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Sviluppo


Carpi - 

PUNTO 1: CHE COS'E' IL TTIP

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Il TTIP (Transatlantic Trade and Investment Partnership ) è un accordo commerciale di libero scambio fra L'Unione Europea e gli Stati Uniti. E' una commissione Europea che sta conducendo i negoziati con gli Stati Uniti, iniziati nel 2013 e tutt'ora in corso, svolte finora a porte chiuse e nel riserbo più assoluto. La questione della segretezza è stata e continua ad essere uno dei maggiori punti di opposizione al trattato, denunciato da molte organizzazioni.

L'obiettivo del trattato è quello di integrare i due mercati riducendo i dazi doganali (che già adesso sono bassi, circa il 3%) e rimuovendo tutte le differenze nei regolamenti tecnici, norme, procedure standard che sono applicate nei prodotti alimentari e non, regole sanitarie e fitosanitarie, anteponendo il mercato e gli interessi privati a quelli della collettività.

A CHI SERVE IL TTIP

I proponenti sostengono che l'accordo sarà causa di crescita economica per i paesi partecipanti: basti pensare che a regime, sarà la più grande area di libero scambio esistente, poiché UE e USA rappresentano circa la metà del PIL mondiale e un terzo del commercio mondiale. Il CEPR (Centre for Economic Policy Research) ritiene che il trattato farà aumentare le esportazioni europee del 30%, cioè di 187 miliardi di euro.

I critici sostengono che questo accordo aumenterà il potere delle multinazionali e renderà più difficile ai governi il controllo dei mercati per massimizzare il benessere collettivo, ovvero una ripercussione anche economica dovuta alla perdita di sovranità, all'obbligo di aprire le gare d'appalto alle aziende americane e di una ulteriore deregolamentazione del mercato alimentare.

Nel testo finale del trattato è stata inserita la clausola ISDS : una forma di arbitrato internazionale che dovrà risolvere le diatribe fra le multinazionali e gli stati. Questo permetterà a qualunque investitore estero di far causa ad un paese per perdite di profitti anche presunte derivanti da una politica pubblica. Il problema è che a giudicare chi ha ragione non saranno tribunali ordinari, ma collegi arbitrari.

La sentenza è inappellabile e l'indipendenza dei giudici non è garantita. Qualsiasi scelta politica, qualsiasi normativa a protezione della salute e dell'ambiente potrà minare le "legittime aspettative" di un investitore e costituire un trattamento non "giusto ed equo", pertanto passibile di causa.

Le grandi compagnie di entrambi i lati vogliono questo trattato perché garantirebbe loro profitti maggiori, vogliono partecipare alle gare d'appalto europee e accaparrarsi i servizi pubblici: acqua, trasporto, energia, sanità, rifiuti. Le piccole imprese italiane non potrebbero sostenere la loro concorrenza e, da sole, non sarebbero in grado di posizionarsi nel mercato americano. Con l'invasione di merci "made in USA" si ridurranno gli scambi nel mercato interno europeo e le PMI italiane perderanno del 30% le loro esportazioni, nonché posti di lavoro.

Lotta ai Furti di Biciclette


Carpi - 

Combattere i furti, ma non partendo da quando la bici è già scomparsa

Già a pochi mesi dall'inizio della nuova legislatura, il Movimento ha iniziato a contattare gli assessori per proporre delle tematiche di confronto che potessero far partire un percorso proficuo per la cittadinanza. L'idea è di trasformare lo scontro, che inevitabilmente si crea al contrapporsi di visioni diametralmente opposte su un operato presentato a scatola chiusa, in un'opportunità di lavoro e scambio su tematiche di nuovo sviluppo da parte dell'amministrazione.

Ieri abbiamo presentato una mozione su quello che deve essere, per il Movimento 5 Stelle di Carpi, il modo di affrontare la piaga dei furti di biciclette.

Vogliamo costruire decine di chilometri di piste ciclabili, spendendo negli anni 40 milioni di euro, ma non vediamo una direzione segnata rispetto ad uno dei più forti deterrenti alla mobilità ciclabile: la certezza di trovare la propria bici all'uscita dal luogo dove ci siamo recati.

Quello che proponiamo è di intraprendere un percorso di analisi delle cause che favoriscono il furto delle biciclette e non banalmente andare alla ricerca dei ladri o di più o meno ignari ricettatori. Per questo nella mozione viene richiesto di:

Effettuare una analisi dei dati disponibili relativa all'incidenza dei furti di biciclette sul territorio di Carpi. Evidenziando l'incidenza per aree ed anche in base all'utilizzo medio delle diverse zone, con uno sviluppo temporale di almeno due anni.
Questo perché, senza conoscere nel dettaglio il problema, non è possibile affrontarne la risoluzione in maniera proficua.

Rendere pubblica questa analisi.
La coscienza da parte dei cittadini è indispensabile per coinvolgerli nel cambiamento e nella risoluzione dei problemi

Partendo dai dati raccolti, riunire un tavolo di confronto per coinvolgere tutti i portatori di interesse e competenza, senza dimenticare i cittadini, per analizzare la situazione ed elencare le cause del problema.
Mettere in campo le competenze più disparate per la ricerca delle cause di un problema è la base perché nessuna opzione venga scartata e che successivamente scaturiscano risoluzioni efficaci alle varie cause emerse

Individuate le cause, proporre delle azioni per la loro risoluzione, elencando tempi di implementazione, costi da sostenere e risultati attesi in percentuale di riduzione furti.
Mettere in campo un piano da svilupparsi nel corso dei successivi 3 anni, con date di riferimento per la sua realizzazione.

Per rendere il processo più sostenibile ed efficace, si richiede, anche se in modo non vincolante rispetto agli obbiettivi proposti, la ricerca di fondi regionali od europei per il finanziamento dell'iniziativa.
Infine non lasciarsi scappare l'opportunità di intraprendere un percorso di ricerca finanziamento, così da portare sul territorio delle opportunità nuove, senza l'aumento della pressione fiscale.

Questo è un modo differente per affrontare i problemi. Con questa mozione non sono state proposte soluzioni, anche se noi, almeno in parte, questo percorso che oggi proponiamo l'abbiamo intrapreso.

Come forze politiche, non ci possiamo più permettere di lavorare per slogan che di poco hanno di efficace nel lungo termine, ma sarà una priorità puntare sull'inclusione della cittadinanza nel percorsi decisionali, così da far esplodere quella genialità che ci contraddistingue.


Carpi - 

Cominciamo con una notizia positiva, prima di passare alle note dolenti.
La Giunta di Carpi ha approvato il 30 settembre un progetto di car pooling scolastico esteso a tutti gli studenti degli Istituti superiori di Carpi (trovate gli atti QUI).
Un progetto che prende le mosse da una nostra mozione di agosto 2012, quando proponemmo il car pooling per rispondere al problema degli spostamenti casa-scuola, resi ulteriormente problematici a seguito del terremoto.
Va riconosciuto all'Amministrazione il merito di aver portato avanti un piano impegnativo ed ambizioso, che ci auguriamo dia riscontri positivi, anche se probabilmente avrebbe avuto più senso sperimentare sulle scuole elementari e medie inferiori.
Chiusa parentesi, veniamo alle note dolenti.
Nell'ultima seduta di Consiglio del 26 settembre, è stata approvata la delibera di conformità urbanistica per la terza corsia dell'Autostrada del Brennero.
Sono consigliere da poco, e potrei sbagliare, ma non mi risulta che l'argomento sia mai stato affrontato prima in Consiglio; perché? Perché non c'è stata una discussione per illustrare l'opera al momento della VIA - Valutazione di Impatto Ambientale, quand'era ancora possibile presentare delle osservazioni al progetto?
E perché non è stata illustrata alla cittadinanza un'infrastruttura così importante per il territorio e che avrà un sicuro impatto sull'ambiente e sulla salute dei cittadini?
Altri Comuni l'hanno fatto, hanno chiesto integrazioni ed opere di compensazione; il Comune di Sommacampagna, per esempio, a seguito di una deliberazione del Consiglio Comunale, che ha fatto proprie le Osservazioni al progetto definitivo contenute in una Relazione Tecnica redatta dall'Ufficio Urbanistica del Comune, ha chiesto ed ottenuto una serie di opere di mitigazione dell'impatto sull'ambiente.
Ecco alcuni stralci della Relazione Tecnica del Comune a proposito dell'inquinamento atmosferico:

"Impatto atmosferico

[...] La realizzazione della terza corsia, in risposta alla crescente domanda di traffico stimata nel medio periodo, comporterà necessariamente un aumento del carico di inquinanti che potrebbero liberarsi nell'aria, in conseguenza della maggiore presenza veicolare sull'infrastruttura, con pesanti ripercussioni sulla salute pubblica: questa eventualità si verificherebbe anche assumendo l'ipotesi riportata all'interno del SIA in esame, di un generale miglioramento delle prestazioni delle autovetture e dei mezzi pesanti.
[...] Al fine di una corretta ed efficace azione mitigatoria contro il conseguente peggioramento del livello ambientale delle aree considerate, sarà necessario predisporre adeguate barriere vegetali, costituite da zone verdi e fasce boscate, di opportuna dimensione: "...Fasce di vegetazione di larghezza variabile, localizzate il più vicino possibile alla sede stradale, per sfruttarne la capacità di abbattimento delle sostanze inquinanti presenti nell'atmosfera, consentono di contenere le emissioni gassose e le polveri sottili in prossimità di aree sensibili come centri abitati o aree con colture di presio..."(da "il Passante Verde). Il tratto autostradale in questione, infatti, risulta in sopraelevazione rispetto al piano campagna: tale conformazione morfologica amplifica ulteriormente l'incidenza territoriale del fenomeno di dispersione degli inquinanti, a causa della cosiddetta "caduta ad ombrello", per la quale essendo la fonte inquinante ad una quota maggiore rispetto ai possibili ricettori, la superficie investita dai gas e dalle polveri risulta maggiore"
.


A Carpi invece abbiamo mandato avanti la Regione per chiedere di spostare i bacini di raccolta acque e rispettare l'impianto storico urbanistico della città, tutto qua!
PD e PdL durante la seduta hanno valutato positivamente quest'opera anche dal punto di vista ambientale, perché renderebbe più fluido il traffico e di conseguenza diminuirebbero gli inquinanti. Vero, peccato però che questo genere di considerazioni lascia ormai il tempo che trova: costruire più strade (o ampliare quelle esistenti) incentiva l'uso dell'auto, perciò il problema del traffico si ripresenterà puntuale un po' più avanti nel tempo, ma peggiorato.
Il territorio del nostro Comune rientra tra quelli riconosciuti dalla Regione come più inquinati da PM10 e NOx. E la stessa Regione riguardo al progetto di allargamento dell'A22 chiede in fase istruttoria al proponente Autobrennero Spa, "in considerazione dell'assenza di un Piano/Programma di livello nazionale che preveda misure sulla qualità dell'aria che rispondono alla procedura di infrazione comunitaria avviata nei confronti dello Stato Italiano (procedura conclusasi con una condanna per inadempimento dell'Italia da parte della Corte di Giustizia Europea il 19 dicembre 2012 ndr) di specificare come l'intervento rientra nell'ottica degli obiettivi di Piano di risanamento dell'aria e a fronte di quali misure e azioni di compensazione/mitigazione dei carichi emissivi introdotti".
Autobrennero Spa risponde che, pur prevedendo un aumento della domanda di mobilità, l'impatto sull'inquinamento atmosferico sarà comunque inferiore a quello attuale, perché ipotizza, non è uno scherzo, che tutti, o quasi, cambieremo l'auto da qui al 2025.
Ecco cosa scrive:
"considerando che l'orizzonte temporale dello scenario futuro considerato è il 2025 e che in media entra in vigore una nuova normativa europea sulle emissioni ogni 5 anni, lo scenario 2025 è stato elaborato definendo la composizione del parco veicoli del 2005, traslata di 4 categorie: cioè la popolazione di veicoli Euro 4 del 2005 è stata attribuita, nello scenario al 2025, alla normativa Euro 8; la popolazione Euro 3 alla norma Euro 7 e così via; in questo modo l'età media del parco veicoli del 2025 è la stessa del parco veicoli del 2005 e anche la velocità di sostituzione dei veicoli, leggeri e pesanti, ipotizzata nel 2025 è la stessa del 2005; per quanto riguarda le emissioni delle classi Euro 7 e Euro 8 sono stati calcolati i fattori di emissione dei diversi inquinanti considerati, estrapolando l'evoluzione di miglioramento delle emissioni delle normative da Euro 1 a Euro 6; l'ulteriore dato di input per la componente atmosfera del quadro di riferimento ambientale è dato dai dati di traffico attuali e futuri dettagliatamente descritti all'elaborato A.2.3. del SIA, cui si fa riferimento". (Trovate richieste e risposte QUI)
Previsioni a dir poco azzardate, stando all'attuale crollo di vendite ed uso dell'auto in Italia, che ha portato, tanto per restare in tema d'attualità, all'annullamento dell'edizione di quest'anno del Motor Show di Bologna, per totale assenza delle case automobilistiche.
I dati e le considerazioni contenuti nel progetto di Autobrennero risalgono a scenari pre-crisi, con trend di traffico in costante aumento, ma è da almeno il 2010 che su tutta la rete autostradale nazionale, ivi compresa l'A22, il traffico di mezzi è in netto calo.
Ironia della sorte, Autobrennero riporta che "il movimento complessivo di veicoli teorici registrato nei primi otto mesi dell'anno segna una leggera flessione (-1,01%) rispetto al 2012. In controtendenza invece la situazione alla Barriera Brennero [...]. Dati che peraltro portano a ritenere che il traffico sia "localizzato" a nord, nell'area compresa tra il Brennero ed Affi" cioè stanno circolando sempre più mezzi proprio laddove l'autostrada non verrà allargata e dove è facile prevedere, a questo punto, un effetto imbuto sul traffico.
Quindi tranquilli:
_se ci sarà una riduzione dell'inquinamento con la terza corsia, non sarà certo grazie alla fluidificazione del traffico, né grazie ad un parco auto completamente rinnovato, ma casomai sarà l'effetto della crisi sul sistema dei trasporti autostradali;
_e se avrete la fortuna di trascorrere qualche tempo in Trentino, vi risparmierete probabilmente nei periodi di ferie qualche incolonnamento tra Modena e Verona, ma incapperete più facilmente in qualche ingorgo tra Verona e il Brennero.

Se evitare un confronto con la città su tematiche di questa portata serve a scongiurare l'effetto sindrome Nimby, che nome vogliamo dare alla sindrome di chi è disposto a credere a questo mondo di favole, dove le nuove strade fluidificano il traffico, ed entro il 2025 guideremo tutti auto ecologiche? Sindrome Bambi forse?
L'ultimo atto recuperato in rete, riguardante l'approvazione del progetto, è una Determina Direttoriale del Min. Ambiente, in cui si rileva che Autobrennero Spa ha ottemperato a tutte le prescrizioni contenute nel parere della Commissione di Via, tranne 2, fra queste:
"Prescrizione n6 - Prima dell'inizio dei lavori, il proponente, dovrà predisporre, concordare con gli uffici regionali o provinciali competenti ai controlli ambientali ed inviare a codesto ente, uno studio di fattibilità concernente la realizzazione di fasce boscate ad azione filtrante di adeguata
larghezza, in riferimento ai previsti superamenti dei valori limite degli standard di qualità dell'aria relativi agli ossidi di azoto (NOx); tale studio dovrà tener conto delle indicazioni di cui alla seconda delle osservazioni puntuali della deliberazione del Consiglio Comunale del Comune di Sommacampagna n.66 del 23/09/2010 e successiva nota prof. 12515 del 11/10/2010.
A noi del M5S non resta a questo punto che chiedere a Sindaco e Giunta d'impegnarsi in ogni sede, affinché sia garantito che anche a Carpi venga realizzato un'intervento di mitigazione ambientale con piantumazione di verde ai bordi dell'autostrada; ci sembra il minimo che si può pretendere da un partito, il PD, che governa tanto in città quanto in Regione, e che promette di investire sulla rete ferroviaria (e quanto bisogno ci sarebbe di investire sulla disastrata tratta Modena-Verona), ma di fatto continua a consumare kilometri e kilometri di territorio per costruire autostrade.
(link al materiale richiamato nel post + ulteriore documentazione)

PS
PER VENERDì 11 OTTOBRE ABBIAMO ORGANIZZATO UNA CONFERENZA A CARPI PER PARLARE DI MOBILITA' e SICUREZZA STRADALE PER GLI UTENTI DEBOLI DELLA STRADA. INIZIO ORE 20.30, presso SALA CONGRESSI via Peruzzi (sopra stazione autocorriere).

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PPS
SARA' L'OCCASIONE PER RICORDARE A TUTTI I CITTADINI DI CARPI CHE RESTANO ANCORA POCHI GIORNI PER PRESENTARE OSSERVAZIONI AL NUOVO PIANO DELLE PISTE CICLABILI DI CARPI


Carpi - 

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Tra domani e domenica tra imperdibili appuntamenti:

1_festa 5 Stelle in Movimento a Traversetolo (PR) - http://www.gazzettadiparma.it/primapagina/dettaglio/1/207041/Festa_5_Stelle%3A_Emilia_in_movimento_a_Traversetolo.index.html

2_lo Jungo Tour Emilia Romagna, si parte domattina - http://www.jungo.it/la_rivista_show_news.php?omnews_mode=show&omnews_id=144

3_la biciclettata a Carpi domenica 22 per la settimana europea della mobilità, partenza alle 16.30 da San Marino - http://www.balorda.biz/index.html

C'è solo l'imbarazzo della scelta.
Buon divertimento!


Carpi - 

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La Coop che si sta costruendo in via Sigonio sarà sicura sotto l'aspetto della risposta sismica?
E' stato fatto tutto quanto era necessario per garantirne una corretta progettazione antisismica?
Il sospetto che manchi qualcosa ce lo portiamo dietro da un po', da quando abbiano iniziato a fare degli accessi agli atti rimasti senza risposta (VEDI IN FONDO). Per questo abbiamo deciso di procedere con un'interrogazione.
Nel Piano Particolareggiato del comparto C8 di via Sigonio, quello in cui rientra anche il nuovo supermercato in costruzione, non risulta infatti che ci sia la Relazione Geotecnica, o meglio, c'è una "Relazione Geologica, Geotecnica e Sismica", firmata da un geologo.
Può un geologo firmare una Relazione Geotecnica?
Stando a quanto scritto nelle Nuove Norme per le Costruzioni, entrate in vigore solo dopo il terremoto dell'Aquila nel 2009, NO.
Il geotecnico è, a grandi linee, quello che deve acquisire le prove sul terreno, fatte dal geologo, e valutare l'esatta interazione tra strutture e terreno, nella progettazione delle fondamenta delle costruzioni.
Le Nuove Norme per le Costruzioni riportano chiaramente al Capitolo 6 "Progettazione Geotecnica", che nel piano dev'esser presente una relazione geotecnica firmata da un progettista.
Non può essere un geologo a firmare la relazione geotecnica, anche perché sono richieste competenze specifiche, che un geologo generalmente non ha.
Quindi è possibile che non sia un caso se nelle conclusioni della "Relazione Geologica, Geotecnica, Sismica" del comparto C8 (comprendente anche la Coop di Via Sigonio), il geologo che ha firmato la relazione, nell'esprimere parere favorevole e di idoneità all'attuazione della variante urbanistica, abbia raccomandato l'esecuzione di ulteriori indagini di tipo geotecnico (e non solo) prima della fase esecutiva dei lavori.
Scrive infatti che:
"Sia implementata l'indagine geognostica al fine di ricostruire il corretto modello geologico-geotecnico. Per progetti che comportano affollamento significativo, il modello geotecnico e di parametrizzazione geotecnica, dovrà essere ricostruito mediante indagini dirette in situ e di laboratorio geotecnico".
L'ho già scritto a proposito del piano appena approvato della CMB sul Parco Lama, che contiene una relazione geologica del 2011 (quindi precedente ai terremoti del 2012) e lo ripeto ora:
la lezione del terremoto, di cui dobbiamo fare tutti tesoro (dal committente dei lavori, a chi controlla, passando per progettisti e costruttori), è che devono cambiare la sensibilità e l'attenzione con cui si costruisce.
Il semplice rispetto delle norme non basta, e la conoscenza del sottosuolo, che può variare anche parecchio a distanza di poche decine di metri, deve diventare centrale in fase di progettazione e costruzione, perché, sembra una constatazione banale, ma purtroppo non lo è:
il terremoto arriva dal sottosuolo e le prime strutture che incontra sono le fondazioni.

[Prima di fare questa interrogazione cosa è stato fatto:
_ il 29 aprile, un accesso atti in maniera informale (come spiegato sul sito del Comune), inviando preventivamente un'email all'ufficio edilizia privata ed ai dirigenti di settore;
_ il 6 maggio mi ha risposto l'arch. Palladino, indicandomi a quale responsabile, presso lo sportello unico dell'edilizia, avrei dovuto rivolgermi;
_ sono andato almeno in tre diverse occasioni presso lo sportello per richiedere la documentazione, ma senza risultato;
_ il 30 maggio durante la seduta del cons. comunale faccio presente i problemi riscontrati nell'accedere alla documentazione su via Sigonio, e vengo ripreso dal pres. del consiglio Taurasi, che mi impartisce una lezione su come un consigliere comunale dovrebbe fare un accesso atti (per la lezione CLICCA QUI);
_ il 6 giugno invio al protocollo regolare accesso agli atti, per chiedere la stessa documentazione richiesta il 29 aprile in maniera informale;
_ il 25 giugno, invio un sollecito via email al pres. del consiglio Taurasi, non avendo ancora ottenuto risposta;
_il 1° luglio il pres. del consiglio Taurasi mi gira l'email dell'arch. Palladino il quale, a sua volta, scrive d'avermi già risposto in merito e mi invita di nuovo a rivolgermi alle stesse persone a cui chiesi 2 mesi prima.
In pratica, dopo aver fatto una domanda con tutti i crismi, mi ritrovo esattamente al punto di partenza.
Ecco perché il sospetto che la documentazione richiesta non ci sia è lecito].


Carpi - 

Nella seduta del consiglio comunale del 30 giugno è andata al voto la nostra mozione sul Parco Lama e la microzonazione sismica.
L'accoppiata ha fatto credere ad alcuni consiglieri che la microzonazione sismica fosse solo un pretesto, e anche debole, per salvare il Parco Lama, una lettura che non sarebbe più vera del suo contrario, ovvero che il Parco Lama sia stato usato come pretesto per richiamare l'attenzione sulla sicurezza sismica.
La nostra mozione in realtà aveva la pretesa di essere tutte e due le cose insieme, uno strenuo tentativo di portare a casa due risultati importanti per la città in un colpo solo. Un'impresa titanica visti gli interessi in ballo.
Il primo risultato che si voleva ottenere, era un segnale di maggior sensibilità da parte dell'Amministrazione, al di là del rispetto delle leggi, sul tema della sicurezza sismica nelle costruzioni.
Il secondo era cercare di traghettare la discussione sul futuro del Parco Lama in seno alla pianificazione del nuovo Piano Strutturale Comunale di Carpi, ovvero dove è giusto che venga trattata.
La nostra mozione è stata bocciata, e allora avanti a costruire come prima e più di prima e addio all'ultimo argine che si frapponeva all'approvazione del piano della CMB sul Parco Lama, piano che cancella
ogni speranza di veder sorgere in quella parte della città un grande parco urbano, a dispetto di quanto proclamano i volantini e manifesti bucolici del PD.
Cosa avevamo chiesto? Una cosa semplice, ovvia e scontata: il progetto della CMB risale a prima dei terremoti del 2012 e così la sua relazione geologica, datata febbraio 2011.
Visto che a Carpi è già iniziato lo studio del piano di microzonazione sismica, un importante strumento di pianificazione urbanistica che serve ad avere un quadro dettagliato del territorio comunale in base alla risposta sismica locale, abbiamo chiesto che si attendessero la fine di questo studio e l'approvazione del piano di microzonazione, prima di approvare il progetto della CMB sul Parco Lama.
Non sono dello stesso avviso il PD, la Giunta di Carpi e nemmeno la Provincia, che ha approvato il piano della CMB nonostante la relazione geologica fosse datata e nonostante fossero a conoscenza dei lavori in corso per il piano di microzonazione.
Fa un po' specie vedere che a firmare il via libera in Provincia sia stata la Dirigente Antonella Manicardi, la stessa che già prima dei terremoti si era adoperata per far comprendere l'importanza della microzonazione sismica, puntando il dito proprio contro le storture e i limiti di una pianificazione urbanistica che in tante situazioni non teneva in debito conto la microzonazione.

Immagine dalla relazione di Antonella Manicardi sulla Microzonazione scaricabile da qui:
http://ambiente.regione.emilia-romagna.it/geologia/eventi/eventi-2012/microzonazione-sismica-uno-strumento-consolidato-per-la-riduzione-del-rischio

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Sia l'Ass. Tosi che l'arch. Manicardi, in risposta ai dubbi sollevati con la nostra mozione, fanno sapere che l'approvazione di un Piano Particolareggiato, quale quello della CMB, non è subordinata alla preventiva redazione di un piano di microzonazione sismica del PSC o PRG, ma che necessita di un'apposita relazione geologico-geotecnica e sismica che verifichi le condizioni di pericolosità sismica locale. Infatti la Delibera dell'Assemblea Legislativa regionale 112/2007 che richiamano, al capo 5 recita:

"I Comuni in assenza di PSC già adeguati ai criteri previsti ai punti 3 e 4.1, al momento dell'elaborazione di POC e PUA provvedono direttamente allo svolgimento delle analisi per le parti di territorio interessate dai medesimi strumenti".

Stante il fatto che il Comune di Carpi non ha ancora un PSC e quindi neppure POC e PUA (strumenti di pianificazioni legati al PSC), cosa significa che il Comune deve provvedere direttamente allo svolgimento delle analisi di microzonazione per le parti di territorio interessate da POC e PUA?
Può significare forse, venendo al nostro caso specifico, che va bene anche uno studio di microzonazione sismica commissionato direttamente da CMB ad un geologo?
O non significa piuttosto che lo studio di microzonazione sismica, obbligatorio in questo caso, visto che l'area rientra fra quelle soggette a liquefazione (come da PTCP), andava fatto direttamente dal Comune incaricando direttamente un geologo? CHIEDO.
Ma a parte questo, alla fine della fiera e senza complicarsi la vita nell'interpretazione delle norme, per quale motivo non attendere l'esito di uno studio di microzonazione sismica pubblico, già in corso e condotto su tutto il territorio comunale, prima di approvare il progetto della CMB? E' semplice buon senso.

Per puro scrupolo, già che c'ero, ho dato un'occhiata anche al piano di via Sigonio, presentato nell'estate scorsa assieme a quello di CMB sul Parco Lama, e che avevo sul computer.
La relazione geologica in questo caso è di giugno 2012, e quindi post-sisma, ma il geologo nelle conclusioni scrive che:

"Si esprime parere favorevole e di idoneità all'attuazione della variante urbanistica a condizione che, nell'ambito della successiva progettazione definitiva e/o esecutiva degli edifici, siano effettuate le seguenti ulteriori indagini:
A)Sia implementata l'indagine geognostica al fine di ricostruire il corretto modello geologico-geotecnico. Per progetti che comportano affollamento significativo, il modello geotecnico e di parametrizzazione geotecnica, dovrà essere ricostruito mediante indagini dirette in situ e di laboratorio geotecnico.
B)Sia implementata l'indagine geofisica e di sicurezza sismica, in particolare per i singoli progetti ecc...
".

Ho chiesto, facendo un accesso atti informale (la cui procedura è "formalizzata" sul sito del Comune di Carpi), se per la Coop in costruzione in via Sigonio fossero stati prodotti i documenti richiesti. Sono passate 3 settimane e aspetto ancora risposta.
Le Nuove norme per le costruzioni, redatte nel 2008, quelle che fanno per la prima volta tesoro della pericolosità sismica nel nostro territorio, riportano al Capitolo 6 paragrafo 6.1.2:

"Le scelte progettuali, il programma e i risultati delle indagini, la caratterizzazione e la modellazione geotecnica [...] unitamente ai calcoli per il dimensionamento geotecnico delle opere e alla descrizione delle fasi e modalità costruttive, devono essere illustrati in una specifica relazione geotecnica".

Per ogni costruzione dal 2008 in poi devono esser presenti nel piano una relazione geologica firmata da un geologo, e una relazione geotecnica firmata dal progettista o da un ingegnere geotecnico.
A quanto è dato sapere per ora, nel progetto della Coop di via Sigonio è presente solo una relazione geologica-geotecnica-sismica, firmata da un geologo, che nelle conclusioni esorta a fare anche una relazione geotecnica che o non c'è, o è nascosta per bene. CHIEDO.
Per concludere, a Carpi si sta facendo tutto quanto è in potere dell'Amministrazione affinché ciò che viene costruito dopo i terremoti risponda al meglio ai criteri di sicurezza sismica?
E' una domanda lecita, che si porrebbe qualunque cittadino avesse partecipato alla conferenza "Prevenzione e riduzione del rischio sismico" tenutasi a Mirandola a fine aprile.
Una conferenza in cui sono emerse alcune riflessioni che non possono non aver lasciato qualche perplessità in chi ascoltava, come questa:
che nella ricostruzione e costruzione degli immobili si presta molta più attenzione alla messa in sicurezza della parte dell'edificio che va dal pian terreno al tetto, di quanta attenzione non si presti alla parte che va dalle fondamenta al pian terreno,
o che all'interno di uno stesso lotto edificabile, si possono riscontrare stratificazioni del terreno anche molto diverse tra loro, tali da richiedere fondazioni diverse.
La nostra mozione è stata bocciata, ma noi cercheremo di dare risposta a queste domande e sciogliere questi dubbi con nuovi accessi agli atti formali e interrogazioni.

Stay tuned.


Carpi - 

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L'incontro di lunedì sera organizzato dall'Ass. Parco Lama per parlare del Consumo del suolo in Emilia-Romagna è servito per ribadire con numeri, grafici e mappe alla mano, quello che è ormai sotto gli occhi di tutti:
una cementificazione incontrollata del territorio, insostenibile dal punto di vista ambientale ed economico, un assurdo spreco di risorse che alla fine della fiera non ha arricchito nessuno se non le mafie.
Parlare di consumo del suolo e di piani urbanistici a crescita zero non è più un tabù, com'era fino a pochi anni fa, quando il movimento Stopalconsumoditerritorio, a cui il M5S di Carpi ha aderito da subito, muoveva i suoi primi passi, fino a diventare, oggi, un forum di movimenti per la terra e il paesaggio noto come "Salviamo il paesaggio", diffuso e conosciuto su tutto il territorio nazionale.
Ed è importante che se ne parli ancora oggi, che si studi il fenomeno e si facciano approfondimenti, per circoscrivere il problema e inquadrarlo su base scientifica, ma questi incontri, queste statistiche, grafici e mappe, rischiano di restare un puro esercizio di stile, se la verità incontrovertibile che restituiscono, che parla di un territorio saccheggiato in maniera vergognosa negli ultimi 10/20 anni, non si traduce in un'esplicita denuncia verso chi, politici, amministratori, tecnici, ha avuto in questi anni il compito di governare questa crescita scriteriata.
E mi spiego meglio.
Paola Bonora, una delle relatrici della serata, ha interrotto il suo intervento giusto prima di spiegare il contenuto di una slide della sua presentazione. La slide (che vedete nell'immagine) riporta scritto:
strumenti urbanistici nati dalla logica della crescita, la cui ambiguità consente di aggirare i principi pur enunciati dalle norme e dai piani per procedere ad "accordi" che vanno oltre le già ampie previsioni statuite - uscire dalla retorica contraddittoria di enunciazioni e prassi - fissare paletti inequivocabili alla definizione di "interesse pubblico".

"Uscire dalla retorica contraddittoria di enunciazioni e prassi", ovvero smetterla di raccontare una verità a parole e continuare nella pratica a consumare suolo come se nulla fosse.
Contraddizione di cui è stata vittima la Bonora stessa quando, nel corso della serata, ha fatto i complimenti alla nostra città per esser riuscita a fare una variante al piano regolatore, inserendo nel piano il Parco Lama. Una gaffe dovuta probabilmente al fuorviante contenuto del manifesto/volantino del PD di Carpi, che titolava "il Parco Lama grazie al PD sarà fatto" l'indomani della seduta di consiglio con la quale è stata sancita la morte definitiva del progetto del Parco.

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Un esempio lampante di contraddittorietà di enunciazioni e prassi.
E gli esempi non mancano, a Carpi come in regione, anzi.
Che dire di un Vasco Errani che nella campagna elettorale del 2010 andava ripetendo in lungo ed in largo: "Basta consumare territorio in questa regione, il territorio è una risorsa finita"?
Che dire di una legge regionale, la 6 del 2009, che recita di metter dei paletti al consumo di suolo agricolo, e che è stata recepita solo dalle province di Modena e Parma?
Che dire dell'Ass. all'urbanistica di Modena, Giacobazzi, che durante una conferenza sul consumo del suolo a Modena (dal min. 0:52:00 http://youtu.be/Hc8cZ_MRoxo ), analoga a questa di Carpi, in cui sono state snocciolate cifre e dati inequivocabili sul consumo di suolo e sull' "impronta alimentare", ha avuto l'ardire di replicare che secondo lui l'espressione "consumo di territorio" è ambigua e fuorviante, non rispondente alla realtà di quanto fatto a Modena?
Che dire del piano regolatore di Carpi commissionato a Salzano, costato fior di quattrini, che prevedeva una fascia di verde a contenimento dell'espansione della città, un'idea all'avanguardia, non a caso ripresa oggi da altre città, come ha spiegato Vitali (altro convenuto alla serata), e che a Carpi è stato sabotato?
Che dire del nostro Ass. Tosi, quando spiega come l'espansione edilizia di Carpi ha evitato il fenomeno dello sprawl urbano?
Che dire del fatto che il comune di Carpi non si sia mai dotato di un Programma Poliennale di Attuazione, uno strumento urbanistico previsto dalla legge, e principale strumento di attuazione del Piano Regolatore?
Che dire, infine, se gli attori di questo consumo del suolo, sono gli stessi che ormai vanno ripetendo da qualche anno che bisogna smettere di consumarlo, salvo poi fare il contrario?
Se il PD ha perso consensi nel tempo è anche per colpa di questa contraddizione: è chi ha governato questa regione in questi anni che l'ha spolpata, rinunciando a pianificare il territorio per pianificare una crescita speculativa del consumo di territorio.


Carpi - 

Questi i temi trattati durante l'ultima seduta del consiglio comunale.
Sul Bilancio consuntivo, stravolto dalla gestione del dopo terremoto, nulla di sostanziale da eccepire, resta solo una domanda:
quanto paga il comune di Carpi d'Iva? Una questione che mi è parso di capire non fosse mai stata posta all'attenzione del consiglio, nell'ambito della discussione sul bilancio.
Il problema di come evitare l'esborso d'Iva, una tassa che il Comune difficilmente riesce a portare in detrazione, è stato posto nell'ultima riunione della Consulta sport e benessere, tenutasi a poche settimane dal mio insediamento in
consiglio. Il Comune spende oltre 1milione e 200mila euro l'anno nel settore sportivo, quanta parte va allo Stato sotto forma d'Iva?
Attendiamo la risposta, nel frattempo qualche idea su come risparmiarla ce la siamo fatta. E' bastato tornare con la memoria al referendum su Aimag, quando ne proponemmo la trasformazione in società patrimoniale in house, per evitare la cessione del 40% delle sue azioni ad Hera e Fondazioni bancarie.
Una società patrimoniale del Comune, proprietaria degli impianti sportivi, consentirebbe infatti di recuperare l'Iva, e un esempio ce l'abbiamo proprio fra le carte del Bilancio consultivo. Nella relazione Consip, che contiene tutte le voci di spesa sostenute dal comune per acquisti di beni
e servizi fatti attraverso la centrale acquisti del Ministero dell'Economia, alla voce "Fornitura di gas naturale per edifici del Comune di Carpi" si scopre che, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, il gas per riscaldare gli immobili comunali non viene fornito da Sinergas, società
del gas di Aimag, ma da Soenergy di Argenta, che fa parte di una società patrimoniale in house, proprietaria anche degli impianti sportivi del Comune di Argenta.
Soenergy ha vinto nel 2012 la gara Consip per la fornitura del gas di tutte le Pubbliche Amministrazioni dell'Emilia-Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige e Lombardia, per un importo di 70 milioni di euro circa. Alla faccia di chi ci disse, all'epoca della privatizzazione di Aimag, che l'unico modo per vincere le gare del gas ed avere economie di scala era entrare in una grande aggregazione industriale.
E' giusto il caso di ricordare che Carpi ha avuto una società patrimoniale, proprietaria della piscina e pensata per realizzare il nuovo impianto, che non è mai stata usata, tanto che s'è deciso di scioglierla nel 2011, rappresentando solo una spesa improduttiva per la collettività.

Le Umi, ovvero Unità Minime di Intervento, rientrano in una disposizione prevista dalla legge regionale per la ricostruzione del dopo terremoto.
Si tratta di individuare quegli edifici danneggiati dal sisma che, per un intervento di ristrutturazione e miglioramento delle prestazioni sismiche ed energetiche, rendono necessario intervenire anche sugli immobili attigui o comunque collegati da un punto di vista strutturale.
E' una disposizione che prevede l'uso della mano pesante da parte dell'Amministrazione, laddove si dispone (anche se come extrema ratio) l'esproprio degli immobili di quei proprietari che, per una qualunque ragione, non acconsentano al ripristino degli edifici.
Può esser un buon dispositivo, a patto che si avvii un percorso di pianificazione partecipata, col coinvolgimento sia dei tecnici che dei proprietari.
Visto che l'individuazione delle Umi è un primo passo verso il piano per la ricostruzione di Carpi, e visto che quest'ultimo diventerà una parte
del prossimo piano regolatore della città, chissà che da questa esperienza di ricostruzione non possano venire le premesse per una pianificazione veramente partecipata del nuovo PSC di Carpi.

La Lega Nord ha presentato a novembre 2012 una mozione con la quale ha fatto sua la campagna promossa dal forum "Salviamo il paesaggio", per fare un censimento capillare, in ogni Comune italiano, delle abitazioni e degli edifici produttivi non utilizzati, vuoti, o sfitti.
Il ragionamento che ci sta dietro è lineare: prima di decidere se, cosa e come costruire, devo avere una fotografia fedele della realtà abitativa, produttiva e immobiliare di un Comune.
Un dato indispensabile per pianificare il territorio, eppure un dato che non si riesce a sapere e che evidentemente molte amministrazioni, compresa la nostra, ignorano; un dato, o meglio, la sua mancanza, che spiega di per sé l'assenza di una logica nella pianificazione della città che non fosse quella speculativa.
Questo censimento lo chiedemmo già noi nel 2009, con una petizione ispirata dal movimento "Stop al consumo del territorio", da cui è nato "Salviamo il paesaggio".
Se n'è parlato di nuovo a Carpi nel 2011, quando è stato approvato il progetto "Case nella rete" dell'Unione Terre d'Argine, con la prudente promessa di fare un censimento dello sfitto in tempi non brevi, e se n'è riparlato ieri sera a fine seduta, in un clima di svacco generale, con la proposta della Lega Nord passata a maggioranza, e che prevede che il censimento venga fatto in 6 mesi. Staremo a vedere.


Carpi - 

pozzi.png

Dal settimanale Tempo di Carpi:

"Il Cda di Garc riunitosi il 27 febbraio scorso, ha convenuto di interrompere l'iter autorizzativo della centrale a biomasse che doveva sorgere su un lotto di proprietà dell'azienda nella zona industriale di Fossoli.
"Convinta - si legge nella nota di Garc - anche in questa circostanza di aver progettato un'iniziativa industriale di assoluta conformità tecnica, con tutti i crismi della legalità, perfettamente in linea con i requisiti della legislazione vigente e assoggettata a tutte le pratiche autorizzative previste dalle norme, l'azienda si è sempre considerata tuttavia una realtà imprenditoriale del territorio, ben inserita e benvoluta nel contesto in cui è nata e si è sviluppata.
Di fronte, dunque alle reazioni seguite al progetto, preso atto delle posizioni che si sono espresse ampiamente in questi giorni, pur nella convinzione di perdere e far perdere un'importante opportunità di sviluppo, Garc ha deciso di non dar seguito all'iniziativa e di destinare ad altri obiettivi i propri investimenti.
La decisione è coerente con i comportamenti tenuti da un'impresa che ha sempre considerato la propria vocazione all'espansione e allo sviluppo non separabile dall'ispirazione a principi etici e di correttezza nei comportamenti.
E' la ragione che non autorizza, nel caso specifico, a parlare di vinti o di vincitori, ma solo di una scelta meditata e in linea con gli indirizzi che costituiscono una delle ragioni d'essere di Garc".

Che c'entri qualcosa col risultato elettorale? Abbiamo tirato fuori noi le carte, abbiamo coperto noi quel vuoto informativo da parte dell'Amministrazione Comunale, che ha prestato il fianco a facili sospetti, siamo stati gli unici in Consiglio Comunale ad opporci in maniera categorica a questo progetto che, a dispetto di quanto scrive Garc, aveva molti vizi e poche virtù. Oggi possiamo dirci davvero soddisfatti di questo risultato, merito anche e soprattutto della protesta spontanea dei cittadini di Fossoli, che si sono costituiti in un Comitato contrario all'inceneritore. E' tutto partito da una ricerca un po' fortuita e casuale in rete, che ci ha portato a scoprire le carte del progetto, segno che, come ripetuto più volte da Grillo anche in questa campagna elettorale, un po' di curiosità e senso civico, un impegno minimo da parte dei cittadini, sarebbe già sufficiente per fare la differenza nell'amministrazione della cosa pubblica di un territorio.
E sarebbe un errore, oggi, se questo bagaglio di conoscenze sul tema biomasse, maturate all'interno del nostro gruppo 5 Stelle (grazie ancora a Galantini e Paluan per la bellissima relazione di febbraio) e anche all'interno dell'agguerrito Comitato di Fossoli, rimanesse fine a se stesso, fine a questa, lasciatemelo scrivere, meritata vittoria.
Non si può eludere infatti il problema del fabbisogno energetico del paese, un problema a cui un'amministrazione locale, in mancanza di un piano strategico nazionale, avrebbe l'obbligo di rispondere da subito con 2 semplici azioni:
_la prima, fare informazione rispetto alla natura del problema (la mancanza di informazione è parte del problema) affinché le possibili soluzioni vengano prese attraverso il coinvolgimento diretto della cittadinanza;
_la seconda è metter in atto da subito politiche per il risparmio energetico, (e un primo passo potrebbe essere, per esempio, alzare gli standard qualitativi del regolamento edilizio).
Se così non fosse, c'è da scommettere che ben presto ci troveremo a fare i conti con altri progetti mal digeriti dalla popolazione. Giusto qualche giorno dopo l'incontro del Comitato NIC di Fossoli in cui, giustamente, si è spiegato quanto il metano sia in definitiva una fonte energetica "più pulita" rispetto alle biomasse, a Correggio c'è stato un interessante incontro promosso dal Comitato No Triv, che si oppone all'apertura di tre pozzi esplorativi alla ricerca di gas, da parte di una società australiana, la Po Valley Energy, in prossimità del giacimento di gas naturale chiamato Correggio dismesso da Eni.
Una battaglia che meriterebbe altrettanta attenzione (anche da parte della nostra amministrazione, visto che c'è tempo fino al 16 marzo per presentare osservazioni contro questo giacimento) tenuto conto che a Correggio dal 1992 al 2010 sono stati registrati 4.000 terremoti dalla rete sismologica di Eni, installata in corrispondeza del giacimento (fonte: studio di F. Ferulano Eni Divisione E&P, Milano http://www2.ogs.trieste.it/gngts/gngts/convegniprecedenti/2010/riassunti/1.1/1.1_ferulano.pdf).
Da apprezzare la decisione di Garc e le parole usate, quando si dichiara azienda che si è sempre considerata "...una realtà imprenditoriale del territorio, ben inserita e benvoluta nel contesto in cui è nata e si è sviluppata". Parole che, mutatis mutandis, si possono tranquillamente adattare ad un'altra importante realtà imprenditoriale del territorio come CMB, da cui noi del M5S di Carpi ci aspettiamo, a questo punto, che ritiri con lo stesso spirito il progetto di via Corbolani sul Parco Lama.


Carpi - 

Cos'è una faglia attiva?
Se, come riporta wikipedia, una faglia è "una frattura (planare o non planare) della roccia, che mostra evidenze di movimento relativo tra le due masse rocciose da essa divise", allora è immediato pensare che attiva faccia riferimento a un movimento recente o tutt'ora in corso, della terra lungo la faglia, ma non è così.
La questione è dibattuta, e stando a quello che ho trovato in rete, non esiste una definizione che metta d'accordo tutti gli scienziati; in linea di massima si può prender per buona la definizione che da il Dipartimento di Protezione Civile, secondo cui una faglia attiva è:
una "faglia che presenta evidenze di scorrimento relativo tra due volumi di roccia/terreno avvenuto nel corso degli ultimi 40.000 anni, per cui si presume che lo scorrimento possa ancora verificarsi".
Pertanto, se anche le cronache storiche riportano notizia di terremoti disastrosi in Emilia-Romagna secoli orsono, le faglie presenti in regione non hanno mai smesso di esser attive, per definizione, fino ai giorni nostri.
"Faglia sismogenetica attiva" è un'espressione che desta allarme di per sè, e probabilmente la consapevolezza che l'intera regione è percorsa da diverse faglie attive, avrebbe incrinato alcune delle convinzioni condivise da tutti, prima del terremoto, e relative alla sismicità del nostro territorio; qualche esempio:

_che qui non sarebbero mai venute forti scosse;
_che nel sottosuolo c'è una sorta di cuscino di argilla che attutisce le onde sismiche;
_che ad una forte scossa di terremoto non avrebbe fatto seguito un'altra forte scossa;
ecc...ecc...

Credenze diffuse fino a l'altro ieri e che oggi possiamo tranquillamente rubricare tra le leggende metropolitane.
E' indubbio che questi terremoti in Emilia-Romagna debbano segnare uno spartiacque, non solo per la popolazione emiliano-romagnola, ma per tutto il paese, rispetto alla sensibilità ed attenzione dedicata alla conoscenza del proprio territorio, sottosuolo incluso.
Una conoscenza che, per la verità, non è mancata alla piccola comunità di Rivara, frazione di San Felice (una delle zone più colpite dal sisma) da quando la ERS, Erg Rivara Storage, ha manifestato l'intenzione di costruire nel sottosuolo di Rivara, uno dei più grandi impianti di stoccaggio gas del Paese, il primo in Italia in acquifero. Il Comitato No Gas di Rivara ha sempre puntato il dito contro il rischio di microsismi indotti dall'attività di iniezione ed estrazione di gas in pressione nel sottosuolo.
Ma Rivara è troppo piccola per reggere il confronto con l'intensa attività di lobbying di una multinazionale del petrolio.
Con 2300 terremoti dal 20 maggio ad oggi, che hanno spaziato su una superficie compresa tra 4 province, il livello di attenzione e la domanda di sapere, però, si sono allargati ad una platea molto più vasta ed esigente.
I dubbi, le domande e le paure della popolazione non si possono più evitare e meritano un'adeguata risposta da parte degli enti e delle istituzioni preposte.
Occorre a tal fine aprire un serio dibattito in ambito accademico-scientifico sulla possibile interazione tra attività umana nel sottosuolo (in presenza di faglie attive), e terremoti;
il livello di conoscenze a riguardo sembra troppo frammentario e la ricerca non è sempre indipendente.
Molti esperti e docenti della provincia di Modena si sono affrettati ad escludere nella maniera più assoluta qualsiasi tipo d'influenza dell'attività umana nel sottosuolo sui terremoti registrati in Emilia-Romagna.
E' quantomeno paradossale che una scienza che riconosce, ed anzi evidenzia, i propri limiti di previsione dei terremoti, riesca poi a prevedere con tanta sicurezza, che l'azione dell'uomo non c'entra in alcun modo.
A meno di non volerci ritrovare qui, tra qualche tempo, ad aggiungere, nella migliore delle ipotesi, una nuova leggenda metropolitana a quelle elencate prima, ovvero "che l'attività dell'uomo nel sottosuolo non contribuisce neppure ad anticipare
una crisi sismica", sarà il caso si cominci ad approfondire seriamente la questione adesso.

Di seguito i link a:
_ricorso di cui si parla nel video, scritto e proposto dall'avv. Rebecchi
Ricorso al Capo dello Stato contro il Decreto Ministeriale favorevole ad ERS
_relazione del prof. Ortolani allegata al ricorso
Parere del prof. Ortolani

PS
Dal 7 luglio nessuno dei soggetti legittimati a presentare ricorso al Capo dello Stato contro il Decreto Ministeriale, che consentiva di fatto alla ERS di iniziare i sondaggi per l'impianto di stoccaggio gas, ha raccolto l'invito a farlo.
Superfluo aggiungere che chiunque avesse deciso d'inoltrarlo, non si sarebbe dovuto accollare alcun tipo di spesa.

I candidati a Carpi

  • user-pic
    Eros Andrea Gaddi
  • user-pic
    Luca Severi
  • user-pic
    monica MEDICI

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