Questa mattina la seduta della Commissione Ambiente, Territorio e Mobilità, in presenza degli Assessori Gazzolo e Peri, è scivolata via in tre ore senza che si facesse un passo in qualunque direzione. Discutendo dell'assestamento di bilancio, gli Assessori hanno presentato le cifre stanziati per alcuni interventi, ordinari e straordinari. Impossibile entrare nel dettaglio.
Una linea generale però mi è apparsa chiara: si predica bene e si razzola male. Si programma a lunga scadenza, salvo poi non mantenere gli impegni e agire sulla contingenza. L'Assessore Gazzolo ha scaricato le responsabilità sul Governo di Roma ("attendiamo dal Governo risposte che non sono ancora arrivate" e "il fondo Regionale della Protezione Civile non viene rifinanziato dal Governo da due anni") il che può anche essere, ma non esaurisce la questione. Mi sembra chiaro che non si investa in prevenzione, e che alcune pratiche - solo perché consolidate da anni - siano ritenute immodificabili.
Alcuni esempi? Il canale Navile a Bologna. In quanto canale, ovvero corso d'acqua artificiale, dovrebbe essere di competenza del Consorzio di Bonifica pubblico, a Bologna quello della Renana. Da molti anni, però, è stato assimilato ad un corso d'acqua naturale, e come tale è sotto l'amministrazione regionale. Perché? Che senso ha? Nessuna risposta, se non "è così da tempo". La situazione è di fortissimo degrado ed abbandono: vogliamo che venga riqualificato come canale artificiale, e consegnato alla gestione del Consorzio di Bonifica.
Altro esempio è la mancanza investimenti nella formazione e aggiornamento dei tecnici comunali competenti in merito alla cura dell'equilibrio idrogeologico del territorio nella programmazione urbanistica.
Passando alla viabilità, ho chiesto come mai la regione non sia attenta alle evoluzioni tecnologiche riguardanti il manto stradale: eco asfalto, massetti duraturi e fonoassorbenti, nuovi standard per la compatibilità architettonica del manto con l'arredo urbano ed il contesto storico.
Con l'Assessore Peri poi i conti in sospeso sono tanti. Oggi ha anche voluto anticipare - a grandissime linee - il PRIT 2010-2020. Ovvero un progetto di pianificazione territoriale decennale che purtroppo... vive su concetti di decenni fa! In commissione Peri ha detto che "non si può continuare a investire in infrastrutture ad uso e consumo della mobilità privata", salvo poi confermare la realizzazione dell'Autostrada Cispadana, del passante nord, della E-55, e di altri nastri d'asfalto. Naturalmente, il tutto senza una valutazione di impronta ambientale adeguata ed incuranti degli obbiettivi che l'Emilia Romagna si è data insieme all'Europa per il 2020...
Poi ha presentato le preoccupanti cifre che dicono che il 67% degli spostamenti in regioni avvengono su auto (era il 58% nel 2001) e che "però non si può inseguire la domanda" salvo poi, in un documento di Giunta, scrivere che "data la crescente domanda è necessario aumentare le infrastrutture". Ma com'è possibile? Rispetto al tentativo di sterzata ventilato da Errani nella presentazione del suo programma, in questo PRIT non c'è nulla di nuovo.... Ne sul consumo di territorio ne altrove....
Ultimo punto sconcertante: gli aeroporti. E' noto che l'aeroporto di Forlì sia in forte perdita. Solo nel 2009, c'è costato una perdita netta di 715.000 € (la regione ne ha solo il 25%, il buco quindi è molto di più..). E' chiaro che avere uno scalo in ogni città, a distanza di 40 k l'uno dall'altro, non è sostenibile. E Peri, infatti, ha anche smentito l'Assessore Muzzarelli (che qualche giorno fa difese lo scalo forlivese dicendo che chiuderlo avrebbe penalizzato la scuola aeronautica, come se non sapesse che oggi gli studenti studiano sui simulatori...) dicendo: "dobbiamo fare sistema e integrare e razionalizzare il più possibile. Il polo d'eccellenza della scuola non fa mercato perché non genera traffico aereo." Insomma, la Regione vuole uscire ma dice di avere le mani legate: "le regole le dettano le compagnie, poi noi siamo solo soci di minoranza, non possiamo fare più di tanto" ha detto l'Assessore. Ah sì? Strano, e dire che, fra Regione, Provincia e Comune, tutte ad amministrazione PD, l'Aeroporto di Forlì è controllato all'80% dalle istituzioni...
Questi assessori sono divertentissimi....

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4 commenti

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    Se invece di aumentare ancora di più la superficie asfaltata, badassero a mantenere efficiente quella che c'è, puntando ad un futuro che richieda sempre meno asfalto, forse non sarebbe più ragionevole?
    Ancora più strade, ancora più manutenzione (e suppongo sempre meno fondi da spartire).
    Il prossimo passo quale sarà? Un casello ad ogni incrocio?

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    sarebbe formidabile il cambiamento che comporterebbe sulla qualità della mobilità l'adozione di un piano per l' adozione di motori elettrici. Niente piu autocisterne per il rifornimento

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    SI MA OGNI TANTO CAMBIATE IL POST ALTRIMENTI UNO NON TORNA A LEGGERE

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    C'è una scorrettezza in questo post. Il fatto che Comune provincia e Regione siano amministrate dallo stesso partito non vuol dire nulla. Se Provincia e Comune, per ragioni localistiche, si impuntano sulla conservazione dell'aereoporto è ovvio che l'assessore regionale è bloccato. Potrebbe dichiarare guerra totale a Comune e provincia... ma pretenderlo è un po' assurdo: gli chiedete di fare la guerra a persone del suo stesso partito (in procincia e comune) per ottenere qualcosa (la chiusura dell'aereoporto) che farebbe peredere al PD un sacco di voti (di certo i dipendenti licenziati dall'aereoporto non porterebbero molti voti). Certo, se riuscite a convierlo a questa guerra forse un risultato positivo si può ottenere, come in Piemonte.

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