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SOTTRATTA A CESENA LA CASSA DI RISPARMIO


Cesena - 

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div style="text-align: center;">Prenditi 2 minuti per leggere fino in fondo.

Qui sotto potrai scoprire l'insaziabile e criminale avidità dei banchieri europei e italiani che, con la collaborazione dei partiti politici, pretendono di impadronirsi con poca spesa della Cassa di Risparmio di Cesena e del suo patrimonio di quasi due secoli.

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Potrai leggere i trucchi contabili utilizzati dalla Banca d'Italia e dal Governo Renzi per derubare Cesena dei 400 milioni di euro del patrimonio e della proprietà della Cassa di Risparmio, e per impadronirsi dei 5 miliardi di euro di depositi dei Cesenati, accelerando così il declino e la rovina dell'economia e della comunità locale e romagnola.
In tutta fretta e di nascosto, vengono prese decisioni molto gravi che fanno emergere l'attacco dei banchieri alla Romagna e all'Italia per impadronirsi delle nostre più importanti ricchezze.
Basta sostituire il consiglio di Amministrazione e il suo Presidente per ottenere il risultato desiderato
Il Consiglio di Amministrazione eletto il primo febbraio 2016, in sostituzione del precedente, il 28 maggio 2016 ha approvato all'unanimità il Bilancio 2015, valutando le perdite in 252 milioni di euro (invece dei 104 milioni previsti nella bozza di bilancio del 31 marzo 2016).
Il consiglio di Amministrazione praticamente azzera il valore delle azioni, che passa da 15 euro a 0,50 euro ad azione, e in questo modo l'intervento del Fondo Interbancario per 280 milioni di euro, porterà il Fondo a possedere il 94% della Cassa, per poi cederlo ad altri. Agli azionisti attuali, fondazioni bancarie locali e privati, rimarrà il 6%.
La Cassa di Risparmio di Cesena è stata fondata nel 1841 ed è da sempre la principale banca della città e del territorio. La Fondazione della Cassa di Risparmio di Cesena possiede il 48% di 27.600.000 azioni. La Fondazione Cassa di Risparmio e del Monte di Lugo l'11%, la Fondazione Banca del Monte e Cassa di Risparmio di Faenza il 6%. Vi sono poi circa 13.000 azionisti che possiedono circa 10 milioni di azioni (media di circa 8.000 azioni ognuno).
A marzo e aprile 2016 le azioni sono state scambiate a un prezzo medio di 15 euro, pari a un capitale sociale di 414 milioni di euro.
Al 31.12.2014 il Patrimonio della Cassa di Risparmio era stato stimato pari a 358 milioni di euro, di cui 257 milioni di capitale sociale e 101 milioni di altre riserve.
Le precedenti ispezioni della Banca d'Italia del 2011 e del 2013.
L'esito dell'ispezione della Banca d'Italia nel 2011 era stato favorevole: la Cassa di Risparmio di Cesena fu classificata tra le migliori banche d'Italia.


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Al termine dell'ispezione della Banca d'Italia nel 2013, fu inflitta una sanzione per distribuzione anticipata dei dividendi. La sanzione fu annullata in seguito all'ulteriore documentazione trasmessa alla Banca d'Italia da parte della Cassa di Risparmio.
BASTA UN PICCOLO TRUCCO PER OTTENERE IL RISULTATO VOLUTO
È infatti bastato far aumentare magicamente di 150 milioni di euro nel giro di poche settimane la valutazione delle perdite sui crediti garantiti con ipoteca, per trovare la scusa di far crollare il valore delle azioni della cassa di Risparmio a meno di un ventesimo del valore effettivo.
La Cassa di Risparmio ha circa 500 milioni di crediti in sofferenza garantiti da ipoteche. Nel Bilancio approvato dal Consiglio di Amministrazione pare che questi crediti siano stati valutati al 34,1% del loro valore, ossia circa 170 milioni. Finora, incluso il 2014, la Cassa di Risparmio è riuscita a recuperare mediamente il 70% del valore di questi crediti, pari a 350 milioni. Il 70% di recupero dovrebbe essere quindi il parametro di riferimento per la svalutazione di questi crediti. Con questa valutazione del 70% dei crediti garantiti da ipoteca in sofferenza, cadrebbe la scusa della necessità dell'aumento di capitale, in base a cui il Fondo Interbancario vuole impadronirsi della Cassa di Risparmio di Cesena . Senza escludere che vi siano altre valutazioni più negative del necessario, che hanno contribuito a ottenere il risultato desiderato da chi si vuole impadronire della Cassa di Risparmio di Cesena.
LA FONDAZIONE DELLA CASSA DI RISPARMIO DI CESENA CON QUESTA DECISIONE PERDE 193 MILIONI DI EURO
La Fondazione della Cassa di Risparmio di Cesena, di proprietà dei Cesenati e senza fini di lucro, possiede 13 milioni di azioni della Cassa di Risparmio, equivalenti a circa 200 milioni di euro. Il Consiglio di Amministrazione ha deciso di valutare le azioni 0,50 euro. Il valore delle azioni della Fondazione diventerà pari a 7 milioni. Un'istituzione così importante per Cesena perderà una cifra enorme, che utilizzava a favore della città.
GLI AZIONISTI PRIVATI DELLA CASSA DI RISPARMIO DI CESENA PERDONO 135 MILIONI DI EURO
I 13.000 azionisti privati della Cassa di Risparmio di Cesena possiedono circa 9 milioni di azioni equivalenti a circa 140 milioni di euro, fino ad aprile. Con il valore delle azioni a 0,50 euro, secondo la decisione del nuovo Consiglio di Amministrazione, agli azionisti rimarranno poco più di 5 milioni con una perdita di 135 milioni, mediamente una perdita di 10.000 euro per ogni azionista.


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CESENA PERDERA' IL CONTROLLO DEI 5 MILIARDI DI SUOI RISPARMI
Se consideriamo che la Cassa di Risparmio ha il controllo di circa 5 miliardi di risparmi, si fa presto a vedere che 100 milioni sono solo il 2% della somma che la Cassa controlla.
Da più parti sono state proposte altre soluzioni alternative percorribili, che avrebbero permesso di:
- ridurre o azzerare le perdite di tutti gli azionisti
- mantenere il controllo e la proprietà della Cassa di Risparmio in Romagna
La Banca d'Italia ha bocciato queste proposte?
Chi si muove dietro il furto della Cassa di Risparmio ai Cesenati
Banca Centrale europea
La banca centrale, sovrana e insindacabile per statuto, e di proprietà privata, è stata progettata allo scopo di perseguire gli interessi dei più potenti gruppi bancari e finanziari del Pianeta, e favorire la massima concentrazione delle ricchezze e del potere in poche mani.
La Banca d'Italia
A partire dal 1980 è stata separata dal Governo e poi è stata regalata ai banchieri privati che ne posseggono il 95%, per oltre due terzi concentrato in Banca Intesa e Unicredit. Agisce al servizio del sistema bancario e contro l'interesse dei cittadini italiani. Il popolo italiano è stato espropriato illegalmente della proprietà della Banca d'Italia dai governi e dai presidenti della Repubblica degli ultimi trent'anni. Con la fine della lira nel 2002 e l'avvento dell'Euro, l'Italia ha perso la sovranità monetaria, e l'euro ha ridotto l'Italia, che in quegli anni era il paese con maggior crescita d'Europa, a uno degli ultimi.
La Banca d'Italia è significativamente coinvolta nei maggiori scandali bancari italiani, i suoi dirigenti hanno spesso guidato i governi italiani , i ministeri economici e finanziari, hanno contribuito alle principali decisioni economiche e finanziarie che hanno portato e mantengono l'Italia profondamente nella crisi economica e occupazionale e in fondo alla classifica dell'Europa (e sono stati anche Presidenti della Repubblica).
La Banca Centrale Europea e la Banca d'Italia vogliono eliminare le Casse di Risparmio e le Banche locali
La Banca Centrale Europea insieme alla Banca d'Italia, con l'accordo del Governo italiano, mirano a far chiudere o far accorpare le banche locali come le Banche di Credito Cooperativo, le Banche Popolari e le Casse di Risparmio, per impedire alle comunità locali di essere autosufficienti finanziariamente.
La Banca Centrale Europea ha necessità di avere il monopolio assoluto dell'emissione della moneta e del credito bancario, per riuscire a imporre le proprie scelte disumane a tutti noi. Per riuscire a ottenere questo risultato deve eliminare le piccole banche locali che operano a favore del territorio in cui sono nate e svolgono la loro attività.
Le regole valgono per far fallire le banche locali senza disturbare quelle più grandi
La Troika: Fondo Monetario internazionale, Banca Centrale Europea e Commissione Europea tramite la Banca d'Italia (al 95% di proprietà privata e per oltre il 70% di proprietà di Banca Intesa e Unicredit, a loro volta parzialmente di proprietà di gruppi bancari stranieri) impongono alle piccole banche regole che poi non applicano con le banche più grandi.
Se i crediti di Unicredit, Banca Intesa e altre banche fossero calcolati nella stessa maniera in cui sono stati calcolati i crediti della Cassa di Risparmio di Cesena, queste banche fallirebbero o sarebbero in gravi difficoltà.
Le regole sono state fissate apposta per far fallire le banche, far ricadere le perdite sui cittadini, impadronirsi con la forza di ogni ricchezza, frutto di secoli di lavori e sacrifici
I Partiti e le persone che guidano lo Stato Italiano, le Regioni e i Comuni agiscono a favore della Banca Centrale Europea e dei gruppi economici più potenti e contro gli interessi degli italiani.
La crisi economica che viviamo ormai da quasi dieci anni ha lo scopo di strozzarci per impadronirsi di tutte le nostre ricchezze. Le regole fissate infatti stanno producendo sempre più povertà e disoccupazione, obbligano le aziende a chiudere e le famiglie e le istituzioni pubbliche a cedere a prezzi di fallimento le loro ricchezze.
Puoi scegliere di subire tutto questo, oppure condividere queste informazioni con chi conosci, per sviluppare importanti iniziative a favore di Cesena, della Romagna e di tutti noi.


    • \n\nQui sotto potrai scoprire l'insaziabile e criminale avidità dei banchieri europei e italiani che, con la collaborazione dei partiti politici, pretendono di impadronirsi con poca spesa della Cassa di Risparmio di Cesena e del suo patrimonio di quasi due secoli.\n\n\n\n\"banke.jpg\"\n\n\n\nPotrai leggere i trucchi contabili utilizzati dalla Banca d'Italia e dal Governo Renzi per derubare Cesena dei 400 milioni di euro del patrimonio e della proprietà della Cassa di Risparmio, e per impadronirsi dei 5 miliardi di euro di depositi dei Cesenati, accelerando così il declino e la rovina dell'economia e della comunità locale e romagnola.\nIn tutta fretta e di nascosto, vengono prese decisioni molto gravi che fanno emergere l'attacco dei banchieri alla Romagna e all'Italia per impadronirsi delle nostre più importanti ricchezze.\nBasta sostituire il consiglio di Amministrazione e il suo Presidente per ottenere il risultato desiderato\nIl Consiglio di Amministrazione eletto il primo febbraio 2016, in sostituzione del precedente, il 28 maggio 2016 ha approvato all'unanimità il Bilancio 2015, valutando le perdite in 252 milioni di euro (invece dei 104 milioni previsti nella bozza di bilancio del 31 marzo 2016). \nIl consiglio di Amministrazione praticamente azzera il valore delle azioni, che passa da 15 euro a 0,50 euro ad azione, e in questo modo l'intervento del Fondo Interbancario per 280 milioni di euro, porterà il Fondo a possedere il 94% della Cassa, per poi cederlo ad altri. Agli azionisti attuali, fondazioni bancarie locali e privati, rimarrà il 6%.\nLa Cassa di Risparmio di Cesena è stata fondata nel 1841 ed è da sempre la principale banca della città e del territorio. La Fondazione della Cassa di Risparmio di Cesena possiede il 48% di 27.600.000 azioni. La Fondazione Cassa di Risparmio e del Monte di Lugo l'11%, la Fondazione Banca del Monte e Cassa di Risparmio di Faenza il 6%. Vi sono poi circa 13.000 azionisti che possiedono circa 10 milioni di azioni (media di circa 8.000 azioni ognuno).\nA marzo e aprile 2016 le azioni sono state scambiate a un prezzo medio di 15 euro, pari a un capitale sociale di 414 milioni di euro.\nAl 31.12.2014 il Patrimonio della Cassa di Risparmio era stato stimato pari a 358 milioni di euro, di cui 257 milioni di capitale sociale e 101 milioni di altre riserve.\nLe precedenti ispezioni della Banca d'Italia del 2011 e del 2013.\nL'esito dell'ispezione della Banca d'Italia nel 2011 era stato favorevole: la Cassa di Risparmio di Cesena fu classificata tra le migliori banche d'Italia.\n\n\n\"Unknown.png\"\n\n\n\nAl termine dell'ispezione della Banca d'Italia nel 2013, fu inflitta una sanzione per distribuzione anticipata dei dividendi. La sanzione fu annullata in seguito all'ulteriore documentazione trasmessa alla Banca d'Italia da parte della Cassa di Risparmio.\nBASTA UN PICCOLO TRUCCO PER OTTENERE IL RISULTATO VOLUTO\nÈ infatti bastato far aumentare magicamente di 150 milioni di euro nel giro di poche settimane la valutazione delle perdite sui crediti garantiti con ipoteca, per trovare la scusa di far crollare il valore delle azioni della cassa di Risparmio a meno di un ventesimo del valore effettivo. \nLa Cassa di Risparmio ha circa 500 milioni di crediti in sofferenza garantiti da ipoteche. Nel Bilancio approvato dal Consiglio di Amministrazione pare che questi crediti siano stati valutati al 34,1% del loro valore, ossia circa 170 milioni. Finora, incluso il 2014, la Cassa di Risparmio è riuscita a recuperare mediamente il 70% del valore di questi crediti, pari a 350 milioni. Il 70% di recupero dovrebbe essere quindi il parametro di riferimento per la svalutazione di questi crediti. Con questa valutazione del 70% dei crediti garantiti da ipoteca in sofferenza, cadrebbe la scusa della necessità dell'aumento di capitale, in base a cui il Fondo Interbancario vuole impadronirsi della Cassa di Risparmio di Cesena . Senza escludere che vi siano altre valutazioni più negative del necessario, che hanno contribuito a ottenere il risultato desiderato da chi si vuole impadronire della Cassa di Risparmio di Cesena.\nLA FONDAZIONE DELLA CASSA DI RISPARMIO DI CESENA CON QUESTA DECISIONE PERDE 193 MILIONI DI EURO\nLa Fondazione della Cassa di Risparmio di Cesena, di proprietà dei Cesenati e senza fini di lucro, possiede 13 milioni di azioni della Cassa di Risparmio, equivalenti a circa 200 milioni di euro. Il Consiglio di Amministrazione ha deciso di valutare le azioni 0,50 euro. Il valore delle azioni della Fondazione diventerà pari a 7 milioni. Un'istituzione così importante per Cesena perderà una cifra enorme, che utilizzava a favore della città.\nGLI AZIONISTI PRIVATI DELLA CASSA DI RISPARMIO DI CESENA PERDONO 135 MILIONI DI EURO\nI 13.000 azionisti privati della Cassa di Risparmio di Cesena possiedono circa 9 milioni di azioni equivalenti a circa 140 milioni di euro, fino ad aprile. Con il valore delle azioni a 0,50 euro, secondo la decisione del nuovo Consiglio di Amministrazione, agli azionisti rimarranno poco più di 5 milioni con una perdita di 135 milioni, mediamente una perdita di 10.000 euro per ogni azionista.\n\n\n\"risparmiatori-670x274.jpg\"\n\n\n\nCESENA PERDERA' IL CONTROLLO DEI 5 MILIARDI DI SUOI RISPARMI\nSe consideriamo che la Cassa di Risparmio ha il controllo di circa 5 miliardi di risparmi, si fa presto a vedere che 100 milioni sono solo il 2% della somma che la Cassa controlla.\nDa più parti sono state proposte altre soluzioni alternative percorribili, che avrebbero permesso di:\n- ridurre o azzerare le perdite di tutti gli azionisti\n- mantenere il controllo e la proprietà della Cassa di Risparmio in Romagna\nLa Banca d'Italia ha bocciato queste proposte?\nChi si muove dietro il furto della Cassa di Risparmio ai Cesenati\nBanca Centrale europea\nLa banca centrale, sovrana e insindacabile per statuto, e di proprietà privata, è stata progettata allo scopo di perseguire gli interessi dei più potenti gruppi bancari e finanziari del Pianeta, e favorire la massima concentrazione delle ricchezze e del potere in poche mani.\nLa Banca d'Italia\nA partire dal 1980 è stata separata dal Governo e poi è stata regalata ai banchieri privati che ne posseggono il 95%, per oltre due terzi concentrato in Banca Intesa e Unicredit. Agisce al servizio del sistema bancario e contro l'interesse dei cittadini italiani. Il popolo italiano è stato espropriato illegalmente della proprietà della Banca d'Italia dai governi e dai presidenti della Repubblica degli ultimi trent'anni. Con la fine della lira nel 2002 e l'avvento dell'Euro, l'Italia ha perso la sovranità monetaria, e l'euro ha ridotto l'Italia, che in quegli anni era il paese con maggior crescita d'Europa, a uno degli ultimi. \nLa Banca d'Italia è significativamente coinvolta nei maggiori scandali bancari italiani, i suoi dirigenti hanno spesso guidato i governi italiani , i ministeri economici e finanziari, hanno contribuito alle principali decisioni economiche e finanziarie che hanno portato e mantengono l'Italia profondamente nella crisi economica e occupazionale e in fondo alla classifica dell'Europa (e sono stati anche Presidenti della Repubblica).\nLa Banca Centrale Europea e la Banca d'Italia vogliono eliminare le Casse di Risparmio e le Banche locali \nLa Banca Centrale Europea insieme alla Banca d'Italia, con l'accordo del Governo italiano, mirano a far chiudere o far accorpare le banche locali come le Banche di Credito Cooperativo, le Banche Popolari e le Casse di Risparmio, per impedire alle comunità locali di essere autosufficienti finanziariamente.\nLa Banca Centrale Europea ha necessità di avere il monopolio assoluto dell'emissione della moneta e del credito bancario, per riuscire a imporre le proprie scelte disumane a tutti noi. Per riuscire a ottenere questo risultato deve eliminare le piccole banche locali che operano a favore del territorio in cui sono nate e svolgono la loro attività.\nLe regole valgono per far fallire le banche locali senza disturbare quelle più grandi\nLa Troika: Fondo Monetario internazionale, Banca Centrale Europea e Commissione Europea tramite la Banca d'Italia (al 95% di proprietà privata e per oltre il 70% di proprietà di Banca Intesa e Unicredit, a loro volta parzialmente di proprietà di gruppi bancari stranieri) impongono alle piccole banche regole che poi non applicano con le banche più grandi.\nSe i crediti di Unicredit, Banca Intesa e altre banche fossero calcolati nella stessa maniera in cui sono stati calcolati i crediti della Cassa di Risparmio di Cesena, queste banche fallirebbero o sarebbero in gravi difficoltà.\nLe regole sono state fissate apposta per far fallire le banche, far ricadere le perdite sui cittadini, impadronirsi con la forza di ogni ricchezza, frutto di secoli di lavori e sacrifici\nI Partiti e le persone che guidano lo Stato Italiano, le Regioni e i Comuni agiscono a favore della Banca Centrale Europea e dei gruppi economici più potenti e contro gli interessi degli italiani. \nLa crisi economica che viviamo ormai da quasi dieci anni ha lo scopo di strozzarci per impadronirsi di tutte le nostre ricchezze. Le regole fissate infatti stanno producendo sempre più povertà e disoccupazione, obbligano le aziende a chiudere e le famiglie e le istituzioni pubbliche a cedere a prezzi di fallimento le loro ricchezze.\nPuoi scegliere di subire tutto questo, oppure condividere queste informazioni con chi conosci, per sviluppare importanti iniziative a favore di Cesena, della Romagna e di tutti noi.\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n

I candidati a Cesena


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