IMG_2525x.jpegL'altro ieri sera a Bologna tantissimi cittadini bolognesi insieme agli orchestrali e alle maestranze della fondazione lirica si sono riappropriati di un bene storico della città: il Teatro Comunale.

E' stato bellissimo vedere gli orchestrali suonare in jeans e maglietta ed un pubblico non in abito nero ma composto da cittadini qualunque, magari appena usciti dal lavoro o a passeggio con la famiglia.
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La protesta dei lavoratori del Teatro che hanno occupato lo spazio per una sera, assolutamente pacifica e piacevole, era volta a criticare il decreto Bondi ed a condannare l'operato del Sovrintendente Tutino, il quale pare esser stato uno dei consiglieri occulti del ministro nella stesura del decreto.
Questo Tutino ha delle ottime credenziali.... Pubblico un articolo di qualche mese che scrissi quando come consigliere comunale mi occupai dei problemi del Teatro.
Stay Tuned

"Questa mattina, durante la seconda commissione "Bilancio", si è tenuta, su richiesta del gruppo consiliare beppegrillo.it, l'udienza conoscitiva in merito alla situazione dei lavoratori del Teatro Comunale.
Un passo indietro prima di tutto da cui partire. Ieri pomeriggio ho letto un'agenzia di stampa che mi ha fatto sobbalzare sulla sedia. Il Sovrintendente e Direttore artistico del Teatro, Marco Tutino, rispondeva alle critiche inerenti il suo oneroso compenso (165.000 euro annui) asserendo che gli orchestrali del Teatro guadagnano cifre che vanno dai 45000 ai 65000 Euro annui. Troppo a suo avviso.
Per diventare un componente dell'Orchestra del Teatro comunale di Bologna, bisogna studiare anni, essere altamente qualificati ed investire grossi capitali in formazione. Dietro c'è il lavoro di una vita ed una buona dose di talento.
Questa mattina ho iniziato il mio intervento presentando la busta paga di un orchestrale. 1692 Euro netti. Il contratto negli ultimi dieci anni è stato ritoccato di 128 Euro. In un momento di crisi, i sacrifici si fanno tutti insieme, non si possono chiedere solo ai lavoratori.
Il Sovrintendente ha diffuso dati falsi allo scopo di creare un clima ostile verso gli orchestrali del Teatro, unica realtà rimasta in città a difendere il futuro del Teatro.
Ora invece due informazioni sulla gestione Tutino, recentemente riconfermato dal sindaco Flavio Delbono.
LA SITUAZIONE DEL TEATRO ALL'ANNO 2005 NELL'ERA PRE TUTINO
- Il Teatro Comunale di Bologna si avvaleva di 280 dipendenti, il 30% in meno sulla media nazionale e con il costo del lavoro più basso d'Italia (-22% rispetto alla media nazionale)
- Rispetto l'anno precedente aveva diminuito di due milioni di euro (- 24%) le spese per la produzione artistica. Nonostante questo incrementa la produzione passando da 234 a 318 manifestazioni (+ 27%)
- Gli spettatori salirono del 33% e gli abbonati del 15% .
- Era legato ai maggiori festival internazionali portando all'estero una immagine qualificata della città.
- L'orchestra tenne uno storico concerto a Montecitorio, prima orchestra mai entrata nell'aula della Camera e venne insignita del premio come miglior orchestra al mondo nella interpretazione delle opere di Rossini.

LA SITUAZIONE DEL TEATRO COMUNALE ALL'ANNO 2009 AL TRAMONTO DELL'ERA TUTINO
- Il Teatro è a rischio di commissariamento
- Gli sponsor privati ad eccezione di Unipol hanno abbandonato il Teatro
IL SOVRINTENDENTE TUTINO:
- Si è reso complice di una condotta anti-sindacale nei confronti dei lavoratori
- Calunnia a mezzo stampa l'orchestra del Teatro, qualche anno prima esempio internazionale di eccellenza, ora rappresentata come parassitaria e causa del dissesto finanziario
- Ha programmato spettacoli (vedi allestimenti dell'opera "Il vampiro") non sostenibili dalla situazione di bilancio in contrasto con le attuali normative in materia di "fondazioni"
- Va spesso in televisione e invece di dare lustro al Teatro di Bologna, sponsorizza una sua creatura, la "scuola dell'opera" i cui bilanci e gli eventuali accordi con il Teatro, sono al momento oscuri.
- A differenza dei suoi predecessori ha creato un ulteriore ufficio stampa e un ufficio marketing, senza portare benefici alcuni al Teatro
Bene. Non è compito di una amministrazione comunale interferire all'interno di una trattativa sindacale.
Mi auguro però, che il sindaco di Bologna, la prossima volta che dovrà designare un manager pubblico da mettere a capo di una istituzione comunale, oltre al curriculum, possa considerare anche le capacità di relazione con i lavoratori della stessa. Ci mettiamo sempre di traverso tra sindacati e proprietà e poi non siamo capaci come comune di Bologna di impostare un dialogo costruttivo con i lavoratori di una nostra istituzione comunale.
Il comune di Bologna l'unica cosa che è riuscito a fare, è stato, durante la giunta Cofferati, conferire immobili al Teatro per aumentare la sua capacità di credito, o meglio la possibilità di indebitarsi fino all'inverosimile e durante la giunta Delbono riconfermare l'artefice della sua disfatta, Marco Tutino.
Ben fatto.
In chiusura di seduta, pur ribadendo la richiesta di dimissioni del Sovrintendente, vista la situazione alquanto delicata, ho preferito avanzare una proposta, chiedendo l'istituzione di una commissione di garanzia per una gestione del Teatro virtuosa, controllata e partecipata insieme ad una rappresentanza dei lavoratori stessi."

Giovanni Favia

16 commenti

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  • Tanto per rimanere in tema di teatri, a Rimini il teatro comunale (Teatro Galli) è chiuso dalla seconda guerra mondiale... regolarmente ad ogni elezione il sindaco di turno si propone per ristrutturarlo e riaprirlo e invece è ancora li che marcisce.

    Visto che è un teatro che risale a oltre 150 anni fa (è stato aperto nel 1857) ristrutturato e sistemato sarebbe una bella vetrina per Rimini (ed i riminesi).

    Mha...

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    Non ho notizie di prima mano, ma mi dicono che anche a Parma la condizione del Teatro Regio non sia migliore.

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    Sinceramente con tutti i problemi che questa crisi comporta quello del teatro mi sembra uno dei minori.

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      Carissimo omonimo, capisco che le carenze culturali del nostro povero paese portino molti a ignorare significato e importanza di un robusto sostegno alla cultura come SERVIZIO (è bene sottolineare che NON si tratta di imprese profit, quindi parlare di redditività o profitto è semplicemente un'idiozia).
      Però guarda caso, paesi ancora lontani dal nostro livello di sviluppo, e con molti più problemi di povertà diffusa, che stanno cercando di emergere e giungere a un grado superiore di sviluppo, investono proprio su cultura e formazione, in percentuali che l'Italia si sogna da molto tempo. Sarà un caso? Sbagliano loro? Sta di fatto che loro salgono e noi invece siamo un paese, come dice brillatemente un mio amico, in via di sottosviluppo.
      E poi, se solo volessimo analizzare la cosa in termini economici, stiamo parlando di cifre assolutamente risibili, che se tolte alle attività di spettacolo, non contribuirebbero a risolvere neppure il più piccolo dei problemi del paese. Semmai, per evitare gli sprechi, si dovrebbero individuare finalmente dei centri di responsabilità, mentre, se non lo sai, i cd "manager" dei teatri, personaggi sistemati sulle loro comode poltrone per "meriti" squisitamente politici, di solito arrivano in un teatro, lo spolpano facendo buchi di milioni di euro in pochi anni, e poi passano ad un altro teatro, come api a suggere il nettare di fiore in fiore.
      Infine, se vogliamo considerare la questione in termini di equità sociale, stai parlando di un settore che occupa migliaia e migliaia di famiglie, e si tratta di persone che hanno investito risorse PROPRIE per anni per giungere a certi livelli e dopo anni di precariato itinerante sono riuscite a conquistare un posto stabile superando un CONCORSO INTERNAZIONALE. Quanto dovrebbero guadagnare questi "operai super-specializzati"? Beh, te lo dico io: mediamente intorno ai 1500 euro mensili. Molto meno di un idraulico, per dire.
      E hai un'idea di quanto sia l'indotto del settore? di quanta gente campi di attività che ruotano intorno al teatro? E sai perchè la gente a teatro non ci va? Perchè da decenni ormai la campagna pro-TV ci ha creato bisogni diversi, mentre nulla si fa (se ne guardano bene!) per incentivare l'interesse al consumo di cultura. Hai mai visto gli occhi di un bambino che per la prima volta entra in un teatro? che per la prima volta sente il suono di un'orchestra dal vivo? Io sì, e non cambierei quell'istante con niente al mondo..... e in quell'istante capisci cosa può rappresentare per un essere umano il vivere un'esperienza simile, che non è solo ascolto passivo, ma è essere avvolti da un vortice di sensazioni, emozioni, stimoli emozionali e cognitivi.
      Pensi davvero che il mondo possa rinnciare alla musica, all'arte, all'espressione più alta delle passioni umane, che da millenni ci caratterizza?
      E allora forza: accontentati dei tuoi "panem et circenses" offerti dai nuovi barbari!

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        Accidenti quanta acrimonia!
        Capisco quello che vuoi dire, ma secondo me
        togliere agli operai (coloro che da sempre
        sono costretti a pagare le tasse), per
        finanziare un servizio che loro non useranno mi
        sembra sbagliato. Se i loro contratti sono così
        modesti dovrebbero riuscire a finanziarsi solo
        con i biglietti. Se invece ci sono problemi con
        i dirigenti (povere api, che brutto paragone)
        allora se ne sbarazzino. Concludo dicendo che io
        non vado a teatro, ma non guardo nemmeno la tv.
        Ripeto infine che c'è bisogno di un editor
        migliore per i commenti.

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          Scusa, ma perchè parli di "togliere agli operai" per finanziare un servizio? Tanto per cominciare, sai quanto costa un biglietto? Ci sono posti o last minute a 10 euro, e ci sono anche studenti ed onesti lavoratori fra il pubblico, mica solo ricchi imprenditori, anzi! (quelli magari vanno al bagaglino....)
          L'acrimonia invece deriva dal fatto che si spara a zero su una categoria (cui apparteniamo peraltro io e mio marito) senza sapere nulla di quella realtà, e senza tenere conto di niente....
          Ma perchè se scioperano gli autisti di bus o gli operai salgono su un tetto tutti dicono "poverini" e invece se degli onesti lavoratori (perchè questo siamo) appassionati del loro lavoro, che hanno fatto innumerevoli sacrifici per arrivarci e poi guadagnano comunque come un operaio, cercano di difendersi da provvedimenti miopi e ignoranti che di fatto azzerano quanto conquistato (e NON sono privilegi, a 1400 euro al mese!!!!) devono sentirsi vituperati, accusati, calunniati costantemente???!!! E' un po' come se per il fallimento di un'azienda venissero accusati, appunto, gli operai, mentre i manager venissero sollevati da ogni responsabilità gestionale (che è poi quello per cui vengono pagati). Ti sembra congruo? Perchè guarda che è quello che di fatto accade nei teatri, e che il nuovo decreto Bondi sancisce una volta per tutte: non c'è UNA PAROLA che riguardi i requisiti per il reclutamento e l'attribuzione di precise responsabilità ai Sovrintendenti.
          E la stampa continua a pilotare l'opinione pubblica perchè si sa, rappresenta solo la voce e le ragioni di una parte, così tutti alla fine si scagliano contro di noi come se succhiassimo il sangue degli operai...ma ti rendi conto????
          Quando poi parliamo di cifre che a livello nazionale sono infinitesimali e se risparmiate non contribuirebbero a nulla, se non a completare un preciso disegno di annullamento del settore culturale nel nostro paese.
          Vogliamo davvero questo?
          E allora continuiamo con i commenti qualunquisti!

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            Ciao Giovanna,
            premesso che dovresti riscrivere il post
            all'inizio e non come replica perché
            l'impaginazione lo taglia (io continuo a
            ripetere che ci vuole un editor dei commenti
            migliore, ma finora nessuno mi ha ascoltato).
            Ho parlato degli operai perché loro di sicuro
            pagano le tasse e vanno poco a teatro, infatti
            mediamente tornano dal lavoro stanchi e non
            hanno molta voglia di uscire dopo la faticata.
            Posso solo immaginare quanto faccia schifo il
            decreto del governo e, a grandi linee, sono
            d'accordo con te, ma, ripeto, il teatro fa
            parte del divertimento di una persona (il
            discorso culturale lo faccio più volentieri
            con i libri), perciò se proprio dobbiamo
            elargire dei soldi, in questi tempi di crisi,
            sarebbe meglio spenderli nelle industrie più
            necessarie e vitali, quando staremo meglio si
            penserà ai teatri.

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              caro giovanni, quando staremo meglio (??) dei teatri, se si fa come dici tu e li si lascia marcire sotto i colpi di sovrintendenti incapaci e delinquenti e decreti massacranti, non ci sarà più traccia.
              Quanto all'affermazione che la cultura starebbe semmai nei libri e che il teatro faccia parte del divertimento, direi che si commenta da sola.
              Anche perchè un commento sarebbe troppo lungo, dovrei partire da Aristotele e non è proprio il caso...

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    Considerata la situazione economica, non penso, che sia opportuno continuare a finaziare settori che non riscuotono interesse di pubblico. Cinema e teatro devono trovare il modo di finanziarsi da soli. Se non ci riescono perchè alla gente non interessa e li reputa superati, e normale che vengano ridotti.

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      si continua a guardare la televisione.

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      IMHO, togliendo i finanziamenti statali ai giornali (che camminino con le proprie gambe cribbio!) e i rimborsi elettorali ai partiti (che gran porcata...) abbiamo tutti i soldi che vogliamo per finanziare i teatri di tutt'Italia... e non solo!

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    Se vi può interessare, su "l'Espresso" di questa settimana c'è un'intervista a Tutino.

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    Ti ringrazio, Giovanni, per il tuo interessamento per i lavoratori del Teatro Comunale e dei teatri in generale. Sono contento di averti votato. Quando il teatro finalmente può aprirsi a tutti si riempie, e questo è meraviglioso: non è vero che sia uno spettacolo di élite. Basta andare una volta e non te lo scordi più.
    Ora siamo in lotta contro il decreto Bondi, che ucciderà i teatri e li farà diventare meri contenitori. Il nostro tentativo è di far conoscere alla popolazione quello che facciamo, con concerti gratuiti prima delle rappresentazioni, dibattiti sul ruolo della cultura ed altre iniziative. Noi amiamo iil nostro teatro, ed il 20 maggio prossimo lo abbracceremo, di nuovo. E' solo un piccolo segno dell'amore per la musica e per il nostro lavoro di musicisti, tecnici, impiegati, artigiani.
    In tutto il mondo si canta e si suona la nostra musica: non significa niente questo?
    Grazie a tutti.

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    Qualche precisazione per chi fosse al di fuori del mondo dei teatri d'opera: questo tipo di spettacolo costa molto perché richiede, come condizione assolutamente non rinunciabile, l'impiego di molte persone dalle alte professionalità: al minimo, 36 artisti del coro, 50 professori d'orchestra, artisti solisti, macchinisti, attrezzisti, parrucchieri, sarti, truccatori, tecnici luci, un regista, uno scenografo, un costumista, un direttore d'orchestra, maestri collaboratori dietro le quinte...I maggiori teatri storici italiani hanno una capienza di pubblico limitata: circa dai 1000 ai 2000 posti. Mi sembra quindi evidente che il costo dei biglietti difficilmente potrà coprire il costo dello spettacolo. D'altronde però credo che lo stesso discorso valga almeno per i musei e le biblioteche, che non sono convenienti dal punto di vista economico, ma forse da quello culturale sì. Al limite anche la scuola e l'istruzione in genere non sono immediatamente economicamente vantaggiose: appunto questo mi sembra il pensiero dell'attuale governo - tutto quello che non procura un guadagno immediato va soppresso.
    Sono assolutamente solidale con i lavoratori in difficoltà: ma anche noi dello spettacolo siamo appunto in questa categoria, di gente che ha studiato, acquisito delle capacità in anni di esperienza e ora viene buttata via - e la colpa non è tanto nostra quanto di scelte dissennate cadute dall'alto. Se la gente non va a teatro (però magari spende 100 euro per una serata in discoteca o per una cena al ristorante) forse è anche perché non lo conosce, e non è stata educata a conoscerlo.

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    Ciao a tutti,
    oggi ci sarà una splendida iniziativa al Teatro Comunale,
    -alle 18 si suonerà musica da camera,
    -a seguire ci sarà un'assemblea pubblica sullo 'stato dell'arte' alla quale interverranno dei lavoratori del Teatro Duse, che si trova ad un passo dalla chiusura,
    -alle 19 'abbracciamo il nostro Teatro', si ripeterà l'iniziativa di abbracciare e proteggere il Teatro ma questa volta l'evento si gemellerà con i Teatri di Torino, Roma, Cagliari, Bari e forse altri si uniranno in giornata.
    Tutto sarà rigorosamente gratuito e aperto alla cittadinanza.
    Questi eventi sono stati organizzati dai lavoratori di tutti i settori del Teatro, lavratori che vorrebbero finalmente avvicinare la cittadinanza a questo luogo e rendere possibile la sua fruizione da parte di tutti!
    Dietro a questi eventi c'è molto impegno, c'è la voglia di vedere facce nuove tra il pubblico, di protestare, di confrontarsi, di lasciare aperte le porte di un luogo che dovrebbe essere un fulcro della realtà socio-culturale della città.
    Vi aspettiamo,
    il Teatro Comunale è anche vostro!

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    sono solidale con chi in questo momento è preoccupato per tutto il baccano che stanno facendo i politici per togliere risorse agli enti lirici e colpire la cultura forse queste persone non sanno veramente che cosa ci sta dietro e l'amarezza di essere trattati come gruppi elite o come dice il nono nano intelletualoidi di sinistra frustrati e depressi ma si faccia furbo e si guardassero in faccia loro e le loro logiche di sudditanza psicologica bello avere in mano il potere e dispensarne taglio qui sego la parlano e fanno con una facileria che ha dell'incredibile; dovrebbero mettersi veramente nei panni di chi ha studiato, una vita di sacrifici e che per prepararsi continua a studiare con l'intento di fare qualcosa in concreto per gli altri per dare soddisfazione a se stesso, e arrecare gioia alle altre persone. Il teatro Comunale deve essere fiero di esistere da più di 50 anni perchè le persone che ci suonano e ci lavorano almeno loro siano orgogliosi di poter dire ai propri figli e nipoti bè io "c'ero" Ed io c'ero il giorno del 50tenario ed ero orgoglioso ed emozionato "un consumatore appassionato"

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