nucleare.jpgContinua la dura lotta del Movimento 5 Stelle contro il ritorno all'energia nucleare. I consiglieri Giovanni Favia ed Andrea Defranceschi hanno depositato una risoluzione che verrà discussa nella prossima riunione dell'Assemblea Legislativa dell'Emilia Romagna. Nel documento si ricorda "La risoluzione approvata dall'Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna il 16 dicembre 2009 "per impegnare la Giunta regionale ad attivarsi, anche presso la Conferenza Stato-Regioni, contro la costruzione di una centrale nucleare in Emilia-Romagna e per sollecitare l'adozione di un piano energetico nazionale basato su una discussione democratica tramite il coinvolgimento delle Regioni, e per continuare a monitorare il completo smantellamento della Centrale di Caorso (PC)". Favia e Defranceschi ricordano che " il governo italiano, non tenendo conto di un referendum del 1987 che ha bocciato l' opzione nucleare sta riprendendo il proprio programma di sviluppo di tale fonte energetica;
ciò viene attuato senza assicurare una reale sostenibilità economica dell'operazione di ritorno all'energia nucleare, operazione che, quindi, ricadrebbe in gran parte sui finanziamenti pubblici". Inoltre "non viene data risposta alcuna su come risolvere il problema dello smaltimento e stoccaggio delle scorie, questione che rimane ancora irrisolta, a distanza di un quarto di secolo anche per le centrali nucleari presenti sul territorio della Regione".
Viene poi citata la posizione del Nobel Joseph Stiglitz che ha spiegato come "l'energia nucleare non rappresenta una opzione energetica sostenibile in primo luogo dal punto di vista della sostenibilità economica". Nella risoluzione che verrà messa ai voti si ribadisce
"il totale disaccordo e l'indisponibilità della Regione Emilia-Romagna all'installazione e attivazione di centrali nucleari sul territorio regionale o alla riattivazione della centrale nucleare di Caorso (PC)". Poi la parte propositiva dove i consiglieri del Movimento 5 Stelle propongono di "attuare un programma energetico per la Regione Emilia Romagna che al primo punto preveda l'efficienza ed il risparmio energetico delle utenze private e di quelle produttive arrivando a risparmi e riduzioni dei consumi dal 30% al 60% a seconda dei casi ed, in secondo luogo, lo sviluppo di filiere energetiche esclusivamente prodotte tramite fonti rinnovabili (solare, eolico, geotermico, sperimentazione moto ondoso lungo la costa, idroelettrico)" ed "attivarsi presso le istituzioni competenti affinché si provveda alla totale dismissione di ogni sito legato ad attività nucleari nella Regione Emilia-Romagna".

5 commenti

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    Che vergogna, la cosa peggiore è che perdiamo un sacco di tempo a mandare avanti questa buffonata del nucleare, spacciandola per una soluzione economica e "buona subito", quando in realtà sappiamo tutti benissimo che anche se venisse mai messa in funzione una centrale nucleare in Italia, questa non partirebbe prima di anni e anni, e andrebbe a finire tutta nella nostra bolletta.
    Per non parlare di quanto è pericoloso.

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    B R A V I !

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    Ma avete sentito il tg1?
    Ha detto che l'energia atomica è rinnovabile. Le parole esatte sono state "l'energia rinnovabile dell'atomo" credo o qualcosa del genere. VERGOGNA!

  • Sotto la scelta nucleare esiste qualcosa d'altro non è ne economica nella fase della realizzazione ne, tanto meno nella gestione del funzionamento, ne della durata della centrale che si aggira attorno ai 10/15 anni circa, senza contare le scorie radioattive da lei prodotte e da tutto il materiale contaminato che va trattato e smaltito una volta smantellata la centrale. Oggi è importante
    sviluppare altre fonti d'energia, trovare sistemi alternativi, produrre macchine a basso consumo energetico, le nostre case come qualsiasi complesso industriale può essere costruito con criteri che abbattono notevolmente i consumi tutto questo stà nella volontà politica del nostro paese.
    Basta bugie guardiamo pittosto le scelte di alcuni stati europei che hanno detto no al nucleare e delle soluzioni sostitutive che hanno adottato per far fronte alle esigenze.

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    Nucleare: Veronesi, cinque ragioni per dire si' ad Agenzia (CorSera)


    ROMA (MF-DJ)--"Caro Direttore, ci tengo a chiarire alcune cose sulla mia
    possibile nomina a Presidente dell'Agenzia sul nucleare". Comincia cosi'
    una lettera inviata dal senatore del Pd, Umberto Veronesi al Corriere
    della Sera dove fissa i paletti della sua possibile decisione.

    "In primo luogo la decisione che sto valutando mi porterebbe sicuramente
    a dimettermi dal Senato, lo farei non per motivi partitici, ma per
    incompatibilita' con la mia attivita'. In secondo luogo - sottolinea - il
    piano dovra' essere sostenibile economicamente e tecnologicamente avanzato
    e dovro' avere ampi margini di liberta' di decisione. Terzo: le mie
    competenze sarebbero di coordinamento degli esperti in materia di
    nucleare. Quarto: il mio interesse per il nucleare e' legato anche al
    fatto che lo ritengo un bene per il Paese. Come fonte di energia e' la
    meno tossica per l'uomo. E Infine quinto punto - conclude Veronesi - la
    mia decisione non cambiera' il mio pensiero, la mia filosofia, il mio
    impegno sociale: temi che applicano i valori della Sinistra a cui ho
    aderito per una vita".
    red/cat

    (fine)

    MF-DJ NEWS
    2608:47 lug 2010

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