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MoVimento 5 Stelle

Luglio 2010

Questa mattina, durante la conferenza stampa indetta da 'un'altra Hera' e Unione Sindacale di Base, Giovanni Favia e il Movimento 5 Stelle hanno presentato l'anteprima di una serie di video-interviste (di NikilNero, presto disponibile sul suo canale) agli immigrati impiegati in condizioni barbare nel centro di riciclaggio di Mordano. Il centro di riciclaggio è gestito dalla coop Omega, legata ad Akron, a sua volta emanazione di Hera Ambiente.
Nonostante fossimo già a conoscenza della situazione, l'impatto con le testimonianze che ci hanno reso queste persone è stato molto intenso. Questa è una nuova forma di schiavismo, completamente inaccettabile. Lavoratori senza diritti, costretti a lavorare senza scarpe anti-infortunistica, senza protezioni e con le mani nei rifiuti, che firmano 'carte in bianco', ricattati e minacciati. È giunto il momento di dire basta all'ipocrisia che si cela dietro alle scatole cinesi dei subappalti, dati a cascata da cooperativa a cooperativa. Purtroppo, se è vero com'è vero che il ruolo storico e lo statuto delle cooperative sia stato importantissimo, ora dietro alle condizioni particolari di cui godono le cooperative si celano degli abusi intollerabili. E che Hera, Akron e Omega non vengano a dire che non ne sapevano niente. Qui ci sono lavoratori in stato di semi schiavitù: lavorano otto ore al giorno, in busta paga ne segnano la metà e alla fine, nell'assegno, ce ne sono ancora di meno. Molti presentano irritazioni cutanee, e ci sono stati due casi di epatite B. Crediamo che sia doveroso procedere con le indagini e che il Presidente Errani, se c'è, che batta un colpo e faccia capire che non tollererà oltre che nella sua Regione esista ancora la schiavitù.
Dulcis in fundo è vero che Paolino Ferrara, l'Amministratore Unico che ha condotto Omega Group per oltre un anno, è un iscritto del PD? In quel caso, che cosa aspetta il Partito Dmocratico ad espellerlo per indegnità?

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Il Mese a 5 Stelle, numero 2, Luglio 2010
Il Mese a 5 Stelle, numero 1, Giugno 2010

A Medicina sembra che credano possibile costruire le case dal tetto: lunedì scorso è stata approvata una Delibera (favorevole la maggioranza, astenuto il PdL, contraria Rifondazione) con la quale il Comune concede per 25 anni ad un'azienda straniera, la Solon, cinque ettari di terreno per la realizzazione di serre fotovoltaiche. Fin qui, tutto bene. Peccato che nella delibera non si faccia alcun riferimento a ciò che dovrà essere coltivato SOTTO le serre, o a CHI dovrà farlo: dettaglio invece imprescindibile perché la Regione autorizzi la serra e quindi si possa accedere ai finanziamenti statali, che sono destinati ad integrare il reddito di un agricoltore grazie al conto energia GSE. È invece chiarissimo che l'unico scopo dell'operazione sia di tipo speculativo: il Comune di Medicina ha stipulato un contratto nel quale pretende di essere liquidato dell'intera somma nei primi dieci anni di contratto (che invece dura 25). E metterà addirittura l'intero importo del contratto a bilancio già dal primo anno. Che significa? Che il contratto serve al Comune per sistemare i propri conti, al futuro ci penserà chi verrà dopo. Anche la Solon, fra l'altro, è un'azienda che non ha nulla a che vedere con l'agricoltura. Per l'operazione speculativa ha approntato una SrL con appena 5mila € di capitale sociale (mi fa ridere!). E ieri l'Assessore Filippini, in Consiglio comunale, ha candidamente ammesso dicendo che 'gli unici introiti dell'azienda deriveranno dai contributi'. Ora la Solon dovrà trovare un partner agricolo, che speriamo sia solido, anche se ci pare improbabile: ci sarà un motivo se nel territorio di Medicina la coltivazione di serra non è adottata, no? Non vorremmo che si avvalessero di un prestanome solo per accedere ai contributi... Presenteremo al più presto un'interrogazione in Regione per chiarire se siano stati rispettati i parametri per attivare il Conto Energia GSE e se il Comune abbia tutelato al massimo l'interesse della comunità.

Grazie ai ragazzi della Lista MedicinAlternativa!

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Il Mese a 5 Stelle, numero 2, Luglio 2010
Il Mese a 5 Stelle, numero 1, Giugno 2010

fotovoltaico-energia-solare.gifAl convegno regionale "Energia per il territorio" (organizzato dalla Regione Emilia-Romagna per presentare i risultati del Piano Energetico Regionale e illustrare gli indirizzi per il piano energetico 2011-2013) abbiamo ascoltato la solita serie di annunci e proclami.

Si vuole raggiungere un "equilibrio con l'agricoltura ed il paesaggio", ma si continua a lasciare mano libera agli speculatori del fotovoltaico che stanno massacrando il territorio agricolo costruendo impianti su impianti. Troppo difficile partire dai tetti degli edifici pubblici, dalle pensiline dei parcheggi, dal costruito.
Si dichiara di voler incentivare il recupero edilizio, ma si continua a costruire su terreni vergini, edifici che non rispondono nemmeno a criteri costruttivi e di orientamento che erano conosciuti e seguiti già dai nostri nonni.
Si spendono parole sulla "cura del ferro" e poi la maggior parte dei finanziamenti vanno nella costruzione di nuove strade e autostrade.
Continuano con la retorica dell'"energia pulita" e prevedono poi di ricorrere alle biomasse per coprire una quota di oltre il 50% delle energie rinnovabili, mentre di pulito rimane ben poco visto che le attuali centrali non sono altro, quando va bene, che inceneritori con scarti di lavorazione dell'agroindustria.
Proclamano di voler arrestare il ricorso a fonti fossili e poi intanto danno il via alla costruzione di centrali a turbogas e alla ricerca di idrocarburi, con relative trivellazioni, in tutta la regione, incuranti, tra l'altro, dei problemi legati alla subsidenza del nostro territorio.
Non poteva mancare infine un richiamo alle mancanze dello stato centrale che deve ancora fissare i parametri energetici regionali, omettendo però di dire che un bilancio preciso del fabbisogno energetico dell'Emilia-Romagna non è stato ancora fatto.

La prima sfida del M5S
sarà quella di contrastare la politica delle combustioni finora portata avanti dalla regione Emilia Romagna in modo tale da andare realmente verso una decarbonizazzione della nostra economia. Questo realizzando il piano "nessun tetto abbandonato" atto ad accendere i motori della vera centrale elettrica della nostra regione, i tetti dei capannoni e delle abitazione dell'Emilia-Romagna, senza doversi adagiare sui finanziamenti pubblici.
Stessa cosa per gli incentivi finalizzati alla riqualificazione energetica degli edifici; affianchiamo agli interventi del governo un fondo di garanzia per i privati che intendano riqualificare energeticamente la loro abitazione.
Un piano dal quale vogliamo tagliare fuori i grandi speculatori e le grandi compagnie, favorendo la nascita di cooperative di cittadini residenti.
Inoltre, bisognerà battersi affinché i finanziamenti vengano vincolati all'esclusiva installazione di pannelli ad alta efficienza e prioritariamente ad installazioni di piccola taglia destinate all'autoconsumo.
La sfida del futuro sarà quella di avere un Piano energetico a "bilancio zero", tra i livelli di produzione ed i livelli di consumo, che dovrà , in proporzione alla crescita futura di energia prodotta da fonti rinnovabili, veder diminuire e riconvertire gli impianti di produzione di energia da fonti fossili. Chiediamo, inoltre, una moratoria all'autorizzazione di nuove centrali "turbogas" ed a nuove centrali a biomasse che non abbiano la garanzia del Km 0.

Giovanni Favia

consigliere regionale Movimento 5 Stelle - Beppegrillo.it

Questa mattina mi capita fra le mani Il Giornale e vedo una foto di Beppe Grillo in prima pagina.

Leggo e scopro che Beppe vuole i rimborsi elettorali! Confesso di esserci rimasto male...

Poi leggo meglio e scopro che siamo proprio NOI dell'Emilia-Romagna a volerli! Ci sono rimasto malissimo...

Poi leggo meglio e capisco. E' il solito articolo confezionato con agenzie di stampa (vecchie di quattro giorni fa, tanto da chiedersi se sia un quotidiano o un settimanale) e ricco di illazioni e informazioni parziali.

Sono quegli articoli che non fanno altro che confermarci che il V-day 2 di qualche anno fa non fu mal speso... Sulla professionalità di certi giornalisti e sulla credibilità di queste testate meglio sorvolare... Evidentemente il caso-Boffo non ha insegnato nulla al Direttore Feltri e a Il Giornale.

Mi sono sentito in dovere di fare questa smentita perché non voglio che sul Movimento, e su tutte le persone che credono in questo sogno, venga gettato fango. non staremo fermi a guardare.

Riportiamo sotto cosa abbiamo trasmesso alla Redazione de Il Giornale.

***

Disinformazione a mezzo stampa: il finto giallo dei rimborsi elettorali
Il Movimento 5 Stelle è l'unica forza politica a non volerli, eppure arrivano attacchi fuori tempo massimo
Il Giornale e il suo Direttore Feltri non hanno imparato nulla dal caso-Boffo?

Il Gruppo Assembleare del Movimento 5 Stelle desidera rettificare le lacunose informazioni riportate nell'articolo a pagina 7 del quotidiano Il Giornale datato 27 Luglio 2010.
Evidentemente Paolo Bracalini ha preferito limitarsi ad un copia/incolla di agenzie di stampa (ovviamente, solo quelle che facevano il proprio gioco) anziché svolgere una vera attività giornalistica. Pazienza, rimediamo noi.
La nostra richiesta di ricevere i rimborsi elettorali, inviata presso la Segreteria del Presidente della Camera e datata 5 marzo 2010, era stata fatta preventivamente in attesa delle decisioni dell'Assemblea degli Attivisti. In effetti prima delle elezioni pensavamo di ritirare i rimborsi per poi darli in beneficenza, per evitare che venissero spartiti fra le altre forze politiche. La nostra richiesta era a puro scopo cautelativo essendo stata spedita priva di dati di accreditamento che potessero consentire l'erogazione dei rimborsi. È fondamentale capire come tale richiesta non avrebbe mai e poi mai portato al versamento dei contributi. A meno che un incaricato della Camera non si fosse presentato direttamente negli uffici della Regione con una carriola colma di banconote. Naturalmente, Il Giornale ha preferito soprassedere su quest'informazione essenziale.
A differenza di quanto orgogliosamente affermato con orgoglio corporativo, l'intervento della stampa non ha cambiato assolutamente nulla: noi, quei soldi, non li volevamo, non li avremmo comunque ricevuti e non li riceveremo.
La Legge 157/3 giugno 1999, che regola l'assegnazione dei rimborsi elettorali, specifica chiaramente che sia necessario farne richiesta "pena di decadenza" (art. 1 comma 2). E così, in seguito alla nostra decisione di rinunciare ai rimborsi, è stato fatto: abbiamo lasciato decadere la richiesta evitandone la corretta compilazione ed invio formale con ricevuta di ritorno.
La somma di 193.258,87 € è effettivamente indicata in una delibera che assegna i fondi che, però, non sarebbero mai stati trasferibili per mancanza delle coordinate bancarie come ci ha confermato la Presidenza della Camera.
In data 23 Luglio 2010 abbiamo provveduto ad inviare un fax per ribadire la nostra intenzione di rinunciare ai rimborsi elettorali, per quest'anno e per gli anni a venire. A questa rettifica alleghiamo anche i fax con tanto di rapporto di trasmissione, visto che Il Giornale ama mettere nelle proprie pagine l'immagine di documenti. Sconfessiamo così anche l'inutile abstract in cui il virgolettato di Favia dice "faremo rinuncia scritta". Il verbo al futuro è sbagliato. "Abbiamo fatto rinuncia scritta" sarebbe stato più corretto.
La notizia è l'occasione per ribadire la vergogna di una classe politica che accetta la refurtiva elettorale, in barba al referendum popolare che nel 1993 abrogò, con il 90,3%, il finanziamento pubblico ai partiti. Che facciano come noi e, con rispetto della volontà popolare e delle difficoltà economiche del Paese, rimettano quel denaro alla disponibilità dell'Erario Pubblico.
Il vero scoop è che noi siamo gli unici a rinunciare a questi soldi. Mentre gli altri partiti con una mano ci additano a cattivo esempio e con l'altra se li intascano.
Ma passiamo al capitolo riguardante lo stipendio di Giovanni Favia. Anche qui è chiaro che fosse troppo faticoso alzare la cornetta per informarsi adeguatamente. Il giornalista ha preferito servirsi di notizie di terza mano.
Effettivamente è vero che Giovanni Favia disse, prima delle elezioni, che con 1300/1400 avrebbe vissuto benissimo. Quella era, più o meno, la cifra che percepiva da Consigliere Comunale e gli era sufficiente. Non ha però mai detto che avrebbe percepito proprio tale somma, sempre ripetendo che "a decidere sarebbero stati gli elettori e i sostenitori del Movimento". E così è stato: il suo stipendio e quello del collega Defranceschi, attraverso una sperimentazione politica mai avvenuta prima in queste terre, è stato fissato in 2.500 € da una riunione aperta a tutta la Regione, dove gli attivisti hanno deciso come pagare i loro eletti, convocata per il 17 Giugno 2010. Tante persone hanno potuto esprimere liberamente e pubblicamente il proprio parere.

Vi invitiamo a pubblicare integralmente la presente replica, dandole risalto pari a quello che ha avuto l'articolo di oggi richiamato in prima pagina.

Gruppo Assembleare Movimento 5 Stelle Emilia-Romagna
Andrea Defranceschi - Giovanni Favia

C'è voluto un esposto della Casa della Legalità, l'osservatorio contro la mafia ed i reati ambientali per sollecitare l'intervento del NOE, il Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri di Bologna, a mettere chiarezza sull'area dell'ex zuccherificio di Finale Emilia, nel modenese. L'osservatorio ha lanciato l'allarme in seguito all'avvistamento di diverse e poco sospette aree riempite di rifiuti dai mezzi cingolati. "In quest'area non c'è terra, ma polveri grigie che rendono difficile la respirazione, vi sono plastiche di sacchi e copertoni di camion, vi sono detriti edili e pezzi di sacche che normalmente vengono utilizzati per sigillare amianto, vi sono bombole e tubature, mezzi interrati e mezzi a cielo aperto."

Ma anche i grillini finalesi (http://modena5stelle.it/), già nello scorso aprile, avevano denunciato una situazione poco chiara per via della gestione dell'area. Il loro comunicato, come purtroppo spesso accade, era rimasto senza riscontro da parte dei media. Eppure conteneva anche questa scheda, che ci fa capire qualcosa in più sulla situazione.

DI CHI STIAMO PARLANDO: ecco chi è la Eco.Ge

La Eco.Ge srl è una delle maggiori imprese italiane nel campo delle demolizioni e delle bonifiche, ha circa 150 dipendenti e fattura quasi 25 milioni di euro all'anno.
Ha sede a Genova ed ha come Amministratore unico Gino Mamone, figlio di Luigi Mamone, il calabrese intraprendente venuto al nord, in Liguria, negli anni '60, per avviare una lucrosa attività nel campo dell'edilizia.
RELAZIONE SEMESTRALE DELLA D.I.A.
Direzione Investigativa Antimafia - 2 vol. 2 semestre 2002
[...] Presenze significative sono state individuate anche in Liguria, ove la criminalità calabrese, presente sin dagli anni '60, si è manifestata tanto in ambito microcriminale, attraverso l'esercizio dello spaccio di droga al minuto, quanto in importanti settori economici quali l'edilizia, la ristorazione e, soprattutto, lo smaltimento dei rifiuti.
Le consorterie censite sul territorio sono riconducibili alle famiglie ROMEO, NUCERA, RAMPINO, MAMONE, FOGLIANI, FAMELI e FAZZARI.
[...] La famiglia MAMONE, proveniente dalla Piana di Gioia Tauro (RC) e collegata ai MAMMOLITI di Oppido Mamertina (RC), si è insediata a Genova, ove è titolare della società "F.lli MAMONE & C. di MAMOME Luigi" aggiudicataria di un cospicuo numero di appalti pubblici.
Di recente anche la Finanza, nelle sue indagini sui Mamone del 2007/2008, ribadisce: «Gino Mamone è stato segnalato per i suoi legami con la cosca della 'ndrangheta calabrese dei Mammoliti... E dalle telefonate emergono inequivocabilmente i rapporti con Vincenzo Stefanelli, detto Cecé, esponente della criminalità organizzata di stampo mafioso, titolare di un'impresa edile».
L'imprenditore titolare della Eco.Ge, Gino Mamone, è finito nel mirino degli inquirenti del resto più volte, principalmente per reati ambientali legati allo smaltimento dei rifiuti.
Nella inchiesta sugli affari del porto di Genova, di inizio 2008, si arriva al sequestro di tutti gli atti di concessioni e lavori affidate alla sua Società, per verificarne la regolarità.
Ma l'indagine ultima della magistratura di Genova, l'"Operazione Pandora", di giugno 2009, è la più pesante. Settanta perquisizioni in tutto il Nord Italia. Gli indagati sono accusati a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata alla turbativa d'asta, corruzione e false fatturazioni. Capofila del cartello di 13 imprese, tra cui le principali aziende italiane ed europee nei settori dell'edilizia e delle bonifiche, è proprio Gino Mamone.
Un cartello di imprese che vinceva sempre, e di cui faceva parte anche la "Flli. Baraldi spa" di S. Prospero.
"

Ci sembra che sia una situazione meritevole di approfondimento: in ballo ci sono svariati milioni di euro, la tenuta di un tessuto agro-economico come quello della bassa modenese, nonché la legalità contro la sempre più pesante infiltrazione della malavita in quella realtà economico-sociale. Stiamo studiando quindi un'interrogazione, da presentare alla Giunta, perché sulla vicenda si vada sino in fondo.

Grazie al nostro Gabriele e a tutti quelli che hanno lavorato per far emergere la questione.

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Il Mese a 5 Stelle, numero 2, Luglio 2010
Il Mese a 5 Stelle, numero 1, Giugno 2010

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ERRATA CORRIGE - REPLICA A IL RESTO DEL CARLINO - IL GIORNO - LA NAZIONE - QN

In riferimento all'articolo intitolato "Rimborsi elettorali, il pasticcio dei grillini emiliani" (pag. 9 Il Resto del Carlino, 24 luglio 2010) desidero rettificare l'informazione proposta ai lettori.

A differenza del Movimento piemontese, che fece richiesta formale poi seguita da altrettanto formale rinuncia, noi inoltrammo solo una richiesta incompleta, priva di valore legale e delle coordinate bancarie, per cui non eravamo tenuti a nessuna disdetta formale. Lo facemmo a scopo cautelativo perché in quella fase nel Movimento era ancora viva l'opzione di ritirare i soldi per poi darli in beneficenza.
L'obiettivo comune era uno solo: quello di rinunciare ai rimborsi elettorali, con la garanzia che poi tornassero nelle disponibilità dell'Erario Pubblico e non venissero spartiti dalle altre forze politiche.

Il rimborso di 193mila Euro, a differenza di quanto affermato nell'ultima riga dell'articolo non era affatto "già in pagamento", ma semplicemente attribuito. Ci ha persino stupito che la nostra richiesta sia stata presa in considerazione dalla Camera, che ci aveva comunque confermato l'impossibilità di procedere al pagamento, stanti i mancanti dettagli bancari nella nostra comunicazione.

Dovrebbe invece creare scalpore e indignazione una classe politica che accetta la refurtiva elettorale, in barba al referendum popolare che nel 1993 abrogò il finanziamento pubblico ai partiti. Che facciano come noi e, con rispetto della volontà popolare e delle difficoltà economiche del Paese, rimettano quel denaro alla disponibilità dell'Erario Pubblico.

Stiamo parlando di belle cifre, e ci riferiamo solo all'Emilia-Romagna: al Pd andranno 1.306.201,52 euro all'anno per i prossimi 5 anni (cioè oltre 6,5 milioni di €), al PdL 789.798,68 euro per 5 anni (cioè 4 milioni in totale), alla Lega 440.150,85 euro (2,2 milioni in 5 anni), all'IdV 207.984,26 euro, che per 5 fa oltre 1 mlione. Sommando anche Udc (120.989,47 euro), Federazione della sinistra (90.316,92 euro) e Sel-Verdi (57.626,38 euro) e moltiplicando per cinque anni si totalizzerebbero 15,4 milioni di €. Un bel risparmio, no?

GIOVANNI FAVIA
Consigliere Movimento 5 Stelle Emilia-Romagna

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Chiariamo bene anche in tv...

Informazione fuorviante da parte della stampa: quei 193mila non potranno mai essere versati dallo Stato nel conto del Movimento 5 Stelle

Rieccoci, ancora una volta una bufala inizia abilmente a girare per il web.... hanno tentato di accusarci di falso, ripescando la nostra vecchia richiesta di rimborsi alla presidenza della camera (volutamente incompleta quindi ineficcace) fatta quando si discuteva ancora la possibilità di prendere i rimborsi per poi usarli a fini sociali. Come al solito tirano frecce spuntate. I tentativi di screditarci ormai sono continui e sempre più comici, tenete duro, dobbiamo rispondere agli strumenti dei media tradizionali con il tam-tam orizzontale dei cittadini!
A voi il comunicato!


Il Gruppo Assembleare del Movimento 5 Stelle desidera chiarire la situazione in merito alle notizie di stampa diffuse oggi, riguardanti l'assegnazione dei rimborsi elettorali.
La nostra richiesta, inviata presso la Segreteria del Presidente della Camera e datata 5 marzo 2010, era stata fatta preventivamente in seguito ad un'assemblea tenutasi a Bologna. In effetti prima delle elezioni pensavamo di ritirare i rimborsi per poi darli in beneficenza, per evitare che venissero spartiti fra le altre forze politiche. La nostra richiesta era a puro scopo cautelativo essendo stata spedita priva di dati di accreditamento che potessero consentire l'erogazione dei rimborsi.
La Legge 157/3 giugno 1999, che regola l'assegnazione dei rimborsi elettorali, specifica chiaramente che sia necessario farne richiesta "pena di decadenza" (art. 1 comma 2). E così, in seguito alla nostra decisione di rinunciare ai rimborsi, è stato fatto: abbiamo lasciato decadere la richiesta evitandone la corretta compilazione ed invio formale con ricevuta di ritorno.

Le notizie di stampa sono dunque incomplete. La somma di 193.258,87 € è effettivamente indicata in una delibera che assegna i fondi che, però, non sarebbero mai stati trasferibili per mancanza delle coordinate bancarie come ci ha confermato la Presidenza della Camera.

Per sicurezza oggi abbiamo provveduto ad inviare un fax per ribadire la nostra intenzione di rinunciare ai rimborsi elettorali, per quest'anno e per gli anni a venire.
La notizia è l'occasione per ribadire la vergogna di una classe politica che accetta la refurtiva elettorale, in barba al referendum popolare che nel 1993 abrogò, con il 90,3%, il finanziamento pubblico ai partiti. Che facciano come noi e, con rispetto della volontà popolare e delle difficoltà economiche del Paese, rimettano quel denaro alla disponibilità dell'Erario Pubblico.

Andrea Defranceschi ° Giovanni Favia
Gruppo Assembleare Movimento 5 Stelle Emilia-Romagna

Qui sotto potete vedere il fax inviato oggi alla Camera e i rapporti di trasmissione per i fax dei distinti uffici. A scanso di equivoci.

P.S. 24/07/10 Correggiamo quanto riportato da Carlino, Nazione e Giorno: E' vero che il Movimento del Piemonte, a differenza di quello dell'Emilia-Romagna, inviò revoca scritta alla presidenza della Camera in merito alla loro precedente comunicazione, ma è anche vero (e ad arte assente nell'articolo) che a differenza nostra il Movimento del Piemonte, effettuò una richiesta valida a tutti effetti e con tanto di conto corrente bancario. La nostra richiesta invece non necessitava di alcuna revoca essendo stata (in attesa di una decisione definitiva) formulata priva dei più basilari dati per approvare l'erogazione dei rimborsi elettorali.

Fax_Camera_M5S.pdf

Rapporti_Trasmissione.pdf

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Ancora una volta i nostri Amministratori esultano per il via libera ad un'opera vecchia, concepita nel 1998 in quello che era un altro mondo - dal punto di vista economico e fisico.
Parliamo della Bretella Modena - Sassuolo, ipotizzata per favorire il traffico verso il distretto delle ceramiche. Ignorando la stazione dei treni di Dinazzano creata ad hoc. In un periodo di crisi, sia per le ceramiche che per le finanze pubbliche, PDL e PDL-L sono qui a festeggiare l'ennesima striscia di cemento.
Ma non tutti sono d'accordo.

Riceviamo e pubblichiamo la seguente lettera.

C'è un generale coro di entusiasmo attorno al fatto che questa opera ha
compiuto un ulteriore passo verso la sua realizzazione.

Io non solo non mi unisco a questo coro, ma trovo quest'opera assolutamente inutile.
Percorro diverse volte a settimana l'attuale Modena Sassuolo, dalla pedemontana all'ingresso autostradale e non ricordo l'ultima volta in cui ci sia stato traffico su quest'arteria. Pertanto non vedo quali benefici quest'opera possa apportare.
Viceversa immagino la devastazione del territorio che invece andrà a comportare.

Il tutto sommato al fatto che non c'è nessuno che ipotizzi una "ripresa"del settore ceramico, quindi qualcosa che faccia aumentare il traffico. Non solo, ammesso e non concesso che il traffico possa aumentare, credo che tutti si dovrebbe lavorare per usare i treni e non i camion per trasportare le piastrelle... lo dicono tutti, ma nessuno fa niente in questo senso; anzi, festa grande alla prossima, assolutamente inutile, totalmente devastante, autostrada.

Io non sono certamente un estimatore dell'attuale governo; mi fa disperare il fatto che l'opposizione, al governo in queste terre, anziché chiedersi cosa faranno il prossimo anno gli attuali cassintegrati (mi dicono che siano 9000, voi avrete i dati precisi), gioiscano del fatto che milioni e milioni di euro vengono usati per
devastare il territorio, senza poter portare apprezzabili benefici né nel breve, né nel lungo periodo.
I soldi servono per le scuole, per la ricerca, per la salute, per dare un futuro ai giovani, per il trasporto su treno... non servono per inutili autostrade.

Grazie per l'attenzione.

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["Dai loro un'autostrada e la seguiranno ovunque". Cartello: INFERNO]

"Nella regione delle 105 mila firme contro la privatizzazione dell'acqua, nella terra dove anche diverse sezioni locali del Partito Democratico si sono messe al nostro fianco nella lotta per abolire la legge Ronchi, la classe politica locale non può tacere di fronte all'ennesimo inciucio della casta, dopo quello sul nucleare". Ci sembra che la nascita di AcquaLiberaTutti, il comitato bipartisan che punta a bloccare i referendum contro la privatizzazione dei servizi idrici, sia uno schiaffo alla volontà dei cittadini, di 1,4 milioni di firme. Fra i firmatari, ca va sans dire, si va dall'azzurro nostrano Giuliano Cazzola, a Sandro Gozi e Antonio Iannamorelli (Pd).
Ci piacerebbe sapere cosa ne pensi il Pd locale di questo accordo sottobanco preso dai suoi rappresentanti nazionali. Invece di prendere atto di un impegno forte della società civile contro l'espropriazione di un bene comune come l'acqua, i partiti perseguono evidentemente altri interessi. Quali? Si faccia il referendum, e vedremo cosa sceglieranno i cittadini.

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Dalle notizie di oggi viene il dubbio che il Pd preferisca appoggiare il titolare di quella cooperativa che, per conto di Akron-Hera, schiavizzava i lavoratori fino a fargli cercare materiali da recuperare in "buste di pattume indifferenziato provenienti da Bologna" contenenti anche "sostanze chimiche e pericolose" ed usando come unico strumento le mani. Come Movimento 5 Stelle in Regione continueremo a seguire questa vicenda indegna - denunciata dal sindacato USB - così come l'intero tema del trattamento e raccolta dei rifiuti in questa regione, tema su cui molte sono le cose da chiarire, ma è già sufficiente quanto emerso finora per chiedere al partito che amministra Imola, il PD, di fare una scelta netta tra il sig. Ferrara, titolare della Omega Group (nonché iscritto al Pd) e i lavoratori sfruttati da costui.

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E così siamo arrivati alle tirate d'orecchie da bulletti.

Vediamo cos'è successo ieri in Assemblea.
"Qui continua ad imperare una logica di gruppo, che impedisce di fare passi in avanti" - denuncia Giovanni Favia - "Si vota sempre e solo per colore politico. Abbiamo così assistito ad una maggioranza, che si suppone di sinistra, votare contro la nostra risoluzione che impegnava la Giunta a sostenere i ricorsi, attuali e futuri, al TAR del Lazio contro la riforma Gelmini della scuola. Un paradosso. Come se non bastasse" - continua il Consigliere del Movimento 5 Stelle - "Ci siamo visti respingere dalla maggioranza anche l'inversione dell'OdG della nostra risoluzione sul fotovoltaico, nonostante già il sottosegretario Bertelli e l'Assessore Freda avessero confermato di condividerne le linee. In pratica, un affossamento. La motivazione? Il Capogruppo del Partito Democratico mi ha risposto 'logica di gruppo' riferendosi ironicamente alla mia precedente critica in Aula proprio in riferimento al voto contrario del PD sul nostro testo in difesa della Scuola Pubblica. Ci rendiamo conto?" - è perplesso Favia - "Qui siamo al punto zero dell'Assemblea Legislativa: a causa delle dinamiche di partito l'Aula respinge o blocca provvedimenti importanti, e a rimetterci sono i cittadini."

Se pensate che forse stiamo esagerando, sentite cos'ha dichiarato all'Agenzia ANSA il Capogruppo PD Marco Monari: "E' stata una questione pedagogica. Favia, come spesso gli capita, aveva irriso con il primo intervento evocativo della logica di gruppo così ci siamo sentiti liberi di rispondere con 'logica di gruppo' anche nella seconda istanza da lui proposta... chissà se ha capito?".

Avete capito bene, non è uno scherzo. Il Capogruppo del PD ha votato (e fatto votare) contro un atto istituzionale - senza entrare nel merito dello stesso - solo per dare "una lezione"!
E così per le infantili ripicche del capocordata PD, due provvedimenti utili sono stati bloccati. Ringrazino la maggioranza quindi gli insegnanti precari e gli agricoltori.


PDF Risoluzione Gelmini

PDF Risoluzione fotovoltaico

Scatta l'allarme per i Parchi Nazionali italiani, compresi i due sul territorio regionale. Lo lancia, con un'intervista al Corriere della Sera (sic) il Ministro Prestigiacomo. Verranno tagliati, causa manovra d'mergenza firmata Tremonti, 25 milioni di euro su 50 di quelli che sono normalmente attribuiti alla gestione ordinaria dei Parchi Nazionali.

"Resto sbigottito che il Ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo abbia bisogno di fare un appello tramite i giornali nazionali su materie di cui dovrebbe essere competente" - dice Andrea Defranceschi, Capogruppo del Movimento 5 Stelle in Regione Emilia-Romagna - "Invece che alzare la cornetta e chiamare gli amici Berlusconi e Tremonti, con un'abile mossa alla Ponzio Pilato, fa la vittima ignara e inconsapevole del suo barbaro destino. Ci chiediamo che cosa ci stia a fare la Ministra Prestigiacomo su quella poltrona" - prosegue il Consigliere Defranceschi - "se non
riesce neanche a difendere le aree protette. Proponiamo di chiudere il Ministero dell'Ambiente per manifesta inutilità. E magari con i soldi risparmiati riusciremo a salvare i Parchi Nazionali. La realtà è che tutti i membri di questo Governo recitano una commedia delle parti, celando il vero intento che è quello di privatizzare i Parchi ed inserirli nella loro unica visione fatta di superstrade, quartieri-dormitorio e centri commerciali."

"A questo punto, se, come abbiamo appreso dalle agenzie, il Governo non mette il Ministero nelle condizioni di base per poter assolvere i propri compiti minimi vitali come la tutela dei parchi, ci aspettiamo" - aggiunge Giovanni Favia, Consigliere del Movimento 5 Stelle Emilia-Romagna - "che la Ministra Prestigiacomo abbia la dignità e la coerenza di dare le proprie dimissioni."

Il Capogrupo Defranceschi ha portato oggi in Aula la questione, facendone oggetto del Question Time a risposta immediata. Defranceschi ha stigmatizzato a miopia di un Governo che, per un piccolo risparmio, mette a serio repentaglio un'enorme risorsa per il Paese, sia dal pnto di vista della Biodiversità (nell'Anno della Biodiversità!) che dal punto di vista turistico. I Parchi muovo circa il 10% del turismo italiano, con un +35% nell'ultimo anno.
L'Assessore Freda ha condiviso le preoccupazioni del nostro Gruppo sulle serie ripercussioni che simili tagli possano avere sulla gestione dei Parchi, dicendo tuttavia che la Regione può contribuire (e contribuisce) solo agli investimenti, e non alla gestione ordinaria.

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Oggi 20 e domani 21 luglio è possibile seguire la seduta del'Assmeblea legislativa in diretta web collegandosi all'indirizzo http://assemblealegislativa.regione.emilia-romagna.it/wcm/al/astud/pub/multimedia/index.htm

addizione.jpg Anche a Ferrara la Giunta Comunale ha fretta di approvare il Piano Operativo Comunale, con una irresponsabilità ingiustificabile. Si tratta di un documento le cui ricadute sulla vita dei cittadini e sul loro futuro non possono essere sottovalutate" - s'indigna Giovanni Favia, Consigliere Regionale del Movimento 5 Stelle - "Qui si parla di stabilire cosa si costruirà nei prossimi cinque anni, ed è aberrante volerlo stabilire senza dare ai gruppi consiliari il tempo necessario per approfondire il piano e approntare le modifiche e le riflessioni del caso. Inoltre il POC contiene, c'era da aspettarselo, il progetto di costruire ancora appartamenti, di cementificare altro terreno. È un piano dettato solo da interessi economici, completamente slegato dalla realtà di una città, Ferrara, nella quale ci sono migliaia di edifici nuovi, vuoti e invenduti. Sosterremo con ogni mezzo il Consigliere a 5 Stelle Valentino Tavolazzi, unica voce fuori dal coro nel Consiglio Comunale estense.

PDF Comunicato Stampa Valentino Tavolazzi

passantenord.jpgE' letteralmente furioso per il via libera dell'Ue al Passante Nord di Bologna. "Vediamo il Collegio costruttori di Unindustria, esponenti del Pd e del Pdl festeggiare per una striscia di morte che aprira' il via alla cementificazione della pianura a Nord di Bologna, gia' fortemente antropizzata", e' l'amaro commento del grillino Giovanni Favia all'annuncio del ministro per le Infrastrutture, Altero Matteoli.
"Errani, Peri, Venturi e Draghetti dovranno chiedere scusa alle future generazioni", afferma lapidario. Il Movimento 5 stelle non intende, tuttavia, darsi per vinto. "Non ci arrendiamo- assicura il capogruppo in Regione- qualche giorno fa avevo incontrato Luigi De Magistris (parlamentare europeo dell'Idv, ndr) per chiedere aiuto in Europa, cerchero' di incontrarlo di nuovo per vedere se a livello europeo c'e' possibilita' di fare qualcosa".
Duro l'attacco alla classe politica locale. "Sanno solo festeggiare quando si tratta di dare grandi appalti e di inaugurare del cemento- e' lo sfogo di Favia- una proposta alternativa c'e', ma evidentemente si preferisce consumare territorio e dare appalti ai soliti noti senza partecipazione e concorso di idee. Tutte cose sostenute dai nostri politici in campagna elettorale".

(Vor/ Dire)
21:04 16-07-10

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Il MoVimento 5 Stelle presenta una risoluzione per appoggiare il ricorso anti-Gelmini "Non è tempo di dichiarazioni di intenti, ma di azioni concrete. La Provincia ha fatto bene ad approvare una delibera di appoggio al ricorso al Tar del Lazio contro la riforma Gelmini della scuola" - dice Giovanni Favia, Consigliere del Movimento 5 Stelle - "Oggi abbiamo depositato una risoluzione che mira ad impegnare la Giunta Regionale e fare lo stesso. L'insegnamento è un diritto sancito dalla nostra Costituzione, la Scuola Pubblica va difesa come garanzia di equità sociale, di libertà di pensiero e indipendenza di scelta. È giusto ricorrere a tutti i mezzi, quindi anche alle azioni legali, per fermare questa riforma che mira a distruggere la Scuola pubblica. È evidente che dietro a questo tipo di tagli non ci sia un piano di rilancio e di razionalizzazione dell'istruzione, ma la volontà di smantellare uno dei pilastri di una Società pensante, critica e in grado di ragionare con la propria testa. I soldi ci sono: che vengano ridotte le spese militari o azzerati gli investimenti sul nucleare e si dirottino le risorse su scuola, cultura, ricerca, green economy, salute pubblica."

Giovanni Favia

Consigliere del Movimento 5 Stelle in Emilia-Romagna

Mercoledì alle 20 il TG1 ha mandato in onda il servizio sul nuovo ospedale di Cona, nell'ambito di un'inchiesta sugli sprechi nelle regioni. La giornalista Marina Nalesso ha intervistato alcuni consiglieri emiliano romagnoli sulle spese del bilancio regionale e Valentino Tavolazzi di Progetto per Ferrara sull'annosa vicenda di Cona. Anche il presidente della regione Vasco Errani, visibilmente corrucciato, ha espresso il proprio rammarico per l'eccessiva dilatazione dei tempi di realizzazione del nuovo ospedale. Lo ha fatto come un normale cittadino, lui che guida la Regione da undici anni, dopo essere stato dirigente presso la presidenza della Giunta nel 1993, Consigliere regionale nel 1995, Consigliere alla presidenza fino al 1996 e Assessore al Turismo fino al 1999. Progetto per Ferrara/Movimento 5 Stelle si augura che riesca ad aprire l'ospedale prima della fine del suo ultimo (?) mandato.

Progetto per Ferrara/Movimento 5 Stelle

Sapro fallirà, ora non ci sono più dubbi!

I flebili tentativi dei soci di ripianare i debiti contratti dagli amministratori componenti il CDA (nominati da loro stessi) che gestivano patrimoni pubblici con estrema leggerezza e negligenza, sono stati respinti dal PM Filippo Santangelo che ha rigettato il piano di salvataggio, ritenendo probabilmente che non esistano soluzioni diverse dal fallimento. Con questa decisione del tribunale di Forlì si chiude il maldestro tentativo delle amministrazioni locali di salvare la partecipata che versa in disastrosa situazione finanziaria.

Il piano di salvataggio proposto dalla Sinloc non era stato sottoscritto nemmeno dai soci di Sapro, ma sia alla Lista Civica DestinAzione Forlì che alla Lista Civica 5 Stelle beppegrillo.it di Cesena non era nemmeno piaciuto il tentativo di salvare la partecipata.

Lo scorso maggio, con un'azione congiunta, abbiamo deciso di non votare le proposte di salvataggio approdate ai consigli Comunali e ci siamo allontanate durante le operazioni di voto.

Questo perché le due soluzioni che si prefiguravano, cioè il tentativo di salvare la partecipata cercando di rientrare dei debiti vendendo tutti i terreni acquistati e, al contrario, il farla fallire senza prendere provvedimenti che contrastassero la svendita del territorio conseguente alla procedura fallimentare, non rispondevano a quanto richiesto dalle consigliere stesse.

Le richieste erano di punire i responsabili di questa gestione, di riconoscere che i soci avevano quantomeno fallito nel loro ruolo di controllori lasciando che venissero decise compravendite di terreni senza una regola, senza un minimo di buon senso, andando a speculare su aree nuove quando ancora quelle già edificate continuano a rimanere sfitte.

Il dubbio, lecito, potrebbe poi sorgere sul fatto che addirittura queste procedure fossero state favorite dai soci stessi, perché non ci si spiega, da comuni cittadini, come potessero decidere dell'impiego del territorio comunale dei meri imprenditori e non gli amministratori pubblici
stessi.

La domanda semplice a cui vorremmo fosse data risposta è: chi decideva quali acquisti fare? Gli amministratori o i soci?

Ora che ne sarà dei tanti patrimoni immobiliari ipotecati dalle banche? Non è difficile immaginare che finiranno sul mercato offerti a prezzi stracciati e che cadranno in mano ai soliti speculatori.

Leggiamo infatti che il patrimonio è stimato, secondo una recente perizia, in circa 120 milioni di euro, in gran parte costituito da aree industriali urbanizzate ed urbanizzabili, in maggioranza invendute.

E' necessario vedere quali sono le aree già urbanizzate e quali no e pensare eventualmente, se necessario, di rivedere il PRG o di ricorrere ad opzioni sui terreni, per evitare di cementificare il
nostro territorio in maniera non solo inutile, ma anche inopportuna dal punto di vista economico oltre che da quello ambientale.

Mentre ci pare ottima la dichiarazione del Sindaco di Forlì Roberto Balzani che nel consiglio comunale di lunedì 12 luglio ha dichiarato che "rivalersi sugli amministratori è un atto dovuto", siamo un po' stupite dal silenzio calato dentro al palazzo Comunale di Cesena dove il sindaco Paolo Lucchi si è riservato di "esprimere opinioni in merito solo a seguito di un'attenta valutazione della situazione unitamente al C.d.A. di S.A.PRO. S.p.A.".

Durante i nostri interventi nei rispettivi Consigli Comunali a maggio abbiamo detto che, chi sarà riconosciuto colpevole dello sperpero compiuto, deve pagare.
Per questo motivo attendiamo le prossime mosse delle amministrazioni e del tribunale.


Natascia Guiduzzi
Consigliere Comunale
Lista Civica Cesena 5 Stelle beppegrillo.it

Raffaella Pirini
Consigliere Comunale
Lista Civica DestinAzione Forlì

Doveva essere un'ordinaria, breve seduta di Commissione Sanità. In agenda c'era la discussione della bozza di una delibera che dovrebbe stabilire le caratteristiche per i requisiti specifici di accreditamento delle Strutture di Geriatria ospedaliera.
Il Movimento 5 Stelle, com'è nella facoltà di chi partecipa alla Commissione ha presentato due proposte di modifica.
La prima chiedeva che sia norma che ai lavoratori contrattati dalle aziende accreditate vengano garantite le stesse condizioni retributive e di lavoro dei dipendenti, con rapporto subordinato. Questo, naturalmente, per evitare che i lavoratori stessi, troppo spesso sottopagati, siano costretti al doppio lavoro e si presentino quindi affaticati e poco lucidi al momento di svolgere il proprio delicato incarico, o che si creino infermieri di serie A o serie B. La richiesta andava anche in direzione di una garanzia in merito alle competenze e alla preparazione del personale.
La seconda proposta chiedeva che fossero precluse dall'accreditamento quelle aziende che non rispettassero la Legge 68 del 1999 per la quota di personale con disabilità assunto.
Apriti cielo. Ci è sembrato subito chiaro che stessimo rompendo un giocattolo. Il tempo stimato della discussione era di mezz'ora. Dopo quasi due ore di acceso dibattito, invece, la Commissione è stata sospesa senza essere giunti ad un'approvazione. Perché? La Maggioranza si rifiutava di procedere al voto sulla nostra proposta, adducendo motivazioni procedurali smentite dal Regolamento (art. 24 comma 6). Abbiamo dovuto richiedere due interventi tecnici della Segreteria di Presidenza per sbloccare la situazione. Nonostante questo, visto il caos generato, la Presidente Donini s'è vista costretta a sospendere la seduta con un Pd in evidente stato di tilt.

Com'è possibile che nessuno avesse prima richiesto l'adozione di requisiti così basici? Che tipo di interessi bipartisan si celano dietro alla concessione di accreditamenti facili? Sono davvero sempre rispettate le normative contrattuali regionali e nazionali?


Andrea Defranceschi

Giovanni Favia

Movimento 5 Stelle in Emilia-Romagna

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Continua ad aumentare la distanza dei nostri Amministratori dalla realtà e, contemporaneamente, anche quella fra ciò che dicono e ciò che fanno. E' di ieri l'ufficializzazione che è stato deciso un aumento medio sui biglietti di seconda classe per gli abbonati mensili del 3,7%, per gli annuali dell'1,2%, dell'1,1% per l'annuale studenti. I biglietti di corsa semplice aumentano circa del 5,5%. E l'assessore Regionale ai Trasporti Peri osa dire: "E' un aumento poco più che inflattivo (quindi sarebbe comunque ingiustificato: perché dovrebbe essere maggiore dell'inflazione?) che riguarda una realtà dove le tariffe del trasporto ferroviario passeggeri sono bloccate da due anni. Per senso di responsabilità, dobbiamo fare in modo che le entrate siano compatibili con il mantenimento del costo del servizio cui abbiamo destinato sempre più risorse."
Crediamo sia obbligo interrogarsi su cosa consenta questa incredibile e dannosa dissociazione della classe politica attuale con la realtà dei cittadini. Noi riteniamo che gli aumenti per abbonamenti e biglietti annunciati ieri (e che scatteranno dal primo agosto) siano totalmente ingiustificati. Prima di tutto non si può continuare a ragionare con una logica inflattiva in una situazione di mercato stagnante. Inoltre, ed è la discrepanza più grave, non si può tollerare che aumentino i prezzi quando peggiora il servizio sia dal punto di vista della puntualità che dei materiali e della pulizia.
Noi ascoltiamo le persone perché SIAMO le persone. Quindi sappiamo che non c'è alcuna qualità del servizio da mantenere perché il servizio è in costante peggioramento.

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A Bologna, come purtroppo in tutta la Regione, le Amministrazioni mostrano la loro voglia di cementificazione, la loro tendenza megalomane, la loro noncuranza nei confronti della sostenibilità economica e ambientale delle opere in cantiere.

Un esempio molto chiaro è quello del People Mover, il treno sopraelevato che dovrebbe congiungere Aeroporto Marconi con la Stazione FS. Un progetto, nato in project financing, poi tradito per scaricare sull'azienda pubblica ATC i costi, e privatizzare i profitti. Il Comune (che partecipa al 62% ATC) ha successivamente dovuto chiedere all'azienda di trasporti comunale di tirarsi fuori dal progetto anche alla luce dell'indagine ancora in corso della magistratura. Ciò ha spinto la CCC, titolare dell'appalto, a sondare altre strade. Per ora senza esiti.

Noi siamo molto preoccupati perché ci sembra che la programmazione delle opere per il futuro della città manchi completamente di visione del futuro. Sentiamo nuove voci chiedere di accelerare la costruzione del People Mover, ma secondo noi è un'opera assurda che va fermata, prima che sia troppo tardi. Non vorremmo mica ritrovarci a rimpiangere i soldi sprecati come col Civis, vero? Crediamo che non ci sia più tempo per le incertezze. Per questo stiamo chiedendo al Commissario di Bologna Anna Maria Cancellieri un incontro urgente per cercare di fermare un'opera che mette a serio repentaglio la stabilità economica del Comune capoluogo. Chi garantirà infatti la copertura finanziaria di un'opera simile, peraltro dannosa anche dal punto di vista ambientale? Non vogliamo ipotecare il nostro futuro in maniera così assurda, anche perché l'alternativa c'è e si chiama Servizio Ferroviario Metropolitano. Bisogna crederci. Oggi poi i proiettori erano tutti sll'aeroporto bolognese: dal workshop promosso da SAB con ENAC sono usciti dati inverosimili, su cui non credo sia nemmeno il caso di soffermarsi troppo: secondo le stime del Marconi infatti lo scalo bolognese vale l'1,7% del Prodotto Interno Lordo di tutta la Provincia, pari a 550milioni di euro. Sono dati oggettivamente di parte, su cui è impossibile impostare un ragionamento."

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Oggi il Consigliere Giovanni Favia ha inaugurato col primo cinguettio il proprio spazio Twitter. Per seguirlo, basta accedere a www.twitter.com/giovannifavia e cliccare su "follow".
Ad ogni messaggio di Giovanni sarete così aggiornati direttamente sulla vostra pagina Twitter!

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L'ex Primario dell'Unità Operativa Complessa del Bellaria, Professor Liguori, non è andato in pensione: ha preferito continuare la sua professione presso la clinica privata di Villa Toniolo. Forse lì saranno più flessibili in quanto agli orari: "Abbiamo pronta un'interrogazione per chiedere che si faccia chiarezza su alcuni aspetti torbidi. Per esempio quello di un verbale in cui si registra la presenza del Prof. Liguori in sala operatoria quando invece il suo cartellino magnetico dice il contrario" - attacca durissimo Giovanni Favia, Consigliere Regionale del Movimento 5 Stelle - "Abbiamo ricevuto varie segnalazioni di violazioni, anche gravi, delle procedure. Vogliamo andare fino in fondo. Ci lascia anche perplessi che Liguori lasci il suo ruolo in... buone mani: quelle della moglie, la Dott.ssa Cristina Cucchi". Questi nuovi elementi si vanno ad inserire in un affaire, quello del trasferimento al Maggiore della chirurgia del Bellaria, già molto complicato. La Cucchi, ora in carica come "facente funzione", è in pole position per diventare il nuovo Primario, dato che era già a capo dell'Unità operativa Semplice di senologia. Ora, infatti, il piano prevede di creare una "Breast Unit" d'eccellenza al Bellaria. Peccato, purtroppo, che le norme Europee dicano che per fregiarsi del titolo di "eccellente", un'unità operativa debba ospitare al suo interno tutti i passaggi curativi. La diagnostica invece rimarrà appannaggio dell'Ospedale Maggiore o dell'Ospedale di Budrio, creando disagio ai pazienti oncologici che diventano veri e propri pendolari della sanità. "La Chirurgia Addominale del Bellaria era veramente un'unità di eccellenza: lì il paziente era seguito attentamente in ogni passaggio, dalla diagnosi al recupero post-operatorio" - dice Nunzio Diana, della Lista Civica a 5 Stelle di Castenaso, e membro del Comitato "io scelgo il Bellaria" - "ora invece il tentativo, evidente, è quello di caricare il Servizio Sanitario Nazionale delle operazioni più complicate e meno redditizie, e di lasciare ai privati quelle più semplici e più remunerative." "Il problema più evidente è la mancanza di informazione per i cittadini" - dice Andrea Defranceschi, Capogruppo Regionale del Movimento 5 Stelle - "le decisioni sono tutte prese dalla Conferenza Territoriale Sociale Sanitaria, ed eseguite dall'ASL. Peccato che nella Conferenza, presieduta dall'Assessore Provinciale Barigazzi, decidano solo alcuni Comuni capofila, e gli altri siano esclusi - e si auto-escludano - per disinteresse, dal processo decisionale. Insomma, tantissimi Sindaci ignorano ciò che poi la Conferenza promuove. Ed è assurdo, perché così i cittadini sono disinformati. Questo è il motivo per il quale il Comitato "io scelgo il Bellaria" s'è formato tardi: se la gente fosse stata a conoscenza del progetto forse si sarebbe potuto fare di più. Ora comunque" - chiude Defranceschi - "stiamo studiando una mozione per chiedere che i Sindaci abbiano l'obbligo di discutere e approvare in Consiglio Comunale le decisioni della Conferenza."

PDF Interrogazione

Andrea Defranceschi · Giovanni Favia
Gruppo Movimento 5 Stelle - Beppegrillo.it
Assemblea Legislativa Regione Emilia-Romagna


Martedì nell'Aula dell'Assemblea Legislativa Regionale la Giunta informava i Consiglieri e, grazie alla diretta streaming (che speriamo non debba essere sempre afflitta da problemi tecnici), anche gli elettori sugli effetti che la manovra correttiva decisa dal Governo Berlusconi-Tremonti-Bossi avrà sulle finanze e sui servizi della Regione Emilia-Romagna.
"Il Gruppo Assembleare del PdL ha deciso di lasciare l'aula, rispondendo così indirettamente alla nostra domanda, finora inevasa: da che parte stanno nella trattativa fra Regioni e Governo? Adesso è chiaro" - attacca Andrea Defranceschi - "i Consiglieri del PdL hanno scelto di stare sempre e comunque con Berlusconi, preferendo non informare gli emiliano-romagnoli di cosa li aspetti con i tagli in arrivo. E, sembra, non preoccupandosi dei danni che simili tagli potrebbero provocare ai servizi erogati ai cittadini. Fra l'altro" - nota Defranceschi - "mi ha colpito un dato politico: mentre i colleghi del PdL uscivano, quelli della Lega Nord sono rimasti dentro. C'è una
spaccatura, evidentemente, in quella che qui è la minoranza, ma che nel Paese è maggioranza. Mi dispiace che la scelta del PdL abbia di fatto impedito un momento informativo molto importante, che nella Riunione Capigruppo, era stato subito chiaro, non voleva essere affatto una critica al Governo Berlusconi ma un momento di confronto."
Giovanni Favia, in un intervento in Aula, ha tenuto a sottolineare: "condividiamo con Errani la preoccupazione per le possibili conseguenze della manovra, anche se - rispetto al Governo della Regione - abbiamo ricette molto diverse da proporre."

PARMA - Siamo in estate e ripartono le feste! Ogni paese ha la sua sagra con musiche e balli, cibo e bevande. Bellissime e con tanta gente, tutti si divertono e stanno in compagnia. Torta fritta, salumi, voci, sapori, musiche e colori tipici del nostro bellissimo territorio, fiumi di birra, dolci vari, caffè, liquori, il tutto a rendere gradevoli le nostre serate estive.
Ma che Provincia, Comune ed Enia patrocinino le feste come se fossero ecosostenibili è puro Greenwashing (immagine mistificatoria). Si tratta cioè di un'ingiustificata appropriazione, da parte di SpA ed entità politiche, finalizzata alla creazione di un'immagine positiva delle attività per distogliere l'attenzione dalle loro responsabilità nei confronti della raccolta IN-differenziata di questi "rifiuti" così tanto BIS-trattati.
Questo è delirio e puro marketing: il verde lava più bianco! Potrebbe essere uno dei tanti slogan di queste feste.
Abuso di bottiglie d'acqua rigorosamente da mezzo litro, in plastica e non in vetro (meglio ancora sarebbe l'acqua "san" rubinetto utilizzando semplici caraffe), tovaglie usa e getta con sopra tovagliette usa e getta ma coi bellissimi loghi colorati Ecofesta ed Enia, con la scritta che "qui si usano bottiglie col vuoto a rendere e piatti in ceramica": fantastico!
Personale volontario rigorosamente formato da nessuno per cercare di ridurre, riutilizzare, riciclare i prodotti post consumo; posate usa e getta avvolte in confezioni di plastica e non di carta (come fanno ormai da anni anche i ristoranti); piatti di plastica, bicchieri di plastica che Enia nel suo rifiutologo, arrivato alle famiglie di Parma, afferma sbagliando (diciamo così) che non sono riciclabili.
Ieri ero a una di queste feste. Ho contato almeno 600 coperti pari ad almeno 1000 bottiglie, 2000 piatti di plastica, 5000 bicchieri di plastica piccoli e grandi, 5000 posate di plastica; poi ho visto la raccolta: 3 sacchi domestici con dentro 4 cosette sporche... una tristezza. Mi sono preso i miei resti e me li sono differenziati a casa. Mia figlia mi guardava come se fossi un UFO. "Lo faccio anche per te" le ho detto "e scusami se come tanti genitori ci stiamo facendo prendere in giro da troppi anni".
E alla fine buon appetito da Enia (ma ho fatto fatica a digerire balle e torta fritta).

Fabrizio Savani

(MoVimento 5 Stelle - beppegrillo.it)

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TRANSCOOP BUS è stata condannata per restrizione alla concorrenza nel trasporto di persone con disabilità di Reggio Emilia. A ciò si aggiungono le numerose lamentele dei cittadini per il servizio. La denuncia pubblica della Lista Civica Reggio 5 Stelle.

La vicenda del trasporto di persone con disabilità a Reggio Emilia è un grattacapo in cui a far le spese, come sempre, sembrano essere gli utenti, persone con noti e gravi problemi motori.

A fare chiarezza in questo quadro è stata l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, che nel Bollettino Settimanale del 21 giugno 2010, ha pubblicato la decisione di condanna a ristabilire le condizioni di concorrenza del mercato.

I fatti

Tre società specializzate nel trasporto di persone con disabilità, aderenti a TRANSCOOP BUS, segnalano all'Antitrust che la TRANSCOOP BUS stessa non consente loro di uscire dal consorzio di imprese per svolgere autonomamente l'attività di trasporto.

Ad impedirlo un articolo del Regolamento interno di TRANSCOOP BUS , punto 4, art. 2,:

"è fatto divieto assoluto ai soci di porsi in concorrenza con la cooperativa, servendo o comunque prendendo contatti diretti con i clienti serviti da TRANSCOOP BUS".

"l'impresa socia si impegna, dalla data di perdita della qualità di socio (a seguito di recesso o di esclusione) a rispettare il seguente patto di non concorrenza: l'impresa associata, dopo l'uscita dal consorzio TRANSCOOP BUS, si impegna a non effettuare concorrenza al consorzio stesso proponendosi ai clienti serviti negli ultimi 5 anni tramite TRANSCOOP BUS"

In sostanza, se esci da TRANSCOOP BUS non puoi più fornire servizi ai clienti con cui hai abitualmente lavorato negli ultimi 5 anni.

Il 6 settembre 2007 Transcoop Bus estende ancor di più questo divieto:

"L'impresa associata, dopo l'uscita dal consorzio TranscoopBus, si impegna a non effettuare, direttamente, indirettamente e/o anche tramite imprese individuali, società o consorzi in cui il titolare dell'impresa individuale o il legale rappresentante della società uscita dal consorzio divenga titolare o socio e/o venga a ricoprire la carica di amministratore o di dirigente, attività in concorrenza al consorzio stesso, per un periodo di 2 (due) anni successivi alla cessazione del rapporto consortile e limitatamente ai clienti serviti negli ultimi 5 (cinque) anni tramite TranscoopBus. Il presente patto è limitato al territorio dell'Emilia Romagna".

Imponendo nella sostanza che chi esce da TRANSCOOP BUS non può fare nessun tipo di trasporto non solo con la sua impresa, ma anche con una società eventualmente ricostituita, per i successivi 2 anni in tutta l'Emilia Romagna.

Le tre imprese chiedono di poter uscire dal Consorzio, ma TRANSCOOP BUS si oppone ai sensi dello Statuto, perché sostiene che non ci siano le condizioni. Le tre imprese invece sostengono che, siccome viene violata la possibilità di agire in regime di concorrenza, si sentono legittimate ad uscire dal Consorzio Transcoop Bus. Su questo è attualmente in corso un arbitrato, avviato con atto del 21 maggio 2009, presso la Camera di Commercio di Reggio Emilia.

Risultato: secondo TRANSCOOP o si rimane dentro o non si lavora per 2 anni. Cioè non si lavora, perché il regolamento del Comune di Reggio Emilia prevede che le autorizzazioni per l'esercizio dell'attività di trasporto con noleggio con conducente decadano nel caso di sospensione dell'attività per un periodo superiore a sei mesi.

Ma sulla concorrenza non la pensa così l'Antitrust, la quale delibera "che il Consorzio TRANSCOOP BUS s.c. ponga immediatamente fine all'infrazione accertata e adotti le misure necessarie per ristabilire le condizioni di concorrenza nel mercato, comunicando all'Autorità, entro trenta giorni dalla notifica del presente provvedimento, le iniziative assunte a tal fine".

Questo conferma gli esiti dell'istruttoria inviati ai soggetti interessati in data 19 febbraio 2010, un cui l'Anitrust contestava a TRANSCOOP alcune disposizioni consortili contenute nel regolamento interno e una serie di condotte basate su tali disposizioni volte ad ostacolare l'uscita dalla compagine sociale dei segnalanti, al fine di impedire che essi svolgessero autonomamente il servizio di trasporto di persone con disabilità tramite noleggio con conducente, in concorrenza con lo stesso TRANSCOOP BUS, così limitando artificialmente la concorrenza nel mercato.

Le lamentele dei cittadini, la filiera dei controlli non funziona

Negli ultimi mesi diversi cittadini ci hanno segnalato:

- che i mezzi di trasporto di persone con disabilità sono spesso sporchi;

- che la copertura del servizio è parziale, per cui se devo chiamare un mezzo per andare in centro devo pagare, come persona con disabilità, 7 euro all'andata e 7 euro al ritorno. Un signore mi dice testualmente: "14 per un caffè a Piazza Prampolini mi sembra davvero troppo!"

- che quindi la copertura del servizio è garantita solo per scuole, sport ed altri sevizi sociali di questo tipo, mentre la vita di una persona con disabilità, come quella di tutte le persone, non è chiusa in sfere determinate all'Amministrazione Comunale.

- Che molte linee di autobus dovrebbero essere attrezzate di pedane, per rendere autonomi i disabili, ma molte pedane installate non funzionano per mancanza di manutenzione.

Chi deve controllare?

Dal 1998 l'Amministrazione Comunale ha affidato alle Farmacie Comunali Riunite il servizio disabili. A partire dal 2004 l'ACT, l'azienda dei trasporti, è divenuta un'Agenzia, ed ha gestito la gara per conto di Farmacie Comunali Riunite in base ad una apposita convenzione. La gara è stata vinta da TIL, società di trasporti controllata al 94.51 % da ACT, che ha poi affidato il 65% dei trasporti a TRANSCOOP BUS, il 15 % ad altri consorzi e il 20% l'ha gestito in casa.

L'Amministrazione Comunale pensa che quello delle persone con disabilità sia un problema di altri, in tutte queste scatole cinesi fatte di affidamenti, convenzioni, gare e subappalti?

Le Farmacie Comunali Riunite credono di essere esentate da ogni tipo di controllo solo perché la gara è gestita da ACT in base ad apposita convenzione?

ACT come Agenzia avrebbe proprio il compito di controllare che il trasporto pubblico, tra cui quello delle persone con disabilità, avvenga correttamente: TIL è una sua creatura, perché non controlla?

Infine TIL, ecco cosa dice riguardo a TRANSCOOP BUS rispondendo all'Antitrust: " per TIL non risultava conveniente la presenza di TRANSCOOP BUS quale unico fornitore del servizio di trasporto disabili, in quanto lo stesso non era in grado di garantire un'adeguata efficienza e qualità del servizio". La qualità del servizio, in osservanza ai fattori indicati nel contratto, e il rispetto degli obblighi in capo al subaffidatario, sono controllati da TIL, come ricordato dall'Antitrust.

Porteremo la questione in Consiglio Comunale lunedì con un ordine del giorno d'urgenza, per fare chiarezza sul sistema e sulla filiera dei controlli.

(Articolo di Matteo Olivieri, tratto da www.reggio5stelle.it)

Questa mattina la seduta della Commissione Ambiente, Territorio e Mobilità, in presenza degli Assessori Gazzolo e Peri, è scivolata via in tre ore senza che si facesse un passo in qualunque direzione. Discutendo dell'assestamento di bilancio, gli Assessori hanno presentato le cifre stanziati per alcuni interventi, ordinari e straordinari. Impossibile entrare nel dettaglio.
Una linea generale però mi è apparsa chiara: si predica bene e si razzola male. Si programma a lunga scadenza, salvo poi non mantenere gli impegni e agire sulla contingenza. L'Assessore Gazzolo ha scaricato le responsabilità sul Governo di Roma ("attendiamo dal Governo risposte che non sono ancora arrivate" e "il fondo Regionale della Protezione Civile non viene rifinanziato dal Governo da due anni") il che può anche essere, ma non esaurisce la questione. Mi sembra chiaro che non si investa in prevenzione, e che alcune pratiche - solo perché consolidate da anni - siano ritenute immodificabili.
Alcuni esempi? Il canale Navile a Bologna. In quanto canale, ovvero corso d'acqua artificiale, dovrebbe essere di competenza del Consorzio di Bonifica pubblico, a Bologna quello della Renana. Da molti anni, però, è stato assimilato ad un corso d'acqua naturale, e come tale è sotto l'amministrazione regionale. Perché? Che senso ha? Nessuna risposta, se non "è così da tempo". La situazione è di fortissimo degrado ed abbandono: vogliamo che venga riqualificato come canale artificiale, e consegnato alla gestione del Consorzio di Bonifica.
Altro esempio è la mancanza investimenti nella formazione e aggiornamento dei tecnici comunali competenti in merito alla cura dell'equilibrio idrogeologico del territorio nella programmazione urbanistica.
Passando alla viabilità, ho chiesto come mai la regione non sia attenta alle evoluzioni tecnologiche riguardanti il manto stradale: eco asfalto, massetti duraturi e fonoassorbenti, nuovi standard per la compatibilità architettonica del manto con l'arredo urbano ed il contesto storico.
Con l'Assessore Peri poi i conti in sospeso sono tanti. Oggi ha anche voluto anticipare - a grandissime linee - il PRIT 2010-2020. Ovvero un progetto di pianificazione territoriale decennale che purtroppo... vive su concetti di decenni fa! In commissione Peri ha detto che "non si può continuare a investire in infrastrutture ad uso e consumo della mobilità privata", salvo poi confermare la realizzazione dell'Autostrada Cispadana, del passante nord, della E-55, e di altri nastri d'asfalto. Naturalmente, il tutto senza una valutazione di impronta ambientale adeguata ed incuranti degli obbiettivi che l'Emilia Romagna si è data insieme all'Europa per il 2020...
Poi ha presentato le preoccupanti cifre che dicono che il 67% degli spostamenti in regioni avvengono su auto (era il 58% nel 2001) e che "però non si può inseguire la domanda" salvo poi, in un documento di Giunta, scrivere che "data la crescente domanda è necessario aumentare le infrastrutture". Ma com'è possibile? Rispetto al tentativo di sterzata ventilato da Errani nella presentazione del suo programma, in questo PRIT non c'è nulla di nuovo.... Ne sul consumo di territorio ne altrove....
Ultimo punto sconcertante: gli aeroporti. E' noto che l'aeroporto di Forlì sia in forte perdita. Solo nel 2009, c'è costato una perdita netta di 715.000 € (la regione ne ha solo il 25%, il buco quindi è molto di più..). E' chiaro che avere uno scalo in ogni città, a distanza di 40 k l'uno dall'altro, non è sostenibile. E Peri, infatti, ha anche smentito l'Assessore Muzzarelli (che qualche giorno fa difese lo scalo forlivese dicendo che chiuderlo avrebbe penalizzato la scuola aeronautica, come se non sapesse che oggi gli studenti studiano sui simulatori...) dicendo: "dobbiamo fare sistema e integrare e razionalizzare il più possibile. Il polo d'eccellenza della scuola non fa mercato perché non genera traffico aereo." Insomma, la Regione vuole uscire ma dice di avere le mani legate: "le regole le dettano le compagnie, poi noi siamo solo soci di minoranza, non possiamo fare più di tanto" ha detto l'Assessore. Ah sì? Strano, e dire che, fra Regione, Provincia e Comune, tutte ad amministrazione PD, l'Aeroporto di Forlì è controllato all'80% dalle istituzioni...
Questi assessori sono divertentissimi....

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