TORNARE ALLA VERA ECONOMIA ELIMINANDO IL PIL

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Fare economia significa innanzitutto non sprecare le risorse a disposizione inutilmente, poiché lo spreco è il principale fattore di diseconomia. La vera economia pertanto dovrebbe investire in utilità secondo una scala di valori per migliorare la vita di chi abita nell'oikos (luogo, casa), premiando tutto ciò che produce un benessere collettivo distribuito in modo da soddisfare i bisogni vitali nel miglior modo possibile.
Prendiamo in esame il problema dei rifiuti, partendo dall'oikos che ci interessa maggiormente : la nostra città
Innanzitutto la teoria della decrescita prevede di inquadrare il processo economico in esame nel suo insieme: dall'inizio alla fine, valutando i costi energetici, l'impiego di risorse naturali e la compatibilità ambientale.

PRODUZIONE DEI RIFIUTI - LAVORAZIONE - SMALTIMENTO E RECUPERO

Le fasi del ciclo sono interdipendenti e quindi vanno valutate una in funzione dell'altra per raggiungere lo scopo di massima economicità.

Nella fase di produzione andrebbero prese in esame le soluzioni per garantire il minimo spreco di risorse energetiche e di materiali che possano garantire nelle successive fasi l'impiego più razionale possibile (impiego limitato e polifunzionale dell'imballaggio, in modo da impiegare il minor numero possibile di materiali per ottenere il minor costo energetico nella lavorazione e nella fase di smaltimento e recupero.
La razionalizzazione provocherebbe risparmio di risorse e di conseguenza una sensibile caduta del PIL che aumenta proporzionalmente allo spreco.

Invece il sistema diseconomico parte dall'ultima fase, magari con una scelta in conflitto con l'intero ciclo dei rifiuti. Così è accaduto a Bolzano con la costruzione di un inceneritore sovradimensionato che di fatto limita la razionalizzazione dell'intero ciclo, in quanto esso stesso produttore di rifiuti inquinanti che devono essere smaltiti e che non possono essere recuperati.

La soluzione del porta a porta puntuale, vale a dire con il coinvolgimento dell'utente (tanto meglio smaltisco meno pago), oltre a innalzare la differenziata fino all''80-90% lasciava aperta la porta a successivi miglioramenti nella produzione, nella lavorazione e nel recupero dei rifiuti (soluzione Vedelago per i residui), liberandoci dai problemi di smaltimento di ceneri, polveri (nelle cave di sale in Germania), filtri e dalla conseguente necessità di nuove aree verdi per le discariche. Se funziona nel densamente popolato quartiere Scampia di Napoli, non si capisce perchè non dovrebbe funzionare a Bolzano.

Il costo sarebbe stato nettamente inferiore. A fronte dei 20 milioni di euro di costi fissi per il nuovo termovalorizzatore (ammortamento- ricambio filtri, manutenzione - smaltimento dei residui) si sarebbero potute occupare stabilmente un centinaio di persone (4.000.000 di euro) risparmiando molti soldi.

L'inceneritore farà sicuramente più PIL, ma la differenziata porta a porta avrebbe certamente portato più benessere in termini di occupazione, di salute, d'ambiente ed anche nel bilancio degli enti pubblici.

2 Comments

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Consentimi una domanda: cosa funziona nel "densamente popolato quartiere Scampia di Napoli"???
A Bolzano (ritengo) non è un problema di funzionamento, ma - come nel resto d'italia - è l'interesse economico a prevalere sul buon senso, pertanto ecco gli inceneritori (non chiamiamoli termovalorizzatori!).

Pare funzioni tutto bene senza appalti e subappalti.
Certo se si punta alla crescita del PIL l'inceneritore lo aumenta, il porta a porta no, ma guarda caso dà più posti di lavoro. Dietro gli inceneritori c'è la mafia

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