Desio -
Martedì scorso, in commissione Statuto e Regolamenti abbiamo presentato due proposte.
La prima riguarda l'inserimento nello statuto comunale del principio, confermato dal referendum nazionale del 2011, secondo il quale l'acqua non è una merce sulla quale lucrare, ma al contrario un bene primario per tutti.
La seconda proposta riguarda l'abolizione del quorum nel referendum comunale. A livello nazionale abbiamo visto molti referendum fallire per mancanza del quorum: sono infatti necessari i voti di almeno il 50% più uno degli aventi diritto. Questo fa sì che il modo migliore per bocciare un referendum non sia il voto contrario, ma il non voto. Sappiamo bene che un referendum che non raggiunge il quorum è annullato anche se la maggioranza dei voti è a favore. A nostro parere il quorum genera un meccanismo perverso e disincentiva la partecipazione. Siamo convinti che la partecipazione sia da premiare: è già molto difficile raccogliere le firme necessarie per presentare un referendum (a livello comunale sono ben 1500 in 60 giorni, per presentare una lista di candidati al consiglio comunale di Desio ne bastano 175 in 180 giorni), l'abolizione del quorum a nostro avviso stimolerebbe la partecipazione al voto in quanto i cittadini avrebbero la certezza di un risultato valido. In realtà le motivazioni a favore dell'abolizione del quorum sono almeno tredici! per saperne di più consigliamo vivamente di visitare il sito di Paolo Michelotto che da anni si occupa di democrazia diretta: http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/05/23/13-motivi-per-abolire-il-quorum-dai-referendum/
