Il MoVimento 5 Stelle - beppegrillo.it, in seguito alla presentazione del listino regionale di Vasco Errani, ritiene opportuno sottolineare l'effetto "poltronificio" nei criteri di assegnazione delle candidature. La squadra del candidato alla presidenza della Regione del centrosinistra, strategicamente distribuita fra gli esponenti di Italia dei Valori, dei socialisti e dei verdi, enumera infatti ben nove candiati, che saranno  automaticamente eletti in caso di vittoria. "A questo punto è doveroso chiedere ad Errani quali siano i criteri da lui adottati nella preparazione del listino del presidente" Commenta sconcertato Favia "I candidati, che dovrebbero rispecchiare la squadra di lavoro del presidente, andrebbero selezionati distribuendo competenze e capacità nei vari settori che interessano la gestione della cosa pubblica, aprendosi a persone anche non di partito, operanti ed attive nel mondo della società civile. Il listino di Errani dà più di un impressione invece" Continua Favia "di essere stato stilato, nella migliore tradizione democristiana, seguendo passo passo il manuale Cencelli, mantenendo con attenzione gli equilibri della partitocrazia, rappresentanti di correnti interne in primis e facendo da salvagente a partiti che ormai non hanno più radicamento sul territorio, quindi vicini all'estinzione" Chiude Favia.
Il Movimento 5 Stelle invece ha seguito, nella formazione della sua lista regionale, criteri di merito, premiando la bontà del lavoro volontario svolto dalle persone sul territorio, all'interno di associazioni, comitati, liste civiche e gruppi Meetup legati al blog di Beppe Grillo.
Ufficio stampa
Movimento 5 Stelle - beppegrillo.it
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Con La fusione Enià Iride i servizi ai cittadini di Reggio, Parma e Piacenza saranno sempre più lontani. Lontani anni luce dai servizi realmente pubblici offerti ad esempio dall'originale municipalizzata di Reggio Emilia quando fu fondata decenni fa e dove gli operatori erano al servizio dei bisogni delle persone. Vere società pubbliche di servizi. Ora ci aspettiamo come già avviene con Hera, che i cittadini saranno "assistiti" da operatori di call center sempre più avulsi dalla realtà locale. La fusione produrrà un mostro finanziario (come verranno gestiti gli enormi debiti della Multiutility Piemontese?) che allontanerà la gestione realmente pubblica di servizi come acqua, gas e raccolta dei rifiuti. Anche le foglie di fico sulle percentuali di quanto rimane in mano pubblica non sono che un bluff! Del resto l'A.D. di Enià Viero dichiara che la società parteciperà a gare su acqua e rifiuti come qualsiasi altra società privata.
Vasco Errani è presidente della giunta dell'Emilia Romagna dal 3 marzo 1999 ed ora si candida per la terza volta consecutiva alla guida della regione. Non potrebbe: infatti la legge 165/2004 articolo 2 lo proibisce e "la rete", nel silenzio di molti media, da diverse settimane lo sta denunciando. Si può essere eletti solo per due mandati consecutivi. In Lombardia un suo emule è Roberto Formigoni, eletto presidente la prima volta nel 1995. Per questo PD e PDL su questa vicenda tacciono. Nel 2007 con una proposta di legge d'iniziativa popolare firmata da 350.000 cittadini chiedemmo, (oltre alla non eleggibilità per i condannati) anche l'impossibilità di ripresentarsi per qualsiasi carica oltre i due mandati (10 anni). Questo per creare un ricambio costante della classe dirigente. Regola che senza aspettare la legge, noi del MoVimento 5 Stelle beppegrillo.it ci siamo dati: al massimo chi viene eletto può far politica nelle istituzioni appunto per 10 anni. Possibile che il Pd ed il PDL non sappiano proporre volti nuovi ma si limitino a produrre solo professionisti della politica? Possibile che non ci sia mai ricambio nella classe dirigente? Tra l'altro la scelta del terzo mandato di Errani è anche uno strappo allo statuto interno del Pd. In Lombardia c'è chi ha fatto ricorso contro Formigoni. Non arriveremo a tanto, se non altro per non privarci del privilegio di un confronto diretto con lui, a proposito dei suoi dieci anni d'amministrazione della Regione. Ci preoccupa però il fatto che su Errani, se eletto, penderà comunque sempre la spada di Damocle, di possibili ricorsi. Il miglior giudice sarà quello delle urne il prossimo 28-29 marzo. I cittadini possono far capire a questa casta che è tempo di mandare a casa i "soliti noti": siano questi di centrosinistra che centro-destra.
E' notizia di qualche giorno fa, l'uscita dell'opuscoletto (non penso possa essere qualcosa di più) riguardante il premier.






