Budrio -
La vicenda della fusione tra Hera e Acegas APS che si è sviluppata in queste ultime settimane mi fa riflettere su alcuni punti che vorrei condividere. Non mi voglio concentrare sul fatto tecnico in sé ma sulle modalità che si sono sviluppate per affrontare l'argomento.
L'11 settembre 2012 il presidente di Terre di Pianure (Baricella, Budrio, Granarolo, Minerbio) Sig. Minganti (Sindaco di Minerbio) ha convocato in riunione comune tutti e 4 i consigli comunali per votare l'ampliamento dell'associazione dal Gennaio 2013 anche al Comune di Castenaso.
In quell'occasione venne inserito un secondo punto nell'ordine del giorno che testualmente riportiamo:
" Nell'occasione si ritiene altresì opportuno trattare , con le medesime modalità, la delibera relativa alla fusione Hera-Acegas APS, anche questo di indubbio rilievo sovracomunale . Nell'occasione saranno presente rappresentanti Hera."
Da questa convocazione, come Movimento 5 Stelle Budrio, avemmo da subito la convinzione che si stava cercando di svicolare il dibattito, inserendo la trattazione di questo importante tema a margine di un consiglio comunale congiunto. In pratica un bliz per ridurre il confronto a mera formalità.
Decidemmo quindi di interrogare il sindaco e la giunta sul tema della fusione Hera-Acegas nel consiglio comunale che si svolse il 26 Settembre. Naturalmente da subito fu evidente l'orientamento del Sindaco e della giunta visto la risposta elusiva (vedi consiglio comunale del 26 settembre min. 2:52). Nessun assessore presente ebbe nulla da aggiungere alle parole del Sindaco in quella sede.
Valutammo quindi, insieme alla lista "Noi per Budrio", di portare il tema in Commissione di Garanzia cercando che fosse realizzato un dibattito serie e democratico sull'argomento. Infatti riteniamo che se i consiglieri comunali devono votare su di un tema così delicato non è possibile che si basino su una relazione fatta il giorno stesso del consiglio comunale da un funzionario di Hera (così come i benpensanti del partito democratico, sigh, auspicavano)!
L'obiettivo che ci siamo posti da subito era che nella commissione ci fosse spazio per una pluralità di idee in cui far nascere un contraddittorio e quindi mettere in evidenza le luci e le ombre di questa operazione. Come opposizione ritenemmo che il Sig. Caselli, coordinatore provinciale del comitato Acqua Bene Comune, fosse un buon contraltare al rappresentante del CDA Hera Sig.ra Saoncella.
Sia le fasi di convocazione della commissione che poi lo sviluppo stesso della commissione hanno confermato che l'obiettivo primario di questa maggioranza e del Sindaco era di evitare che si potesse fare un approfondimento sul tema . Da prima hanno cercato di distogliere l'opinione pubblica creando in fretta e furia un incontro pubblico a senso unico (con l'intervento del Sig. Castagna, CDA Hera) alternativo e preventivo alla commissione istituzionale di garanzia. Poi hanno cercato di limitare l'intervento del Sig. Caselli, durante la commissione di garanzia , a mera comparsa.
Intanto all'interno di questa granitica maggioranza (Lista PD, IDV lista Di Pietro, Verdi-Ecologisti e Reti Civiche, Sinistra per Budrio) su questo punto nasce una prima importante frattura: i partiti minori della coalizione, ben rappresentati in giunta, pubblica un volantino contrario alla fusione e i relativi referenti politici scrivono articoli di contrarietà all'operazione (Budrio next). Gli assessori in giunta, indicati da questi partiti (e nominati da Sindaco) invece tacciano sull'operazione in tutti i momenti istituzionali (Consigli comunali del 26 settembre, 8 ottobre e Commissione di garanzia del 5 Ottobre). Sono d'accordo? Evidentemente il tema dell'acqua pubblica e del progressiva trasformazione di Hera in una holding sempre meno legata al territorio sono un tema ritenuto "trattabile" che evidentemente si può mettere sotto il tappeto. Tanto ci si dimenticherà.......
Tanto più che il programma della maggioranza (da loro sottoscritto) prevede pure la possibilità di vendere le quote delle società partecipate dal comune (Hera).
A nostro giudizio, di semplici cittadini, questi partiti IDV lista Di Pietro, Verdi-Ecologisti e Reti Civiche, Sinistra per Budrio) sono co-responsabili di questo voto. Non basta un siparietto con bandiere fuori dal consiglio comunale per riabilitarsi e uscirne indenni. Il fatto che questi stessi cittadini fossero a manifestare contro la giunta in cui sono presenti i loro rappresentati fa balzare agli occhi le contraddizioni intrinseche a questa maggioranza e, in un paese normale, gli assessori avrebbero rassegnato le dimissioni. Ma come si sa l'Italia (di cui Budrio fa parte a pieno titolo) non è un paese normale.
I consiglieri PD di Budrio hanno votato compatti per la fusione, anche quelli che fino a qualche mese fa erano in piazza a sostenere il referendum per l'acqua pubblica. Agli ordini di partito non si comanda.
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Noi rimaniamo convinti che il 12 e 13 giugno 2011 le italiane e gli italiani abbiamo votato 2 chiari sì all'acqua come bene comune. Una vittoria che ha un significato molto netto: fuori l'acqua dal mercato e fuori i profitti dall'acqua. Noi del Movimento 5 Stelle continuiamo a credere che il voto degli italiani (e dei budriesi) vada rispettato nonostante gli opportunismi e nonostante i partiti.
Abbiamo riunito in un video l'intervento iniziale del Sindaco di Minerbio con a seguire tutti quelli dei Consiglieri di Budrio e quello conclusivo del Sindaco Pierini. Da non perdere le lezioni impartite dal nostro primo cittadino un po' a tutti, compreso al Sindaco PD di Forlì.
Io mi sono iscritto a un corso serale di Scienza della Politica per recuperare il "gap" con questa politica !?!
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Post Scriptum) Ieri, 24 Ottobre, sono stato informato in riunione dei capigruppo che verranno vendute la metà delle azioni hera possedute dal comune. di Budrio. Evidentemente la cassa è talmente vuota che si iniziano a vendere pezzi del nostro patrimonio . A seguire le considerazioni su quanto emergerà dal Consiglio Comunale del 30 Ottobre.
