Come sapete il #M5S, non solo a livello nazionale, ma anche locale, segue da tempo con attenzione il tema della #ludopatia e delle slot machines.
Questo perchè anche i Comuni, possono attivarsi per fare in modo di rendere difficile la vita per le sale d'azzardo oltre che per aiutare i ludopatici e le loro famiglie.

Per queste ragioni in questi anni il M5S #Brescia ha depositato nel 2015 un ordine del giorno che invitava il Sindaco a prevedere nuove misure di divieti e limiti all'accesso del gioco d'azzardo, nonchè di prevenzione alla ludopatia, tra cui: nuovi limiti di orario di apertura delle sale giochi e funzionamento degli apparecchi automatici da gioco, per tutto il territorio comunale; obbligo di chiusura delle sale giochi nelle festività e durante lo svolgimento di eventi socialmente importanti per la città
( apertura domenicale degli esercizi commerciali, Mille Miglia, notti bianche, ecc);
divieto di apertura di sale giochi nei nuovi centri commerciali;
impegno formale da parte del concessionario di spazi pubblicitari a non fare promozione di attività legate al gioco d'azzardo;
utilizzo degli apparecchi di gioco attraverso l'introduzione della CRS (Carta regionale dei servizi) come accade già per i distributori di tabacchi;
iniziative a sostegno dei locali #NOSLOT ed altro ancora.

Abbiamo poi depositato varie interrogazioni, sia per avere contezza del fenomeno e delle attività in corso per fronteggiarlo, sia per contestare la legittimità della presenza in pieno centro storico della sala Sisal Win City, che a nostro avviso non rispetta il regolamento comunale e presenta una serie di problematiche, in parte anche ammesse dall'Assessore Muchetti, ma ad oggi mai fronteggiate con serietà.

Abbiamo più volte denunciato, ottenendone la rimozione, la presenza di pubblicità di sale slot in spazi pubblicitari comunali o di società partecipate dal comune.
Per questi motivi abbiamo depositato una proposta di nuovo regolamento per le sale slot bresciane, in quanto quello attuale risale al 2010.

La nostra proposta per un nuovo regolamento verrà discussa ed illustrata oggi in #Commissione alle ore 15,30.

Devo dire che, probabilmente, questa nostra idea ha spinto la maggioranza, che fino ad ora mi aveva detto che "ci stava lavorando" a muoversi, perchè, dopo che abbiamo depositato la nostra proposta ci è stato riferito che ne arriverà una anche dalla Giunta Proposta delibera su modifica Regolamento x ludopatia.pdf.

Diciamo che è urgente porre mano ad un regolamento di 7 anni fa, è urgente prendere seriamente in considerazione il problema che distrugge le persone e mette sul lastrico intere famiglie, sarebbe anche auspicabile che il sindaco dicesse qualcosa sulle politiche che il Governo fa a livello nazionale a favore delle società che gestiscono il gioco d'azzardo...forse ADESSO saranno costretti a farlo!.

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Leggiamo con interesse la lettera dal titolo 'Gay Pride e profilassi' a firma della signora Mara Colonello e pubblicata, il giorno 27 maggio 2017, dal quotidiano Bresciaoggi (Link articolo) .

Ci troviamo d'accordo sull'importanza fondamentale della prevenzione e del portare a conoscenza tutte le implicazioni delle malattie a trasmissione sessuale, che colpiscono, ahinoi, non solo la comunità LGBT** ma anche gli eterosessuali; ancor di più concordiamo che sia importante stimolare il Sindaco di Brescia e tutte le autorità competenti, a far proprie simili tematiche e progettare dei percorsi di informazione strutturata per raggiungere capillarmente la più ampia platea possibile, partendo dalle giovani generazioni, passando dai loro genitori e arrivando a chiunque incorra nel rischio di contrarre questa tipologia di malattie.
È evidente che la signora Mara, nota esponente bresciana del mondo vicino alle Sentinelle in piedi, ha utilizzato un dato di fatto reale, ovvero la diffusione degli ultimi tempi di alcune malattie quali l'epatite A per gettare ancora stigma e discredito sulla comunità LGBT**.

Se la signora non stesse trincerata dietro ai suoi muri di pregiudizio e ricercata disinformazione saprebbe innanzitutto che il nome dell'iniziativa è "Brescia Pride" e che si prefigge un obiettivo alto: unire la città.

Per farlo, assieme alle numerosissime associazioni e movimenti, oltre 90, che hanno capito l'importanza di aderire e dare sostegno a questo proposito, si è dato avvio a dicembre dell'anno scorso ad un itinerario che terminerà il 17 giugno 2017, costellato da moltissimi appuntamenti: proiezioni di film, documentari, presentazione di libri, incontri con esperti tra i quali anche uno specifico proprio sulle malattie sessualmente trasmissibili.

Un lungo e ricco momento formativo e informativo per trasmettere i fondamenti e gli approfondimenti necessari a far conoscere le molteplicità e a sensibilizzare verso quelle tematiche su cui purtroppo, ancora insistono ignoranza, prevenzione e discriminazione.

Le diversità sono preziose per ogni tipo di società e, in questa ottica, ci pare evidente che, oltre ad una capillare campagna informativa di educazione sessuale e prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili, rivolta a tutti i cittadini e le cittadine, sarebbe auspicabile che il Comune di Brescia ed i comuni della provincia, insieme alle autorità competenti avviino serie iniziative per contrastare l'omofobia e la diffusione di fantasiosi ed inesistenti miti sul complotto delle "lobby gay" e della "teoria del genere o gender" , che nella nostra provincia continuano a fare circolare terrore e notizie false, spesso favorite dal colpevole silenzio anche delle istituzioni politiche e laiche.

Ad oggi, infatti, il Comune di Brescia, dopo la faticosa adesione alla Rete Re.a.dy (Rete nazionale delle pubbliche amministrazioni anti discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere) avvenuta nel 2014, non ha ancora dato concreta attuazione alla adesione formale alla rete e pare piuttosto disinteressato al grande e vivace fermento culturale che sta gioiosamente attraversando la città grazie al Brescia Pride.

Solo il 29 maggio 2017, su iniziativa ed insistenza della Commissione Pari Opportunità, viene svolto un primo incontro con le assessore Rosita Viola del Comune di Cremona e Irene Guadagnini del Comune di Modena, proprio per fare rete delle buone prassi attuate in altri comuni per sconfiggere il pregiudizio omofobo in tutte le sue declinazioni alle ore 17.30 presso la Sala Alberi del Mo.ca in Via Moretto n. 78.

Non è mai troppo tardi e per questo anche noi ci rivolgiamo al Sindaco Emilio Del Bono, ed alla sua Giunta, al presidente della Provincia, a tutti i sindaci e le sindache della provincia di Brescia, ai cittadini ed alle cittadine, fuori e dentro le istituzioni, suggerendo loro di partecipare agli ultimi eventi in programma e, va da sé, unirsi al Brescia Pride, dando un segnale di unione profonda per superare ogni ostacolo sul cammino della parità.

#bresciapride #unirelacittà

Avv.ta Laura Gamba
Capogruppo MoVimento5stelle Brescia.

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È giusto riconoscere a Mimmo Paladino il pregevole lavoro svolto con Fondazione Brescia Musei, che ha di fatto stimolato i cittadini ad avvicinarsi all'arte. Tuttavia siamo dispiaciuti che l'inaugurazione della sua opera 'Ouverture', inserita nel percorso di Brixia Contemporary, non abbia avuto un'attenzione esclusiva.

Ancora una volta, la mancanza di cultura che abitualmente dimostrano i vecchi partiti ha travolto un'armonia possibile. Le schermaglie sollevate attorno alla statua di Arturo Dazzi hanno rimesso in moto l'interminabile domino fino a farlo scadere in volgarità inaccettabili.

Il MoVimento 5 Stelle accoglie favorevolmente la buona (e sensata) idea di Giordano Bruni Guerri: collocare il Bigio al Museo di Salò, oppure al Vittoriale. Una proposta, questa, che rispetterebbe anche la notevole spesa sostenuta, loro malgrado, dai cittadini bresciani per la ristrutturazione della statua del Dazzi.

Basta temporeggiare, servono tempi rapidi: sindaco e giunta comunale devono pervenire ad una decisione netta e definitiva, che sia in grado di silenziare le sterili polemiche e riportare l'attenzione su problemi ben più importanti per la città, che necessitano di immediate soluzioni.

Alcune prese di posizione emerse in questi (troppi) anni mancano di rispetto a chi ha preparato il terreno per conquistare la democrazia. È quindi urgente porre fine alla questione prima del prossimo autunno: l'imminente campagna elettorale non può ospitare ancora una querelle spesso strumentale e a tratti stucchevole e volgare, come quella alla quale abbiamo assistito in questi giorni.

Nulla, ad oggi, hanno prodotto le commissioni nominate dalla giunta Del Bono, annunciate già all'inizio della sua amministrazione. La questione del Bigio è tuttora irrisolta. Ed era prevedibile che l'inaugurazione dell'importante mostra di Paladino sarebbe stata mortificata da queste polemiche, senza alcun motivo.

Chiediamo quindi di arrivare in tempi rapidi ad una soluzione che metta fine ad una diatriba durata troppo a lungo. Ridiamo la precedenza ai cittadini e ai problemi veri della città.

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(Verso il BresciaPride2017)
+++ RI-CONOSCERSI IN CASA +++
Sabato 13 maggio 2017, ore 16
Sala Teatro San Carlino, Corso Matteotti - Brescia
Mappa

Nel percorso di iniziative e manifestazioni organizzate in avvicinamento al BresciaPride2017 del prossimo 17 giugno (qui tutte le info ), il Movimento 5 Stelle di Brescia contribuisce con un incontro sul tema "Ri-conoscersi in casa".

Pareti, tetti e finestre contengono non solo "una" famiglia, ma tutte le famiglie, con tutte le loro diversità. Chi, fra queste pareti, innalza muri e chi abbatte barriere? Come si affronta in casa il tema della diversità?

Ne parliamo con:

- MARIA CARLA SCORZA - Psicologa e formatrice, membro della Commissione Pari Opportunità per il Comune di Brescia;
- MARCO GIUSTA - Assessore alle famiglie del Comune di Torino;
- ELISA BULGARELLI - Portavoce del MoVimento 5 Stelle al Senato della Repubblica
- LAURA GAMBA - Portavoce del MoVimento 5 Stelle al Comune di Brescia.

Partecipate e passate parola!

Per informazioni:
E-mail: brescia5stelle@gmail.com
Tel: 328 0423767
Seguiteci qui.

Ingresso gratuito

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Ciò che il presidente Mottinelli ha affermato durante il consiglio provinciale, riportato dal quotidiano on line BSNews è falso:
non ho presentato alcun esposto alla Procura della Repubblica contro la Provincia di Brescia, né come privata cittadina (diritto, questo, peraltro garantito dalla Costituzione) né come avvocata di chicchessia (eventualità pure assolutamente legittima).

A quanto mi risulta, sono stati Legambiente circolo Brescia Est e la Onlus Associazione Medicina Democratica a presentare un esposto alla Procura sulle fonderie Mora.

Ad ogni modo ritengo alquanto bizzarro che Mottinelli insinui l'esistenza di un non meglio precisato e del tutto inesistente "conflitto di interessi" in capo alla mia persona, conflitto che non esiste né per il mio ruolo politico né per la mia professione.

Proprio Mottinelli, che è presidente della provincia e contemporaneamente della società Camuna Energia s.r.l. (facente parte del Gruppo A2A, partecipata del comune di Brescia, a sua volta componente della provincia di Brescia). Proprio lui, considerato anche il suo ruolo istituzionale e la partita cruciale che si sta giocando sulla gestione dell'acqua pubblica, dove A2A sarà tra i principali competitori.

Forse sarebbe più opportuno che Mottinelli chiedesse all'Avvocatura Civica di valutare il suo, di conflitto d'interessi. Ma se preferisce dilettarsi in affermazioni false e insinuazioni prive di fondamento logico prima che giuridico, posso farlo io.

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Sembra uno scherzo, invece è tutto vero.
È successo nel Comune di Brescia, a guida Pd: un capo del personale firma un bando per l'assunzione di un capo del personale, poi partecipa allo stesso bando e... lo vince! Qui il conflitto di interessi è oltre, proiettato nello spazio.

DOVE SONO le prime pagine dei giornali, le aperture dei tg, le telecamere, i microfoni, i taccuini? Ne è rimasto qualcuno per il capo del personale del comune di Brescia, o sono ancora tutti occupati con il capo del personale di Roma, Raffaele Marra?

Il dirigente si chiama Claudio Reboni.
È il responsabile del settore risorse umane nell'ambito dei servizi amministrativi e finanziari del Comune di Brescia. Nel luglio 2013 Reboni firma un avviso pubblico per l'assunzione di un nuovo responsabile del medesimo settore risorse umane. La giunta comunale guidata dal sindaco Del Bono (Pd) approva il bando firmato da Reboni e lo pubblica. Il bando scade il 12 agosto, ma l'1 agosto i giornali locali anticipano già i nomi dei probabili vincitori. A rimanere ignoti sono invece i criteri di valutazione, che nessuno ha pensato di comunicare nel bando in questione: verranno decisi soltanto in seguito, in sede di comparazione dei curricula pervenuti. Ora, indovinate chi vince il bando? SORPRESA: Claudio Reboni, poi prorogato con due diversi provvedimenti del 2016.

Quando lo abbiamo scoperto non riuscivamo a crederci.
La legge impone ai dipendenti pubblici l'ASTENSIONE in caso di decisioni o attività che coinvolgono i loro interessi personali. Dov'erano i dirigenti che dovevano vigilare? E perché i criteri di valutazione sono stati resi noti soltanto a bando scaduto? Che ne è della "trasparenza" tanto decantata dal Pd?

Ieri la nostra portavoce in consiglio comunale, Laura Gamba, ha depositato un'interrogazione sulla vicenda. Vogliamo vederci chiaro. Staremo a vedere cosa succederà e quali motivazioni ci daranno. Ma siamo pronti a scommettere che troveranno un cavillo per dire che è tutto perfettamente regolare.

Intanto attendiamo le prime pagine e i titoli dei tg di domani... o no?

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Comunicato stampa suoli contaminati.pdf

Il Movimento 5 Stelle di Brescia promuove per il prossimo giovedì 2 marzo 2017 una conferenza sul tema "I suoli contaminati di Brescia: la situazione attuale e le possibili soluzioni". L'evento si terrà a partire dalle ore 20:30 alla Casa delle Associazioni di via Cimabue 16 a Brescia (zona San Polo). L'ingresso è libero fino ad esaurimento posti.

Alla conferenza interverranno:
- Massimo FAGNANO, professore associato di Agronomia e Coltivazioni erbacee presso il Dipartimento di Ingegneria agraria ed Agronomia del territorio della Facoltà di Agraria dell'Università di Napoli Federico II;
- Marino RUZZENENTI, storico dell'ambiente, autore del libro "Un secolo di cloro e PCB. Storia delle industrie Caffaro di Brescia";
- Giampietro MACCABIANI, portavoce del Movimento 5 Stelle in regione Lombardia.

Durante l'incontro affronteremo i casi di inquinamento nel suolo bresciano più eclatanti - il Sito d'Interesse Nazionale "Area Caffaro" su tutti - e saranno illustrate le tecniche di caratterizzazione ambientale/agronomica per la definizione dei suoli contaminati, le metodologie di bonifica mediante phytoremediation, la messa in sicurezza di siti contaminati e il loro ripristino ambientale.

L'iniziativa si pone l'obiettivo di ragionare sullo stato di salute dei nostri terreni e sulle possibilità di riportarli in vita.

In allegato si trasmette la locandina dell'evento.
Nell'auspicio di veder pubblicato il suddetto appuntamento sui vostri organi di stampa e informazione, porgiamo cordiali saluti.


Movimento 5 Stelle Brescia

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Comunicato stampa TINTORETTO.pdf

Da recenti articoli di stampa si è appreso dell'iscrizione nel registro degli indagati del banchiere romano Giampietro Nattino. Il presidente di Banca Finnat è accusato di aver utilizzato l'Apsa (ente che amministra i beni del Vaticano) per effettuare operazioni di borsa sui titoli della propria banca. Nell'ambito dell'indagine, a Nattino sono stati anche sequestrati 2,5 milioni di beni e azioni.

La vicenda che ha per protagonista Nattino ha ricadute anche su Brescia. Il banchiere, infatti, ha assunto un ruolo assai rilevante in uno dei più importanti progetti di riqualificazione nell'ambito delle case popolari nella nostra città: la Torre Tintoretto.

Banca Finnat controlla più del 50% di Investire Sgr, società che gestisce fondi d'investimento immobiliare specializzati in progetti di housing sociale. Oltre che da Finnat, Investire Sgr è controllata anche da Regia (Famiglia Benetton), Fondazione Cariplo e atri soci minori. Tra i fondi immobiliari gestiti da Investire Sgr ci sono anche Obelisco e Invest Real Security, recentemente balzati agli onori delle cronache per aver causato pesanti perdite ai risparmiatori delle Poste che li collocavano.

Ed ecco che arriviamo a Brescia.
L'immobiliare Investire Sgr ha elaborato uno studio di fattibilità per la riqualificazione della torre Tintoretto, di proprietà dell'Aler (l'Azienda Lombarda per l'Edilizia Residenziale che gestisce le case popolari). Uno studio, questo, realizzato in virtù di un protocollo d'intesa siglato nel giugno 2015 con il Comune di Brescia e la stessa Aler.

Nell'operazione sono coinvolti vari enti e società. Fra questi c'è la società CDP Investimenti SGR (controllata da Cassa Depositi e Prestiti S.p.A.), la quale ha istituito un fondo immobiliare riservato denominato "Fondo Investimenti per l'Abitare" (FIA), che possiede quote per 202 milioni del Fondo Immobiliare Lombardia comparto uno (FIL).

In questo groviglio di scatole cinesi, è lecito avere più di un dubbio.

È opportuno che il Comune di Brescia e la Regione Lombardia (già proprietaria della torre tramite Aler e coinvolta nella nuova operazione di housing sociale tramite il suo fondo FIL) continuino a negoziare con Investire Sgr, dopo quanto emerso dalle recenti cronache? La società controllata dalla banca di Nattino ha offerto 500.000 euro per la torre Tintorretto, a fronte di un valore stimato in 11 milioni. Come si può accettare un simile ribasso?

Ci chiediamo inoltre se sia un bene trasformare un progetto di ERP (le cosiddette case popolari) con bassi affitti in una operazione di housing sociale affidata ad un fondo immobiliare che ha come mission quella di far rendere ai suoi investitori almeno il 4% all'anno e che quindi richiede affitti ben più elevati in un periodo nel quale la domanda di case popolari sta progressivamente aumentando.

Dov'è la garanzia e la sicurezza per i cittadini in tutto questo? Davvero non si riesce a trovare un soggetto al di sopra di ogni sospetto al quale affidare la riqualificazione di uno degli edifici simbolo di Brescia?

Il Comune deve agire nell'unico interesse dei cittadini, non in quello di banche e società immobiliari che hanno come preciso obiettivo il profitto ad ogni costo.

BANDO..AGLI SPRECHI!



Oggi abbiamo depositato questa interrogazione (link) su un avviso per manifestazione di interesse che trovate qui
al quale potete partecipare fino a domani ,28 dicembre 2016.

Con questo bando il sindaco, ai sensi dell'art. 90 del TUEL, chiede manifestazioni di interesse per l'assunzione a tempo pieno e determinato di una persona che collabori direttamente con lui sul tema della promozione commercio ed artigianato anche attraverso associazioni di categoria, elaborazione di proposte e programmi vari per rianimare il centro promuovendo anche l'attività turistica.

Ora nel 2013 il sindaco ha creato un organismo che si chiama "staff del sindaco" all'interno del quale ci sono due professionisti che già collaborano gratuitamemnte con il sindaco su questi temi

Per questo motivo riteniamo che

a) sia assurdo pubblicare un bando sotto Natale che stia in pubblicazione soli 8 giorni (con la conseguenza che sarà difficile che arrivino molti curricula da valutare)

b) sia inopportuno spedere oltre 40 mila euro in un anno e mezzo per assumere una persona a tempo pieno quando già ce ne sono due che lavorano su questi temi gratis e fanno parte dello staff del sindaco (in primis Tony Massoletti che era un commerciante , già presidente di Confesercenti e del Consorzio Brescia Centro quindi un esperto di questi temi)

c) sia preclusivo della possibilità di candidarsi il fatto che mettano un contratto a tempo pieno e non un part time o una semplice consulenza che potrebbero costare molto meno al comune

e chiediamo spiegazioni alla Giunta perchè ci dia chiarimenti e possibilmente revochi questo bando che sa di inutile spreco di denaro pubblico.

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Quanto (e come) ci informano tv, radio e giornali sul referendum?
Enrico Mentana è direttore del Tg di La7.
Alessandro Gilioli è un giornalista de L'Espresso, autore del blog "Piovono rane".

Sabato 19 novembre saranno a Brescia per parlare del referendum costituzionale da un altro punto di vista: quello dell'informazione. Non sarà un dibattito sulle ragioni del Si o del No
( #IoDicoNo), ma sul ruolo che i media e gli operatori della comunicazione svolgono nella campagna referendaria.

Ci vediamo sabato 19 novembre alle ore 16, al cinema teatro CTM in via IV Novembre 91 a Rezzato (Brescia).

L'ingresso è gratuito e libero fino ad esaurimento posti.
Sarà un incontro molto interessante. Passate parola: eventoFB

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Domani inizia il tour #IoDicoNo sui treni regionali e nelle piazze d'Italia, che ci accompagnerà fino al referendum del 4 dicembre. E domenica 13 NOVEMBRE i portavoce del MoVimento 5 Stelle​ arriveranno a Brescia! Qui tutti i dettagli
Alle 10:30 saremo in Piazza Mercato insieme ad Alessandro Di Battista​, Luigi Di Maio​, Giovanni Endrizzi​, Vito Crimi​, Manlio Di Stefano - M5S​, Riccardo Fraccaro​, Paola Carinelli - M5S​, Sorial Girgis Giorgio​, Claudio Cominardi​, Dino Alberti​, Laura Gamba​, Giampietro Maccabiani M5S​, Stefano Buffagni​ e Dario Violi​.

Andiamo in piazza, fra la gente, a denunciare il FALSO cambiamento che si nasconde dietro la schiforma costituzionale di Boschi e Verdini, e a difendere la speranza in un VERO cambiamento.

VENITE CON NOI, partecipate! Portate amici e parenti scettici. Portate chi non ha ancora deciso. Portate chi crede ancora alle menzogne della propaganda di governo, ma sente che qualcosa non va. Venite a fare domande, ad esprimere i vostri dubbi, a condividere le vostre idee. Parliamo e confrontiamoci. È una battaglia durissima, possiamo vincerla solo se ognuno di noi si metterà in gioco. Coraggio, possiamo farcela!

CI VEDIAMO IN PIAZZA!
(E chi vorrà potrà accompagnare i portavoce in treno alla tappa successiva a Verona!)

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Madama la Marchesa!!


Va tutto bene Madama la Marchesa! E l'anticorruzione ? Non pervenuta.

La scorsa settimana abbiamo protocollato una interrogazione sulla vicenda del bando annullato da Tar, inerente l'assegnazione di un appalto alla società Atelier Europeo.

Come ricorderete la società aveva partecipato ad un bando predisposto dal comune per avere un consulente che potesse coadiuvare l'ente nella partecipazione ai bandi europei.

Peccato che la gara sia stata viziata nella forma e nella sostanza.
Un dipendente comunale venne inserito, senza colpo ferire, nella commissione aggiudicatrice della gara, nello stesso momento in cui era membro del comitato scientifico di un Master in programmazione europea, organizzato, indovinate da chi? dalla società Atelier Europeo!

Chi ha vinto la gara secondo voi?

La società Atelier Europeo.

Chi sono i soci di Atelier Europeo? Tra loro figurano confcooperative ed il consorzio Koinon. E chi è stato componente degli organismi di Consorzio Koinon e Confcooperative ?

L'assessore Felice Scalvini che poi ha ceduto il testimone alla moglie che è uscita dal consorzio Koinon a giugno del 2015.

Quindi tirate voi le somme.

Il conflitto di interessi non riguarda più ormai solo l'assessore Scalvini, ma anche i dipendenti comunali che vengono nominati nelle commissioni di aggiudicazione delle gare. E chi dovrebbe vigilare, pare assuefatto all'andazzo quotidiano.

Ovviamente non ci fermiamo qua.

Attendiamo risposte in consiglio ma sappiamo già che è come chiedere all'oste se il vino è buono e troveranno il modo per fare finta che vada tutto bene.

Ma siccome noi sappiamo che non è così non ci fermeremo.

A riveder le stelle!




OSSERVATORIO INCENERITORE: LE NOSTRE VALUTAZIONI E PROPOSTE
(FRA LACUNE INACCETTABILI NEI DATI)


Com'è noto, il Movimento 5 Stelle fa parte dell'Osservatorio sul Termovalorizzatore ('inceneritore', se vogliamo evitare supercazzole), che elabora in maniera "semplificata" i dati relativi alle emissioni e ai rifiuti in ingresso all'inceneritore di Brescia. È anche all'interno di questo organismo che prosegue la nostra battaglia, iniziata anni fa, sul tema rifiuti, in particolare sull'effetto negativo che gli inceneritori determinano sulla salute umana, sull'ambiente e sulle politiche di gestione dei rifiuti, impedendo di fatto l'applicazione di condotte ben più virtuose (come la strategia 'Rifiuti Zero').
Entro la fine dell'anno l'Osservatorio dovrebbe licenziare l'ultimo rapporto relativo agli anni 2014/2015, così da ripristinare la sua funzione di supervisione, di fatto interrotta durante gli anni di governo di centrodestra della città.
Il M5S ha avanzato diverse proposte (le trovate QUI). Riportiamo di seguito le nostre considerazioni:
1. chiediamo di inserire link permanenti alle verifiche ispettive di ARPA, che in alcuni casi hanno evidenziato anomalie piuttosto serie sia nelle comunicazioni ad ARPA che nel funzionamento dell'impianto;

2. chiediamo di inserire non solo il dato relativo alla provenienza del rifiuto, ma anche quello inerente al luogo di produzione, con dettaglio provinciale e regionale. Nell'ultimo rapporto OTU si può constatare come non vi siano riferimenti al luogo di produzione ma solo al luogo di provenienza. È noto che un bene può essere prodotto in una data regione, inviato ad un impianto di trattamento (ad es: TMB) in altra regione, e poi confluire a Brescia: in questo caso è necessario conoscere non solo il luogo da cui formalmente proviene il rifiuto, ma anche quello in cui è stato prodotto all'origine;

3. chiediamo di apportare miglioramenti alla descrizione del sistema di controllo a campione dei rifiuti in entrata; nel rapporto non viene in alcun modo indicata la modalità di esecuzione concreta dei controlli a campione (viene solo scritto controllo visivo/e-o verifiche merceologiche ed analisi chimiche a campione al livello 3). È necessario esplicitare come e chi promuove questi controlli, e sarebbe auspicabile che tali controlli vengano effettuati da un ente terzo;

4. è inconcepibile che in tre anni (dal 2011 al 2013, essendo questo l'unico dato oggi a disposizione) siano state fatte solo 3 (tre!) analisi merceologiche dei RSU conferiti. Sulla scorta di questo dato (per quanto eseguito da un ente terzo) l'azienda ricava la composizione media tipica dei RSU ricevuti, stabilendo le percentuali di carta e cartone, legno e plastica e via discorrendo;

5. riteniamo che questi controlli siano insufficienti per poter valutare una stima credibile della composizione tipica dei RSU;

6. la verifica speditiva viene descritta in modo troppo superficiale (forse perché è superficiale anche la verifica?): è necessario spiegare concretamente cosa viene fatto e che tipo di controlli o analisi vengono svolte;

7. i controlli a campione sono davvero pochi e insufficienti (70 nel 2011, 48 nel 2012 e 91 nel 2013 su circa 70.000 camion in entrata!); l'azienda non spiega come e da chi vengono effettuati questi controlli, né con quali specifiche modalità ed accorgimenti: è necessario provvedere ad una loro maggiore e migliore descrizione;

8. è incredibile che negli anni passati non si siano verificate difformità. Nel Rapporto OTU 2011-2013 si dichiara che «tutte le verifiche di cui ai punti precedenti hanno evidenziato conformità alla caratterizzazione di livello 1». Tuttavia, nella relazione MO SL.032.REV.01 del 16 marzo 2011 (prima reperibile sul sito de Comune ed oggi sparita!) Arpa segnalava che «durante l'attività ispettiva si è proceduto alla verifica del mezzo di rifiuti in ingresso CER 150106 TG. BP910TR FI044384, accompagnato da FIR di identificazione n. XFIR 032271/2012 proveniente dalla ditta Aprica SPA di Castenedolo, località Macina. La verifica ed ispezione visiva del carico ha evidenziato la presenza di frazioni NON riconducibili alla tipologia degli imballaggi, in particolare sono state rinvenute frazioni quali tapparelle di plastica, lastre ondulate di copertura, frammenti di mobili in laminato, asse fasciatoio, gomma piuma da imbottitura arredi ([...]), plastica costituita da tubi flessibili auto motive. Il rifiuto si presentava frantumato. All'interno vi erano imballaggi interi quali bottiglie di plastica, vetro, latte di olio commestibile, bombolette spray». Come si giustifica tutto questo? L'azienda afferma di effettuare controlli a campione (senza specificare come e chi li fa) e dice che va tutto bene (rapporto 2011-2013). Ma per puro caso nella visita ispettiva di Arpa del 2011 su un camion preso a campione si riscontrano irregolarità! Perché questa circostanza non è stata inserita nel vecchio rapporto? È inaccettabile, anche alla luce della recente notizia sul traffico illecito di pulper di cartiera contaminato proveniente da società in odore di camorra (fonte:Giornale di Brescia). È ovvio che se i controlli non ci sono o sono molto blandi casi del genere potrebbero essere già accaduti migliaia di volte senza che nessuno se ne sia accorto. Chiediamo pertanto che nel prossimo rapporto vengano inseriti anche i risultati delle visite ispettive, e che questi vengano messi a disposizione dei componenti dell'Osservatorio;

9. chiediamo che tutte le visite ispettive promosse da ARPA negli ultimi 5 anni (dal 2010 ad oggi) vengano inserite sul sito dell'OTU e non vengano MAI rimosse;

10. chiediamo l'inserimento del dato (attualmente mancante nella parte relativa all'impianto i combustione) del volume (m3), orario o giornaliero, dell'aria in uscita;


11. chiediamo che venga messo a disposizione un allegato tecnico recante i dati "grezzi" dai quali sono estrapolati i dati semplificati poi inseriti nel rapporto OTU (tale allegato può anche non essere pubblicato in formato cartaceo ma solo digitale);

12. chiediamo che venga messo a disposizione lo studio o gli studi effettuati dall'ente terzo al quale sono affidate le analisi merceologiche (nel 2011/2013 era I.P.L.A. della regione Piemonte);

13. chiediamo un aumento, durante l'anno, di questi controlli (indispensabili anche per una valutazione del nuovo sistema di raccolta rifiuti);

14. chiediamo che le analisi merceologiche vengano fatte in modo più specifico ed attendibile;

15. chiediamo di inserire all'interno dell'OTU una sezione che spieghi per quali motivi la BAT (inerente l'abbattimento degli NOx, ossidi di azoto) non viene applicata anche a Brescia, considerato che, in barba ai principi di tutela della salute, A2A gode di una deroga alle emissioni di NOx che invece non viene applicata all'impianto milanese di Silla1: forse i milanesi hanno qualcosa che i bresciani non hanno?
16. chiediamo che la prossima pubblicazione cartacea del rapporto OTU venga effettuata su carta riciclata, a basso impatto ambientale. A tale proposito, vorremmo sapere a quanto ammontino i costi di stampa e tipografia dell'ultimo rapporto, e da chi siano stati sostenuti.
Queste proposte sono state protocollate nelle scorse settimane presso gli uffici comunali, nella speranza di riuscire ad ottenere le informazioni e la trasparenza cui i bresciani hanno diritto.
In merito alla prospettiva di chiudere la terza linea (che significherebbe una riduzione di almeno 260.000 tonnellate nei rifiuti bruciati nell'inceneritore, impianto sovradimensionato rispetto al fabbisogno provinciale), il Movimento 5 Stelle non arretra di un millimetro ed è sempre più convinto delle proprie motivazioni, per altro condivise in anni di battaglie e iniziative al fianco delle associazioni ambientaliste.
I dati dicono che SI PUÒ FARE e che i cittadini possono sperare in un futuro davvero sostenibile. L'azienda dice di NO, per ovvi interessi commerciali e di profitto. La politica da che parte sta? Cari Fondra e Del Bono, mettetevi d'accordo e fateci sapere.

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L'articolo sul Giornale di Brescia del 25 agosto 2016 ci riporta alla luce il buco (finora) di circa 26 milioni di Euro generato dall'acquisizione di OMB, avvenuta nel 2009, da parte dell' amministrazione Paroli con l'avvallo, a dire dell'ex sindaco, di importanti esponenti del PD locale (cosa che peraltro non stupisce affatto stante il consociativismo soffocante che domina da decenni in città).

Ad aggravare la situazione, il fatto che la nuova amministrazione Del Bono abbia fatto trascorrere troppo tempo prima di trovare una soluzione adeguata, contando in un risanamento che non è mai arrivato e sperando di non rendere chiaramente pubblico il danno che l'operazione avrebbe causato alla finanze del Comune (e quindi ai cittadini).
Questo tergiversare ha causato ulteriori esborsi e quindi un ulteriore aggravamento delle perdite per il Comune, che sono finora stimabili in circa 26 milioni di Euro;
ma non è finita qui.

Brescia Mobilità (che controlla OMB International), dopo la vendita di OMB Technology al gruppo Busi, detiene ancora crediti e quote verso OMB International per circa 11 milioni di Euro; tali importi sono a rischio in quanto la possibilità di OMB International di rimborsarli dipenderà dalla sua capacità di farsi, a sua volta, rimborsare crediti verso propri clienti di dubbia esigibilità. Per questo motivo, il danno economico potenziale dell'operazione per il Comune potrebbe raggiungere i 37 milioni di Euro.
Riassumendo, ad oggi il Comune ha sborsato oltre 47,4 milioni di Euro, ottenendo in cambio immobili per 10,4 milioni di Euro; le perdite già accertate sono di 26 milioni, mentre 11 milioni sono a rischio.

Come M5S ci siamo astenuti sulla delibera di indirizzo approvata in Consiglio che dava mandato a Brescia Mobilità di trovare la soluzione migliore per le casse comunali e per la sorte dei dipendenti condividendo la strada delle vendita dell'asset produttivo scorporato in OMB Technology, senza lesinare forti critiche all'operazione torbida di acquisizione della società privata detenuta da Mascialino con motivazioni che troverete qui http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/brescia/2013/11/

Ora apprendiamo dalla stampa che riguardo a OMB International si sta valutando se procedere con la messa in liquidazione o, piuttosto, con l'incorporazione nella controllante Brescia Mobilità.

Riteniamo che la soluzione migliore sia quella della messa in liquidazione; lasciare ad OMB International la propria autonomia giuridica consentirà infatti di monitorare l'andamento della procedura di liquidazione e quindi l'effettivo incasso dei crediti "dubbi", permettendo di determinare in modo più trasparente il conto finale di questa sanguinosa operazione per i cittadini bresciani.

Con la fusione, invece, i conti di OMB International si confonderebbero con quelli della controllante, rendendo meno intelleggibile la chiusura di tutta la vicenda.
Auspichiamo in ogni caso che i cittadini si rendano conto di come le scelte, affrettate e non trasparenti, effettuate senza alcuna condivisione e dibattito pubblico compiute dall'amministrazione si ripercuotano per anni sulle casse comunali e quindi sulla possibilità di rendere ai cittadini bresciani i servizi cui hanno diritto.
Per questo è dovere di ogni cittadino partecipare al dibattito pubblico e fare sentire la propria voce sulle questioni determinanti per la città e per i suoi bilanci.

A riveder le stelle!

#IoDicoNO! E voi?



Il 17 e 18 settembre ci vediamo a Brescia per 2 giorni di incontri sulle riforme costituzionali. Saranno con noi Marco Travaglio (nel programma trovate info sulla prevendita per lo spettacolo "Perché No") e i portavoce del M5S
Paola Taverna, Nicola Morra e Giovanni Endrizzi.

Ecco il programma:
- Sabato 17 settembre, dalle ore 20: dibattito su Costituzione, riforme e referendum con i portavoce del Movimento (ingresso libero fino ad esaurimento posti).
- Domenica 18 settembre, dalle ore 20: spettacolo "Perché NO - Tutte le bugie del referenzum", con Marco Travaglio e Giorgia Salari. L'ingresso è a pagamento. Costo del biglietto: € 8 a persona (comprensivi dei diritti di prevendita). I biglietti si possono acquistare nei seguenti punti vendita:
- Libreria Tarantola, tutti i giorni (Via Fratelli Porcellaga 4, Brescia - Tel. 030/290171);
- Teatro CTM Rezzato, tutte le sere escluso il martedì (Via IV Novembre 91, Rezzato - Tel. 030/2991881);
- Sede Meetup Brescia, giovedì 8/9 dalle 21 alle 22, e da lunedì 12 a giovedì 15 negli stessi orari (via Gabriele Rosa 26, Brescia).

L'evento si terrà al Parco Castelli in via Castelli, zona Mompiano (vicino allo stadio Rigamonti).

Sarà possibile cenare sul posto sia sabato che domenica, grazie a stand gastronomici (disponibili menu vegani) allestiti a partire dalle 18:30. La manifestazione è a Rifiuti Zero: vi invitiamo fin d'ora a conferire i rifiuti presso lo stand Ecopoint, che si occuperà della raccolta.

PARTECIPIAMO e informiamoci! Portiamo con noi amici e parenti. Regaliamo un biglietto soprattutto agli scettici, agli indecisi e a chi ancora crede alle bugie del governo ma sente che qualcosa non va.

Per informazioni:
E-mail: info@ricominciodagrillo.it - Tel: 328 0423767

Aiutateci a far conoscere questo importante appuntamento: CONDIVIDI

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Vi invito a leggere il nostro comunicato stampa citando una nota frase di un film che parla di "MOSTRI" e non a caso nel CS parliamo del nostro TU ( Termo Utilizzatore , L'INCENERITORE ).

" SI PUO' FA-RE " cit.Gene Wilder.

BRESCIA, 06 settembre -

E' ormai chiaro come nel Comune di Brescia manchi totalmente una visione univoca sul tema rifiuti.
L' assessore all'ambiente Fondra oggi ha rilasciato dichiarazioni riguardo l'inceneritore che vanno esattamente nella direzione opposta rispetto alle promesse fatte dal sindaco Del Bono un anno fa, sottintendendo che Del Bono ha commesso un errore ad affermare che la terza linea dell'inceneritore verrà chiusa.

Secondo Laura Gamba e il M5S un amministratore pubblico dovrebbe avere come prima preoccupazione il bilancio complessivo della salute dei cittadini.
Per questo è necessario diminuire le emissioni di inquinanti del l'inceneritore bresciano; il terzo più grande d'Europa, che attualmente brucia i rifiuti speciali di tutta Italia. Le alternative ci sono, grazie alle moderne tecnologie e alle fonti rinnovabili.

Fondra invece si preoccupa dei bilanci energetici e dei poteri calorifici dei rifiuti, immaginando un futuro di discariche e fonti fossili, dando l'impressione di parlare più da dirigente di a2a degli anni 30 che da assessore all'ambiente.
Starà forse preparando il terreno per un suo docile Riciclo in A2A, una volta terminata l'esperienza negativa nell'attuale giunta?

Il fatto risale al 2 settembre ,ad oggi il PD non ha chiarito con dichiarazioni attendibili, quale è la politica dell'amministrazione sul tema del l'inceneritore.

Raggiunta al telefono da Telecolor in merito alle affermazioni contrastanti della giunta ho rilasciato questa intervista

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Da oggi il Comune di Brescia ha ufficialmente un regolamento per la gestione dei beni confiscati alla mafia e alle criminalità organizzate. Con l'approvazione definitiva in consiglio comunale della proposta avanzata dal M5S il 26 aprile scorso, i cittadini potranno finalmente tornare ad usufruire di tutte le proprietà appartenute ai malavitosi.

Sono circa 115 gli immobili sequestrati fra Brescia e provincia. La mafia al Nord esiste eccome, e ha costruito un impero riciclando denaro sporco e acquistando terreni, case, ville, abitazioni. Nel 2014 la magistratura e le Forze dell'Ordine hanno sequestrato 958 immobili solo in Lombardia, di cui 93 in provincia di Brescia e 22 nel capoluogo (dati di "Libera Brescia"). Troppi i casi di incuria e negligenza che abbiamo riscontrato: alcuni stabili mancano dei numeri civici e versano in un grave stato di abbandono, come l'Hotel "Okkupato" in via Corsica 21, a due passi dal centro commerciale 'Freccia Rossa' e dal Commissariato di Polizia. Non potevamo rimanere indifferenti davanti al degrado, al silenzio e all'indifferenza.

Grazie a chi ha reso possibile questo importante risultato. Grazie alla nostra consigliera comunale Laura Gamba e ai ragazzi del Movimento che volontariamente hanno offerto il loro contributo, lavorando senza sosta alla proposta di regolamento. Grazie alle associazioni antimafia locali che hanno collaborato alla sua stesura, da Libera Brescia al Comitato Peppino Impastato, alla Rete Antimafia Brescia.

Il nostro Comune è in possesso di 8 beni confiscati, un tesoro che da oggi potrà essere riportato in vita e riconsegnato ai suoi legittimi proprietari: i cittadini. Da oggi vigileremo sull'applicazione del nuovo regolamento. Andiamo avanti. A riveder le stelle!

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Ricordate le affermazioni del presidente di A2A Giovanni Valotti («Gli inceneritori non fanno male»)? Qualche giorno fa il Movimento 5 Stelle ha condannato l'assenza di una benché minima reazione dell'Amministrazione comunale davanti alle assurdità pronunciate da Valotti. Ci siamo limitati a ribadire ciò che è noto a tutti da vent'anni: gli inceneritori fanno male eccome, anche se le loro emissioni sono "a norma di legge"; come tutte le emissioni fanno male alla salute dell'uomo e dell'ambiente, fanno male all'economia circolare e, se messi al centro delle politiche di gestione dei rifiuti, condannano la società che li subisce a rimanere nel medioevo tecnologico.
Poi è arrivata la risposta di Valotti, che si dice disponibile ad un confronto sui dati.
Parteciperemo con grande piacere, sia chiaro. D'altronde avevamo chiesto all'azienda un confronto sul tema inceneritori già 10 anni fa, senza ricevere risposta.

Ma qualcosa non torna. NOI NON CI RIVOLGEVAMO AD A2A, ma alla Politica. All'assessore all'ambiente Fondra, al Sindaco Del Bono, all'Amministrazione comunale. Con una semplice richiesta: prendete posizione e DITECI COSA NE PENSATE delle affermazioni del presidente di A2A.
Ci siamo ritrovati con il silenzio dell'Amministrazione e una replica di Valotti condivisa su Facebook dall'assessore Fondra, quasi fosse un novello portavoce di A2A.
Il dubbio sorge spontaneo: CHI È L'ASSESSORE ALL'AMBIENTE DI BRESCIA? Fondra o il presidente di A2A? Perché quella che abbiamo visto è un'inversione di ruoli che rasenta l'assurdo!

È la Politica che deve risponderci, non una multinazionale quotata in borsa e che ha ben altre finalità rispetto alla Politica. E in attesa che la Politica ci risponda, ci permettiamo di ribadire le nostre proposte inerenti alla salvaguardia dell'ambiente e all'efficienza energetica.

LE NOSTRE IDEE PER UNA VERA SVOLTA "GREEN" DELLA CITTÀ
Le trovate scritte nero su bianco all'interno del nostro programma, e fra le proposte avanzate negli ultimi tre anni. Ve le riproponiamo citandone solo 10 punti (il programma completo lo troverete qui:Programma_Elezioni_Comunali.pdf):
1) Implementazione della strategia RIFIUTI ZERO;
2) Applicazione dei principi di risparmio energetico 20/20/20 stabiliti dal Parlamento Europeo per rendere, entro il 2050, la città indipendente energeticamente dalle fonti fossili e dai rifiuti;
3) Chiusura della terza linea e progressiva riduzione dell'inceneritore ad una sola linea di combustione;
4) Adozione del Paes;
5) Applicazione effettiva del patto dei Sindaci per accedere ai fondi europei indispensabili per investimenti in politiche di risparmio energetico;
6) Produzione di energia con sistemi "Smart grid";
7) Blocco dell'espansione della rete del teleriscaldamento;
8) Progressiva dismissione della centrale a combustibili fossili di Via Lamarmora e della zona Nord;
9) Audit energetica obbligatoria degli edifici pubblici e riqualificazione energetica degli stessi con i contratti EPC stipulati con le ESCO Companies, anche con eventuale creazione di una ESCO Comunale e attività di informazione e incentivo per favorire la ristrutturazione energetica privata;
10) Piani della mobilità sostenibile con incentivi alle auto elettriche e investimenti per posizionamento delle centraline di carica, ZTL, ciclabili, integrazione mezzi di trasporto pubblico.

Queste sono solo alcune delle proposte che il M5S ha inserito nel proprio programma nel 2013, e non possono certo essere considerate progetti politici da «ambientalisti di retroguardia rimasti indietro 15 anni».

Semmai, ad essere "rimasto indietro 15 anni" è chi ancora oggi, fra politici e manager nominati dai politici, devasta l'ambiente e si dipinge la faccia con il trucco green. Indietro è chi in questi anni ha beneficiato di incentivi economici per centinaia di milioni di euro, necessari a bruciare inutilmente tonnellate e tonnellate di rifiuti in un impianto sovradimensionato per le esigenze della provincia. Indietro è chi ancora chiede l'ampliamento del teleriscaldamento anziché pensare e promuovere una seria riduzione del fabbisogno energetico della città. Indietro è chi in questi 20 anni ha regalato ai privati una municipalizzata che avrebbe potuto fare della tutela ambientale un vero cavallo di battaglia e non un banale slogan da scrivere sui cartelloni pubblicitari. Indietro è chi in questi anni si è limitato a riempirsi la bocca di parole come "economia circolare", senza fare nulla per metterle in pratica. Indietro è chi in questi anni pur di guadagnare è riuscito a fare approvare, da potente lobby qual è, quell'articolo 35 dello Sblocca Italia che ancora grida vendetta.

Indietro, molto più indietro, è chi oggi si lamenta dello
Sblocca Italia quando il suo partito lo approvava nel silenzio più omertoso.

Alla Politica che ancora deve risponderci, rivolgiamo un'altra domanda: quando i cittadini e i politici che li amministrano riusciranno a riprendersi il ruolo che gli spetta, senza farsi mettere i piedi in testa da aziende che di pubblico non hanno niente? Quando il bene comune ritornerà ad essere una priorità per l'Amministrazione, attraverso una cultura che metta al centro la VERA sostenibilità ambientale, e non il profitto e i dividendi per gli azionisti che nascono dalla combustione dei rifiuti?

Due anni fa il Movimento 5 Stelle ha presentato una mozione sull'acqua pubblica, che ancora oggi pende in consiglio comunale. L'assessore ha già detto che il Pd non la farà passare (semmai si dovesse discutere) perché costa troppo ad A2A. Così, per capire: da quando si mettono i costi di A2A davanti al bene comune e agli interessi dei cittadini? Chi amministra davvero la città di Brescia?

Un sindaco ed un assessore seri devono rispondere ai cittadini delle loro politiche energetiche ed ambientali per la città, e non farsi dettare la linea da A2A.
Rimaniamo in attesa di una risposta dell'Amministrazione. E speriamo che questa volta non sia un manager a rispondere al posto del Sindaco e dell'assessore.

M5S Brescia
Laura Gamba, Dino Alberti, Vito Crimi, Claudio Cominardi, Giorgio Sorial, Giampietro Maccabiani



Dobbiamo scomodare HOLLYWOOD ancora una volta e sempre con un Film di fantascienza "BALLE SPAZIALI " si perchè...

«Gli inceneritori non fanno male».
Parola di Giovanni Valotti, presidente di A2A SpA, azienda privata che gestisce a Brescia un inceneritore da 800.000 tonnellate di rifiuti bruciati l'anno. Complimenti per la battuta, presidente! Con largo anticipo le spetta di diritto il premio ‪#‎LeMiglioriBalle‬, edizione 2016.

Che ne pensa il Comune di Brescia della sparata di Valotti?
Che ne pensano di questa colossale scemenza il sindaco Emilio Del Bono e l'assessore Fondra, primi sponsor della campagna pubblicitaria "green" di A2A?

Mentre decidete cosa fare e cosa dire, sono bastate poche ore ai cittadini e alle associazioni ambientaliste per sbugiardare Valotti e la sua azienda, dati alla mano.

A2A non ha più niente a che vedere con la pubblica amministrazione. Non c'è più niente di "pubblico". Niente più interessi dei cittadini, solo profitto. Sono sempre parole di Valotti: A2A è una SpA e per sua natura ha il solo scopo di «creare valore per tutti i nostri azionisti». Il Comune deve invece "creare valore" per tutti i suoi cittadini, quei cittadini che in vent'anni hanno sborsato quasi 1 miliardo di euro per sostenere un inceneritore che ancora oggi opprime il nostro ambiente e la nostra economia.

Per l'azienda conta solo il mercato, i dividendi, gli azionisti. Per il Pd cosa conta?

SVEGLIATEVI!

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Vi chiederete cosa sarà successo di nuovo.

Già di nuovo.

Perchè all'amministrazione PD non è bastata la figuraccia dell'asfaltatura di corso Mazzini senza avvertire la sovrintendenza (lo scherzetto è costato circa €500.000,00 alle tasche dei bresciani, non è bastato che il comune venisse smentito sulla presenza di progetti per sistemare il gardino killer di Piazza Vittoria, stavolta ne hanno combinata un'altra.

Hanno abbattuto un olmo secolare, bellissimo, situato niente meno che nel VIRIDARIUM di Santa Giulia, una zona che sito Unesco e sottoposta manco a dirlo ad un vincolo piuttosto rigido.

Nel giro di un giorno (sì signori un giorno!) hanno ricevuto la segnazione dal direttore galattico di Brescia Musei Di Corato (che ha scritto solo al comune ..manco gli è venuto in mente che forse magari c'era anche la sovrintendenza da avvertire!) che diceva l'olmo era malato, accompagnata da una perizia di uno studio privato di agronomi che dava la pianta per spacciata e segnalando che Brescia Musei ha in progetto di fare degli eventi nel viridarium per cui sta pianta diciamola tutta..scocciava un po'.
Nel giro sempre di ventiquattro ore senza fare nessuna verifica o controllo e senza avvertire la Sovrintenza hanno segato la pianta, paventando rischi inenarrabili in una zona interdetta ai più.

Venuti a conoscenza della cosa abbiamo chiesto tutti gli atti ed abbiamo chiesto anche un parere alla sovrintendenza per sapere se erano state rispettate le procedure.
Ci è arrivata una mail con risposta protocollata anche al comune che dà l'ennesima scoppola all'amministrazione ( PROT 11114 BRESCIA-S.GIULIA-ART 21.pdf ) .
Disattesa la procedura che prevede la preventiva autorizzazione della Sovrintendenza o quantomeno il parere preventivo; riferimenti normativi errati per giustificare l'urgenza; travisamento del concetto di somma urgenza e pericolo; possibilità nemmeno tenuta in considerazione di salvare la pianta con tiranti o altri metodi e dulcis in fundo una bella DIFFIDA all'amministrazione comunale perchè cose del genere non si ripetano più.
Ma come questa non era la giunta della legalità?
Che provvedimenti prenderanno ora i nostri eroi (sindaco, assessore Fondra ed assessora Castelletti)?

Noi approfondiremo la cosa e valuteremo nei prossimo giorni il da farsi nelle sedi opportune.

Voi, magari, smettete di votarli!

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