto, per fare quello che si vuole, senza controllo e senza confronto; un potere assoluto per accontentare tutti, ma come si è visto stasera, una maggioranza sull' orlo di una crisi di nervi.

Claudio Vedovelli

MoVimento5stelle Bolzano

PRESENTAZIONE IN CONSIGLIO COMUNALE DELL' ECOCENTER

L'inceneritore di Bolzano servirà sicuramente ad aggravare i bilanci di Provincia e Comune. Tra oneri di bonifica e di costruzione siamo a 127 milioni di euro e ancora non si sa, a sentire i rappresentanti dell'Ecocenter, quanto costerà la demolizione del vecchio e se è più o meno compresa nel prezzo e chi la pagherà. Tra filtri da cambiare, manutenzione e ammortamenti costerà almeno 20 milioni all'anno.
Il codice etico- ambientale garantisce l'assenza di finalità di lucro. Un'aporia (l'inceneritore è un inquinante di partenza e non può considerarsi ecologico) che non tiene conto degli appetiti della SEL e del decreto Monti che prevede l'esternalizzazione dei servizi comunali,
L'impianto nuovo è predisposto per 16.3 ton/h (134.000 t /anno). Potenza termica 32 MW e potenza elettrica 10,2 MG.
Smaltirà i rifiuti di tutti i comuni soci. Rosee previsioni di termovalorizzazione pari a un terzo degli edifici della città. Non è stato chiarito a carico chi sosterrà i costi per la sostituzione degli impianti di riscaldamento privati. La previsione è di abbattere entro il 2025 (quando il termivalorizzatore sarà quasi obsoleto) il 20% delle 220.0000 tonnellate di CO2 attualmente prodotte.
L'impianto è a doppia filtrazione senza scrubber.
Risultati attesi tutti da verificare: polveri mgNm3 0,5 - HCI (sempre mgNm3 ) Non si farà mai la differenziata porta a porta che non porterebbe a nessun risultato, poiché l'abitato di Bolzano, a differenza di S.Francisco è ad alta densità abitativa (dichiarazione dell'ex assessore verde, promosso presidente della società). Non ha spiegato il nesso (logicamente dovrebbe essere il contrario).
Oltre al supertecnologico termovalorizzatore è prevista la canalizzazione delle acque reflue verso il depuratore di Bolzano per le cacche prodotte da Siusi in giù e in Val d'EGA. 5.856 metri di condutture da Ponte Resia a Cardano (7.200.000 euro).
A proposito di escrementi umani analizzati, si è scoperto che a causa dei medicinali di cui si nutrono abitualmente gli abitanti della provincia, risultano particolarmente tossici.
Tutti i rifiuti dell'Alto Adige, compresa buona parte della cacche tossiche verranno trattate ecologicamente a Bolzano per la gioia dei suoi abitanti; le tonnellate di polveri sottili solidificate saranno smaltite nelle saline tedesche. Smaltimento garantito in cambio di 30 anni di sudditanza
Il presidente dell''ECOCENTER, infine, ha scritto lettere di fuoco alla Provincia (che non ci sente), affinché si ampli la discarica di Vadena insufficiente ad ospitare ceneri, scorie e fanghi futuri.
Dubitiamo fortemente che il bilancio finale per i contribuenti sarà positivo, grado di tossicità delle cacche compreso.

(pubblicato da Alto Adige e Corriere dell'Alto Adige il 25 gennaio 2012)

Il Presidente Monti promette PIL più 10%, grazie alle liberalizzazioni. Quasi, quasi, anche se con modi molto più garbati, viene da chiedersi se le spara ancora più grosse del suo predecessore.
Con la manovra anche a Bolzano tutti i principali attori della speculazione edilizia e non solo potranno ottenere, come avevo previsto, una licenza per la costruzione di un centro commerciale di almeno 20.000 mq.
Comune e Provincia non si potranno opporre, poiché nei siti richiesti a Bolzano Nord e nella Z.I, non sussistono, come spiega l'Avvocato Vettori, motivi di tutela ambientale, culturali o della salute.
Ovvia! Non sarebbe giusto che il Twenty diventasse il monopolizzatore del settore della grande distribuzione. Se il principio della liberalizzazione deve valere per i taxisti, gli avvocati, gli edicolanti, non si capisce perché non deve valere per i centri commerciali.
A dire il vero, facendo due calcoli, i centri commerciali, dal punto di vista economico sono una sciagura per il territorio.
Prendiamo il Twenty, per esempio. Il gruppo Podini (come quello Tosolini) hanno la sede legale a Milano e pertanto le tasse le pagano in Lombardia. La gran parte della merce venduta nei centri viene acquistata e pagata a ditte che non risiedono in provincia (con qualche insignificante eccezione: Athesia). Cosa rimane nel territorio? Solo i dipendenti assunti dal centro. Per far tornare il conto, rimane da domandarci quante famiglie di negozianti e loro commessi saranno costretti a cessare la loro attività.
Per aumentare il PIL queste argomentazioni non hanno valore. Per aumentarlo è necessario convincere l'oggetto del mercato, il consumatore, a comprare, a prescindere dalla convenienza e dall'utilità e qualità del prodotto. E per l'acquisto scriteriato e compulsivo cosa c'è meglio di un centro commerciale, studiato con i più sofisticati mezzi di convincimento.
Nella società liquida del consumatore, privato di qualsiasi caratteristica ontologica (per dirla come Zygmunt Bauman), interessano le occasioni, il sotto costo. In questo modo si realizza e vive momenti di felicità e quando orgoglioso mostrerà l'acquisto all'amico chiederà: "Indovina quanto l'ho pagato".
Il consumatore preso dal gioco degli affari non si rende conto che la competitività estremizzata, di cui si nutre la liberalizzazione, finisce per pugnalarlo alle spalle, poiché per raggiungere i prezzi che vuole lui, i produttori dovranno diminuire la qualità e i costi e fra questi ultimi ci sono anche il suo stipendio e la sua futura pensione.
Non riesce a cogliere il nesso fra i sacrifici dolorosi sulle pensioni e gli stipendi da fame e le liberalizzazioni, che in tutti i settori significano perdita di qualità e sfruttamento della mano d'opera. Avanti professore, barra a dritta, ma cerchi di non finire, come la Costa Concordia, sugli scogli, anche quel mega transatlantico, esempio di liberalizzazione, vantava lavoratori sottopagati, senza alcun diritto, nemmeno quello di ammalarsi, ma consumatori felici che potevano permettersi una crociera a prezzi stracciati.

Alberto Filippi

Caro Collega,

Ti invio questa breve lettera per ricordarti - se puoi e vuoi - di rispondere al test sulla mobilità a Bolzano che Ti abbiamo spedito circa 20 giorni fa.

Di seguito il test spedito:
TEST%20SULLA%20MOBILITA%20compilabile[1].doc

La scadenza è il giorno 8-1-2012.
La valutazione del test sarà complessiva su tutte le risposte pervenute e sarà assolutamente anonima. I risultati verranno presentati in conferenza stampa.
Grati per la collaborazione, Ti porgiamo cordiali saluti e auguri di buon anno

Alberto Filippi
Claudio Vedovelli

Consiglieri comunali MoVimento 5 stelle Bolzano

P.s. Questo è un breve clip sul test sulla mobilità che puoi visionare su Youtube

http://www.youtube.com/watch?v=ayA-0elVV9o&feature=youtu.be

I MERCATI QUESTI SCONOSCIUTI

Il problema di fondo da risolvere è il rapporto fra i mercati e la speculazione: i mercati sono il fine o lo strumento e viceversa la speculazione è lo strumento del mercato o il fine ?
Prendiamo l'esempio della Borsa che è una parte del mercato dei titoli. Nel tempo i mercati azionari hanno perso della loro originaria importanza con lo sviluppo del processo di concentrazione oligopolistica che di fatto ha escluso la possibilità di quotazione delle piccole e di gran parte delle medie imprese.
In una rassegna bancaria all'inizio degli anni 80 (Die Bank) si leggeva : "La borsa da tempo ha cessato di essere lo strumento intermediario degli scambi che essa fu un tempo quando le banche non potevano collocare nella propria clientela la maggior parte dei titoli emessi" .
Ogni banca oggi è diventata una borsa. Compra e vende dalla propria clientela e in borsa tratta solo i saldi di giornata. Con lo svilupparsi della banca on line il fenomeno si è ingigantito. Inoltre quasi tutte le operazioni di aumento di capitale, promozione di nuove società, cessione di pacchetti di controllo avvengono fuori dalla Borsa e il fallimento delle OPA (offerta pubblica di azioni) è significativo.
Altro fattore di notevole importanza nella crisi delle borse è costituito dall'abbandono da parte della piccola borghesia tradizionale dell'investimento azionario. Il miraggio del guadagno facile, del risparmio che fa recuperare l'inflazione sta tramontando. Il cassettista classico non esiste più. E' stato sostituito dal rassegnato possessore di azioni svalutate che nemmeno s'interessa dell'andamento dei corsi. Nei rari momenti di euforia il parco buoi s'ingrassa delle nuove entità oggetto, spogliate delle caratteristiche ontologiche, vale a dire i consumatori che si trasformano in novelli esperti finanziari.
Svuotata in parte di significato economico la borsa sopravvive grazie alla speculazione. Su questa affermazione gli studiosi di borsa sono pressoché unanimi. La dimostrazione pratica la si ha osservando il valore di scambio delle azioni e adesso anche delle obbligazioni che non corrisponde mai al valore reale della parte di capitale o di debito che rappresentano. Gli studiosi ( Zappa T. Bianchi, Ginella, Garrone, ecc.) che in passato hanno sostenuto l'utilità della speculazione, in quanto permetterebbe la transitoria sistemazione di titoli che altrimenti non troverebbero sistemazione immediata e definitiva fra i risparmiatori, è stata smentita da esempi clamorosi, fra i quali spicca la scalata all'Italcementi di Sindona che rastrellò azioni (che altrimenti non avrebbero trovato collocazione fra i risparmiatori) al solo scopo di collocarle a caro prezzo nelle mani dello stesso proprietario che stava perdendo il controllo della società.
La verità è che a fronte di milioni di risparmiatori volenti o costretti dai fondi pensione, alcuni giganti della finanza ricavano colossali utili speculativi che, nei momenti di crisi come quello che stiamo vivendo, derivano dalla sistemazione definitiva dei titoli svalutati nelle mani del parco buoi (fondi pensione compresi).
Oggi il dominio finanziario di questi colossi si serve dei mercati per finalizzare la speculazione riuscendo perfino a pretendere le riforme in loro favore dei governi, facendone pagare il prezzo interamente alle classi più deboli.
Sostenere che un paese ha perso la fiducia dei mercati e degli investitori è una falsità. La verità è che la speculazione approfitta delle condizioni di debolezza più o meno inventate, per ricavare enormi profitti nell'esclusivo interesse di poche corporations.