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Proposte da portare avanti conto l'economia di spreco

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In questa fase politica è necessario presentare proposte economiche alternative e credibili volte ad aumentare l'occupazione. Occorre puntare su ciò che è necessario al paese e ai cittadini e non su ciò che può servire ai poteri forti. La proposta più credibile, sostenuta da molti intellettuali perbene e dal M5S è questa: destinare gli investimenti impegnati per le TAV , per i 90 F35 , i nuovi sottomarini e le missioni di guerra all'estero per la messa in sicurezza del territorio (amianto compreso) e per risanare il patrimonio culturale (prioritario il centro storico dell'Aquila), oltre al recupero energetico delle abitazioni, accompagnato da soluzioni antisismiche. Iniziative che andrebbero bene anche per il nostro programma alle provinciali. La TAV, (da noi il BBT) rientra nell'economia di spreco che non distingue fra lavoro e produzione utile e inutile, dannosa e distruttiva. Il calo del traffico dimostra che non serve. Le perforazioni della montagne piene di materiali cancerogeni dimostrano che le opere sono dannose per la salute e distruttive dell'ambiente. Le TAV si vogliono fare perché rientrano nel giro della globalizzazione e della ricerca all'estero delle opportunità, vale a dire nel giro finanziario delle grandi banche d'affari e delle multinazionali interessate ai grandi lavori. La messa in sicurezza del territorio che sta franando ovunque, accompagnata dal recupero del patrimonio culturale, oltre alle opere di recupero energetico e sicurezza antisismica, creerebbero molte più opportunità di lavoro, ben distribuite all'interno e non proiettate verso l'esterno, su tutto il territorio nazionale e favorirebbero la piccola e media impresa. La riduzione dei disastri ambientali, in futuro porterebbe a notevoli risparmi sul bilancio della sanità e anche sui costi della protezione civile, così come il risparmio energetico diminuirebbe i consumi energetici con risparmio delle risorse. Per fare queste cose è meglio non farsi consigliare dagli "economisti" che occupano le trasmissioni televisive, poiché nelle università dove insegnano non si studia l'economia, ma il suo rovescio, l'economia dello spreco (la diseconomia come di chiamava una volta). Vale a dire considerare valori positivi: la distruzione del 40 e più % del cibo per mantenere il prezzo, e il consumismo sfrenato, compreso quello del gioco d'azzardo. Diseconomia che privilegia la quantità distruggendo la qualità e la durata dei prodotti . Un altro fronte della vera economia da prendere in seria considerazione per aumentare i posti di lavoro. Proposte che sono alla portata di comprensione di tutti i cittadini e sulle quali i diseconomisti non hanno argomenti per replicare.