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MoVimento 5 Stelle

Settembre 2010

Settembre, tempo di fine delle vacanze e rientro a scuola. Quale scuola? Quella pubblica, è ovvio. Beh, non è poi tanto ovvio, in realtà.

Negli ultimi 20 anni i vari governi che si sono susseguiti alla guida di questo Paese hanno utilizzato la scuola e l'università come voce di spesa prediletta a cui infliggere tagli. Nel solo 2008, la legge 133 a firma di Tremorti ha inferto all'università pubblica italiana un taglio di 1,2 miliardi di euro. Si, avete capito bene, 2500 miliardi di lire! A questo si sono poi aggiunte presunte riforme degli istituti superiori, che in realtà nascondevano solamente degli ulteriori tagli, tagli alle compresenze,tagli al tempo pieno, tagli agli insegnanti di sostegno, tagli alle assunzioni di precari e così via.

L'obiettivo dei governi passati, di destra e di sinistra, è sempre stato chiaro: risparmiare quanto più possibile sull'istruzione pubblica in favore di quella privata. Lo scorso 6 maggio 2009, l'Italia dei Valori votò a favore, assieme al centro destra e all'UDC, all'aumento dei fondi alle scuole private.

Per questo motivo, il gruppo assembleare Movimento 5 Stelle Emilia Romagna ha deciso di aderire alla manifestazione regionale in difesa di scuola e università pubblica organizzata dal comitato Riprendiamoci la Scuola e in programma per sabato 9 ottobre a Reggio Emilia. Partenza alle ore 15 da Porta San Pietro (Viale Montegrappa). Una manifestazione che sta prendendo forma, piano piano, in Rete, su Facebook, sul sito del comitato, una manifestazione dal basso, senza bisogno di sindacati o partiti. Ogni persona che vorrà condividere la propria esperienza di alunno, studente, genitore, assistente, docente, precario, preside potrà intervenire dal palco.

Ed è proprio questa sua indipendenza che necessita del sostegno di tutti. Invitiamo pertanto i nostri sostenitori ad aderire al comitato e a sostenere l'iniziativa attraverso una piccola donazione (sul sito trovate tutte le informazioni). Anche su Facebook potete iscrivervi alla pagina del comitato e aderire all'evento della manifestazione.

La scuola pubblica è la base di partenza per uno Stato democratico. Victor Hugo diceva "Chi apre la porta di una scuola, chiude una prigione." Per risanare questo Paese occorre puntare e investire sulle nuove generazioni.

(da reggio5stelle.it)

fotow2.jpgCi dispiace molto che Luca Bartolini (Consigliere Regionale del Popolo delle Libertà che ci ha criticato a mezzo stampa) non sia venuto a trovarci, nei giorni della nostra Woodstock. Lo avremmo volentieri salutato e ospitato. Avremmo approfittato dell'occasione per colmare una sua lacuna informativa, quella riguardante lo smaltimento dei rifiuti misti di Vedelago, nel trevigiano. Magari intanto gli consigliamo di fare una telefonata a quel centro riciclo per capire come riescano a ridare vita completamente anche la carta unta o i cartoni di pizza, grazie ad una tecnologia avanzatissima. A Cesena Bartolini avrebbe almeno potuto sentire l'intervento della responsabile Carla Poli. Avrebbe quantomeno evitato di dire spropositi quali "tutti sanno che una parte dei rifiuti, anche quelli raccolti in modo differenziato, non può essere recuperata". La differenziata della festa è stata superiore al 91%, grazie all'impegno di tutti i partecipanti e allo sforzo dei nostri volontari. Non possiamo che ringraziarli col cuore per l'enorme lavoro fatto. Abbiamo tutti insieme dimostrato che si può fare. Abbiamo utilizzato i generatori a gasolio? Forse Bartolini ha scordato che al Governo dell'Italia noi non ci siamo ancora, ma ci sono loro. Siamo quindi costretti a muoverci all'interno di un sistema che non ci va bene, e che vogliamo cambiare. Ma non avevamo alternative di alcun tipo, visto che fare gli allacciamenti non è stato tecnicamente possibile. Per quanto riguarda la mobilità, poi, vale lo stesso discorso. Grazie all'Assessore Alfredo Peri siamo riusciti ad ottenere che un paio di treni in più fermassero a Cesena, ma Trenitalia non ha voluto predisporre corse speciali. Noi, almeno, a differenza del PdL, non abbiamo pagato con i soldi dei contribuenti i pullman per portare la gente alla nostra Woodstock, non abbiamo affittato ballerine brasiliane e abbiamo restituito il parco alla città in perfette condizioni. Ci fa gongolare di piacere sentire che ci debbano attaccare cercando la pagliuzza nel nostro occhio, non vedendo la trave che è nel loro. Ci fa capire ancora meglio quanto siamo stati bravi a fare il massimo possibile all'interno di un sistema che fa di tutto per obbligarti a mettere il guadagno davanti all'etica. Invece abbiamo sovvertito quest'ordine, mettendo l'etica davanti al profitto. Ne siamo orgogliosi, e ogni nuovo attacco pretestuoso ci fortifica in questa convinzione.

...e Grillo diventa V-Man

Adriana Pignataro, una giovane fumettista a 5 Stelle, s'è divertita a trasformare Beppe Grillo e le idee del MoVimento in un cartone animato...

Siamo chiusi per Woodstock 5 Stelle. Ci vediamo sabato e domenica a Cesena.
www.woodstock5stelle.it

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parcheggio.jpgHa senso stracciarsi le vesti per i pochi fondi devoluti, per il 2010, all'edilizia scolastica dalla Giunta regionale, quando solo ieri - in commissione Bilancio - è stata varata l'erogazione di 700 mila euro al Comune di Imola per la realizzazione di un parcheggio?

Ce lo chiediamo perché questa mattina ci sembrava di sognare: in commissione V è stata discussa una delibera che fissava a poco più di 5 milioni i fondi destinati in sede di Bilancio di previsione alle opere di edilizia scolastica. È vero che i tagli governativi all'istruzione sono dissennati. E che un Paese che non investe nella formazione è un Paese senza futuro. Ma in tempi di carestia, è importante esortare una volta di più la Regione ad una più che oculata gestione dei pochi spiccioli da investire. Molte scuole emiliano-romagnole cadono a pezzi, e i bimbi rischiano di vedersi i calcinacci cadere in testa. Per non parlare delle lastre di eternit ancora presenti su molti tetti. Non è possibile, allora, pensare di spendere 7 mila euro per un posto macchina all'aperto, è inaccettabile!

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Quando si riceve una lettera come questa...

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Non si può dire di no:

Sarà presente anche il Consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Emilia-Romagna, Giovanni Favia, al convegno di domani sera dal titolo "I medici chiamano Parma". All'incontro, fissato per discutere su come "progettare per le future generazioni" e che aprirà i battenti alle 20.30 all'Auditorium Paganini, parteciperanno come relatori biologi, oncologi e pediatri. Un'occasione per affrontare temi delicati quali l'impatto degli inceneritori sulla salute infantile, e l'effetto dell'inquinamento atmosferico sulla comparsa dei tumori.
Per info: Associazione gestione corretta rifiuti e risorse di Parma, www.gestionecorrettarifiuti.it

rimvborsi.jpg

gabbanelli1--200x150.jpg"Massima solidarietà ai giornalisti Milena Gabanelli e Sigfrido Ranucci, rinviati a giudizio per diffamazione. Invece al deputato Massimo Polledri suggerisco di attendere il dibattimento, prima di parlare di 'false accuse'" - così il consigliere regionale Giovanni Favia, in merito alla notizia dell'approdo a processo dei due cronisti d'inchiesta per la vicenda Sogin - "Querelare chi tenta di fare informazione, il più delle volte, non è che una forma di intimidazione inaccettabile che dovrebbe essere ostacolata" - dice ancora Favia - "per questo tipo di querele infatti il rinvio a giudizio è quasi sempre automatico. Anche noi del del MoVimento 5 Stelle, in pochi mesi di mandato, abbiamo collezionato già 5 querele e sentiamo questa pressione. Speriamo che la vicenda processuale si risolva favorevolmente per Gabanelli e Ranucci, cronisti di comprovata serietà".

ECCO LO SPOT DI WOODSTOCK 5 STELLE: TU PUOI AIUTARCI A DIFFONDERLO!

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aeroporto2.jpg"L'aeroporto di Forlì è salvo per un soffio: ora, finalmente, l'amministrazione pubblica sarà autorizzata a buttare altri venti milioni di euro in tre anni, nell'attesa che venga finalmente dichiarato il fallimento di quel moribondo baraccone". È l'opinione del Capogruppo in Regione del Movimento 5 Stelle Emilia-Romagna, Andrea Defranceschi, sulla decisione del Cda Enac di affidare alla società Seaf per 30 anni la gestione totale dello scalo di Forlì. Una posizione che fa propri gli interventi sulla questione di Raffaella Pirini, consigliere comunale della lista civica "DestinAzione Forlì". "Meno di un mese fa - ricorda polemico Defranceschi - L'Ente nazionale per l'aviazione civile aveva espresso una bocciatura senza riserve, stabilendo di non investire più su aeroporti consider ati secondari, ma di accollarne tutte le spese di servizio ai Comuni". Che cosa è cambiato, allora, si chiede il Capogruppo, "per indurre i tecnici di Roma a cambiare opinione?". Enac, ragiona Defranceschi, "stralcia l'area commerciale dal piano industriale rendendo l'aeroporto forlivese meno appetibile ai privati". In più, "non tiene in nessun conto la legge Tremonti, che sancisce non essere più ricapitalizzabili le partecipate che forniscano servizi non essenziali, e che siano in passivo da tre anni. Su questo, tra l'altro, riteniamo che la Corte dei conti potrebbe avere qualcosa da dire". Considerato, allora, il buco clamoroso che lo scalo si trascina da quando è stato aperto, delle due l'una: "O l'Ente sa qualcosa che a noi sfugge, oppure rischia di condannare la Seaf ad un fallimento ancora più grosso di quello attuale". Per questo, chiosa il consigliere, stiamo lavorando ad un'interrogazione sul tema: non possiamo stare a guardare mentre altro denaro pubblico viene sperperato".



Andrea Defranceschi

Capogruppo Movimento 5 Stelle Emilia-Romagna

Errani_Vasco.jpgMartedi 14 settembre siamo andati alla Festa provinciale del PD modenese per salutare e fare un paio di domande al presidente Errani in vista dell' imminente udienza del 17 Settembre che discuterà il ricorso presentato contro il terzo mandato dai nostri consiglieri regionali Giovanni Favia ed Andrea Defranceschi. Lo aspettiamo appena davanti all'uscita del parcheggio, speranzosi di poter fare due chiacchiere con il (non)nostro baldo presidente dal facile sigaro!

Il nostro Gabriele gli va incontro e si salutano con tono cordiale. Ma appena pronuncia la frase "terzo mandato" ecco che si scatena la reazione allergica: il Dipendente Pubblico Errani si irrigidisce, e con uno scatto felino che gli invidierebbe pure il recordman giamaicano Usain Bolt si dirige verso il servizio d'ordine. Riesco appena a fare un primo piano con la telecamera e in un attimo mi piomba addosso a mo' di mastino uno del servizio d'ordine che agguanta la macchina come un provetto rugbista farebbe con la palla ovale. Trema dall'agitazione, mi spinge mi minaccia, la cosa più
carina che mi ha detto è stata: "ti rompo la telecamera!!" (non voleva farmi del
male!): ha le pupille dilatate e arrossate come i pazzi, e sembra gli stia
venendo un infarto...Ma perché tanta agitazione? Gli chiedo di identificarsi e mi
risponde:"Faccio questo perché sono un privato cittadino al servizio
dell'ordine!".

Ma torniamo al nostro Errani che un po' tra lo scocciato e l'interdetto si divincola con un:" Ho già risposto a suo tempo!" ( poi stringe la mano a Gabriele davanti ai fotografi, chissà perché, e se ne va in tutta fretta ).
"Presidente vuole spiegarci perché migliaia di elettori, nella fattispecie quelli del movimento5stelle (161.000 cittadini) e chiunque creda lei non debba sedere un giorno di più su quella poltrona devono ritrovarsi nel paradossale e francamente imbarazzante duplice ruolo di salvatori e accusatori facendosi carico di pagarle la difesa, ovvero l'avvocatura della regione con l'aggravante economica della consulenza privata esterna, non le sembra una grave beffa ai danni dei cittadini?
Siamo al paradosso più estremo se contate che sia la legge quadro dello Stato n. 165 del 2004 che LO STESSO STATUTO DEL PARTITO DEMOCRATICO fissano il principio per il quale oltre il secondo mandato non è più ritenuta realizzabile una 3.a candidatura, tesi ripresa in più occasioni da emeriti costituzionalisti come Valerio Onida, presidente emerito della Corte Costituzionale.."

Queste sono state le questioni poste al presidente Errani, con la massima educazione e senso del rispetto, alle quali egli si è sottratto nel modo in cui vi abbiamo accennato.

Dunque perché tanta agitazione? C'erano decine di poliziotti che non ci hanno nemmeno degnati di uno sguardo da gran che il tenore delle nostre domande era pacifico e riguardoso: gli unici che si sono insospettiti sono stati quelli del servizio d'ordine del PD che evidentemente hanno colto la pericolosità di quello che stavamo documentando. A proposito chi di voi sa che
Errani si farà pagare la Difesa con i soldi della Regione? Se non lo sapevate
non vi preoccupate perché tanto lui ha già risposto: cosa non si sa. Anche
alcuni volontari del PD con cui ci fermiamo a dialogare dopo l'accaduto ci
dicono: "eh ma...ha già risposto...e poi non era il momento!".

Il momento verrà: lo aspettiamo in Tribunale venerdì 17 settembre, e chissà se ripeterà di aver già risposto!

In ogni caso questo silenzio, questo non voler parlare, questa accanita volontà di oscurare significa solo una cosa: hanno paura, sono terrorizzati dalle telecamere, da Facebook e da Youtube...ed è una paura trasversale e bipartisan di PDL e PD meno L.

Loro non molleranno mai (ma gli conviene?), noi neppure, restiamo in movimento (e con la telecamera accesa!)

Raffaele "GANZ" Ganzerli
Grotti Gabriele
Movimento5stelle Modena e Provincia

Gruppo%20Rifiuti%20Zero.jpgWoodstock a 5 Stelle non sarà solo musica e divertimento. Sarà anche futuro. Un futuro dove i rifiuti non vengono prodotti, perché di fatto non esistono. Perchè quelli che chiamiamo "rifiuti" diventano o sono materiali da riutilizzare,riciclare, compostare. Un mondo a Rifiuti Zero. Un sogno che proveremo a costruire tutti insieme iniziando proprio da Cesena. Sarà una grande sfida che ci dovrà vedere tutti impegnati e sarà il miglior modo per dimostrare che questo è un futuro possibile, non è utopia.

Ecco le regole per Woodstock a 5 Stelle-Rifiuti Zero:

PRIMA REGOLA - NON PRODURRE RIFIUTI

a) Vi invitiamo a portare da casa borracce o bicchieri multiuso per acqua e bibite e piatti e posate da campeggio per i pasti. Ci saranno cisterne e fontane per l'acqua dove potrete riempire borracce ed i vostri bicchieri. Non sarà posta in vendita acqua in bottiglia. Diverse bevande saranno alla spina. Gli unici bicchieri e posate -piatti "usa e getta" che ci saranno saranno in materiale biodegradabile, quindi da mettere nei contenitori differenziati per gli scarti organici che diventeranno compost per la nostra agricoltura.

b) Portate da casa anche un tovagliolo da cucina per pulirvi in modo da consumare il meno possibile tovaglioli in carta (se sporchi si possono conferire nella raccolta differenziata organico)

COSA NON PORTARE DA CASA: evitate il piu' possibile materiale usa e getta inutile, se riuscite a farne a meno provate a non portare pannolini e assorbenti (una buona occasione per provare le "mooncup"), i cotton fioc in Italia per legge dovrebbero essere compostabili ma spesso sul mercato sono posti in vendita anche oggetti non prodotti in Italia. Nella zona bambini ci sarà la raccolta apposita per i pannolini, ma consiglio provate i lavabili!

RIUTILIZZO E SCAMBIO: Un consiglio per chi è in zona tenda-camper. Prima di gettare un oggetto pensateci due volte. Magari puo' essere utile al vicino di tenda.

RACCOLTA DIFFERENZIATA

- Ci saranno decine di punti riciclo dei materiali posti nella zona tende-camper ed in quella del concerto. Tutti dovranno differenziare i materiali per avviarli a riciclo e compostaggio. Dobbiamo rendere praticamente a zero il materiale inviato a discarica o incenerimento.

- Nella zona tende-camper la domenica mattina (ore 8-9) verrà effettuata la raccolta differenziata "tenda a tenda" o "camper a camper" , in pratica la raccolta domiciliare in stile Woodstock 5 Stelle. I volontari "Woodstock Rifiuti Zero" passeranno per ritirare i materiali differenziati.

Ci sarà la raccolta differenziata di :

-Scarto organico (scarti di cibo, piatti e bicchieri biodegradabili, ). Il materiale raccolto verrà inviato in impianti di compostaggio per diventare fertilizzante naturale per la nostra agricoltura.

-Carta-Cartone presso contenitori offerti dal Comieco, il consorzio nazionale del riciclo della carta e del cartone. Il materiale raccolto verrà mandato a riciclo dal Centro Riciclo Vedelago (Treviso).

-Plastica ed in zona tende anche Vetro-Lattine: bidoni messi a disposizione dal Centro Riciclo Vedelago (Treviso) che curerà la selezione ed il riciclo dei materiali. In zona concerto è vietato per motivi di sicurezza portare bottiglie di vetro o lattine.

-Indifferenziato riciclabile: altri scarti di carta-eventuali scarti plastici - verranno raccolti dal Centro Riciclo Vedelago (Treviso) e trasformati in sabbie sintetiche per edilizia e stampati plastici.

-Indifferenziato Hera: pannolini, assorbenti, cotton fioc, mozziconi sigarette etc. Ne dobbiamo produrre pochissimo. Finirà a discariche ed inceneritori.

-Mozziconi sigarette: si raccomanda a tutti, oltre che a fumare il meno possibile visto che il fumo uccide, di non gettare a terra i mozziconi di sigaretta ma una volta spenti raccoglierli in fazzolettini e conferirli nell'indifferenziato.

"Woodstock Rifiuti Zero" ora ha bisogno dell'aiuto di tutti.

Tutti dovremo dare il nostro contributo seguendo le regole per non far rifiuti e differenziare quelli prodotti. Inoltre cerchiamo decine di volontari che a turno si rendano disponibili per:

-presidiare i punti di raccolta differenziata materiali
-portare i sacchi pieni nelle piazzole generali
-effettuare domenica mattina la "differenziata tenda a tenda"
-raccolta differenziata ai tavoli del servizio mensa
-pulizia generale

Se volete far parte delle squadre "Rifiuti Zero" scrivete una mail a
woodrifiutizero@gmail.com e lasciate vostro nome e numero di numero di telefono e giorno e ora di arrivo e partenza a Cesena.


Responsabili evento Woodstock 5 Stelle Rifiuti Zero: : Raffaella Pirini-Matteo Incerti
Coordinatrice squadre Rifiuti Zero: Federica Cuppini.

"Questa dell'Assessore alla Sanità Carlo Lusenti è una nuova gaffe che si aggiunge alla sua collezione" - dichiara Giovanni Favia, Consigliere Regionale del Movimento 5 Stelle. "Cercando di rassicurare tutti sulla presunta innocuità degli inceneritori, Lusenti è incappato nella smentita dello stesso presidente dell'Ordine dei Medici dell'Emilia-Romagna Giancarlo Pizza, componente del Comitato Scientifico dello studio stesso ed ha dichiarato 'non vi è dubbio come il futuro dello smaltimento dei rifiuti urbani non potrà essere quello dell'inc enerimento, perché gli inceneritori non danno garanzia di sicurezza. Questo studio conferma alcuni aspetti. Nessuno studio può essere conclusivo, ma questo dimostra che i nati pretermine sono bambini che nascono prima perché le mamme hanno vissuto vicino agli inceneritori. Quindi c'è una conferma di alcuni esiti'. Ne sono stato subito informato dalla consigliera comunale della Lista DestinAzione Forli - Movimento 5 Stelle, Raffaella Pirini, che mi ha spiegato la situazione una volta uscito dalla seduta della VI Commissione, dov'ero impegnato a presiedere. Come Movimento 5 Stelle incalzeremo Lusenti e l'assessore all'ambiente Freda sull'applicazione di serie politiche di riduzione rifiuti e di riciclo, in centivando la raccolta differenziata porta a porta affinché vengano seguite le indicazioni dell'Ordine dei Medici" - conclude Favia.
Lusenti, incalzato durante la presentazione, si è dimostrato impreparato sul tema dei rifiuti dichiarando "puntiamo a discarica zero bruciando la parte residua dei rifiuti".
"Forse Lusenti non sa che quando si bruciano rifiuti una quota intorno al 30% diventano ceneri tossiche da smaltire in discariche speciali" - dichiara Raffaella Pirini - "Riguardo allo studio mi chiedo come mai gli studi che vengono effettuati in Emilia-Romagna prendono in considerazioni parametri diversi da quelli utilizzati da altri studi francesi o italiani che hanno chiaramente indicato una correlazione tra aumento delle patologie (malformazioni, tumori etc.) ed incenerimento. Un parametro, ad esempio, utilizzato diversamente è quello della distanza, 4 chilometri, per lo studio Moniter mentre altri studi prevedono 10 chilometri come quello francese e 20 chilometri per quello italiano condo tto in Veneto, così si finisce per comparare dei "malati" con dei "presunti sani" che in realtà sono in area di ricaduta. Perché poi ci sono parti gemellari in numero maggiore di quelli attesi, 126 contro i 107 attesi? Su questo abbiamo chiesto spiegazioni e non sono state date risposte chiare" - continua la Pirini - "Invece di cercare di giustificare politicamente l'incenerimento, Lusenti dovrebbe avere un approccio precauzionale come il presidente dell'ordine dei medici Pizza e tenere a mente il commento del professor David Kriebel (University of Massachusetts Lowel) allo studio Cordier del luglio 2010 che di chiara: "suscita serie preoccupazioni lo studio Cordier sui rischi per la salute dovuti alle emissioni d'impianti urbani di incenerimento dei rifiuti.(...) Infatti questi impianti oltre ad essere molto pericolosi per la salute provocano: a) la produzione di ceneri pesanti e scorie tossiche comunque da smaltire b) contribuiscono al riscaldamento globale c) impediscono la riduzione dei rifiuti ed il riciclaggio, poiché i gestori di tali impianti richiedono fonti sempre maggiori di rifiuti da bruciare".

Il Movimento 5 Stelle è per la difesa del contratto nazionale perché in questo momento difendere quel contratto significa difendere la dignità delle persone, prima ancora che dei lavoratori.
Questo non significa essere costretti a rimanere immobili nel rapporto fra datore di lavoro e lavoratore, ma nessun tipo di discussione può essere avviata unilateralmente partendo da un atto di forza che nega una serie di diritti conquistati attraverso anni di battaglie.
Crediamo che l'uscita dalla crisi possa avvenire solo con uno sforzo collettivo di ripensamento del sistema produttivo del Paese, che avrà come conseguenza una rimodulazione dei rapporti di lavoro.
Partendo da queste premesse, siamo pronti a sederci ad un tavolo comune con tutti quei soggetti politici che manifestino la volontà di trovare un'uscita da questa difficile situazione nel rispetto delle persone, della dignità del lavoratore, dell'operato dell'imprenditore, dell'interesse del sistema-Paese.


Gruppo Assembleare Movimento 5 Stelle Emilia-Romagna

bellaria.jpgPubblichiamo la risposta della Giunta alla nostra interpellanza sulla chiusura del reparto di chirurgia oncologica intestinale dell'ospedale Bellaria. Avrebbero dovuto risponderci entro 15 giorni, come da Regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale (art. 17, comma 11), peccato che, invece, ci abbiano risposto dopo ben 3 mesi e mezzo!

Ciò significa che non erano a conoscenza della situazione e infatti l'Assessore Biagi lo sottolinea nella sua risposta.

Grottesco, poichè il Comune di Castenaso fa parte del Distretto Socio-Sanitario Pianura Est ed è membro della Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria, l'organo collegiale che prende le decisioni in tema di sanità e servizi sociali nella nostra zona. Quindi, dato il grosso ritardo nella risposta ci viene da chiederci: ma non saranno altri che decidono al posto dei comuni? Il dubbio c'è e permane. Più che chiedere alla Provincia e aspettare 3 mesi, Il Vice-Sindaco, e il Sindaco, avrebbe fatto meglio a partecipare alla serata, di fine giugno, organizzata da noi e dal Comitato "Io Scelgo il Bellaria"; avrebbero ottenuto informazioni di prima mano da Massimo Annicchiarico, Direttore Sanitario Dell'Ausl di Bologna, e si sarebbero potuti confrontare con quella strana entità che da tempo ignorano: la gente.

Su cosa pensiamo di questo atteggiamento abbiamo già detto (articolo dell'11 luglio), ci sorregge la speranza che possa, un giorno, farsi strada nelle coscienze dei nostri amministratori la consapevolezza che l'interesse generale abbia più valore di quello personale o di partito...ma vallo a spiegare al PD.

Comunque sia, la decisione di chiudere la chirurgia oncologica intestinale del Bellaria, grazie alla nostra battaglia congiunta con altre realtà del territorio (Comitato Io scelgo il Bellaria, Lista Civica Noi Cittadini di San Lazzaro, Lista Civica Medicina Alternativa ecc...), è stata rinviata e per ora il reparto in questione non è ancora stato chiuso.

Di seguito la nostra interpellanza e la risposta dell'ass. Biagi e del Direttore generale dell'AUSL di Bologna, dott. Ripa di Meana

Nunzio Diana
Lista Civica Castenaso a 5 Stelle

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LogoCIPEA.jpgSiamo sicuri che, come prevederebbe lo statuto, nel caso dell'appalto per il Global service Intercent-ER abbia curato al massimo l'interesse della pubblica amministrazione? E davvero l'agenzia telematica d'acquisti della Regione Emilia-Romagna non poteva che accontentarsi di un'autocertificazione sul conflitto di interessi dei commissari aggiudicatori del bando?
Ci siamo posti queste - crediamo legittime - domande sull'affaire giudiziario che vede indagati alla Procura di Bologna il presidente di Isi service e direttore di una delle consorziate (il consorzio Cipea), Gianluca Muratori, insieme a Fiorenzo Guidoreni, consulente Cipea prima e dopo la gara d'appalto, e membro esterno per l'aggiudicazione della gara nella commissione presieduta dalla direttrice di Intercent-ER Anna Fiorenza.
L'indagine dei magistrati farà, come è giusto, il suo corso ma che qualcosa non tornasse nella gara del 2008, noi del Movimento 5 Stelle già lo sospettavamo. All'inizio del nostro mandato in Regione abbiamo richiesto le relative carte, che ora stiamo passando al setaccio. E abbiamo presentato un'interrogazione sul tema: perchè, al di là degli eventuali rilievi penali, la Giunta deve risponderci se ritenga etica la presenza, come membro esterno in commissione, di un consulente della ditta che poi ha vinto il bando.

inquinamento-atmosferico.jpgLa messa a regime della megacentrale da 800 MWe segna il più grande fallimento di politica industriale mai registrato a Ferrara. Le promesse sono state tante: riduzione dell'inquinamento, energia a basso costo, occupazione, investimenti, bonifica del petrolchimico, rilancio del polo industriale. Menzogne a valanga, che segneranno per sempre la coscienza dei partiti (il Pd in primo luogo) e dei politici (Sateriale, Tagliani, Bratti, Golinelli) che hanno sponsorizzato quell'impianto, regalando ad Enipower il più grande affare da quando opera a Ferrara. Nessuno, tra chi ha governato la città negli ultimi decenni, nemmeno il sindacato, si è mai occupato o preoccupato della capacità delle imprese del petrolchimico di riqualificarsi, di ristrutturare la propria filiera, di realizzare nuovi investimenti nella chimica fine, nella green economy, nella chimica vegetale, nelle biotecnologie e nelle nanotecnologie, nei nuovi prodotti per l'auto e l'edilizia, nella chimica ad alto valore aggiunto, nel cosiddetto vantaggio intellettuale italiano, ancora esistente. Ed il disastro, da anni annunciato, è purtroppo arrivato, tra menzogne sulla turbogas ed illusioni dispensate a piene mani ai lavoratori ed ai cittadini ferraresi.
La grave situazione del petrolchimico non ha tratto alcun giovamento dalla turbogas, in quanto diretta conseguenza di quelle non scelte o scelte sbagliate, che lasceranno alle future generazioni ferraresi un maggior inquinamento ed il problema irrisolto delle bonifiche, invece che nuove opportunità di lavoro in nuove imprese. L'avvio della centrale avviene in assenza di bonifica dei terreni e nel declino delle imprese dell'area industriale. Esattamente il contrario di quanto proclamato all'epoca della progettazione dell'impianto, segno evidente di una sostanziale incapacità di muoversi concretamente sulla strada dello sviluppo sostenibile e del fallimento del dialogo con i cittadini, rimasti esclusi da decisioni percepite come pericolose per la salute e per l'ambiente.
E mentre le emissioni della turbogas (micropolveri, ossidi di azoto, anidride carbonica) peggiorano la qualità dell'aria rispetto alla situazione preesistente, nessun nuovo impianto si è insediato nell'area. Estelux, "la più importante fabbrica di pannelli solari d'Europa" è svanita nel nulla. Rimane un condominio di vecchi impianti, con la presenza di Basell sempre più in forse. Anche il risparmio sull'energia elettrica fornita dalla turbogas si è rivelato una bufala, in assenza di una rete di distribuzione ancora da realizzare. I problemi della chimica sono ben altri. Due accordi di programma nell'arco di un decennio sono serviti a nulla. Restano terreni inquinati, non bonificati. L'unico soggetto a trarre beneficio da questa operazione è EniPower, che nella centrale ha trovato la gallina dalle uova d'oro, stante che l'energia prodotta, assimilata alle fonti rinnovabili, gode di incentivi statali milionari.
E' stato un fallimento anche della democrazia. Fino al 2003 è stato solo silenzio. Poi la mobilitazione, soprattutto da parte dei comitati, Medicina Democratica e WWF. Inutili i dati e le analisi pubblicati negli anni. Inutile il referendum autogestito con 11539 partecipanti, dall'esito inequivocabile. Il Palazzo ha sempre rassicurato la popolazione, pur avendo perduto in credibilità e fiducia, con percorsi di partecipazione sempre più inutili e vacui (Agenda 21). Tuttavia con due audizioni al Ministero, presso la Commissione VIA, ed altrettante relazioni tecniche/esposti da me elaborati, abbiamo ottenuto che gli offgas fossero trattati in appositi impianti, dopo che Sef aveva tentato di bruciarli direttamente nella centrale. Quelle due caldaie sono l'unico risultato concreto ottenuto.

Valentino Tavolazzi
Consigliere comunale Ferrara
Ppf/M5S

Lusenti dietro la lavagna

jpg_1970043.jpg"Non si può essere così superficiali quando si ha la responsabilità della salute di 4 milioni e 400 mila cittadini. Gli emiliano-romagnoli dovrebbero indignarsi di fronte ad un Assessore che svolge il proprio incarico con la spinta che ci mette un condannato a consumare l'ultima sigaretta." Andrea Defranceschi, Capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle, è durissimo nei confronti dell'Assessore Regionale alla Salute Carlo Lusenti.

"Lusenti non ha avuto scrupoli a lavarsi la coscienza pubblicamente quando, la settimana scorsa, ha affermato che 'nel censimento sono riportati siti non ancora completamente bonificati di amianto in matrice compatta (eternit)'. Purtroppo si tratta di una bugia" - documenta Defranceschi, che prosegue, dati e tabelle ufficiali alla mano - "Nella stessa tabella pubblicata dalla Regione sono segnalati 13 edifici in classe di rischio 1. Cosa significa? La classe 1 identifica quegli edifici non confinati, accessibili e di uso pubblico nei quali sia presente materiale friabile - e quindi estremamente pericoloso: si tratta dello Stadio di Rimini Romeo Neri, di sette scuole fra Ferrara, Reggio Emilia e la stessa Rimini, dell'Ospedale Maggiore di Parma, di quello di Fiorenzuola d'Arda e d elle terme Berzieri e Zoja di Salsomaggiore. Vogliamo girare la testa dall'altra parte di fronte a questi rischi?" - si domanda Defranceschi, che avanza dubbi anche sull'approfondimento generale dell'indagine di mappatura, costato allora 250.000 €: "Per eseguire il censimento la Regione inviò 4133 comunicazioni, ottenendo solo 1533 risposte, poco più del 37%. Se ne deduce che i due terzi delle possibili situazioni di rischio non sono censite. Eppure nella stragrande maggioranza delle risposte pervenute (1020) è stata rilevata presenza di amianto, a seguito delle segnalazioni e dei controlli. Questo potenzialmente potrebbe significare che ci sono altri 2000 siti contaminati di cui la Regione non ha contezza. Per una semplice proiezione statistica, potrebbero essere altri 25/30 gli edifici in classe 1. In generale dalla tabella possiamo vedere come abbia risposto solo il 53% delle scuole, il 51% degli ospedali, il 4 0% dei supermercati, il 32% delle biblioteche, il 25% degli impianti sportivi e il 24% dei luoghi di culto. Possiamo arrischiarci a pensare" - suggerisce Defranceschi - "che il nostro territorio sia ben lungi dall'essere bonificato. Un caso clamoroso? Il Comune di San Lazzaro, in provincia di Bologna: i dati regionali parlano di 2 siti con amianto, il censimento comunale basato sulle autodenunce verificate conta 119 siti a rischio. È necessario aggiungere altro? Presenteremo un'interrogazione per sapere cosa si intenda fare per bonificare questi siti, e soprattutto come tappare l'enorme falla di dati mancanti. Vedremo cosa ci risponderà Lusenti o, visti gli scivoloni degli ultimi mesi, il suo successore."

* Il progetto di mappatura, che contiene i dati sulle risposte:

http://www.regione.emilia-romagna.it/amianto/pdf/VOLUME%20MAPPATURA%20AMIANTO.pdf

+ file riassuntivo EXCEL in allegato con percentuali (realizzato da Movimento 5 Stelle)

* Censimento amianto 2010: http://www.regione.emilia-romagna.it/amianto/copia%20di%20MAPPATURA%20AMIANTO%202010.pdf

Tutto in perfetto ordine? Oppure no? Fra polemiche e cacciate dall'aula per impedire le riprese video, in un'aula dove a farla da padrona dovrebbero essere i rappresentanti eletti dal popolo sovrano, l'8 settembre a Imola si è svolto il consiglio comunale straordinario sul caso Terremerse. E fra i "cacciati" dal tempio della democrazia in stile bulgaro c'eravamo anche noi, a partire dai consiglieri regionali Andrea Defranceschi e Giovanni Favia. Dall'autunno scorso, la Procura di Bologna indaga sui fondi europei destinati - via Regione - alla cooperativa presieduta (fino a gennaio) dal fratello di Vasco Errani, Giovanni. Un bonus da un milione di euro per la costruzione della cantina vitivinicola di via Bicocca a Imola: soldi ricevuti a buon diritto, oppure ottenuti attraverso la via maestra dei favoritismi? Qualcosa di strano, fra i quintali di delibere, permessi, e comunicazioni che vanno dalla primavera del 2005 a inizio 2008 ci deve essere anche per i magistrati. "Purtroppo", infatti, all'exploit del numero uno di viale Aldo Moro (che andò di persona in Procura a portare le carte della Regione, dichiarando che esse stesse avrebbero dimostrato la giustezza del finanziamento) è seguita l'iscrizione nel registro degli indagati di Giovanni Errani e di alcuni funzionari della Regione. Truffa ed abuso d'ufficio i reati contestati. Qualche passaggio, allora, deve averlo pasticciato anche il sindaco imolese Daniele Manca nel ricostruire in aula l'iter burocratico - a suo avviso inattaccabile - di costruzione della cantina. Un esempio per tutti: fra la richiesta di agibilità della struttura e la concessione della stessa da parte dell'amministrazione sarebbero passati molto più dei 50 giorni concessi ai comuni mortali. Il Comune non avrebbe potuto rilasciarla prima: perché la cantina non era affatto finita. Intanto, alla Regione, Terremerse dichiarava di essere pronta ad aprire i battenti giusto in tempo utile per avere il milione di euro in contributi UE. Per incassarlo, il cantiere avrebbe dovuto chiudere i battenti entro il 30 aprile 2006. Fu chiesta una proroga, che venne concessa. Il primo permesso a costruire arrivò dal Comune il 17 giugno 2005. Il secondo, dopo alcune modifiche al progetto, il 23 maggio. E il 31 dello stesso mese Terremerse dichiarò di avere ultimato l'opera, almeno per quanto attinente al contributo pubblico (e qui si incastra la possibilità di ottenere comunque i contributi pubblici, anche se i lavori erano tutt'altro che conclusi!). L'assenza del certificato comunale di agibilità e di conformità edilizia sarebbe stata superata attraverso una delibera della giunta regionale, che dichiarava curiosamente questi atti non necessari al fine del bando. E la questione dell'acquisizione, da parte di Terremerse, della vecchia cantina della Pempa in via Cesena? Un affarone: il destino di quell'immobile era già segnato dal nuovo Piano regolatore, che identificava su quel terreno lo sviluppo urbano in direttrice sud. L'operazione portò valore ai bilanci della coop di Errani, le cui casse erano già completamente spolpate. Esplose la polemica, le lavoratrici costrette alla trasferta negli altri stabilimenti del gruppo diedero battaglia, il vicepresidente della cooperativa se ne andò sbattendo la porta. Alla fine, la storica sede di via Cesena passò a Unagro, società controllata da Terremerse che di fatto funzionava da immobiliare del gruppo. Per la nuova cantina dovevano servire, così almeno fu inizialmente annunciato, 2.5 milioni di euro: uno arrivò dalla Regione. Al taglio del nastro annunciato per la vendemmia del 2006 si giunse solo tre anni dopo.

imola.gifNon vogliono farci riprendere con le videocamere il Consiglio Comunale straordinario di Imola di domani, mercoledì 8 settembre.
La Presidente del Consiglio Comunale di Imola, Paola Lanzon, ha risposto con venticinque righe alla richiesta del Movimento 5 Stelle di Imola di poter riprendere e trasmettere l'assemblea straordinaria di domani. Apprezziamo lo sforzo creativo, ma per dire NO sarebbe bastata una frase. Purtroppo, nonostante le tante parole, Lanzon non è stata in grado di fornirci una reale motivazione per il suo veto: lei stessa ha infatti ribadito che otto mesi fa il Consiglio Comunale approvò all'unanimità una mozione del gruppo per approntare le dirette web delle sedute. Quindi perché siamo ancora qui ad attendere di poter vedere i consigli di Imola? La risposta temiamo di saperla: si respira aria di Bulgaria. Noi siamo disposti a venire a fare le riprese e trasmettere in diretta su internet a nostre spese: vogliono impedire che i cittadini vedano coi propri occhi cosa succede nel consiglio. I verbali non li legge nessuno, mentre i video sarebbero di facile fruizione. Domani Andrea Defranceschi e Giovanni Favia ci saranno, facendo di tutto per tenere accesi i riflettori su ciò che sta succedendo ad Imola e sul caso Terremerse: hanno paura che esca qualcosa e ci fanno spegnere le telecamere. Paola Lanzon sta palesemente violando decreto Legislativo n.267 del 18 agosto 2000, che al punto 7 dice 'Le sedute del Consiglio e delle commissioni sono pubbliche salvi i casi previsti dal regolamento. E il regolamento dice (art.5) che le adunanze sono di regola pubbliche e che possono anche essere trasmesse da televisioni e sul sito internet. Ma di divieti, non c'è traccia - ovviamente nemmeno nello Statuto. Mi piacerebbe che il PD imolese spiegasse perché ai cittadini è impedito di entrare a filmare la propria casa, il Comune, quando in tante altre realtà lo si può fare.

Adesso Basta!!!

Christian Abbondanza e ad altri attivisti che lo accompagnano quotidianamente nella sua battaglia per la Legalità e contro tutte le mafie.

Ancora una volta, purtroppo, le intimidazioni (leggi: minacce di morte) confermano quello che già si sapeva: la mafia è una montagna di merda (Cit. Peppino Impastato) e necessita di questi mezzi per tappare la bocca a chi fa l'interesse della collettività informando i cittadini e collaborando quotidianamente con le forze dell'ordine.

La Casa della Legalità raccoglie infatti testimonianze dirette e si occupa di fare segnalazioni agli organi competenti attraverso esposti documentati ed approfonditi, dando spesso una mano alle attività investigative e nel contempo informando i cittadini e le autorità attraverso il sito www.casadellalegalita.org.

Questa attività di denuncia coerente e chiara ha reso questa realtà invisa anche a molti politici ed amministratori locali che spesso sono stati colti con le "mani nel sacco". Infatti La Casa della Legalità non ha avuto paura di denunciare, in maniera documentata, i costumi profondamente corrotti della nostra classe politica e anche di coloro che spesso si fanno paladini ipocritamente dell'antimafia. La mafia più pericolosa infatti non è quella che uccide ma quella dei "colletti bianchi" come amava chiamarla Paolo Borsellino.

Vogliamo esprimere con questo comunicato tutta la nostra solidarietà al Presidente della Casa della Legalità e a tutti coloro che si espongono in prima persona laddove altre persone chinerebbero il capo per paura o per disinteresse. Non siete soli: a noi non interessa far commemorare in maniera ipocrita un nuovo Peppino Impastato, a noi interessa averlo VIVO e contribuire a portare avanti questa battaglia per la legalità con tutti i mezzi a nostra disposizione.

Vogliamo inoltre ricordare che la realtà della Casa della Legalità è una ONLUS interamente autosostenuta dalle donazioni di chi crede che la lotta alla mafia sia un obbligo morale. Non accetta finanziamenti da istituzioni o da altri che non siano semplici cittadini per non essere in alcun modo ricattabile o controllabile.

Noi pensiamo che la risposta più "vera" che ogni cittadino può dare a questa ennesima intimidazione è sostenere direttamente, per esempio con una donazione, questa realtà (la donazione peraltro è deducibile fiscalmente). Per informazioni su come sostenere questa reltà fate riferimento direttamente al sito della Casa della Legalità.

Genova, 3 Settembre 2010

I primi firmatari:

POPOLO VIOLA GENOVA

RESISTENZA VIOLA PIEMONTE - NO TAV

MEETUP DI BEPPE GRILLO GENOVA 20

CLAUDIO MESSORA - WWW.BYOBLU.COM

PER IL BENE COMUNE

COMITATO PER SCARPINO

ORAS - OSSERVATORIO REGIONALE ANOMALIE DEL SISTEMA

MONICA RICCIONI - WWW.ILGRAFFIODIMONICA.BLOGSPOT.COM

BENNY CALASANZIO - NIPOTE DEGLI IMPRENDITORI BORSELLINO, VITTIME INNOCENTI DI MAFIA

MOVIMENTO 5 STELLE EMILIA ROMAGNA

MOVIMENTO 5 STELLE PIEMONTE


casadlega.jpg
Nei giorni scorsi sono arrivate nuove e pesanti indimidazioni al Presidente della Casa della Legalità nb: si prega della massima diffusione di questo comunicato di solidarietà al quale chiunque si riconosca nelle battaglie della Casa della Legalità è invitato ad aderire. Grazie

Ma quale "squadrismo"?!?

Il Gruppo Assembleare del Movimento 5 Stelle Emilia-Romagna esprime piena e completa solidarieta' ai colleghi piemontesi, tacciati di "squadrismo" per aver espresso civilmente il proprio desiderio di avere un "Parlamento Pulito". Crediamo ancora che la liberta' di espressione sia un diritto non negoziabile.


Gruppo Assembleare Movimento 5 Stelle

Tagliani come il Gabibbo

tagliani-e-la-tangenziale-ovest.jpgTrovo comica l'istantanea pubblicata dai media, che ritrae il sindaco Tagliani mentre indica, come il Gabibbo, il pilone arrugginito della tangenziale ovest, icona integrante le cartoline cittadine. E politicamente inconsistente appare il suo tardivo appello ai membri del governo, competenti e non, casualmente di passaggio a Mirabello, teso a risolvere un problema (il completamento dell'opera), incagliato da molti anni ed eluso da almeno tre governi (compreso quello di Prodi).

Meglio avrebbe fatto Tagliani a raccontare ai ferraresi quante volte, affiancato da Bertelli ed Errani, si sia recato presso il Capo dipartimento Anas di Bologna e la direzione generale di Roma, per sollecitare l'iter dell'appalto. Oppure quante volte egli abbia inviato i propri dirigenti comunali presso gli uffici tecnici dell'Anas, con il mandato di montarvi, al bisogno, una tenda canadese, fino ad ottenere precisi termini per la valutazione delle offerte anomale. Avrebbe dovuto dire, prima di fare il Gabibbo, quante raccomandate a mazzetti da dieci egli abbia inviato ai vertici Anas, al Ministro delle infrastrutture e per conoscenza agli ispettori del Ministero, nell'intento di catturare interesse ed impegno a risolvere definitivamente una vicenda tanto scandalosa. I deputati ed i senatori ferraresi del Pd, insieme ai segretari regionali dei partiti di maggioranza, si sono mai recati in delegazione presso il Presidente dell'Anas ed il Ministro delle infrastrutture, attuali e precedenti, per dare uno spintone alla faccenda? Tutto sommato non sembra essere un problema di soldi, ma solo di lentezza burocratica e di inefficienza amministrativa.

Solo dopo aver fatto queste cose il sindaco poteva indossare, con credibilità, i panni del Gabibbo. O meglio ancora, avrebbe potuto incatenarsi direttamente al pilone, sostenuto, ne sono certo, da migliaia di ferraresi che gli avrebbero fatto compagnia, sotto i riflettori della Gabanelli e di Santoro.

La realtà purtroppo è un'altra. Non si governa una città difficile, in crisi, vecchia, senza soldi, con scarse professionalità amministrative, facendo del galleggiamento, invece del coraggio, il proprio stile di lavoro e dell'opportunismo elettorale il canovaccio comunicativo. Se Tagliani vorrà davvero mobilitare i ferraresi per mettere Anas e governo di fronte alla vergogna della tangenziale est di Ferrara, siamo pronti a schierarci al suo fianco. Ma alle finte propagandistiche non ci stiamo.

Valentino Tavolazzi
Consigliere comunale Ferrara
Ppf/M5S

GeneDoping.jpgUn paio di giorni fa veniamo a sapere che il Dipartimento per le politiche antidroga del Governo ha erogato 250mila euro, nel 2007, alla Regione Emilia-Romagna nell'ambito di un progetto nazionale sulla prevenzione dell'uso di sostanze dopanti in ambito sportivo. Purtroppo il Dipartimento ci dice anche che l'assessorato regionale alla Salute non ha investito questo denaro in alcun progetto informativo sul territorio. Lo scorso febbraio, da Palazzo Chigi hanno chiesto all'assessorato se e in che modo il denaro fosse stato impiegato, dato che la data di scadenza per utilizzare i fondi era passata da 13 mesi. Manco a dirlo, il Dipartimento ha considerato inadeguata la risposta: che i soldi siano rimasti lì inutilizzati? Con un'interrogazione abbiamo chiesto come si intendesse impiegare la cospicua fetta di denaro pubblico e perché il denaro non fosse stato ancora investito in progetti ad oltre un anno dallo scadere dei termini fissati dal Governo; e cosa, in alternativa, sia stato messo in campo nella prevenzione all'impiego di sostanze dopanti in ambiente sportivo, e a scapito di quali altri fondi.

aids01g.jpgChe si parli di malattie veneree, tossicodipendenze o esposizione alle polveri killer dell'amianto, l'autodefinitosi "inesperto" assessore regionale alla Sanità Carlo Lusenti non fa che tratteggiare un'Emilia-Romagna di fiaba, dove le persone non si ammalano, né muoiono. Ma la politica dello struzzo non serve a risolvere i problemi. Ma solo a subire imbarazzanti ramanzine dalla presidenza del Consiglio dei ministri. Ieri c'è stato un intenso botta e risposta fra l'assessore Carlo Lusenti e Palazzo Chigi, a proposito della relazione del Senato sulle tossicodipendenze in Italia che consegna all'Emilia-Romagna risultati non certo lusinghieri sul fronte della prevenzione all'Hiv.
Prima dell'estate noi del Movimento 5 Stelle abbiamo presentato un'interrogazione sulle politiche per la prevenzione e i dati relativi alla presenza dell'Aids in Regione (cliccate QUI per l'interrogazione). E la sola risposta dell'assessorato è stata che si fa prevenzione, e che tutto va bene (potete trovare QUI la risposta). Ma mettere la testa sotto la sabbia non è la maniera di tutelare la salute dei cittadini, anche in una regione che ha sempre fatto della Sanità un suo punto di eccellenza.


bici_stencil.jpgAbbiamo letto negli ultimi giorni della volontà della Giunta comunale di Carpi (MO) di procedere con il collegamento ciclabiile tra centro e frazioni e di rivedere il progetto della pista Due Ponti.
A questo punto chiediamo alla Giunta di evitare di procedere a spot su questo tema e rimettere mano ad un vero piano per la mobilità ciclabile, visto che il precedente risale al 1991, secondo quanto previsto dal Regolamento Ministeriale 577 del 1999, che chiede una chiara valutazione dei flussi di traffico e del rapporto costi benefici, in termini di capacità di spostare traffico veicolare verso un maggior utilizzo della bicicletta negli spostamenti quotidiani verso i luoghi di studio e di lavoro e non solo per le escursioni domenicali.
In questo senso chiediamo anche una revisione più ampia del progetto della ciclabile Due Ponti, spostando l'attraversamento della ferrovia in prossimità della stazione, in modo da rendere l'opera utile anche per i residenti della zona retrostante via Tre Ponti e tutelare l'area verde e le alberatre del foro Boario e di via Giovenale, oltre a quella di via Focherini.


Lista a 5 Stelle di Carpi

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