Giornalino Ottobre 2012

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Come MoVimento 5 Stelle - Gruppo di Carmagnola, abbiamo pensato di fare "un'analisi/disamina" della situazione legata alle parole del consigliere regionale dell'Emilia Romagna del MoVimento 5 Stelle, Giovanni Favia, partendo dall'intervista che lo stesso ha rilasciato ad Emiliano Liuzzi (giornalista de IL FATTO QUOTIDIANO), intervista che potete trovare al seguente indirizzo http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/09/10/favia-casaleggio-mi-faceva-terra-bruciata-attorno-diceva-che-andavo-nel-pd/348337/ .

Nel seguito la parte in "nero/corsivo" riporta integralmente quanto presente nell'articolo, mentre la parte in grassetto la nostra analisi/disamina.

"E' da un anno e mezzo che con Casaleggio non parlavo. Più persone che avevano a che fare sia con lui che con me, persone delle quali mi fido, mi raccontavano, che secondo lui ero in procinto di passare con Pd. Se con Grillo ne parlavo? Certo, ma lui cercava di tranquillizzarmi. Lo giustificava sul piano caratteriale. Con Casaleggio no, era impossibile per me parlarci. E da tempo. Ho provato senza successo. Paradossalmente ci siamo sentiti il giorno della messa in onda di Piazzapulita, prima della bufera".

Nulla di più di un dissenso interno, non si comprende tuttavia se Favia avesse timore di Casaleggio in quanto non afferma se abbia mai ricevuto ammonimenti o minacce di espulsione.

E' un Giovanni Favia più sereno, quello che concede in esclusiva la prima intervista al fattoquotidiano.it dopo giorni di silenzio. Sereno e determinato: "Nel Movimento c'è un problema di democrazia, Casaleggio ha giocato una brutta partita contro di me, ma io non me ne vado. E non mi cacceranno. Ho sacrificato 5 anni della mia vita e resto sulla luna".

Cosa intende Favia per "brutta partita"? Un'accusa senza scendere nel merito dei fatti, Favia riferisce cosa gli fa comodo, ma se esistesse un problema di democrazia avrebbe dovuto spiegare a cosa/chi faceva riferimento. Tavolazzi? Favia? Il gruppo Consiliare dell'Emilia Romagna? Una "brutta partita" in questo momento la sta giocando Favia, perché accusa una mancanza di democrazia quando il meno democratico di tutti nei confronti del MoVimento 5 Stelle è proprio lui: o i fatti non sussistono o li nasconde.

D: Partiamo dalla fine: l'intervista a Piazzapulita. Lei accusa Casaleggio e denuncia infiltrati e liste controllate, seppur fuori onda. Ascolta la trasmissione e cosa fa?
R: "In preda al panico, in uno stato precario, mando un messaggio a Beppe Grillo. Provo a contattarlo. La mia paura era aver creato un danno al Movimento".

Nuovamente, Favia non supporta le accuse con i fatti. Infiltrati? Chi quanti e dove? Liste controllate? Quante quali e dove? Da più parti in Italia le liste hanno asserito, compresa quella di Carmagnola, di non aver mai ricevuto pressioni nè sul programma nè sui candidati, allora in Emilia è accaduto il contrario? Se così è stato perché Favia non lo ha mai denunciato apertamente in rete ma si è limitato a sfogarsi fuori onda? È un ipocrita, un bugiardo o solamente un codardo che aveva paura di essere epurato? Le sue omissioni sono la vera mancanza di democrazia nel MoVimento 5 Stelle, non si può accusare un qualcosa che fino al giorno prima si è tacitamente coltivato, ovvero un rapporto privilegiato con i vertici Grillo e Casaleggio. Favia dice inoltre di aver chiamato direttamente i due fondatori del MoVimento, ma i contatti non devono avvenire solamente attraverso il blog? Questa è la dimostrazione che uno vale uno ma qualcuno vale (o valeva) più degli altri.

D: Nessuna risposta?
R: "No".
D: E Casaleggio?
R: "Stesso messaggio inviato anche a lui. Niente".
D: Rimprovera Grillo e Casaleggio per questo?
R: "Posso dire che se non avessero alzato un muro immediatamente avremmo evitato le strumentalizzazioni".
D: I suoi problemi con Casaleggio non nascono però dopo la trasmissione?
R: "No. E' da un anno e mezzo che non ci parliamo. Lui andava dicendo di un mio imminente salto nel Pd. Che quella era la mia ambizione. Niente di più falso. Ma cercava di farmi terra bruciata attorno. Per me era impossibile parlarci. Dopo un break lunghissimo di mesi paradossalmente ci eravamo parlati la sera stessa della trasmissione, poco prima della messa in onda".

Ritorniamo al solito concetto, in che modo Casaleggio ha cercato di isolare Favia? Tramite altri eletti o tramite contatti personali? Sembrerebbe la seconda in quanto oltre al fuori onda né sul blog di Grillo nè sul forum privato degli eletti è mai comparso nulla contro o pro Favia. Ci verrebbe da pensare che esistano delle dinamiche interne al MoVimento ma esterne al blog, ovvero dei contatti personali, contatti che tanto vengono osteggiati in tutta Italia, a partire dalla riunione di Rimini.

D: Dunque Casaleggio aveva sentore che a Piazzapulita sarebbe uscita una sua intervista fuorionda?
R: "Non lo so".
D: Dopo quella trasmissione gente che stava dalla sua parte è sparita?
R: "Magari fossero spariti".
D: Cioè?
R: "Sapevano benissimo come la pensavo, molti la pensavano come me molto tempo prima di quelle frasi estrapolate da un contesto più ampio, ma all'improvviso si sono messi a fare i moralizzatori. Contro di me".


Come fa Favia a sapere di avere così tante persone (anche di spicco) dalla sua parte? Forse perché esistono mailing list riservate agli esponenti di calibro, dove si affrontano discussioni sul futuro e sul programma del MoVimento a cui gli attivisti "minori" o con meno bacino di "voti" non possono accedere? È questa la democrazia a cui ambisce Favia? Una democrazia mono direzionale che accetta le esclusioni altrui ma non la sua?

D: Si riferisce a Davide Bono?
R: "Non entro in questioni personali. Non è nel mio stile".
D: Il suo futuro è nel Movimento 5 stelle?
R: "Nel Movimento 5 stelle c'è il mio presente. E comunque bisogna distinguere i due piani, quello di consigliere regionale e quello di attivista. E dopo il Movimento 5 stelle c'è solo il Movimento 5 stelle".
D: Potrebbe dimettersi?
R: "Io mi dimetto ogni sei mesi, sono un Co.co.pro., ho un contratto a progetto. Decidono i miei elettori in quella verifica. Come hanno sempre fatto".
D: Grillo e Casaleggio potrebbero fare con lei quello che hanno fatto con Tavolazzi?
R: "Non penso".
D: E' lei che ha cercato di far rientrare Tavolazzi come direttore generale del Comune a Parma: uscito dalla porta, sarebbe rientrato dalla finestra.
R: "E' falso e bugiardo, questo. Può dirlo bene il sindaco di Parma, Federico Pizzarotti. Io sono stato avvisato a proposta fatta. Ma credo che potesse essere di grande aiuto".
D: Chi fece fuori Tavolazzi? Sempre Casaleggio?
R: "Penso di sì. Le dinamiche però non furono mai chiarite".
D: Ma di affrontare l'argomento con Grillo non ha mai pensato?
R: "Beppe sapeva tutto rispetto alle mie difficoltà di rapporti con Casaleggio e rispetto ai miei dubbi sul Movimento. Che poi riguardano le scelte, la democrazia partecipata da parte della base"
.

Favia entra in contraddizione, la base non è ammessa alle scelte democratiche (ossia i due piani, quello di consigliere e quello di attivista), ma lui continua a coltivare amicizie e contatti in modo esclusivo, privatistico, senza informare i sui sostenitori ne tantomeno discutendo i temi sul blog. Cosa si tentava di organizzare? Un golpe interno tra persone così terrorizzate di perdere la poltrona da non avere la sufficiente ambizione di mettersi in gioco in prima persona e rischiare sulla propria pelle? Ha pagato uno per tutti, Tavolazzi, solamente perché ben abituato a districarsi nelle trame tortuose della politica.

D: E Grillo giustificava l'atteggiamento di Casaleggio?
R: "Minimizzava. Diceva che era il suo modo di parlare, spesso usava espressioni forti. Ma diceva che è il suo modo di affrontare le cose".
D: Casaleggio è una persona onesta?
R: "Sì. Poi io mi fido di Beppe, se lo ha scelto vuol dire che su questo non ha dubbi".

Favia si fida perché Beppe lo difende dal genitore cattivo o si fida e basta?

D: Casaleggio potrebbe diventare un problema per il Movimento 5 stelle?
R: "Lo è già un problema. Io non discuto la persona, ma metodo gestionale".

Perché? Le spiegazioni sono ben accette altrimenti rimane una considerazione personale non supportata dai fatti come tutte le accuse riportate in precedenza.

D: Che ruolo ha Casaleggio nel Movimento?
R: "Pianifica e gestisce. Non entra nel merito delle liste locali, quello no. Ma decide a 360 gradi, la linea politica, il blog, i messaggi da lanciare, la struttura dei messaggi. E' persona capace. Ma ricopre un ruolo perché all'interno c'è una lacuna in merito alla democrazia reale attraverso internet".

Ci mancherebbe che Casaleggio non possa decidere le linee guida del MoVimento: è il cofondatore dello stesso. Se a Favia non piace la linea politica del MoVimento scelga un partito. Il MoVimento 5 stelle è troppo giovane per decidere a livello italiano una linea politica condivisa. Fino ad ora le scelte sono state tutte completamente accettate dalla base. Aggiungiamo poi, che quando si condivide l'80% di un programma politico lo si condivide completamente, altrimenti avremmo 20.000.000 di partiti! Questo certamente lo ha fatto Favia, come abbiamo fatto tutti noi.

D: Dice anche a Grillo cosa dire durante gli show-comizio?
R: "Sì, molte cose le pianificano insieme, Grillo saprebbe improvvisare benissimo, ma ci sono messaggi che vengono ripetuti molte volte".

Qual'è il problema? La Lega ripete da anni la preminenza del Nord rispetto al Sud, così come Berlusconi difende la classe imprenditoriale e la sinistra i sindacati. Si chiamano cavalli di battaglia, ed esistono anche in politica.

D: Lei nell'intervista ha parlato di infiltrati e decisione dall'alto delle liste.
R: "Quella è stata una mia forzatura. Non parlavo di problemi locali, ma del futuro del Movimento in vista delle elezioni nazionali. A livello locale c'è il più alto livello di democrazia, perché noi ascoltiamo la gente sul territorio, riusciamo a interagire coi nostri elettori. A livello nazionale, come architettura logica, ci sono degli errori. Il primo è quello di non aver rinnovato la piattaforma internet e non aver dato, in vista delle elezioni nazionali, la possibilità alla nostra gente di scegliere i candidati".

Non capiamo Favia: i candidati non sono ancora stati scelti. Certo, esiste una grande incertezza in merito, ma la premiata ditta Grillo e Casaleggio ha sempre detto "come" verranno scelti, ovvero sulla piattaforma da chiunque sia iscritto al movimento e risponda a poche semplici regole. Di cosa ha paura Favia? Di essere tagliato fuori o che qualcuno scelga i nomi dal mazzo senza che lui venga consultato? Oltretutto è notizia di questi giorni che la piattaforma è quasi pronta e tra poco farà il suo esordio.

D: E' vero che il suo problema sono i due mandati? Cioè, terminato il suo lavoro in Regione non può candidarsi perché ha già fatto il consigliere comunale. Lei è un ambizioso, dicono.
R: "Rispondo coi fatti. Sono in Regione, resto in Regione. Non andrò in Parlamento, non vorrei andarci. Il mio rapporto è col territorio. I complottisti rimarranno delusi".
D: Non ha problemi di poltrone, come fa capire Casaleggio?
R: "Ho già la mia poltrona. Fossi un approfittatore mi terrei il mio stipendio di consigliere regionale, a 9000 euro al mese. Invece abbiamo lasciato che fosse la base a scegliere la nostra retribuzione, che è di 2770, il resto va e continuerà ad andare al Movimento".
D: Non andrà in altri partiti?
R: "No. Altrimenti lo avrei già fatto. Io sono sulla luna e ci voglio restare".

In questo caso Favia dimostra tutta la sua infantilità, con la quale ha attizzato un incendio, solamente perché si è sentito tradito e rinnegato dai padri fondatori, e non è nemmeno stato in grado di fare il pompiere.

D: Casaleggio le ha fatto terra bruciata attorno in questo anno e mezzo? Così sembra di capire.
R: "Sì, non ascoltava me, ma altre persone a lui più vicine".
D: Si riferisce al consigliere comunale di Bologna, Massimo Bugani?
R: "Sono cose piccole queste rispetto all'importanza del mome
nto".

Se sono cose piccole occorreva tacere fin dal principio e non fare l'isterico. Invece di predicare bene e razzolare male, occorrerebbe vuotare il sacco e raccontare i fatti di cui è a conoscenza, altrimenti è meglio tacere per sempre (ingoiare il rospo a volte è necessario).

D: Il messaggio dopo Piazzapulita è stato uno: Favia pensa una cosa in privato e un'altra in pubblico.
R: "Lo hanno detto anche altri consiglieri eletti. Mi fa ridere questa accusa. Quando sei davanti a milioni di persone, in tv, si parla di un progetto politico. Sei il Movimento. Gli sfoghi in privato sono altra cosa. Umani. E tutti li hanno. La mia colpa è stata fidarmi di un giovane giornalista che mi era entrato in simpatia".

Il problema non è lo sfogo, ma i contenuti che Favia ha omesso. Ha gettato la pietra e nascosto la mano. Se sa doveva parlare. Questo è l'unico modo che gli è rimasto per aiutare il MoVimento, visto che ormai anche in Regione ha perso credibilità.

D: Dicono anche che fosse tutto orchestrato, se è per questo.
R: "Fesserie. Ma può sembrare possibile? Il solo pensiero è un'offesa. Sono state registrate a mia insaputa. Non sapevo assolutamente nulla".
D: Ma perché non le ha risolte nelle sedi appropriate?
R: "Beppe e tutti gli altri sanno come la penso, conoscono le mie perplessità. Da molto tempo. Io la battaglia la facevo e la faccio dall'interno, il problema del rinnovo della piattaforma internet e la scelta dei candidati on line è sul tavolo da tempo. Ma non si è mai mosso niente, ma con pochi miglioramenti il sogno continua".

E per smuovere qualcosa Favia pensa bene di etichettare Casaleggio come spietato e vendicativo davanti ad un giornalista (e qui dimostra di non aver capito nulla), solo perché non condivideva il metodo Emiliano da applicare alla scelta dei candidati? Magari lo è veramente, questo lo scopriremo, ma le accuse propedeutiche sono veramente uno sfogo infantile, da bambino viziato che crede di poter ottenere tutto quello che vuole.

D: Cosa ha prodotto tutto questo caos?
R: "Che molte persone hanno paura a pronunciare il nome di Grillo e Casaleggio. E non dovrebbe esistere una cosa del genere".

L'unico che ha dimostrato di avere paura è Favia, gli altri magari ne hanno il doppio, ma non si sono mai schierati contro per poi dire solo mezze verità o ritrattare, oppure Favia sta cercando di salvare il MoVimento o per lo meno di non fare più danni di quelli che ha già provocato? Se non avesse avuto paura avrebbe dovuto rendere pubblico tutto quello che sapeva, e che lo ha indotto a definire Casaleggio in quel modo.

D: Ha influito il caso Tavolazzi?
R: "Inizia tutto da lì. Tavolazzi è stato espulso senza una reale motivazione che non è prevista da nessun regolamento. E spiegazioni non ne sono mai arrivate".

Tavolazzi ha un curriculum che al confronto Casaleggio sembra Heidi, il fatto che sia stato espulso per aver cercato di creare una corrente interna al movimento, sfruttando l'onda dell'entusiasmo politico che si veniva a creare, rappresenta senz'altro un motivo per essere cacciato. Il MoVimento si cambia da dentro, denunciando quello che Favia ha sempre assecondato, la presenza di capi e capetti ed i rapporti privilegiati con i vertici.

Riassumendo il nostro pensiero

  • Favia, come chiunque aderisca al M5S, ha il diritto/dovere di denunciare comportamenti scorretti all'interno del M5S stesso.
  • Favia, parlando dei comportamenti di Casaleggio a telecamere spente, senza contraddittorio e citando dati/fonti non verificabili, ha tenuto un comportamento sleale verso Casaleggio.
  • Favia, denunciando a telecamere spente gravi mancanze di democrazia nel M5S, ha leso l'immagine di tutti gli eletti e degli attivisti del M5S dipingendoli, di fatto, come dei burattini incapaci di intendere e di volere.
  • Favia, con le sue denunce e smentite, ha diminuito il livello di fiducia che gli elettori hanno verso il M5S senza per altro migliorare il livello di democrazia all'interno del M5S stesso.
  • Il M5S Carmagnola, anche volendo credere Favia in buona fede, è assolutamente contrario a questo modo di fare politica.

MoVimento 5 Stelle - Gruppo di Carmagnola

I nostri figli ci accuseranno

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Italia, Economia, Società

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Debito pubblico pari al 120% del PIL, da dimezzare entro il 2013.

Inflazione, malgrado la depressione, al 2,8%.

Disoccupazione giovanile (fino a 24 anni di età) al 29,6%.

Disoccupazione fino a 35 anni di età al 15,9%

Disoccupazione totale pari all'8% della forza lavoro.

Incremento PIL del 2° trimestre 2011 uguale a 0,3%, era dell'1,3 a fine 2010.

Rischio di fallimento dello Stato italiano maggiore di quello spagnolo.

Eurobond per prolungare l'agonia europea.

Si chiedono riforme strutturali all'Italia, la Marcegaglia le chiede, l'Europa le chiede, la BCE le chiede, ma che cosa sono?

A dire il vero l'Europa impone all'Italia di anticipare il pareggio del bilancio dal 2014 al 2013, di inserire l'obbligo del pareggio di bilancio nella Costituzione, di favorire liberalizzazioni e privatizzazioni e riformare il mercato del lavoro. Ecco cosa vogliono! Soprattutto gli ultimi punti, messi in fondo, perché si vergognano a dire che è quello il punto cruciale.

Il fatto che sia così, lo capiamo da Marchionne: la sua riforma strutturale è sostituire il mercato del lavoro italiano con quello americano, o meglio, tutte le industrie vorrebbero operare in deroga alle norme sindacali, alle leggi sulla sicurezza, alla lotta all'evasione fiscale, alle norme tributarie, alle norme di tutela ambientale, alle norme sulla produzione e smaltimento dei rifiuti, che siano volatili, liquidi o solidi, insomma, il ritorno alla Crescita, con la C maiuscola in Italia deve avvenire col gioco sporco, che altre nazioni europee non possono permettersi, a discapito della democrazia, della legge, dell'ambiente, della salute. Queste sono le uniche riforme strutturali possibili in queste condizioni politiche e sociali per rilanciare l'economia italiana.

Bisogna moltiplicare gli investimenti sul suolo patrio e garantire lavoro per tutti, anche per gli immigrati di qualsiasi provenienza, purché tutto si allinei ai minimi valori stipendiali possibili e ai minimi storici dei diritti dei lavoratori e dei diritti tout court. Il tutto con la massima libertà per gli imprenditori e ogni garanzia di impunità per qualsiasi delitto che possano commettere.

Senza queste premesse non esisterà la crescita, perché i lavoratori sono senza soldi, non consumano, e i disoccupati, pensionati, casalinghi continuano ad erodere i pochi risparmi di famiglia. Gli indebitati sono disperati e i benestanti stanno molto attenti a quello che fanno.

Non può crescere un bel niente in questo Paese, a discapito di chi? A chi possiamo far strapagare ciò che solo noi possediamo? Ciò che soltanto noi abbiamo, e nessun altro al mondo, è il nostro patrimonio ambientale-storico-artistico-folcloristico-religioso-turistico, nient'altro. Però questo non si può svendere, ma soltanto valorizzare nel miglior modo possibile e preservare per le generazioni future. Peccato che questo patrimonio sia seriamente minacciato e perda pezzi importanti ogni giorno che passi. Qualcuno dirà che "quando abbiamo fame, non c'importa di nulla". Ma una speranza c'è!

È la riscoperta dello spirito comunitario, cominciando a livello comunale, di borgata, di quartiere.

Un soffio d'aria nuova è arrivato alla chetichella qua e là. Si tratta delle associazioni di volontariato, che si dedicano agli altri, all'ambiente, ai servizi che lo Stato non svolge, o svolge male. Fra tutte queste, lo spirito che anima le varie Banche del Tempo gettano un seme che, nel terreno giusto, può dare frutti insperati. Intanto queste Banche (termine infelice, considerando i tempi moderni!) non maneggiano denaro, bensì il tempo che ognuno di noi può offrire in cambio di tempo altrui.

Che cosa significa?

Tutti noi abbiamo delle competenze e delle capacità, che desideriamo condividere. Semplicemente, si va alla Banca del Tempo e si offre 1, 2... 8 ore del proprio tempo per settimana, mese o, perfino, giorno, in cui ci si propone di svolgere la funzione o il servizio che ci sentiamo di poter offrire: accompagnamento di una persona anziana o disabile, farle la spesa, vigilare sui bambini, cucinare, pulire, aiutare negli studi, insegnare qualsiasi cosa, dal ballo alla cucina, dall'uncinetto all'idraulica, il tutto finalizzato a moltiplicarsi indefinitamente, man mano che aumentano i soci della Banca e aumentano le competenze e le abilità offerte, al punto di coprire ogni esigenza di una famiglia, con un semplice "do et des", un dono reciproco, che fa a meno del denaro e, alla lunga, potrebbe rivoluzionare il nostro concetto di società. Pensiamoci! Non esistono molte alternative.