Maggio 2010 Archives

Il disastro ambientale raggiungerà l'apice nel 2064

Rifiuti speciali e fanghi pericolosi, a cui si aggiungono quelli non speciali e i solidi urbani, sversati per 23 anni nei terreni a Nord di Napoli anche dopo il sequestro dell'area nel 2004 e in totale assenza di misure di contenimento e di preservazione per l'ambiente. A sostenerlo è il geologo Giovanni Balestri in una relazione consegnata alla DDA di Napoli e di cui riferisce oggi 'Il Mattino' di Napoli.

Un disastro che ha provocato, tra l'altro, l'avvelenamento della falda acquifera sottostante, nella quale sono state rilevate sostanze cancerogene. Una contaminazione che si estende oltre i profili provinciali e che mette in serio rischio la popolazione che utilizza i pozzi, anche per usi alimentari, e le parecchie attività agricole e zootecniche che usano l'acqua per l'irrigazione dei campi e il beveraggio degli animali.

I dati stilati da Balestri evidenziano che la contaminazione potrebbe arrivare anche alla rete idrica superficiale idrica dei Regi Lagni. Per l'esperto si tratta di "un disastro ambientale che mostrerà tutta la sua virulenza sull'uomo tra 79 anni, nel 2064". Infatti tanto impiegherà il percolato, non arginato da alcuna forma di contenimento e mai smaltito, ad attraversare il tufo sottostante per poi manifestarsi. Nell'ex area Resit sarebbero state sotterrate 314 mila tonnellate di rifiuti speciali, 160.500 di rifiuti speciali non pericolosi e 305mila tonnellate di rifiuti solidi urbani.

Lo sversamento delle sostanze sarebbe avvenuto fino al 2008, quindi anche dopo il suo sequestro, avvenuto nel 2004. In sostanza, le rilevazioni di Balestri confermano le dichiarazioni rese del collaboratore di giustizia Gaetano Vassallo che individuano tra i responsabili dello scempio ambientale anche i suoi fratelli, l'avvocato Cipriano Chianese della Resit e chi autorizzò l'utilizzo di quei terreni.

Il dossier di Balestri - si riferisce - è stato oggetto di discussione nel corso di un vertice al dipartimento nazionale di protezione civile al quale hanno preso parte l'assessore all'Ambiente della Regione Campania Giovanni Romano, il dg del ministero dell'Ambiente, Marco Lupo e il commissario alle bonifiche Mario De Biase. Vista la gravità della situazione, per il risanamento dell'area ex Resit sono stati stanziati "ad horas" 50 milioni di euro.

Fonte DENARO.IT

31.05.10 17:07

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Alberto Lucarelli, ordinario di istituzioni di diritto pubblico all'Universita' degli studi di Napoli "Federico II" ed ex candidato indipendente per l'IDV alle scorse elezioni europee, e'¨ tra i redattori dei tre quesiti del referendum sull'acqua pubblica, promossi dal Forum italiano dei movimenti per l'acqua.


I tre quesiti depositati in Cassazione il 31 marzo scorso in sintesi riguardano:

1. L'abrogazione dell'art. 23 bis della legge 133/2008, il quale prevede la privatizzazione della gestione dei servizi idrici attraverso un progressivo abbassamento sotto il 50% delle quote azionarie che ancora i comuni detengono nelle ex municipalizzate.

2. L'abrogazione dell'art. 150 del d. leg. 152/2006 del "Codice dell'Ambiente" che definisce l'affidamento del servizio idrico con la gara o tramite società per azioni a capitale misto/ interamente pubblico (logica che si vuole contrastare: le spa devono remunerare il capitale e fare profitto indipendentemente dalla qualita' d'offerta dei servizi alla collettività).

3. L'abrogazione dell'art. 154 comma 1 del Codice dell'Ambiente che dispone "la tariffa per il servizio idrico è determinata tenendo conto dell'adeguatezza del capitale investito" (logica che si vuole contrastare: il 7% in piu' della bolletta e' garantito al gestore rappresentando "l'incentivo" a fare affari con l'acqua).

Se tutto andra' come previsto, ovvero verranno raccolte minimo 500.000 firme e la Corte Costituzionale verificherà con esito positivo l'ammissibilita'  dei quesiti, si votera'  per il referendum abrogativo nel 2011.

Il professor Lucarelli, intervistato, sostiene che il referendum abrogativo per l'acqua pubblica e' "un unicum" perche' "questa e' la prima volta in Italia che vengono proposti quesiti referendari ad iniziativa di una cosi ampia coalizione che proviene da quella che amo definire "cittadinanza attiva", piuttosto che "societa' civile", cioe' cittadini che stanno studiando e partecipando al dibattito sull'acqua da anni e che non sono improvvisati ne' strumentalizzati da partiti". In sostanza i partiti non fanno parte del comitato promotore del referendum. Inoltre il professore spiega che "da quando e' entrata in vigore la legge Galli, la norma che ha dato il via al processo di liberalizzazione del servizio idrico, gli investimenti sono diminuiti di circa due terzi, le tariffe sono aumentate del 60% circa, si e' verificata una dispersione/ cattivo utilizzo delle risorse pari a circa 60%- 65%, e una riduzione importante del personale (anche di quello specializzato per fare i controlli) con esternalizzazioni e la proliferazione di tante micro societ  provocando cosi problemi sociali, economici e anche occupazionali."

Il tema su cui ci soffermiamo, proprio perche' sono in corso le raccolte firme sia del Movimento che dell'IDV, e' proprio quello della netta differenza tra le diverse posizioni.


G. E: Mi piacerebbe che mi aiutasse a capire, in veste anche di ex candidato indipendente dell'Italia dei valori per le scorse europee, la diatriba tra l'IDV e il Forum dei movimenti per l'acqua sulla presentazione dei quesiti referendari. L'IDV ha depositato un altro quesito sull'acqua pubblica oppure ha depositato in forma corretta un quesito gia' depositato in Cassazione dal partito il 17/12/2010, come ha dichiarato l'IDV Molise? Soprattutto che senso ha tutto cio' e quale referendum dobbiamo firmare?

A.L.: I referendum presentati dal Forum dei movimenti per l'acqua non hanno niente a che vedere con quello presentato dall'Idv, che attacca solo e unicamente il decreto Ronchi e tende a riportarci alla situazione precedente in cui già era stata introdotta la privatizzazione delle risorse idriche: non si puo' affermare assolutamente che quello dell'IDV sia un referendum per l'acqua pubblica perche' lascerebbe in maniera pressocche' invariata la possibilita' alle societa', ancorche' pubbliche, di sottostare al diritto societario e cioe' di non essere sottoposte al controllo della Corte dei Conti e ancora, in quanto Spa, di essere orientate ai profitti potendo anche delocalizzare e differenziare i prodotti. Le societa' per azioni, come ovvio, non rientrerebbero nella logica del diritto pubblico ma in quella di diritto privato. L'obiettivo chiaro del referendum per l'acqua pubblica e' invece quello di gestire il servizio idrico attraverso il diritto pubblico con aziende municipalizzate o aziende speciali, soggette comunque al Comune.

G.E: Ma perchè riproporre adesso il quesito da parte dell'IDV? Non si rischia cosi di far fallire il referendum o di strumentalizzarlo?

A.L.: Evidentemente l'IDV vuole salvaguardare le spa pubbliche, lasciando trapelare cosi una volontà non veramente pubblicistica. Poi c'e' un problema di visibilità: l'Idv nel referendum promosso dal Forum dei movimenti per l'acqua non avrebbe potuto far parte del comitato promotore ma solo di quello dei sostenitori (dove adesso ci sono Verdi, Rifondazione, Sinistra e Liberta' etc). Non da ultima la questione economica: presentandosi nel comitato promotore e raggiungendo 500.000, al di la'  del risultato del referendum, si incassano un sacco di soldi pubblici.

Fonte: AgoraVox

Testo integragrale dell'intervista

30.05.10 11:20

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Il Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua, costituito da centinaia di comitati territoriali che si oppongono alla privatizzazione, insieme a numerose realtà sociali e culturali ha deciso di promuovere 3 quesiti referendari, depositati presso la Corte di Cassazione di Roma mercoledì 31 marzo 2010.

Domenica 30 maggio 2010

Giugliano in Campania, Napoli
ore 9:30 - 14:00
Piazza Gramsci
Dettagli su Facebook

Scampia, Napoli
ore 10:00 - 13:00
banchetto di fronte Parrocchia Santa Maria Maddalena

Pomigliano D'arco
ore 12:30
Piazza Primavera
ci sarà il primo Flash Mob mai svoltosi a Pomigliano d'Arco.
Riprendiamoci l'acqua, l'acqua non si vende!
Dettagli su Facebook

29.05.10 11:03

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Il MoVimento Cinque Stelle Campania non è scomparso dopo le elezioni, ma come aveva promesso, continua a lavorare sui territori poiché la partecipazione alle competizioni elettorali è solo uno tra gli innumerevoli esercizi di democrazia che ogni persona può effettuare quotidianamente. Lo fa senza grosso scalpore, raccogliendo le firme per i 3 Referendum proposti dal Forum dei MoVimenti per l'acqua pubblica nei banchetti dei comitati territoriali senza esporre simboli. Mentre sui territori continua ad opporsi alla logica distruttiva degli inceneritori e discariche facendosi promotrice della strategia Rifiuti Zero.

Insomma si perseguono gli obbiettivi scritti dai cittadini nel WiKIProgramma, anche senza la forza e la voce di un consigliere regionale.

Per rispondere alla cosiddetta "legge bavaglio" e alla limitazione della libertà di stampa che potentati economici e politici impongono all'informazione nel nostro Paese, il MoVimento Cinque Stelle di Torre del Greco ha messo in piedi una "Redazione in MoVimento" che curerà una originale rubrica sulla radio web www.radiostonata.com intitolata "Spazio Clandestino" che andrà in onda a partire dal 29 Maggio 2010 ogni Sabato dalle 20.30 alle 21.30 con repliche la domenica alle 15.30 -16.30 e il mercoledì dalle 21 alle 22.


Uno "Spazio Clandestino" che ospiterà temi importanti con l'aiuto di ospiti attivi sui territori, gente comune ben informata che non ha altri spazi liberi dove dire la propria.Pian piano scopriremo che c'è già qualcuno che si sta autogovernando, costruendo alternativa, che sta già vivendo senza attendere i permessi.

Una trasmissione radio che vuole ispirarsi ed organizzarsi in modo ORIZZONTALE E PARTECIPATO.
Ci sarà spazio per la musica emergente che verrà segnalata alla redazione, ma anche musica ricercata e dirompente di ogni genere, meglio se aderente al tema della puntata.
Saranno essenziali le segnalazioni del popolo del web e la redazione è detta in MoVimento anche perchè ognuno può spedire il suo contributo, anche registrazioni in formato mp3 che saranno lanciate in trasmissione.
Si parte con il tema dell'acqua con ospite Luca Martinelli redattore di Altreconomia e scrittore del libro "L'acqua è una merce" e si proseguirà con i rifiuti.

Speaker Clandestini saranno Luigi Gallo e Francesco Busacco

Cerchiamo inviati sui territori che hanno voglia di collaborare ed ingrossare le file della redazione in MoVimento.

28.05.10 15:03

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"Una diossina intellettuale sta decretando il Declino e la Caduta dell'Impero dell'Essere Umano...e se non avessi qualche speranza lascerei perdere." F. Battiato

IN QUESTO MOMENTO SIAMO NELL'AULA CONSILIARE OCCUPATA.
invitiamo tutti a raggiungerci
ASSEMBLEA PERMANENTE di MOVIMENTO
Tutti i giorni dalle 19.00
via Umberto I Boscotrecase (zona Piscinale)

Invitiamo i singoli, le associazioni, i centri sociali ad aderire all'appello per la costruzione di appuntamenti di mobilitazione e sensibilizzazione su tutto il territorio comprensoriale.

Contro discariche ed inceneritori. Per il Trattamento Meccanico Biologico (MBT): trattamento a freddo dei rifiuti. Per le dimissioni immediate del presidente dell'Ente Parco Vesuvio e di tutti i sindaci colpevoli dell'ecocidio in atto. Per una stagione dell'autogoverno collettivo. Per un nuovo piano rifiuti deciso dalle comunità locali autorganizzate. Per l'avvio reale della raccolta differenziata porta a porta. Per il salario garantito al lumpen, (e ai precari e ai disoccupati), che qui vive dispera muore. Per Riciclo, Riuso e Compostaggio. Per un piano straordinario di bonifica delle aree inquinate. Contro il capitalismo della catastrofe.

Movimento Difesa del Territorio Area Vesuviana
Collettivo Area Vesuviana

giovedì 27 maggio 2010
OCCUPAZIONE COMUNE BOSCOREALE
IN QUESTO MOMENTO SIAMO NELL'AULA CONSILIARE OCCUPATA.
SEGUE COMUNICATO STAMPA.
invitiamo tutti a raggiungerci

L'assemblea convocata dal Movimento Difesa del Territorio - Area Vesuviana per il 26 maggio 2010 nella sala del consiglio comunale di Boscoreale, si è conclusa in una occupazione mirata ad ottenere un incontro con l'assessore regionale all'ambiente Romano, a detta del sindaco di Boscoreale, Gennaro Langella, unica figura deputata a rispondere in merito alle questioni ambientali e nello specifico sulla prossima apertura della discarica nella Cava Vitiello. Il Movimento, insieme alle popolazioni vesuviane, ormai esasperate dall'invivibilità dei propri territori, martoriati da un piano rifiuti che ancora oggi sceglie come unica soluzione l'apertura di nuove discariche ed inceneritori, chiede inoltre un impegno concreto di regione e provincia a schierarsi per un parere negativo sull'apertura della discarica all'interno della Cava Vitiello, la pubblicazione immediata di tutti i rilievi effettuati dall'ARPAC negli ultimi mesi all'interno della discarica ex SARI, la bonifica di tutte le aree inquinate sui territori e un piano rifiuti concordato con le comunità locali, basato sulla riduzione a monte, trattamento meccanico biologico a freddo dei rifiuti, riciclo, riuso e compostaggio, raccolta differenziata reale porta a porta, che possa in questo modo evitare l'apertura di nuove discariche ed inceneritori e che si ponga come fine ultimo il raggiungimento di rifiuti zero.
Fonte Vesuvioinlotta

Guarda il Video

27.05.10 12:05

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Dopo i lavori di consolidamento della cava del cimitero delle Fontanelle avvenuti nel 2006, sono ormai più di 10 anni che il cimitero non è aperto al pubblico se non in qualche week end del "Maggio dei Monumenti", manifestazione che l'amministrazione comunale ripropone con successo da diversi anni. Tale apertura sminuisce pesantemente il valore cultuale che il cimitero delle Fontanelle possiede come luogo denso di storia, dove lo spirito partenopeo tanto radicato nel Rione Sanità mescola la cultura del sacro a quella del profano nell'adorazione delle anime "pezzentelle".

Questa particolare unione tra la religiosità e la superstizione trae le sue origini dal ricordo e dalla memoria, quella dei nostri avi senza nome che riposano tra le migliaia di ossa del cimitero. Da troppi anni ormai il degrado e l'incuria in cui versa il patrimonio artistico e culturale del Rione Sanità è tristemente evidente a tutti. Eppure questo è un quartiere che ha ancora molto da dire, che è stato amato e vissuto da personaggi, come Totò, che hanno contribuito al prestigio della cultura napoletana in tutto il mondo. E' ora di riprenderci la nostra memoria, le radici della nostra civiltà, che la suggestione del cimitero delle Fontanelle rievoca e accresce ancora oggi.

Non è un'utopia....abbiamo infatti visto la quantità di turisti che lo scorso anno hanno affollato le strade della Sanità e visitato il cimitero delle Fontanelle. Pensiamo che eventi del genere possano essere ripetuti tutti i mesi con l'aiuto delle energie positive del territorio, per un reale sviluppo turistico e culturale.
RIAPPROPRIAMOCI DELLA NOSTRA STORIA.
La Sanità e le Fontanelle non sono solo frammenti di Gomorra, ma luoghi densi di cultura e di possibile riscatto sociale.
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P.S. Domenica 30 maggio
VISITA IL RIONE SANITA'
banchetto informativo e visita per il quartiere.
Piazza Sanità ore 10
Napoli

26.05.10 15:25

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Venerdì 28 maggio 2010
ore 9.30 - 13.00
Tribunale di Napoli

In vista della frettolosa approvazione del vergognoso disegno di legge "contro" le intercettazioni, in conseguenza del quale la magistratura avrà sostanzialmente le mani legate, i cittadini non verranno a conoscenza delle indagini sui politici prima che siano trascorsi almeno 3 anni e i giornalisti saranno arrestati se pubblicano le intercettazioni.

Con questa legge non avremmo saputo niente dello scandalo sul ministro Scajola, che ora sarebbe ancora al suo posto, la D'Addario non avrebbe potuto far pubblicare le sue registrazioni su Berlusconi e dulcis in fundo non ci sarebbe stata l'indagine Mani pulite, giusto x fare qualche esempio.
E' necessario ribellarsi (pacificamente) e difendere il nostro diritto "ad essere informati".

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25.05.10 10:30

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Oggi viviamo in una realtà inaccettabile, quella di un paese dove la vita e la morte dei cittadini altro non sono che il danno collaterale di un industria senza pietà! Paese, il nostro, totalmente asservito ai potenti, agli industriali, alle banche, ai madia che regolano a loro piacimento tutto: il governo, le finanze, gli incentivi, lo sviluppo. Un paese in ostaggio, nella più sfacciata illegalità; con ricatti , mazzette, escort, appartamenti ed auto di lusso, che ne regolano il destino.

Siamo allo sfascio; l'arricchimento di pochi a scapito di molti, con l'inosservanza di leggi, di regole, continuamente raggirate e derogate a proprio piacimento.
Azioni perseverate nel tempo, che quando vengono spudoratamente a galla hanno da subito il sommo colpevole, Il capro espiatorio, l'alibi risolutivo;
In realtà l'anello più basso, quindi più affamato e risoluto: la mafia, la camorra, la ndrangheta!
Ovviamente, nessun cittadino pensava si potesse arrivare a ciò, né tantomeno di doversi occupare in prima persona di controllare quello che accade quando si affrontano: emergenze, catastrofi, eventi, smaltimento rifiuti, grandi opere, centrali energetiche.
Il fenomeno "Nimby" apre le menti!
Quello che sta accadendo oggi nella nostra nazione è lo specchio di quello che è accaduto in Campania,i risvolti saranno gli stessi, oramai collaudati ed acclamati a furor di popolo: come disse Berlusconi "il modello Campania è da esportare in tutta la nazione", ovviamente perfezionato! Il "modello" l'hanno perfezionato, con la creazione di due nuove unità, ovviamente con decreto legge ed ovviamente come sempre anti costituzionale, in deroga alla salute, alla libertà, alla democrazia.
Le nuove unità sono: Unità stralcio ed Unità operative; quelle per cui a chiusura dell'emergenza abbiamo ancora l'esercito a controllare le discariche e gli inceneritori, verso le quali "non potranno essere intraprese azioni giudiziarie ed arbitrali";cosi', saranno evitati controlli, indagini, processi stralci e prescrizioni; tutto ciò per evitare l'intervento di " fanatici ed eversivi magistrati comunisti" atti a disturbare i conducenti, nell'equa distribuzione ad Impregilo, ad Anemone, e pochi altri, che liberamente, come da sempre le subappalteranno a camorra, ndrangheta e mafia, con l'arricchirsi di pochi e l'affamarsi di molti.
Tutto questo naturalmente è sempre accaduto in Italia, ma da oggi non accadrà più, niente più indagini, processi, stralci prescrizioni, processi secretati, tutto sarà alla luce del sole per decreto.
Di fatti, finalmente li hanno arrestati quasi tutti quelli "brutti" latitanti da anni e non.
Oggi non servono più !
Fanno da soli, tutelati per legge.
I nostri popoli, le nostre regioni, hanno molto in comune, dalla culla, la Magna Grecia;
Alla cultura mediterranea multietnica, tollerante ed aperta.
Alla similanza delle organizzazioni criminali; mafia e camorra.
Alla gloria del Regno, che fù, delle due Sicilie.
Alle invasioni: i Mille e gli americani.
Da oggi ne abbiamo una in più. Impregilo, mostro a più teste, general contractor tra i più forti del mondo, società firmataria di crimini sociali ed ambientali commessi ovunque: dalla Nigeria al Curdistan, dal Lesoto all'Islanda, da Torino a Firenze. Non ultima la Campania.
Ora, ci spiace, tocca a voi, con il ponte sullo stretto.

Perché Impregilo ci lega tanto?
Perché una consistente parte dell'ingente finanziamento creditizio, per la realizzazione del Ponte sullo stretto, Fibe- Impregilo, l'ha ottenuto vincolando le eco-balle campane.
L'Impregilo è responsabile di parte del colossale disastro ambientale della Campania, dovuto all'accatastamento, in siti provvisori, di oltre 9 milioni di eco-balle, "munnezza" tal quale, tritata, pressata ed impacchettata.
E pensare che se la legge fosse stata applicata nemmeno una di quelle eco balle sarebbe depositata sul territorio campano.
Oggi, per lo smaltimento delle quali vorrebbero costruire altri quattro inceneritori, di cui uno appositamente per loro.
Impregilo negli anni '90 fronteggiò l'Enel per la gara per un ciclo integrato dei rifiuti per la Campania. Impregilo vinse grazie a due parametri che non furono mai rispettati: la realizzazione e consegna degli impianti funzionanti in 300 giorni;ed il prezzo più basso a chilogrammo di rifiuto bruciato.

Vincere una gara presentando solo un opuscolo illustrativo di un inceneritore della Babcok, che brucia rifiuti tal quale al posto di un progetto reale, accompagnato alla realizzazione di sette impianti di CDR , è assolutamente una truffa premeditata.
Infatti i nostri impianti non sono CDR ma trito vagliatori, legalizzati con il decreto '90 a STIR, sistemi di trito vagliatura di rifiuti.
Il progetto prevedeva dal CDR una produzione di compost, pari al 35% del rifiuto in ingresso, e nessuna discarica.
Invece ci hanno inondato di discariche non a norma e di siti di stoccaggio provvisori, del tutto illegali, e per di più a copertura di sversamenti illeciti pregressi (vedi processo Cassiopea).
Non tutti sanno, perché non si deve sapere, che a Napoli è in corso un processo per appropriazione indebita e frode in pubbliche forniture intitolato:"Fibe-Impregilo, Bassolino e altri".
Processo che non appassiona la stampa.
Processo pubblico, ma muto, cieco, anche sordo, visto l'assordante silenzio creatogli intorno dal procuratore Galano che per "ragioni di sicurezza", decise di tenere fuori dall'aula telecamere, cellulari, registratori, macchine fotografiche.
Quello che si riesce a sapere di questo processo è dovuto alla costante presenza di alcuni di noi, cittadini, che assistono e resocontano divulgando in rete tutte, o quasi, le sedute.
Processo destinato a prescrizione!
Ovunque nel mondo Impregilo è frode, profitto, crimine.
Siciliani :
Non fatela "aggrappare" alle vostre coste !


Intervento di Giuseppe Cristoforoni
in occasione del 2010 FORUM SOCIALE ANTIMAFIA, svoltosi a CINISI dal 6 al 9 maggio 2010

24.05.10 15:12

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LUNEDI' 24 MAGGIO ALLE ORE 16,00

"Questione del rischio vulcanico nei Campi Flegrei"
IL COMITATO RISCHIO VULCANICO NEI CAMPI FLEGREI
presenta
TAVOLA ROTONDA
Facoltà di Ingegneria, Piazzale Tecchio
Napoli

Al fine di evitare facili allarmismi,il 28 aprile 2010, si è costituito il Comitato Rischio Vulcanico nei Campi Flegrei, voluto da liberi cittadini ed associazioni, già da tempo attivi in area flegrea su problematiche ambientali. allo scopo di creare un rapporto di comunicazione senza barriere tra i cittadini, le istituzioni e gli specialisti impegnati nello studio e nell'osservazione dei nostri vulcani, il Comitato organizza una tavola rotonda di approfeondimenti delle tematiche presso la facolta' di Ingegneria, dove inteverranno esperti di vulcanologia, di geologia, storici, sociologi e giornalisti.

La tavola rotonda si pone l'obbiettivo di costruire un Dibattito Pubblico, tra la cittadinanza, le istituzioni politiche e la Protezione Civile di roma, per il prossimo autunno.

Scarica locandina con dettagli e progamma

23.05.10 12:20

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Domenica 23 maggio
dalle ore 10 alle 13.30
Piazza della Libertà 14, Parrocchia della Resurrezione
Rione Monterosa
Napoli


Ci sarà il gazebo per la raccolta firme per il Referendum sull'acqua pubblica.
Si invitano tutti i cittadini di Scampia e delle altre zone a venire a firmare.
L'acqua è un bene non vendibile, non riuniciamo a questo diritto.

L'acqua non si privatizza. Mai

22.05.10 10:30

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sabato 22 maggio 2010
Ora: 9.30 - 13.00
PROLOCO, Piazza Annunziata
Giugliano in Campania, Italy

Sabato 22 maggio ore 9,30 presso la proloco di Giugliano, Piazza Annunziata, ci sarà il terzo incontro tra i cittadini.
Occasione per tirare le somme di questi incontri, per poter portare documentazione al consiglio comunale, che discuterà dell'impianto, il 25 maggio. come sempre il dibattito è aperto a tutti. Condividete e invitate. Grazie

RESOCONTO DELLA SCORSA RIUNIONE
Erano presenti circa sessanta persone, tra cui, tecnici del settore, consiglieri comunali e provinciali di maggioranza e opposizione, appartenenti a partiti politici e rappresentanti di associazioni e movimenti che da anni sono impegnati nella questione rifiuti e tanti cittadini. In tanti hanno chiesto la parola e si sono espressi in merito all'argomento che è stato trattato: "Quale migliore soluzione per smaltire le balle di rifiuti presenti sul territorio?". Le ipotesi da approfondire restano le seguenti:

* Impianto denominato "Torcia al plasma".
* Impianto Tmb o Tmm (Trattamento meccanico biologico o manuale).
* Colata di cemento sulle piramidi esistenti.
* Inertizzazione delle balle e deposito nelle cave di tufo esistenti.

Al termine della discussione e in merito ai vari interventi si è deciso di chiedere al comune di istituire una Commissione tecnico-scientifica, aperta e trasparente con tecnici di provata esperienza, individuati sia dall'ente comune e sia dalle associazioni ambientaliste.
la prossima riunione si terrà sabato 22 maggio alle ore 9 alla Pro loco di Giugliano.

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21.05.10 15:00

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"No al Nucleare - Si al Sole"
sabato 22 maggio 2010, dalle ore 10.00 alle ore 13.00
Via Maffei, area autogestita del "NO Forum Culture"
Napoli


Dopo la riuscita e partecipata giornata del Chernobyl Day, con le importanti manifestazioni all'Università Orientale, a Piazza del Gesù e a Sessa Aurunca, il movimento antinucleare, nella sua ricchissima ed articolata espressione, ha avuto anche a Napoli ed in Campania un'ulteriore importante crescita in termini di persone sensibilizzate, di adesioni, di elaborazioni e naturalmente di iniziative.
Ciò è di fondamentale importanza per vincere contro le potentissime lobbies - politiche ed economiche, nazionali ed internazionali - che hanno il controllo totale della informazione ed attuano tutte le possibili azioni, anche le più spregiudicate - dal ricatto alla corruzione - per realizzare i loro obbiettivi.
Lo spirito unitario, la sinergia nell'azione e la capacità propositiva del movimento antinucleare sono questioni centrali che pongono a tutti noi la necessità d'incontrarci e raccordarci su tutti i punti condivisi. Naturalmente, come realizzare ciò fa parte di una comune ricerca e scelta.
A tal fine Vi chiediamo di partecipare al pubblico incontro che terremo sabato 22 maggio p.v.. alle ore 10,00 nell'area autogestita del "NO Forum Culture". presso l'ex Asilo Filangieri, in via Maffei (prima traversa di S. Gregorio Armeno, scendendo da via Tribunali verso via Benedetto Croce).

I temi proposti (naturalmente altri ve ne potranno essere) riguardano:
- l'identità, la funzione e la crescita del Il Comitato per il No al Nucleare - Campania;
- la realizzazione della "Università verde" sull'energia e contro il nucleare;
- la "biblioteca dei contributi" sul no al nucleare, civile e militare, e sul modello energetico alternativo;
- l'attivazione della Campagna "la Civiltà del Sole", con la proposizione di una legge di iniziativa popolare regionale sulla cultura e la promozione dell'energia solare;
- la proposta di quesito referendario abrogativo legge reintroduzione nucleare in Italia;
- le iniziative verso gli organi di informazione e la manifestazione alla RAI.

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20.05.10 15:15

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Il Gastorre - Gruppo di Acquisto Solidale di Torre del Greco - si dichiara ANTIRAZZISTA attraverso una pratica concreta: l'acquisto di patate della campagna Io non assumo in nero
A Cassabile in provincia di Siracusa. "Uguale lavoro, uguale salario", dice la Rete Antirazzista, che propone di sostenere gli imprenditori etici che assumendo stranieri con regolare permesso. La strada è quella di acquisti diretti collettivi.

«Vogliamo fare in modo che gli imprenditori che accettano di offrire contratti regolari di lavoro possano sopravvivere alla concorrenza sleale di chi si avvale del lavoro irregolare - dice Di Stefano - bisogna ripartire dai diritti dei lavoratori. Ed è importante farlo in una terra come questa, dove gli italiani hanno rimosso le lotte bracciantili di quarant`anni fa, che causarono anche dei morti tra i lavoratori».

L'biezione è semplice: e chi un permesso non ce l'ha? La Rete non dimentica i cosiddetti clandestini. Anzi, è proprio da loro che bisogna cominciare, la manodopera più ricattabile che ci sia. «Occorre favorire la regolarizzazione di chi emerge dal lavoro nero. Come prevede in parte la direttiva europea - ricorda Di Stefano - che permette a chi denuncia lo sfruttamento l`ottenimento di un permesso, che dovrebbe essere per lavoro».

Iniziative che possono evitare una nuova Rosarno e denunciare i diritti negati agli immigrati.
Il problema è ora raggiungere il minimo d'ordine: 1 tonnellata.

Il GAS Torre ha ordinato 72Kg, il Meetup di Castellammare 95Kg pensando di organizzare una vendita di sensibilizzazione sulla campagna "Io non assumo in nero" in piazza, corredato da materiale informativo.
Siamo ad appena 150Kg

Mancano ancora 850 Kg. Abbiamo bisogno di altri gruppi con un referente che raccoglie ordinativi e soldi. Il Costo è di 0,65 al chilo.

Se raggiungiamo solo 500Kg di ordinativo il costo delle patate raddoppia per l'aumento dei costi di spedizione e di gestione che avverrebbero tramite una società di trasporto sottratta alla mafia.

AIUTATECI A RAGGIUNGERE QUESTO OBBIETTIVO

19.05.10 14:55

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Noi non siamo degli economisti, siamo degli osservatori, ma l'osservazione degli eventi ci impone una riflessione anche di tipo economico.

Quella che ci presentano oggi come una crisi economica è una crisi di sistema, la crisi di un modello, quello del capitalismo d'assalto, del capitalismo bulimico, divoratore di Ambiente, di Territorio, di Partecipazione e di Democrazia.
Ecco perché la crisi attuale è soprattutto crisi ambientale e crisi democratica.

L'economia convenzionale, come dice Vladimiro Giacchè, ha l'esigenza di mantenere inalterati i consumi, ecco perché è così difficile attuare politiche di buon senso di riduzione dei rifiuti, perché il dictat economico va in altra direzione: la produzione ed i consumi devono crescere, a tutti i costi! anche a fronte del fatto che i redditi calino e la disoccupazione aumenti, L'obbiettivo utopico è: abbassare i salari e aumentare i consumi. Non a torto il nostro premier si rivolge ai cittadini italiani chiamandoli testualmente "telespettatori consumatori" invitando i telegiornali a non spaventarli inutilmente con dichiarazioni economiche catastrofiche. Si incentiva così l'indebitamento con il miraggio che i consumi portino la ripresa economica, si incoraggia la cementificazione del territorio e l'abusivismo edilizio, quando oramai il nostro territorio è saturo, al collasso (dal 1950 ad oggi, un'area grande quanto tutto il nord Italia è stata seppellita sotto il cemento). In Campania, è notizia degli ultimi giorni, dei fondi Por 2007-2013, per la complessa opera di riqualificazione dei regi lagni, si procede a stralcio con progetti più limitati da finanziare di volta in volta, mentre si spostano ingenti risorse economiche per la realizzazione di un altro lotto del centro commerciale il Vulcano buono di Renzo Piano, denominato grande centro logistico intermodale della filiera del commercio in Campania. e per la realizzazione di una bretella di collegamento tra il porto di Pozzuoli e la Tangenziale di Napoli. Si chiariscono ancora una volta gli obiettivi e le mete

Ma il Modello attuale, del capitalismo vampiro ha fallito, è un modello irrazionale di tipo lineare che tende a consumare le risorse in maniera bulimica come se queste fossero inesauribili, e non lo sono; grava sull'ecosistema in maniera oramai insostenibile ad una crescita esponenziale generando un impronta ecologica cinque volte superiore alla capacità della terra di rigenerare la risorse consumate.

NEGLI ULTIMI 60 ANNI ABBIAMO CONSUMATO L'EQUIVALENTE DEI PRECEDENTI 200.000 ANNI!
E SIAMO IN ACCELLERAZIONE VISTO CHE PAESI COME LA CINA, IL GIAPPONE E L'INDIA SONO IN CRESCITA
2 MILIARDI E MEZZO DI PERSONE CHE VOGLIONO IL NOSTRO STESSO SVILUPPO!
CI SERVONO ALMENO 5 PIANETI COME IL NOSTRO!
OGNI GIORNO: 40 MILA ETTARI DI DISBOSCAMENTO!
OGNI GIORNO: 30 MILA ETTARI DI DESERTO IN PIU'!
OGNI GIORNO CONSUMIAMO:
85 MILIONI DI BARILI DI PETROLIO con una crescita del 2,3%
OGNI GIORNO: SCARICHIAMO IN ATMOSFERA 100 MILIONI DI TONNELLATE DI CO2
OGNI GIORNO: 150 SPECIE ANIMALI SI ESTINGUONO
OGNI GIORNO SIAMO 250 MILA ESSERI UMANI IN PIU
QUESTO MODELLO DI SVILUPPO PRODUCE:
OGNI GIORNO: 10 MILIARDI DI TONNELLATE DI RIFIUTI !

Ma il rifiuto è la cartina di tornasole del sistema, è la prova provata dell'errore di progettazione che sta alla base di questa concezione di sviluppo illimitato ed esponenziale.
Il problema della gestione dei rifiuti nemmeno esiterebbe in un modello ecologico di tipo circolare.
Cosa è successo in Campania con l'emergenza rifiuti? Si è messo in atto uno dei capisaldi della scuola del capitalismo fondamentalista di Friedmann, la dottrina dello shock: trasformare il "politicamente impossibile" con il "politicamente inevitabile".

La teoria, come racconta molto bene Naomi Klein nel suo libro la shock economy, si basa su questa strategia. attendere il verificarsi di una grande crisi o di uno grande shock collettivo per ottenere un guadagno personale ( lobbistico), sfruttare le risorse dello stato quando gli abitanti sono ancora disorientati per poi agire rapidamente per rendere "permanenti" le riforme. (?)
Friedmann in uno dei suoi saggi afferma che soltanto una crisi , reale o percepita, genera il vero cambiamento; e quando la crisi si genera le azioni che si intraprenderanno dipendono dalle idee che circolano. Il controllo dei mass madia, delle televisioni e dei giornali è estremamente funzionale allo scopo di manipolare le idee che circolano. Non a torto l'Italia è tra i primi posti dei paesi "semi liberi" per quanto riguarda la libertà di stampa, anche se il premier, pochi giorni fa ha affermato che da noi " c'è troppa libertà".
Ecco perché vi diciamo con una certa sicurezza che la emergenza rifiuti Campana è stata creata ad arte per puntare velocemente agli scopi che si erano prefissati i portatori di interessi economici legati alle lobby inceneritoriste e quelle del traffico dei rifiuti tossici, perché come dice Nicola Capone nel video. Le discariche servono e servono grandi per occultare il traffico di rifiuti tossici con la RSU. Per questo non si riduce, non si differenzia, non si recupera, non si divide il secco dall'umido.
Forzare la mano con le popolazioni, portarle a credere che la soluzione proclamata sia la soluzione, usare allo scopo lo shock, la ridondanza mediatica, la persuasione anche con soggetti di valore scientifico riconosciuto, vedi le affermazioni di Veronesi a "che tempo che fa", portare le scolaresche a visitare l'inceneritore di Vienna. Nascondere ed occultare la verità, negare che ci sia una reale alternativa. Usare le parole d'ordine degli antagonisti come spot pubblicitari tesi a svuotale del reale significato e allora promuovere le giornate del riciclo della riduzione, fumo negli occhi ai cittadini spettatori, manipolazioni da prestigiatore.

Ma quanto ci costa in termini economici, ambientali sanitari tutto questo. Quanto ci costa in termini culturali?
"Il sud continua ad essere destinato ad altro che non alla sua vocazione primaria di guida culturale dell'Europa.
Il Mediterraneo oramai è visto solo come piattaforma per il commercio; pattumiera d'Europa; base missilistica, Sigonella è la più grande del mediterraneo; a Niscemi, gli stati uniti vogliono installare uno dei quattro più grandi sistemi di intercettazione che avrà un impatto ambientale grandissimo. Sottomarini nucleari vengono portati ad Augusta dove già c'è il petrolchimico.

C'è un piano in cui il mezzogiorno viene destinato ad altro, gli investimenti alla cultura vengono tagliati, si tenta di chiudere gli istituti di cultura; si tenta di distruggere il paesaggio, anche nei suoi posti più simbolici, come ad esempio il Parco Nazionale del Vesuvio.Tutto questo avviene impunemente e l'Europa non capisce che non è un problema locale, se viene distrutta la magna Grecia, se viene distrutta la Grecia lasciata annegare nei problemi finanziari che sono stati causati soprattutto anche dall'America, è l'Europa che perde la sua identità invece, tutto questo rientra in una visione ristretta, angusta per cui se si fa la discarica nel parco del Vesuvio il problema magari non è neanche di Napoli ma solo dei comuni di Bosco reale e di Terzigno, o al massimo è un problema di Napoli o al massimo è un problema della Campanai

Mentre invece è un problema dell'Europa, perché l'Europa sta proprio distruggendo quella che è l'origine della sua cultura e della sua identità la Grecia e la magna Grecia." ( Anna Fava)

Il piano è la distruzione economica del sud?
Quando si fanno scelte tanto scellerate quanto quelle di scegliere di realizzare discariche di tal quale, non ammesse nel resto d'Europa, in parchi come quello di Chiaiano, con prodotti tipici quali le famose ciliegie e la mela annurca di Chiaiano, le noci, le castagne; o, la più grande d'Europa nientedimeno che nel Parco Nazionale del Vesuvio dove si producono prodotti Dop e DOC, quali vini pregiatissimi come il lacrima Cristy; il pomodorino del pinnulo, quando si lascia che aree come quella del casertano, massimo produttore di mozzarella di bufala del mondo, del Nolano, di Acerra, una volta terre fertilissime e di grande produzione agricola, si facevano tre raccolti all'anno in queste terre dette per l'appunto terre felix, vengono abbandonate ai rifiuti tossici, al degrado, e si destinino senza bonifiche a ricevere impianti di stoccaggio ed inceneritori, allora si sta pianificando la distruzione di un economia e di un intero ecosistema, si è deciso di distrugge la biodiversità di quei luoghi, reale ricchezza dei territori e si condanna al degrado alla povertà e alla malattia intere generazioni.
Quando si lascia che gli storici regi lagni, oggi sversatoi incontrollati di rifiuti di ogni specie, inquinino uno dei litoranei più belli della nostra penisola, con ripercussioni sulla balneabilità di tutto il litorale flegreo e delle isole, si sta dichiarando guerra economica ad una regione, si distrugge insieme all'economia agro alimentare l'economia turistico balneare, si privano i suoi cittadini del diritto inalienabile al mare.

Perché non si fanno scelte coerenti con le vocazioni culturali turistiche ed agro alimentari del nostro territorio?
Per i rifiuti oramai la letteratura è ampiamente conosciuta. Il rifiuto non andrebbe neanche chiamato tale, perché praticamente non esiste, con la riduzione degli imballaggi, con il riciclo e il riutilizzo, con la buona progettazione e la razionale scelta dei materiali, con impianti di compostaggio, per restituire alla terra quello che è della terra, per scongiurare la desertificazione, cui anche la nostra regione è condannata dalle attuali scelte, a costi sopportabili, e non proibitivi come sono quelli del portare fuori regione in altri impianti a 200 fino a 350 euro a tonnellata. E con impianti di selezione e vagliatura del secco con un recupero di materia fino al 100 per 100, e oramai tutti sappiamo che con l'estrusione si produce ottima materia prima seconda certificata, che oramai ha un mercato molto diffuso in tutta Europa ed anche in Italia, grazie alla diffusione di impianti tipo quello di Vedelago. L'impianto di Vedelago a fronte di circa 90 operatori ha un indotto di circa 9.200 unità lavorative.
Quindi lavoro, risanamento, ricchezza distribuita.

Perché questo non si fa?
Le risposte possono essere di diversa natura.
Non si fa perché gli interessi lobbistici sono forti su altri settori,. Non si fa perché da sempre per svilupparsi il capitalismo d'assalto necessità di sacche di povertà e di sottosviluppo da ricattare, da sfruttare da utilizzare come merce di scambio elettorale , come mano d'opera per il mala affare. Gente svilita, deprivata di dignità disposta a tutto per poco.
C'è sicuramente anche una risposta di mercato; la crisi economica del nord necessità di una seria riconversione che non può più reggersi sull'industria pesante in crisi irreversibile e quindi si punta al rilancio dell'agroalimentare e del turismo balneare e turistico. Nel nostro paese avviene che una parte del territorio è molto ben rappresentata nel governo con la lega, che ne è ago della bilancia, forzando scelte a discapito di un'altra area del paese. Come avviene naturalmente nel libero mercato si attua la concorrenza. ed è così che si verifica la possibilità di imporre scelte strategiche come il fiscalismo fiscale, ad esempio

"A lungo la storia dell'ambientalismo ha coinciso essenzialmente con la storia di come le élites bianche dei paesi ricchi hanno scoperto la bellezza e la fragilità della natura, e di come hanno cercato di proteggerla. Dietro questa versione dell'ambientalismo è possibile intravedere un'idea della natura e delle sue relazioni con la società: l'aspirazione a un ambiente sano e - perché no? - bello sarebbe, dunque, un lusso da ricchi e colti, fuori dall'orizzonte e dai bisogni dei poveri. Ma è un altro l'ambientalismo che ci interessa: non l'ambientalismo dei ricchi, dei parchi nazionali o dello sfruttamento razionale delle risorse naturali, ma quello dei poveri, che mischia linguaggi e chiede giustizia sociale e ambientale più che una generica protezione della natura o un suo più efficiente utilizzo. Ovviamente questo approccio implica non solo una revisione delle culture ambientaliste, ma anche un ripensamento dell'idea stessa di natura; essa non è tanto un luogo di contemplazione o lo spazio della ricreazione, ma piuttosto la base materiale di sostentamento delle comunità che, difendendo quella natura, difendono se stesse e la loro sopravvivenza". (Marco Armiero, prefazione al libro di Martinez Alier Juan: "L'ecologismo dei poveri")

18.05.10 12:42

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"Assalto al cielo" è, in breve, il tentativo di coordinare gli sforzi per portare avanti un canale televisivo digitale in Campania dal basso e a scopo sociale.

Lunedì 17 maggio ore 18,30
presso Intra Moenia - Piazza Bellini - Napoli


Il 31 marzo scorso, si è tenuto il terzo incontro di Assalto al Cielo, incentrato sul tema dei contenuti del canale digitale. Un appuntamento anch'esso molto incoraggiante per le numerose presenze di singoli e gruppi.
Quest'incontro ha in qualche modo chiuso una prima fase che possiamo definire soprattutto "dell'ascolto" e avviato con decisione la seconda più strettamente "operativa", con all'ordine del giorno anzitutto la mappatura dei soggetti, competenze, realtà, associazioni, esperienze utili a strutturare la rete di scopo intorno ad Assalto al Cielo, dal punto di vista della produzione dei contenuti e della sostenibilità economica.

Era perciò emersa la necessità di uno strumento di rete per pemettere a tutti di contribuire alla fase operativa e di elaborare una scheda tecnica del progetto come mezzo di socializzazione "work in progress" dello stesso.Mettersi a lavoro su queste indicazioni, raccogliendo vari contributi, è stato anche l'occasione per fare il punto delle problematiche tecniche, amministrative, etico-politiche e delle
complesse decisioni emerse in questa fase di confronto e che vanno sciolte collettivamente.
In questo mese abbiamo creato una piattaforma web su cui condividere materiali, costruire "un'anagrafe degli assaltatori" e implementare le relazioni e la cooperazione tra tutti, ed abbiamo elaborato un documento di presentazione del progetto il più organico possibile. Allo stesso tempo abbiamo raccolto altri contatti, contributi e numerose altre proposte di collaborazione.

Ne vorremmo discutere con tutte e tutti voi il 17 maggio in un appuntamento che ha all'ordine del giorno:
- Confronto sulla scheda progetto "Assalto al cielo" la cui bozza
inviamo in allegato

- Presentazione della piattaforma web

- Costruzione di una iniziativa comune di finanziamento/comunicazione di
Assalto al Cielo nel luglio prossimo

- Crezione di gruppi di lavoro su palinsesto, sostenibilità economica,
licenze etc tramite l'utilizzo della piattaforma web

- Ulteriori proposte e idee

Per dare lo start alla fase due di Assalto al Cielo!

Ulteriori dettagli su InsuTV

16.05.10 16:49

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cenname.jpg

Caro Beppe,
Ti scrivo questa lettera per segnalarti quanto di assurdo sta succedendo in Regione Campania, e nello specifico in Provincia di Caserta, a seguito dell'attuazione della Legge 26/2010 recante disposizioni urgenti per la cessazione dello stato di emergenza in materia di rifiuti nella regione Campania (emergenza mai finita).
Una legge che regolamenta la raccolta dei rifiuti per la sola Regione Campania, con un evidente profilo di incostituzionalità, che anche un semplice studente di giurisprudenza è in grado di evidenziare, centralizza le operazioni necessarie all'espletamento del servizio rifiuti all'ente Provincia.
Già questa scelta, se effettuata a livello nazionale farebbe discutere, nel momento in cui si parla di eliminazione dell'ente Provincia, da molti ritenuto inutile e di federalismo fiscale; ma nella provincia di Caserta ed in Regione Campania, una simile impostazione rasenta il delittuoso in quanto trattasi di un provvedimento criminogeno, che vuol dire provvedimento atto a creare criminalità.

Di tante cose c'è bisogno nella nostra Regione, tranne di creare nuova criminalità, dal momento che è una delle poche cose che non ci mancano. Nel dettaglio attribuire alla provincia il servizio integrato di rimozione dei rifiuti significa creare una gigantesca azienda, facilmente controllabile da componenti criminali, incapace di fornire un servizio di eccellenza, incapace di promuovere una seria raccolta differenziata, ma capace da subito di far aumentare e non di poco la tariffa a carico dei cittadini.

Non è da sottovalutare anche che permettere alla stessa azienda di gestire contestualmente gli impianti di trattamento ed il servizio di raccolta, significa dichiarare la fine della raccolta differenziata, in quanto i grandi signori degli inceneritori mascherati da termovalorizzatori solo per rubare i nostri incentivi, avranno interesse a bruciare i rifiuti che i nostri cittadini meticolosamente separano. Tanto è vero che la prima dichiarazione del nuovo Presidente della Provincia di Caserta è stata quella di chiedere fondi alla Comunità Europea per la costruzione di un termovalorizzatore, non accorgendosi che in tutta la Provincia non abbiamo un solo impianto di compostaggio.

L'attuazione della suddetta legge prevede l'invio alla Provincia dei ruoli della TARSU, al fine di consentire alla società Provinciale di poter realizzare i prossimi bilanci fasulli basandosi sui gettiti fiscali dei nostri concittadini, pena lo scioglimento del Consiglio Comunale.

Considerato che non ritengo giusto, nell'interesse economico e gestionale dell'ente, che dall'alto si imponga di modificare la gestione della raccolta dei rifiuti in uno dei pochi comuni del Casertano dove il servizio è stato attuato con efficienza e costi contenuti sono pronto a rinunciare al mio ruolo di Sindaco pur di difendere i diritti dei cittadini.

Qualora la parte politica dovesse essere esautorata di quel poco potere decisionale che ha circa l'implementazione di servizi come la raccolta differenziata, allora non avrà più senso l'esistenza di alcun organo politico comunale e non mi resterà di essere ricordato come il Sindaco che è stato sciolto per aver raggiunto il 62 % di raccolta differenziata con un incidenza di costo di 78 € abitante all'anno.
Grazie per la tua attenzione.
Enzo Cenname - Sindaco (ancora per poco) di Camigliano

14.05.10 19:50

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Domenica 16 maggio 2010
Piazza Santo Stefano, ore 10.30 - 14.00
Melito, Napoli
Dettagli su Facebook

Rendere l'Acqua, bene primario per la sopravvivenza, oggetto di profitto economico (come è stato fatto attraverso i 3provvedimenti legislativi che ora si intendono abrogare) vuol dire assoggettare (per legge!) la sopravvivenza umana alle differenti possibilità economiche. Si apre uno scenario estremo e agghiacciante in cui chi non avrà sufficiente possibilità economica non potrà bere!

Il Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua, costituito da centinaia di comitati territoriali che si oppongono alla privatizzazione, insieme a numerose realtà sociali e culturali ha deciso di promuovere 3 quesiti referendari, depositati presso la Corte di Cassazione di Roma mercoledì 31 marzo 2010.
Dettagli su acquabenecomune.org

14.05.10 15:12

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sabato 15 maggio 2010
Biblioteca Comunale, ore 9.00 - 13.30
via Giuseppe Verdi
Giugliano in Campania, Napoli


I cittadini per l'ambiente invitano tutti i cittadini e le istituzioni
per intraprendere un discorso diverso dal sistema dell'incenerimento, aprendo un dibattito aperto ad esperti del settore, associazioni ambientaliste e a chiunque abbia a cuore le sorti della propria terra.

Obiettivo del tavolo è di portare sul tavolo delle istituzioni proposte"ad impatto zero" per poter smaltire le balle di taverna del re
(deposito presente nel giuglianese).


Ci incontreremo sabato 15 ore 9,30 presso la biblioteca comunale di
Giugliano via Verdi (nelle vicinanze del convento dei Monaci).

Evento su Facebook

Gruppo Facebook NO ALL'INCENERITORE A GIUGLIANO

14.05.10 10:10

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raccolta di firme per il referendum sull'acqua pubblica del 9 maggio al centro direzionale ,Napoli

RIBELLACQUANDOCI from raf marra on Vimeo


Domenica 16 maggio 2010

Continua la raccolta firme per i Referendum contro la privatizzazione dell'acqua: Domenica 16 Maggio saremo presenti a Marcianise e a Pomigliano D'arco.
La raccolta firme continuerà fino al 4 luglio, comunicheremo attraverso i mezzi di stampa, nonché su facebook il calendario dei punti di raccolta. L'acqua è un bene comune

Marcianise
Punto di raccolta del Comitato Mamme e Famiglie, ore 9.00 - 12.30
Dettagli su Facebook

Pomigliano D'arco
Piazza Primavera, dalle ore 10:00 alle 13:00
Raccolta firme
****************************************************************

FLASH MOB a Pomigliano
30 Maggio 2010
Piazza Primavera, ore 12:30

in occasione del Flash Mob verranno anche raccolte le firme per il referendum sull'acqua

Dettagli su direttamente.org

Il flash mob indica un gruppo di persone che si riunisce all'improvviso in uno spazio pubblico,
mette in pratica un'azione insolita generalmente per un breve periodo di tempo per poi successivamente disperdersi. In molti casi, le regole dell'azione vengono illustrate ai partecipanti pochi minuti prima che l'azione abbia luogo.

Ecco un ESEMPIO.
Il Comitato per l'acqua Pubblica di Pomigliano sta radunando tutti i cittadini interessati a farlo, a Piazza Primavera il 30 Maggio alle 12:30. Invitate parenti, amici e conoscenti, Piazza Primavera si dovrà bloccare per 2 minuti!!!
Cosa occorre? Iscrivetevi all'evento su Facebook, seguiranno indicazioni.

13.05.10 15:15

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Boscoreale dice no alla costruzione di una nuova discarica.

La conferenza tenutasi presso il municipio di Boscoreale il 27 aprile 2010 nasce da una forza collettiva di dire "no" alla costruzione di una seconda discarica rifiuti nel Parco Nazionale del Vesuvio.

Ad intervenire in particolare sono stati: Padre Alex Zanotelli, un religioso, presbitero e missionario italiano, facente parte della comunità missionaria dei Comboniani e Carla Poli, direttrice del centro di riciclo di Vedelago.

12.05.10 16:30

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Il prefetto di Caserta Ezio Monaco ha diffidato il sindaco di Camigliano Vincenzo Cenname a trasmettere nel giro di pochi giorni, alla società provinciale che gestisce la raccolta dei rifiuti, gli archivi della Tarsu e della Tia.

Se questo non avverrà, sarà nominato un commissario e al contempo avviata la procedura di scioglimento del consiglio comunale.

Un'eventualità che tuttavia non fa cambiare idea al sindaco che, puntando sulla concreta attuazione di politiche sostenibili, ha ottenuto l'inserimento dell'ente che amministra nell'elenco nazionale dei comuni virtuosi grazie soprattutto alla realizzazione di progetti innovativi e mirati al risparmio dell'energia e delle risorse finanziarie.


Il Comune di Camigliano ha sempre gestito la raccolta differenziata in maniera diretta, con mezzi e personale propri.

"Una scelta - sottolinea il sindaco - che ha garantito il raggiungimento di notevoli percentuali di rifiuti differenziati nel nostro paese. Un risultato eccellente, nonostante le mille difficoltà legate all'esigenza di dover trasportare fuori regione, e quindi con investimenti notevoli, la frazione umida dei rifiuti".

E i costi di gestione? "E' da ormai quattro anni - informa Cenname - che la tarsu non subisce aumenti e per di più tutte le spettanze sono state liquidate senza che siano stati accumulati debiti".

Nel maggio 2009 il Comune di Camigliano ha approvato la rescissione dal consorzio unico di bacino delle province di Napoli e Caserta che ha anche impugnato la delibera in questione. Il Tar della Campania tuttavia non ha accolto il ricorso del consorzio, avallando pertanto la giusta decisione del Comune.


"Alla luce di tutto ciò - sostiene Cenname - non ritengo giusto, nell'interesse economico e gestionale dell'ente, che dall'alto si imponga di modificare la gestione della raccolta dei rifiuti in uno dei pochi comuni del Casertano dove il servizio è stato attuato con efficienza e costi contenuti".

Pronto a rinunciare al proprio ruolo di sindaco pur di difendere i diritti dei cittadini. "Qualora la parte politica - scrive Cenname al prefetto - dovesse essere esautorata di quel poco potere decisionale che ha circa l'implementazione di servizi come la raccolta differenziata, allora non avrà più senso l'esistenza di alcun organo politico comunale e per questo, considerato che la politica non costituisce affatto un mestiere, sono pronto a consegnare il mio mandato amministrativo".

L'Associazione dei Comuni Virtuosi condanna l'atteggiamento incomprensibile della Prefettura in questione e chiede di fare un passo indietro: il Comune di Camigliano rappresenta un modello da seguire e premiare, non certo un ente pubblico da mettere sotto commissariamento.

Per questo motivo stiamo valutando azioni di solidarietà (anche in loco) per sostenere la giunta (e le scelte) del sindaco Enzo Cenname, membro del comitato direttivo della nostra rete. Giù le mani da Camigliano!


Articolo tratto da Comuni Virtuosi

Pagina Fan Facebook : Giu' le mani da Camigliano

11.05.10 16:10

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levante_melito.gif
Melito, raccolta firme del Movimento 5 Stelle contro la privatizzazione dell'acqua
Domenica 09 Maggio 2010
di Vincenzo Godino

L'iniziativa referendaria promossa dal Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua contro la privatizzazione del servizio idrico ha fatto tappa a Melito di Napoli, comune a nord della Provincia di Napoli. Il banchetto, che ha visto in prima fila il Movimento Cinque Stelle di Beppe Grillo, ha riscosso un notevole interesse, nonostante lo stato di degrado e disagio sociale in cui versa la cittadina non lontana dal famigerato quartiere Scampia. Disagio, ma anche scarsa partecipazione sociale, come testimoniato tanto dagli organizzatori dell'evento quanto dagli stessi cittadini melitesi: "Se sei una persona seria, in questo paese non ti votano", così sintetizza amaramente un pensionato. Gli fa eco un suo coetaneo: "Io non firmo la richiesta di referendum, perché non m'interessa affatto". Quasi come a far intendere che, nonostante tutto, lo status quo socio-politico di Melito resterebbe sempre lo stesso.
Piccoli segnali d'indifferenza, dunque. Che però non hanno frenato l'ottimismo dei promotori del banchetto: "Siamo sorpresi dall'interesse che i cittadini hanno mostrato per la nostra iniziativa: era la prima volta che a Melito veniva organizzato un simile evento e la risposta della popolazione è stata molto positiva. Abbiamo raccolto un centinaio di firme, un buon risultato" dice Lucrezia D'Onofrio del Movimento a Cinque stelle Campania. "Purtroppo l'età media dei firmatari è molto avanzata, si va più o meno dai 40 anni in su. Si può dire che i ventenni si contano sulle dita di una mano, e lo scarso interesse da parte dei più giovani lo si è notato anche quando l'iniziativa referendaria ha fatto tappa a Napoli, a Piazza Dante, lo scorso 24 Aprile.Comunque sia,a Melito domenica prossima (il 16 maggio, ndr) ci sarà un altro banchetto".

Altri progetti in programma oltre la raccolta di firme per il quesito referendario?
Questo lo si vedrà solo a giochi fatti,cioè quando riusciremo ad ottenere il referendum. Bisogna però considerare che dal 24 Aprile, da quando è partita la campagna referendaria, in tutta Italia sono state raccolte numerosissime firme, e a tutt'oggi abbiamo ancora due mesi e passa di tempo per poter raccogliere altre 350.000 firme e raggiungere la fatidica quota di 500.000 necessaria a depositare il quesito referendario, come previsto dalla legge. Dobbiamo raggiungere la quota, perché se ci privatizzano l'acqua è finita.

Come mai il Movimento a Cinque Stelle pensa che la privatizzazione dell'acqua non si debba fare?
Perché innanzitutto l'acqua è un diritto: noi siamo cittadini liberi, e i diritti umani e universali dei cittadini, come l'acqua, non possono essere sottoposti a un trattamento economico: l'acqua è un diritto, punto e basta. Questo è il motivo fondamentale della nostra lotta. Ci sono altri partiti politici che stanno raccogliendo firme, come l'IdV, anche se io consiglierei di diffidare dal partito di Di Pietro, perché la loro iniziativa non mira a rendere l'acqua un bene pubblico al 100%, ma ad affidarne il 60% in gestione ad una S.P.A., quindi ad un ente comunque privato: il che è una presa in giro. L'IdV raccoglie firme per un solo quesito referendario, che punta a fermare la privatizzazione dell'acqua. Noi, oltre a questo quesito ne proponiamo altri due: uno che apra la strada alla ripubblicizzazione del servizio idrico e l'altro che elimini i profitti garantiti sulla tariffa. Solo così l'acqua può essere bene pubblico al 100%.

Nonostante l' "inesperienza", per modo di dire, di Melito in fatto di battaglie sociali, i cittadini hanno dunque partecipato all'iniziativa, mostrando di avere le idee chiare sull'argomento: "Io ho firmato la richiesta referendaria perché l'acqua non la voglio pagare: è un bene pubblico, e non deve essere assolutamente privatizzata" dichiara S.M., pensionato. "Ho voluto firmare perché l'acqua è un bene primario, ed è ingiusto che venga privatizzata solo per arricchire poche persone" gli fa eco C.P. "Dobbiamo difenderci dalla privatizzazione: l'acqua è di tutti", è l'affermazione di un altro firmatario.

E' la prova che Melito, seppur in piccola parte, riesce a cogliere il significato di un'iniziativa importantissima, senza colore politico ma di carattere puramente sociale, riguardante un bene pubblico di primaria importanza come l'acqua. C'è persino una signora, che non può firmare in quanto presentatasi al gazebo senza documenti, ma che si ripromette di non mancare all'appuntamento del 16 Maggio: "Vivo sola e sono disoccupata, e a maggior ragione sono convinta del fatto che l'acqua è un bene che mi spetta di diritto, e non la devo pagare: domenica prossima ci sarò senz'altro".

10.05.10 16:25

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E' possibile concepire una Caserta eco-sostenibile? Stando al progetto presentato dagli architetti Andrea Salvini e Barbara Berni, sembrerebbe proprio di sì! Si tratta di un insediamento a destinazione mista, commerciale e residenziale concepito per garantire una migliore qualità degli standard abitativi degli abitanti che darebbe vita al primo quartiere completamente eco-sostenibile della Campania.

Si tratterebbe di un'intervento di architettura ecosostenibile su larga scala in un'area di quasi cinque ettari nella provincia di Caserta e la costruzione di tredici edifici integrati in infrastrutture pubbliche e nuove aree verdi ciascuno dei queli composto da venti unità abitative distribuite su 5 piani con il piano terra destinato alle attività commerciali in modo tale da integrare luoghi di aggregazione e servizi per i residenti.

I 13 palazzi, infatti, saranno posizionati seguendo un unico schema geometrico capace di permettere una perfetta coesione tra coloro che li abiteranno attraverso un design in grado di dare ampio spazio alla socializzazione e incoraggire i rapporti tra persone avendo in preventivo un buon numero di cortili, arie verdi e zone dove saranno presenti negozi e servizi.

Per quanto riguarda gli aspetti green, c'è da dire che il duo Salvini-Barbini ha fatto veramente le cose per bene. Ogni struttura avrà un sistema di pannelli solari perpendicolari alla facciata che serviranno ad illuminare, durante le ore notturne, l'intero palazzo, creando un effetto degno di una rappresentazione artistica. I due fronti principali degli edifici, infatti sono articolati in una griglia di balconi in cui la luce del sole è filtrata da pannelli brise-soleil scorrevoli a lamelle regolabili in modo che ogni volta che i residenti, in base alle loro esigenze di luce/ombra regolano la disposizione dei loro brise-soleil, la facciata del palazzo cambia dinamicamente e continuamente.

Articolo tratto da Greenme.it

09.05.10 20:00

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Vesuviani "dal basso", gente che esce dalle case per andare a difendere la loro terra dalle discariche, gente che merita di NON essere menzionata dai TG regionali, e che le logiche dei partiti tengono lontana dalle decisioni politiche.

Cittadini contro discariche e inceneritori, chiedono raccolta differenziata e trattamenti meccanici manuali (TMM).

Oggi a Terzigno bellissimo esempio di partecipazione, i cittadini dicono basta a questi poltici che usurpano il territorio per i propri interessi, la piazza non applaude bensì chiede conto agli amministratori delle loro scellerate scelte! e questo valga come esempio futuro.

08.05.10 16:50

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Rendere l'Acqua, bene primario per la sopravvivenza, oggetto di profitto economico (come è stato fatto attraverso i 3provvedimenti legislativi che ora si intendono abrogare) vuol dire assoggettare (per legge!) la sopravvivenza umana alle differenti possibilità economiche. Si apre uno scenario estremo e agghiacciante in cui chi non avrà sufficiente possibilità economica non potrà bere!

Diciamo insieme NO a questa follia.
Sosteniamo compatti la Campagna Referendaria per la ri-pubblicizzazione dell'Acqua.

Il Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua, costituito da centinaia di comitati territoriali che si oppongono alla privatizzazione, insieme a numerose realtà sociali e culturali ha deciso di promuovere 3 quesiti referendari, depositati presso la Corte di Cassazione di Roma mercoledì 31 marzo 2010.
Dettagli su acquabenecomune.org

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Sabato 8 Maggio 2010
Piazza della Repbblica, ore 9.00 -13.00
Pozzuoli, Napoli
Il Movimento Cinque Stelle sarà in P.zza della Repubblica tutti i Sabato a partire dal prossimo 8 Maggio fino a conclusione della campagna referendaria ai primi di Luglio.
Dettagli su Meet Up

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Domenica 9 maggio 2010
Piazza Santo Stefano, ore 10.30 - 14.00
Melito, Napoli
Dettagli su Facebook

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sabato 8 e domenica 9 maggio 2010
viale Leonardo da Vinci, ore 17.30
Portici, Napoli
Dettagli su Facebook

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San Giorgio a Cremano, Napoli
Sabato 8 Maggio, ore 10.00 Piazza Troisi
Domenica 9 Maggio, ore 10.00 Piazza Municipio - Piazza Troisi - Via Manzon

07.05.10 15:00

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Le piazze dell'economia solidale, ciclo di manifestazioni itineranti in alcuni siti caratteristici della città, organizzato dal Distretto di economia solidale "Partenope Solidale" in collaborazione con il Centro territoriale Mammut, il Comitato Diritti Ambiente Salute "Centro storico", il Coordinamento Parco Case Puntellate e il Coordinamento Parco Sociale Ventaglieri, con l'adesione della Seconda, Quinta e Ottava Municipalità.

Il progetto ha individuato alcune aree cittadine - in cui da tempo sono presenti gruppi di base impegnati "dal basso" a costruire forme di riappropriazione di spazi pubblici abbandonati o poco "curati" - come sedi di periodici "mercatini senza mercanti".

Sono previsti 12 appuntamenti fissi settimanali in "piazze" dove "fare la spesa", trovando offerte variegate e convenienti di prodotti di stagione, apprezzare le bellezze del posto, assistere a piccoli momenti di intrattenimento e ...., soprattutto, fermarsi a conoscersi e chiacchierare, magari sui problemi della comunità locale e su possibili modelli di vita e di consumo alternativi a quelli esistenti. Accanto ai banchi di vendita di prodotti artigianali e agricoli, provenienti rigorosamente da colture locali, ci saranno perciò diversi punti informativi di gruppi di acquisto solidale, associazioni e cooperative che cercheranno di stimolare la discussione.

Dopo la "prova generale" tenutasi con successo lo scorso 16 aprile al Parco Ventaglieri, la manifestazione si riproporrà con cadenza settimanale nei prossimi mesi di maggio, giugno e luglio, toccando oltre il Parco Ventaglieri (nei giorni 14 maggio, 11 giugno e 8 luglio), il Cortile di S.Chiara al Centro storico (nei giorni 27 maggio, 24 giugno e 15 luglio), il Parco Case Puntellate al Vomero (il 7 maggio, il 4 giugno e il 1 luglio) e la Piazza Grandi Eventi di Scampia (il 20 maggio, il 17 giugno e il 22 luglio).

Primo appuntamento al Vomero venerdì 7 maggio, dalle 16.00 alle 20.00, con la prima "Piazza dell'economia solidale" al Parco Case Puntellate.
Via della Pigna 230, Napoli

Dettagli su Facebook

06.05.10 16:40

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sabato 8 maggio 2010, ore 9.30 - 12.30
Terzigno, Boscoreale, Boscotrecase, Trecase


Un popolo in marcia per dire
GIU' LE MANI DAL VESUVIO
Per la tutela della salute
Per la salvaguardia della biodiversità
Per la valorizzazione delle produzioni tipiche
Contro gli abusi di Stato
Contro le illegalità ambientali
Contro le discariche e gli inceneritori
NON BRUCIAMOCI IL FUTURO!

I cortei partiranno da:
TERZIGNO piazza T. Caracciolo del Sole
BOSCOREALE piazza Vargas
BOSCOTRECASE piazza Matteotti
TRECASE Statua di S. Gennaro (via G.Rea)

PROMOSSA da:
RETE dei Comitati e movimenti vesuviani, Movimento civico Comuni vesuviani, Legambiente, WWF, Lipu, in collaborazione con le istituzioni comunali di Terzigno, Boscoreale, Boscotrecase, Trecase.

Dettagli su Facebook

05.05.10 16:00

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V.jpg

giovedì 6 maggio 2010, alle ore 18.30

E adesso riprendiamo il lavoro
presso Gli amici di Max
Via Diaz, 116
Portici

Allora è il caso di vederci per scambiarci impressioni e condividere le cose da fare.
Parleremo sicuramente di Acqua Pubblica.
Cercheremo di organizzare al meglio i banchetti per la raccolta delle firme a Portici.
Aggiornamenti su "trasparenza associazioni a Portici" e questione "strisce blu a Portici".
Se avete altri argomenti da proporre, discutiamone sul meetup in modo da arrivare alla riunione preparati.
Ovviamente ci vediamo da MAX e gli scroccheremo ancora birre e patatine!
Ci vediamo Giovedi. Passate parola

Dettagli su Facebook

05.05.10 11:42

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Torre del Greco si mobilita per la campagna referendaria presentata dal Forum Italiano dei Movimenti per l'acqua , obbiettivo 70000 firme in Campania. Il 24 Aprile è partità la raccolta firme in tutta Italia e con un evento regionale a Piazza Dante a Napoli.

In un solo week-end sono state raccolte 100.000 firme in tutta Italia

Seguendo l'organizzazione Nazionale è nato il costituendo Comitato promotore cittadino per la gestione pubblica dell'acqua senza S.P.A. restando aperto alle adesioni di tutte le realtà che vogliono spendersi per questa battaglia universale su un bene essenziale e di tutti come l'acqua.

L'impegno che chiediamo a tutti e di garantire la raccolta firme il venerdì, sabato e domenica di Maggio in vari punti della città per i tre quesiti referendari nazionali promossi da una coalizione vasta di organizzazione di cittadini.

Da Venerdì 30 Aprile e Sabato 1 Maggio in Via Roma a Torre del Greco.
Portate con voi un documento di riconoscimento.

Ecco gli eventi per aiutare la raccolta firme e l'informazione sul tema dell'acqua a Torre del Greco e Torre Annunziata


Lunedì 3 Maggio a Torre Annunziata Alex Zanotelli interviene sul tema all'istituto d'arte De Chierico alle 16:30 e al Caffè letterario alle 19.30


Sabato 8 Maggio alle ore 18 ci sarà la proiezione del film "Il Rabdomante" e la presentazione della campagna referendaria sull'acqua nella Sala Giordano Via del Santuario,6 (I piano) in zona Leopardi di Torre del Greco promosso dall'associazione Le Tribù e Shalom e sostenuto dal comitato

Domenica 16 Maggio ore 9.30 durante la manifestazione sportiva Corri per Torre presso la scuola media G.Mazza in Via Vittorio Veneto di Torre del Greco banchetto informativo e di raccolta firme

Venerdì 21 Maggio alle ore 19.00 ci sarà la presentazione del libro "L'acqua è una merce" con la presenza dell'autore Luca Martinelli al circolo sociale G. Mazza, Cso Vittorio Emanuele 152 di Torre del Greco organizzato da Le Tribù e Amref.

Il Comitato si incontrerà ogni Martedì
alle ore 18 in Bottega del Mondo dell'associazione Le Tribù, II Vico Abolitomonte,24 si invitano tutti, anche singoli cittadini a partecipare per contribuire a questa battaglia di democrazia.

Costituendo Comitato promotore Torre del Greco/Torre Annunziata per i 3 referendum del Forum dei MoVimenti per l'acqua pubblica.Comitato Quartiere Leopardi, Università Verde, CGIL, Giovani in Movimento, GasTorre, Le Tribù , ass. Shalom.

Comitato di sostegno MoVimento Cinque Stelle Torre del Greco, Sinistra Ecologia e Liberta di Torre del Greco, Federazione della sinistra di Torre del Greeco, Giovani democratici di Torre del Greco

04.05.10 16:00

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Commissione Ue in Campania
l'opinione di Monica Frassoni

Il viaggio di questi giorni della Commissione petizioni del Parlamento europeo in Campania è importante.

Potrebbe contribuire a smascherare la fandonia dell'avvenuta soluzione della crisi dei rifiuti.

Si dice che l'Europa è lontana dai cittadini, burocratica e complicata. L'immagine di Judith Merkies, la capodelegazione della Commissione petizioni del Parlamento europeo in questi giorni in Campania, che in stivaloni e guanti tira fuori un pneumatico dalla discarica di Terzigno e dice «questo non dovrebbe essere qui» ci fa capire che a volte proprio non è cosi. La realtà dell'emergenza rifiuti mai finita in Campania ha rappresentato per i tre deputati (una socialista olandese, la verde danese Magrete Auken e un conservatore tedesco) uno shock anche culturale oltre che una reale scoperta. Non è facile per le autorità italiane spiegare perché una discarica è sorvegliata come una base dell'esercito, perché nessuno può entrare, perché nessuno può sapere di preciso cosa ci si butta dentro, ma si deve solo fidare delle parole tranquillizzanti degli uomini di Bertolaso.

O perchè le regole europee, dalla valutazione di impatto alle norme sulle discariche e sugli inceneritori, agli obblighi di trasparenza e consultazione degli abitanti qui non valgono. E soprattutto riuscire a passare oltre al fatto che non c'è alcuna chiarezza sulla strategia che sarà seguita per affrontare i numerosi problemi aperti, a parte naturalmente continuare a scavare buche ovunque e costruire inceneritori. La realtà gridata e denunciata testardamente da gruppi di cittadini, dai comitati e anche dai Verdi europei è emersa chiarissima agli eurodeputati. Anche perchè abbiamo molto lavorato per evitare che la propaganda congiunta della Protezione civile, dei rappresentanti governativi, degli eurodeputati italiani che hanno accompagnato la delegazione potesse raggiungere il vero scopo del viaggio, almeno nelle loro intenzioni: fare ripartire i fondi europei bloccati dal 2007 a causa dell'evidente incapacità di gestione del ciclo dei rifiuti.

Cosi mi sono recata la settimana prima del viaggio della Commissione nei luoghi che essa avrebbe visitato. Insieme ai petizionari, abbiamo cercato di contrastare con dati e fatti la controinformazione che aveva fatto pensare ai più che la crisi era stata risolta per il meglio. Ora la delegazione del Parlamento Europeo dovrà trarre le conclusioni della sua missione, anche alla luce delle competenze europee e della sentenza di condanna sulla gestione della crisi dei rifiuti arrivata il 4 marzo scorso dalla Corte di Giustizia. Perché una cosa ci é molto chiara da anni: oltre ai politici inetti, ai media servi, alla camorra c'è un altro attore responsabile dell'emergenza rifiuti: le istituzioni dell'UE e in particolare la Commissione.

La "custode dei trattati" per anni si è limitata ad alcuni interventi prudenti e molto formali. Solo quando la crisi era nei Tg di tutto il mondo, il Commissario all'Ambiente Stavros Dimas ha reagito pubblicamente, ha inviato una missione in Campania e ha portato l'Italia alla Corte di Giustizia per l'inadeguatezza della gestione e per le conseguenze sulla salute dei rifiuti in tutte le strade di Napoli per settimane e settimane. Ma in seguito la Commissione è stata presa nella trappola dell'emergenza e ha accettato di chiudere tutti e due gli occhi sulle anomalie del decreto rifiuti e sulla gerarchia stabilita per legge europea nella gestione dei rifiuti: riduzione, riuso, raccolta separata e riciclaggio e solo dopo incenerimento e discarica, accettando la strategia "inceneritori e discariche" come la via più breve per togliere i rifiuti dalle strade.

Questa è la ragione per cui il viaggio della Commissione è così importante. Potrebbe contribuire a smascherare la fandonia dell'avvenuta soluzione della crisi dei rifiuti. E potrebbe fare in modo che le autorità campane e nazionali si convincano che se non vogliono rischiare di essere di nuovo portate alla Corte di Giustizia, con la concreta minaccia di pesanti sanzioni finanziarie, devono cambiare passo. Non ci sono scorciatoie, bisogna applicare le regole europee: ridurre la produzione, spingere la raccolta differenziata con una rete adeguata di impianti per il riciclaggio e il compostaggio. Spendere i soldi europei per bonificare e chiudere le discariche illegali e gestire in modo sicuro quelle ancora necessarie. Tutto questo riporterebbe l'Italia nella legalità europea.
Monica Frassoni (copresidente Partito verde europeo)


articolo tratto da: Terra

03.05.10 11:45

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Articolo tratto da www.decrescitafelice.it

"Gli Italiani sono gente d'autostrada. Abitano un paese dove i flussi veloci hanno desertificato il territorio e ucciso i capillari, per poi andare anch'essi in sclerosi. L'apoplessia di un sistema-paese". Paolo Rumiz: La leggenda dei monti naviganti Feltrinelli

Una delle strade più belle d'Italia è la Strada Statale 163 Amalfitana, cioè la Meta Vietri sul Mare.

Questa famosa strada collega i vari centri della Costriera Amalfitana. È una strada "impossibile", nel senso che è abbarbicata sulla roccia della quale sfrutta ogni anfratto ed ha quindi una corsia, piuttosto ristretta, per ogni senso di marcia. Quindi da un lato la roccia e dall'altro il golfo più bello del mondo. Una strada impossibile ma imperdibile! Se poi ci mettete che le più belle località di villeggiatura come Positano, Furore ed Amalfi sono su questa strada, e che la stessa Ravello è sulla S.S.373 (che è una diramazione della S.S. 163), capirete come il richiamo di questa zona sia fortissimo anche per il più solitario dei wanderer.

Come godere pienamente delle bellezze della zona senza perdere il senno alla guida della propria odiatissima automobile? Semplice la risposta: utilizzando gli autobus di linea della Sita Campania.

La Sita è una società appartenente al gruppo Ferrovie dello Stato e fa servizio in varie regioni italiane: Basilicata, Campania, Toscana e Veneto. Il sito è un po' "old style" ma in fin dei conti chiaro e dettagliato soprattutto se lo si consulta con una cartina stradale a portata di mano perché la rete di linee è in genere molto capillare.

In Campania, una terra dove i mezzi pubblici "pullulano", la Sita si fa in quattro ed offre una pletora di orari tutti da consultare per viaggiare con la fantasia. La grande abbondanza di corse permette alla direzione della Sita di proporre biglietti giornalieri a costo fisso, interessantissimi per chi vuole fare una sorta di turismo di "piccolo cabotaggio". Per esempio io, per viaggiare liberamente per 24 ore sulla Costiera Amalfitana, ho comprato già a Napoli un biglietto dal nome meraviglioso: "Unico Costiera" che mi ha permesso di prendere liberamente tutti i bus della zona per 24 ore dalla prima obliterazione. Il costo dell'Unico Costiera è di soli 6 euro.

Positano
Se vi trovate di passaggio a Napoli e dovete continuare il vostro viaggio per il sud, fate una bellissima deviazione e godetevi la Costiera
Ma procediamo con ordine. L'asse portante del trasporto pubblico della Costiera è in buona sostanza la somma di 2 linee: la Sorrento-Positano-Amalfi che poi continua con la Amalfi-Maiori-Salerno. L'orario estivo prevede bus in partenza da Sorrento per Amalfi ogni mezz'ora e bus da Amalfi a Salerno ogni ora.

Quindi, se vi trovate di passaggio a Napoli e dovete continuare il vostro viaggio per il sud, fate una bellissima deviazione e godetevi la Costiera come ora vi racconterò.

Per chi raggiunge Napoli col treno, la maniera più comoda per arrivare a Sorrento è la Circumvesuviana.

Dando le spalle ai binari della stazione centrale di Napoli, sulla sinistra c'è il corridoio che porta alla stazione della Circumvesuviana dove troverete un buon ufficio informazioni ed un'efficiente biglietteria. Se domandate vi suggeriranno di acquistare il biglietto della Circumvesuviana da Napoli a Sorrento che costa 3.30 euro e vi venderanno anche un Unico Costiera che come detto per 6 euro vi permetterà di scorrazzare per tutte le linee della Costiera.

Il capolinea è al centro di Sorrento e proprio fuori la stazione c'è la palina da dove partono i bus per Amalfi. Il tutto è pratico e molto semplice. Pensate che grazie ai numerosi stranieri che usufruiscono di questo servizio, di solito si organizza una coda per salire sui mezzi rispettando la precedenza di arrivo. Ecco, proprio i turisti stranieri non credono ai loro occhi quando per pochissimi euro possono accedere ad un servizio così impeccabile e per di più viaggiando su autobus nuovi, puliti, ben arieggiati se non climatizzati come quello che mi ha accolto a bordo.

Vietri sul mare
La corsa da Sorrento ad Amalfi dura circa 100 minuti e se sedete sul lato destro dell'autobus, rispetto al senso di marcia, godrete degli strapiombi sul mare blu
Gli autisti sono il non plus ultra in termini di qualità della guida e di disponibilità nei confronti dei passeggeri. La corsa da Sorrento ad Amalfi dura circa 100 minuti e se sedete sul lato destro dell'autobus, rispetto al senso di marcia, godrete degli strapiombi sul mare blu, mentre a sinistra avrete le rocce del promontorio. La strada come detto è strettissima, ma gli autisti guidano in maniera impeccabile ed il passeggero si gode il viaggio. In un battibaleno si arriva ad Amalfi dove c'è un piazzale nei pressi dell'imbarcadero turistico che finge da autostazione.

I bus fanno manovra ordinatamente tra le frotte di turisti che poi sciamano o verso gli innumerevoli stabilimenti balneari o verso il Duomo, la cui visita da sola giustificherebbe il viaggio. Amalfi è accogliente con i turisti. Il mare è blu e molto invitante. Dopo una sosta si può prendere il bus per Salerno che raggiunge il capoluogo di provincia passando per Minori, Maiori, Cetara, Vietri sul Mare e facendo capolinea sul bel lungomare di Salerno all'altezza della Stazione Ferroviaria che dista circa 30 metri. Da Salerno si può riprendere il viaggio verso il sud dopo che vi siete concessi una piacevole deviazione sulla Costiera Amalfitana.

02.05.10 00:15

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domenica 2 maggio 2010
Ora: 10.00 - 13.00
San Giorgio a Cremano
Piazza Troisi
piazza Municipio
via Manzoni n.96, di fronte Farmacia

Si mobilitano le associazioni e gruppi locali per la
raccolta firme per il referendum contro la privatizzazione dell'acqua promosso dal Forum dei Movimenti per l'Acqua
www.acquabenecomune.org

Possono Firmare coloro che hanno compiuto 18 anni!
Per poter apporre la firma per sostenere le 3 proposte referendarie è necessario un documento di riconoscimento (la carta d'identità, il passaporto, la patente di guida, la patente nautica, il libretto di pensione, il patentino di abilitazione alla conduzione di impianti termici, il porto d'armi, le tessere di riconoscimento, purché munite di fotografia e di timbro o di altra segnatura equivalente, rilasciate da un'amministrazione dello Stato.)
Comitato San Giorgio Pro Referendum Acqua

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01.05.10 13:20

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