A Brescia e provincia, infuriano dibattiti molto accesi circa la salubrità e la
fruibilità dell'acqua.
Le analisi private dei cittadini hanno riscontrato la presenza di cromo esavalente
nell'acqua sollevando dubbi sulla qualità di ciò che beviamo;
Ma non è solo la questione sanitaria a preoccuparci.
E' dei giorni scorsi la notizia che 400 residenti di via Milano, hanno subito la
chiusura coatta dei rubinetti di casa per l'impossibilità a saldare i crediti vantati
dall'azienda A2A, la quale ha poi provveduto a riaprire la fornitura a seguito
delle manifestazioni dei cittadini.

Proprio pochi giorni prima, il 22 Marzo, in occasione della Giornata mondiale
dell'acqua, il Movimento 5 stelle, ha depositato una mozione al consiglio comunale di Brescia per far sì che siano garantiti almeno 50 litri d'acqua gratuiti ogni giorno per ogni cittadino, nel rispetto della risoluzione ONU 28 Luglio 2010 GA/10967, che
dichiara l'accesso all'acqua un diritto umano universale e fondamentale.
La Commissione e il Contratto Mondiale per l'Acqua indicano appunto in poco
meno di 50 litri la quantità minima giornaliera per soddisfare i bisogni essenziali
compresi i servizi igienico-sanitari di base, mentre a Brescia il consumo è pari a
circa 205 litri pro-capite.
La mozione del Movimento 5 stelle, vuole evitare che vengano a ripetersi episodi
di interruzione della fornitura di acqua potabile come quello del 29 marzo scorso,
evidenziando l'amoralità, l'ingiustizia sociale e la pericolosa spirale che genera il
profitto sull'acqua a danno dei diritti umani sanciti dall'ONU.
Sottolineiamo come questa proposta rechi solo vantaggi alla cittadinanza, senza
in alcun modo danneggiare loro o l'azienda erogatrice del servizio A2A in quanto
" la mancata fatturazione per la gratuità dei primi 50 litri di acqua potabile
può essere facilmente ripartita, col criterio della progressività, diluendola sulle
eccedenze erogate, che, mediamente, dedotta la gratuità a Brescia ammontano a
155 litri pro-capite giornalieri "
.
La tariffa dovrà essere basata sul criterio della ripartizione dei costi del servizio
idrico diluito sulle eccedenze perseguendo il principio comunitario "chi inquina
paga.

In tal senso l'erogazione di acqua gratuita porterebbe a:

"1) aumentare la sensibilità dei cittadini nei confronti della preziosità della risorsa

come patrimonio dell'umanità;

2) ritenere la dotazione un diritto alla vita, ma allo stesso tempo degno di

attenzioni contrarie allo spreco;

3) non discriminare le famiglie in forte difficoltà sociale garantendo loro

l'erogazione del minimo vitale;

4) consolidare l'idea che gli amministratori comunali sostengono la pubblicità dei

servizi indispensabili alla vita;

5) innescare comportamenti virtuosi nei confronti della risorsa, del servizio idrico

e della sua gestione;

risultati che spingeranno il Comune e A2A a compiere un ulteriore passo sulla
strada della sensibilizzazione, del vivere sostenibile e della cooperazione fra
tra fruitori ed erogatori di servizi necessari, sperando che in breve tempo sia
possibile garantire ai Bresciani un'acqua gratuita e di buona qualità.

Qui il link alla mozione (Mozione acqua) presentata in cinsiglio comunale


DOMENICA 16 MARZO 2014


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PARLAMENTO IN MOVIMENTO FA TAPPA A BRESCIA!
I portavoce al Senato e alla Camera del Movimento 5 Stelle arrivano in terra bresciana per incontrare i cittadini ad un anno dal loro insediamento in parlamento. Un'occasione imperdibile per conoscerli di persona, chiedere loro conto del lavoro svolto, avanzare proposte e critiche, condividere idee, indicare nuovi obiettivi.


IL PROGRAMMA:

Dalle ore 11:00 - AGORÀ PROVINCIALI.
I parlamentari M5S si divideranno fra i banchetti e i gazebo allestiti in contemporanea in diversi comuni della provincia di Brescia. I cittadini potranno incontrarli, porre loro domande, condividere proposte, ascoltare la loro esperienza in questo primo anno di parlamento.
Le piazze:
CHIARI - Piazza Martiri della Libertà
DESENZANO - Piazza Malvezzi
GAMBARA - Piazza Avis
MONTICHIARI - Piazza Santa Maria
PISOGNE - Piazza Umberto I
SAREZZO - Piazza Cesare Battisti


Alle ore 15:00 - PARLAMENTO IN MOVIMENTO E "NON CI FERMATE TOUR".
Tutti i parlamentari che saranno intervenuti nelle piazze della provincia si ritroveranno insieme presso l'Auditorium Balestrieri (adiacente al Liceo Scientifico "Leonardo"), in via Balestrieri n. 6, a Brescia, per un incontro aperto al pubblico. Per l'occasione farà tappa a Brescia anche il "Noncifermate tour", con gli interventi dei portavoce della Camera sospesi per aver protestato contro la ghigliottina della preside Laura Boldrini.
L'ingresso è libero fino ad esaurimento posti.

QUALI parlamentari in QUALI piazze?

Dalle piazze della provincia all'auditorium in città, questi sono i portavoce con l'elmetto che incontreremo:

CAMERA DEI DEPUTATI.
Ferdinando Alberti, Massimo Artini, Tatiana Basilio, Sergio Battelli, Francesca Businarolo, Paola Carinelli, Silvia Chimienti, Claudio Cominardi, Emanuela Corda, Francesco D'Uva, Alessandro Di Battista, Chiara Di Benedetto, Luigi Di Maio, Manlio Di Stefano, Giulia Di Vita, Roberto Fico, Riccardo Fraccaro, Giulia Grillo, Riccardo Nuti, Daniele Pesco, Carla Ruocco, Giulia Sarti, Carlo Sibilia, Girgis Giorgio Sorial, Danilo Toninelli, Davide Tripiedi.

SENATO DELLA REPUBBLICA
Laura Bottici, Elisa Bulgarelli, Vito Crimi, Serenella Fucksia, Barbara Lezzi, Giovanna Mangili, Bruno Marton, Nicola Morra, Sara Paglini, Vito Petrocelli, Vincenzo Santangelo, Manuela Serra.

Ps: NON VI DIREMO quali parlamentari troverete in una piazza piuttosto che un'altra. Scopritelo da soli. Andate in piazza senza porvi il problema di chi troverete, o non troverete. I loro nomi non sono importanti. L'esperienza che ognuno ha maturato, la testimonianza che ognuno può offrire, quella è importante.
È importante ciò che i loro occhi hanno visto, mentre tv, giornali e radio lo nascondevano.
È importante ciò che hanno tentato di costruire, e di contrastare.
È importante l'ampio elenco di proposte maturate, di idee condivise, di porcate rispedite al mittente.
Il parlamento come non l'avete visto mai. Il parlamento in piazza!

Come puoi aiutarci?
- PARTECIPA!
- Condividi l'evento su Facebook.

Ci siamo. Siamo #OLTRE!

#noncifermate
#vinciamonoi


Il MoVimento 5 Stelle ha depositato nei giorni scorsi una interrogazione urgente sull'ordinanza Caffaro sui parchi pubblici.
Come ricorderete nel mese di luglio 2013 l'amministrazione comunale ha emanato una nuova ordinanza inerente la fruibilità dei parchi pubblici interessati dalla contaminazione da PCB e DIOSSINE procurata dalla ditta Caffaro.
Tale ordinanza è stata oggetto di critiche da parte del M5S e dei comitati per vari motivi: la legge stabilisce delle tabelle di riferimento per i limiti di concentrazione degli inquinanti e distingue due tabelle A (per i parchi pubblici) e B (per le zone industriali) che da concentrazioni molto superiori. Il Comune, inspiegabilmente, ha applicato la tabella B delle zone industriali.
Inoltre l'ordinanza stabilisce delle regole per l'utilizzo dei parchi, che consentono la frequentazione allorchè il prato sia inerbito e l'erba sia abbeverata con acqua potabile.
Si è chiesto di avere copia già lo scorso anno dello studio di ASL dell'analisi del rischio. Ovviamente quello studio non ci è mai stato dato..forse perché non c'era?
Nonostante tutti questi dubbi e nonostante il Comune fosse in possesso di una chiarissima lettera del Ministero dell'ambiente, datata 27 novembre 2013 , che lo invitava ad adeguare l'ordinanza alla normativa vigente, l'ordinanza è stata bellamente reiterata.
Come se non bastasse l'ASL di Brescia in questi giorni ha rilasciato dichiarazioni alla stampa locale (vedi link) in cui oltre a difendere il proprio operato minaccia denunce per procurato allarme. Non è la prima volta che l'ASL di Brescia minaccia azioni di questo genere ai danni dei comitati; era già accaduto nel 2001 quando, grazie ai comitati ed alle loro denunce venne a galla il bubbone, sempre celato, di Caffaro.
Allora non fecero nulla e la sensazione è che tali prese di posizione siano finalizzate a tentare di zittire chi da anni si batte su questo fronte, nella speranza, vana, di continuare a nascondere la polvere sotto il tappeto.
Forse non si pensa che, nel caso in cui venga avviato un processo penale per procurato allarme, si andrà a scavare fino in fondo cercando le responsabilità di tutti per cercare la verità su uno dei disastri ambientali più gravi del mondo.
Andiamo avanti, senza paura.
Qui trovate l'interrogazione depositata


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Oggi gli iscritti certificati votano per il secondo punto della legge elettorale del M5S dopo la scelta tra proporzionale e maggioritario che ha visto prevalere il proporzionale.

Il punto di oggi riguarda i collegi. E' possibile scegliere tra: collegio uninominale, collegio unico nazionale o collegio intermedio.
Il professor Aldo Giannulli in un video ha argomentato i pro e i contro delle tre possibilità e ha risposto alle domande durante l'ultima settimana sul suo blog e via mail.

Se vuoi puoi vedere (o rivedere) la registrazione prima del voto.

Il sistema di votazione sarà attivo oggi martedì 28 gennaio dalle ore 10:00 alle ore 19:00.
Partecipa! Il tuo voto è importante!

http://www.beppegrillo.it/2014/01/consultazione_m5s_collegio_uninominale_unico_nazionale_o_intermedio.html



Questa mattina alle ore 9.00, sono state abbattute alcune piante in via Palazzina a Brescia.
Alleghiamo una foto nella quale è possibile vedere il risultato del lavoro sulla prima pianta.

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Dopo aver richiesto agli operai se avessero il permesso ci è stato risposto chepagava un privato e che pertanto il permesso non serviva.

Dopo aver fatto la segnalazione agli uffici del Comune ci è stato risposto che le piante sono in corrispondenza di un vecchio fosso ora coperto e che quindi ora il privato poteva disporne.

A questo punto abbiamo verificato sul PGT e questo è quello che abbiamo rilevato:

l PGT "prescrive l'obbligo di tutela e valorizzazione delle componenti del paesaggio, così come individuate sulla tav. PR 04 "Elementi e componenti del paesaggio"

Rivestono carattere identificativo fondamentale non solo gli edifici o i manufatti del centro storico in se, ma la struttura morfologico-insediativa ed il rapporto che storicamente si è determinato con il contesto, con le infrastrutture ed in genere con le altre componenti paesaggistiche.

E' prescritta la conservazione e valorizzazione delle sistemazioni e dei manufatti esterni, culturalmente e/o visivamente collegati all'edificio, che ne connotano il rapporto con il contesto paesaggistico, quali pavimentazioni, strade di accesso, cortili, alberature, recinzioni (e le altre tracce di cultura materiale);"

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Il filare di piante è individuato sulla tav. PR 04 "Elementi e componenti del paesaggio", riteniamo pertanto che un intervento di questo tipo debba essere conforme alle prescrizioni del PGT e incidendo sull'aspetto esteriore dei luoghi sia soggetto ad esame di impatto paesistico.

Alle 12:00 nessuno era ancora uscito a verificare e già due piante erano state abbattute.
Ora ci chiediamo: se in comune hanno le idee così chiare su quale sia il verde da tutelare, che fine faranno gli alberi della nostra città?


COMUNICATO STAMPA - 22 Gennaio 2014

Leggendo l'intervista dell'assessore all'ambiente Fondra sul Bresciaoggi del 21 gennaio 2014, troviamo
ottimi spunti per chiarire la posizione del M5S per quanto riguarda la gestione dei rifiuti nella nostra città.
Apprezziamo il fatto che l'assessore e la sua giunta vogliano ponderare una scelta, ma non possiamo non
chiederci dove abbiano vissuto negli ultimi decenni.
Arrivano ora, nel 2014, a domandarsi se ci sia un sistema alternativo al cassonetto per migliorare la raccolta differenziata, per fare risparmiare i cittadini ed avere un servizio efficiente; e si stupiscono che Gruppi politici, Sindacati, Comitati e Cittadini siano già in possesso di una soluzione, bollando le prese di posizione decise e chiare come "ideologie".
Come se ci si fosse svegliati ora dai "mitici anni sessanta", o come se il mondo si fosse fermato agli anni novanta dove la "meta era la metà" e nemmeno siamo stati in grado di raggiungere questo misero traguardo, illegale, per giunta!.
E così ci racconta, l'assessore, che "dal punto di vista tecnico non ci sono esempi a livello nazionale paragonabili nel passaggio dal sistema a cassonetto ad altro sistema"!!

Ma che dice?

Qui di seguito vi alleghiamo lo schema del piano regionale dei rifiuti della Regione Lombardia.

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come potete vedere, la stragrande maggioranza dei comuni lombardi è passata da conferimento dei rifiuti con cassonetto al sistema Porta a Porta con l'eccezione dell' "Anomalia Brescia" nei comuni gestiti da A2A.

E non ci venga a dire che nessuna Grande città è passata al Porta a Porta, quando è evidente che Brescia è l'Unica grande città Lombarda a mantenere il cassonetto e questa non è ideologia, sono fatti.

Persino Bergamo e Milano, che ha qualche milione di abitanti, utilizzano questo sistema e non da ora, non sono sperimentazioni, sono anni e nessuna città che è passata al PAP è poi tornata indietro.

Siamo nel 2014, non è questione di ideologie, è questione di dati, di sperimentazioni, di prove provate, di anni e anni di studi imparziali, come quelli ufficiali pubblicati dalla Regione Lombardia, nel PROGRAMMA REGIONALE DI GESTIONE DEI RIFIUTI, come è possibile che si continui a tergiversare ?

Per quale motivo si continua a temporeggiare fingendo di dovere comparare due sistemi per verificare quale sia il migliore quando è chiaro che il sistema migliore è quello porta a porta?

E le opposizioni, come la Lega Nord e Forza Italia, che fanno? Vanno contro la loro stessa maggioranza in regione continuando a dire che si può migliorare la situazione, passando alla calotta, o addirittura con un po' di marketing in più? Ma per favore! Siate seri! Smettetela di mentire alla gente!
Nel piano regionale rifiuti regionale c'è scritto che i cassonetti oltre a non favorire la riduzione pro capite della produzione di rifiuti si assestano su una percentuale di r.d. del 30% circa, contro una media del 53% del pap. E questi dati sono consolidati.

Inoltre si dice che: "Storicamente l'evoluzione delle modalità di raccolta ha visto il graduale passaggio da sistemi a cassonetti stradali a sistemi a porta a porta, anche alla luce degli obblighi normativi che impongono il raggiungimento di livelli di raccolta differenziata sempre più elevati."

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Non solo, parlando delle calotte, i Tecnici e gli Studiosi della Regione Lombardia ci dicono:
"Non vi sono rassicurazioni evidenti sul mantenimento della qualità nella raccolta delle frazioni differenziate;" "in Regione Lombardia si deve perseguire una progressiva riconversione dal sistema a cassonetti stradali a quello porta a porta."
Non crediamo che l'assessore sia uno sprovveduto, bisogna solo aprire gli occhi e non limitarsi a subire le informazioni faziose che propina A2A a tutti i bresciani come abbiamo visto nella imbarazzante commissione ambiente dedicata proprio ai diversi sistemi di raccolta rifiuti,.
Per questo non è possibile affidare la ricerca e la progettazione del sistema di raccolta rifiuti ad una società come A2A, che per sua natura ha obbiettivi incompatibili con quelli elencati dall'assessore e un evidente conflitto di interessi dovuto alla sua necessità di reperire sempre più rifiuti da Bruciare nel Mostro (l'Inceneritore) e di fare soldi marciando sulla salute dei cittadini.

Chiediamo all'assessore Fondra ed alla Giunta comunale, una presa di coscienza, chiediamo di aprire gli occhi, di informare i cittadini bresciani dicendo loro la verità e di non trincerarsi dietro una ingiustificata paura del cambiamento.
Se anche altri comuni lombardi e italiani sono stati in grado di implementare il sistema di raccolta porta a porta perché i bresciani non dovrebbero riuscirci?
Si ha così poca fiducia nel grado di civiltà e virtuosità dei bresciani da credere che non siano capaci di adeguarsi ad una nuova tecnologia cambiando leggermente le proprie abitudini?
Qualcuno ha detto ai bresciani che il porta a porta consente anche di risparmiare il 7% rispetto al sistema a cassonetto?

Anche questo dato non lo abbiamo inventato noi del M5S ma risulta da qui

http://www.ors.regione.lombardia.it/resources/pagina/N1279adbf244d97bc5cc/N1279adbf244d97bc5cc/StudioCostiGestioneRU_SINTESI.pdf

(pag n.9) e per Brescia sarebbero circa 2 milioni di € l'anno risparmiati!
Qui la Politica deve avere il Coraggio di fare una scelta che adotti le soluzioni tecniche che già esistono in modo di raggiungere gli obiettivi virtuosi che altri comuni già hanno raggiunto, con minori costi e maggiori benefici per i cittadini, pensando solo al bene comune e al futuro dei nostri figli non all'interesse di una società per azioni.

Ne va del "buon nome di una città che ha saputo anticipare innovazioni storiche" e ora si trova nell'imbarazzante situazione di scoprire l'acqua calda.

Siamo in Loggia: è un piacere!

MoVimento 5 Stelle Brescia



BRESCIA.
Come intuirete, dopo il discorso solo accennato su ciò che pensiamo in tema di privatizzazioni già esposto a sommi capi durante il dibattito sulla cessione di Centrale del Latte, la nostra posizione è profondamente critica.
Io credo che la prima cosa vera da dire ai bresciani, per uscire da questa ipocrisia sia che oggi, con la cessione delle quote e la semplice riforma della governace, pur come detto prima condivisibile, Brescia possa trarre dei benefici, in termini di benessere, di qualità della vita, di salute, peso politico ed anche in termini economici.
Ci viene detto che dobbiamo vendere per forza pezzi di città per pagare il debito della metropolitana.
Quella stessa metropolitana che doveva costare meno di 500 milioni di € e che è costata 1000 milioni!
Qui si continua ad illudere i cittadini che rinunciando, poco a poco ad un pezzo di beni comuni, prima o poi si uscirà dal tunnel ma non è così.
E, come ho già detto ieri lo dimostra la storia.
Rompere questi dogmi che ci vengono inculcati dagli anni 70 e' un percorso lungo e faticoso ma che dobbiamo iniziare a fare insieme.
Certo e' difficilissimo nel momento in cui il presidente della Fed americana che dice che "la teoria neoliberale non viene inficiata dal fatto che è scoppiata la crisi globale, la teoria rimane valida il problema è che non doveva scoppiare la crisi!"
Non sono le teorie assurde che questi ci propinano da anni come dogmi, in una sorta di agiografia del "privato è bello sempre", del mercato risolve tutto ad avere fallito miseramente, ma è la realtà che ha deciso di non adeguarsi alla teoria!
Dove ci hanno portato queste politiche?
Ad avere una parte maggioritaria del pianeta che fa la fame ed una parte minoritaria che ha comprato tutto, a non avere più una società pubblica di telecomunicazioni, autostrade, banche pubbliche, una societa' pubblica di gestione dei servizi pubblici essenziali..
Noi dobbiamo tornare ad avere una multiutility pubblica.
La Società Servizi Municipalizzati nacque nel 1907 con un referendum popolare, per la gestione del tramvai, poi con un successivo referendum nel 1909 si decise di estenderne i compiti anche alla produzione e distribuzione di energia elettrica.
E' stata nel bene e nel male, con alcuni problemi distorsivi che andavano corretti in temi di in influenza sulla politica cittadina, perché ad un certo punto comandava più Capra di Corsini, un grande esempio di municipalità, non perfetto ma migliore di quello che oggi abbiamo.
Una azienda che ha smesso di fare gli interessi dei cittadini dopo la trasformazione in s.p.a. e che dopo la quotazione in borsa voluta sempre da Renzo Capra e sostenuta da Corsini ha fatto completamente sparire i cittadini dalle sue priorità.
In questo momento i cittadini spariscono completamente sostituiti dall'unico decisore: il mercato azionario.
Poi arrivò la fusione con Aem Milano nel 2008, tra la bresciana ricca e senza debiti, vocata all'industria e la milanese indebitata fino al collo e vocata alla finanza.
Fusione dove si trattò per oltre un anno e mezzo senza mai fare un referendum pubblico e senza mai coinvolgere veramente i cittadini nel processo decisionale, fatta come ho già detto ieri mattina per rispondere ad esigenze delle banche, tra cui Banca Intesa e non alle esigenze dei bresciani.
Tutti qui ricordiamo che la costosissima consulenza per la fusione venne fatta da Gregorio Gitti, figlio del parlamentare Dc, genero del banchiere bresciano Bazoli, oggi parlamentare per Scelta Civica.
Inutile rimarcare la posizione del m5s sulla fusione, sia nel modus operandi sia perchè venne venduta come benefica e non lo è stata nemmeno in termini di tariffe. Da incorniciare il discorso del sindaco Corsini pre-fusione dove elencava le garanzie ai bresciani, dal miglioramento del servizio, alla riduzione delle tariffe, al mantenimento dei dividendi, l'attenzione alla salute ed all'ambiente.
Non ne ha azzeccata nemmeno una!
Ora noi dobbiamo farci una domanda: cosa fa a2a, cos'è a2a per noi? E soprattutto quale è il ruolo pubblico del comune?
A2a gestisce ed offre servizi pubblici essenziali,alcuni dei quali in concessioni su reti pubbliche.
É proprietaria di assets strategici importanti, centrali idroelettiche e non solo.
É proprietaria del più grande inceneritore d'Europa e il suo businness per il futuro è solo ed esclusivamente bruciare il più possibile rifiuti speciali da tutta Italia e non solo.
E questo, oltre che contrario ai patti resi con la città è immorale, perché si fanno soldi sulla pelle e sulla salute dei cittadini.
E il rispetto che ha per l'azionista e per i cittadini bresciani si è visto dall'ultima intervista del direttore generale Rossetti al Corriere di pochi giorni fa, dove in barba alle dichiarazioni del comune sulla bacinizzazione provinciale ed in barba alle richieste che vengono anche da più fronti in città, compresi i comitati che oggi sono qua fuori a manifestare, e che vanno nella riduzione del tonnellaggio e chiusura della terza linea si dice "Io brucio rifiuti speciali da tutta Italia e non ho la minima intenzione di ridurre nulla e me ne frego di quello che pensa il mio azionista". Ovviamente non ci dice che Brescia potrebbe anche fare a meno del'inceneritore, che il teleriscaldamento potrebbe anche chiudere subito la terza linea e chiudere progressivamente perché in Europa di fanno le smart grid termiche con la caldaie diffuse a cogenerazione.
Il comune deve uscire dal conflitto di interesse.
E per garantire che le decisioni che il comune prende siano orientate al perseguimento delle finalità proprie della pubblica amministrazione e non siano invece mosse solo da ragioni
economiche o finanziarie connesse all'attività dell'impresa posseduta, bisogna che i bresciani so riapproprino del potere di decidere. Baste deleghe!
L'unico modo per rimetter la politica al servizio del bene comune e non solo del business è la democrazia partecipativa. Costa tempo ed energie ma è l'unico modo che abbiamo per evitare che i come questa vengano prese da noi 4 gatti chiusi in questa aula consigliare.
E la scelta di privatizzare un pezzettino ancora, venduta come necessitata pur senza esserlo, e decisa da pochi senza alcun coinvolgimento dei cittadini nella decisione, senza informazioni, senza slancio, senza speranza, è una scelta di resa alla finanza.
Non possiamo pensare a nuove politiche di gestione dei rifiuti se non togliamo il sistema rifiuti dalle logiche del mercato che dice inceneritori e consumo di risorse.
Non usciamo dall'idea di una politica energetica fondata sui combustibili se non la smettiamo di immaginare che la politica energetica fatta solo dai mercati e dalle lobbies e non da scelte virtuose e coraggiose che partono dal basso.
Il comune di Brescia deve riappropriarsi della capacità decisionale sulla politica energetica e sulla politica di gestione dei rifiuti e aggiungo io di gestione dell'acqua pubblica e questa cosa la può fare solo se Brescia si riappropria dell'ente che gestisce ed eroga questi servizi.
L'esempio di come ciò sia possibile lo danno i referendum sull'acqua pubblica che sono stati uno straordinario esempio di partecipazione e di riappropriazione del diritto di decidere e che con il primo quesito, quello che ha abolito l'art 23 bis della legge 112/2008 sui servizi pubblici locali, hanno detto una cosa molto chiara: basta affidamenti di questi servizi ai privati, sì al ritorno alle società in house
Il risultato del referendum sull'acqua pubblica, che non è piaciuto alle lobbies e nemmeno a Renzi a dire il vero che è sempre stato favorevole alla privatizzazione dell'acqua, sono costantemente messi in pericolo dai poteri forti ed anche da una politica che cerca di aggirarli.
Come dimenticare il quesito n. 25 della BCE a Berlusconi nel 2011 che recita : "E' possibile ottenere maggiori informazioni che spieghino quali provvedimenti di riforma si pensa di varare nel settore delle acque malgrado i risultati del recente referendum".
Ecco questo è il rispetto che hanno questi signori della volontà popolare.
Il debito del comune ricade sulle spalle di tutti quindi è pubblico.
Allora noi vogliamo l'audit pubblica del debito: vogliamo sapere quanta parte del debito locale è dovuta a scelte condivise dalla cittadinanza e quanta no e vogliamo sapere dai bresciani, che però vanno informati, se sono d'accordo a vendere A2a e Centrale del latte per pagare questo debito che per me, ma è il mio giudizio personale, E' UN DEBITO IMMORALE.
Io voglio che siano i bresciani a dirmi se gli sta bene seguire questo percorso che per noi è assurdo e dannoso per la città e se invece non gli sta bene.
Perchè non possiamo arrenderci all'idea che per pagare un debito, e per rispettare ad ogni costo un patto di stabilità assurdo, immorale che crea una manovra finanziaria aggiuntiva surretizia, si tolgano diritti e servizi alle persone, soprattutto se questo debito è stato creato in maniera verticistica e senza condivisione.
Nel caso di Brescia, poi, boicottando un referendum consultivo, che non raggiunse il quorum per pochissimo chiudendo le urne due ore prima, con buona pace per la democrazia.
E a proposito di condivisione, dico la mia anche su questo osservatorio per l'acqua bene comune, di cui sono già stati decisi componenti e competenze e che e' un po' di fumo negli occhi ai bresciani, fatta con un metodo non condiviso: i comitati ambientalisti per la cronaca non ne sapevano nulla e vengono coinvolti del processo decisionale solo dopo che le decisioni sono state prese. Qui c'è bisogno di un pò di lezioni di ripetizione.
Il primo debito che va saldato è quello con la salute, il benessere, la qualità della vita delle persone.
Se siamo tutti sulla stessa barca tutti dobbiamo potere decidere dove deve andare questa barca e come e come viene utilizzata la ricchezza economica del comune e del paese.
Qui signori il discorso che oggi dobbiamo fare non riguarda solo A2a e Centrale de Latte riguarda il nostro futuro, riguarda il pareggio di bilancio in costituzione, riguarda il fiscal compact, riguarda il ruolo dei sindaci in questo paese.
Gli enti locali sono il terminale di queste politiche assurde a cui ci si deve opporre con forza, così come avrebbe dovuto opporsi con forza alla privatizzazione nel 2003 della Cassa Depositi e Prestiti, voluta da Berlusconi ma sulla quale il PD non ha mai fatto opposizione (stranamente aggiungo io) e che va di nuovo resa pubblica.
Devono opporsi a ciò che sta facendo F2i di Gamberale che si propone come partner ideale per la privatizzazione dei servizi pubblici a rete,compresa l'acqua in barba al referendum
CDP lo fa anche con il fondo strategico italiano, che sta lavorando per costruire e favorire la creazione di questi mega mostri delle super multi utilities, come successo in Emilia Romagna.
I sindaci, quindi, devono decidere se sono l'ultimo terminale di attuazione di queste politiche suicide, di esproprio dei cittadini e sono consapevoli di favorire la fine degli enti locali o se sono i rappresentanti dei cittadini e come tali si fanno portavoce di un conflitto aperto con le politiche di austerità, assurdamente incarnate nel patto di stabilità criticato da tutti ma rispettato dai più, per dire chiaramente che nessuna politica economica può recare pregiudizi alla vita, ai diritti al benessere delle persone.
E questo debbono fare, comprendendo che è necessario, e la cosa la devono comprendere anche i cittadini: non ci sono più deleghe.
La democrazia va riconquistata ed i cittadini devono essere consapevoli che, come è successo per lo straordinario successo dei forum per l'acqua pubblica, debbono impegnarsi, metterci del loro, dedicare tempo riprendendosi il loro posto nei meccanismo decisionale, smettendo di chiedere ma dicendo solo di riprendersi ciò che ci apppartiene.
Ognuno deve fare il suo pezzo e gli amministratori pubblici debbono piantarla di vendere e svendere ciò che non appartiene loro.
Noi diciamo no alla alienazione delle quote di A2a, non solo per una questione di metodo, perchè avete già deciso tutto, eludendo il confronto pubblico con i veri proprietari di A2a che sono i cittadini, omettendo qualsiasi minima possibilità di informazione vera, e continuando a perseverare nell'ipocrisia di poter decidere delle sorti della società quotata solo cambiando il sistema della governance.
Diciamo no perchè tutto ciò che entrerà da questa ennesima e non ultima svendita del patrimonio pubblico, che verrà fatta anche con un sistema di cessione accelerato detto a.b.b. (accelerated bookbuilding) con sconti agli investitori istituzionali, verrà risucchiato dal quel cappio al collo che si chiama metropolitana.
La parola d'ordine per il futuro è combattere in ogni luogo il patto di stabilità opponendosi agli assurdi criteri di virtuosità imposti da uno stato non sovrano che tra gli altri compiti a casa deve tagliare le spese anche nel sociale, aumentare le tasse, aumentare le tariffe e privatizzare ed esternalizzare, e i prossimi beni comuni sulla lista della spesa delle lobbies sono la sanità e la scuola.
Si tratta di decidere se scrivere la parola fine all'esperienza degli enti locali e della loro funzione sociale, nel campo della programmazione strategica dei territorio, del welfare dei servizi pubblici o se alzare lo sguardo e la testa ed andare oltre.
Perché è inutile continuare a dire che l'equilibrio di bilancio ed il patto di stabilità sono assurdi ed insostenibili se poi non facciamo niente e continuiamo a rispettare queste regole assurde...Con Fassino #facciunaprevisione Presidente di ANCI, ed anche messo recentemente in C.d.p. poi, non andiamo da nessuna parte..che Mister Magoo vede più lontano di lui!
Noi vogliamo andare oltre e vogliamo che il comune anche a costo di rompere il patto di stabilita' o creare un disequilibrio di bilancio si faccia precursore di una nuova finanza pubblica sociale e di una nuova gestione pubblica dei beni comuni.
In alto i cuori!


Quello che dirò oggi non piacerà a molti o forse riuscirà, come spero, ad aprire una breccia nella coscienza E NELLA VISIONE DELLA SOCIETA' di ognuno di noi ed ad avviare un ampio dibattito e confronto politico che esca dalla ristretta visione locale e vada oltre.

Zygmunt Bauman, teorizzatore della vita liquida, la chiama glocalizzazione, proponendo il motto del pensa globalmente ed agisci localmente.

Ed è da qui che io voglio partire per fare un discorso diverso, o provare a fare un discorso diverso che ci porti ad iniziare a chiederci se la politica dell'inevitabile, del non ci sono alternative, del ce lo chiede l'Europa non possa essere abbandonata una volta per tutte per tornare a riappropriarsi del suo vero ruolo.

Quello di prendere delle decisioni perché ce lo chiedono i cittadini.

Il primo punto di questa analisi e di questo dibattito che sarà il dibattito del prossimo imminente futuro è questo: siamo sicuri che svendendo pezzi di paese si possa risolvere la questione economica ed il dramma che i popoli stanno vivendo oggi?

La risposta è no. E non è perché lo dico io. E' no perché ce lo dice la storia.
La storia insegna che le politiche capitalistiche declinate al neoliberismo ed alla
finanziarizzazione della società hanno miseramente fallito e, nonostante ciò continuano a perseverare in questo diabolico errore, perché vissute come dogmi.

Le politiche delle privatizzazioni hanno impoverito le società, hanno esautorato la politica dal suo ruolo di voce dei cittadini e di agorà pubblica, per renderla semplice esecutrice di scelte e decisioni prese altrove, nelle asettiche stanze del c.d.a di una banca o di un mostro a tre teste che si chiama Troika.

Questo modello bulimico di beni pubblici e beni comuni è in crisi strutturale almeno dagli anni 80, dopo avere traslocato in giro per il globo dal Cile di Pinochet, all'Inghilterra della Thatcher, passando per l'Italia di Craxi, con le disastrose privatizzazioni degli anni 90 fatte per favorire gli amici degli amici e che hanno spolpato il Paese di beni preziosissimi.
Sono arrivate nella Russia di Eltsin e Putin, in Grecia e stanno tornando con
sempre maggiore forza anche in Italia, o forse non sono mai finite, sono solo state più lente.

La forza che queste politiche di finanziarizzazione della società hanno è la forza dell'ineludibilità.
Si rende MORALMENTE E SOCIALMENTE ACCETTABILE, una progressiva rinuncia ai diritti,
alle tutele, alla qualità ambientale e del lavoro, che altrimenti non sarebbe accettata e lo si fa con la gradualità ed inculcando nel cittadini la convinzione che non vi siano vie di scampo.

L'Italia in forza di queste scelte non ha più una banca pubblica, è l'unico paese europeo che è passato dal 72% di partecipazione pubblica nelle banche allo 0%, mentre la Germania è scesa dal 62 al 51% la Francia dal 36 al 31%.
Avete privatizzato la Cassa Depositi e Prestiti, consegnando, di fatto i comuni
italiani in mano alla finanza bancaria dei derivati e dei titoli tossici.

Ora STATE VENDENDO PEZZI DELLA NOSTRA CITTA' PER DARE UNA RISPOSTA ALLE BANCHE AVETE FATTO LA FUSIONE ASM A2A PER SALVARE BANCA INTESA E STATE SVENDENDO PEZZI DI ITTA' TRA CUI CENTRALE DEL LATTE ED A2A PER FARE UN FAVORE A BANCA UBI, LA STESSA A CUI PROVIENE IL VOSTRO DIRETTORE GENERALE.

NON VENITE A DIRCI CHE LO STATE FACENDO PER IL BENE COMUNE PERCHE' NON E' LA VERITA'.

E' OVVIO CHE SE SI VENDE UNA POLPETTA AVVELENATA NON SI PUO' DIRE CHE E' UNA POLPETTA AVVELENATA SI DICE CHE NON CI SONO ALTERNATIVE, che è l'unica cosa che ci è rimasta nel piatto, per CUi o si muore di fame o si muore con la pancia piena.

Veniamo a ciò che la Giunta propone di ratificare al consiglio comunale, perchè di sostanziale ratifica si tratta: avete già deciso tutto come vendere a chi vendere senza consultare i cittadini, senza fare uno straccio di assemblea pubblica, senza sentire i proprietari, in sostanza avete fatto tutto voi, NELLA CONVINZIONE ERRATA CHE BASTI UNA DELEGA PER PRENDERE DECISIONI SIMILI.

LA PROPOSTA DI CESSIONE DELLE QUOTE DI CENTRALE DEL LATTE FATTA IN QUESTO MODO, PSEUDO SOFT, IN CUI SI SPACCHETTANO LE QUOTE, SI DICE CHE CI SONO GARANZIE PER LA TERRITORIALITA' E LA BRESCIANITA' GLI STAKEHOLDERS CITTADINI E'IL PRIMO PASSO PER FARE ACCETTARE AI BRESCIANI QUESTA AMPUTAZIONE.

A prima vista, analizzando la proposta della Giunta sembra che la stessa sia tutelante, che offra garanzie e che sia di buonsenso.
Ma a voler vedere a fondo essa nasconde, magari anche nella inconsapevolezza di chi
oggi la voterà, in buona fede, l'avvio della privatizzazione totale di centrale del
Latte.

Ci è stato detto dal Sindaco che la riuscita dell'operazione che vede totalmente esclusi i cittadini sia dalla decisione che dalla possibilità di acquisto vero e non fatto per proclami, è DIFFICILISSIMA.
Che probabilmente non si riuscirà a vendere tutte le quote.
Ci è stato detto dal Presidente Dusina che questa operazione potrebbe avere un
valore ESPLORATIVO.
Cosa leggo io dietro a questa cosa?

La costruzione dell'alibi dell'inevitabiità.
Si pianta il primo seme, si mette la prima pietra.
Ci abbiamo provato a vendere la minoranza in pezzettini, ci abbiamo provato a
salvare a territorialità e un pezzo di cuore di questa città, ma non ci siamo riusciti ci dispiace, il MERCATO CI DICE CHE dobbiamo vendere il 51% o che dobbiamo venderla tutta.

E il gioco è fatto.
Magari di nuovo senza referendum, anche se noi, in tale eventualità ci muoveremo
per tempo per fare un referendum cittadino, forti anche del fatto che lo stesso attuale assessore al Bilancio, Panteghini ha dichiarato che sarebbe lui il primo proporre il ricorso al referendum in caso di cessione di quote che superi il 50%.

Centrale del Latte non va ceduta, né in questo modo-farsa che nasconde una polpetta avvelenata né in altro modo.

Non mi importa se è strategica se non lo è, se il Comune non deve fare il Latte e gli Yogurt, non mi importa

E' una società PUBBLICA CHE RESISTE, che da utili al comune, i bresciani sono legati a questo piccolo gioiello di casa che costituisce un vanto ed una garanzia: negli utili anni ha fatto importanti investimenti, ha aumentato i dipendenti, si sta aprendo al mercato estero ed europeo e costituisce una garanzia per il futuro dei bresciani e per il bilancio comunale

LE GARANZIE DELLA POLITICA NON CI BASTANO PIU'

Ci era stato detto che dopo la quotazione in borsa di Asm avremmo contato di più e si è visto; ci è stato detto che con la fusione oltre all'extra dividendo avremmo avuto sempre garanzie di contare di più, della brescianità, dei dividendi garantiti del rilancio di Brescia e non si è visto nulla; ci è stato detto che la metropolitana era indispensabile e necessaria e soprattutto sostenibile finanziariamente, e non lo è quindi cosa dovremmo fare noi?
Fidarci di queste previsioni imbonitrici?
No signori Centrale non si deve vendere.

Qualcuno ha parlato di inserimento a Statuto del divieto di cessione delle quote, per 5 anni o 10 o quello che è...si ma dopo? Cosa stiamo facendo? Stiamo ragionando in vista delle prossime tornate elettorali o vogliamo fare un ragionamento politico di ampio respiro?
Noi non siamo qui per fare i ragionieri e per far vedere alla BCE quanto siamo
bravi a fare i compiti a casa, quando questi compiti sono odiosi, immorali, imposti
da chi non è stato eletto da nessuno, che si chiami Mario Draghi o Cristine Lagarde.

Il nostro voto sarà serenamente E CONVINTAMENTE contrario. Senza se e senza ma.



Il comune di Brescia, per fare fronte a debiti accumulati per la realizzazione della metropolitana "leggera" costata alla collettività più del doppio di quanto inizialmente preventivato, sta attuando, sotto la giunta di centro sinistra guidata dal Pd, una politica di dismissione e "depatrimonializzazione" dell'ente comunale.
Nel prossimo consiglio comunale verranno quasi certamente deliberate le cessioni del 2,5% della partecipazione detenuta nel colosso dell'energia e del trattamento rifiuti A2A, derivato dalla fusione tra Asm Brescia ed Aem Milano, effettuata 2008 dai due comuni: il primo a guida PD il secondo a guida PDL.
La delibera di cessione verrà votata in consiglio comunale a Brescia e Milano in contemporanea giovedì 19 e venerdì 20 , perché anche il comune di Milano si accinge a dismettere la stessa quota di partecipazione, per intascare danari che almeno a Brescia, andranno tutti a riduzione del debito tranne una piccola quota destinata ad opere pubbliche di ordinaria manutenzione cittadina.
Analogamente verrà deliberata anche la cessione del 45% delle quote di un piccolo gioiello cittadino: Centrale del Latte, che da utili al comune e fa prodotti di alta qualità esportati in tutto il mondo , sempre per fare cassa.
Cosa ne pensate?


BRESCIA MOBILITA' S.P.A.-OMB INTERNATIONAL S.R.L.: QUEL MATRIMONIO NON S'AVEA DA FARE

Nel consiglio comunale di ieri ci siamo trovati a dibattere su una delibera presentata al consiglio comunale dalla Giunta, inerente le linee di indirizzo da dare alla partecipata comunale al 99,749% dal comune di Brescia e per il residuo da A2A S.p.a..
Può sembrare strano che in un Consiglio Comunale ci si trovi a dibattere e a decidere delle sorti di un'impresa industriale e tipicamente produttiva che assai poco avrebbe a che spartire con l'erogazione e la gestione di servizi pubblici o di pubblica utilità, se non fosse che il nostro comune, per scelte chiare dell'ex sindaco Paroli, possiede, indirettamente il 100% di una società che fabbrica prevalentemente cassonetti ed autocompattatori..
In prima battuta i gruppi di minoranza Forza Italia, Piattaforma Civica, Lega Nord, Civica X Brescia (Pdl) hanno sollevato tre questioni pregiudiziali/sospensive sulla competenza del consiglio comunale ( a loro dire inesistente in quanto la deicsione di vendere o meno OMB doveva essere presa o dal sindaco personalmente nell'assemblea socia di Brescia Mobilità o dalla Giunta e non dal c.c.); hanno addotto un difetto di istruttoria e la necessità che nella vendita si procedesse con la procedura della gara pubblica.
Io, trovandomi confortata in questo senso anche dal parere letto in aula dal segretario generale sulla prima ed ultima questione ho condiviso la lettura data all'art. 42 del TUEL lettere e) g) i) che dicono che:

1. il consiglio comunale ha competenza limitatamente ad atti fondamentali quali partecipazione dell'ente locale a società di capitali (e qui la legge non dice se indiretta o diretta per cui è possibile l'interpretazione che le comprende entrambe)

2. indirizzi da osservare da parte delle aziende pubbliche (e BSM è un'azienda pubblica anche se diritto privato perché quasi completamente partecipata dal comune di BS) e spese che impegnino i bilanci degli esercizi successivi (quali potrebbero essere eventuali richieste di aumento del capitale da parte di BSM per sostenere il rilancio di OMB).
Il fatto che in altri casi il consiglio comunale non sia stato coinvolto, fa sorgere il dubbio che si sia sbagliato prima e, pertanto, ritengo che ribadire la centralità del consiglio comunale in una decisione come questa sia buona cosa.
Superate anche le obiezioni sulla carenza di istruttoria, a seguito dei chiarimenti forniti dall'assessore al bilancio e sulla procedura di gara pubblica ove il segretario ha ribadito che "con riferimento alle procedure di scelta dell'acquirente da parte di Brescia Mobilità si conferma che anche le società in house sono tenute ad osservare le stesse norme e le stesse procedure di affidamento dell'Ente locale", siamo entrati nel vivo della discussione.

Ho analizzato quindi la complessa vicenda storica di OMB, quella degli ultimi dieci anni in particolare.
Tutto inizia nel novembre 2004 quando la società in mano alla famiglia Mascialino (presente in diversi business, su tutti quello legato alle costruzioni ed all'attività immobiliare) cede la maggioranza della società agli azionisti Hopa (la potente, in quei tempi, holding di partecipazioni di Emilio Gnutti,), Interbanca ed Unipol, l'Unipol di Consorte tanto per citare i nomi noti.
Nel 2005 compare quello che la stampa definisce il cavaliere bianco, cioè l'austriaco Gerard Hampel insieme alla Haris Finance, sempre di sua emanazione. Hampel imposta un piani di rilancio che il nel 2006 vede l'ingresso della spagnola Ros Roca (leader europea della produzione di cassonetti in plastica) nella compagine di OMB, il cui capitale risulta allora così composto: Ros Roca 27%, Hampel 60%, Interbanca 13% (controllata da Banca Antonveneta controllata a sua volta dagli olandesi di ABN AMRO). Scompaiono definitivamente HOPA, Unipol e la famiglia Mascialino che invano ha cercato la sponda del rilancio nei due vecchi partner anch'essi usciti.
Cura finanziaria e strategia industriale non danno i frutti sperati tanto che l'esercizio 2006 si chiude con una perdita netta di 9,6 milioni e il 2007 con una perdita di 5,1 milioni di euro.
Nel dicembre 2007 OMB sceglie la strada della concordato preventivo con una esposizione debitoria di oltre 70 milioni di €.
Nel 2008 si fa avanti presso il liquidatore la Farid di Torino, diretta concorrente di OMB, che si propone di rilevare l'azienda. Il piano prevede l'affitto dell'azienda per 12 mesi al termine dei quali scatterebbe l'acquisto.
Non se ne fa nulla, e torna invece di nuovo in pista, sempre nel 2008, la famiglia Mascialino che presenta un nuovo piano: il liquidatore concede l'affitto del ramo d'azienda per un anno ad una società sempre dei Mascialino.
Non si trova però inspiegabilmente l'accordo sul prezzo d'acquisto e pare anche che la società affittuaria adduca non meglio precisate difficoltà gestionali e salta l'acquisizione, diremo la riacquisizione, e la palla torna in mano al liquidatore.
Nell'aprile del 2009 scende in campo la BTE, una delle tre società del bresciano Gruppo Busi che si dice interessata all'acquisto, ma non se ne fa nulla, anche qui ci chiediamo per quali motivi sia saltato ancora una volta tutto.

Siamo al maggio del 2009 quando, colpo a sorpresa e non ci sono altre offerte sul tavolo del liquidatore, si fa avanti il Comune di Brescia, quello della nuova Amministrazione di centrodestra e Lega Nord guidata dall'On.le Paroli.
Il veicolo dell'acquisizione sarà la controllata Brescia Mobilità, che in un'Assemblea straordinaria deciderà così l'acquisto.
In quella Assemblea, durata la bellezza di 45 minuti il comune era rappresentato dall'allora direttore generale Maiocchi e dopo avere deliberato un cospicuo aumento di capitale di circa 25 milioni di euro in BSM, il comune, si fa promotore dell'indirizzo di acquisto di OMB, ritenendola "strategica per promuovere un polo di innovazione produttiva per sistemi di mobilita' sostenibile sempre più compatibili con le esigenze ambientali del territorio".
Una roba degna del miglior Ugo Tognazzi in Amici miei!

Cosa sono queste strategie di mobilità sostenibile? Forse si parlava di quella macchinina chiamata AIRPOD futuristica auto ad aria compressa? Erano forse queste le idee che aveva in testa il sindaco Paroli ed i suoi sostenitori ed il management di Brescia Mobilità?
Il tutto sarebbe nato da ciò che il presidente di OMB Prignachi (Ex assessore ai trasporti in Provincia, da sempre guidata dal centro destra), nominato dallo stesso Paroli dopo l'era di Ettore Fermi, avrebbe definito, stando alla stampa locale "una intuizione del sindaco Paroli- una serie di attività ed un know how che potranno essere facilmente integrati con la governance della mobilità di passeggeri e di cose. La città ha in mano una opportunità di sviluppo industriale con indirizzi che per tradizione e competenze interessano il territorio bresciano" Anche il management di BSM sosteneva che OMB avrebbe potuto offrire un contributo importante anche nell'ambito della sicurezza viabilistica e nell'abbattimento dell'inquinamento atmosferico" E si parlava di motori ibridi sviluppabili anche per il trasporto pubblico.

Il sindaco Paroli, dal canto suo parlava di una sinergia con A2A., che, invece, stando sempre alla stampa locale, aveva manifestato delle perplessità, tramite proprio l'allora esponente di spicco di A2A Zuccoli.
Ma io mi domando e dico: se si vuole rilanciare una società nata per fare cassonetti ed autocompattatori e che li fa da oltre 50 anni, e farla diventare una società che produce autobus elettrici si pensa di fare questa cosa con pochi investimenti? Ma chiunque sa che se si vuole riconvertire una società a fare altro ci vogliono capitali ingenti!

Il PD allora, tanto per cambiare, diede giudizi diversi sull'operazione: da una parte la criticò per bocca dell'opposizione in consiglio comunale, e dall'altra la benedì con voci per alcuni autorevoli quali quelle dei parlamentari Galperti e Corsini, e per l'area della sinistra, di Maurizio Zipponi che, già parlamentare di Rifondazione Comunista e rappresentante della FIOM bresciana, guiderà l'appoggio del fronte sindacale e siederà poi nel CDA della neonata OMB International, indicato dall'azionista Comune di Brescia.
Eh già signori miei perché nella famosa assemblea straordinaria del cda di BSM fu proprio il dr. Maiocchi in rappresentanza del comune ad indicare i tre membri del c.d.a della futura OMB nelle persone del dr. Medeghini (già manager di BSM) scelta comprensibile, del Dr. Orazi e dello stesso Zipponi.
Un bel manuale Cencelli del cda di OMB.
Si perché, se appare logica la nomina di un dirigente già sedente in BSM per ovvie ragioni di controllo ed indirizzo, appare alquanto discutibile la nomina del dr. Orazi, che ha lo studio di commercialista sullo stesso piano della sede bresciana di Compagnia delle Opere e aveva o forse ha ancora una società immobiliare con l'allora sindaco Paroli, è un noto professionista che dal 2008, anno della vittoria del centro destra in Loggia è stato nominato dalla politica a ricoprire qualcosa come 15 incarichi in società pubbliche, o forse più.
Per tacere della nomina di Zipponi.

L'esborso iniziale previsto sarà di circa 11 milioni (alla fine, cioè oggi, saranno più di 25 milioni) dalle casse comunali.
Eppure la stampa di allora titolava: "OMB verrà rilanciata sfruttando le sinergie del colosso A2A". Già, A2A: Paroli, che vedeva all'orizzonte strategie ed assets importanti e anche l'ingresso di soci privati, dirà subito di essersi consultato prima con Zuccoli (allora numero uno di A2A), interessato però a rapporti di fornitura ma non ad un rapporto societario.
Ci sono stati 4 anni di tempo per rilanciarla e sempre stando a notizie di stampa il nuovo distretto industriale immaginato da Paroli e BSM sarebbe dovuto decollare ancora nel 2011.

Noi oggi non possiamo non stigmatizzare una serie di responsabilità attraverso alcune domande

1. La prima drammatica e più che legittima è: quando partner finanziari ed industriali del settore falliscono più volte gli obiettivi, quando la stessa famiglia fondatrice, i Mascialino, escono ed entrano più volte in OMB senza cavare un ragno dal buco, quando competitors del settore non trovano la quadra per un piano di rilancio dell'azienda, perché mai il Comune di Brescia si lancia nel 2009 in un'avventura non sostenuta da alcun realistico e praticabile presupposto ?
2. Quali analisi economiche, finanziare patrimoniali e da chi furono condotte dal comune o da BSM prima di procedere all'acquisto?
3. Esisteva un business plan di OMB e come venne giudicato da BS Mobilità?
4. Perchè tanta fretta da non transitare nemmeno in Giunta o in consiglio comunale, ma solo in commissione bilancio, deliberando contestualmente in una assemblea straordinaria durata 45 minuti un bell'aumento di capitale per 25 milioni di € e l'acquisto di OMB?
5. Sono mai state verbalizzate agli atti delle assemblee di BSM segnalazioni o legittime opinioni diverse da parte del management di BSM rispetto a quelle del sindaco Paroli, o segnalazioni nel corso delle relazioni annuali che BSM deve per legge inoltrare all'azionista?
6. Perché ad un certo punto nel 2011 nonostante la chiusura del bilancio con un utile di circa 700.000,00€ si procede alla sostituzione ad opera del sindaco Paroli del dr. Medeghini con il dr. Valerio (già capolista di Piattaforma Civica nel 2008)?
7. Perchè, nonostante nel c.d.a. di BSM vi fosse un illustre rappresentante della minoranza di centrosinistra di allora, in quota Lista Brescia Per Passione, (Dionigi Guindani) non risulta che vi sia stata una forte presa di posizione sulla questione OMB almeno da parte sua? 8.Perchè il sindaco Paroli e il direttore generale Triboldi ancora dell'assemblea di aprile 2013, quasi a fine mandato insistono nel portare avanti questa linea assurda e non intervengono per evitare al c.d.a. di deliberare ulteriori esborsi di capitale da parte di BSM?
8. Come è possibile che lo stesso C.d.a. di Bs Mobilità ad aprile 2013 finanzi Omb con 5 milioni di € e poi dopo sei mesi cambi opinione? Una spiegazione mi sembra più che doverosa visto che sono soldi del Comune: delle due l'una: o il Management di BSM credeva fermamente del piano industriale di OMB tanto da concedere ulteriori finanziamenti per rilanciarla, e allora ci dovrebbero dire come mai a ottobre cambiano opinione - oppure- cosa che sarebbe peggio, si sono limitati ad eseguire le direttive dell'azionista rappresentato dal sindaco Paroli senza segnalare alcuna perplessità.
9. Perchè così poca trasparenza, così poche informazioni, così pochi dati su cui ragionare?
10: Ultima ma non meno importante : vogliamo dire una volta per tutte non a noi del M5S ma ai bresciani tartassati dalle tasse, dalla crisi, dai tagli lineari ai servizi sociali chi ha davvero guadagnato dall'acquisizione di OMB ? Perchè io sinceramente fatico a vedere benefici per i bresciani.

A questo punto, più che la critica scontata alla disinvoltura con la quale è stata gestita la cosa pubblica, evochiamo una delle parole che meno spesso si sentono nei luoghi, come questo, ove si esercita la democrazia rappresentativa: etica delle responsabilità.
A questa parola ci riferiamo oggi noi del Movimento 5 Stelle: non sarebbe etico e sarebbe irresponsabile rifiutare a priori soluzioni che vadano nella direzione del recupero di risorse finanziarie oggi tanto carenti nei bilanci pubblici.
Non sarebbe etico e sarebbe irresponsabile rinunciare a salvare posti di lavoro anche se pensiamo e diciamo: perché OMB e non quelli, ad esempio, di decine di imprese e cooperative che prestano servizi al Comune e che sono in difficoltà magari solo per crisi temporanee di liquidità non sostenute dal sistema bancario; cosa hanno di diverso questi lavoratori da quelli di OMB?

Non sarebbe etico e sarebbe irresponsabile dimenticare che Brescia Mobilità, i cui amministratori si trovano paradossalmente in un solo mandato a deliberare l'acquisto e la vendita di una società controllata, ha già impegni gravosi sotto il profilo finanziario con una redditività già compromessa dal ridimensionamento dei contratti di servizio e con una minore consistenza patrimoniale dovuta al frazionamento con la creazione di Brescia Infrastrutture..
Qui ci sono circa 28 milioni di € già spesi e 24 milioni di fidejussioni e lettere di patronage che, stando a quanto ventilato da BSM rimarrebbero in capo a BSM e quindi, sostanzialmente al comune!

Abbiamo quindi chiesto alcune cose: che la cessione di OMB sul mercato non lasci strascichi di ulteriore appesantimento sui conti e sull'indebitamento del Comune e ci riferiamo anche alle garanzie fidejussorie che incrociano Comune, Brescia Mobilità e OMB International: si chiamano tecnicamente rischi indiretti, quasi mai citati ma pesante fardello di impegni con il sistema bancario.

Abbiamo chiesto, inoltre che la questione non venisse lasciata nella mani esclusive del menagemet di Brescia Mobilità, ma che, nel nome della trasparenza nella gestione del denaro pubblico, il consiglio comunale o quantomeno la commissione bilancio venga coinvolta nelle decisioni da prendersi relative alla vendita: bisogna impedire che la società venga svenduta per evidenti ragioni finanziarie; bisogna impedire che venga messa a repentaglio l'occupazione e bisogna impedire che vi sia come sempre una socializzazione delle perdite e una privatizzazione degli utili, con il risultato che tanto per cambiare paga Pantalone, in una sorta di operazione Alitalia in salsa nostrana.

In questa ottica abbiamo presentato proposte emendative alla delibera che vanno la prima nell'ottica di inserire un riferimento alla necessità che i rischi finanziari o patrimoniali per l'ente comunale vadano rimossi o ridotti, ivi compresi i rischi indiretti, per evitare ciò di cui parlavo in sede di discussione alla delibera ovvero una socializzazione delle perdite ed una privatizzazione degli utili in perfetto stile italiano, di cui abbiamo già avuto ahi noi esempi quali Alitalia, solo per ricordarne uno. Questo emendamento è stato accolto

Il secondo ed il terzo emendamento erano sostanzialmente identici ed andavano ad inserire ulteriori paletti all'indirizzo che viene dato a BSM: accanto alla necessaria tutela dell'occupazione, andava inserito secondo noi un riferimento alla massimizzazione dei ricavi, onde evitare una svendita di OMB che sia o possa essere dannosa per l'azionista BSM ed un riferimento anche alla tutela economica del Comune che è azionista indiretto di OMB.
Questi due emendamenti sono stati ritirati perché la maggioranza ne aveva presentati due "gemelli" praticamente identici ai nostri con la dicitura "cessione di azienda" invece che "cessione della partecipazione" e "massimizzazione dei valore di cessione" invece che "massimizzazione dei ricavi", che, dopo una consultazione sia con la responsabile del settore partecipate che con il presidente del collegio dei revisori, mi è stato spiegato essere tecnicamente più corretta. Pertanto abbiamo dato voto favorevole all'emendamento della maggioranza

Il quarto emendamento è quello che forse segna maggiormente la richiesta da parte del M5S di non coinvolgere il c.c. solo in questa fase ma anche nelle fasi successive dell'operazione. Noi non possiamo pensare di dare un indirizzo e poi non essere più coinvolti in nulla, questo non solo per una questione di etica delle responsabilità, ma anche per una questione di trasparenza.
Perché se da un certo punto di vista, a mio parere anche giuridico, reputo corretto, anche in un'ottica di trasparenza coinvolgere il consiglio comunale in questa decisione, credo che sarebbe una procedura "monca" quella che prevedesse la sua esclusione da tutto quello che succede dopo: gara pubblica o trattativa privata come si vende a chi come si tutela l'occupazione, con quale piano industriale e via discorrendo.
Per queste ragioni abbiamo proposto di inserire in delibera che tutti gli atti successivi alla stessa passino in commissione bilancio e che il consiglio comunale non venga tagliato fuori dalla procedura; proposta bocciata.

PERCHE' CI SIAMO ASTENUTI SULLA DELIBERA DI INDIRIZZO

Nella discussione iniziale ed anche in fase di presentazione degli emendamenti ho espresso le perplessità del M5S sul fatto che vi fosse solo un coinvolgimento parziale del consiglio comunale.
É vero che Paroli, per mezzo del direttore Maiocchi nella famosa assemblea straordinaria di giugno 2009, dove mi sono dimenticata di dirvi c'era pure Amilcare Di Mezza, padre dell'allora assessore al bilancio Fausto Di Mezza (quello reso famoso da Stella per il suo inimitabile curriculum presentato prima di divenire membro del consiglio di sorveglianza di A2A), fece esattamente così: ovvero diede un chiaro indirizzo a BSM di procedere all'acquisto di OMB lasciando intatte le prerogative del CDA sia per quanto concerneva le valutazioni istruttorie sia per le modalità migliori di acquisto, ivi compresa quella che poi venne effettuata di scindere OMB in due società facendo nascere OMB International.
Ma noi oggi abbiamo seguito una procedura diversa che chiede l'avallo alla vendita al c.c. che, secondo me non può essere coinvolto nell'atto di impulso e poi tagliato fuori, ferma restando la possibilità di accesso agli atti.

Visto che non ci sono queste garanzie di trasparenza abbiamo potuto dire sì ad una linea di indirizzo generica, dietro la quale si nascondono rischi di scissioni societarie in good company e bad company, sulle quali il consiglio comunale nulla potrà dire o sapere.
Io mi rendo conto che ci sono leggi di diritto privatistico che danno al c.d.a. di Brescia Mobilità una certa indipendenza ed autonomia gestionale e decisionale, ma nel momento in cui si chiede al consiglio comunale di prendere posizione sulla cessione di una partecipazione azionaria indiretta, venendo a conoscenza di come è stata gestita la partita, non può poi pensare che non si faccia più sapere nulla ai consiglieri sulla vendita e sulle modalità della vendita.

Non si può pensare che il M5S acconsenta a dare il via libera a BSM a vendere, cosa sacrosanta di per sé, ma che lo faccia a scatola chiusa, senza sapere chi comprerà, cosa comprerà, come comprerà se con bando di gara pubblica o trattativa privata, per quanti soldi e con quali garanzie sia per l'occupazione che per il patrimonio pubblico.

Noi, in questo consiglio comunale siamo qua per difendere e tutelare solo ed esclusivamente gli interessi della collettività e di nessuno altro.
In questi giorni si sono lette dichiarazioni allarmistiche sui giornali che accusano la politica di "dire troppo" su OMB di fare trapelare notizie sullo stato dell'azienda che non aiutano la sua collocazione o la sua permanenza sul mercato.
Ma di cosa stiamo parlando?
Dei bilanci pubblici di OMB? Delle fidejussioni rilasciate da una società di diritto privato interamente detenuta o quasi, dal Comune?
Ma per favore, che pensiamo? Che chi compra non vada a verificare queste cose? Che non si sapesse ancora da almeno un anno a questa parte in che condizioni si trova OMB?
Chi ha paura della verità non ha  ancora capito che cosa è il MoVimento 5 Stelle: qui si parla di almeno 30 milioni di € pubblici!!
Quante scuole avremmo ristrutturato? Quante maestre precarie avremmo assunto? Quante pinacoteche e quarte celle avremmo ristrutturato? Quanti servizi sociali avremmo potuto garantire? Quante tasse in meno avremmo fatto pagare ai bresciani? Quanti mutui avremmo ridotto?

Oltre a questo problema del mancato coinvolgimento futuro del consiglio comunale vi è stata anche la bocciatura di un emendamento proposto sempre dalle minoranze, e cui noi abbiamo votato a favore non accolto dalla maggioranza. Si chiedeva di inserire in delibera che BSM era tenuta ad osservare le stesse norme e le stesse procedure di affidamento dell'Ente locale. Ciò nell'ottica di garantire l'evidenza pubblica della procedura di cessione. La maggioranza ha bocciato l'emendamento, dicendo che era inutile inserirlo in delibera, che c'è agli atti il parere del segretario generale e che la scelta della procedura deve essere fatta nel rispetto della legge da parte del management di BS Mobilità.

Per queste due ragioni ci siamo astenuti: la delibera è stata modificata in alcuni punti accogliendo dei nostri emendamenti e degli emendamenti della maggioranza; ma la mancanza di queste due garanzie passaggio in consiglio comunale o commissione bilancio prima di avallare la vendita e obbligo del rispetto delle procedure ad evidenza pubblica, ci ha impedito di votare a favore.

Visto e considerato che non abbiamo avuto risposte esaustive alle domande fatte chiederemo nel prossimi giorni, depositando apposita proposta ai sensi dell'art. 68 del regolamento comunale la costituzione di una commissione di indagine interna ai sensi dell'art. 22 dello Statuto Comunale per indagare sulla procedura di acquisizione di OMB e su quanto accaduto almeno dal 2007-2008 ai giorni nostri

Vedremo chi avrà scheletri nell'armadio da nascondere....noi siamo certi di non averne.

Laura Gamba

Seduta consiglio comunale

min 0.6.50    Interrogazione TAV

min 0.53.57  Interrogazione Inceneritore A2A

min 3.00.50  Discussione sulla delibera di vendita OMB

Seduta consiglio comunale - Parte 2

min 0.58.47  Presentazione emendamenti

min 1.13.20  Dichiarazione di voto emendamenti

min 1.58.30  Dichiarazione di voto delibera di vendita OMB





BR


BRESCIA MOBILITA' S.P.A.-OMB INTERNATIONAL S.R.L.: QUEL MATRIMONIO NON S'AVEA DA FARE

Nel consiglio comunale di ieri ci siamo trovati a dibattere su una delibera presentata al consiglio comunale dalla Giunta, inerente le linee di indirizzo da dare alla partecipata comunale al 99,749% dal comune di Brescia e per il residuo da A2A S.p.a..
Può sembrare strano che in un Consiglio Comunale ci si trovi a dibattere e a decidere delle sorti di un'impresa industriale e tipicamente produttiva che assai poco avrebbe a che spartire con l'erogazione e la gestione di servizi pubblici o di pubblica utilità, se non fosse che il nostro comune, per scelte chiare dell'ex sindaco Paroli, possiede, indirettamente il 100% di una società che fabbrica prevalentemente cassonetti ed autocompattatori..
In prima battuta i gruppi di minoranza Forza Italia, Piattaforma Civica, Lega Nord, Civica X Brescia (Pdl) hanno sollevato tre questioni pregiudiziali/sospensive sulla competenza del consiglio comunale ( a loro dire inesistente in quanto la deicsione di vendere o meno OMB doveva essere presa o dal sindaco personalmente nell'assemblea socia di Brescia Mobilità o dalla Giunta e non dal c.c.); hanno addotto un difetto di istruttoria e la necessità che nella vendita si procedesse con la procedura della gara pubblica.
Io, trovandomi confortata in questo senso anche dal parere letto in aula dal segretario generale sulla prima ed ultima questione ho condiviso la lettura data all'art. 42 del TUEL lettere e) g) i) che dicono che: 1. il consiglio comunale ha competenza limitatamente ad atti fondamentali quali partecipazione dell'ente locale a società di capitali (e qui la legge non dice se indiretta o diretta per cui è possibile l'interpretazione che le comprende entrambe) 2. indirizzi da osservare da parte delle aziende pubbliche (e BSM è un'azienda pubblica anche se diritto privato perché quasi completamente partecipata dal comune di BS) e spese che impegnino i bilanci degli esercizi successivi (quali potrebbero essere eventuali richieste di aumento del capitale da parte di BSM per sostenere il rilancio di OMB).
Il fatto che in altri casi il consiglio comunale non sia stato coinvolto, fa sorgere il dubbio che si sia sbagliato prima e, pertanto, ritengo che ribadire la centralità del consiglio comunale in una decisione come questa sia buona cosa.
Superate anche le obiezioni sulla carenza di istruttoria, a seguito dei chiarimenti forniti dall'assessore al bilancio e sulla procedura di gara pubblica ove il segretario ha ribadito che "con riferimento alle procedure di scelta dell'acquirente da parte di Brescia Mobilità si conferma che anche le società in house sono tenute ad osservare le stesse norme e le stesse procedure di affidamento dell'Ente locale", siamo entrati nel vivo della discussione.

Ho analizzato quindi la complessa vicenda storica di OMB, quella degli ultimi dieci anni in particolare.
Tutto inizia nel novembre 2004 quando la società in mano alla famiglia Mascialino (presente in diversi business, su tutti quello legato alle costruzioni ed all'attività immobiliare) cede la maggioranza della società agli azionisti Hopa (la potente, in quei tempi, holding di partecipazioni di Emilio Gnutti,), Interbanca ed Unipol, l'Unipol di Consorte tanto per citare i nomi noti.
Nel 2005 compare quello che la stampa definisce il cavaliere bianco, cioè l'austriaco Gerard Hampel insieme alla Haris Finance, sempre di sua emanazione. Hampel imposta un piani di rilancio che il nel 2006 vede l'ingresso della spagnola Ros Roca (leader europea della produzione di cassonetti in plastica) nella compagine di OMB, il cui capitale risulta allora così composto: Ros Roca 27%, Hampel 60%, Interbanca 13% (controllata da Banca Antonveneta controllata a sua volta dagli olandesi di ABN AMRO). Scompaiono definitivamente HOPA, Unipol e la famiglia Mascialino che invano ha cercato la sponda del rilancio nei due vecchi partner anch'essi usciti.
Cura finanziaria e strategia industriale non danno i frutti sperati tanto che l'esercizio 2006 si chiude con una perdita netta di 9,6 milioni e il 2007 con una perdita di 5,1 milioni di euro.
Nel dicembre 2007 OMB sceglie la strada della concordato preventivo con una esposizione debitoria di oltre 70 milioni di €.
Nel 2008 si fa avanti presso il liquidatore la Farid di Torino, diretta concorrente di OMB, che si propone di rilevare l'azienda. Il piano prevede l'affitto dell'azienda per 12 mesi al termine dei quali scatterebbe l'acquisto.
Non se ne fa nulla, e torna invece di nuovo in pista, sempre nel 2008, la famiglia Mascialino che presenta un nuovo piano: il liquidatore concede l'affitto del ramo d'azienda per un anno ad una società sempre dei Mascialino.
Non si trova però inspiegabilmente l'accordo sul prezzo d'acquisto e pare anche che la società affittuaria adduca non meglio precisate difficoltà gestionali e salta l'acquisizione, diremo la riacquisizione, e la palla torna in mano al liquidatore.
Nell'aprile del 2009 scende in campo la BTE, una delle tre società del bresciano Gruppo Busi che si dice interessata all'acquisto, ma non se ne fa nulla, anche qui ci chiediamo per quali motivi sia saltato ancora una volta tutto.

Siamo al maggio del 2009 quando, colpo a sorpresa e non ci sono altre offerte sul tavolo del liquidatore, si fa avanti il Comune di Brescia, quello della nuova Amministrazione di centrodestra e Lega Nord guidata dall'On.le Paroli.
Il veicolo dell'acquisizione sarà la controllata Brescia Mobilità, che in un'Assemblea straordinaria deciderà così l'acquisto.
In quella Assemblea, durata le bellezza di 45 minuti il comune era rappresentato dall'allora direttore generale Maiocchi e dopo avere deliberato un cospicuo aumento di capitale di circa 25 milioni di euro in BSM, il comune, si fa promotore dell'indirizzo di acquisto di OMB, ritenendola "strategica per promuovere un polo di innovazione produttiva per sistemi di mobilita' sostenibile sempre più compatibili con le esigenze ambientali del territorio".
Una roba degna del miglior Ugo Tognazzi in Amici miei!
Cosa sono queste strategie di mobilità sostenibile? Forse si parlava di quella macchinina chiamata AIRPOD futuristica auto ad aria compressa? Erano forse queste le idee che aveva in testa il sindaco Paroli ed i suoi sostenitori ed il management di Brescia Mobilità?
Il tutto sarebbe nato da ciò che il presidente di OMB Prignachi (Ex assessore ai trasporti in Provincia, da sempre guidata dal centro destra), nominato dallo stesso Paroli dopo l'era di Ettore Fermi, avrebbe definito, stando alla stampa locale "una intuizione del sindaco Paroli- una serie di attività ed un know how che potranno essere facilmente integrati con la governance della mobilità di passeggeri e di cose. La città ha in mano una opportunità di sviluppo industriale con indirizzi che per tradizione e competenze interessano il territorio bresciano" Anche il management di BSM sosteneva che OMB avrebbe potuto offrire un contributo importante anche nell'ambito della sicurezza viabilistica e nell'abbattimento dell'inquinamento atmosferico" E si parlava di motori ibridi sviluppabili anche per il trasporto pubblico.

Il sindaco Paroli, dal canto suo parlava di una sinergia con A2A., che, invece, stando sempre alla stampa locale, aveva manifestato delle perplessità, tramite proprio l'allora esponente di spicco di A2A Zuccoli.
Ma io mi domando e dico: se si vuole rilanciare una società nata per fare cassonetti ed autocompattatori e che li fa da oltre 50 anni, e farla diventare una società che produce autobus elettrici si pensa di fare questa cosa con pochi investimenti? Ma chiunque sa che se si vuole riconvertire una società a fare altro ci vogliono capitali ingenti!

Il PD allora, tanto per cambiare, diede giudizi diversi sull'operazione: da una parte la criticò per bocca dell'opposizione in consiglio comunale, e dall'altra la benedì con voci per alcuni autorevoli quali quelle dei parlamentari Galperti e Corsini, e per l'area della sinistra, di Maurizio Zipponi che, già parlamentare di Rifondazione Comunista e rappresentante della FIOM bresciana, guiderà l'appoggio del fronte sindacale e siederà poi nel CDA della neonata OMB International, indicato dall'azionista Comune di Brescia.
Eh già signori miei perché nella famosa assemblea straordinaria del cda di BSM fu proprio il dr. Maiocchi in rappresentanza del comune ad indicare i tre membri del c.d.a della futura OMB nelle persone del dr. Medeghini (già manager di BSM) scelta comprensibile, del Dr. Orazi e dello stesso Zipponi.
Un bel manuale Cencelli del cda di OMB.
Si perché, se appare logica la nomina di un dirigente già sedente in BSM per ovvie ragioni di controllo ed indirizzo, appare alquanto discutibile la nomina del dr. Orazi, che ha lo studio di commercialista sullo stesso piano della sede bresciana di Compagnia delle Opere e aveva o forse ha ancora una società immobiliare con l'allora sindaco Paroli, è un noto professionista che dal 2008, anno della vittoria del centro destra in Loggia è stato nominato dalla politica a ricoprire qualcosa come 15 incarichi in società pubbliche, o forse più.
Per tacere della nomina di Zipponi.

L'esborso iniziale previsto sarà di circa 11 milioni (alla fine, cioè oggi, saranno più di 25 milioni) dalle casse comunali.
Eppure la stampa di allora titolava: "OMB verrà rilanciata sfruttando le sinergie del colosso A2A". Già, A2A: Paroli, che vedeva all'orizzonte strategie ed assets importanti e anche l'ingresso di soci privati, dirà subito di essersi consultato prima con Zuccoli (allora numero uno di A2A), interessato però a rapporti di fornitura ma non ad un rapporto societario.
Ci sono stati 4 anni di tempo per rilanciarla e sempre stando a notizie di stampa il nuovo distretto industriale immaginato da Paroli e BSM sarebbe dovuto decollare ancora nel 2011.

Noi oggi non possiamo non stigmatizzare una serie di responsabilità attraverso alcune domande

1. La prima drammatica e più che legittima è: quando partner finanziari ed industriali del settore falliscono più volte gli obiettivi, quando la stessa famiglia fondatrice, i Mascialino, escono ed entrano più volte in OMB senza cavare un ragno dal buco, quando competitors del settore non trovano la quadra per un piano di rilancio dell'azienda, perché mai il Comune di Brescia si lancia nel 2009 in un'avventura non sostenuta da alcun realistico e praticabile presupposto ?
2. Quali analisi economiche, finanziare patrimoniali e da chi furono condotte dal comune o da BSM prima di procedere all'acquisto?
3. Esisteva un business plan di OMB e come venne giudicato da BS Mobilità?
4. Perchè tanta fretta da non transitare nemmeno in Giunta o in consiglio comunale, ma solo in commissione bilancio, deliberando contestualmente in una assemblea straordinaria durata 45 minuti un bell'aumento di capitale per 25 milioni di € e l'acquisto di OMB?
5. Sono mai state verbalizzate agli atti delle assemblee di BSM segnalazioni o legittime opinioni diverse da parte del management di BSM rispetto a quelle del sindaco Paroli, o segnalazioni nel corso delle relazioni annuali che BSM deve per legge inoltrare all'azionista?
6. Perché ad un certo punto nel 2011 nonostante la chiusura del bilancio con un utile di circa 700.000,00€ si procede alla sostituzione ad opera del sindaco Paroli del dr. Medeghini con il dr. Valerio (già capolista di Piattaforma Civica nel 2008)?
7. Perchè, nonostante nel c.d.a. di BSM vi fosse un illustre rappresentante della minoranza di centrosinistra di allora, in quota Lista Brescia Per Passione, (Dionigi Guindani) non risulta che vi sia stata una forte presa di posizione sulla questione OMB almeno da parte sua? 8.Perchè il sindaco Paroli e il direttore generale Triboldi ancora dell'assemblea di aprile 2013, quasi a fine mandato insistono nel portare avanti questa linea assurda e non intervengono per evitare al c.d.a. di deliberare ulteriori esborsi di capitale da parte di BSM?
8. Come è possibile che lo stesso C.d.a. di Bs Mobilità ad aprile 2013 finanzi Omb con 5 milioni di € e poi dopo sei mesi cambi opinione? Una spiegazione mi sembra più che doverosa visto che sono soldi del Comune: delle due l'una: o il Management di BSM credeva fermamente del piano industriale di OMB tanto da concedere ulteriori finanziamenti per rilanciarla, e allora ci dovrebbero dire come mai a ottobre cambiano opinione - oppure- cosa che sarebbe peggio, si sono limitati ad eseguire le direttive dell'azionista rappresentato dal sindaco Paroli senza segnalare alcuna perplessità.
9. Perchè così poca trasparenza, così poche informazioni, così pochi dati su cui ragionare?
10: Ultima ma non meno importante : vogliamo dire una volta per tutte non a noi del M5S ma ai bresciani tartassati dalle tasse, dalla crisi, dai tagli lineari ai servizi sociali chi ha davvero guadagnato dall'acquisizione di OMB ? Perchè io sinceramente fatico a vedere benefici per i bresciani.

A questo punto, più che la critica scontata alla disinvoltura con la quale è stata gestita la cosa pubblica, evochiamo una delle parole che meno spesso si sentono nei luoghi, come questo, ove si esercita la democrazia rappresentativa: etica delle responsabilità.
A questa parola ci riferiamo oggi noi del Movimento 5 Stelle: non sarebbe etico e sarebbe irresponsabile rifiutare a priori soluzioni che vadano nella direzione del recupero di risorse finanziarie oggi tanto carenti nei bilanci pubblici.
Non sarebbe etico e sarebbe irresponsabile rinunciare a salvare posti di lavoro anche se pensiamo e diciamo: perché OMB e non quelli, ad esempio, di decine di imprese e cooperative che prestano servizi al Comune e che sono in difficoltà magari solo per crisi temporanee di liquidità non sostenute dal sistema bancario; cosa hanno di diverso questi lavoratori da quelli di OMB?

Non sarebbe etico e sarebbe irresponsabile dimenticare che Brescia Mobilità, i cui amministratori si trovano paradossalmente in un solo mandato a deliberare l'acquisto e la vendita di una società controllata, ha già impegni gravosi sotto il profilo finanziario con una redditività già compromessa dal ridimensionamento dei contratti di servizio e con una minore consistenza patrimoniale dovuta al frazionamento con la creazione di Brescia Infrastrutture..
Qui ci sono circa 28 milioni di € già spesi e 24 milioni di fidejussioni e lettere di patronage che, stando a quanto ventilato da BSM rimarrebbero in capo a BSM e quindi, sostanzialmente al comune!

Abbiamo quindi chiesto alcune cose: che la cessione di OMB sul mercato non lasci strascichi di ulteriore appesantimento sui conti e sull'indebitamento del Comune e ci riferiamo anche alle garanzie fidejussorie che incrociano Comune, Brescia Mobilità e OMB International: si chiamano tecnicamente rischi indiretti, quasi mai citati ma pesante fardello di impegni con il sistema bancario.

Abbiamo chiesto, inoltre che la questione non venisse lasciata nella mani esclusive del menagemet di Brescia Mobilità, ma che, nel nome della trasparenza nella gestione del denaro pubblico, il consiglio comunale o quantomeno la commissione bilancio venga coinvolta nelle decisioni da prendersi relative alla vendita: bisogna impedire che la società venga svenduta per evidenti ragioni finanziarie; bisogna impedire che venga messa a repentaglio l'occupazione e bisogna impedire che vi sia come sempre una socializzazione delle perdite e una privatizzazione degli utili, con il risultato che tanto per cambiare paga Pantalone, in una sorta di operazione Alitalia in salsa nostrana.

In questa ottica abbiamo presentato proposte emendative alla delibera che vanno la prima nell'ottica di inserire un riferimento alla necessità che i rischi finanziari o patrimoniali per l'ente comunale vadano rimossi o ridotti, ivi compresi i rischi indiretti, per evitare ciò di cui parlavo in sede di discussione alla delibera ovvero una socializzazione delle perdite ed una privatizzazione degli utili in perfetto stile italiano, di cui abbiamo già avuto ahi noi esempi quali Alitalia, solo per ricordarne uno. Questo emendamento è stato accolto

Il secondo ed il terzo emendamento erano sostanzialmente identici ed andavano ad inserire ulteriori paletti all'indirizzo che viene dato a BSM: accanto alla necessaria tutela dell'occupazione, andava inserito secondo noi un riferimento alla massimizzazione dei ricavi, onde evitare una svendita di OMB che sia o possa essere dannosa per l'azionista BSM ed un riferimento anche alla tutela economica del Comune che è azionista indiretto di OMB.
Questi due emendamenti sono stati ritirati perché la maggioranza ne aveva presentati due "gemelli" praticamente identici ai nostri con la dicitura "cessione di azienda" invece che "cessione della partecipazione" e "massimizzazione dei valore di cessione" invece che "massimizzazione dei ricavi", che, dopo una consultazione sia con la responsabile del settore partecipate che con il presidente del collegio dei revisori, mi è stato spiegato essere tecnicamente più corretta. Pertanto abbiamo dato voto favorevole all'emendamento della maggioranza

Il quarto emendamento è quello che forse segna maggiormente la richiesta da parte del M5S di non coinvolgere il c.c. solo in questa fase ma anche nelle fasi successive dell'operazione. Noi non possiamo pensare di dare un indirizzo e poi non essere più coinvolti in nulla, questo non solo per una questione di etica delle responsabilità, ma anche per una questione di trasparenza.
Perché se da un certo punto di vista, a mio parere anche giuridico, reputo corretto, anche in un'ottica di trasparenza coinvolgere il consiglio comunale in questa decisione, credo che sarebbe una procedura "monca" quella che prevedesse la sua esclusione da tutto quello che succede dopo: gara pubblica o trattativa privata come si vende a chi come si tutela l'occupazione, con quale piano industriale e via discorrendo.
Per queste ragioni abbiamo proposto di inserire in delibera che tutti gli atti successivi alla stessa passino in commissione bilancio e che il consiglio comunale non venga tagliato fuori dalla procedura; proposta bocciata.

PERCHE' CI SIAMO ASTENUTI SULLA DELIBERA DI INDIRIZZO

Nella discussione iniziale ed anche in fase di presentazione degli emendamenti ho espresso le perplessità del M5S sul fatto che vi fosse solo un coinvolgimento parziale del consiglio comunale.
É vero che Paroli, per mezzo del direttore Maiocchi nella famosa assemblea straordinaria di giugno 2009, dove mi sono dimenticata di dirvi c'era pure Amilcare Di Mezza, padre dell'allora assessore al bilancio Fausto Di Mezza (quello reso famoso da Stella per il suo inimitabile curriculum presentato prima di divenire membro del consiglio di sorveglianza di A2A), fece esattamente così: ovvero diede un chiaro indirizzo a BSM di procedere all'acquisto di OMB lasciando intatte le prerogative del CDA sia per quanto concerneva le valutazioni istruttorie sia per le modalità migliori di acquisto, ivi compresa quella che poi venne effettuata di scindere OMB in due società facendo nascere OMB International.
Ma noi oggi abbiamo seguito una procedura diversa che chiede l'avallo alla vendita al c.c. che, secondo me non può essere coinvolto nell'atto di impulso e poi tagliato fuori, ferma restando la possibilità di accesso agli atti.

Visto che non ci sono queste garanzie di trasparenza abbiamo potuto dire sì ad una linea di indirizzo generica, dietro la quale si nascondono rischi di scissioni societarie in good company e bad company, sulle quali il consiglio comunale nulla potrà dire o sapere.
Io mi rendo conto che ci sono leggi di diritto privatistico che danno al c.d.a. di Brescia Mobilità una certa indipendenza ed autonomia gestionale e decisionale, ma nel momento in cui si chiede al consiglio comunale di prendere posizione sulla cessione di una partecipazione azionaria indiretta, venendo a conoscenza di come è stata gestita la partita, non può poi pensare che non si faccia più sapere nulla ai consiglieri sulla vendita e sulle modalità della vendita.

Non si può pensare che il M5S acconsenta a dare il via libera a BSM a vendere, cosa sacrosanta di per sé, ma che lo faccia a scatola chiusa, senza sapere chi comprerà, cosa comprerà, come comprerà se con bando di gara pubblica o trattativa privata, per quanti soldi e con quali garanzie sia per l'occupazione che per il patrimonio pubblico.

Noi, in questo consiglio comunale siamo qua per difendere e tutelare solo ed esclusivamente gli interessi della collettività e di nessuno altro.
In questi giorni si sono lette dichiarazioni allarmistiche sui giornali che accusano la politica di "dire troppo" su OMB di fare trapelare notizie sullo stato dell'azienda che non aiutano la sua collocazione o la sua permanenza sul mercato.
Ma di cosa stiamo parlando?
Dei bilanci pubblici di OMB? Delle fidejussioni rilasciate da una società di diritto privato interamente detenuta o quasi, dal Comune?
Ma per favore, che pensiamo? Che chi compra non vada a verificare queste cose? Che non si sapesse ancora da almeno un anno a questa parte in che condizioni si trova OMB?
Chi ha paura della verità non ha ancora ancora capito che cosa è il MoVimento 5 Stelle: qui si parla di almeno 30 milioni di € pubblici!!
Quante scuole avremmo ristrutturato? Quante maestre precarie avremmo assunto? Quante pinacoteche e quarte celle avremmo ristrutturato? Quanti servizi sociali avremmo potuto garantire? Quante tasse in meno avremmo fatto pagare ai bresciani? Quanti mutui avremmo ridotto?

Oltre a questo problema del mancato coinvolgimento futuro del consiglio comunale vi è stata anche la bocciatura di un emendamento proposto sempre dalle minoranze, e cui noi abbiamo votato a favore non accolto dalla maggioranza. Si chiedeva di inserire in delibera che BSM era tenuta ad osservare le stesse norme e le stesse procedure di affidamento dell'Ente locale. Ciò nell'ottica di garantire l'evidenza pubblica della procedura di cessione. La maggioranza ha bocciato l'emendamento, dicendo che era inutile inserirlo in delibera, che c'è agli atti il parere del segretario generale e che la scelta della procedura deve essere fatta nel rispetto della legge da parte del management di BS Mobilità.

Per queste due ragioni ci siamo astenuti: la delibera è stata modificata in alcuni punti accogliendo dei nostri emendamenti e degli emendamenti della maggioranza; ma la mancanza di queste due garanzie passaggio in consiglio comunale o commissione bilancio prima di avallare la vendita e obbligo del rispetto delle procedure ad evidenza pubblica, ci ha impedito di votare a favore.

Visto e considerato che non abbiamo avuto risposte esaustive alle domande fatte chiederemo nel prossimi giorni, depositando apposita proposta ai sensi dell'art. 68 del regolamento comunale la costituzione di una commissione di indagine interna ai sensi dell'art. 22 dello Statuto Comunale per indagare sulla procedura di acquisizione di OMB e su quanto accaduto almeno dal 2007-2008 ai giorni nostri

Vedremo chi avrà scheletri nell'armadio da nascondere....noi siamo certi di non averne.

Laura Gamba



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Ci incontriamo per raccontare ai cittadini il lavoro svolto fino ad ora in Loggia dal MoVimento 5 Stelle, la nostra portavoce Laura Gamba e da tutti gli attivisti.

Sono invitati associazioni, comitati e liberi cittadini del quartiere San Bartolomeo per un confronto aperto sul nostro quartiere e sul nostro Comune.

DOVE: Via delle Scuole 43/A

QUANDO: Sabato 23 Novembre dalle ore 17:00


Brescia 18 Novembre 2013

RICHIESTA DI RETTIFICA IMMEDIATA A QUIBRESCIA.IT

Con la presente sono a richiedere di provvedere urgentemete a pubblicare rettifica dell'articolo apparso sul vosto quotidiano in data 15.11 c.a. di cui al seguente link http://www.quibrescia.it/cms/2013/11/15/omb-tutti-daccordo-sulla-vendita/ .
Nell'articolo date atto di un "piccolo successo" del M5S attribuendo alla forza politica di cui sono portavoce il "merito" di avere fatto passare una "mozione" sulla vendita di OMB sostenuta all'unanimità da tutte le forze di opposizione; mozione che prevederebbe la vendita dell'azienda al "netto di debiti e crediti" e che sarebbe stato "gioco facile" ottenere.
Ora, al di là del fatto che le mozioni non si presentano in commissione ma in consiglio comunale, ed al di là del fatto che il M5S non è nemmeno membro della commissione bilancio e quindi non ha diritto di voto, ma solo di intervento, preciso quanto segue.
La commissione bilancio dello scorso 14 novembre si è tenuta per obbligo regolamentare, al fine di apporre il parere obbligatorio sulla delibera di indirizzo della Giunta in merito alla cessione della partecipazione in OMB International da parte di Brescia Mobilità.
Parere che è stato dato con il voto favorevole di tutta la maggioranza; i commissari di minoranza non hanno partecipato al voto.
Nella suddetta commissione sono stati auditi i manager di BSM, il sindaco e l'assessore al bilancio e per ciò che mi compete, ho posto a chi di dovere delle domande a chiarimento di alcuni aspetti della vicenda ed ascoltato gli interventi dei presenti.
Verso la fine della commissione vista l'ora tarda e visto che entro le ore 14.00 era necessario provvedere alla pubblicazione dell'o.d.g., ho chiesto se vi fossero motivi di urgenza che giustificassero la necessità impellente di votare la delibera in consiglio comunale il giorno dopo, o se fosse stato possibile rinviare la votazione consiliare al prossimo consiglio del 29 novembre, visto anche che io stessa avevo chiesto dei documenti integrativi che non mi erano ancora pervenuti e che qualcuno aveva proposto di rivedere alcuni aspetti della delibera.
Per la cronaca: i documenti relativi alla cessione, comprensivi di bilanci e stime peritali, oltre che delle diverse opzioni di cessione, sono stati resi accessibili ai capigruppo solo il giorno 9 novembre 2013, quindi 5 giorni prima.
Alla mia domanda, la maggioranza dei presenti ha risposto, presente il Presidente del Consiglio che ha dato la sua disponibilità, che era possibile concedere un rinvio di pochi giorni, cosa che è stata fatta riviando il consiglio comunale al giorno 20 novembre 2013.
Se ottenere un breve rinvio del consiglio comunale, può essere considerato un piccolo successo, così sia, ma sia ben messo in chiaro che: il M5S non ha presentato alcuna mozione "sostenuta all'unanimità da tutte le forze di opposizione" nè tantomeno ha proposto, come parrebbe di capire dal Vostro articolo, una vendita frazionata della società al netto di debiti e crediti; nè si è fatto mediatore di alcun accordo tra maggioranza e minoranza.
L'idea di vendere scindendo la società viene dalle perizie e dalle consulenze effettuate da BSM a fa parte di una serie di proposte agli atti.
Per ciò che concerne il M5S la nostra posizione verrà chiaramente espressa in consiglio comunale, alla luce del sole, non in una commissione a porte chiuse.
Vi invito, pertanto, a rettificare immediatamente quanto da Voi pubblicato, nell'auspicio che simili episodi non abbiano più a verificarsi.


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Brescia- A2a pronta per la differenziata, il commento di Vito Crimi:
"Credo che la notizia si commenti da sola.
Dopo 15 anni, o forse più, in cui ci hanno propinato lo slogan "la meta è la metà" e non si è mai superato il 40% di raccolta differenziata, con l'esperienza di migliaia di comuni che arrivano a percentuali tra il 70 e 80% di r.d, A2A è pronta per il 60%?
È prontaaaa?
Era ora sì, complimenti! Ma non per un misero risultato come quello che sicuramente sarà raggiunto nel 2050 coi tempi di A2A... e freno il mio linguaggio perchè le parolacce uscirebbero a raffica.

A2A ha volontariamente rallentato la crescita della raccolta differenziata a Brescia perchè trovava conveniente alimentare l'inceneritore di sua proprietà.
Questo è un comportamento al limite del criminoso, un comportamento che ha visto la città disattendere sistematicamente non solo gli obiettivi del buon governo di una città ma anche gli obiettivi minimi previsti dalla legge.
Una volontà precisa, nessuna scusa, una volontà che ha trovato nella collusione con la politica locale il suo carburante, la politica locale (sia di sinistra che di destra, verdi inclusi) è colpevolmente complice.
Decenni di politica fallimentare di gestione dei rifiuti, decenni di inquinamento ambientale che si unisce a quello già massiccio di acciaierie e autostrade, decenni di inganni e elusioni di controlli e pratiche al di fuori della legge (vedi relazioni di Arpa Brescia su incidente dell'anno scorso)...
E oggi se ne escono così freschi freschi con questo titolone che sembra uno spottone "quanto siamo belli, quanto siamo bravi".
E qui ci starebbe un sonoro e liberatorio "vaffa"."


Il Consiglio Comunale previsto per oggi pomeriggio è stato rinviato a mercoledì prossimo 20/11.
La delibera su OMB ha necessariamente bisogno di essere messa sotto al microscopio !!

TRASPARENZA !!!!!!

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Breve riassunto dell'incontro in commissione: nei prossimi giorni verrà avviato un lavoro di rilevazione statistica per comprendere il grado di soddisfazione del servizio della metropolitana. Ci saranno rilevatori nelle stazioni con un questionario in mano che durerà circa 5 minuti. Ad oggi vi sono stati 8.398.287 transiti.
Le stazioni più gettonate sono Vittoria e Stazione seguite da Prealpino e San Faustino.
Il costo è di circa 8/9000 € per pagare i rilevatori.
I dati servono per valutare se il gestore rispetta gli standard qualitativi dettati dal contratto di servizio che da al comune il diritto di fare queste verifiche. Se non si rispettano gli standard nel contratto di servizio sono previste delle penali.
Per quanto riguarda i tornelli, questi non si potranno mettere per via della conformazione della metro e per motivi tecnici ; si avvierà una sperimentazione alla Stazione ferroviaria di un sistema di controllo di tipo elettronico e poi si vedrà se estenderlo anche alle altre stazioni.


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Oggi c'e' stata la commissione congiunta ambiente e bilancio per audire Aprica in merito al contratto di servizio.
Sono così bravi a fare la raccolta differenziata che vogliono aumentare di oltre 1 milione di euro il costo del servizio...anzi lo hanno già aumentato sotto la Giunta Paroli nel totale silenzio e per finire in bellezza la giornata, l'ex sindaco è uscito con questa perla "la differenziata è bassa perché ci sono i paesi limitrofi che fanno il porta a porta e i cittadini di questi paesi limitrofi ci portano qua il loro indifferenziato."


Cosa abbiamo fatto e cosa stiamo facendo.
Questo è il primo di una serie di video che faremo per tenervi aggiornati sull'attività consigliare nel comune di Brescia.
A breve inoltre posteremo diversi contributi per chiedere la partecipazione di tutti.

Siamo in Loggia...è un piacere!