Servizi ai cittadini: Dicembre 2014 Archives

VIOLENZA PRIVATA IN VIA GARIBADI 20 a Bolzano.

Per Hegel e Marx la fine della storia si sarebbe raggiunta quando si sarebbe risolta la contrapposizione fra signori e servi. Tutti avrebbero avuto accesso a tutto e non ci sarebbero state più guerre, l'unico neo una vita un po' noiosa. Oggi i magnati della finanza costituiscono la nuova signoria. Hanno sostituito la grande borghesia industriale. Pensano di poter soddisfare tutti i loro desideri con il massimo del riconoscimento e ci riescono.
Trovano il sostegno entusiasta di una parte di servi più altolocata, alla ricerca del sostegno per avanzare ancora nella scala sociale. Fra costoro potrebbero esserci anche politici indebitati, ma ancora con un certo potere, che magari si offrono come portaborse, nella speranza che il magnate rimetta i loro debiti.
Molto interessante l'articolo di Luca Fregona sull'Alto Adige di venerdì 14 u.s. Descrive la violenza privata cui sono sottoposti coloro che ancora abitano nel palazzo di Via Garibaldi 20. Il miliardario austriaco, signore di turno, condannato nel suo paese, usa il guanto e la carota.
Si legge nell'articolo:"Alle assemblee di condominio manda gli emissari della sua società, la Ig Srl, in giacca e cravatta. Toni gentili e modi affettati. Ma a trattare giorno per giorno con gli inquilini "più ostili", ci pensa un referente di tutt'altra pasta: l'amministratore Favaro". Per convincere gli ultimi irriducibili: prima toglie il riscaldamento, poi lo ripristina dopo la minaccia di finire in tribunale; sospende le pulizie, tanto che l'altra coppia di residenti ottantenni ha dovuto ricoverarsi all'ospedale, toglie anche l'antenna satellitare. Insomma un amministrazione a senso unico.
La IG SRLè diventata condomina e come tale deve sostenere tutte le spese che le competono per far funzionare il condominio nel migliore dei modi e dovrebbe competere all'amministratore far rispettare la legge. Il Sindaco stesso pare abbia paventato al Lorenzi la possibilità di un esproprio per poi tranquillizzarlo, senza riuscirci, con la mancanza di soldi del Comune.
Possibilità che non esiste, poiché il Comune dovrebbe espropriare anche la società del miliardario. L'altra minaccia è rappresentata dalla squadra di esperti di statica messa in campo dal magnate della finanza, per dimostrare che il palazzo è da abbattere.
Minacce e pressioni che per gli autori potrebbero anche avere un risvolto penale: il reato di violenza privata.
Per non parlare dei servi di basso rango, in tutti i sensi, nella scala sociale, ai quali rimane l'ultimo rifugio nello scantinato privo di servizi. Vittime e fautori del degrado allo stesso tempo saranno costretti ad andare a degradare qualche altra parte della città, come giustamente conclude l'articolo di Luca Fregona.
Non si tiene conto del degrado economico che colpirà i quartieri periferici e i paesi della provincia con la chiusura dei negozi di vicinato. A fare arricchire il Signore saranno coloro che andranno a comprare nel centro commerciale in gran parte abitanti della provincia. Quello che sta accadendo nei grandi megastore costruiti all'incrocio delle vie di comunicazioni con il tempo potrebbe accadere anche in pieno centro. Queste scelte dovrebbero essere fatte dai cittadini con un referendum e non dalla politica e da lor signori.

ALBERTO FILIPPI e CALUDIO VEDOVELLI