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MoVimento 5 Stelle

Dalla parte di chi denuncia


Crotone - 

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Il movimento 5 stelle accoglie con soddisfazione la notizia del ritiro del provvedimento del Soprintendente Pagano nei confronti dell'archeologa Margherita Corrado, che di fatto le impediva di poter lavorare nel suo ambito, colpevole di aver fatto denunce con il solo scopo di tutelare il patrimonio storico Crotonese.

Nei giorni scorsi avevo chiesto nella IV commissione consiliare, che ha la delega alla cultura e ai beni culturali , di prendere una posizione netta su questa vicenda che tra l'altro ha avuto un eco nazionale,in particolar modo ho chiesto di esprimere contrarietà all'azione di Pagano e chiedere la revoca del provvedimento.

Tutto questo non per cercare lo scontro istituzionale , ma perchè oggettivamente si aveva difficoltà a capire il comportamento, del Soprintendente ai beni archeologici, artistici e paesaggistici delle province di Catanzaro, Cosenza e Crotone, poichè la disposizione indirizzata ai funzionari archeologi ed a tutti i tecnici, era molto discutibile, indicando chiaramente che l'archeologa Margherita Corrado «...non può ricevere incarichi professionali... in quanto è in corso un procedimento penale... per diffamazione grave nei confronti del sottoscritto...».

Posto che, un eventuale procedimento penale per una presunta diffamazione non può essere causa di impedimento per il conferimento di incarichi professionali presso la Soprintendenza, neppure in forma cautelativa, la commissione non ha ritenuto , evidentemente, eccessiva la decisione di ostacolare in tutti i modi la meritoria attività professionale dell'archeologa, e quindi ha deciso di stare a "guardare", stile Ponzio Pilato, lasciando che gli eventi facessero il suo corso abdicando al ruolo di istituzione che la città gli ha conferito mostrandosi inerme dinanzi a un ente , come la Soprintendenza che nel nostro territorio ha assunto un ruolo timido nella tutela del nostro patrimonio storico.

La commissione con questa "non presa di posizione" conferma che, in un ambiente omertoso come il nostro, che sia meglio non vedere e non parlare anziché denunciare; tanto poi, alla fine chi paga è sempre quello che non si adegua ad accettare passivamente lo scempio del nostro territorio.

Il movimento 5 stelle è dell'avviso invece che le istituzioni debbano sempre tutelare ed in ogni modo quelle persone che con umiltà cercano nel loro piccolo di vivere nella legalità e denunciare ciò che non è giusto nell'interesse di tutti: come quello di non vedere protetto uno dei siti archeologici più antichi del nostro Paese e, dal punto di vista ambientale, tra i più incantevoli della Calabria.

La Dr.ssa Margherita Corrado, infatti, è una professionista che in un ambiente caratterizzato da una 'ndrangheta sempre più aggressiva, rischiando ha avuto il coraggio di vedere, parlare e denunciare gli abusi e le condotte omissive che hanno permesso di deturpare, talvolta irrimediabilmente, il patrimonio paesaggistico calabrese, come confermano le recenti iniziative intraprese dalla magistratura.

Senza tralasciare, pertanto, che dovrebbero essere gli organi giudiziari a decidere sulla correttezza o meno della condotta dell'archeologa.

Prendo atto che la IV commissione preferisce girarsi dall'altra parte quando il nostro territorio e i nostri beni vengono offesi da certi atteggiamenti ma il movimento 5 stelle resterà sempre vigile e pronto per la difesa della nostra storia con tutti i mezzi disponibili.


MoVimento 5 Stelle di Crotone
Andrea Correggia




Crotone - 



emergenza.png

Il M5S Crotone
invita tutti i cittadini per un sit-in pacifico
davanti alla Prefettura di Crotone
giovedì 12 ottobre dalle ore 15:00
per dire NO alla legge elettorale "Rosatellum bis"

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Questa iniziativa risulta doverosa in conformità con le iniziative intraprese dai parlamentari del M5S, che hanno lanciato un drammatico appello agli italiani per esprimere il proprio dissenso davanti al Parlamento contro ciò che si sta prospettando come un vero e proprio colpo di stato, vale a dire la legge elettorale per la quale proprio giovedì ci sarà il voto di fiducia alla Camera. Una legge che si vuole sottrarre alla discussione e alle modifiche in parlamento e che presenta gravi dubbi di incostituzionalità. Essa ha come duplice scopo impedire al M5S di governare in caso di vittoria elettorale anche schiacciante e, cosa ancor più grave, svuotare di ogni significato la volontà del popolo, impedendo un voto libero e consapevole per dar vita, nella parte proporzionale, ad un Parlamento per 2/3 nominato dalle segreterie di partito; una legge, quindi, deviata e tesa a garantire i privilegi della classe politica, con liste bloccate per blindare i suoi atavici esponenti (per citarne solo alcuni Alfano, Verdini..) che difficilmente verrebbero rieletti dal libero voto dei cittadini. Un sistema che, nella parte maggioritaria, oltre a favorire i soliti professionisti del voto di scambio, premia le grandi ammucchiate in coalizioni talmente disomogenee e in contrasto tra loro che ne verrebbe minata la rappresentatività e la governabilità; infatti consente coalizioni di liste che possono avere divergenti programmi e candidati premier diversi: tutto per evitare che i cittadini possano scegliere liberamente i propri rappresentanti politici.

Si auspica una sentita e condivisa partecipazione dei cittadini che, a prescindere dalle simpatie politiche, hanno a cuore le regole e le sorti della democrazia


MoVimento 5 Stelle di Crotone
Ilario Sorgiovanni e Andrea Correggia




Crotone - 



ANAC.png


Correggia (M5S Crotone) dichiara: "Siamo a rischio sanzioni! Guardando come questa amministrazione gestisce la cosa pubblica, il rischio è concreto! Basti pensare ai controlli della corte dei conti che sta effettuando sulle partecipate che si trovano grosse passività in bilancio. Società, come Crotone Sviluppo, Marina Spa e Sagas che Pugliese ha voluto, per poter distribuire incarichi e poltrone a chi lo ha aiutato nella sua corsa alla campagna elettorale, in barba a tutti i principi di competenza e spesso anche legittimità degli atti".

A settembre è stato approvato in via definitiva l'aggiornamento delle linee guida ANAC che riguardano l'iscrizione nell'elenco delle amministrazioni aggiudicatrici e degli enti aggiudicatori che operano mediante affidamenti diretti nei confronti di proprie società in house. Quindi, dal 30 ottobre, per legittimarne gli affidamenti, sarà necessario che queste società siano iscritte, avendone i requisiti, ad un apposito elenco. In buona sostanza, l'ANAC è legittimata ad agire e verificare, gli atti generali e dei provvedimenti relativi a contratti di rilevante impatto, e qualora ritenga che essi violino le norme in materia di contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture potrà impugnare il bando.

Correggia prosegue: "Relativamente alla Crotone Sviluppo, noi del MoVimento 5 Stelle abbiamo già inviato all'ANAC una segnalazione riguardo la nomina dell'amministratore unico Leo Pedace, avvenuta senza evidenza pubblica, come invece previsto da regolamento".

Relativamente ad AKREA, società che percepisce alcuni milioni di euro, all'anno, per servizi effettuati malissimo e senza alcuna vigilanza e controllo da parte del Comune, Coreggia sottolinea: "Il Sindaco non risponde alla nostra richiesta di maggior trasparenza e, anche su questa gestione troppo "allegra", presumiamo un possibile un intervento da parte dell'organismo anticorruzione".

Relativamente ai lavori della II commissione, strategica per il consiglio comunale, presieduta dalla consigliera Galdieri, Correggia evidenzia: "E' diventata la passerella degli assessori. Non si entra mai nelle vere questioni della città, che restano irrisolte".

Sulla "crisi" della maggioranza, Correggia conclude: "Cosa si aspettavano da Sculco i sei consiglieri definiti "dissidenti"? Tutti conoscono il suo modo di amministrare la cosa pubblica. Mi auguro, che abbiano veramente coraggio e facciano cadere questa Amministrazione, che verrà ricordata solo per aver trasformato una fontana in una specie di monumento alla coppa di gelato gusto puffo!".


MoVimento 5 Stelle di Crotone
Andrea Correggia




Crotone - 

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De Luca incompatibile.png
Il Sindaco Pugliese ha travisato il parere reso dal Ministero dell'Interno al punto tale da rendere pubblica una notizia non vera e priva di fondamento relativa al fatto che il Viminale abbia escluso che sussista alcuna incompatibilità per la carica dell'Assessore da lui nominato il 21 luglio 2017.
In realtà, il parere ministeriale non esclude la causa di incompatibilità dell'assessore De Luca ma delinea, invece, quelle che definisce «... le coordinate normative e giurisprudenziali di cui si dovrà tenere conto nel valutare l'esistenza della prospettata fattispecie di incompatibilità ...».
In altre parole il Ministero afferma che « ... la pendenza della lite tra l'assessore esterno, avv. Salvatore De Luca, e il Comune di Crotone determina certamente l'insorgere della causa di incompatibilità di cui all'art. 63, comma1, n.4, del d. lgs. 267/2000. Tuttavia, occorre valutare in che modo incidano sul permanere della sussistenza della stessa l'accordo di cessione con la relativa richiesta di estromissione e la rinuncia agli atti del giudizio».
Ed è proprio dall'esame della documentazione prodotta dall'assessore De Luca che noi del M5S abbiamo potuto valutare la sussistenza della causa di incompatibilità, tenendo conto non solo del quadro normativo.
Alle medesime conclusioni sono giunti il Segretario Generale avv. Bruno Rosaspina e l'Avvocatura dell'Ente avv. Rossella Russo.
Infatti, nella segnalazione che abbiamo inviato all'ANAC, con buona pace del Sindaco, dimostriamo che la nomina dell'assessore De Luca fino ad oggi è illegittima in quanto questi non ha proceduto al sostanziale ed incondizionato abbandono della lite pendente. L'assessore De Luca, utilizzando l' istituto giuridico della rinuncia agli atti del giudizio (art. 306 c.p.c.) nei soli confronti del Comune non sana la sua posizione di incompatibilità. Infatti, sulla base del dettato normativo (art. 310, comma 1, c.p.c.) secondo il quale l'estinzione del processo non estingue l'azione, la rinuncia agli atti determinerebbe sì l'estinzione del processo ma non scongiurerebbe la riproposizione dell'azione.
La rinuncia agli atti non implica la cancellazione del diritto sostanziale per cui la domanda può essere sempre riproposta
Il M5S ritiene che, alla luce dei fatti, l'avv. De Luca continui ad essere incompatibile con l'incarico di assessore conferitogli dal Sindaco, non per pregiudizio politico, come affermato dal presidente della I commissione consiliare avv. Mario Megna, ma perché la sua nomina, come esplicitato sopra, vìola palesamente quanto prevede l'art. 63 comma 1 n.4 del TUEL.
Per quanto ci riguarda le regole devono essere rispettate e non aggirate; non basta una dichiarazione opportunistica, depositata pochi giorni prima della nomina, in cui si cede a terzi il credito controverso vantato verso il Comune di Crotone, seguita dalla richiesta di estromissione e rinuncia agli atti del giudizio solo nei riguardi dello stesso Comune, Ricordiamo anche che nella missiva inviata dalla prefettura al Sindaco di Crotone si ribadisce che il Consiglio Comunale è l'organo collegiale competente a deliberare sulla regolarità dei titoli di appartenenza dei propri componenti, secondo la procedura prevista dall'art. 69 del TUEL.
Inoltre, si rammenta che lo stesso avv. De Luca, in quanto liquidatore della Società di Costruzione Afrodite srl, difende gli interessi di detta società che ha come controparte il Comune di Crotone e ciò prospetta un palese conflitto d'interessi nell'esercizio della sua funzione pubblica.

MoVimento 5 Stelle di Crotone
Ilario Sorgiovanni e Andrea Correggia



Come gli struzzi


Crotone - 

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Come gli struzzi.png
Per l'ennesima volta, nonostante tutte le rassicurazioni dell'amministrazione regionale, dobbiamo tornare a parlare della possibilità che venga concessa la realizzazione di una nuova discarica a Giammiglione, tra Crotone e Scandale.

Il silenzio del Comune é assurdo, da tempo ho chiesto alla Consigliera Galdieri, presidente della II^ commissione, ed al Sindaco, di mettere all'ordine del giorno la discussione sull' argomento, ma siamo ancora qui ad attendere.
Sembra che preferiscano non entrare nella questione, dimenticando che devono amministrare per il bene della città e svilendo ancora una volta il ruolo dei consiglieri comunali sia di opposizione ma soprattutto di maggioranza.

Il futuro di Giammiglione è sicuramente legato alla bonifica dell'area SIN. Infatti, meno di un anno fa, il Sindaco Pugliese ha dichiarato: "Per questa bonifica c'è stato un precedente progetto, presentato da Syndial, che prevedeva una discarica in località Giammiglione. Questa discarica, oggi, non si può realizzare più perché il piano dei rifiuti della regione Calabria non prevede più discariche e, di conseguenza, non abbiamo più possibilità di abbancare fuori sito le scorie relative alla bonifica"

Noi vogliamo capire se il Sindaco e la maggioranza che lo sostiene sono favorevoli o no all'eventuale realizzazione di questa ennesima discarica. Vogliamo che i cittadini possano conoscere come avverrà la bonifica dell'ex area industriale. Invece, il 29 settembre, data della Conferenza dei Servizi indetta dalla Regione, si sta avvicinando e loro fanno gli struzzi.

Tutti sappiamo che le discariche sono sempre state uno degli interessi delle mafie. Sindaco Pugliese, anche per contrastare questi interessi, sia trasparente, indica l'Assemblea Pubblica richiesta da oltre 700 cittadini, ci faccia partecipare nelle scelte che determineranno il futuro della nostra città.
Siamo anche preoccupati per la possibilità di svendita del nostro territorio in vista delle prossime elezioni, per una poltrona a Roma.

MoVimento 5 Stelle di Crotone
Andrea Correggia




Crotone - 

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Difendiamo la bellezza ed il nostro territorio.png
Il M5S accoglie con grande soddisfazione la sentenza emessa dal TAR Calabria, che ha respinto il ricorso avverso il Comune di Crotone in riferimento all'annullamento del permesso di costruire rilasciato nel 2011 e rinnovato a settembre 2015. Infatti, già nel 2014, la Provincia aveva revocato, con effetto retroattivo, il "possesso della qualifica di imprenditore agricolo a titolo principale", presupposto necessario al rilascio dell'autorizzazione.

In pratica, i fratelli Scalise non erano imprenditori agricoli e, quindi, per quanto previsto dal vigente Piano Regolatore Generale, non avevano diritto a chiedere il permesso per costruire. Riteniamo che questa grottesca situazione sia l'ennesimo risultato di una politica incapace a gestire il territorio e di una macchina amministrativa che agisce in modo non trasparente e superficiale.

Ciò che occorre fare subito è pretendere il ripristino dei luoghi, verificare che altri iter burocratici all'interno degli uffici del settore dell'urbanistica non siano interessati da situazioni di illegittimità e soprattutto da una politica di investimenti nella zona di Capo Colonna, troppo appetibile e soggetta a mire di speculazione edilizia.

MoVimento 5 Stelle di Crotone
Ilario Sorgiovanni e Andrea Correggia




Crotone - 

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Legalità e regole per la democrazia.png
L'abbandono dell'incarico da parte del segretario comunale dott. Rosaspina ci lascia sbigottiti.

Un altro tassello, di questa Amministrazione, nel disegno politico atto ad annullare tutte le regole di una corretta funzione della macchina amministrativa-politica di Crotone.

Ricordiamo che l'operato di Rosaspina è stato caratterizzato dalle frequenti segnalazioni di numerose determine e delibere di giunta viziate che, infatti, sono state ritirate e riproposte secondo quanto previsto dalla giurisprudenza segnalata dal Segretario! Quindi, era un segretario comunale che operava per tutelare gli interessi dei cittadini, adoperandosi affinché gli atti comunali fossero legittimi. E non una persona che ostacolava questa Amministrazione.
Proprio questo prodigarsi sembra aver dato fastidio all'Amministrazione capitanata dal duo Pugliese/Sculco.
Chi vigilerà in futuro sulla correttezza e legalità?

Ma, questa apparente allergia sulle regole, dei nostri cari amministratori, è stata palesata anche in altre circostanze!
Ricordiamo, infatti, il mancato rispetto del regolamento per quanto riguarda le interrogazioni a risposta scritta, che devono essere date in consiglio comunale secondo l'art.38 (Reg.Funzionamento Organi di Governo), la petizione popolare sottoscritta da oltre 200 cittadini a norma di regolamento dell'art.53 (Reg.Partecip.Popolare), ancora in attesa di passare dal vaglio del consiglio comunale, e che dire dell'eterna attesa per la convocazione dell'assemblea pubblica attesa da oltre 700 firmatari crotonesi? Anche questo documento redatto secondo il regolamento per la partecipazione popolare! (Art.55)

Che la strategia politica di questa Amministrazione fosse quella di cancellare tutte le regole e strumenti democratici presenti nel comune di Crotone, ne avevamo avuto il sentore da quando la commissione regolamento, di cui ne è il presidente l'avv. Massimiliano Bianchi, non è stata più convocata, nonostante le sollecitazioni da parte di tutti i consiglieri comunali, di minoranza e maggioranza, ed addirittura dal presidente del consiglio comunale Serafino Mauro!
Tutti abbiamo chiesto di convocare la commissione per modificare il regolamento degli organi di governo! Ma, evidentemente era solo un bluff!

La volontà politica di far funzionare quella commissione non c'è mai stata. Come, di fatto, non c'è mai stata la convocazione, nonostante, sempre da regolamento, sia prevista almeno una convocazione mensile (ennesima violazione)

Evidentemente la nomina di Bianchi in quella commissione è stata funzionale al fatto di non farla mai convocare. Perché, se esistono delle regole che garantirebbe sia alla minoranza che ai cittadini di far funzionare la democrazia, il duo Pugliese/Sculco hanno deciso di cancellarle.
Perchè la casa comunale, secondo loro, va fatta funzionare come fosse un'azienda privata e non un ente pubblico.

Non molleremo ma, sappiate, dovete essere tutti più vigili ed attenti e non dovete lasciarci soli perché siamo in 2 contro 30!.

MoVimento 5 Stelle di Crotone
Andrea Correggia



Chi controlla i controllori?


Crotone - 

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Mario PAGANO.jpg
Il dottor Mario Pagano ha iniziato la sua carriera nel 2006 in qualità di Soprintendente dei Beni Archeologici del Molise, dove si fece notare subito per una condanna dalla Corte dei Conti per la gestione dei Fondi per il finanziamento di 1200 copie di un tomo di interesse privato, effettuato con 26.000 euro di soldi sottratti ad attività istituzionali.
Ha poi firmato in tempo record (7 gg.) un'autorizzazione per la costruzione di 16 gigantesche pale eoliche a ridosso del Parco Archeologico di Saepinum (Cb) per cui la Corte dei Conti lo ha condannato a pagare 1.147.127 euro di danni archeologici e paesaggistici, denunciando un "aperto dispregio alle regole", una "macroscopica negligente condotta di servizio", una "assoluta e inspiegabile arrendevolezza"...
Nel 2008 è diventato Soprintendente dei Beni Archeologici per le province di Caserta e Benevento, incarico da cui fu rimosso nel 2009.
Nel 2011 ha ricoperto lo stesso incarico di Soprintendente dei Beni Archeologici per la regione Umbria e dal 2012 al 2015 per la regione Marche fino a quando non è stato spedito, sempre come Soprintendente, a Cosenza.
Nel 2016 ha firmato subito l'autorizzazione per l'allargamento dello stadio "Ezio Scida", consentendo lavori di scavo e cementificazione su un sito archeologico già vincolato dal 1978, come rilevato dalla nota firma giornalistica Gian Antonio Stella.
Risale sempre al 2016 la durissima lettera del Direttore Generale del Ministero dei Beni Culturali, Caterina Bon Valsassina, che ha intimato l'immediata sospensione di ogni forma di collaborazione di Pagano con il progetto caldeggiato dal sindaco di Cosenza Occhiuto, che prevedeva esose spese per intraprendere opere di scavo nei pressi dei fiumi Busento e Crati, allo scopo di recuperare il leggendario tesoro di ori ed argenti del re goto Alarico. Il Soprintendente aveva già firmato una convenzione con cui si impegnava con il suo Ente in una campagna di scavi per cercare quel tesoro, la cui esistenza insigni storiografi hanno da sempre considerato una bufala.
Nel 2016, ad una richiesta di chiarimenti da parte del Ministro dei Beni Culturali, in relazione alla costruzione di 79 bungalow del "Marine Park Village" in località Scifo, sito sottoposto a vincoli paesaggistici ed archeologici, ha risposto con una nota scritta (prot. n. 12388) affermando in modo non veritiero: "I bungalow sono ormai stati realizzati".
Affermazione che gli è costata, nel luglio 2017, l'accusa di "falso ideologico" ed una richiesta di rinvio a giudizio. La sua condotta omissiva riguardava un intervento che già nel 2014 il Gip Michele Ciociola, che aveva disposto il sequestro preventivo del cantiere, aveva definito "irreversibile stupro".
A questo punto ci saremmo aspettati un intervento da parte del Ministro Franceschini dinanzi a tali incresciose circostanze riguardanti il Soprintendente. Paradossalmente, invece, è proprio Pagano ad emanare, in seguito alla sua personale denuncia per diffamazione ai danni dell'archeologa Corrado, una direttiva con cui dichiara l'incompatibilità della stessa all'assunzione di qualsiasi incarico professionale che sia sottoposto a valutazione della Soprintendenza.
A questi colpi di scena ci tocca assistere in un Paese in cui chi mostra una "macroscopica negligente condotta di servizio" ed una "assoluta e inspiegabile arrendevolezza" anziché rispondere delle proprie azioni dinanzi alla collettività che ha subito i danni, viene premiato con altri incarichi dirigenziali.
Colei che dalla stessa collettività è identificata come paladina del patrimonio archeologico e paesaggistico, sempre impegnata nella sensibilizzazione della comunità locale e nella divulgazione delle conoscenze legate al territorio, viene bandita da ogni collaborazione nell'ambito in cui è unanimemente riconosciuta, anche da grandi nomi come il professore Montanari, come massima esperta.

Qual è la sua colpa?
Aver denunciato, sia con azioni legali che attraverso testate ed emittenti televisive non solo locali ma nazionali (Il Fatto Quotidiano, Il Corriere della sera, Le Iene, Striscia la notizia etc.) tutti gli abusi perpetrati ai danni del comune patrimonio archeologico e paesaggistico.

"Colpe" che in Italia si "Pagano"!
Noi del M5s siamo sempre dalla parte di chi difende il patrimonio comune, le risorse del territorio, la storia e l'identità dei luoghi.
Invitiamo tutti i cittadini, le associazioni culturali ed ambientaliste, le istituzioni, a fare altrettanto e censurare atteggiamenti ed azioni che sottraggono importanti risorse umane e materiali al nostro territorio già tanto trascurato e martoriato.

MoVimento 5 Stelle di Crotone
Ilario Sorgiovanni



Aggiorniamo il catasto incendi


Crotone - 

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catasto_incendi_1200x630.png
La "Legge-quadro in materia di incendi boschivi" (L.353/2000) prevede che annualmente i comuni procedano all'aggiornamento del catasto dei soprassuoli già percorsi dal fuoco. Un importante strumento di tutela del territorio e contrasto agli incendi.

Abbiamo appena vissuto una rovente estate con incendi, per lo più dolosi, che hanno devastato tutto il territorio nazionale.

Anche Crotone è stata colpita dai piromani.

Le zone boscate ed i pascoli i che sono state percorse dal fuoco non possono avere una destinazione diversa da quella preesistente all'incendio per almeno quindici anni. Sono altresì vietati per dieci anni, limitatamente ai soprassuoli delle zone boscate percorsi dal fuoco, il pascolo e la caccia.

Anche in vista della prossima adozione del PSC, per evitare che sugli incendi degli ultimi anni qualcuno possa fare speculazione, chiediamo che in concerto con i Vigili del Fuoco ed i Carabinieri Forestali venga immediatamente aggiornato il "catasto incendi", colmando eventuali lacune degli anni passati.

MoVimento 5 Stelle di Crotone
Ilario Sorgiovanni



Aggiorniamo il catasto incendi


Crotone - 

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La "Legge-quadro in materia di incendi boschivi" (L.353/2000) prevede che annualmente i comuni procedano all'aggiornamento del catasto dei soprassuoli già percorsi dal fuoco. Un importante strumento di tutela del territorio e contrasto agli incendi.

Abbiamo appena vissuto una rovente estate con incendi, per lo più dolosi, che hanno devastato tutto il territorio nazionale.

Anche Crotone è stata colpita dai piromani.

Le zone boscate ed i pascoli i che sono state percorse dal fuoco non possono avere una destinazione diversa da quella preesistente all'incendio per almeno quindici anni. Sono altresì vietati per dieci anni, limitatamente ai soprassuoli delle zone boscate percorsi dal fuoco, il pascolo e la caccia.

Anche in vista della prossima adozione del PSC, per evitare che sugli incendi degli ultimi anni qualcuno possa fare speculazione, chiediamo che in concerto con i Vigili del Fuoco ed i Carabinieri Forestali venga immediatamente aggiornato il "catasto incendi", colmando eventuali lacune degli anni passati.

MoVimento 5 Stelle di Crotone
Ilario Sorgiovanni




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