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MoVimento 5 Stelle

Ottobre 2010

zero.gifIn occasione del consiglio comunale tematico dedicato al ciclo dei rifiuti, abbiamo deciso di proporre un OdG sul tema, che renda vincolante per il Comune di Carpi il ricorso ad un sistema di gestione che punti all'obiettivo "Rifiuti Zero" Chiederemo che questo piano venga discusso la sera stessa in cui presidente di MAG, assessore provinciale e assessore comunale saranno presenti in consiglio comunale, perchè riteniamo che non si possa semplicemente "parlare" di rifiuti, ma sia necessario assumere decisioni chiare, circa il nostro futuro, per quanto riguarda questo tema. Con le discariche destinate ad esaurirsi e gli inceneritori che presto mostreranno i loro limiti dal punto della sostenibilità economica, oltre che ambientale, riteniamo che sia un dovere per tutti i comuni dotarsi dei sistemi di gestione più avanzati, come le piattaforme per il trattamento meccanico anche dei rifiuti indifferenziati, per arrivare alla totale recuperabilità di tutte le materie prime seconde. Nei territori dove queste esperienze sono già realtà, sono provati i benefici in termini sia economici (anche per i cittadini, sotto forma di risparmi sulla bolletta dei rifiuti) che in termini ambientali, dato
che solo una frazione minima di rifiuti (intorno al 5%) resta da destinarsi ai tradizionali impianti di smaltimento.
A Carpi, la rinuncia alla costruzione dell'inceneritore di Fossoli e l'avvio di una buona raccolta differenziata, costituiscono un ottimo punto di partenza per un modello di gestione "Rifiuti Zero", ma ora serve una decisione chiara, nel momento in cui ci ritroviamo in casa un pessimo socio come HERA, legata agli ingenti investimenti fatti sugli inceneritori, per evitare di cadere anche noi nella trappola della distruzione delle risorse, con costi ingenti per tutti, sia in termini di rischi per la salute che economici.
Vogliamo vedere una netta riduzione di rifiuti alla fonte, virare decisamente verso un modello di sostenibilità che crei occupazione e innovazione per tutta una nuova filiera di imprese impegnate nello sviluppo di nuovi materiali derivati dalle "materie prime seconde", e fare in modo che i risparmi ottenuti siano ridistribuiti tra tutti i cittadini "virtuosi" in materia di riduzione e raccolta differenziata dei rifiuti.

Lista 5 Stelle Carpi

wifi_free.jpgL'assemblea legislativa dell'Emilia-Romagna ha approvato a larga maggioranza (astenuto il Pdl ) una risoluzione del consigliere del Movimento 5 Stelle Giovanni Favia per invitare Governo e Parlamento, in vista della scadenza del 31 dicembre prossimo, a non non prorogare le disposizioni della legge 155/2005, la cosidetta Legge Pisanu, in materia di obbligo di identificazione degli utenti delle reti internet wi-fi per cercare invece di promuoverne la diffusione, finora rimasta piuttosto bloccata da una normativa ritenuta troppo complessa e "onerosa" in termini di regolamentazioni restrittive. Favia ha rilevato come "quella legge prevede stretta senza eguali nelle democrazie occidentali, che vincola l'accesso Internet in Italia alla registrazione dell'identità di chi utilizza la connessione". Sempre in tema di accesso alle reti i consiglieri regionali Giovanni Favia ed Andrea Defranceschi hanno presentato una interrogazione per favorire l'arrivo della banda larga in ogni zona della Regione Emilia Romagna."II Comune di Reggio ha recentemente presentato un piano che gli permetterà di diventare entro il 2011 la prima città in Emilia-Romagna, e molto probabilmente in Italia, con una copertura al 100% di adsl-banda larga tramite accordi tra la pubblica amministrazione, Regione Emilia Romagna, Lepida Spa e diverse società private utilizzando sia centraline telefoniche che sistemi radio e satellitari". Lo scrivono i consiglieri Giovanni Favia e Andrea Defranceschi (mov.5 stelle) in una interrogazione rivolta alla Giunta. I consiglieri chiedono se nel piano della Regione Emilia Romagna e Lepida Spa, per superare il digitaI divide, è previsto un lavoro di raccolta segnalazioni di cittadini e aziende che parta dai Comuni, sul modello di quello adottato a Reggio Emilia che sarà fondamentale per arrivare alla copertura del 100% delle zone. E' stato portato un esempio pratico. Secondo gli interroganti "iI progetto avviato nella città di Reggio Emilia è sicuramente positivo e lo stesso modus operandi potrebbe essere esportato in tutte le realtà della Regione Emilia Romagna per arrivare quanto prima agli obiettivi posti dalla regione di una copertura totale della banda larga sul territorio emiliano romagnolo. Fondamentale per arrivare a questo risultato, rilevano ancora i consiglieri, è stata una mappatura completa delle zone ancora scoperte del Comune attraverso segnalazioni dirette degli utenti cui ha attivamente collaborato il Comune interessato tramite il proprio Ufficio Relazioni con il pubblico che ha fatto da centro di raccolta dopo la proposta del consigliere comunale Matteo Olivieri (Reggio 5 Stelle-Beppegrillo.it) e l'approvazione di una mozione all'unanimità da parte del consiglio comunale di Reggio Emilia".

PS: Ieri sera, durante il primo incontro del nostro Tour provinciale, positivissimo confronto con i cittadini di Rimini e Provincia. Li ringraziamo per aver partecipato, per l'organizzazione e per il pungolo e stimolo costante che rappresentano. Grazie!


favia_defra.jpg

siamo qui per rendere conto agli elettori del nostro operato
A 6 mesi dal nostro insediamento, chiediamo ai nostri sostenitori, la conferma della fiducia assegnataci il 28 marzo scorso. Diamo seguito alla speranza espressa nelle urne da 161.056 cittadini emiliano-romagnoli.

Premessa:
Sono passati ormai sei mesi dal giorno in cui io e Andrea siamo entrati in consiglio regionale. Siamo entrati a nome di tutti noi, 161.056 stelle che si accesero nel cielo dell'Emilia-Romagna. Proprio per non far affievolire la speranza che si accese quel fatidico 28 di marzo, abbiamo deciso e fortemente voluto questa serie di incontri provinciali in lungo e in largo per la nostra regione. Ovviamente i costi e i sacrifici messi "in preventivo"non sono pochi; tempo, energie sottratte al lavoro consiliare, critiche di chi le avrebbe volute organizzate in un modo, chi in un altro... Siamo coscienti di percorrere una strada difficile e non ancora battuta in Italia, di sperimentare una nuova forma di politica dove il controllo sociale dei cittadini sui loro dipendenti, i politici eletti, è un valore. Non sappiamo se queste assemblee funzioneranno e se saranno il passo giusto, e per questo chiediamo venia preventiva, ma sicuramente ne saranno un primo ed importante. Sperimentare, modificarci in continuazione come un virus non gestibile dal sistema, rischiare, tentare nuove sfide, è nel nostro DNA ed in quello di Beppe Grillo.
Siamo stati criticati per l'eccessiva apertura di questi incontri, perché, come qualcuno ha detto "senza controlli gli infiltrati potrebbero arrivare e depistare la serata o manipolare la votazione e farvi dimettere". A questi rispondiamo: vengano pure "le truppe cammellate" degli altri partiti, non ci fanno paura, sono loro che devono, metaforicamente, temere noi. Oggi i partiti perdono attivisti su attivisti, mentre noi ne aumentiamo il numero in continuazione. Ovviamente siamo coscienti dei grandi numeri della regione, in un singolo comune la situazione sarebbe sicuramente più complessa e non pretendiamo che questa pratica diventi regola per tutti.
Altri invece ci hanno criticato per l'eccesiva chiusura, sostenendo che non si possono lasciar fuori le persone che si rifiutano di condividere all'entrata i loro dati di base con il MoVimento regionale o che non si dichiarano elettori e sostenitori del MoVimento. Beh, non chiediamo contributi, tessere, iscrizioni, nulla di nulla, ma solo il coraggio e la responsabilità di un atto pubblico, di una presa di coscienza. Pensiamo inoltre che non ci possano essere problemi di privacy nella fornitura dei dati, avendo chiesto gli stessi ai cittadini durante la raccolta firme per presentarci alle elezioni.
Ma che cosa sarà questa serata? Un'assemblea provinciale di partito? Un politburo allargato? Un tribunale del popolo? Niente di tutto questo. La serata, rispettando le linee del "non-statuto", si rivolgerà direttamente ai cittadini, cittadini "con l'elmetto" che hanno votato per il MoVimento, assegnando a me e ad Andrea un'enorme fiducia e responsabilità, fiducia e responsabilità che noi vogliamo condividere. Desideriamo trasformare il voto "a perdere" per i partiti tradizionali in un voto "a rendere", quello per il MoVimento. L'incontro sarà dedicato esclusivamente ai cittadini che vorranno controllare le persone a cui hanno dato il voto. Illustreremo il lavoro svolto in regione, spiegheremo le difficoltà, gli errori, le vittorie e tutto quel che ne è conseguito. Alla fine daremo la possibilità ai partecipanti di rinnovare il nostro mandato per altri sei mesi o di accettare le nostre dimissioni. Siamo dei co.co.pro a disposizione del MoVimento ogni sei mesi, non dei politici che dopo le promesse elettorali se ne scappano con una delega in bianco per cinque anni. Ci eleggerete voi ogni sei mesi. Siamo dei cittadini "prestati alla politica" e per noi tutto questo è sacrificio, pesanti responsabilità, passione e non un privilegio da difendere o tutelare, quindi, con piacere, controllateci pure. A seguire il regolamento della serata, estremamente dettagliato per evitare problemi, ed altre importanti info. Stay tuned

Come si svolgerà l'incontro provinciale

assemblee.jpgPartiamo da Rimini, questa sera, nel tour provinciale che ci porterà a presentarci davanti ai cittadini nelle nove province emiliano-romagnole. L'appuntamento è


GIOVEDI 28 OTTOBRE
ore 20.30
SALA Del Buonarrivo, Corso Augusto, 231 - Rimini

Nell'occasione i nostri consiglieri Andrea Defranceschi e Giovanni Favia presenteranno un bilancio politico ed economico dei primi sei mesi del loro mandato in Regione. I consiglieri rimetteranno il proprio mandato nelle mani dei cittadini. Al termine della relazione tutti coloro i quali si saranno registrati potranno votare SI per confermare nelle proprie funzioni (per altri 6 mesi) Andrea e Giovanni, NO per esigere le loro dimissioni. L'esito della votazione di Rimini si sommerà a quello di tutte le altre province per dare il risultato finale.

Vi aspettiamo tutti questa sera.


onlinebanking.jpgL'avevamo detto, l'abbiamo fatto. Questa mattina abbiamo presentato pubblicamente in Regione i nostri conti. Gli stessi numeri che, insieme al rendiconto di tutto ciò che Andrea Defranceschi e Giovanni Favia hanno fatto in questi primi sei mesi di mandato, a partire da domani porteremo in tutte le date del tour regionale per discutere con voi se riconfermare il loro incarico oppure no. "Quelle che abbiamo annunciato oggi sono due operazioni completamente inedite nella storia della politica italiana - esordisce Andrea Defranceschi -: in campagna elettorale avevamo promesso di rendere pubblici i conti del nostro stipendio, ed eccoli qua. Inoltre, abbiamo presentato le date delle province emiliano-romagnole: un'occasione in cui i nostri elettori avranno il compito di giudicare il nostro operato e decidere se farci proseguire nel mandato o meno". Dati alla mano, "per noi tratteniamo 2.500 € - dice Favia -. Sfidiamo chiunque a dire che non si possa vivere bene con tale cifra".
Il surplus degli stipendi viene usato - come deciso dall'assemblea del 17 giugno - per coprire eventuali spese legali, e per le campagne elettorali in vista delle amministrative 2011. Ma oltre a rendere noti i loro conti, oggi sono stati forniti anche i dati relativi agli stipendi reali, complessivi di rimborsi forfetari e chilometrici, di tutti i colleghi in Assemblea. "Noi crediamo che simili cifre, da 7 a 10 mila euro netti al mese, non siano diritti ma privilegi", sottolinea Defranceschi. A questo proposito, è stata ribadita anche la proposta di legge in discussione in Commissione Bilancio: - 50% agli stipendi, addio ai vitalizi, rimborsi spese solo a piè di lista e non forfetari, addio alle indennità di carica. "Il nostro è stato votato come testo base - ricorda Defranceschi - e il processo democratico è avviato. Chiaramente in aula poi la maggioranza potrà decidere di stravolgerla, perché i voti li ha".
Infine, a partire da domani sera 28 ottobre (Rimini) i due Consiglieri gireranno per tutte le Province dell'Emilia-Romagna. "Presenteremo un bilancio del nostro operato in questi primi sei mesi di legislatura - chiarisce Favia - e a loro rimetteremo le nostre dimissioni in bianco: se voteranno NO a maggioranza, allora lasceremo le nostre cariche". "Non siamo qui inchiodati alla poltrona - chiosa il Consigliere -, non è questo che ci interessa. Siamo dei co.co.pro della politica: ogni sei mesi i nostri elettori potranno controllarci e mandarci a casa".

qui il lancio dell'agenzia DIRE

Quanto prendono (al netto) i Consiglieri Regionali dell'Emilia-Romagna

Calendario Tour Provinciale Andrea Defranceschi - Giovanni Favia

biomasse-250.jpg"Siamo andati vicini a bloccare la scellerata costruzione della centrale a biomasse di Russi" - commenta Giovanni Favia - "Durante la votazione sulla nostra risoluzione la maggioranza s'è spaccata: Sinistra Ecologia e Libertà, Federazione della Sinistra e Italia dei Valori, infatti, hanno votato a favore della nostra risoluzione" - fa notare il Consigliere Regionale del Movimento 5 Stelle Emilia-Romagna - "Anche la Lega Nord e quei Consiglieri del Popolo delle Libertà che erano rimasti in aula, solo 3 su 11 purtroppo, si sono uniti a noi. Peccato che la votazione sia stata effettuata proprio in chiusura di seduta, e ci fossero molte assenze. Alla fine la nostra risoluzione è stata bloccata con 13 voti a favore, 16 contro e un astenuto, l'UdC. Riteniamo comunque" - sottolinea Favia - "che l'indicazione politica resti: solamente il Partito Democratico crede ancora nell'utilità della mega centrale a biomasse Powercrop di Russi. Perché? Chi governa il territorio? I cittadini o i poteri forti? Restano il fatto che le altre forze politiche vogliano fermarla. È un'indicazione molto chiara che ci consente di sperare di ottenere il risultato che desideriamo con altre azioni: ripresenteremo la risoluzione nel prossimo Consiglio, il 3 di novembre."

Nucleare__ma%20anche%20no!1.jpg Triplo schiaffo della Regione Emilia Romagna a chi vuole il nucleare o scorie nucleari sul suolo emiliano romagnolo. Il Consiglio Regionale ha approvato una risoluzione con i voti del Movimento 5 Stelle che ha ritirato il suo documento depositato il 16 giugno scorso (quello di maggioranza era stato depositato lo scorso 7 ottobre), facendolo confluire in quello unitario del fronte anti-nucleare. Sono stati approvati due nostri emendamenti al documento presentato dalla maggioranza. Gli emendamenti migliorativi anti-nucleare hanno eliminato dalla risoluzione presentata da Pd-Sel-Prc il riferimento al "nucleare di quarta generazione" che in realtà non esiste ed è una chimera. Inoltre è passata la nostra proposta di finanziare solo la ricerca per "efficienza e risparmio energetico, fonti rinnovabili ed alternative a quelle nucleari e fossili". Sconfitta su tutta la linea quindi la lobby nuclearista presente anche nel PD.
Dal Consiglio Regionale dell'Emilia Romagna con il contributo decisivo del Movimento 5 Stelle è quindi arrivato un triplo schiaffo ai fautori, Pdl e Lega Nord del ritorno al nucleare ed allo smaltimento di scorie. Se Lega e Pdl pensano di posizionare qui scorie e riaprire Caorso, o di costruire una centrale a pochi chilometri dalle sponde del Po nel territorio reggiano, sappiano che l'Emilia Romagna ha detto "NO" e si attiverà in ogni modo per contrastare questa follia. Con questo voto il Movimento 5 Stelle ha dimostrato, una volta di piu', di andare oltre alle ideologie partitiche e le "bandierine" , guardando alla sostanza delle proposte, per il bene dei cittadini emiliani e romagnoli.

ed in agenda entrano importanti documenti del Movimento 5 Stelle. Seguite la diretta web. Oggi si discuterà di Bilancio ed il nostro capogruppo Andrea Defranceschi sarà pronto a smontare il castello di carte di Pd-Idv-Sel-Prc: cifre alla mano. Si discuteranno poi tre nostre risoluzioni: contro il nucleare in Emiia Romagna per una Regione a risparmio energetico e fonti rinnovabili, per bloccare la follia della mega centrale Powercrop a "biomasse" di Russi (Ravenna) dove il materiale legnoso arriverà in nave da lontani continenti o da un raggio di oltre 300 chilometri (alla faccia della filiera corta) ed infine una risoluzione per favorire il fotovoltaico sui tetti e vietare quello sui campi destinati all'agricoltura se non per impianti di piccole-medie dimensioni come da sempre chiede il padre di Slow Food Carlo Petrini. Attenzione cittadini. Il PD, Sel di Vendola, Prc hanno presentato in risposta al nostro una risoluzione sul nucleare che chiede di affidare denaro pubblico alle ricerche "sul nucleare di quarta generazione" (che non esiste) ed in un documento sul fotovoltaico a terra, auspicano che sia regolamentato senza essere precisi. Con due nostri emendamenti siamo pronti a mettere alla prova Pd, Sel, Prc nella lotta contro il nucleare e per fermare la follia del fotovoltaico su terreni destinati all'agricoltura ed aree di pregio. Chiediamo di eliminare il passaggio relativo all'inesistente "nucleare di quarta generazione" e di finanziare solo la ricerca per "efficienza e risparmio energetico, fonti rinnovabili ed alternative a quelle nucleari e fossili" . Allo stesso tempo definiamo con precisione gli ambiti di limitazione del fotovoltaico a terra citando le norme regionali relative ai suoli chiedendo che entro pochi mesi si arrivi ad una regolamentazione a livello regionale.. Seguiteci!

inceneritore.jpgInvece di programmare l'estensione di una seria raccolta differenziata porta a porta in tutta la provincia di Modena ( vediamo l'esempio di Carpi, oltre il 70% di materiali inviati a riciclo-compostaggio nei quartieri dove già si applica) e costruire moderni Centri Riciclo modello "Vedelago" per trasformare in sabbie sintetiche e materiali per stampati plastici gli scarti prima non riciclabili ed arrivare al 95% di riciclo totale, Hera Spa e la Provincia novelli Nerone si inventano l'ennesima follia sull'inceneritore. Autorizzare la combustione di 45mila tonnellate di rifiuti industriali alzando il tetto, per far andare a pieno regime il forno a cui mancano 100mila tonnellate. Attenzione perché il delirio da combustione continua. L'assessore provinciale di Reggio Tutino (Pd) sta pensando di portare qui i rifiuti residui di Reggio dal momento che è stata de cisa la costruzione di un solo impianto di Trattamento Meccanico Biologico per ridurre il residuo dopo le differenziate e non ha voluto costuire anche lì un moderno Centro Riciclo Vedelago che eviterebbe sempre e comunque di bruciare la parte residua che si ridurrebbe ad un misero 5% da portare al massimo in discarica. Il PD è sempre di piu' il Partito Diossina se non alimenta il "giro degli inceneritori" non si sente a suo agio. Lacrime di coccodrillo poi quelle di Pdl e Lega dal momento che ieri il Ministro Prestigiacomo ha dichiarato la nascita di una "Cabina di regia nazionale per la costruzione d'inceneritori per coordinare i piani regionali ed evitare i "no" delle comunità locali". Il centralismo dei cancrovalorizzatori, alla faccia del federalismo della Lega e del referendum del 1993 che aveva sancito che le competenze ambientali fossero in linea primaria in mano alle Regioni. E' questo s arebbe federalismo Lega ? Al centralismo dei "cancrovalorizzatori" imposti da multiutility o governo di Roma noi proponiamo il federalismo del riciclo che parte da Comunità locali a Rifiuti Zero! Una interrogazione verrà presentata in Regione sul "caso inceneritore Modena" come una risoluzione contro la "Cabina Regia nazionale sugli inceneritori" decisa dalla Prestigiacomo verrà presentata in Assemblea Legislativa.

Giovanni Favia

Consigliere regionale

Movimento 5 Stelle-Beppegrillo.it

water-money.jpgOra sono tre le proposte di modifica dello statuto comunale sul servizio idrico integrato, al netto della proposta del movimento referendario acqua pubblica. Nella commissione di venerdì Pd ed alleati hanno proposto la loro formulazione: "Il Comune riconosce l'acqua quale patrimonio dell'umanità, bene comune, diritto inalienabile di ogni essere vivente, privo di rilevanza economica, la cui gestione non deve essere assoggettata alle norme del mercato interno, in quanto bene essenziale per garantire pari dignità a tutti i cittadini". La modalità scelta dalla maggioranza è stata l'emendamento alla proposta del Prc/Pdci, palesemente finalizzata a catturarne il consenso.

Progetto per Ferrara ha evidenziato la debolezza di tale formulazione. Essa non contiene la scelta "politica" della gestione pubblica dell'acqua (anche se non la esclude), come invece è affermata con chiarezza dalla proposta Ppf: "Il Comune si impegna a garantire che la gestione del servizio idrico integrato sia effettuata esclusivamente da soggetti interamente pubblici". Tale passaggio, non contenuto nemmeno nella proposta Prc/Pdci, è stato recepito dal consiglio comunale di Torino l'8 febbraio scorso, con 29 voti favorevoli su 31 votanti.
Nel capoluogo piemontese Pd, Idv ed alleati, maggioranza di governo della città, hanno di fatto sancito non solo il principio che la proprietà delle reti deve essere pubblica (imposto pure dalle norme nazionali), ma anche che la gestione del servizio idrico integrato avvenga senza scopo di lucro, da parte di soggetti interamente pubblici.

A Ferrara città, dove il servizio è gestito da Hera, soggetto non interamente pubblico, la posizione di Pd e maggioranza è assai più sfumata e possibilista. La formula scelta "gestione non assoggettata alle norme del mercato interno" lascia le porte spalancate ad affidamenti del servizio, senza gara, a soggetti non interamente pubblici o addirittura privati. Una formulazione, quella della maggioranza comunale, adatta allo scenario in cui Hera avrà ridotto le partecipazioni pubbliche al di sotto del 50%, secondo quanto previsto dalla legge, trasformandosi così in un soggetto a prevalente capitale privato. Quando ciò accadrà ed alla scadenza del contratto, il Comune, stando alla formulazione del Pd, potrà riaffidare ad Hera "privata" il servizio idrico integrato, senza gara, con buona pace dello statuto e sempre che la legge nazionale lo consenta. Dunque nessun impegno politico nella direzione della gestione pubblica dell'acqua, anche quando fosse ammesso dalle norme.

Progetto per Ferrara ha ribadito in commissione la propria ferma posizione per una gestione interamente pubblica dell'acqua, come avviene oggi in provincia con il Cafc, unica garanzia contro il "fine di lucro", legittimo per i privati, e per la tutela degli interessi dei cittadini. Purtroppo le proposte in commissione saranno sottoposte al voto non prima dell'esame di tutte le altre modifiche dello statuto presentate dai gruppi. Ci vorranno mesi, se non cambierà la modalità di votazione, come richiesto da Ppf.

Valentino Tavolazzi
Consigliere comunale Ppf
Movimento 5 Stelle

biomasse.jpgMentre a Bondeno, in provincia di Ferrara, inaugurano la prima centrale a biomasse che fa capo alla Bioenergy Parks azienda a sua volta collegata alla Intermedia del "finanziere rosso" ex Unipol Giovanni Consorte , il nostro Consigliere Giovanni Favia non si dà pace, e guarda già alla prossima: "Le centrali a biomasse hanno senso solo quando piccolissime e quindi a servizio di piccole comunità, con una filiera locale che usi scarti del territorio. Questa prima centrale userà 1.400 ettari rubati all'agricoltura. Che senso ha coltivare qualcosa appositamente per bruciarlo? Ancora più folle è la seconda centrale, che prevedono di 24 MW. Sarà il più grande friggitore d'Europa. Per mantenere tale impianto sarebbero necessari 40mila ettari di terreno coltivabile rubato all'agricoltura, quando a Bondeno ce ne sono appena 9.000. I campi servono per mangiare, non per produrre combustibile. Fra l'altro, non basteranno mai. E quindi si importeranno olii vegetali, non per questo meno inquinanti, da lontano. Quanto olio di palma verrà importato dalla Malesia e quanto inquinamento produrrà nel trasporto e nella combustione? Questi megaprogetti sono speculazioni che vengono realizzate solo per incamerare contributi pubblici. In realtà dal punto di vista energetico sono completamente negativi."

traffico.jpg"Se è vero, come ha dichiarato oggi l'assessore Alfredo Peri, che l'avvio dei lavori per la Cispadana è ormai imminente, sono pronto a incatenarmi per protesta. Gli amministratori locali devono accettare che non siamo più negli anni '50: oggi lo sviluppo non passa più per le automobili e per il bitume. La via deve essere quella del ferro, dello sviluppo del trasporto su binari. E se autostrade ci devono essere, siano quelle digitali, dove circolano la conoscenza, le idee, e non le merci". Lo dice il consigliere regionale Giovanni Favia, dopo le dichiarazioni dell'assessore regionale alla Mobilità. A quanto detto ieri, la Regione sarebbe già alla stipula del contratto con chi ha vinto il bando per i lavori. "A quel punto, però - attacca Favia - sarà sempre troppo tardi per parlare di confronto con il territorio come vorrebbe far intendere Peri citando la Conferenza dei servizi. Qui di partecipazione non ce n'è stata alcuna. E allora chi comanda? I cittadini, o le lobby del cemento?". Come abbiamo sempre sostenuto, per noi invece quella della via che dovrebbe collegare l'autostrada del Brennero a Ferrara, e quindi al mare Adriatico è una scelta contro il futuro e contro la salute. Oltre ad essere uno sfregio del paesaggio e un colpo mortale alla nostra agricoltura. Oltretutto, ricorda il consigliere "grillino", negli indirizzi del Piano regionale integrato dei trasporti (Prit), la giunta Errani aveva messo nero su bianco che non sarebbe stata inseguita affatto la domanda di mobilità privata". E invece, "al posto di falsi slogan sullo stop al consumo del suolo, ancora una volta viale Aldo Moro mostra la sua vera faccia". Perchè non pianificare, al contrario, una nuova linea ferroviaria? "Questa è la nostra alternativa - ricorda Favia -: una proposta che guarda alla nostra salute e a quella della nostra agricoltura".

banda_bassotti.png

"Oggi abbiamo appreso che, nel Bilancio di previsione triennale della Regione, sono ben 14 milioni e 953 mila gli euro che viale Aldo Moro dovrà sborsare per i vitalizi degli ex consiglieri. Ma più che preoccupazione sulle crescenti spese per i vitalizi degli ex consiglieri regionali, da parte di Presidenza dell'Assemblea legislativa e partito di maggioranza ci sono - e da 6 mesi - tante chiacchiere ad uso dell'opinione pubblica e riunioni di saggi di durata simile ai concili Vaticani, ma di fatti se ne son visti ben pochi. Noi, la nostra proposta di modifica della legge sui vitalizi l'abbiamo depositata il 27 maggio. E se non fosse stato per una strenua resistenza in commissione Bilancio, qualche giorno fa saremmo stati condannati ad attendere ancora per vedere partire l'iter di discussione del testo. Una melina che la dice lunga sulle reali volontà di toccare i privilegi della Casta". Lo ribadiscono il Capogruppo in Regione del Movimento 5 Stelle, Andrea Defranceschi, e il consigliere Giovanni Favia, dopo la divulgazione della notizia sulla maxi-previsione di spesa che viale Aldo Moro dovrà sostenere per i privilegi degli ex consiglieri. "Sarà dura portare avanti il nostro testo in aula e scontrarsi con i numeri della Maggioranza - dicono i due "grillini", in merito alla proposta di modifica varata infine dalla commissione il 12 ottobre-. Ma come promesso, e mentre gli altri consiglieri riflettono e studiano, abbiamo chiesto la riduzione degli stipendi del 50%, l'abolizione dei vitalizi per gli ex consiglieri e il riconoscimento dei rimborsi spese solo dietro la presentazione di specifiche ricevute. Continuiamo a pensare che riportare la politica al suo ruolo di servizio pubblico sia essenziale".

Giovanni Favia
Andrea Defranceschi

felina.JPGFELINA (REGGIO EMILIA) Mentre a Toano si svolgeva a porte chiuse una riunione tra i Comuni e la Comunità Montana sul volutamente sovradimensionato ed insensato progetto di mega-centrale a biomasse a Fora di Cavola (Toano) gestito da Iren, a Felina la giunta del sindaco Marconi (che poi è andato a tale riunione) con in prima fila l'assessore all'ambiente Nuccia Mola è andata incontro alla sua Waterloo presentando il piano energetico comunale, contestato da gran parte dei cittadini non con dei "no" ma con controproposte e valide argomentazioni improntate al buonsenso. Qualche esempio ? 4 piccole centrali a biomasse che useranno pero' per il 60% olio vegetale...dall'Africa!Alla faccia della filiera corta. Oppure fotovoltaico a terra per 22.000 metri quadri (anche in zone verdi al Parco Tegge di Felina per loro stessa ammissione "in una zona non sempre soleggiata"), la mancanza del piano di risparmio ed efficienza energetica come base di tutto! Non hanno convinto le spiegazioni e le non risposte dell'assessore Nuccia Mola e del tecnico Vezzani della ditta En.Cor srl cui è stato affidato la redazione del piano energetico comunale. Il Movimento 5 Stelle-Beppegrillo della zona Appennino Reggiano avvalendosi di esperti riporterà a discutere il suddetto piano chiedendo che sia modificato dal basso coinvolgendo i cittadini e facendo proposte.
Da parte nostra interventi verranno effettuati anche con i consiglieri regionali Giovanni Favia ed Andrea Defranceschi che porteranno le parti di competenza della Regione nelle apposite sedi ed dimostreranno anche le incongruenze tecniche sia di questo piano del Comune di Castelnovo Monti che del progetto della centrale a biomasse Iren a Fora di Cavola (Toano).
Leggi l'analisi completa del piano ed il resconto della serata del Movimento 5 Stelle zona Appennino Reggiano.

repower-5mw-wind-turbine.jpg"Che fine ha fatto il piano della regione del 2003 di riconvertire in centrali eoliche l'ottantina di piattaforme estrattive dismesse al largo delle coste adriatiche in Romagna?" - chiede Giovanni Favia - "Si sarebbero potuti produrre 240 Megawatt di energia elettrica rinnovabile e pulita senza ulteriori impatti ambientali e visivi sfruttando strutture già presenti."
L'interrogazione depositata dal Gruppo Assembleare del Movimento 5 Stelle nasce dal fatto che il piano non sia mai partito. "Facendo seguito alla Raccomandazione del Parlamento Europeo e del Consiglio del 30 maggio 2002 riguardante l'attuazione della gestione integrata delle zone costiere in Europa (2002/413/CE), nel dicembre 2003 la Regione Emilia-Romagna insieme alle Province ed i Comuni interessati della Romagna ha adottato un Progetto di Gestione Integrata Zone Costiere (GIZC)" - spiega il Capogruppo Andrea Defranceschi - "Nelle linee guida del GIZC, nel Documento III relativo alle politiche energetiche, a pagina 11 si afferma che 'lo sviluppo sostenibile del sistema energetico costiero si leghi al conseguimento dei seguenti obiettivi generali' e tra questi in tal senso un intervento di forte interesse riguarda lo sviluppo di Wind Farm Offshore (240 MW di potenza installata sulle circa 80 piattaforme sui pozzi in chiusura mineraria" - continuano i due Consiglieri che spiegano che "riutilizzare a fini energetici tramite la costruzione di centrali eoliche offshore le circa 80 piattaforme su pozzi in chiusura mineraria non avrebbe un impatto aggiuntivo sul paesaggio trattandosi di strutture già esistenti. Nonostante questo studio dal 2003 ad oggi però, nonostante gli enormi vantaggi energetici, ambientali ed occupazionali che sarebbero derivati dall'operazione di riutilizzo e trasformazione delle piattaforme in dismissione sopracitate, nulla è stato fatto."
I due consiglieri lanciano anche una idea aggiuntiva legata alle piattaforme estrattive dismesse. "Tra l'altro decine di queste piattaforme oramai abbandonate,potrebbero anche essere riutilizzate per creare posti letto in mare aperto per chi si dedica alla pesca-turismo" spiegano Favia e Defranceschi. Da qui i due consiglieri del Movimento 5 Stelle, chiedono alla Giunta Regionale "come pensi di perseguire l'obiettivo approvato nel dicembre 2003 dalla Regione Emilia-Romagna e dagli enti locali interessati per produrre 240 MW di energia elettrica tramite pale eoliche su circa 80 piattaforme sui pozzi in chiusura mineraria".
Inoltre chiedono "per quali motivi, questo intervento citato nel Progetto di Gestione Integrata Zone Costiere non sia stato realizzato limitando così fortemente lo sviluppo di fonti d'energia rinnovabile, fondamentali anche per ridurre i gas serra e gli altri inquinanti in una Regione, come l'Emilia-Romagna, che è tra le più inquinate d'Europa e del Mondo".

Oggetto 605 - Interrogazione sulla la produzione di energia elettrica tramite pale eoliche ed il Progetto di Gestione Integrata Zone Costiere:
- file pdf
- iter

(dal blog di MedicinAlternativa)

puzza.jpgSi è svolta settimana scorsa, in una sala consiliare gremita, la riunione della Consulta Ambiente.

Al punto due era prevista la discussione sull'attuale situazione riguardante lo sviluppo delle energie rinnovabili, in particolare biomasse e fotovoltaico.

Il professor Leonardo Setti, presidente della Consulta e responsabile della pianificazione energetica di molti comuni della Regione tra cui Medicina, ha brillantemente illustrato il quadro entro cui ci muoviamo, ricordando a tutti come gli obiettivi che la comunità europea ci impone non siano più rimandabili, ribadendo un concetto già espresso più volte: i protagonisti dello sviluppo delle energie rinnovabili in Europa sono il Comune ed il cittadino.

Setti ci ha anche ricordato (come in altre occasioni) che se non si passa per un coinvolgimento diretto di tutta la popolazione la rivoluzione delle rinnovabili non potrà compiersi, ci ha ribadito come i concetti di rete, capillarità e condivisione sociale siano alla base di ogni scelta in questo campo.

Il vicesindaco Filippini (benché non abbia più le deleghe alle attività produttive) ci ha invece illustrato l'attuale situazione: a Medicina avremo a breve 6 impianti a biogas. Uno attivo (Cazzani ss), due già autorizzati (San Salvatore e Agrobioenergie) e altri tre in corso di autorizzazione. Per ciò che rigurada il fotovoltaico a terra invece avremo 6 impianti: tre da 0.999 MW, uno da 0.8 MW, uno da 0,615 MW e uno da 0,3 MW.

Al termine di questi due interventi i cittadini hanno preso la parola e, come era prevedibile, si è parlato del problema delle emissioni nauseabonde dell'impianto di Cazzani e del consumo insensato di terreno agricolo con pannelli fotovoltaici a terra. Molti sono stati i contributi e tutti hanno ribadito che lo sviluppo delle rinnovabili non è in discussione, ma lo è il modo di affrontare questo sviluppo.

Si è parlato di rispetto del suolo agricolo, di rispetto delle regole, di controlli e di tante altre cose che sulle pagine di questo sito abbiamo ampiamente analizzato in passato.

Quello che è emerso è un quadro preoccupante di speculazione finanziaria (per il fotovoltaico a terra soprattutto) e deregulation a livello nazionale che stanno producendo danni incredibili.

Il professor Setti ci ha aiutato a capire che stiamo facendo come quei paesi del mezzogiorno italiano dove prima si costruiscono le case, poi si fa una foto e con quella si redige il P.R.G.; qui stiamo facendo le centrali a biogas, quelle fotovoltaiche e tra due anni (quando queste saranno tutte attive) avremo il piano energetico comunale che dovrebbe regolarne lo sviluppo. E' il passato che torna!! D'altra parte siamo abituati, a Medicina si fanno già varianti al P.R.G. dopo che sono state costruiti i depositi di inerti (ricordate la variante 23?)

In questo quadro i cittadini, oltre ad esprimere tutta la loro rabbia per la qualità della loro vita distrutta dalla puzza insopportabile dell'impianto di via San Vitale (un abitante della zona addirittura ha mandato la moglie ed i figli a vivere ad Imola perché non sopportavano più i miasmi), si sono detti molto preoccupati per quello che accadrà quando avremo altri cinque impianti attivi. Qualche timido tentativo di far passare l'idea che si tratti di un po' di puzza di stalla è stato rispedito al mittente con forza dai presenti che hanno ricordato, a chi sosteneva questa tesi, che i vicini sono quasi tutti agricoltori e che hanno avuto la stalla nel cortile fino all'altro giorno.

Al termine degli interventi e del dibattito, che hanno descritto una situazione potenzialmente esplosiva per la nostra comunità, se gestita male, il Sindaco ha chiuso la serata con il suo intervento.

Dovremmo essere ormai abituati (frequentiamo il Consiglio Comunale da abbastanza tempo) al modo con cui il nostro primo cittadino tratta il resto del popolo, ma purtroppo riusciamo sempre a stupirci ogni volta che vediamo quell'atteggiamento di sufficienza scocciata di fronte a chi ha un'idea diversa. Anche ieri sera il nostro Sindaco ha perso un'altra occasione per essere un po' più modesto, mettersi in ascolto e fare bella figura gratis! Di fronte a settanta cittadini che erano stati, fino al quel momento, sì arrabbiati e netti nei loro giudizi ma pacati e aperti al dialogo (come si conviene alla miglior tradizione contadina del nostro paese) è riuscito a raccontare che poi una gran puzza non c'è, che l'area è produttiva e che chi va ad abitare in campagna lo sa; ha paragonato gli agricoltori confinanti con Cazzani a quelli che acquistano l'appartamento in piazza Garibaldi e si lamentano che non c'è parcheggio.

Invece di assumere il ruolo che gli compete, di difendere la sua gente (ed elettori), di dire una parola chiara a difesa delle regole, di rassicurare tutti che la puzza c'è, è reale ed insopportabile e dovrà cessare; invece di rasserenare il futuro rispetto a 6 (sei) impianti che sorgeranno a Medicina, ci ha fatto preoccupare ancor più di quello che non eravamo.

In perfetto stile PD si è nascosto dietro formalismi improbabili che gli impedirebbero di prendere posizione, ha messo in dubbio il fatto stesso che ci sia puzza, ha detto che chi abita in campagna deve convivere con queste cose.

Probabilmente, e di questo siamo molto preoccupati, il Sindaco e la Giunta non si sono accorti di essere seduti sopra una bomba ad orologeria che gli scoppierà in mano, bastava annusare lungo la San Vitale ieri sera a mezzanotte e mezza tornando a casa per accorgersene, altro che un po' di odore di stalla!!!

Infine un'ultima nota, nessuno ha spiegato dove smaltiremo le migliaia di tonnellate di liquami che i sei impianti produrranno...

Manifesto 5-10 ridotto.jpgIl Gruppo Assembleare del Movimento 5 Stelle ha presentato una risoluzione per impegnare la Giunta Regionale a promuovere e diffondere l'uso di sistemi di trasporto alternativi e ad impatto ambientale ridotto, come Jungo.

"Jungo è una maniera intelligente di sfruttare il flusso ininterrotto di sedili vuoti che è il traffico delle nostre città" - spiega Giovanni Favia - "Si tratta, in sostanza, di un sistema di autostop regolamentato e controllato per garantire il massimo della sicurezza. Sia autostoppista che automobilista, entrambi 'jungonauti', sono identificati da una card di riconoscimento che ne attesta l'affidabilità e il corretto comportamento. Chi riceve il passaggio può salire e scendere sfruttando i flussi di traffico con tempi di attesa piuttosto ridotti e, come dimostrano gli esperimenti condotti, sempre più bassi col crescere degli utenti. Siamo consapevoli" - dice il Consigliere Regionale del Movimento 5 Stelle - "che l'adozio ne del sistema Jungo non possa, da solo, risolvere il problema del traffico in città ma è soprattutto un impegnativo cambio di mentalità quello che richiede e porta con sé. Accettare di iscriversi a Jungo significa rendersi conto che per migliorare è necessario quello che può apparire un piccolo sacrificio da parte di tutti, ma che poi può convertirsi in un vantaggio: l'automobilista infatti guadagna 10 centesimi al chilometro, mentre l'autostoppista viaggia a costi ridottissimi nel massimo comfort. Entrambi" - dice Favia - "hanno la possibilità di conoscere nuove persone e dare una mano all'ambiente di oggi e al mondo di domani. Entrambi fanno un'importante assunzione di responsabilità e condividono una visione del futuro che li porta a cercare soluzioni partecipate. È un peccato che l'ideatore di Jungo, il riminese Enrico Gorini, non sia stato profeta in patria e abbia trovato orecchie pronte ad ascoltarlo solo in Trentino. Lì la sperimentazione ha avuto successo. Ora confidiamo che anche l'Emilia-Romagna cerchi di intraprendere questa strada."

Per saperne di più cliccate www.jungo.it

Ogg. 572 - Risoluzione sul sistema "Jungo" per la gestione della domanda e dell'offerta di forme alternative di trasporto (documento in data 07 10 10):
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wifi_big.gifChe un Governo che si riempie la bocca della parola 'libertà' approvi e proroghi costantemente un decreto liberticida come quello Pisanu ci sembra una incredibile contraddizione. Per questo abbiamo depositato una risoluzione che invita Governo e Parlamento italiano a non prorogare l'efficacia delle disposizioni contenute nel decreto e impegna la Giunta emiliano-romagnola ad attivarsi presso tutte le sedi competenti affinché si provveda ad allinearsi alla libertà di connessione e allo sviluppo della rete Wi-Fi presente negli altri stati europei. La situazione italiana è completamente anomala rispetto al resto dei Paesi dell'Occidente: continuare a rendere difficile e burocratico l'accesso alla rete non fa altro che allontanarci sempre di più dagli Stati di prima fascia. Si tratta di un enorme limite alla libertà di informazione ed espressione, è chiaro, ma anche un lacciolo stretto attorno alle possibilità di sviluppo del business web. Non a caso qui in Italia siamo il Paese che meno commercia su internet, che meno naviga e che meno avvia nuove imprese informatiche... Noi vorremmo che le città italiane somigliassero a Tokyo, l'eccellenza mondiale in fatto di connettività gratuita e copertura totale. La verità, e lo sostengono le stesse forze di polizia, è che l'identificazione obbligatoria non ha alcun effetto positivo nella sacrosanta lotta al terrorismo. Prorogare il Decreto Pisanu è solo un grande favore fatto alle compagnie telefoniche che ingrassano con l'affare delle chiavette internet e degli abbonamenti per cellulari. Basta, che il 31 dicembre sia l'ultimo giorno di questa legge liberticida.

Oggetto 599: Risoluzione sullo sviluppo della rete Wi-Fi:
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DSC00379.JPG"È stata una battaglia, un bel primo passo - esordisce Giovanni Favia, soddisfatto, appena uscito col Capogruppo Andrea Defranceschi dalla seduta pomeridiana della Commissione Bilancio - "e siamo contenti di poter dire che finalmente l'iter della Legge è partito. Ci sembra anche positivo che il testo base, sul quale poi le altre forze politiche potranno proporre emendamenti, sia il nostro: riduzione degli stipendi del 50%, abolizione dei vitalizi e rimborsi spese solo dietro la presentazione di ricevute. Per organicità della proposta e ordine di presentazione ci sembra giusto così. Questo è quello che avevamo promesso in campagna elettorale, e questo" - dice Favia - "stiamo compiendo."
"In commissione abbiamo assistito ancora una volta al tentativo del PD (e del PDL, blandamente) di rinviare la discussione" - dice il Capogruppo Defranceschi - "con la scusa che 'in futuro' i democratici avrebbero presentato la propria proposta. Ma com'è possibile, e dov'è finito il rispetto per il lavoro altrui? La nostra è stata depositata il 27 maggio scorso, loro non hanno avuto tempo di lavorarci? Oltretutto" - prosegue Defranceschi - "ciò avrebbe creato un pericolosissimo precedente, col rischio di blocco di tutte le attività di commissione sulla base di un 'presenteremo più avanti'. La verità è che il Partito Democratico sta cercando ancora una volta di impedire che vengano intaccati i privilegi della casta."
"Sono sicuro" - s'inserisce Favia - "che non avrebbero detto le stesse cose davanti ai propri elettori. Ci dispiace il comportamento arrogante del PD, che col suo Capogruppo ha detto che 'ci lascia giocare, tanto poi in aula vota la maggioranza'. È vero, per carità, che in democrazia vince la maggioranza. Ma davanti alla propria gente si guardano bene dal dire di non voler abolire i privilegi della casta... In Commissione hanno dovuto cedere davanti alla nostra determinazione e alla volontà, espressa anche dall'IdV, di discutere la legge."
La relatrice sarà infatti la Consigliera Liana Barbati.
"La loro proposta è decisamente più blanda rispetto alla nostra, ma almeno abbiamo trovato l'intesa per cominciare. Tutto qui" - precisa Defranceschi - "basta leggersi i testi per capire che le convergenze si fermano qua, alla volontà di far partire il processo democratico. Piuttosto mi chiedo" - conclude il Capogruppo - "come sarà da oggi la situazione in maggioranza: il PD ad inizio seduta voleva rinviare la discussione, l'IdV non l'ha seguito. Qualcosa non va?"


Continua la nostra battaglia per la difesa del suolo in Appennino. Come abbiamo già denunciato per Vergato, sui nostri monti continuano a succedere molte cose strane. Come se qualcuno credesse che, stando così lontani dal centro città, a farla da padrona lassù possa essere la più totale impunità. "Abbiamo raccolto una ricca documentazione su un vero e proprio furto aggravato compiuto ai danni della comunità di Grizzana Morandi, nel bolognese - denuncia il Capogruppo in Regione Andrea Defranceschi -. Già nel 2005, e poi ancora nel 2009, una grande parete rocciosa di pregiata arenaria di Montovolo è stata minata per provocare la caduta di massi, ritenuti potenzialmente pericolosi per le case distanti qualche centinaio di metri".
In realtà, le due esplosioni non hanno posto rimedio ad alcun problema dato che non sussisteva alcun rischio: le case sono protette da un avvallamento e una parete di terreno e mai i massi eventualmente caduti le avrebbero colpite. Invece così facendo il Comune ha aperto una vera e propria cava di materiale estrattivo completamente abusiva. Il cosiddetto "Sasso di Montovolo", peraltro, non ha un valore di mercato in quanto rarissima e sempre battuta all'asta. Nel caso di questa parete in località Serretti di Campolo, invece, l'arenaria è stata utilizzata come moneta di scambio con i proprietari del terreno, le ditte che hanno fatto i lavori d'estrazione (senza bando pubblico) e come regalie private. "Oltretutto - prosegue Defranceschi - l'estrazione del materiale è stata concordata "verbalmente" tra il Vicesindaco del Comune di Grizzana Morandi, l'Assessore alla Protezione Civile e la ditta locale e le quantità di materiale prelevato sono verificate e quantificate personalmente dallo stesso Vicesindaco in spregio alla cosa pubblica". Come se non bastasse, infine, il terreno di cui stiamo parlando è all'interno del Parco Provinciale di Montovolo e rientra nella zona Monte Vigese della Rete Natura 2000 di interesse comunitario: tutele ambientali assolute che impediscono quasi ogni forma di intervento. Questo furto ai danni della casse pubbliche, poi, è stato doppio: visto che le esplosioni sono state due.


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La prima costò 90mila euro, la seconda 60mila. "Tutti soldi curiosamente imputati nel capitolo di spesa regionale relativa alle spese per le alluvioni straordinarie dell'anno 2000 - chiosa il consigliere del Movimento 5 Stelle -. Ci sono tante domande alle quali la Giunta Regionale dovrà rispondere, e pretendiamo lo faccia in maniera esaustiva. Per questo, proprio oggi, abbiamo presentato un'interrogazione regionale."


Per il testo dell'interrogazione presentato in data odierna clicca qui.


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disegnino.gifEcco come vengono rappresentati gli inceneritori di parte dell'Emilia Romagna sul sito del Gruppo Hera: un bellissimo ecosistema con sei bandierine in corrispondenza della provincia di appartenenza dell'inceneritore. Sicuramente impressivo, ma non propriamente rappresentativo della realtà. Il 23 Ottobre a Modena verrà inaugurato il nuovo percorso guidato che accompagnerà i visitatori alla scoperta dell'impianto di cancrovalorizzazione dopo i lavori di riqualificazione dove saranno presenti, tra gli altri Stefano Vaccari, Assessore Ambiente e Mobilità Provincia di Modena, Simona Arletti, Assessore Ambiente Comune di Modena e Antonio Carpentieri, Presidente Circoscrizione 2 Comune di Modena.

Lo stesso giorno, il 23 ottobre,dal Movimento 5 stelle di Modena e provincia è stata organizzata una visita al Centro ricircolo di Vedelago, un centro all'avanguardia nella raccolta differenziata, situato tra Castelfranco Veneto e Treviso, nella quale sono state invitate tutte le amministrazioni comunali della provincia di modena. Questo centro è un modello per le attività legate alla raccolta differenziata, capace di riciclare ben il 99% dei materiali conferiti al suo interno. Sarà quindi un caso che la multinazionale Hera abbia organizzato l'inaugurazione del percorso visitatori nell'inceneritore-cancrovalorizzatore della provincia di Modena lo stesso giorno nel quale si tenta di informare i cittadini sull'argomento, ma soprattutto sensibilizzare le pubbliche amministrazioni a toccare con mano una realtà che sarebbe possibile implementare anche nella provincia di Modena? I cittadini ne guadagnerebbero sicuramente in salute (bassissime percentuali conferite agli inceneritori) ed in risparmio (il centro ricircolo guadagna sui materiali che smaltisce non facendo pagare il ritiro ai cittadini), tutto questo però a scapito dei guadagni delle multinazionali, che percepiscono introiti sul ritiro e smaltimento rifiuti tramite cancrovalorizzatori. Un inceneritore, anche se riqualificato, in fin dei conti è sempre un impianto che brucia rifiuti.

maceri.jpgCi piacerebbe che l'intera regione seguisse l'esempio di quanto già realizzato a Ferrara per quanto riguarda i maceri della canapa, ovvero promuovere un censimento ed una successiva valorizzazione di queste ampie vasche artificiali scavate nel terreno che venivano usate per la lavorazione della canapa (un tempo coltura molto diffusa nella Pianura Padana). Secondo noi i maceri rimasti, dopo che attorno al 1970 la coltivazione della canapa venne definitivamente abbandonata, sono diventati importantissimi per la tutela della biodiversità, in quanto versioni miniaturizzate degli ecosistemi di acqua dolce.
La stazione di ecologia del Museo civico di Storia naturale di Ferrara a partire dal 2004 ha infatti avviato un progetto allo scopo di realizzare un inventario delle presenze che possono costituire una difesa per la biodiversità: come siepi, incolti, piccole macchie boschive e per l'appunto i maceri. Dall'indagine, attraverso un confronto tra i dati delle Carta tecnica regionale del 1977 e le fotografie satellitari del territorio ferrarese risalenti al 2003 è emerso che solo la metà (615) dei 1093 maceri segnalati sulle carte del 1977 sarebbero ancora aperti, e numerosi di essi si trovano in condizioni di precarietà durante i mesi estivi, quando il livello dell'acqua cala eccessivamente. Per questo il Gruppo Assembleare ha presentato un'interrogazione in cui si chiede, inoltre, se la Giunta intenda applicare agevolazioni per la ripresa della coltivazione della canapa.

Qui la nostra interrogazione

bartolini.jpgAncora una volta abbiamo dato la sveglia al Palazzo, che da anni faceva finta di non vedere. Questa volta il tema è la Consulta degli Emiliano-Romagnoli all'estero, un apparato sproporzionato per la funzione svolta che è, essenzialmente, quella di cordone ombelicale per gli emigranti. Anche quelli di terza o quarta generazione. L'organo è presieduto da Silvia Bartolini, che nel 1999 fu superata da Giorgio Guazzaloca nella corsa alla poltrona di Sindaco di Bologna.
La Consulta ci costa quasi 1 milione di Euro l'anno, con una pletora di personale assolutamente sproporzionata. E' bastato, attraverso un accesso agli atti, che chiedessimo i conti delle missioni all'estero perché gli occhi di tutti si fissassero
Consulta degli Emiliano-romagnoli, e nell'ultima Assemblea il tema è stato dibattuto.
In Aula Giovanni Favia ha notato che "il trenta per cento sul totale dei fondi stanziati in favore degli Emiliano-romagnoli all'estero resta in realtà alla politica: e cioè alla stessa Consulta di viale Aldo Moro, presieduta ad oggi da Silvia Bartolini, per dieci anni consigliera regionale. Ha senso, in tempi di crisi e drastici tagli, un'operazione del genere? In nessun'altra Regione esiste un apposito organo così costituito, che si occupi espressamente degli emigrati regionali". Nulla di male, se non fosse che "in questi anni assistiamo ad una crescente fuga di giovani professionisti dalle nostre città all'estero. Su di loro bisognerebbe investire". Se a questo, poi, si aggiunge il fatto che su "2.976.000 euro (la spesa in 3 anni), ben 890mila sono rimasti alla Consulta per gettoni presenza, indennità, e pagamento di spese di viaggio dei suoi componenti", occorre chiedersi "se per realizzare politiche specifiche per gli emiliano-romagnoli nel mondo sia necessaria questa struttura pletorica". Probabilmente, chiosa il consigliere, "in nessun altro settore regionale si spende cento, ma arriva solo settanta ai destinatari finali. Senza contare che alle spese per i membri della Consulta vanno aggiunte quelle per le almeno sette persone che a diverso titolo lavorano per la struttura".
In una risoluzione il Movimento 5 Stelle ha chiesto di limitare le spese per l'apparato al 5% rispetto a quanto destinato alle opere.

cid_25533552.jpgAlcuni giorni fa, all'Opsedale Maggiore di Bologna, una signora ha perso la vita a seguito di una perforazione del duodeno dovuta al tentativo di estrarle un polipo. Le tragedie accadono, nessuno può ignorare che le operazioni comportino un certo rischio.
Non è questo il punto. Il punto è che a gennaio, una Lettera CGIL - ANAAO fatta circolare fra gli addetti ai lavori e i responsabili aveva denunciato la difficile situazione del reparto di gastroenterologia fra medici inesperti e difficili rapporti con il primario.
Il Movimento 5 Stelle, con i Consiglieri Regionali Favia e Defranceschi, hanno chiesto lumi sulla questione. L'Assessore Carlo Lusenti, al solito, s'è trincerato dietro la sua commissione d'inchiesta.
"Come si può essere soddisfatti da una non risposta?" - chiosa, amaro, Giovanni Favia dopo la domanda a risposta immediata sulla morte di una paziente all'Ospedale Maggiore di Bologna cui l'Assessore Lusenti, in Aula, non ha risposto con puntualità.
"Il problema è un altro" - dice Favia - "ed è serio. Grave. Parliamo della morte di una persona, e non siamo qui per fare speculazione. Dopo la denuncia scritta dell'Associazione dei Medici Dirigenti e della Cgil, risalente al 20 gennaio scorso, ci pare di essere di fronte ad una morte annunciata. I vertici, infatti, sapevano. E allora cosa s'è fatto per porre un freno alle problematiche evidenziate? A noi risulta" - rivela Favia - "che il Primario Nicola D'Imperio abbia esercitato forti pressioni sui propri medici perché si dissociassero dal documento, diffidandoli dal rivolgersi, in caso di perforazione, a chirurgia. Questo terrorismo" - denuncia il Consigliere del Movimento 5 Stelle - "ha creato un clima di tensione che ha complicato la collaborazione fra reparti. E queste sono le conseguenze. La fuga costante dei medici esperti dalla gastroenterologia, in contrasto con la dirigenza D'imperio, era sotto gli occhi di tutti... Crediamo che questa volta la questione non possa essere risolta internamente alla struttura, ma debba essere approfondita, portata alla luce del sole e risolta definitivamente. Ricordiamo che una donna ha perso la vita dopo essere rimasta per oltre venti ore, col duodeno perforato, imbottita di morfina senza che gli venissero praticati ulteriori accertamenti. E tutto questo è avvenuto in Emilia-Romagna, com'è possibile? Non culliamoci più nella favola della nostra eccellenza, ma agiamo per migliorare."
E invece, oggi - sui giornali - leggiamo che L'Assessore insiste: "nessun problema a gastroenterologia" - dice. Ogni altro commento è superfluo.


Tutto pronto per la grande manifestazione regionale in difesa di scuola e università pubblica partita dalla Rete che si terrà sabato 9 ottobre a Reggio Emilia.

Il concentramento sarà alle ore 15.00 a Porta San Pietro (viale Montegrappa) a Reggio Emilia. Il corteo incontrerà sul suo percorso una scuola di ogni ordine e grado, come simbolo di vicinanza a tutti i gradi di scuole (la scuola primaria Carducci, la scuola media Da Vinci, le scuole superiori Scaruffi, Levi, Città del Tricolore e l'istituto d'arte Gaetano Chierici, l'università di Modena e Reggio Emilia) per poi concludersi in Piazza della Vittoria, da cui ci saranno interventi dal palco.

Chiunque potrà intervenire dal palco della manifestazione, nei limiti di tempo che permetteranno di far parlare quante più persone possibili. Basterà registrarsi all'apposito banchetto a lato del palco. Gli interventi serviranno anche per iniziare a raccogliere proposte e suggerimenti per la costruzione di un manifesto per la scuola e l'università pubblica da presentare al ministero, in un'ottica di manifestazione di proposta oltre che di protesta.

Numerose le adesione ricevute dal comitato attraverso il proprio sito www.riprendiamocilascuola.it.

SINDACATI: FLC CGIL Reggio Emilia, GILDA degli Insegnanti Reggio Emilia, F.S.I. Federazione Sindacati Indipendenti, COBAS Scuola Reggio Emilia, USB Reggio Emilia, FLC CGIL Modena, RdB/USB Scuola Emilia-Romagna

PARTITI: Lista Civica Guastalla 5 Stelle - Guastalla (RE), Partito della Rifondazione Comunista SE di Reggio Emilia, Lista Civica Reggio 5 Stelle - Reggio Emilia, Lista Civica Cavriago Comune - Cavriago (RE), Gruppo Assembleare Movimento 5 Stelle Emilia-Romagna, Lista Civica Parma in MoVimento 5 Stelle, Sinistra Ecologia Libertà Reggio Emilia, Rifondazione Comunista Cadelbosco Sopra (RE), Area dipartimentale Scuola Italia dei Valori nazionale, Italia dei Valori Parma, 5° Circolo Partito Democratico - Reggio Emilia, Federazione Regionale Verdi verso "Costituente Ecologista", Partito Democratico nazionale, Gruppo SEL-Verdi Emilia-Romagna.

ASSOCIAZIONI, COMITATI, GRUPPI, CIRCOLI: Gruppo Val d'Enza - Reggio Emilia, Associazione Grillireggiani - Reggio Emilia, Associazione culturale "Castriota" - Cicala (CZ), Legambiente Reggio Emilia, Circolo ARCI Fuori Orario - Gattatico (RE), Laboratorio AQ16, Rete degli Studenti Medi - Reggio Emilia, Gruppo Scuola 9, Associazione studentesca "I care", Coordinamento dei ricercatori dell'università di Modena e Reggio Emilia, Cittadinanzattiva Emilia-Romagna, Popolo Viola, Partigiani Urbani - Reggio Emilia

Tante anche le adesioni singole, arrivate attraverso il sito (circa 100), attraverso Facebook (oltre 400 iscritti all'evento e oltre 650 iscritti al comitato) e attraverso il passaparola. Da segnalare anche l'adesione dell'intero consiglio comunale di Cavriago (RE), che parteciperà con il proprio gonfalone.

Diamo pertanto appuntamento a sabato 9 ottobre alle ore 15.00 a Porta San Pietro a Reggio Emilia. Tutti uniti per riprenderci la scuola e l'università pubblica.

www.riprendiamocilascuola.it

Riceviamo e pubblichiamo questa lettera. Al confine con le Marche, la popolazione sembra stanca di vedere venduta la propria salute.

Lettera aperta ai Cittadini e Amministratori locali

discarica.jpg100 ANNI DI DISCARICHE !

Anche Torriana dopo Sogliano percorre senza tentennamenti la strada del "business dei rifiuti".
Il 29 settembre ha recepito nel PRG il piano, già deciso da alcuni anni, per la sua prima discarica a Serra dei Toni, presso Ginestreto.
Gli Amministratori di questo Comune dichiarano che apriranno, in base agli accordi, solo alla chiusura di Sogliano, prevista nel 2030.
Visto che Sogliano accumula spazzatura dal 1990 e Torriana lo vuole emulare, avremo rifiuti per almeno cent'anni!
In 20 anni a Ginestreto ne sono stati già ammucchiati quasi 4 milioni di ton, quanti saranno dopo un secolo?
Oltre naturalmente a tutto il resto della filiera, ossia gli impianti per il trattamento di rifiuti speciali e pericolosi.
Altro che Terzigno sul Vesuvio, è Ginestreto la più grande "cloaca" d'Italia!
E' pazzesco ma è così!
Ciò è possibile perché gli Amministratori di questi Comuni hanno fiutato "l'oro facile" da rifiuti e i loro cittadini glielo permettono poiché tutti i disagi e i rischi vengono interamente scaricati sulle popolazioni confinanti e a valle.
A loro tutti i vantaggi, agli altri il caro prezzo della "monnezza" ammucchiata senza fine.
E' il trionfo dell'egoismo, del cinismo e della distruzione del territorio.
Si dicono democratici e calpestano i diritti e la vita dei Cittadini dell'Uso.
Citano la solidarietà e spezzano la coesione sociale.
Parlano di sviluppo e distruggono le grandi risorse naturali, paesaggistiche e storiche della valle.
Si dicono difensori dell'ambiente e lo riempiono di veleni.
Da decenni sottoscrivono impegni che rinnovano ad ogni nuovo impianto e che regolarmente non mantengono.
La Provincia FC ha appena autorizzato il megaimpianto di compostaggio sul fiume, vicino a centri abitati, sportivi, Comunità terapeutica e per questo tanto contestato; del "tavolo di concertazione" promesso, per risolvere le criticità e la viabilità della valle Uso, già non se ne parla più.
L'operazione di saccheggio va avanti da 20 anni e la si vuole proseguire per altri decenni con la scusa che "i rifiuti da qualche parte bisogna metterli".
Questi "paladini" della spazzatura non dicono mai che il loro "amore" per la collettività, che fa incassare tanto, è a spese altrui, essendo i rifiuti piazzati in modo da danneggiare solo i vicini.
Parlano di esigenza del territorio e nascondono che i rifiuti arrivano dalla Provincia di Forlì-Cesena, da quella di Rimini, dallo Stato di S. Marino e possono provenire da tutta Italia.
Si nasconde un progetto affaristico-speculativo dietro una necessità che andrebbe invece affrontata con equilibrio, giustizia e progettualità.
La Valle Uso ha pagato e sta pagando un prezzo altissimo.
Lo dobbiamo a questi Amministratori "progressisti" che l'hanno svenduta per "30 facili e sporchi denari"!

Valle Uso 2/10/2010
Coordinamento Valle Uso

vasco_errani.jpg...altrimenti succede questo. Che il nostro ricorso contro il terzo mandato di Vasco Errani alla guida della Regione Emilia-Romagna venga rigettato con QUESTE MOTIVAZIONI (clicca qui per scaricare il documento)

Non possiamo che accettare ancora una volta che a vincere sia il formalismo della legge, non la logica. Ma di formalismo in formalismo, stiamo tentando di adeguarci cercando una via legale per far ascoltare le nostre ragioni. E intanto continuiamo a lavorare alla nostra proposta di legge elettorale regionale. Da una parte la sentenza esprime perplessità per la mancanza nel testo di legge di un termine preciso, entro il quale le Regioni avrebbero dovuto recepire la norma nazionale. Nonostante questo, però, il giudice conclude che "non possa ritenersi immediatamente precettiva" la legge dello Stato 165 del 2004. Che prevede espressamente la "non immediata rieleggibilità allo scadere del secondo mandato consecutivo" del Presidente della Regione. Per il Tribunale di Bologna, questo principio già passato al varo del nostro Parlamento deve essere letto appunto solo come "principio generale" non vincolante, in attesa che sia l'Ente locale a legiferare con i tempi che ritiene opportuni. Intanto però, si badi bene, ciò può accadere solo in Emilia-Romagna, Lombardia e Molise, dove l'Ente non è ancora intervenuto. E guarda caso, in due regioni su tre la legge nazionale è stata bypassata. Per questo, fatto salvo il rispetto per la decisione del magistrato, continuiamo a valutare se ricorrere contro la sentenza.

Andrea Defranceschi - Giovanni Favia

soldi.jpgOvviamente quando c'è da alzarsi lo stipendio PDL e PD-L sono tutti concordi. La Giunta di Bellaria-Igea Marina, piccolo Comune sulla costa riminese, ha pensato bene di ritoccarsi le indennità. Come? Attraverso questa delibera dirigenziale [CLICCA QUI PER VEDERLA] dove si dice che le due riduzioni del 10% (L. 266/2005 e G.C. 191/2008) precedentemente applicate sono superabili perché tagliati su base volontaria. Insomma, essendo che i conti del Comune consentono di sostenere le spese... perché non farlo? Alla faccia della crisi e dei sacrifici chiesti a tutti noi!
Il sindaco (PDL) passerà da 3.098 € a 3.813 €, il Vice da da 1.704 € a 2.097 €, Assessori e Presidente del Consiglio da 1.394 € a 1.715 €. Ah, ovviamente il voto è stato un bel fragoroso SI all'unanimità...

chisiamo_rifiuti.jpgUn paio di giorni fa in Consiglio Comunale a Castenaso (Bologna, dove la Lista cinque stelle ha conquistato l'11,34% alle ultime Comunali, guadagnando due consiglieri, Nunzio Diana e Piergiorgio Calà) è stata approvata la nostra mozione sulla riduzione dei rifiuti, anche se con qualche modifica. Essa prevede:

* Abolizione di piatti, bicchieri, posate usa e getta dalle mense scolastiche, sostituendoli con stoviglie lavabili, riutilizzabili o al limite biodegradabili
* Abolizione dell'acqua in bottiglia dalle mense scolastiche e all'interno degli uffici comunali
* Raccolta differenziata nelle scuole e negli uffici pubblici
* Stipula di accordi con la grande distribuzione per destinare alimentari invenduti ma ancora largamente commestibili a o.n.l.u.s. o società caritative
* Patrocinio da parte del Comune a sagre o feste solo se esse prevedono il NON utilizzo di stoviglie in plastica usa e getta
* Valutazione di un'eventuale fornitura dei pannolini lavabili alle famiglie in carico ai servizi sociali

Ebbene, il succo della nostra mozione è stato colto dalla Giunta, anche se non siamo riusciti a far introdurre subito, neppure in via sperimentale, i pannolini lavabili negli asili, a causa di molti pregiudizi e poca informazione. Peccato perché in molti comuni, come Sasso Marconi e Casalecchio, (per non citare sempre il solito Alto-Adige, che fa venire l'orticaria ai nostri amministratori) sono stati già introdotti, e con successo, da molto tempo. Chi ci amministra pensa invece che non sia igienico e che sia necessario addirittura chiedere che venga eseguito uno studio da parte dell'AUSL circa la sterilizzazione dei pannolini lavabili...Non sarebbe meglio acquisire i dati a disposizione e informare le famiglie dei vantaggi, presenti e futuri, di soluzioni di questo genere? Molto spesso sentiamo ripetere che le persone non capirebbero, opporrebbero resistenza, non sarebbero d'accordo: ma perché chiedere? Informare? Coinvolgere? Parliamo delle nostre vite e del futuro dei nostri figli. Castenaso ha sprecato un'opportunità: dimostrare di essere "avanti"... o semplicemente, al passo con i tempi. Meglio di niente.

Comunque sia, è solo l'inizio. I prossimi passi, già anticipati in Consiglio dal nostro Nunzio Diana, saranno l'inserimento dei distributori alla spina nei supermercati e la raccolta differenziata porta a porta, pagando la tariffa sui rifiuti solo in base alla effettiva produzione di indifferenziato. Ma, anche in questo caso, abbiamo già ricevuto un ulteriore assaggio della "prudenza" dei nostri amminitratori, che hanno chiesto direttamente a Hera un parere sulla raccolta porta a porta,... Inutile dire che interpellare la multiutility sia stato un segnale di debolezza e un errore, dato che lei guadagna soprattutto dal bruciare l'indifferenziato! Sono già 1500 i comuni che fanno il porta a porta e tutti con percentuali di differenziata superiore al 70%: sarebbe bastato chiedere agli assessori di Sasso Marconi o di Monte San Pietro...e cominciare a lavorare per introdurla a Castenaso...ma a noi piace fare da soli.

Concretezza e buon senso, così si cambia (con le piccole cose, come quelle inserite da noi nella mozione appena approvata) la vita dei cittadini.

148924-acqua.jpgCon riferimento alla nota del presidente del consiglio comunale Francesco Colaiacovo, in merito alla petizione del Comitato Acqua Pubblica, desidero precisare che in Commissione non giace una sola richiesta di modifica dello statuto, come da lui dichiarato, bensì due.

Il gruppo consiliare Progetto per Ferrara, Movimento 5 Stelle, da mesi ha depositato la propria proposta di modifica che recita: "Il Comune riconosce l'acqua quale patrimonio dell'umanità, bene comune, diritto inalienabile di ogni essere vivente. Il servizio idrico integrato è di interesse generale e privo di rilevanza economica. La proprietà delle infrastrutture e delle reti del servizio idrico integrato è pubblica e inalienabile. La gestione del servizio idrico integrato è effettuata esclusivamente da soggetti interamente pubblici."

A parte l'omissione, spero involontaria, dell'esistenza di tale proposta Ppf da parte del presidente Colaiacovo, preme qui rilevare che l'inserimento nello statuto del Comune della "non rilevanza economica del servizio idrico", così come deliberato dal consiglio straordinario sul laboratorio di Pontelagoscuro, non appare sufficiente a garantire la gestione pubblica dell'acqua. La rilevanza economica del servizio idrico integrato, infatti, è sancita dalla legge nazionale 133/08 e da quella regionale 10/08. Pertanto una affermazione di principio, pur sacrosanta, ma in contrasto con il contesto normativo vigente, sembra non poter mettere al riparo da future privatizzazioni dell'acqua.

Se davvero si vuole la gestione pubblica dell'acqua, occorre inserire nello statuto una formulazione che vada oltre la non rilevanza economica del servizio idrico e stabilisca, come nell'ultima frase della nostra proposta, che la gestione del servizio idrico integrato sia effettuata esclusivamente da soggetti interamente pubblici.

Valentino Tavolazzi
Consigliere comunale Progetto per Ferrara
Movimento 5 Stelle

Il MoVimento 5 Stelle Modena e Provincia invita ufficialmente Sindaci ed Assessori all'Ambiente dei comuni della provincia di Modena a partecipare alla visita al centro di riciclo di Vedelago organizzata dal nostro MoVimento. Ecco il comunicato inviato per email.

Oggetto: Invito visita al centro riciclo rifiuti di Vedelago

Con la presente il movimento 5 stelle di Modena e provincia invita Sindaci e Assessori all'Ambiente di tutti i comuni di Modena e provincia alla visita organizzata presso il centro riciclo rifiuti di Vedelago (www.centroriciclo.com), che dal 1999 gestisce un impianto di selezione manuale di rifiuti ai fini del recupero dei materiali utili al riciclaggio, con un bacino di utenza di circa 1.150.000 abitanti ed un recupero dei rifiuti che si aggira al 99%.

L'iniziativa in oggetto si svolgerà nella giornata di sabato 23 ottobre, andata e ritorno saranno a mezzo pullman che partirà da Modena (Largo dei Torrazzi) ritrovo alle 07.45.
Indicativamente il programma della giornata prevederà la proiezione di audiovisivi nella mattinata e visita all'interno dello stabilimento nel primo pomeriggio.
Ulteriori dettagli verranno forniti appena disponibili.
Data l'importanza del tema affrontato ed indipendentemente dalle appartenenze politiche, invitiamo i Sindaci e gli Assessori impossibilitati a partecipare, a delegare eventuali altri componenti della giunta che possano riportare quanto appreso durante la visita.
Augurandoci che in futuro una soluzione analoga al centro di riciclo di Vedelago venga attivata anche nella nostra provincia.

Per esigenze organizzative chiediamo cortesemente di confermarci la Vostra gradita presenza entro venerdì 8 ottobre

Contattare direttamente i responsabili dell'iniziativa all'indirizzo redazione@modena5stelle.it o al numero ***-******* per ulteriori informazioni e/o prenotazioni.

Distinti Saluti

Movimento 5 Stelle Modena e Provincia

SE VUOI PARTECIPARE LASCIA IL TUO NOMINATIVO
http://www.doodle.com/82qmb2syq666284d

PROGRAMMA
07.15 - Partenza da Medolla, via dell'Artigianato
08:00 - Partenza da Modena, Largo dei Torrazzi
09:30 - Sosta in Autogrill
11:00 - Arrivo a Vedelago e visita allo stabilimento.
13:00 - Pranzo
14:00 - Partenza per Modena
17:00 - Arrivo a Modena

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