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Filosofia e programma del Movimento5Stelle

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Vi sono alcune dimensioni della realtà che di fatto dominano il senso della nostra vita. Una di queste è il lavoro, sempre più totalizzante e capace di condizionare altre dimensioni: la salute, il territorio, l'ambiente, la stessa pace, il tempo libero, le relazioni con l'altro, gli affetti familiari. Dimensioni dalle quali dipende il nostro benessere.
Il lavoro è sottomesso all'economia, altra dimensione dominante. A sua volta quest'ultima è sottoposta alla finanza, la cui filosofia è quella di re Mida, trasformare in denaro tutto ciò che tocca.
Queste dimensioni pretendono di imporre nuovi imperativi categorici: leggi scritte per diventare leggi naturali che sostituiscano aspetti fondamentali dell'etica e della morale. In nome del primato dell'economia e della finanza, produttrice di lavoro, gli stati perdono la sovranità e l'uomo asservito, oltre al benessere, è costretto a cedere la dignità. Prima il lavoro e poi tutto il resto.
L'ILVA di Taranto, il Petrochimico di Marghera e tutta la moltitudine dei siti ambientalmente disastrati dimostrano che la nuova etica morale del lavoro conta più della salute. Il dogma della crescita dell'economia si fonda sempre di più sullo sfruttamento della persona, la distruzione dell'ambiente e delle risorse naturali.
Il capitalismo finanziario (termine usato anche dal papa) è lo strumento e il fine di questo dominio.
Ivan Illich, il maestro di Serge Latouche, nel 1973 scriveva queste parole:
"Bisogna prender coscienza al più presto che i limiti da porre allo sviluppo devono riguardare tanto i beni quanto i servizi, prodotti industrialmente. Ed è la serie di questi limiti che bisogna scoprire e rendere manifesta. Per analizzare il rapporto tra l'uomo e il suo strumento, io propongo qui il concetto di equilibrio multidimensionale della vita umana. In ognuna delle sue dimensioni, questo equilibrio corrisponde a una certa scala naturale. Quando un'attività umana esplicata mediante strumenti supera una certa soglia definita dalla sua scala specifica, dapprima si rivolge contro il proprio scopo, poi minaccia di distruggere l'intero corpo sociale. Occorre dunque determinare con chiarezza queste scale naturali e riconoscere le soglie che delimitano il campo della sopravvivenza umana".
Il vero cambiamento della politica può avvenire solo con la ribellione ai nuovi imperativi categorici. Rivolta che deve risultare a chiare lettere nei programmi dei nuovi movimenti e che i partiti che strizzano l'occhio ai finanzieri non possono assolutamente portare avanti.
E qui sta la forza della filosofia che ha ispirato il programma del Movimento 5 Stelle e la determinazione e generosità dei cittadini che vi aderiscono, che vedono nell'inceneritore il nemico della salute, nella TAV la distruzione dell'ambiente, nel cemento la distruzione del territorio, nel reddito di cittadinanza la possibilità di uscire dal ricatto del lavoro, nel consumismo e nel debito la sottomissione alle regole della crescita infinita, che impone il dovere di acquistare ciò che non serve, per raggiungere la sua finalità attraverso l'aumento delle disuguaglianze.
Nei programmi dei partiti maggiori al primo posto c'è la finanza, la crescita e il lavoro asservito. Le formazioni minori che cercano da destra o sinistra la possibilità di un'alleanza con loro non possono dare alcuna speranza, poiché dovranno sottostare a questi dogmi. Il fallimento dei verdi e dei partiti post comunisti ne è la prova.
La scelta del M5S di rifiutare ogni possibilità di alleanza è un'ulteriore garanzia di determinazione nel cambiamento per avvicinarsi a quell'equilibrio multidimensionale che garantisca una sopravvivenza dignitosa alle future generazioni.