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Da recenti articoli di stampa si è appreso dell'iscrizione nel registro degli indagati del banchiere romano Giampietro Nattino. Il presidente di Banca Finnat è accusato di aver utilizzato l'Apsa (ente che amministra i beni del Vaticano) per effettuare operazioni di borsa sui titoli della propria banca. Nell'ambito dell'indagine, a Nattino sono stati anche sequestrati 2,5 milioni di beni e azioni.

La vicenda che ha per protagonista Nattino ha ricadute anche su Brescia. Il banchiere, infatti, ha assunto un ruolo assai rilevante in uno dei più importanti progetti di riqualificazione nell'ambito delle case popolari nella nostra città: la Torre Tintoretto.

Banca Finnat controlla più del 50% di Investire Sgr, società che gestisce fondi d'investimento immobiliare specializzati in progetti di housing sociale. Oltre che da Finnat, Investire Sgr è controllata anche da Regia (Famiglia Benetton), Fondazione Cariplo e atri soci minori. Tra i fondi immobiliari gestiti da Investire Sgr ci sono anche Obelisco e Invest Real Security, recentemente balzati agli onori delle cronache per aver causato pesanti perdite ai risparmiatori delle Poste che li collocavano.

Ed ecco che arriviamo a Brescia.
L'immobiliare Investire Sgr ha elaborato uno studio di fattibilità per la riqualificazione della torre Tintoretto, di proprietà dell'Aler (l'Azienda Lombarda per l'Edilizia Residenziale che gestisce le case popolari). Uno studio, questo, realizzato in virtù di un protocollo d'intesa siglato nel giugno 2015 con il Comune di Brescia e la stessa Aler.

Nell'operazione sono coinvolti vari enti e società. Fra questi c'è la società CDP Investimenti SGR (controllata da Cassa Depositi e Prestiti S.p.A.), la quale ha istituito un fondo immobiliare riservato denominato "Fondo Investimenti per l'Abitare" (FIA), che possiede quote per 202 milioni del Fondo Immobiliare Lombardia comparto uno (FIL).

In questo groviglio di scatole cinesi, è lecito avere più di un dubbio.

È opportuno che il Comune di Brescia e la Regione Lombardia (già proprietaria della torre tramite Aler e coinvolta nella nuova operazione di housing sociale tramite il suo fondo FIL) continuino a negoziare con Investire Sgr, dopo quanto emerso dalle recenti cronache? La società controllata dalla banca di Nattino ha offerto 500.000 euro per la torre Tintorretto, a fronte di un valore stimato in 11 milioni. Come si può accettare un simile ribasso?

Ci chiediamo inoltre se sia un bene trasformare un progetto di ERP (le cosiddette case popolari) con bassi affitti in una operazione di housing sociale affidata ad un fondo immobiliare che ha come mission quella di far rendere ai suoi investitori almeno il 4% all'anno e che quindi richiede affitti ben più elevati in un periodo nel quale la domanda di case popolari sta progressivamente aumentando.

Dov'è la garanzia e la sicurezza per i cittadini in tutto questo? Davvero non si riesce a trovare un soggetto al di sopra di ogni sospetto al quale affidare la riqualificazione di uno degli edifici simbolo di Brescia?

Il Comune deve agire nell'unico interesse dei cittadini, non in quello di banche e società immobiliari che hanno come preciso obiettivo il profitto ad ogni costo.