Provo a far chiarezza sulla polemica sorta sulla liberalizzazione delle nascite, in seguito ad un mini-post del blog di Grillo, ripreso dal TG di La7.

Innanzitutto spiego brevemente di cosa stiamo parlando. In molti stati i princìpi riguardanti l'acquisto e la perdita della cittadinanza sono stabiliti a livello costituzionale, in altri invece, tra i quali il nostro, la disciplina è interamente demandata alla legge ordinaria. La scelta fondamentale che si trovano a fare gli ordinamenti è quella tra ius sanguinis e ius soli. Il primo presuppone una concezione oggettiva della cittadinanza, basata sul sangue, sull'etnia, sulla lingua e porta al mantenimento della cittadinanza dei genitori. Lo ius soli presuppone, invece, una concezione soggettiva della cittadinanza, in quanto comporta l'acquisizione della cittadinanza del Paese in cui nasci (anche se i genitori non la dovessero possedere). Attualmente la maggior parte degli stati europei adotta lo ius sanguinis, con la rilevante eccezione della Francia, che lo adotta dal 1515.

Occorre fare una premessa: esistono argomenti nobilissimi ma altrettanto delicati, che vengono usati come armi di distrazione di massa. Dall'aborto all'eutanasia, fino ad arrivare alle questioni di immigrazione e cittadinanza. In Italia vengono messi in mezzo per il solo scopo di dividere l'opinione pubblica tra sinistrorsi e destrorsi, per spartire i voti, non a caso sono jolly che escono dal mazzo sempre in momenti delicati dove si dovrebbe discutere d'altro. E' proprio questo che Grillo sottolineava col post: "La cittadinanza a chi nasce in Italia, anche se i genitori non ne dispongono, è senza senso. O meglio, un senso lo ha. Distrarre gli italiani dai problemi reali per trasformarli in tifosi. Da una parte i buonisti della sinistra senza se e senza ma che lasciano agli italiani gli oneri dei loro deliri. Dall'altra i leghisti e i movimenti xenofobi che crescono nei consensi per paura della "liberalizzazione" delle nascite."

Un gioco da ragazzi realizzare un servizio televisivo e fare da sponda a politici alla frutta, di schieramenti opposti ma, all'evidenza dei fatti due facce di una stessa medaglia. L'attenzione è volutamente sul "non ha senso", inducendo alla facile equazione "non ha senso dare la cittadinanza immediata ai figli di stranieri = razzismo". Mi chiedo perché certi TG di parte (o partito?) non parlino ad esempio del perché i radicali dichiarino di essere contro il rimborso pubblico ai partiti, pur intascandolo. E non sottolineino che l'unica entità politica a non prenderli (vivendo sulla spontanee offerte dei sostenitori) sia il Cinque Stelle.

La verità è che basta un alto gradimento nei sondaggi, per essere strumentalizzati alla prima pseudo-occasione. Avrebbero potuto intervistare, se non Grillo stesso, un Consigliere del MoVimento, visto che il diritto di cittadinanza è all'Ordine del Giorno del Comune di Torino per l'adesione alla campagna "L'Italia sono anch'io". I MoVimentisti piemontesi ne stanno discutendo on line da giorni, Consiglieri compresi. Vi invito a leggere anche solo qualche post.

La Legge Ordinaria sul tema non da la cittadinanza immediata a figli di stranieri, ma permette l'acquisizione nei seguenti modi:
«La cittadinanza, ai sensi dell' articolo 4, c.2 e dell'art. 9, della Legge 91 del 5 febbraio 1992 e successive modifiche e integrazioni, può essere concessa:
Allo straniero che risiede legalmente da almeno 10 anni nel territorio italiano (art.9 c.1, lett.f)
Allo straniero nato in Italia, che vi abbia risieduto legalmente senza interruzioni fino al raggiungimento della maggiore età, se dichiara di voler acquistare la cittadinanza italiana entro un anno dalla suddetta data (art.4, c.2). »
E' evidente che, ad oggi, sebbene il percorso sia più lungo rispetto ius soli, ma efficace. Servirebbe semplicemente limare la burocrazia italiana perché i principi vigenti sono più che democratici.

A riprova del fatto che il servizio fosse strumentale ad uno sciacallaggio mediatico, in risposta Grillo ha pubblicato un articolo di Giovanni Sartori del Corriere della Sera ed il titolo del post è "Una soluzione di buon senso". Mi preme evidenziare un passaggio "Inghilterra e Francia sono a oggi i Paesi più "invasi" (anche per via della loro eredità coloniale) e oramai accomodano una terza generazione di immigrati da tempo accettati come cittadini. La sorpresa è stata che una parte significativa di questa terza generazione non si è affatto "integrata". Vive in periferie ribelli e ridiventa, o sempre più diventa, islamica. Si contava di assorbirli e invece si scopre che i valori etico-politici dell'Occidente sono più che mai rifiutati.

Che senso ha, allora, trasformare automaticamente in cittadini tutti coloro che nascono in Italia, oppure, dopo qualche anno, chi risiede in Italia? Ma è bene leggerlo tutto, per iniziare a capire che le risposte immediate o, peggio ancora, indotte, non sono necessariamente corrette. E' fin troppo semplice dire di si allo Ius soli, senza prima conoscere bene il tema, solo perché il contrario sembrerebbe essere razzisti. Nulla di più falso. Una soluzione va trovata, se ne deve discutere così come il Cinque Stelle sta facendo.

E qui torna il discorso degli attacchi a Grillo: molti MoVimentisti soffrono la continua omologazione con il fondatore, che i media propinano come il Leader di Partito. Se così fosse le scelte le farebbe lui, invece sono i Consiglieri a prenderle, interrogando con regolarità la base e facendosi dunque un giudizio nel quale avranno inciso l'elettorato ed i simpatizzanti. La sindrome da "giustificazione rispetto alla posizione di Grillo" sta andando sempre più assottigliandosi, grazie ai Consiglieri (vedi Giovanni Favia, vedi Davide Bono) che iniziano a dividersi la comunicazione nazionale per gli incarichi che ricoprono egregiamente insieme ad altri, oscurando così il fondatore del MoVimento. Dopo le Elezioni Politiche sarà ancora più evidente.

Dedico l'ultima parte alla Signora Livia Turco (PD), che nel servizio di La7 fa la buonista per necessità (voti), così come il Signor Fabio Granata (fino all'altro ieri alleato con la Lega Nord). La Legge Napolitano-Turco (L. 40/1998) istituì i CIE (centri di identificazione ed espulsione). Cosa sono? per ospitare gli stranieri "sottoposti a provvedimenti di espulsione e o di respingimento con accompagnamento coattivo alla frontiera" nel caso in cui il provvedimento non sia immediatamente eseguibile.

Nell'ordinamento italiano i CIE costituiscono una grande novità:
sono stati istituiti in ottemperanza a quanto disposto all'articolo 12 della legge Turco-Napolitano: prima non era mai stata prevista la detenzione di individui se non a seguito della violazioni di norme penali. A tutt'oggi i soggetti prigionieri nei CIE non sono considerati detenuti, e di norma vengono eufemisticamente definiti ospiti della struttura. Questa anomalia, oltre alla violazione di norme umanitarie, ha provocato aspre critiche nei confronti dei centri.

E per concludere: "Chi non ha modificato la Bossi-Fini 2006 al 2008 pur potendolo fare?". Un certo PD, all'epoca Unione, che davanti alle telecamere fa dichiarazioni porta voti, ma quando è nelle stanza dei bottoni vira sui propri interessi.

Massimo Samuel Di Vito - MoVimento Cinque Stelle Napoli

27.01.12 17:54

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I commenti al post

Beppe hai tutta la mia soliderietà e la mia convinzione gli ipocriti abboccano e si fanno sodomizzare senza accorgersene grazie di esistere

Perfetto, più chiaro di così non si può.

riflessione assolutamente corretta :)

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