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"la cultura ci fa ricchi"

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A seguito delle interrogazioni in Consiglio Provinciale di Verdi e di Unitalia e in seguito agli articoli comparsi sulla stampa relativamente alle nuove politiche in campo culturale portate avanti dalla squadra dell'Assessore Tommasini interveniamo nella questione come MoVimento 5 Stelle.

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Dal bilancio dell'Assessorato alla Cultura Italiana si evince chiaramente che nel 2012 mentre alle associazioni culturali sono stati decurtati complessivamente 230.000 euro, in soli 2 anni (uno e mezzo per la precisione) "alle" cooperative (il plurale temiamo sia del tutto fuorviante) sono stati assegnati .ca 500.000 euro (110.000 a metà 2011 e nel 2012 240+150.000). Già questo è un dato politico che lascia esterrefatti. Perché si penalizza il volontariato delle associazioni per spostare i fondi su neocostituite cooperative di lavoro (il cui scopo statutario è ovviamente quello di produrre lavoro ben remunerato per i propri soci cosa che invece non viene ammessa per le associazioni) fondate da chi fino a ieri riceveva incarichi diretti come professionista e consulente dell'Assessorato stesso? Perché in queste cooperative figurano addirittura membri della Consulta Cultura? Perché parenti di notissimi politici locali risultano incaricati da queste cooperative per ingenti somme e per progetti di più che dubbio rilievo culturale come quello esosissimo (100.000 euro !?) di "Quando pattinavamo in via Roma"? Perché questo progetto viene proprio in questi giorni pubblicizzato non come iniziativa della cooperativa, bensì come iniziativa diretta dell'Assessorato? E perché i funzionari provinciali continuano ad andare sui media negando che si siano tagliati i fondi delle associazioni? Da un prelato ci aspettiamo scherzi da prete, da un politico ci aspettiamo promesse da marinaio, ma da un pubblico funzionario cosa ci aspettiamo?

Noi riteniamo non solo che politicamente sia assolutamente sbagliato smantellare l'associazionismo culturale con il pretesto della crisi e delle grandi opere/eventi (ovunque in Italia sono sempre state occasione di spreco e clientelismo) andando poi a dire che, solo ad es., non ci sono 40.000 euro per salvare il Cinema Eden, ma riteniamo anche che le modalità con cui sono stati incaricati questi soggetti non rispettino appieno i criteri di trasparenza amministrativa. Più di un dubbio appare del tutto legittimo. Appare legittimo ipotizzare che, ancora una volta, interessi altri abbiano oscurato il pubblico interesse e dubitiamo fortemente che la Consulta Cultura a cui si appellano oggi i funzionari e l'Assessore, di fronte all'eccezionalità in oggetto, abbia effettivamente potuto esprimersi sull'argomento in modo sereno, lineare ed esaustivo.

Infine, ammesso e non concesso che una cooperativa di lavoro possa avere lo stesso accesso ai contributi pubblici di un'associazione di volontariato, perché non è stata pubblicizzata a tutte le cooperative di lavoro questa nuova opportunità?

Evidentemente alla fine capiamo solo che la squadra dell'assessore Tommasini definisce "progetto innovativo" quello che noi abbiamo sempre chiamato "clientelismo".

Per questi motivi, non avendo ancora rappresentanti politici in Consiglio Provinciale, il nostro MoVimento ha inoltrato circostanziati esposti alle competenti autorità giuridiche.

M5S Bolzano