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Desenzano del Garda - 

Alcune settimane fa abbiamo depositato una interrogazione per conoscere le intenzioni dell'attuale Amministrazione in merito alle procedure di controllo e rimozione delle coperture in amianto ancora presenti sul territorio comunale di Desenzano, una problematica che si trascina da anni e ad oggi ancora irrisolta, ma che può comportare gravi rischi per la salute dei cittadini.
Pubblichiamo qui il testo integrale dell'interrogazione e successivamente il link alla risposta dell'Amministrazione:

PREMESSO CHE:

- Ai sensi della Legge Regionale n. 14/2012, il 31 gennaio 2013 è scaduto il termine per il censimento obbligatorio dell'amianto presente in varie forme negli edifici privati (coperture in eternit, coibentazioni e rivestimenti, materiali interni come pannelli e canne fumarie). Una prima informativa era stata diffusa dal Comune di Desenzano nella primavera 2013 per avvisare i proprietari e detentori di manufatti contenenti amianto di provvedere all'auto-notifica tramite i modelli disponibili nelle sedi territoriali Asl e presso l'Ufficio Ecologia del Comune. L'obbligo, per cui sono possibili sanzioni da 100 a 1500 euro, prevede la segnalazione della presenza di amianto e non la sua immediata bonifica. A seguito di questa, molti cittadini hanno chiesto informazioni e supporto per la presentazione dell'autocertificazione alla Asl, ma non tutti gli interessati hanno ancora provveduto.
- Il Comune di Desenzano del Garda ha assegnato alla Società AeroDron srl di Parma, la mappatura delle coperture in MCA (Materiali Cemento Amianto), come descritto nell'introduzione del "Rapporto mappature in MCA".
- Le immagini utilizzate nel rapporto sono state realizzate dalla Società CGR S.P.A. nella primavera- estate del 2014.

CONSIDERATO CHE:

- Le fasi preliminari e di controllo hanno permesso di individuare 635 coperture con "segnali positivi" per ca.3100 tonnellate di materiale in MCA. E' stato poi effettuato un processo di affinamento tramite l'integrazione dei dati di identificazione analitica con le statistiche eseguite utilizzando i droni, come sintetizzato nella tabella Figura 2- Quadro riassuntivo del documento.
- In seguito alla presenza di possibili "falsi positivi" non si dispone di informazioni certe relativamente alla localizzazione di coperture in fibrocemento "ecologico" le quali possono essere classificate solo analizzando al microscopio elettronico il materiale prelevato in loco, come pure di coperture rivestite con Primer o altre vernici che mascherano i segnali radiometrici che emette una copertura in MCA e possono sfuggire al sistema di analisi. Situazione analoga si verifica per quei tetti su cui sono posizionati pannelli fotovoltaici.
- Nr. 15 coperture risultano da verificare

INTERROGA IL SINDACO E GLI ASSESSORI COMPETENTI:


- Se l'Amministrazione Comunale ritiene questo documento sufficientemente affidabile ed esaustivo al fine di predisporre una pianificazione realistica degli interventi da svolgere nei prossimi mesi in merito a questo delicato argomento.

- Considerando il dato di 3100 tonnellate di materiale altamente cancerogeno presente sul territorio comunale, come intende muoversi l'Amministrazione nel breve e medio termine per tutelare la salute della cittadinanza, esposta a gravi rischi accentuati anche da eventi atmosferici particolarmente violenti, come la grandinata di Agosto 2017, che possono causare ed aver causato la rottura o il danneggiamento di diverse coperture e la dispersione di polveri sottili di amianto nell'aria.

- Se intende questa Amministrazione procedere ad una verifica e censimento puntuale sul campo di tutte le coperture in amianto esistenti sul territorio del Comune di Desenzano del Garda, introducendo una posta di spesa specifica nel prossimo bilancio previsionale.

- Se intende questa Amministrazione procedere alla predisposizione di un piano di intervento e bonifica delle coperture in amianto attraverso il coinvolgimento dei privati proprietari delle strutture prevedendo, se possibile, una forma di contributo da parte del Comune per incentivare ed accelerare il processo di eliminazione totale del materiale inquinante dal nostro territorio.

- Se intende questa Amministrazione, in recepimento delle Direttive Europee 2003/18/CE del 27.3.2003 e 2009/148/CE del 30.11.2009 , del D.M. 6.9.1994 ,del D.M. Sanità 20.8.1999, del Piano Regionale Amianto della Regione Lombardia (PRAL) approvato con il D.g.r. 22.12.2005 n.8/1526, del Piano Sanitario Amianto della Regione Lombardia (PSAL), redigere e diffondere un documento informativo semplificato, utile a chi dovrà effettuare gli interventi di bonifica e rimozione del MCA che sia riassuntivo della legislazione vigente e degli obblighi in essa previsti, e/o istituire uno sportello informativo presso l'Assessorato all'Ambiente del Comune di Desenzano a cui i cittadini coinvolti possano rivolgersi per ottenere indicazioni ed informazioni utili anche in merito agli incentivi esistenti, vedi Decreto del 16 Giugno 2016 del Ministero dell'Ambiente per i soggetti titolari di reddito di impresa (art.2195 CC) come pure lo sconto fiscale per i soggetti privati, in tal caso la rimozione dell'amianto rientra nelle detrazioni fiscali sulle imposte lorde fino al 50%. Con la contemporanea rimozione e coibentazione del tetto le detrazioni salgono fino al 65%.

- Se intende questa Amministrazione rendere pubbliche le informazioni relative alla localizzazione e classificazione delle coperture in amianto presenti sul territorio desenzanese e informare la cittadinanza in merito alla programmazione e attuazione dei futuri programmi di intervento e risoluzione della problematica, anche attraverso discussione in Consiglio Comunale.

Link al documento testo dell'interrogazione
Link alla risposta dell'Amministrazione

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Desenzano del Garda - 

Trovate qui il video della conferenza stampa organizzata dal Movimento 5 Stelle di Desenzano per illustrare i contenuti della relazione prodotta sulla base del lavoro svolto in questi mesi sul tema degli scarichi a lago.
Riteniamo questa problematica di assoluta importanza, abbiamo per questo svolto un lavoro di sintesi e raccolta di informazioni per dare ai cittadini un quadro chiaro e completo della attuale situazione, tutt'altro che rosea.

L'attenzione su questo tema è alta ormai da molti mesi, tutto ha avuto origine dalle segnalazioni dei cittadini e dei comitati locali, in particolare il CAT Comitato Ambiente Territorio​ di Desenzano che da anni ormai denuncia questa situazione. Ora tocca alla politica farsene carico, secondo un principio che dovrebbe essere alla base del funzionamento della macchina amministrativa di una città, ovvero trasformare le istanze e le proposte dei cittadini in soluzioni concrete nell'interesse della collettività.
Le responsabilità in questo caso sono molteplici e distribuite tra vari soggetti, ma ognuno deve fare la propria parte per avviare e portare avanti con determinazione un processo che conduca in pochi anni alla risoluzione definitiva del problema.

Noi, da cittadini all'interno delle istituzioni, intendiamo vigilare affinché questo percorso non si arresti e stimolare continuamente i soggetti incaricati a svolgere a pieno i propri incarichi per sanare una situazione che si protrae ormai da troppo tempo.

Il testo integrale della relazione, così come le immagini significative e le mappe di riferimento sono scaricabili al seguente indirizzo

Oppure al link diretto

Scarichi a lago a Desenzano


Desenzano del Garda - 

Il Movimento 5 Stelle si interessa da anni di tematiche legate alla tutela e alla difesa dell'ambiente in cui viviamo. Negli ultimi mesi in particolare a Desenzano abbiamo affrontato, approfondito ed analizzato la questione degli scarichi a lago, presenti in numero rilevante sul nostro territorio e lungo la nostra fascia costiera.
La situazione nel complesso risulta essere estremamente variegata e articolata, ma presenta un unico comune denominatore, consistente nella costante presenza durante tutti i periodi dell'anno di materiale liquido e solido che dalle fognature finisce per arrivare a lago, anche in prossimità di zone sensibili come passeggiate e spiagge balneabili, offrendo ai fruitori di quei luoghi, che siano essi residenti o turisti, uno spettacolo tutt'altro che entusiasmante, oltre a costituire un serio rischio sanitario per bagnanti e fruitori delle spiagge.

Attraverso questo comunicato intendiamo presentare un lavoro di indagine e censimento della reale situazione degli scarichi a Desenzano, sviluppato dagli attivisti del Movimento 5 Stelle nei mesi successivi alle elezioni amministrative.
L'obiettivo di questo documento è quello di fornire ai cittadini un quadro il più possibile chiaro, completo e comprensibile di ciò che quotidianamente scarica lungo le coste del nostro lago, individuando e inquadrando quanti sono gli scarichi effettivamente presenti e dove sono posizionati, provando poi a risalire alla provenienza delle acque che da questi fuoriescono analizzando le mappe e la documentazione in nostro possesso.
L'analisi svolta ha carattere puramente qualitativo e indicativo, è basata sulla rilevazione visiva dei casi di evidente contaminazione e sulla lettura delle mappe, non abbiamo svolto direttamente analisi sulla qualità delle acque in prossimità degli scarichi e non possiamo quindi fornire valori quantitativi in merito a quanto illustrato.
La mappatura fotografica degli scarichi è stata realizzata procedendo da est verso ovest, fotografando e identificando tutti gli scarichi visibili con diametro della tubatura superiore ai 25 cm.

Dall'indagine effettuata sono stati individuati 48 scarichi a lago di dimensioni rilevanti, di forme e caratteristiche differenti, distribuiti lungo tutta la costa del Comune di Desenzano. In particolare:

- 17 scarichi non trovano rappresentazione nelle mappe in nostro possesso, non siamo quindi in grado di ricostruirne il percorso e la provenienza, così come non è possibile sapere quale tipologia di tubazioni o scarichi civili intercettino.

- Almeno 13 degli scarichi mappati risultano essere collegati direttamente a sfioratori di reti di tipo misto, in cui confluiscono acque nere e bianche provenienti dalle abitazioni dove non sono presenti tubature separate. Da questi scarichi fuoriescono quindi con frequenza reflui fognari che finiscono direttamente a lago senza alcun tipo di filtraggio, ogni volta che il tubo di collegamento di questi scarichi al collettore non è in grado di smaltire le portate in ingresso.

- 5 scarichi costituiscono invece scarichi di emergenza o di troppo pieno del collettore intercomunale che, provenendo dalla sponda ovest del lago, raccoglie i reflui di tutti i comuni attraversati per portarli al depuratore di Peschiera dove verranno trattati. Risulta frequente, in caso di piogge anche non abbondanti, che l'eccesso di portata venga drenato a lago. Questo avviene in 4 scarichi su 5 senza alcun tipo di filtrazione o trattamento.

- I restanti scarichi risultano collegati unicamente a reti di acque bianche, tuttavia, data la posizione spesso particolarmente sensibile, in prossimità di spiagge e passeggiate a lago, ulteriori approfondimenti e verifiche sarebbero auspicabili per accertare non vi siano collegamenti, non noti, a scarichi privati di acque di tipo misto.

Dopo aver individuato e definito gli scarichi a lago presenti lungo la nostra costa abbiamo provato a fornire una classificazione degli stessi che metta in relazione la rispettiva posizione lungo la costa, ovvero il livello di sensibilità della localizzazione in funzione della vicinanza ad aree adibite alla balneazione o alla possibilità di accesso da parte delle persone, con la tipologia di scarico e quindi la probabilità che i reflui in uscita risultino contaminati da fognature o acque di tipo misto.
In ben 5 degli scarichi mappati le condizioni peggiori, ovvero rilasci accertati di acque nere e prossimità a spiagge balneabili, risultano entrambe verificate, esponendo frequentemente a gravi rischi gli ignari bagnanti che in quelle acque si godono qualche ora di relax. Mentre in altri 7 scarichi, pur non avendo materiale fotografico che lo documenti, risulta molto probabile lo sversamento periodico di reflui, in tratti di fascia a lago ugualmente raggiungibili e frequentati.

L'autorizzazione a scaricare per gli scarichi riportati nella mappatura ufficiale (esclusi quindi quelli individuati ma non presenti nelle mappe, i quali dunque risultano essere non autorizzati) è stata negli anni più volte rinnovata, a patto che venissero svolti interventi di messa in sicurezza degli stessi e rispettate determinate prescrizioni, purtroppo quasi mai ottemperate da parte dell'ente gestore.
Ne consegue che da diversi anni GardaUno utilizza gli sfioratori della rete comunale delle acque miste così come gli scarichi di emergenza e di troppo-pieno del collettore intercomunale al di fuori dell'ambito per il quale sono stati autorizzati comportando di fatto lo scarico periodico di reflui fognari tal quali nel Lago di Garda, con un conseguente prolungato e reiterato danno ambientale al sensibile ecosistema lacustre. Tali interventi sembrano prorogati di anno in anno per aspetti finanziari che appaiono risibili a fronte dello stato di salute economica dell'ente gestore.
Il quadro già critico viene ulteriormente aggravato dall'aumento, nelle aree allacciate al collettore, delle unità abitative e dei nuovi insediamenti, quindi dei volumi di reflui scaricati quotidianamente, andando progressivamente ad incrementare il carico e le portate che il collettore deve gestire rendendo sempre più probabili e frequenti gli episodi di sfioramento e conseguente tracimazione a lago dei reflui in eccesso.

Alla luce di quanto rilevato e dalle evidenze emerse dalle verifiche sul campo risulta quanto mai indispensabile e urgente la realizzazione di un censimento e di una campionatura puntuale di tutti gli scarichi individuati sul territorio, più volte annunciata da questa Amministrazione ma ad oggi non ancora realizzata. Tale censimento, completo delle analisi del relativo livello di inquinamento delle acque in uscita da ciascuno scarico, consentirebbe di aggiornare le mappe ufficiali ad oggi disponibili ma fortemente incomplete con le descrizioni dei molteplici scarichi non ancora mappati, nonché di accertare e verificare l'esatta natura degli scarichi invece già riportati.

A questi accertamenti dovranno necessariamente seguire una o più occasioni di confronto e dibattito con la cittadinanza per illustrare lo stato dei fatti e le reali condizioni della rete fognaria desenzanese con le relative forti criticità, come del resto richiesto dal Movimento 5 Stelle alcune settimane fa ma ad oggi senza alcuna realizzazione pratica.

Infine l'Amministrazione dovrà farsi carico, interfacciandosi con l'ente gestore Gardauno nel rispetto delle rispettive competenze economiche e di spesa, di predisporre un piano completo pluriennale per la messa in sicurezza di tutti gli scarichi a lago a rischio presenti sul nostro territorio, attraverso la separazione delle tubature di acque bianche e nere e l'eliminazione degli attuali sfioratori esistenti, concordando con i privati coinvolti le condizioni per un rapido e funzionale allacciamento alle nuove infrastrutture di rete al fine di rendere pienamente efficaci gli interventi effettuati. Allo stesso tempo, sempre l'ente gestore, si dovrà fare carico di provvedere alla messa in sicurezza tramite installazione di sistemi di filtraggio adeguati e l'allontanamento dello scarico dalla costa degli scarichi di troppo pieno e di emergenza del collettore intercomunale come prescritto dai rispettivi atti autorizzativi.

A seguire troverete il link alla relazione realizzata:

Relazione scarichi a lago

Per ragioni di spazio la relazione viene caricata in formato compresso, qui sotto trovate le immagini principali in alta definizione e le mappe utilizzate per la stesura:

Mappa fotografica completa scarichi
Mappa fotografica scarichi non mappati
Mappa fotografica scarichi con sfioratori
Mappa fotografica scarichi emergenza collettore
Mappa fotografica scarichi con indice di rischio

Carta del Sistema Idrografico TAVOLA RIM_T02A
Carta del Sistema Idrografico TAVOLA RIM_T02B
Planimetria della rete fognaria esistente Gardauno 2016 Parte A
Planimetria della rete fognaria esistente Gardauno 2016 Parte B
Carta del Reticolo Idrico TAVOLA 7.1
Carta del Reticolo Idrico TAVOLA 7.2
Tavola Fognatura PUGGSS_01.1_Nord
Tavola Fognatura PUGGSS_01.1_Sud
Tavola del sistema di collettamento intercomunale
Mappa degli scarichi
Mappa rete fognaria Nord
Mappa rete fognaria Sud


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Replica articolo Gardaweek


Desenzano del Garda - 

In seguito all'articolo pubblicato oggi sul settimanale Gardaweek in merito alla richiesta del Movimento 5 Stelle di Desenzano, respinta dall'Amministrazione, di poter realizzare sul territorio comunale un piccolo bosco urbano domenica 19 novembre, con particolare riferimento alle riportate dichiarazioni dell'Assessore all'Ambiente Paolo Formentini, risultano doverose alcune importanti precisazioni.

La possibilità di reperire gli alberelli presso il vivaio forestale regionale tramite gli uffici comunali è stata da noi fin da subito accantonata, a favore di un acquisto collettivo presso un vivaio privato in collaborazione con gli altri gruppi del Movimento 5 Stelle lombardi che hanno aderito all'iniziativa. I costi di acquisto delle piante, di preparazione del terreno, di messa a dimora e pacciamatura nonché tutta la strumentazione necessaria sarebbero stati interamente coperti dagli attivisti e simpatizzanti attraverso fondi propri e le offerte dei cittadini a sostegno dell'iniziativa. L'Amministrazione si sarebbe occupata unicamente dello sfalcio dell'erba, in un'area che peraltro viene già periodicamente manutenuta, e dell'eventuale irrigazione, se necessaria. In merito alla dimensione ridotta degli arbusti si tratta di una scelta voluta, dando seguito allo spirito dell'iniziativa che vuole essere quello di donare un piccolo bosco urbano, destinato a crescere e svilupparsi negli anni, non un parco finito e pronto all'uso.

In merito all'area da destinare all'iniziativa il Movimento 5 Stelle non ha fatto richieste specifiche ma si è rimesso alle valutazioni dell'ufficio comunale competente, accogliendo con piacere la proposta dello stesso di utilizzare un'area adibita ad oggi a parco pubblico, facilmente raggiungibile e molto fruibile, quindi perfettamente idonea a quanto si intendeva realizzare.

Per quanto riguarda invece la proposta di aderire ad analoga iniziativa organizzata successivamente dall'Amministrazione non sarebbe stato per noi economicamente sostenibile, trattandosi di piantumazione di alberi adulti dal costo di circa 150 Euro cadauno, mentre con la stessa cifra avremmo provveduto alla posa di circa 70-80 piante in stato alveolare che sarebbero negli anni cresciute fino alla formazione di un piccolo bosco.

Ribadiamo quindi come la scelta effettuata dall'Amministrazione sia stata puramente di tipo politico, nonostante nell'intento di questa iniziativa ci fosse esclusivamente la volontà di coinvolgere la cittadinanza, le scuole e le associazioni in un momento di socialità e di partecipazione che potesse lasciare tuttavia qualcosa di concreto alla città e non certo quello di fare campagna elettorale fuori stagione.
Risulta inoltre lampante il confronto con altre Amministrazioni non certo vicine al Movimento 5 Stelle come, per fare solo alcuni esempi, Verona, Lonato del Garda, Pescantina, Garda, Brescia, Milano e altre decine di città sparse in tutta Italia, che hanno invece autorizzato l'iniziativa e in alcuni casi collaborato attivamente per l'ottimale svolgimento e riuscita della stessa, nell'interesse esclusivo dell'intera collettività.

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Meno alberi per Desenzano


Desenzano del Garda - 

Domenica 19 novembre, in prossimità della "Giornata nazionale dell'albero", tantissimi cittadini in tutta Italia pianteranno migliaia di nuovi alberi nei rispettivi territori comunali che crescendo porteranno alla formazione di piccoli boschi urbani a disposizione di tutti. L'iniziativa viene proposta dal Movimento 5 Stelle in tutti i comuni in cui siamo presenti con almeno un consigliere (qui il link all'iniziativa: http://www.beppegrillo.it/2017/11/domenica_19_novembre_21408_alberi_per_il_nostro_futuro.html), ma vuole essere innanzitutto un momento di condivisione e di comunità in cui i cittadini si mettono al lavoro per migliorare l'ambiente urbano in cui vivono, senza bandiere ne finalità politiche. L'iniziativa è infatti aperta a chiunque voglia dare il proprio contributo e rimboccarsi le maniche per il proprio territorio, comprese associazioni e scuole.
A Desenzano ci siamo mossi con anticipo per l'organizzazione dell'evento, contattando l'Amministrazione e interfacciandoci con gli uffici competenti. Dopo vari incontri abbiamo individuato l'area da destinare all'intervento e chiarito positivamente tutte le questioni operative legate alla realizzazione dell'evento.
Purtroppo però, nonostante dal punto di vista organizzativo fosse stato tutto ottimamente pianificato e non risultassero impedimenti, l'Amministrazione ha deciso di negare l'autorizzazione, per timore che l'evento potesse dare al Movimento 5 Stelle a Desenzano troppa visibilità.
Il rammarico è tanto, sarebbe stata una bellissima occasione per lasciare a Desenzano e ai cittadini qualcosa di concreto e di utile per il futuro, ma spesso la logica politica prevarica prepotentemente il buon senso e l'interesse comune.
Per chi volesse tuttavia darsi da fare e passare una giornata in allegria facendo qualcosa per l'ambiente informiamo che nel Comune di Lonato l'iniziativa è invece stata autorizzata e quindi verrà realizzata. Per info contattateci in uno dei nostri canali.

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Mozione vuoto a rendere


Desenzano del Garda - 

Il riuso degli oggetti e il loro recupero, prima ancora che il riciclo, sono tra gli strumenti più efficaci per ridurre la quantità di rifiuti prodotti, limitando contemporaneamente la necessità di produrre nuovi oggetti consumando nuova materia ed energia.
Fino ad un paio di decenni fa il vuoto a rendere dei contenitori in vetro era pratica assai diffusa anche a livello domestico, poi accantonata in favore di pratiche più consumistiche con i contenitori usa e getta in plastica.
Ora il Movimento 5 Stelle si fa promotore, a livello nazionale con una proposta di legge e a livello locale con una mozione in Consiglio Comunale, della reintroduzione e istituzionalizzazione di pratiche diffuse di recupero dei vuoti in vetro, a partire dalle attività commerciali che ne fanno maggiore uso:

PREMESSO CHE:

- Il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare attraverso il Decreto del 3 luglio 2017, n°142 ha adottato il "Regolamento recante la sperimentazione di un sistema di restituzione di specifiche tipologie di imballaggi destinati all'uso alimentare, ai sensi dell'articolo 219-bis del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152" (in allegato).
- Al fine di prevenire la produzione di rifiuti di imballaggio, favorendo il riutilizzo degli imballaggi usati, tale regolamento disciplina le modalità di attuazione della sperimentazione su base volontaria del sistema del vuoto a rendere su cauzione per gli imballaggi contenenti birra o acqua minerale serviti al pubblico da alberghi o residenze di villeggiatura, ristoranti, bar e altri punti di consumo, di cui all'articolo 219 -bis del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, nonché le forme di incentivazione, le loro modalità di applicazione e i valori cauzionali per ogni singola tipologia di imballaggi. La sperimentazione del sistema del vuoto a rendere su cauzione si applica agli imballaggi con le seguenti caratteristiche:

a) di tipo primario, ai sensi dell'articolo 218, comma 1, lettera b), del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152;
b) riutilizzabili, ai sensi dell'articolo 218, comma 1, lettera e), del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152;
c) conformi ai requisiti stabiliti dal decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio del 2 maggio 2006, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 108 dell'11 maggio 2006, recante «Aggiornamento degli studi europei fissati dal Comitato europeo di normazione (CEN), in conformità ai requisiti essenziali stabiliti all'articolo 9 della direttiva 94/62/CE sugli imballaggi e rifiuti di imballaggio»;
d) destinati all'uso alimentare e al contenimento di birra o acqua minerale;
e) serviti al pubblico nei punti di consumo;
f) di volume compreso tra 0,20 e 1,5 litri.

VISTO CHE:

- L'articolo 1, comma 2 della Direttiva 94/62/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 20 dicembre 1994 sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio stabilisce che il fine della direttiva è di prevedere misure intese, in via prioritaria, a prevenire la produzione di rifiuti di imballaggio a cui si affiancano, come ulteriori principi fondamentali, il reimpiego degli imballaggi, il riciclaggio e le altre forme di recupero dei rifiuti di imballaggio e, quindi, la riduzione dello smaltimento finale di tali rifiuti, conformemente all'art.4 della dir. 2008/98/CE sui rifiuti in tema di gerarchia nel trattamento dei rifiuti che stabilisce, anch'essa, che la prevenzione ed il riutilizzo sono ritenuti prioritari rispetto alle altre fasi di trattamento del rifiuto compreso il riciclo, le altre forme di recupero e lo smaltimento.
- L'articolo 219-bis del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 prevede che:
"è introdotto, in via sperimentale e su base volontaria del singolo esercente, il sistema del vuoto a rendere su cauzione per gli imballaggi contenenti birra o acqua minerale serviti al pubblico da alberghi e residenze di villeggiatura, ristoranti, bar e altri punti di consumo";
- Il decreto 3 luglio 2017, n. 142 introduce il "Regolamento recante la sperimentazione di un sistema di restituzione di specifiche tipologie di imballaggi destinati all'uso alimentare, ai sensi dell'articolo 219-bis del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152"

CONSIDERATO CHE:

- Il suddetto regolamento prevede all'articolo 4, comma 1, che: "Gli esercenti aderenti alla filiera versano una cauzione contestualmente all'acquisto dell'imballaggio riutilizzabile pieno con diritto di ripetizione della stessa al momento della restituzione dell'imballaggio vuoto";
- Lo stesso regolamento prevede, all'articolo 5, quali uniche forme di incentivazione del sistema proposto, la concessione agli operatori coinvolti del patrocinio del Ministero dell'Ambiente e di un attestato di benemerenza, oltre all'iscrizione in un apposito registro. Risultano invece assenti incentivi di tipo economico o altra facilitazione nei confronti degli operatori coinvolti dalla sperimentazione;
- Le forme di incentivazione contenute nell'articolo 5 del regolamento ministeriale potrebbero non risultare sufficientemente incoraggianti rispetto all'adozione del sistema del vuoto a rendere qualora non accompagnate anche da incentivi di carattere economico o di altro tipo.
- La corretta applicazione del sistema del vuoto a rendere consentirebbe un risparmio diretto dovuto alla riduzione dei costi di raccolta (con sistema a regime), alla riduzione dei costi di trasporto ai centri di recupero, alla riduzione dei costi di smaltimento o recupero (se presenti).
- Il Movimento 5 Stelle, in un'ottica di gestione virtuosa del ciclo dei rifiuti, riconosce quale azione fondamentale la riduzione ed il riutilizzo dei rifiuti di imballaggio, e che questi risultati possano essere conseguiti con successo attraverso il sistema del vuoto a rendere e la contestuale adozione dei predetti opportuni incentivi economici o di altra natura nei confronti degli operatori aderenti quale giusto riconoscimento per l'adozione di tale pratica virtuosa e che tale sperimentazione registri una ampia adesione al fine di garantirne l'esito favorevole.

IL CONSIGLIO COMUNALE IMPEGNA:

Il Sindaco e la Giunta ad introdurre, nell'ambito del prossimo Piano Tecnico Finanziario per la gestione dei rifiuti solidi urbani, forme di incentivo economico, quali la riduzione della tassa sui rifiuti Ta.Ri. in misura corrispondente all'entità dei risparmi derivanti dalla mancata raccolta, trasporto e smaltimento dei materiali in oggetto, per gli esercenti che aderiranno alla sperimentazione di cui al predetto "Regolamento recante la sperimentazione di un sistema di restituzione di specifiche tipologie di imballaggi destinati all'uso alimentare.." oppure altre forme di agevolazione ugualmente incentivanti.

Qui il testo del Regolamento applicativo

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Desenzano del Garda - 

PREMESSO CHE:

- Da diverso tempo la nostra città sta venendo alla ribalta della cronaca locale per i frequenti episodi di criminalità che vengono perpetrati a danni di cose e persone; tali vicende si stanno seriamente ripercuotendo sulla tranquillità dei cittadini che guardano a questi fenomeni con sempre maggiore apprensione.
La situazione rischia di recare, altresì, danno all'immagine della nostra città con conseguenti ripercussioni anche in termini turistico/economici.
Si citano i seguenti episodi come esempi di particolare gravità, avvenuti sul nostro territorio negli ultimi 3 mesi e riportati dalle testate giornalistiche locali:
- il 4 agosto un gruppo di 4 persone è entrato nel locale "Bianca Cafè" in pieno centro a Desenzano aggredendo fisicamente il titolare del locale e successivamente devastandone l'interno
- nella notte tra il 19 e il 20 ottobre due giovani hanno dato vita ad una sparatoria in pieno centro a Desenzano che ha portato al serio ferimento di uno dei due
- nella notte tra il 27 e il 28 ottobre una donna è stata picchiata e rapinata fuori da un locale del centro di Desenzano
A questi episodi se ne aggiungono molti altri di minore entità che riguardano frequentemente episodi di spaccio o detenzione di sostanze stupefacenti e furti di vario tipo.

CONSIDERATO CHE:

- Nonostante l'indiscutibile lavoro delle forze dell'ordine, risulta evidente come la percezione del livello di controllo e supervisione del territorio non risulti sufficiente a fungere da deterrente verso chi voglia rendersi protagonista di episodi come quelli citati in precedenza.
- Ai sensi dell'art. 54 del T.U.E.L. il Sindaco, quale ufficiale di Governo ha funzioni e poteri anche in materia sicurezza sul territorio comunale. Inoltre la tematica della sicurezza e della tutela dei cittadini risulta essere di particolare rilievo nel programma di governo dell'attuale Amministrazione.
- I cittadini hanno la necessità e il diritto di vedere e di sentire la presenza costante dei vari organi di polizia vicino alle loro case, alle loro attività e sulle strade del nostro comune.

INTERPELLA IL SINDACO E GLI ASSESSORI COMPETENTI:

- In merito a quali siano, se esistono, gli impedimenti o i limiti tecnici e operativi che non consentono all'attività di sorveglianza, prevenzione e controllo svolta dalle forze di polizia operanti sul nostro territorio di essere pienamente efficace al punto da scoraggiare il verificarsi di episodi estremamente gravi e ripetuti come quelli citati nelle premesse.
- In merito a quali possono essere le modalità di intervento e di supporto che l'Amministrazione può mettere in campo per favorire e rendere maggiormente efficace l'attività di pattugliamento e sorveglianza svolta da parte degli organi di polizia sul nostro territorio.

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Interrogazione espropri TAV


Desenzano del Garda - 

PREMESSO CHE:

- Sono stati segnalati in questi giorni diversi casi di ingresso da parte di tecnici e personale RFI su terreni e proprietà private posizionate lungo il tragitto previsto per l'Alta Velocità, con l'obiettivo di effettuare misurazioni e rilievi, all'insaputa dei rispettivi proprietari.

- Il Consorzio Eni per l'Alta Velocità, con lettera del 6 ottobre scorso, comunicava ai vari comuni coinvolti che a partire dal 16 ottobre 2017 fino a fine anno verranno effettuati dei rilievi, e quindi entreranno nei terreni dei privati cittadini mentre i proprietari di case, terreni e giardini interessati ai rilievi non sono stati informati, poiché a loro non è stata inviata alcuna comunicazione, né da parte di CepavDue né da parte delle rispettive Amministrazioni.

CONSIDERATO CHE:

- Il progetto Alta Velocità Brescia-Verona ad oggi non è ancora passato al vaglio della Corte dei Conti, non è stato pubblicato ufficialmente in Gazzetta Ufficiale e non vi è quindi la dichiarazione di pubblica utilità che consentirebbe gli espropri. Cepav2, consorzio incaricato della progettazione e realizzazione dell'opera, tenta di avviare trattative personali relative agli indennizzi con i possibili espropriandi, dove si chiedono "incontri mirati a condividere attività e approfondimenti finalizzati ad anticipare le attività di esproprio".

- Non essendo ancora approvata la dichiarazione di pubblica utilità dell'opera, gli espropriandi non sono legalmente tenuti a far entrare tecnici nelle loro proprietà senza la notifica di un'autorizzazione, e possono chiederne l'allontanamento se trovati nella loro proprietà senza consenso. Allo stesso modo non hanno un obbligo legale di sottoscrivere alcun documento, né sottostare ad alcuna trattativa o incontro preliminare in questa fase.

INTERROGA IL SINDACO E GLI ASSESSORI COMPETENTI:

- Se l'Amministrazione è a conoscenza degli episodi sopra citati e se siano state rilasciate eventuali autorizzazioni ad operare sul territorio comunale e all'interno di proprietà private ai tecnici CepavDue.
- Se l'Amministrazione ha provveduto ad informare tutti gli espropriandi in merito all'iter in corso e in merito ai rispettivi diritti in relazione allo stato di avanzamento della procedura.

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Progetto nuovo lungolago


Desenzano del Garda - 

Entro il 29 di ottobre i cittadini desenzanesi saranno chiamati a presentare le proprie osservazioni in merito al progetto di riqualificazione del tratto di passeggiata a lago compreso tra il Vicolo delle Lavandaie e la spiaggia del Desenzanino.

Il Movimento 5 Stelle ha seguito l'evoluzione di questa vicenda fin dal 2012 quando, attraverso diverse iniziative sul territorio, si manifestò la contrarietà all'approvazione del PII Grezze, da cui oggi deriva la possibilità di realizzare questo intervento di modifica del lungolago.

Ora che ci avviciniamo alla definitiva approvazione del progetto intendiamo rimarcare l'importanza di concentrare queste risorse su quelle che sono, a nostro avviso, le priorità e le problematiche di maggior rilievo da risolvere nell'interesse dei cittadini e del nostro territorio.
Riteniamo utile un intervento di manutenzione straordinaria del tratto di passeggiata a lago interessato, che consenta di migliorarne la fruibilità, la sicurezza e l'accessibilità, ma riteniamo allo stesso tempo non necessario l'ampliamento dello stesso che comporterebbe invece l'eliminazione della spiaggia Feltrinelli oltre ad una invasiva colata di cemento a lago per diversi metri dall'attuale camminamento.

Crediamo piuttosto che i quasi 5 milioni di Euro previsti, al netto di quanto necessario per gli interventi sopra citati, potrebbero essere proficuamente investiti nella messa in sicurezza della rete fognaria e in particolare degli scarichi a lago della zona, particolarmente numerosi e in alcuni casi critici. Si potrebbero in questo modo investire dei soldi provenienti dal sacrificio di terreni e verde verso una direzione di tutela e salvaguardia dell'ambiente, in particolare del nostro lago, con una modalità sicuramente meno visibile e appariscente ma di grande beneficio per il benessere dei cittadini e dei tanti turisti che annualmente affollano le nostre spiagge, comprese quelle presenti nel tratto interessato.

In questo modo si potrebbe arginare e fronteggiare la perenne difficoltà nel reperire fondi e risorse da destinare a tali interventi, più volte rimarcata dagli amministratori e dal Sindaco anche in questo ultimo periodo, riuscendo finalmente e in tempi rapidi ad affrontare in modo deciso questa problematica che da anni ci trasciniamo.

Movimento 5 Stelle - Desenzano del Garda

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Desenzano del Garda - 

Il M5S si è battuto per coinvolgere i cittadini su una possibilità prevista dalla Costituzione: permettere alla Lombardia di gestire "in casa" molte delle risorse che ora è lo Stato a decidere come spendere. Altro che Padania e le bugie che i governi leghisti hanno raccontato per vent'anni ai cittadini.
Nell'attuale legislatura il Consiglio Regionale lombardo ha votato la nostra proposta e dato il via alla consultazione in programma domenica 22 ottobre, con le rispettive maggioranze leghiste costrette ad abbandonare definitivamente utopie indipendentiste totalmente incostituzionali come lo Satuto Speciale o la gestione del Residuo Fiscale, nonostante la Lega continui a usarle come leve elettorali per promuovere questo referendum.
La soluzione del M5S è democratica, costituzionale e non toglie risorse alle altre regioni.
Questo referendum affronta il tema del "Regionalismo differenziato", trattato nell'articolo 116 della Costituzione italiana, ovvero la possibilità di gestire direttamente le risorse che lo Stato già spende in trasferimenti e servizi per le Regioni. Risorse legate a determinate materie che, in caso di esito referendario positivo, saranno oggetto di una trattativa tra Regioni e Stato.
Parliamo di competenze molto importanti come il sostegno alle imprese, la ricerca e l'innovazione, l'ambiente, l'istruzione, la valorizzazione dei beni culturali, e il governo del territorio, che avvicinate verso il basso e verso i territori troverebbero maggiore efficacia.
Dare voce ai cittadini è una prerogativa di questo Movimento, tanto più su un tema così importante, tanto più se in passato le stesse regioni hanno provato ad aprire una trattativa ricevendo solo porte in faccia anche dal Governo a guida PD che tentò, con la riforma costituzionale, affossata dagli italiani il 4 dicembre, di togliere alle regioni anche molte delle attuali competenze, per non parlare della "clausola di supremazia" che avrebbe permesso allo Stato di passare sopra qualsiasi decisione locale.
Il M5S vuole salvaguardare le specificità e le esigenze di ogni territorio "nel quadro dell'unità nazionale", esattamente come richiede questo referendum. Siamo un popolo unito, senza bandiere politiche ed ideologiche che fa valere e sentire la propria voce con un referendum consultivo, come successo in Gran Bretagna sul tema Brexit. Abbiamo sempre denunciato e combattuto lo spreco di risorse pubbliche anche degli enti locali, ma per il M5S la strada da percorrere non è l'accentramento, ma portare le risorse pubbliche il più vicino possibile ai cittadini. Da qui, da questa responsabilizzazione delle comunità, passa il miglioramento delle strutture pubbliche locali che in mano ai partiti si sono trasformate troppo spesso in mangiatoie.
I soldi spesi per interpellare i cittadini non sono mai uno spreco, soprattutto davanti ai 360 milioni di euro bruciati da Stato e Regione Lombardia per sostenere la vuota BreBeMi, i 300 milioni della Regione Veneto per la Superstrada Pedemontana veneta con cui si colma un buco creato dai privati, o il miliardo di euro speso tra defiscalizzazione e garanzie pubbliche del fallimentare progetto della Pedemontana lombarda, o i miliardi bruciati nel Mose. Sono invece un'opportunità e un investimento futuro per permettere di rispondere al meglio alle esigenze dei cittadini.

Movimento 5 Stelle Lombardia

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