Sviluppo: Marzo 2013 Archives

Quello che sostengo da anni sta diventando una proposta, peccato che sia del governo cipriota.
I Fondi d'investimento pubblici (Fondi pensionistici complementari) devono essere nazionalizzati. In Italia il loro valore supera i 100 miliardi di euro. Sono soldi dei lavoratori che vengono mangiati dai gestori in spese, stipendi, premi di risultato, commissioni, ecc. Alla fine portano ad un rendimento negativo. Non riescono nemmeno a garantire il 2% sul capitale investito. Il nuovo gestore della linea garantita di Laborfonds (uno dei maggiori fondi italiani) per il momento garantisce solo il capitale.
Nazionalizzando i fondi si otterrebbero parecchi vantaggi: i titoli del debito pubblico nazionale potrebbero essere distrutti, riducendo il debito pubblico. Gli altri titoli vendutii introitando circa 80 miliardi.
Ai sottoscrittori proposta una linea uguale per tutti, fuori dai mercati, con la garanzia del capitale a scadenza maggiorato dell'inflazione+ l'1,75%. Meno del BTP Italia, poco di più di quanto rendono le indennità di liquidazione lasciate nelle imprese. Rimanendo ferma la possibilità degli anticipi per l'acquisto prima casa, spese mediche, ecc.
Con una fava si prenderebbero 3 piccioni: riduzione debito pubblico, soldi da investire nel lavoro, garantire una buona pensione complementare sicura, con rendimento certo, senza rischi.
Come si vede le possibilità di migliorare ci sono, basta abbattere l'ostacolo principale:. l'avidità delle multinazionali finanziarie