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Procedono a gonfie vele i lavori della Commissione Ambiente della V Municipalità per predisporre la raccolta degli "oli esausti" nella zona collinare

Procedono a gonfie vele i lavori della Commissione Ambiente della V Municipalità Vomero Arenella per "istituzionalizzare" la raccolta di oli esausti nella zona collinare.

Soddisfatto il consigliere del Movimento Cinque Stelle, Mariano Peluso, da sempre particolarmente sensibile alla tematica in questione: "Ieri mattina in Commissione Ambiente, è stato convocato il dott.Petrone, responsabile area tecnica di ASIA. Petrone si è complimentato per la nostra proposta di installazione di contenitori per l'olio esausto all'interno delle sedi della municipalità".

"Il documento, presentato lo scorso 19 gennaio e rimandato in commissione per stabilire meglio le competenze di Asia in materia, - spiega Peluso a Napoli Today - sarà riproposto in Consiglio per essere deliberato quanto prima".

"Siamo solo in attesa di conoscere l'azienda partner di Asia, che nella raccolta risponda in pieno a tutti i nostri requisiti. Sarà loro, infatti, il compito di raccoglierlo (anche se erroneamente alterato), di fornirci i contenitori da 500 litri e le locandine da affiggere nei condomini per la comunicazione ai cittadini", la conclusione del leader collinare del Movimento Cinque Stelle.

Fonte: NapoliToday

01.02.12 09:37

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Acquisti,metà in euro e metà in «scec»
Un «buono» per fare pagamenti ridotti

Colorati e di diverso colore integrano la moneta
corrente nel coprire il costo di un bene o di un servizio
In Italia 15.ooo soci e 3000 aziende. In centro è già boom


NAPOLI -- Un pagamento «solidale» per rendere il costo della vita più accessibile in un momento di grande crisi. Nasce da qui l'idea tutta napoletana di creare lo «Scec», una sorta di «moneta» che può essere utilizzata per saldare parte di una prestazione professionale o di un bene, salvando in questo modo il potere d'acquisto dei consumatori. Menti, di quello che ormai è un trend irrefrenabile: Aniello De Gennaro, Fabio Filippi, Giacomo Faiella, Vittorio Di Resta e Luca Vannetiello assieme all'associazione Masaniello.

E proprio Vannetiello, medico chiropratico, spiega la genesi e il segreto di un successo in rapida ascesa: «Il progetto è nato a Napoli e proprio per questo i primi Scec sono stati realizzati usando immagini a noi molto vicine. Tra quelle più note: la dea Partenope, il Vesuvio o Masaniello. Poi, visto che si affrontava un tema molto diffuso e particolarmente sentito, il tutto si è rapidamente esteso, allargandosi in tutta Italia. In questo, il ruolo di internet è stato essenziale. Molte associazioni che avevano ipotizzato di sviluppare iniziative analoghe hanno infatti colto la palla al balzo mettendosi in contatto con noi».

Ed è così che è nato quello che ora viene definito l'arcipelago dello Scec; in sostanza un coordinamento nazionale grazie al quale ogni regione si configura, appunto, come l'isola di un arcipelago. «Tengo a precisare -- continua Vannetiello -- che gli Scec non sono delle vere e proprie monete. Non possono essere convertiti con alcuna valuta, né si possono usare in modo esclusivo per acquistare un bene. E' più corretto parlare di una sostituzione di prezzo, nella quale ogni Scec vale un Euro». E il mondo degli Scec è veramente ampio e dettagliato, come è semplice capire se ci si collega al sito www.scecservice.org. Dal portale si possono infatti attingere informazioni di ogni genere sul progetto e, soprattutto, si può scegliere di iniziare a provare questa innovativa metodologia di acquisto. È bene chiarirlo, senza cacciare un solo Euro. Basta registrarsi e immediatamente si ottiene un vero e proprio conto corrente con 100 Scec, che possono poi essere riscossi presso alcuni «Scec point» della città. Tutto incomincia da qui, e il concetto è molto semplice. «In sostanza -- dice ancora il medico -- una parte del prezzo viene sostituito con un prodotto che ha delle caratteristiche. Una particolarità dello Scec è che non si lega al debito, un fatto non da poco se si considera che oggi giorno non esiste settore che non sia inquinato da meccanismo del debito. E poi, tutti possono decidere di entrare a far parte di questo mondo».

In altri termini, qualsiasi professionista o titolare di un esercizio commerciale può decidere di adottare il sistema ed esigere dal consumatore, o dal cliente, solo una parte del prezzo in euro, sostituendo la differenza con Scec che poi a sua volta userà per acquistare parte di un altro bene o servizio. Un sistema che in Italia è stato adottato da più di 15mila soci, con tremila aziende iscritte. E solo tra Napoli e provincia ha coinvolto già più di 500 attività commerciali. Tra i più noti sostenitori in città, la cartoleria Fratelli Amodio di Portalba, le librerie di Dante e Descartes, la libreria Treves. E ancora le pizzerie I Decumani e Fratelli Sorbillo. La lista completa dei punti dove «spendere» i propri Scec è disponibile sul sito web, dove peraltro si può trovare risposta a qualsiasi altra domanda per iniziare a risparmiare

Raffaele Nespoli
13 gennaio 2012

15.01.12 15:55

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Cronache di Napoli, 7/1/2012

10.01.12 20:29

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Il caso di Barano e le domande di Bruxelles

Che i fondi europei in Italia vengano troppo spesso mal gestiti è cosa purtroppo nota, le indagini "scippate" all'ex PM De Magistris sull'utilizzo dei fondi UE in Calabria ne furono l'ennesima conferma. Quello che però il contribuente italiano ed europeo si aspetta è che su tali finanziamenti di milioni e milioni di euro ci sia un controllo per evitare il ripetersi di tali abusi.

Sembra invece che nessuno voglia o possa intervenire per garantire la regolarità e il corretto utilizzo di tali fondi. Un caso emblematico ci arriva dall'Isola d'Ischia. Sotto il ponte della famosa fonte termale di Nitrodi, nel Comune di Barano, vi è una targa con tanto di logo dell'allora Comunità Europea su cui è riportato "miglioramento delle condizioni di fruibilità del territorio, finanziamento del Fondo sociale europeo, quadro comunitario di sostegno 1994-1999, ponte di Nitrodi - Barano - Ischia".

I ragazzi del Movimento 5 Stelle dell'Isola d'Ischia hanno verificato con una spedizione sul campo di cui è disponibile anche un video come già nel 2007 la situazione fosse di degrado assoluto con scarichi di non meglio precisati liquidi maleodoranti, resti di tubature di condotte precedenti lasciati sul posto e vere e proprie "discariche" a cielo aperto, il tutto che ovviamente si riversa a mare. Non è chiaro quindi in cosa sarebbero dovuti consistere i famosi lavori di "miglioramento delle condizioni di frubilità del territorio" finanziati dall'UE considerato che queste restano ancora da migliorare e di molto.

L'Autorità di Gestione dei POR Campania, sollecitata più volte sulla questione, non ha mai ritenuto di dover dare risposte. Il "bello" è venuto invece quando la Commissione Europea ha preso visione del video e della denuncia realizzati dal Movimento 5 Stelle. Questa si è detta "sorpresa" e ha informato di non avere cognizione diretta di quanto viene finanziato con risorse comunitarie (sembra paradossale ma è così). La selezione dei progetti infatti spetta esclusivamente alle autorità locali (in questo caso alla Regione Campania) e lì dove la Commissione interviene con controlli a campione è sulla verifica della correttezza della spesa (ma non sulla sua opportunità!)

Sembra però che a Barano l'abbiano fatta proprio grossa, il finanziamento del Fondo Sociale Europeo appare piuttosto improbabile per stessa ammissione degli addetti ai lavori di stanza a Bruxelles in quanto, tranne determinate eccezioni, questo fondo non si occupa mai del finanziamento di infrastrutture, che rimangono invece di competenza del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (ma anche su questo restano aperti tanti interrogativi).

La Commissione ha quindi preso carta e penna e ha scritto alla Regione Campania per chiedere di sapere cosa sia stato finanziato con il POR Campania 94/99 a Barano nell'ambito dell'azione "miglioramento delle condizioni di fruibilità del territorio".

Non resta quindi che attendere sapendo di poter contare ancora sulle istituzioni europee che contrariamente a quelle nostrane, non ignorano il cittadino. Nel frattempo però spontaneamente viene da chiedersi se sia normale che dei cittadini debbano sostituirsi alle "autorità di controllo", alla Magistratura, all'OLAF e via dicendo, il cui compito dovrebbe proprio essere quello di verificare l'esistenza di presunte frodi e individuarne i responsabili.

Fonte: Fattoquotidiano.it

26.12.11 15:30

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18.10.11 20:25

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av_31ago2011.jpg

01.09.11 10:25

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Il consigliere circoscrizionale alla V Municipalità Vomero Arenella, Mariano Peluso ha commentato sul blog del Movimento Cinque Stelle, la seduta di martedì 19 luglio, utile all'approvazione del bilancio municipale.

"All'apertura del Consiglio, il presidente Coppeto ha confermato la decisione di Palazzo San Giacomo di tagliare 1 milione di euro alle municipalità. C'era poco da dibattere in quanto il bilancio era stato già approvato dal Comune. Per cui il consigliere dell'opposizione Marone, ha cominciato a sottolineare l'inutilità dell'incontro", dice Peluso.

"Si è aperto così un dibattito puramente politico sulle scelte di questa nuova giunta. Gli attacchi di Marone sono forti, ma non suscitano alcune preoccupazione. Per quasi tutti i presenti era un film già visto, un vecchio copione. Io osservavo la scorrettezza dei consiglieri di entrambe le parti che chiacchieravano senza preoccuparsi di mancare di rispetto al collega che parlava. Chi gioca a sudoku, chi sta al telefono con la moglie e ci litiga, chi dopo solo 40 minuti se ne va senza un motivo, senza salutare (Sasso e Scarfiglieri del PdL). Insomma una vera baraonda", la riflessione del consigliere del Movimento Cinque Stelle.

"Il mio intervento ha denunciato lo scollamento totale di questo consiglio dai problemi reali del territorio. E ho suggerito di non chiedere soldi al sindaco, ma di cercare di autosostenerci con dei progetti, come solare e mini-eolico su tutti gli edifici municipali. Insomma un po di concretezza e di idee in un consiglio dove si preferisce giocare al "piccolo politico", conclude Peluso

01.08.11 16:35

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Prima diretta streaming su web del nuovo Consiglio Comunale di Napoli, il MoVimento Cinque Stelle c'è.
da Corriere del Mezzogiorno
"..un mezzo passo falso per la diretta web della seduta: troppi i contatti (15 mila) e il server è andato avanti a singhiozzo, con delusione dei tanti curiosi. Ci ha pensato il movimento 5 stelle sul suo sito ufficiale a garantire una diretta senza interruzioni."

Leggi tutto l'articolo

16.06.11 12:10

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corriereAV.jpg

06.06.11 15:15

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E' ufficialmente partita la campagna per la consultazione referendaria del 12 e 13 giugno e a Napoli i sostenitori del sì fanno propaganda in maniera abbastanza insolita per una città abituata alle congestioni del traffico automobilistico.

Al centro della mobilitazione, in particolare, il tema dell'acqua pubblica, come spiega questo attivista. Sabato 4 giugno la 'critical mass' "Critichella 2011", appuntamento per tutti i ciclisti alle 11 in piazza del Gesù


Fonte: Repubblica.it

03.06.11 15:10

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26.05.11 16:05

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14.05.11 18:06

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Il servizio di Napoli Tv sulla chiusura della campagna elettorale a Piazza del Gesu' a Napoli.
La "grande festa a zero sprechi". Oltre all'intervista a Grillo NapoliTV da' spazio alle cinque stelle del Programma ricordando che è stato scritto in rete dai cittadini , i candidati tutti incensurati.
Le idee di presente e di futuro per Napoli e l'intervento di Gianluca Picone - imprenditore alberghiero napoletano - sulla sostenibilita'.

13.05.11 22:20

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05.05.11 15:20

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di Cristian Messina
L' esponente del "Movimento a 5 stelle" a 360° sui temi legati all' ambiente: Pubblicizzare un ' Isola senza bottiglie di plastica garantirebbe un ritorno d' immagine enorme.


Ischia isola verde non solo a parole, ma anche nei fatti: è questa una delle prime, vere speranze del 2010. Dopo un anno pesante, segnato anche dal problema rifiuti, dall'abusivismo edilizio e da dissesti idrogeologici, la via della valorizzazione ambientale sembra dunque quella più naturale. Una via alternativa, una svolta ecologica fatta di energie rinnovabili e, nel nostro caso specifico, soprattutto di politiche volte a valorizzare il territorio e non a deturparlo.
Un po' di Copenaghen anche qui, perché il discorso energetico tocca, con tutte le differenze del caso, anche noi da vicino: il problema del Black-out estivo ha infatti reso evidente la fragilità della nostra dipendenza energetica dalla terraferma, che ci condiziona e che magari inquina anche i nostri mari.
Ma adesso ci attendono prospettive e soluzioni fino a qualche anno fa impensabili: "Renderci indipendenti e produttori noi stessi di energia rinnovabile è un passo importante, che avrebbe dei risvolti non solo ecologici ma anche economici", afferma Davide Iacono, uno degli esponenti del "Movimento a 5 stelle, amici di Beppe Grillo". "Con le energie rinnovabili ci può essere un vero e proprio guadagno: con un impianto fotovoltaico, dopo aver ammortizzato la spesa in sette anni, si può guadagnare, e bene, grazie al "conto energia", un meccanismo che ti incentiva a produrre proprio in vista di benefici futuri".
Un sistema, questo, dall'impatto ambientale positivo e di facile impiego, "poco invasivo (a differenza dell'eolica) e che necessita di minore manutenzione rispetto al geotermico, che qui ad Ischia è utilizzato male perché quasi mai abbinato proprio al fotovoltaico, creando così un paradossale consumo eccessivo d'energia per produrne altra". Sprechi come questi nascono ovviamente da una cattiva informazione, che sembra quasi rispecchiare certe prese di posizione nazionali, tra la cecità difronte ai possibili danni ambientali futuri e il sostegno al nucleare, "che ha bisogno di un periodo di progettazione e costruzione lunghissimo".
Un vero e proprio sperpero di soldi, secondo Iacono, che considera così pure il metanodotto, arrivato anche qui da noi e "presentato con termini inappropriati come sostenibilità ambientale ed energia rinnovabile, quando invece sarebbe da ritenere pericoloso, invasivo e costoso". Ma, aldilà delle considerazioni personali, quello che veramente conta è sensibilizzare l'isolano ad un maggior rispetto di sé e del territorio, magari mostrandogli gli effettivi guadagni ambientali ed economici (personali, turistici).
Per assolvere a questo scopo, le istituzioni devono farsi portabandiera di una possibile svolta che rafforzerebbe il turismo e l'immagine di Ischia, "perché la leggerezza dei piani alti nell'affrontare certe questioni si traduce poi in quella dei cittadini, con conseguenze deleterie come la passata crisi rifiuti, che ha denotato una mancanza totale (soprattutto locale, campana) d'interesse per il territorio." A tal proposito, la differenziata può essere migliorata, rendendo il cittadino parte ancora più attiva del processo, "magari disincentivando (con opuscoli ecc.) l'acquisto di certi prodotti che sono più dannosi per l'ambiente. Pubblicizzare per esempio un'isola senza bottiglie di plastica colpirebbe molto il turista di turno."
Tutto ciò gioverebbe all'immagine di Ischia, Iacono ne è certo, che proprio in questa ottica non dimentica il mare e considera "il golfo di Napoli ormai saturo, tra condotte (che se guaste rilasciano liquidi tossici) e scarichi", concretizzazione, questi ultimi, dell'annosa mancanza di sistemi di depurazione efficienti.
Ischia che è infine anche luogo di abusi edilizi, punta dell'iceberg di un mancato o forse perverso amore per la propria terra, teatro soprattutto di anomalie assurde e meno di necessità. "Sono convinto che il 30% delle abitazioni siano chiuse 10 mesi l'anno: questo determina una mancata valorizzazione di un numero di case certamente sufficienti a soddisfare tutti gli isolani, quando in realtà molte coppie, che non possono comprare case a cifre folli, si ritrovano a dover scegliere tra l'illegalità e abbandonare la propria isola."
E anche qui ci sarebbe bisogno di un esempio che parta dalle istituzioni, magari attraverso l'edilizia popolare. Perché le rivoluzioni partono anche dall'alto e probabilmente con una politica ambientale più accorta e pulita si potrebbero evitare le spese sostenute per riparare i gravi danni causati dalla mala gestione e dall'inquinamento.

Certo è strano, ma in quell'Italia considerata da Rifkin "l'Arabia Saudita dell'energia rinnovabile", i passi da fare per arrivare al livello della Germania sono ancora tanti.
Ed è così anche per Ischia.

Fonte:DomaniDomani

30.04.11 18:30

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