MoVimento 5 Stelle Rimani aggiornato su questa lista Iscriviti al MoVimento 5 Stelle

Inserisci la tua email per rimanere informato sulla lista certificata in questo comune





Tenetemi aggiornato
Sono disponibile ad aiutare la lista

MoVimento 5 Stelle

Acqua

Carpi5Stelle News


Carpi - 

E' un po' che manco al mio dovere di fare il punto della situazione rispetto all'attività consiliare, tempo che ho dedicato alla creazione del nuovo sito di Carpi5Stelle, che spero sia pronto al più presto anche perché, come dimostra il fatto che niente di quanto abbiamo prodotto in queste settimane in Consiglio è passato sulla stampa locale, diventa fondamentale per noi del M5S avere un canale di informazione diretta e chiara con i cittadini.

Sono almeno 5 gli argomenti che hanno tenuto banco in Consiglio da gennaio e su cui vale la pena spendere due parole.
Partiamo dal fondo.

Consumo del suolo
Nell'ultima seduta è stato approvato un Piano Particolareggiato di iniziativa privata, che consente di costruire nuovi capannoni su via dell'Industria, accanto al Borgogioioso. L'occasione era preziosa per il PD, non si trattava semplicemente di approvare un piano attuativo, ma di dimostrare che alle tante parole spese in questi mesi all'insegna dello stop al consumo del suolo, seguono i fatti. Ma purtroppo i fatti non seguono e invece di smettere per davvero di consumare del territorio, il PD ha scelto di smettere di parlare di stop al consumo del territorio, almeno spero, perché ci vorrebbe una gran faccia di bronzo per venir a parlare ancora di consumo zero del territorio dopo l'ultima seduta di Consiglio.
Un merito se non altro questa delibera ce l'ha avuto: è servita a disambiguare la posizione di quelli del PD, che negli ultimi mesi parlavano con molta nonchalance di pianificazione a crescita zero, senza più entrare nello specifico di cosa intendessero per davvero con crescita zero, se cioè andasse intesa al netto o meno delle aree edificabili previste nell'attuale PRG e non ancora edificate.
Oggi lo sappiamo, ci è stato chiarito dai consiglieri del PD, che oltre a votare la delibera, hanno argomentato il loro voto a favore come un pura valutazione tecnica del piano attuativo, di conformità al Piano Regolatore del Comune. Un voto sbagliato, e per due motivi.
Il primo è stato spiegato bene dai consiglieri di minoranza: i consiglieri non siamo chiamati a fare i tecnici, ma ad esprimere un indirizzo politico.
Il secondo l'ho spiegato io: anche volendo restare sul tecnico, non sarebbero mancati ai consiglieri del PD valide ragioni per respingere l'autorizzazione del Piano Particolareggiato. Nelle premesse della delibera, infatti, viene richiamato il vigente Regolamento Edilizio comunale, e proprio nella commissione che si doveva tenere l'indomani della seduta del Consiglio, i consiglieri erano chiamati a discutere la modifica del Regolamento Edilizio Comunale e della Norme Tecniche Attuative. Ovvero il PD ha approvato una delibera con un Regolamento Edilizio che tra una settimana non sarà più valido. Quindi il PD non aveva scusanti, di alcun tipo. Se da domani qualcuno del PD vi parlerà ancora di consumo zero del territorio, vi sta soltanto prendendo in giro.

La mia dichiarazione di voto in Consiglio:


Consumo suolo seduta 13 febbraio by Miksclaud on Mixcloud

Campo Nomadi
Si è tornati sull'argomento nella seduta del 30 gennaio, c'è poco da aggiungere rispetto a quanto già detto a suo tempo, la nostra ricetta è sempre quella:
istituire un tavolo di confronto tra tutti gli attori in qualche modo coinvolti nella vicenda, al fine di pervenire ad un progetto di pianificazione partecipata.
Perché resta attuale? Perché da quando è stata emessa l'ordinanza d'urgenza di sgombero del campo nomadi ad oggi, abbiamo assistito ad un dialogo tra sordi, un accavallarsi di voci, di soggetti, di ipotesi, di grida d'allarme, e di ordinanze ecc...ecc... che hanno chiarito una volta di più quanto sia importante recuperare una capacità di dialogo e di ascolto: dell'Amministrazione con i cittadini, ma anche tra cittadini stessi, che evidentemente è andata smarrita, ammesso e non concesso che ci sia mai stata.
Da una parte i nomadi, dall'altra l'Amministrazione e in mezzo:
il Comitato di Cortile, le forze politiche, la cooperativa sociale, l'opera nomadi, i servizi sociali e, dulcis in fundo, la stampa che ha trovato pane per i suoi denti.
Una lunga catena di passaparola in cui ognuno può liberamente raccontare ciò che vuole perché tanto tutti hanno ragione e nessuno torto.
Ma un responsabile su tutti c'è ed è l'attuale Amministrazione: colpevole d'aver voluto risolvere con un colpo di mano (che forse ci spiegheremo tutti meglio a legislatura finita) un problema lasciato degenerare nel tempo, colpevole d'aver disapplicato un regolamento comunale, colpevole d'aver già speso un sacco di quattrini nel passaggio da un'ordinanza all'altra (fatti salvi quelli che spenderemo se nulla cambierà), e colpevole d'aver adottato una soluzione sbagliata come quella di permettere di costruire su via Fuochi.
Che sia sbagliato permettere di costruire lì, lo dice l'Amministrazione stessa che poco più di due anni fa ha denunciato per abuso edilizio dei cittadini che avevano realizzato uno stradello ghiaiato, non conforme alle prescrizioni del Piano Regolatore del Comune che su quell'area registra la presenza di ben 4 tipi di vincoli diversi.
Per realizzare il campo nomadi temporaneo quello stradello diventerebbe una strada da 4 a 6 metri di larghezza per non parlare del resto delle opere di urbanizzazione.
Siamo venuti a conoscenza da poco di questa singolare circostanza e ci sembra giusto chiedere lumi a riguardo con un'interrogazione.

Amianto nell'acquedotto
Abbiamo incassato il voto favorevole su una nostra mozione che chiedeva, fra l'altro, di impegnare Aimag alla redazione di un piano di dismissione delle tubazioni in cemento amianto entro giugno 2014. Una cosa semplice a cui non aveva pensato nessuno:
tutti a sparar cifre, tutti a dire che è impossibile perché troppo oneroso.
Bene, possiamo sapere quanto ci verrebbe a costare l'intervento a fronte di un chiaro piano di dismissione? Possiamo metter giù dei numeri e vedere in quanti anni un progetto di questo tipo sarebbe fattibile? Possiamo mettere i cittadini nella condizione di esprimere un parere, visto e considerato che sono i cittadini che bevono l'acqua e pagano Aimag? Non siamo abbonati alla causa dell'amianto, abbiamo semplicemente dimostrato che c'è stato un difetto d'informazione tra Aimag ed Amministrazione, tra Ausl ed Aimag, e tra Ausl ed Amministrazione, e se siamo tornati sulla questione a gennaio, è perché dei cittadini lamentavano ancora assenza di informazioni rispetto alle azioni intraprese nel frattempo dal Comune.
Qualche difetto d'informazione c'è stato a dire il vero anche nella seduta di Consiglio: si continuava a parlare, come sulla stampa, di una "sostanza" che dovrebbe risolvere il problema della presenza di amianto nell'acqua, tappando le falle nelle condutture. Ma nessuno è stato in grado di specificare cos'è questa sostanza, quasi stessimo parlando di metafisica. Abbiamo voluto informazioni più chiare a riguardo e ci sono state fornite.
La sostanza è indicata a questo link
prendete e bevetene tutti.

Piano Energetico
In Commissione consiliare ci è stato illustrato il Piano di Azione per l'Enegia Sostenibile del Comune, un piano previsto all'interno dall'iniziativa promossa dalla Commissione europea denominata "Patto dei Sindaci", in base al quale vengono stabiliti degli obiettivi di riduzione della CO2 entro il 2020. Come si vede dai grafici del piano:

grafico 1.jpg

grafico 2.jpg

per Carpi sono state fatte delle previsioni di incremento del 20% della CO2 dal 1998 al 2020, pertanto obiettivo del piano è fare in modo che il livello della CO2 nel 2020 sia pari a quello del 1998. Il punto è che, come mostra il grafico delle emissioni reali, il trend è già in netto calo rispetto alle previsioni e le ragioni sono da ricercare più nell'effetto della crisi che in quello delle azioni intraprese finora.

Ragion per cui è facile ipotizzare che gli obiettivi del piano saranno facilmente raggiunti e senza tanti sforzi.
Gli obiettivi noti come "20-20-20" cioè: 20% di riduzione delle emissioni della CO2, 20% di incremento delle rinnovabili; 20% di miglioramento dell'efficienza energetica, risalgono al 2008 e per l'epoca potevano ancora sembrare un traguardo piuttosto lontano. Ma oggi? Ormai mancano meno di 6 anni all'appuntamento col 2020, è lecito aspettarsi da un piano come questo degli obiettivi scadenzati anno per anno. E invece niente, per il PAES è previsto solo l'obbligo di fare il punto della situazione ogni 2 anni, rispetto ad obiettivi che restano fissati per il 2020.
Faccio un esempio:
a pag.45 è scritto che si prevede entro il 2020 di sostituire con led 6mila dei circa 11mila punti luce del Comune, per un impegno di spesa di €3,5milioni.
Perché allora non fare un piano di interventi spalmato nell'arco dei prossimi 6 anni? Basterebbe darsi l'obiettivo di 1000 lampade a led l'anno.
Alla manifestazione Smart City Exhibition del 2013 un tecnico di una nota azienda propose una stima di questo tipo:
una città di 80mila abitanti, che spende circa 4milioni di euro l'anno per l'illuminazione pubblica, potrebbe arrivare a risparmiare 1milione e mezzo di euro all'anno con luci a led ed un sistema di gestione intelligente dei punti luce.
Lancio un appello agli esperti in materia: i conti tornano?
Carpi spende circa €1.800.000 per l'illuminazione pubblica e per fortuna i pali sono ancora di proprietà del Comune che si occupa anche della manutenzione.

Ricostruzione
Visto che con l'avvicinarsi della scadenza fissata al 31 gennaio per presentare domanda per accedere ai contributi per la ricostruzione si moltiplicavano in rete le segnalazioni relative ad un numero ancora molto basso di domande presentate nei territori colpiti, ho presentato un'interrogazione ad inizio gennaio per conoscere lo stato di fatto a Carpi.
Il termine del 31 gennaio nel frattempo è stato spostato al 31 marzo.
Per gli edifici classificati con danno E0-E1-E2-E3 sono state presentate 62 richieste di contributo a fronte di un numero di ordinanze di inagibilità E emesse pari a 683. E sono state depositate 292 dichiarazioni di impegno a presentare domanda di contributo.
QUI trovate l'interrogazione e QUI la relativa risposta.


Carpi - 

PHOTO-curt E_pipe.JPG

Bene, ma che il pressing continui, perché seppur il progetto "Amianto, no grazie" preveda diverse misure per far fronte al rischio amianto in città, (fra queste l'apertura di uno Sportello Amianto in Comune, a cui rivolgersi per tutte le informazioni del caso, fortemente voluto dal Comitato cittadino CORA), i dubbi e le preoccupazioni che ha scatenato il problema dell'amianto nell'acqua potabile di Carpi, sono ancora tutti lì sul piatto che attendono risposte.
Il SIAN ed AIMAG hanno fatto nuove analisi ed avuto nuovi riscontri?
Non è dato saperlo.
I bambini delle scuole al termine della sperimentazione dell'acqua in bottiglia, che scade il 31 gennaio, torneranno a bere acqua dell'acquedotto?
Non è dato saperlo.
Si è scoperto in quali e quanti punti sono avvenute le rotture della rete?
Non è dato saperlo.
Il Gruppo tecnico-scientifico di lavoro che doveva studiare il problema e possibilmente prospettare qualche soluzione, ha prodotto qualche risultato?
Gli ultimi avvistamenti risalgono al 6 novembre scorso, ne dà notizia un comunicato stampa che rende nota l'ideazione di una soluzione temporanea, consistente in un non ben precisato processo di accelerazione del deposito di calcare nei tubi.
Come si aumenta il calcare nei tubi? Possiamo saperlo o occorre per forza che un gruppo consiliare faccia un'interrogazione ad hoc per avere questo tipo di informazione? E quali altre azioni ha intenzione di metter in campo questo Gruppo di lavoro? ...sempre che abbia intenzione di riunirsi ancora.
Insomma, noi la nostra parte l'abbiamo fatta:
abbiamo portata a galla un problema, ed è emerso che parte del problema è stata, volenti o nolenti, una mancata trasparenza d'informazione a riguardo.
Il problema della mancanza d'informazioni resta irrisolto, per questo e per le ragioni sopra esposte, siamo stati costretti a presentare una nuova mozione sull'amianto, nella speranza di avere risposte prima dell'attivazione dello Sportello Amianto, che nella migliore delle ipotesi diventerà operativo a giugno 2014.

CLICCA QUI per il testo della mozione


Carpi - 

amianto carpi2.png


Il Movimento 5 Stelle organizza una serata informativa sul problema dell'Amianto nell'Acqua di Carpi, con la proiezione (ad ingresso gratuito) del docufilm:
"H2A - L'acquedotto in amianto" di Giuliano Bugani, Salvo Lucchese e Daniele Marzeddu;
un'inchiesta sulla presenza di amianto nelle tubature della città di Bologna, autofinanziata grazie ad una raccolta fondi online e presentata per la prima volta ad ottobre di quest'anno, quindi, caso vuole, proprio mentre a Carpi si era nel vivo della trattazione del problema amianto nell'acquedotto cittadino.
A seguire una conferenza pubblica che vedrà fra i relatori due esperti di fama internazionale:

la Dott.ssa Fiorella Belpoggi, biologa, direttrice del Centro di Ricerca sul Cancro "Cesare Maltoni" dell'Istituto Ramazzini di Bologna,

e il Dott. Luciano Mutti, oncologo, presidente del G.I.ME. Gruppo Italiano Mesotelioma, lavora presso ASL 11 di Vercelli al Laboratorio di Oncologia Clinica.

Saranno presenti anche gli autori del film.
Al termine delle relazioni spazio al dibattito, con le domande e richieste del pubblico presente in sala.
L'appuntamento è per Giovedì 28 Novembre alle ore 20,30 presso la Sala Congressi di via Peruzzi a Carpi.

PER APPROFONDIMENTI RISPETTO ALLA SITUAZIONE DI CARPI segui i LINK sottostanti:

http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/carpi/2013/07/amianto-nellacqua-di-carpi-la-cronaca.html

http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/carpi/2013/08/credevo-che-il-problema-fosse-lamianto.html


Carpi - 

...invece il problema è come gestire le informazioni, quando sono suscettibili di generare situazioni di allarme più o meno giustificato nella popolazione o, peggio ancora, situazioni fuori controllo.

Prima la notizia:
a seguito del nostro accesso agli atti del 13 luglio, mi vengono girati i dati di Aimag, relativi alle analisi sulla presenza di amianto nella rete dell'acquedotto di Carpi (che trovate QUI). Nel fornirmi la documentazione l'Amministrazione comunale raccomanda prudenza nel diffonderli e per voce del direttore generale Corradini tiene a sottolineare che:

"Riguardo ai dati sulle analisi effettuate da AIMAG nel periodo
gennaio-marzo 2013 sulla presenza di fibre d'amianto nelle acque di
Carpi è da evidenziare che le analisi effettuate dall'azienda usano
strumentazioni diverse da quelle dell'AUSL dando risultati qualitativi
più approssimativi nei loro valori assoluti.
Proprio per questo motivo, a fronte della rilevazione della presenza di
amianto (anche se quantitativamente non precisa) è stato richiesto
all'AUSL di effettuare nuovi prelievi e nuove analisi con gli strumenti
appropriati di cui dispone.
L'AUSL ha dato corso alla richiesta effettuando nuovi prelievi nel
periodo maggio-giugno 2013 giungendo ai risultati analitici
quantitativamente attendibili già comunicati e portati anche a
conoscenza dei cittadini a mezzo stampa e mezzi di comunicazione.
Si sottolinea dunque che i dati quantitativi attendibili e tecnicamente
confrontabili sono quelli ottenuti con la strumentazione di laboratorio
dell'AUSL.
Si precisa infine, come già comunicato, che l'AUSL ha in corso un
ulteriore ciclo di prelievi ed analisi, secondo gli impegni presi di
monitoraggio intensivo del fenomeno, i cui esiti saranno disponibili nei
tempi tecnici necessari per le analisi di laboratorio."

Una raccomandazione, quella di usare prudenza, che faccio mia, e che giro pari pari a quei giornalisti che avessero la buona creanza, oltre che di riportare in maniera fedele la notizia, di leggere anche la cronaca della vicenda amianto a Carpi, che scrissi un mese e mezzo fa, e che nessuno, ripeto, nessuno, ha minimamente riportato (la trovate QUI). Questi dati di Aimag sono l'ultimo atto (per ora) di quella cronaca.
Cosa dicono?
_Che Aimag è un'azienda seria e fa controlli che non sarebbe tenuta a fare, e che sebbene siano più approssimativi di quelli di AUSL, hanno evidenziato un problema a Carpi che i controlli di AUSL del 2012 non avevano riscontrato;
_che pur non essendoci alcun rischio per la salute, questi dati vengono trattati con una tale circospezione, che viene da pensare l'esatto contrario, e quindi sarebbe proprio il caso di renderli pubblici, esattamente come vengono pubblicate tutte le altre analisi condotte da Aimag;
_che se Aimag fosse un'azienda completamente pubblica, probabilmente venir a conoscenza di certe situazioni sarebbe più semplice e tempestivo.

Tornando al problema di prima, ovvero quello di una corretta informazione in situazioni di rischio, la mia mente corre all'esempio recente delle comunicazioni della Commissione Grandi Rischi relative ai terremoti:
_ignorata per l'allerta terremoto nelle nostre zone di gennaio 2012, finito nascosto in chissà quale cassetto;
_condannata per le mancate informazioni sul terremoto dell'Aquila;
_accusata di fare inutile allarmismo da Errani e dai sindaci del cratere, allorché diramò la notizia di ulteriori rischi nel ferrarese.
Un quadro non confortante, apparentemente scriteriato, che suggerirebbe di rivedere come vengono gestite le informazioni che riguardano la sicurezza dei cittadini.
Un criterio che non s'intravede neppure nel modo in cui è stata gestita l'informazione sull'amianto nelle tubature dell'acquedotto di Carpi, perché se l'intento era non generare inutili allarmismi, l'effetto è stato l'esatto contrario.
E che dire poi delle 18 piante a rischio schianto di viale Manzoni, per le quali l'agronomo interpellato dal Comune raccomandò nell'ottobre del 2012 l'abbattimento immediato e che occorreva "avvertire la popolazione del rischio potenziale vicino agli alberi potenzialmente pericolosi"? Nessun avviso, e le piante sono state abbattute a quasi un anno di distanza.
Insomma, la sensazione è che non ci sia una regola, se non quella di trattare le masse come un qualcosa di emotivamente instabile, ignorando che viviamo nella società dell'informazione, dove, in teoria, dovrebbe esser molto più facile informare la popolazione.


Carpi - 

Street-Art-by-Nemos.jpg

Il titolo è giusto, in questo caso non stiamo chiedendo di difendere l'acqua pubblica, ma l'acqua. Costruire sui pozzi di Cognento signifca metter a rischio l'approvigionamento idrico di tutta la provincia di Modena.
NOI NON CI STANCHEREMO MAI DI RIPETERLO IN LUNGO ED IN LARGO PER LA PROVINCIA, AFFINCHE' TUTTI I CITTADINI SAPPIANO CHE RISCHI STIAMO CORRENDO, E PROMETTIAMO BATTAGLIA SE SI AVVIASSERO I LAVORI.
Di seguito un comunicato scritto da ROBERTO GALANTINI in nome e per conto del M5S di Carpi e degli attivisti 5 Stelle di Soliera.

Nei giorni scorsi, nei consigli comunali di Soliera, Bomporto e Camposanto, sono state approvate delle mozioni riguardanti la tutela delle acque destinate al consumo umano. Noi del Movimento 5 Stelle di Carpi e Soliera, che abbiamo contribuito ad informare ed a manifestare preoccupazione per il rischio principale che in questo momento sta correndo l'acqua dei comuni della Bassa modenese (cioè il rischio che venga cementificata l'area verde di protezione sulle falde di Cognento), notiamo che il contenuto di tali mozioni risulta molto vago e generico rispetto all'emergenza nota a tutti.
Siamo inoltre molto dispiaciuti che gli stessi consigli abbiano respinto, con motivazioni diverse da comune a comune, una proposta di mozione molto più chiara ed incisiva, che riassumeva cose già affermate dagli stessi sindaci alla stampa, nella quale si faceva preciso riferimento al piano edilizio pronto per le aree di via Aristotele e via Cannizzaro, in Comune di Modena. Nel testo respinto venivano evidenziati i rischi di tale operazione già sottolineati a suo tempo da ARPA, USL, AIMAG e, da ultimo, anche dall'assessore regionale all'ambiente Sabrina Freda.
La difesa dei pozzi di Cognento è una battaglia, che contrappone esigenze di sicurezza della comunità ad interessi economici di privati. Non ci sono vie di mezzo: tutela dell'acqua significa non costruire case sui pozzi, ciò è stato riconosciuto ormai da un vasto e variegato schieramento di gruppi, associazioni e forze politiche, non se ne può fare una questione di bandiera, non lo si può condizionare ad interessi di "schieramento" o di "propaganda". Conoscendo la grande capacità del centrosinistra di trovare sintesi laddove non ce ne possono essere (difesa della legalità e di Berlusconi, la pace e gli F35, i diritti umani e quello di Alfano di fare il ministro, ecc.) siamo preoccupati che questo mezzo passo indietro prepari i sindaci della Bassa a sottomettersi alle esigenze dei loro capi di Modena. Quindi preghiamo gli stessi Sindaci di dimostrare con fatti concreti se credono ancora che il diritto all'acqua dei loro cittadini sia una cosa da difendere ad ogni costo oppure no.


Carpi - 

Nell'ultimo consiglio comunale dell'11 luglio, il Sindaco Campedelli, in apertura di seduta, è tornato sull'argomento amianto nell'acqua potabile di Carpi, dopo averne dato notizia nella conferenza stampa tenutasi due giorni prima. Un atto dovuto, visto che mai prima d'ora erano risultate tracce d'amianto disperse nell'acqua della nostra rete idrica.
E' bene chiarire però che, se non era mai risultata finora presenza di amianto nell'acqua, non significa per questo che non ci sia mai stata, anzi! A giudicare da come questa notizia è venuta a galla, il sospetto di non trovarsi di fronte ad una situazione eccezionale è lecito.
Dopo l'intervento del sindaco in consiglio, ho approfittato dell'occasione per:

1°_ rivendicare come nostro, il merito d'aver dato avvio alle indagini che hanno portato alla luce il problema;
2°_ chiedere se oltre ai dati dell'Azienda USL, sono stati resi pubblici anche i risultati delle analisi di Aimag.

Rispetto al primo punto Campedelli ha negato un rapporto di causa-effetto tra la nostra interrogazione e le risultanze sull'amianto esposte in conferenza stampa;
l'annuncio sarebbe stato dato comunque, a prescindere dalla nostra domanda sullo stato di salute dell'acqua di Carpi.
Rispetto al secondo punto, invece, la risposta è stata che, se l'Amministrazione avesse diffuso solo dati di Aimag, probabilmente sarebbero stati considerati di parte e poco attendibili. Ragion per cui si è atteso il riscontro dell'AUSL e visto che i dati dell'AUSL confermano in sostanza i risultati di Aimag, non è più necessario diffondere anche quelli.

Una risposta che pone nuovi interrogativi.
_Perché, infatti, se Aimag fa abitualmente analisi sulla presenza di amianto nell'acqua, non ne diffonde i dati? Forse perché in quanto Spa è tenuta alla riservatezza
di certe informazioni?
_Perché, secondo il Sindaco, i dati diffusi da Aimag potrebbero sembrare di parte? Forse perché le nomine degli amministratori dell'azienda sono di tipo squisitamente politico?
_Perché, ancora, l'AUSL dovrebbe essere più attendibile di Aimag? Forse perché oltre ai comuni soci, l'azionariato di Aimag annovera la presenza di una società quotata in borsa e due fondazioni bancarie?
Insomma, se il Sindaco ritiene che Aimag goda di così poca credibilità presso la cittadinanza, almeno prenda atto che questo 'downgrade' di fiducia dei cittadini è una diretta conseguenza del modello di gestione dei servizi pubblici perseguito dalla sua amministrazione, in continuità con quella precedente.

Lascio a voi giudicare se e quanto la nostra attività consiliare abbia pesato sulla vicenda, e quindi quanto siano attendibili le risposte del Sindaco, ripercorrendo la semplice cronaca dei fatti.

1) Il problema della presenza di amianto nell'acqua non è nuovo e già nel 2010 avanzammo richiesta di conoscere più a fondo la situazione di Carpi.
La risposta di allora fu tranquillizzante. Nonostante a Carpi la presenza di tubature dell'acquedotto in fibrocemento si attesti attorno al 40%, l'esito dei test sull'amianto riportato in risposta, eseguiti il 16/03/2010 presso la Traversa S.Giorgio e il Piazzale Ospedale, fu negativo.

2) Il 21 maggio 2013 è stata protocollata la nostra interrogazione con la quale siamo tornati, non a caso, sulla questione, chiedendo se a seguito del terremoto erano stati registrati danni alla rete idrica con conseguente rilascio di fibre d'amianto nell'acqua.

3) La risposta a questa nuova interrogazione è del 10 giugno 2013, e non differisce granché da quella che ricevemmo nel 2010:
il SIAN (Servizio Igiene degli Alimenti e Nutrizione) dalle analisi fatte a luglio 2012 non ha riscontrato presenza di amianto nell'acqua di Carpi.
Ma visto che i dati fanno riferimento a due soli campioni prelevati in data 17/07/2012 dalle fontane pubbliche in via Lugli e viale dei Cipressi, l'Ass. Tosi ci informa che:
"Questa amministrazione inoltre ha avanzato richiesta, contestualmente alla risposta alla sua interrogazione, all'USL di effettuare un monitoraggio che prenda in considerazione un numero più ampio di campionamenti ed eventualmente l'invio dei dati di eventuali altre campionature effettuate dopo il luglio scorso".

4) Il 21 giugno 2013 viene protocollata la "proposta di mozione relativa alla ricerca di fibre di amianto nella rete idrica della nostra città" a firma del consigliere comunale dell'IdV, Bizzarri, che nella premesse richiama la nostra interrogazione di maggio e relativa risposta, e nel dispositivo finale impegna:
"[...] il Sindaco e la Giunta a trovare il modo più idoneo per spiegare alla cittadinanza i rischi legati alla presenza di amianto nell'acqua, per evitare che l'assenza di informazioni e conoscenze porti ad eccessi di panico".

5) Il 9 luglio 2013 il Sindaco convoca la conferenza stampa unitaria assieme all'Azienda USL ed Aimag, per informare la cittadinanza della presenza di amianto nell'acqua potabile di Carpi; un annuncio dovuto, visto che, come già scritto, non era mai stata registrata prima, a Carpi, la presenza di amianto nell'acqua potabile.

6) Il 10 luglio 2013 ricevo via email dal Pres. del Consiglio Comunale l'ulteriore documentazione prodotta dall'Azienda USL.
Si tratta della "nota prot. n. 50098/PG del 4/07/2013 in risposta all'interrogazione Consigliare Movimento 5 Stelle", indirizzata al Sindaco di Carpi.
Nella nota del''Azienda USL è scritto che:
"In riferimento all'Interrogazione Consigliare del Movimento 5 Stelle, [...] si informa che anche nel 2013 il Servizio Igiene degli Alimenti e Nutrizione ha in programma un piano di monitoraggio sulla presenza di fibre di amianto nell'acqua di rete mirato in particolare ai territori interessati dal terremoto del 2012.
I campionamenti sono iniziati nel mese di maggio dal Comune di Carpi, anche in relazione a riscontri di positività comunicati dall'Ente Gestore. I primi quattro campioni del 7/5/13 hanno evidenziato presenza di fibre a concentrazioni comprese tra 1017 e 5426 fibre/L; in data 10/6/13 sono state eseguite ulteriori verifiche che hanno confermato la presenza nell'acqua di fibre a concentrazioni comprese tra 5340 e 11.700 fibre/L
".

Stando a quanto riportato nella nota, la domanda sorge spontanea:
_Perché se l'Ente Gestore, quindi Aimag, aveva già riscontrato prima di maggio la presenza di amianto nell'acqua di Carpi, non ci è stato riferito subito nella risposta di giugno alla nostra interrogazione?
_A partire da quando Aimag ha iniziato a riscontrare presenza di amianto nell'acqua di Carpi?

Ora, pare evidente che, anche con tutta la buona fede nelle istituzioni, diventa molto difficile credere alle parole del Sindaco, e non avere il sospetto che il problema sia emerso solo in virtù della nostra interrogazione.
Una vicenda che, comunque la si voglia mettere, getta poche luci e molte ombre sull'effettivo potere di controllo degli enti pubblici rispetto alla qualità delle nostre acque e la trasparenza delle informazioni.
L'amianto, ci ripetono, se ingerito non è pericoloso. Ne prendiamo atto e ce ne rallegriamo, ma visto il trascurabile impatto sulla saluta pubblica dell'amianto presente nell'acqua, perché allora non fare in modo che Aimag pubblichi, assieme ai risultati delle sue analisi, anche quelli delle analisi sull'amianto?

Ad ogni buon conto, noi del M5S abbiamo già presentato un accesso agli atti per chiedere i dati delle analisi sull'amianto di Aimag a partire dal 2012, a cui presto faremo seguire altre proposte in consiglio.

PS
Grazie a Laura Fava per avermi dato una mano.


Carpi - 

1014269_150594241798498_1073511119_n.jpg


Da una settimana a questa parte tiene banco (di nuovo) sui giornali la vicenda del campo pozzi di Cognento. Un dibattito che si trascina ormai da qualche anno e che vede contrapporsi, è il caso di dire, l'Amministrazione di Modena, che ostinatamente porta avanti il proprio progetto di costruire palazzine sulle aree di rispetto dei pozzi, contro il resto del mondo.
E' infatti notizia di questi giorni, dopo le dichiarazioni a mezzo stampa del sindaco di Soliera, Schena, a fare da apripista, che anche molti sindaci della Bassa sono ormai contrari al progetto.
A chi si stesse chiedendo: "Ma che c'entrano la Bassa o Carpi con i pozzi dell'acquifero di Cognento che sta a Modena?" rispondo pubblicando, credo per la prima volta nonostante sia stato citato a più riprese, un documento di Aimag che spiega senza tanti giri di parole, perché su quell'area non bisogna costruire (per il doc CLICCA QUI). Un documento che ho richiamato in Consiglio Comunale a Carpi a marzo di quest'anno, allorché il pres. di Aimag, Arletti, venne a presentare il piano industriale dell'azienda.
Arletti ha sempre minimizzato i termini del problema, asserendo che in fondo sui pozzi si può costruire, a patto di usare tutte le accortezze del caso.
Sarebbe interessante sapere cosa ne pensa oggi, dopo che diversi sindaci di Comuni soci di Aimag sono passati sul fronte opposto (fra questi, sempre stando ai giornali, anche il sindaco di Carpi) e si dichiarano apertamente contro ogni ipotesi di costruire su quelle aree.
Noi ne avevamo già parlato, inascoltati, in una conferenza organizzata a Carpi a febbraio 2012, seguita alla bocciatura da parte di PD e IdV della nostra mozione, che impegnava la Giunta:
"Ad attivarsi con ogni mezzo nei confronti del Comune di Modena, per impedire la cementificazione di via Aristotele per salvaguardare l'accesso alle risorse idriche e la qualità dell'acqua erogata a tutti i cittadini serviti da Aimag e difendere gli interessi economici di Aimag e della comunità che ne detiene la proprietà".
Passò invece la mozione a firma PD - IdV sullo stesso argomento, che però impegnava la Giunta di Carpi a monitorare semplicemente il percorso di approvazione del progetto di costruzione su via Aristotele.
Nello stesso atto è poi riportata una grave inesattezza, laddove è scritto che:
"Da importanti studi geologici compiuti dalla Provincia di Modena e dal Comune di Modena, [...] le falde interessate al prelevamento dell'acqua ad usi umani risultano infatti sormontate da almeno 40m di argilla e collocate rispetto alla distanza dal piano di campagna a 70m di profondità";
mentre Aimag, nel documento succitato, riporta che: "Nel caso dell'acquifero di Cognento, l'andamento dello spessore dei terreni di copertura dell'acquifero stesso è variabile, e nell'areale dei pozzi Aimag ed Hera, lo spessore minimo è pari a 13m (pozzo A9). La normativa del Comune di Modena prevede, per campi acquiferi urbani come il nostro, uno spessore minimo di 15m e pertanto per alcune porzioni d'area, l'acquifero risulta vulnerabile".

Ad ogni buon conto, vista la nuova sensibilità e giustificata attenzione rispetto al problema, in seno a diverse amministrazioni locali della provincia di Modena, ci sembra il minimo riproporre anche a Carpi la mozione coraggiosamente presentata a Soliera dal Sindaco Schena, affinché anche dal Consiglio e dalla Giunta della nostra città parta forte e chiaro il messaggio che costruire su quelle aree significa mettere a rischio l'approvvigionamento idrico di un'intera provincia.

Alla nostra conferenza di febbraio 2012, ha fatto seguito un'iniziativa analoga a Soliera a maggio 2013 e torneremo sull'argomento a Mirandola martedì 9 luglio alle 21.00 in Piazza Costituente. Siete tutti invitati!


Carpi - 

pozzi cognento.jpg


A tutti i Sindaci dei Comuni serviti dall'acquedotto di AIMAG
Al presidente ed al direttore generale di AIMAG
Ai cittadini

Il Comune di Modena sta per dare l'ok a due piani particolareggiati che autorizzeranno la costruzione di oltre 600 appartamenti nelle aree verdi di via Aristotele e via Cannizzaro (zona di Cognento).
"Sai che novità!", si potrebbe dire.
Se non che, sotto quelle aree verdi, si trova una delle falde acquifere più produttive dell'Emilia-Romagna, che non serve solo la città di Modena, ma è anche il principale campo pozzi dell'acquedotto di AIMAG.
La falda di Cognento rappresenta infatti una risorsa strategica ed insostituibile per tutti i comuni della Bassa modenese; se quest'acqua dovesse venire meno non esiste disponibilità idrica aggiuntiva da altre fonti che possa sopperire ad una tale evenienza.
Il motivo per cui quelle aree sono ancora oggi libere da costruzioni è proprio perché in passato sono stati posti dei vincoli, in modo da evitare che sulla superficie si svolgessero attività che possono introdurre inquinanti nel terreno. In ogni comune le aree poste al di sopra delle falde acquifere sono "sacre", la sola ipotesi di rimanere senz'acqua evoca scenari catastrofici che non c'è bisogno di spiegare.
Ebbene, per accontentare pochi speculatori edilizi, il Comune di Modena si appresta a mettere in pericolo l'accesso all'acqua per i cittadini di mezza provincia! Tutto ciò avviene nel silenzio complice dei Sindaci di tutti i Comuni della Bassa, da tempo informati di questo progetto, ma nessuno dei quali ha mosso un dito finora.
Va detto che per ribattere alle contestazioni emerse in numerosi incontri pubblici, tecnici ed amministratori del Comune di Modena hanno sostenuto tesi curiose:
- "tanto è acqua inquinata", falso;
- "il campo pozzi si può spostare", da dimostrare ed in ogni caso costosissimo;
- "le fognature saranno a tenuta stagna", come no, indimostrabile;
- "si potrà potabilizzare l'acqua del Secchia", questa le batte tutte.
Edificare sulle falde significa correre il rischio che (prima o poi) scarichi inquinanti penetrino in profondità rendendo inutilizzabile la risorsa idrica. Significa inoltre indurre disservizi alla gestione e costi aggiuntivi imprevisti che dovranno essere pagati dagli utenti nelle bollette dell'acqua. Se il Comune di Modena autorizzerà l'edificazione di via Aristotele e via Cannizzaro scaricherà sui Comuni della Bassa il rischio di un'emergenza idrica spaventosa; spetta ai Sindaci la responsabilità di tutelare la salute dei cittadini anche rispetto alle conseguenze dei progetti scellerati che il Comune di Modena ha preanunciato.
Perciò pretendiamo che ogni Sindaco servito dall'acquedotto AIMAG si faccia parte attiva per difendere l'acqua dei propri cittadini.

Chiunque voglia saperne di più su quest'argomento, o voglia contribuire alla mobilitazione con osservazioni e suggerimenti, è invitato a partecipare alla pubblica assemblea che si terrà a Soliera il 21 maggio alle ore 21, presso la sala civica Il Mulino . Seguiranno altri eventi.

Il Movimento Cinque Stelle di Carpi

PS
Un sentito grazie agli attivisti di Carpi: Roberto, Marco, Eros ed Alberto,
e agli attivisti del Movimento 5 Stelle di Soliera, Campogalliano e dei comuni
della Bassa modenese per l'impegno finora dedicato a questa iniziativa.



Carpi - 

La parola Aimag, per il Pd carpigiano, ha un effetto evocativo e quando la si nomina in consiglio comunale è come se si aprisse un varco spazio-temporale che catapulta indietro di almeno 5 anni (impressione agevolata, forse, dalla presenza, fra gli scranni della giunta, del pres. di Aimag, Arletti, ex-assessore all'urbanistica e ambiente di Carpi).Tutte le volte che se ne parla partono dei refrain, gli stessi che sento da quando, assieme ad uno sparuto gruppo di grillini ante litteram (checcè loro ne dicano), decidemmo di intraprendere il cammino del Referendum comunale contro la privatizzazione di Aimag.
Le parole d'ordine che sento ripetere da anni sono:
"ci vuole una partnership industriale", "c'è la gara del gas", "occorre alzare la tariffa dell'acqua, perché la rete è un colabrodo", "la raccolta differenziata costa troppo", "servirebbero economie di scala a livello regionale".
Eppure in mezzo c'è stato non solo il nostro piccolo Referendum Comunale, ma un'epocale Referendum nazionale sull'acqua, che ha sancito:
la possibilità della gestione in house dei servizi pubblici locali (in Italia come nel resto d'Europa), e l'eliminazione dei margini di profitto garantiti sulla gestione dell'acqua.
Ma in Italia, si sa, i partiti hanno la tendenza a boicottare i risultati referendari, e anche a Carpi è come se fossero stati rimossi dalla memoria.
Terremoto a parte, se, come è stato detto, la rete dell'acquedotto e quella fognaria, sono un colabrodo nonostante gli investimenti;
se la raccolta differenziata non riesce ad andare oltre il 60% e non c'è ancora la tariffa puntuale (quella che permetterebbe di pagare in base alla quantità di rifiuti indifferenziati effettivamente prodotti);
se Aimag continua a fare profitti (acqua inclusa) sulle tasche dei cittadini, staccando dividendi ai Comuni e agli azionisti privati;
occorre prender atto che questi sono ormai anche gli effetti di 3 anni e qualche mese di "partnership industriale" con Hera.
Effetti, cioè, di una gestione strabica dell'azienda, per via di questo mix pubblico-privato, che con un occhio guarda ai cittadini e con l'altro agli investitori di borsa. Nessuno dei due può dirsi veramente contento, e la politica, che sta nel mezzo, è la sola che ne trae un vantaggio.
La nostra speranza è che Aimag possa tornare pienamente in capo ai Comuni.

Due cose da puntualizzare rispetto a quanto sentito ieri sera in consiglio.

_La tariffa puntuale dovrebbe partire contestualmente ad una raccolta differenziata spinta dei rifiuti, proprio perché il meccanismo premiante la minor produzione di rifiuti, ha un effetto volano sulla raccolta differenziata stessa.
Inoltre, ad una nostra conferenza del 2010 sul tema rifiuti, l'ass. all'ambiente di Suzzara spiegò che, conti alla mano, l'applicazione della tariffa puntuale, nel suo comune, ha comportato un abbassamento della tariffa rifiuti in capo alle famiglie dell'8% di media (questo perché si è dimostrato che una parte preponderante dei rifiuti era rappresentata dai rifiuti speciali assimilati agli urbani).
A Carpi la tariffa puntuale si è pensato di introdurla solo alla fine di un lungo processo di conversione alla raccolta differenziata porta a porta, con meccanismi premianti per chi la fa prossimi allo zero. Se ne parla da anni, era prevista per il 2014, ora è rimandata a data da destinarsi (la tariffa puntuale a Carpi non sarà puntuale), ma nel frattempo piomberà sulle teste dei cittadini carpigani la famigerata nuova tassa sui rifiuti Tares, con aumenti dell'ordine del 20/25%, che si sarebbe potuta evitare se al suo posto avessimo già avuto la tariffa puntuale.

_In aula noi del M5S abbiamo riproposto la questione della sicurezza dei pozzi di Aimag. Il Comune di Modena non rinuncia all'idea di consentire alla costruzione di 600 alloggi circa, proprio nella fascia di terra a tutela dell'acquifero di Cognento, dove si trovano 10 pozzi di Aimag, che riforniscono tutti i comuni del comprensorio lungo la strada Canaletto, da Bastiglia a Mirandola, compresi quelli nel mantovano.
Abbiamo mostrato una relazione di Aimag, presentata in provincia l'anno scorso, in cui si dichiaravano "gravi riserve" rispetto all'ipotesi che si costruisse in quell'area, e chiesto qual è la posizione dell'azienda oggi, visto che le uscite del pres. Arletti non sembravano in sintonia con le osservazioni dell'azienda che presiede. Ieri sera in consiglio ne abbiamo avuto conferma. In sostanza Arletti ha ripetuto che si può costruire nell'area dei pozzi, a patto che le costruzioni rispettino certi standard di sicurezza, fra questi la "doppia incamiciatura per il sistema fognario". Grazie pres. Arletti, lasci che le esprima senza giri di parole il mio personale punto di vista:
io non ce la voglio la merda sopra l'acqua che bevo, neanche dentro una doppia camicia coi baffi.
Arletti ha poi spiegato che lì il problema non sono le palazzine che si vogliono costruire, ma la tangenziale che è già stata costruita e allora
"cosa potrebbe accadere se si ribaltasse un camion di gasolio? Spostiamo la tangenziale?" ha ripetuto.
Quale logica sottende questo discorso?
Se c'è la tangenziale è stato sbagliato consentire che passasse di lì, e visto che è pericolosa, si faccia il possibile per metter in sicurezza l'infrastruttura, e rimediare al danno.
E, non sia mai, si può anche spostarla, anzi si dovrà spostarla, Arletti, se si dovesse ribaltare una cisterna con liquidi pericolosi.
E' già successo in passato, come ha raccontato il dott. Zavatti, già direttore tecnico Arpa Emilia Romagna, nella conferenza organizzata ad ottobre 2012 dal Comitato Villaggio Giardino di Modena.
Negli anni '80, non la tangenziale, ma addirittura l'autostrada del sole è stata spostata di 80mt per bonificare il terreno sottostante, a causa del ribaltamento di un camion cisterna che trasportava un solvente chimico, l'ortoxilolo, una sostanza ad altissima stabilità che si sarebbe potuta infiltrare, col passare degli anni, proprio nelle acque dell'acquifero di Cognento.


Carpi - 

C'è un Comune, quello di Modena, che ha portato avanti 2 progetti di urbanizzazione, rispettivamente di 200 e 400 appartamenti e passa, all'interno della fascia di protezione del campo pozzi dell'acquedotto di Modena, gestito da Hera, e del campo pozzi di Aimag, che fornisce acqua a 21 Comuni della provincia di Modena e qualcuno nel mantovano.
Tutti i pozzi attingono dall'acquifero di Cognento, una frazione di Modena.
Due progetti che hanno fatto molto discutere ed hanno portato alla nascita spontanea di un movimento critico di cittadini, che hanno dato vita dapprima ad un Comitato, e addirittura, oggi, ad un Forum di Comitati in tutta Modena, tali e tante sono le proteste rispetto a come sta crescendo la città.
Il 28 dicembre, durante le feste natalizie, zitto zitto, cacchio cacchio, il Piano Particolareggiato per via Aristotele, ovvero per gli oltre 400 appartamenti che insisteranno sul campo pozzi di Aimag, viene depositato nel Comune di Modena.
A partire da quella data inizia perciò a decorrere il periodo utile per fare osservazioni
al piano.
Da allora ci sono stati il parere contrario di Arpa e Ausl e quello di Aimag (espressi, a dire il vero, con una certa prudenza, quasi a non urtare la sensibilità degli amministratori modenesi), e di molti tecnici di primo livello, che sostengono pareri diametralmente opposti rispetto alle argomentazioni portate avanti dal Comune di Modena, per bocca dei suoi assessori all'urbanistica Sitta e all'ambiente Arletti in primis.
Purtroppo, al di fuori di questi soggetti, non si è sentito un parere, che fosse uno, da parte di un qualunque rappresentante dei Comuni del comprensorio Aimag.
Gli unici a portare l'attenzione sulla questione siamo stati noi della Lista civica Carpi 5 Stelle, seguiti dalla Lista civica Bomporto 5 Stelle, per il resto silenzio di tomba.
E meno male che, da quando il tema acqua è diventato centrale nel dibattito politico sul significato e l'importanza dei beni comuni, si sente ripetere ad ogni buona occasione, dai pubblici amministratori in genere, che i cittadini devono stare tranquilli perché,
qualunque sia il tipo di affidamento, pubblico, privato o misto, il controllo dell'efficenza e dell'efficacia della gestione, fa capo all'Ato, dove siedono e decidono i Sindaci dell'ambito territoriale.
Ecco, qui abbiamo un limpido esempio di cosa sia, tradotta in concreto, la garanzia che offrono i sindaci in Ato:
a Carpi la maggioranza PD-IdV ha votato un odg in cui si dichiara che, se si costruisce in quell'area, si può stare tranquilli, perchè a protezione delle falde c'è uno strato di argilla di 70mt.
Lo strato in realtà vai dai 9 ai 18mt, il che è tutto dire!
Il caso dimostra una cosa molto semplice:
i Sindaci in Ato non garantiscono un bel niente,
i cittadini informati, sono l'unica garanzia.

I candidati a Carpi

About this Archive

This page is an archive of recent entries in the Acqua category.

Ambiente is the next category.

Find recent content on the main index or look in the archives to find all content.

Partecipa alle nostre iniziative


   © 2010 Beppegrillo.it - I contenuti di questo sito sono rilasciati sotto licenza Creative Commons  Creative Commons