OSSERVATORIO INCENERITORE: LE NOSTRE VALUTAZIONI E PROPOSTE
(FRA LACUNE INACCETTABILI NEI DATI)


Com'è noto, il Movimento 5 Stelle fa parte dell'Osservatorio sul Termovalorizzatore ('inceneritore', se vogliamo evitare supercazzole), che elabora in maniera "semplificata" i dati relativi alle emissioni e ai rifiuti in ingresso all'inceneritore di Brescia. È anche all'interno di questo organismo che prosegue la nostra battaglia, iniziata anni fa, sul tema rifiuti, in particolare sull'effetto negativo che gli inceneritori determinano sulla salute umana, sull'ambiente e sulle politiche di gestione dei rifiuti, impedendo di fatto l'applicazione di condotte ben più virtuose (come la strategia 'Rifiuti Zero').
Entro la fine dell'anno l'Osservatorio dovrebbe licenziare l'ultimo rapporto relativo agli anni 2014/2015, così da ripristinare la sua funzione di supervisione, di fatto interrotta durante gli anni di governo di centrodestra della città.
Il M5S ha avanzato diverse proposte (le trovate QUI). Riportiamo di seguito le nostre considerazioni:
1. chiediamo di inserire link permanenti alle verifiche ispettive di ARPA, che in alcuni casi hanno evidenziato anomalie piuttosto serie sia nelle comunicazioni ad ARPA che nel funzionamento dell'impianto;

2. chiediamo di inserire non solo il dato relativo alla provenienza del rifiuto, ma anche quello inerente al luogo di produzione, con dettaglio provinciale e regionale. Nell'ultimo rapporto OTU si può constatare come non vi siano riferimenti al luogo di produzione ma solo al luogo di provenienza. È noto che un bene può essere prodotto in una data regione, inviato ad un impianto di trattamento (ad es: TMB) in altra regione, e poi confluire a Brescia: in questo caso è necessario conoscere non solo il luogo da cui formalmente proviene il rifiuto, ma anche quello in cui è stato prodotto all'origine;

3. chiediamo di apportare miglioramenti alla descrizione del sistema di controllo a campione dei rifiuti in entrata; nel rapporto non viene in alcun modo indicata la modalità di esecuzione concreta dei controlli a campione (viene solo scritto controllo visivo/e-o verifiche merceologiche ed analisi chimiche a campione al livello 3). È necessario esplicitare come e chi promuove questi controlli, e sarebbe auspicabile che tali controlli vengano effettuati da un ente terzo;

4. è inconcepibile che in tre anni (dal 2011 al 2013, essendo questo l'unico dato oggi a disposizione) siano state fatte solo 3 (tre!) analisi merceologiche dei RSU conferiti. Sulla scorta di questo dato (per quanto eseguito da un ente terzo) l'azienda ricava la composizione media tipica dei RSU ricevuti, stabilendo le percentuali di carta e cartone, legno e plastica e via discorrendo;

5. riteniamo che questi controlli siano insufficienti per poter valutare una stima credibile della composizione tipica dei RSU;

6. la verifica speditiva viene descritta in modo troppo superficiale (forse perché è superficiale anche la verifica?): è necessario spiegare concretamente cosa viene fatto e che tipo di controlli o analisi vengono svolte;

7. i controlli a campione sono davvero pochi e insufficienti (70 nel 2011, 48 nel 2012 e 91 nel 2013 su circa 70.000 camion in entrata!); l'azienda non spiega come e da chi vengono effettuati questi controlli, né con quali specifiche modalità ed accorgimenti: è necessario provvedere ad una loro maggiore e migliore descrizione;

8. è incredibile che negli anni passati non si siano verificate difformità. Nel Rapporto OTU 2011-2013 si dichiara che «tutte le verifiche di cui ai punti precedenti hanno evidenziato conformità alla caratterizzazione di livello 1». Tuttavia, nella relazione MO SL.032.REV.01 del 16 marzo 2011 (prima reperibile sul sito de Comune ed oggi sparita!) Arpa segnalava che «durante l'attività ispettiva si è proceduto alla verifica del mezzo di rifiuti in ingresso CER 150106 TG. BP910TR FI044384, accompagnato da FIR di identificazione n. XFIR 032271/2012 proveniente dalla ditta Aprica SPA di Castenedolo, località Macina. La verifica ed ispezione visiva del carico ha evidenziato la presenza di frazioni NON riconducibili alla tipologia degli imballaggi, in particolare sono state rinvenute frazioni quali tapparelle di plastica, lastre ondulate di copertura, frammenti di mobili in laminato, asse fasciatoio, gomma piuma da imbottitura arredi ([...]), plastica costituita da tubi flessibili auto motive. Il rifiuto si presentava frantumato. All'interno vi erano imballaggi interi quali bottiglie di plastica, vetro, latte di olio commestibile, bombolette spray». Come si giustifica tutto questo? L'azienda afferma di effettuare controlli a campione (senza specificare come e chi li fa) e dice che va tutto bene (rapporto 2011-2013). Ma per puro caso nella visita ispettiva di Arpa del 2011 su un camion preso a campione si riscontrano irregolarità! Perché questa circostanza non è stata inserita nel vecchio rapporto? È inaccettabile, anche alla luce della recente notizia sul traffico illecito di pulper di cartiera contaminato proveniente da società in odore di camorra (fonte:Giornale di Brescia). È ovvio che se i controlli non ci sono o sono molto blandi casi del genere potrebbero essere già accaduti migliaia di volte senza che nessuno se ne sia accorto. Chiediamo pertanto che nel prossimo rapporto vengano inseriti anche i risultati delle visite ispettive, e che questi vengano messi a disposizione dei componenti dell'Osservatorio;

9. chiediamo che tutte le visite ispettive promosse da ARPA negli ultimi 5 anni (dal 2010 ad oggi) vengano inserite sul sito dell'OTU e non vengano MAI rimosse;

10. chiediamo l'inserimento del dato (attualmente mancante nella parte relativa all'impianto i combustione) del volume (m3), orario o giornaliero, dell'aria in uscita;


11. chiediamo che venga messo a disposizione un allegato tecnico recante i dati "grezzi" dai quali sono estrapolati i dati semplificati poi inseriti nel rapporto OTU (tale allegato può anche non essere pubblicato in formato cartaceo ma solo digitale);

12. chiediamo che venga messo a disposizione lo studio o gli studi effettuati dall'ente terzo al quale sono affidate le analisi merceologiche (nel 2011/2013 era I.P.L.A. della regione Piemonte);

13. chiediamo un aumento, durante l'anno, di questi controlli (indispensabili anche per una valutazione del nuovo sistema di raccolta rifiuti);

14. chiediamo che le analisi merceologiche vengano fatte in modo più specifico ed attendibile;

15. chiediamo di inserire all'interno dell'OTU una sezione che spieghi per quali motivi la BAT (inerente l'abbattimento degli NOx, ossidi di azoto) non viene applicata anche a Brescia, considerato che, in barba ai principi di tutela della salute, A2A gode di una deroga alle emissioni di NOx che invece non viene applicata all'impianto milanese di Silla1: forse i milanesi hanno qualcosa che i bresciani non hanno?
16. chiediamo che la prossima pubblicazione cartacea del rapporto OTU venga effettuata su carta riciclata, a basso impatto ambientale. A tale proposito, vorremmo sapere a quanto ammontino i costi di stampa e tipografia dell'ultimo rapporto, e da chi siano stati sostenuti.
Queste proposte sono state protocollate nelle scorse settimane presso gli uffici comunali, nella speranza di riuscire ad ottenere le informazioni e la trasparenza cui i bresciani hanno diritto.
In merito alla prospettiva di chiudere la terza linea (che significherebbe una riduzione di almeno 260.000 tonnellate nei rifiuti bruciati nell'inceneritore, impianto sovradimensionato rispetto al fabbisogno provinciale), il Movimento 5 Stelle non arretra di un millimetro ed è sempre più convinto delle proprie motivazioni, per altro condivise in anni di battaglie e iniziative al fianco delle associazioni ambientaliste.
I dati dicono che SI PUÒ FARE e che i cittadini possono sperare in un futuro davvero sostenibile. L'azienda dice di NO, per ovvi interessi commerciali e di profitto. La politica da che parte sta? Cari Fondra e Del Bono, mettetevi d'accordo e fateci sapere.

meme osservatorio inc.jpg