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MoVimento 5 Stelle

Novembre 2010

fabbricairregolare.jpgPerché nessuno possa dire che non sapeva.
Perché se qualcuno si girerà dall'altra parte, lo farà con cognizione di causa.
Per non limitarci a "fare il compito", ma per provare a fermare la piaga dell'economia sommersa che strozza quella legale.
Nel volgere di pochi anni imprenditori spregiudicati, che calpestano in ogni modo il diritto del lavoro, hanno portato alla chiusura di decine di aziende sul territorio emiliano-romagnolo. Ditte i cui dirigenti avevano la sola "colpa" di rigettare l'idea che, per continuare a ad essere competitivi, i propri dipendenti dovessero lavorare oltre gli orari stabiliti ed essere sottopagati. Il rispetto dei diritti e il contrasto dell'illegalità è l'essenza della convivenza civile. Perchè, allora, Forze dell'ordine e istituzioni non agiscono in modo incisivo sulla lotta all'illegalità nelle fabbriche? Solo con un'azione collettiva di forze dell'ordine, enti locali e associazioni di categoria si può riuscire a sconfiggere questo sistema di illegalit à diffusa. Partendo da questa riflessione assieme alla Consigliera comunale di DestinAzione Forlì Raffaella Pirini abbiamo inviato a Sindaci, Prefetti, forze dell'ordine, associazioni di categoria, sindacati e ispettorati del lavoro dell'Emilia-Romagna, nonché al Ministero per lo Sviluppo Economico, un'interrogazione in Regione e un documento di accompagnamento che ne illustra la finalità (cliccate sui nomi per visualizzare i documenti). Il tema: un sollecito a tutti i soggetti chiamati in causa ad azioni concrete per combattere la concorrenza sleale da parte di imprese che sono illegali, perchè sfruttano manodopera in nero con costi pari a un quinto degli stipendi normali, e senza orari di lavoro. L'esempio tipico di ciò che questo impiego spregiudicato della manodopera ha prodotto è la crisi del settore del mobile imbottito a Forlì. In quella zona sono almeno sessanta gli imprenditori locali del settore che sono stati costretti a chiudere i battenti perchè non reggevano la concorrenza di contoterzisti sleali. Artigiani molto spesso di nazionalità cinese che sfruttano i connazionali per una manciata di euro. È importante quindi (e soprattutto ora che è iniziato il processo "divanopoli" presso il Tibunale di Forlì-Cesena che vede coinvolti diversi imprenditori forlivesi e cinesi), che le istituzioni aiutino le aziende della nostre regione a superare la crisi anche combattendo l'illegalità nei capannoni e la concorrenza sleale. Noi, dalla nostra posizione, non smetteremo di denunciare ciò che è sotto gli occhi di tutti giorno dopo giorno. Stiamo facendo, con l'inoltro dell'interrogazione presentata e del documento di accompagnamento, qualcosa che nessun altro aveva fatto prima, cioè di non trincerarsi dietro al fatto di aver presentato un semplice documento in Regione. Come Movimento 5 Stelle abbiamo deciso di rimboccarci le maniche e di agire per quanto è nelle nostre possibilità fare, senza delegare ad altri.

Frattanto, proprio questa mattina, ci è giunta la risposta della Giunta Errani, a firma dell'Assessore Muzzarelli: come sempre, sembra che la regione stia facendo il massimo. Non ne siamo convinti, stante la situazione. Muzzarelli si dice comunque pronto ad accogliere alcune nostre indicazioni. Ci sembra un passo nella giusta direzione.
LEGGI LA RISPOSTA

Minerbio, provincia di Bologna.
I nostri amici del blog "Minerbio e la voce del cittadino" (http://minerbioeilcittadino.blogspot.com/), che si battono continuamente per il diritto dei disabili a non vedersi limitati dall'ignoranza e dalla trascuratezza le proprie opportunità di mobilità e di vita, hanno realizzato questo interessante video di denuncia. Con loro, Nikilnero.

Oggetto 813 - Interrogazione del consigliere Defanceschi, a risposta scritta, circa la rimozione delle barriere architettoniche:


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circo-animali.jpgUn mese fa il Consiglio comunale di San Lazzaro di Savena, nel Bolognese, ha approvato un regolamento che vieta la sosta ai circhi con animali esotici e a rischio estinzione. Perchè la Regione non si impegna a convincere anche gli altri Enti a farlo? Questo l'obiettivo cui punta l'ultima Risoluzione depositata da Capogruppo e consigliere del Movimento 5 Stelle in Regione, Andrea Defranceschi e Giovanni Favia. La risoluzione, che verrà discussa in una delle prossime sedute dell'Assemblea legislativa, chiede che il parlamentino di viale Aldo Moro lavori per impegnare Giunta e assessore competente "ad attivarsi affinchè tutte le competenti istituzioni comunali presenti sul territorio emiliano- romagnolo provvedano a dotarsi di appositi regolamenti" e, soprattutto, "facciano divieto alla sosta nel territorio regionale di circhi e mostre viaggianti con esemplari delle seguenti specie al seguito: primati, delfini, lupi, orsi, grandi felini, foche, elefanti, rinoceronti, ippopotami, giraffe, rapaci diurni e notturni". Il tutto, ricordano Defranceschi e Favia nella risoluzione, anche alla luce di una delibera di Giunta datata 2007, dove si raccomanda che, "nell'ambito dell'attività circense, in futuro non vengano più detenute le specie in via di estinzione o il cui modello gestionale non è compatibile con la detenzione in una struttura mobile". Nello stesso anno, ricostruiscono i consiglieri regionali a cinque stelle, la Regione aveva recepito le linee guida d'indirizzo della Commissione scientifica CITES (Commissione scientifica per l'applicazione della Convenzione sul commercio internazionale delle specie animali e vegetali in via di estinzione). Un documento in cui, sul mantenimento di animali in circhi e mostre itineranti, si sottolineava che "...le indicazioni inerenti i requisiti minimi non devono essere considerate come una giustificazione o invito a mantenere determinate specie nei circhi". Perchè, allora, non fare proprio il buon esempio del Comune dell'hinterland bolognese avviando una battaglia a tappeto di sensibilizzazione?

Risoluzione proposta dai consiglieri Defranceschi e Favia per impegnare la Giunta a porre in essere azioni volte a contrastare, dal punto di vista normativo, l'utilizzo di varie specie animali nell'ambito dei circhi e delle mostre viaggianti (documento in data 16 11 10):

Le Università sono in rivolta, le occupazioni degli atenei e le azioni dimostrative che vanno dalla torre di Pisa alla Specola Patavina sono iniziate. I due motivi principali sono il DDL Gelmini attualmente in discussione alla Camera e il taglio del Fondo per il Finanziamento Ordinario delle Università. L'FFO costituisce la principale fonte di entrata per le Università statali seguita solo dalle somme pagate dagli studenti sotto forma di tasse e contributi.
Per la prima volta nel 2010, e a seguire sempre più nei prossimi anni, questo fondo subirà una progressiva e sostanziosa diminuzione: 279 milioni di euro solo nel 2010, i tagli futuri annunciati ammonteranno a 1 miliardo e 355 milioni nel 2011 e saliranno a 1 miliardo e 433 milioni nel 2012. Per compensare questa diminuzione è già in atto un aumento delle tasse universitarie che va dal 10% al 50% rispetto allo scorso anno e minaccia di salire ancora nei prossimi anni. Se consideriamo che esiste già ora un divario sociale dei giovani laureati, in quanto meno del 10% proviene da classi sociali deboli, questa politica di governo di tagli rischia di peggiorare ulteriormente la situazione.
All'opinione pubblica il DDL Gelmini viene spesso presentato dal Governo come un attacco ai privilegi e una riduzione del potere della baronia universitaria ma, in realtà, l'eliminazione del ruolo di ricercatore a tempo indeterminato e la spinta alla precarizzazione avranno opposto. Infatti con il DDL aumenterà a dismisura l'influenza dei baroni sulle schiere dei precari che aumenteranno sempre più.
Questi tagli all'Università pubblica mascherano quello che è il reale obiettivo del Governo, cioè la riduzione della spesa pubblica. Le voci di spesa da considerare per prime per ottenere questo obiettivo sono invece da ricercare negli enormi costi della Politica italiana. Basta un dato della Corte dei Conti sulle varie tornate elettorali (politiche, regionali e europee). A fronte di spese dimostrate di 579 milioni di euro, dal 1994 al 2008 i partiti si sono spartiti ben 2,25 miliardi di euro, con un utile di 1,67 miliardi. Quest'anno i rimborsi ai partiti per le Regionali sono ammontati a 502 milioni. A questi vanno aggiunti i costi chiamiamoli "indiretti" come ad esempio 297 milioni all'anno per le auto blu, gli stipendi d'oro e le cariche "multiple". Senza contare che il numero di deputati in Italia rispetto alla popolazione è molto più alto che negli altri stati Europei.
Il MoVimento 5 Stelle è l'unico sulla retta via, da prendere ad esempio: riduzione degli stipendi e abolizione dei rimborsi elettorali ai quali ha rinunciato (1.7 milioni di euro) in rispetto alla volontà dei cittadini che nel 1993 votarono per l'abolizione del finanziamento pubblico ai partiti.

Laura Treu, ricercatrice universitaria

russi-aeroporto.jpgIn Regione è stato siglato un accordo secondo il quale gli aeroporti di Forlì e di Rimini dovranno presentare un piano industriale condiviso entro breve tempo per "accorpare" le proprie attività. Una fusione, per ora soltanto virtuale, già benedetta a destra e a manca. Ci domandiamo però quale folle imprenditore accetterà di accollarsi la gestione di un doppio carrozzone, in cui ogni struttura è duplicata inutilmente - dalle piste, agli uffici - per colpa delle passate logiche campanilistiche. Il Fellini e il Ridolfi distano infatti appena sessanta chilometri. Secondo noi quest'operazione non farà altro che procrastinare le sorti di un inutile baraccone, in cui tutti litigano (a partire dalle compagnie aeree che di settimana in settimana si spostano da uno scalo all'altro. Invece di plaudere all'operazione, la Regione dovrebbe piuttosto iniziare da subito a riflettere sulle so rti delle migliaia di dipendenti dello scalo di Forlì. Che a breve potrebbero trovarsi nelle stesse condizioni in cui si erano trovati i lavoratori di Alitalia.

Foto-copertina-Tra-la-via-emilia-e-il-clan-1.pngBOLOGNA - Con il voto favorevole dei consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle è stata approvata la legge regionale presentata dalla giunta e già emendata con successo in commissione, relativa alle "Disposizioni per la promozione della legalità e della semplificazione nel settore edile e delle costruzioni a committenza pubblica e privata". L'argomento, la legalità e la lotta alle infiltrazioni criminali nella nostra economia, era ed è di fondamentale importanza oltre che di stretta attualità. Da tre anni denunciamo con forza le infiltrazioni di camorra, n'drangheta e mafia nella nostra economia. Per questo il Movimento 5 Stelle ha lavorato sin dai primi di maggio quando fummo i primi ad avanzare proposte in tema di edilizia, trasporti e trasparenza sugli appalti. Abbiamo poi contrinuito a migliorare in Commissione la proposta di giunta che in prima battuta era stata bocciata dalle associazioni di categoria e non solo. Pensavamo di dare un ulteriore forte messaggio
Oggi pero' in aula abbiamo assisisto da parte di Pd, Idv, Sel, Prc così come di Pdl e Lega ad un atteggiamento fazioso ed irresponsabile su decine di nostri emendamenti, tutti bocciati, che avrebbero reso ancora piu' efficace il testo. Abbiamo presentato ben 21 emendamenti studiati per settimane e non certo per fare "clamore".

Singolare vedere esponenti della maggioranza come l'assessore Muzzarelli (Pd) oppure i consiglieri Barbati (Idv) e Donini (Prc-Sinistra) dichiarare "siamo d'accordo ma non è il contesto giusto proporli in questa legge quindi votiamo contro". Per Pdl e Lega non stiamo a spendere nemmeno una parola. Non sono mai intervenuti nel merito nel dibattito se non risvegliati da sterili boutade.

Eppure stavamo parlando di emendamenti migliorativi che aggiungevano iniziative utili, ispirati da iniziative simili presentate da altri rappresentanti del Pd come il senatore Lumia o Luigi Pennati in Lombardia già approvati in altre Regioni, o che hanno preso spunto dall'operato di magistrati come Pierluigi Davigo o come il pm di Forlì De Vizio in tema di lotta alle aziende illegali nel settore del mobile imbottito. Altre proposte hanno raccolto tesi di dominio pubblico ed incontri con esperti del settore come il professor Ivan Cicconi, oppure da suggerimenti arrivati da associazioni come La Casa della Legalità Onlus di Christian Abbondanza o come Cna, Confartigianato, Camere di Commercio.

Cosa proponevano i nostri emendamenti bocciati in aula da Pd, Idv, Sel, Prc, Pdl e Lega, Udc ?

Di migliorare ancora di piu' la legge votata anche dal Movimento 5 Stelle con iniziative di formazione alla legalità nelle scuole ed università,di far sì che la Regione si costituisse parte civile contro le associazioni criminali e reati connessi eseguiti da funzionari pubblici come i reati di corruzione, il conto corrente dedicato di ogni singolo appalto per la tracciabilità dei flussi finanziari, gli appalti online (come accade nel Comune di Reggio) diffusi su tutto il territorio con banche dati uniche incrociando tutte le informazioni, l'istituzione annuale di una settimana della legalità con iniziative dedicate alle vittime di mafia, iniziative tese a premiare sempre di piu' le imprese virtuose con un "bollino di qualità" (come avviene già a Padova e Novara) per le aziende che si distinguono per la loro storia di legalità e rispetto dei diritti dei lavoratori, inserire le associazioni antimafia nella consulta regionale che si occupa di legalità etc etc

Ora il Movimento 5 Stelle che pure ha contribuito a migliorare questa legge, non si accontenterà e nei prossimi giorni presenterà un disegno di legge ad hoc su tutte le proposte bocciate in aula. Evidentemente i partiti preferiscono la legiferazione selvaggia rispetto la politica dei testi unici, alla faccia della semplificazione!.

Vedremo concretamente visto che oggi si sono arrampicati sugli specchi per non votare i nostri emendamenti, se saranno coerenti con quanto affermato e come voteranno di fronte alla nostra proposta di legge dedicata. Noi lo siamo stati e sempre lo saremo, perchè la lotta alla criminalità organizzata non puo' essere oggetto di scorribande partitiche.

Giovanni Favia
consigliere regionale
Movimento 5 Stelle-Beppegrillo.it


Ultima tappa a Bologna

assemblee.jpgAbbiamo sempre detto gli eletti del MoVimento 5 Stelle sarebbero stati dei portavoce dei cittadini nelle istituzioni, assumendosi la responsabilità dell'attuazione del programma partecipato.

Mercoledì sera (ore 20.30!) ultimo appuntamento del tour provinciale che - dopo l'esordio a Rimini e le serate di Modena, Piacenza, Parma, Forlì, Reggio Emilia, Ravenna, Ferrara - ci ha porterà a presentarci davanti ai cittadini nelle nove province emiliano-romagnole.

E' finalmente arrivato il turno di Bologna.


MERCOLEDI' 24 NOVEMBRE

ore 20.30

SALA CENTO FIORI, VIA GORKY, 16 BOLOGNA

Dalle 20,30 si procederà alla registrazione dei partecipanti, successivamente i consiglieri presenteranno la propria relazione al termine della quale si potrà votare e porre domande sul mandato in Regione.

Nell'occasione i nostri consiglieri Andrea Defranceschi e Giovanni Favia faranno un bilancio politico ed economico dei primi sei mesi del loro mandato in Regione presentandosi dimissionari davanti ai loro elettori.

Al termine della relazione tutti coloro i quali si saranno registrati, dichiarandosi elettori e sostenitori del Movimento 5 Stelle, potranno votare SI per confermare nelle proprie funzioni (per altri 6 mesi) Andrea e Giovanni, NO per esigere le loro dimissioni se non saranno soddisfatti del loro operato.


Vi aspettiamo tutti mercoledì sera a Bologna. Non mancate!

Anche sei impossibilitato a venire, diffondi l'evento su Facebook (QUI)e passa parola tra i tuoi amici e conoscenti che come noi credono che si debba ridare al cittadino il ruolo di protagonista che gli spetta.


Il futuro e' nelle Vostre mani! Vi aspettiamo!

Come raggiungerci:

In auto: Uscita 6 della tangenziale, percorrere via Shakespeare e poi girare in Via Colombarola, via Corticella e infine Via Gorkj.

Link Mappa (http://maps.google.it/maps?q=via+gorki+16+bologna&oe=utf-8&client=firefox-a&ie=UTF8&hl=it&hq=&hnear=Via+Massimo+Gorki,+40128+Bologna,+Emilia+Romagna&ll=44.546212,11.358415&spn=0.004083,0.009645&t=h&z=17)


In autobus:
Linea 27A, fermata Corticella
(qui la tabella oraria del bus)

energia_biomassa.jpgIl fatto che la Regione Emilia-Romagna riconosca l'organizzazione di produttori di agroenergetico è un segnale preoccupante perché si sta stravolgendo il concetto originario stesso di agroenergia. La produzione di elettricità attraverso la combustione di biomasse dovrebbe essere un corollario all'attività di coltivazione di alimenti, una maniera intelligente per riutilizzare gli scarti. Invece ora è in corso lo svilimento del ruolo stesso dell'agricoltore, ridotto a tassello di un ciclo energetico a somma negativa. E' criminale pensare di sottrarre terreni alla coltivazione di prodotti alimentari per far crescere piante al solo scopo di bruciarle. La Regione sembra daltonica nel confondere il verde con il grigio.


Giovanni Favia

Il sito di Agroenergia

microeolico1.jpgLa Regione Emilia Romagna valuti la produzione di energia eolica da micro-impianti installati sui piloni degli impianti sciisitci del nostro Appennino: pensiamo alle stazioni modenesi dal comprensorio del Cimone a Lama Mocogno, di quelle bolognesi di Corno alle Scale, nel reggiano a Cerreto Laghi, Febbio ed il Ventasso, così come nel parmense Schia e Prato Spilla". Lo sostiene Andrea Defranceschi, capogruppo in Regione Emilia-Romagna del Movimento 5 Stelle, che ha presentato una interrogazione alla Giunta su un tema già parte del programma presentato agli elettori nel marzo 2010. "La tecnologia micro-eolica permette di generare energia elettrica su piccola e media scala senza grandi impatti ambientali - spiega il consigliere -: parliamo di pale di uno-due metri facili da installare e a ridotto impatto paesaggistico". Molto spesso invece, ricorda Defranceschi nell'interrogazione, "sui crinali del nostro Appennino vengono proposti da parte di società private progetti di generatori eolici che risultano impattanti per l'ambiente ed il paesaggio". Ora, "diversi piloni di impianti sciistici, in uso o dismessi, così come i rifugi di stazioni turistiche, potrebbero diventare la base sulla quale installare con estrema facilità impianti micro-eolici a servizio delle stazioni o dei rifiugi stessi. Sistemi utili per produrre energia elettrica da fonte rinnovabile da immettere in rete". Per questo, continua il capogruppo in Regione del Movimento 5 Stelle, "nell'ottica di promuovere sempre di più la produzione su piccola e media scala di energia da fonti rinnovabili, chiediamo innanzitutto alla Regione di realizzare uno studio su tutto il crinale appenninico partendo dalle diverse stazioni turistiche, per vedere in quali punti è possibile montare tali installazioni su pali di impianti sciistici (seggiovie, skilift) e rifugi di alta montagna". "Nel caso lo studio dimostri la realizzabilità di tali progetti - conclude Defranceschi - chiediamo di prevedere allora incentivi regionali a favore di chi installerà tali generatori micro-eolici. Ricordiamo che la Regione ha da poco finanziato con 40.000 euro uno studio sull'efficienza energetica degli impianti sciistici: questa nostra proposta si muove nel segno di dirigere ulteriormente l'economia dell'Appennino emiliano verso la sostenibilità". Ogg. 759 - Interrogazione del consigliere Defranceschi, a risposta scritta, circa la possibilità di installare impianti eolici utilizzando impianti sciistici e rifugi di alta montagna:

asilo nido.jpgIl Comune di Bologna si avvia verso una massiccia privatizzazione del settore educativo e scolastico, per colpa dei tagli da Roma e di una ripartizione di spesa rivedibile, ad un aumento delle rette degli asili e al peggioramento - di contro - della qualità dei servizi. É in atto, e domattina ci sarà una manifestazione davanti al Teatro Testoni, un'importante mobilitazione dei sindacati e delle famiglie per tutelare i diritti dei lavoratori precari e quelli di genitori e bimbi. E la Regione che fa per salvaguardare il sistema del welfare felsineo, noto da sempre per la quantità e qualità dei servizi alla persona? Per saperlo abbiamo presentato un'interrogazione d'attualità a risposta immediata in aula: martedì 23 sapremo quindi cosa intenda fare la Regione per evitare, come sembra, che Palazzo d'Accursio si accinga a ridurre gli orari di apertura degli asili nido d'infanzia, e ad introdurre la tassa di iscrizione, aggravando così la situazione finanziaria delle famiglie, già resa pesante per effetto della crisi economica ed occupazionale. Inoltre, molti lavoratori precari del settore non vedranno rinnovato il proprio contratto dopo aver prestato servizio negli asili per diversi anni. Cosa intende fare in questo contesto la Giunta di viale Aldo Moro?

Ogg. 771 - Interrogazione dei consiglieri Favia e Defranceschi, a risposta immediata in Aula, circa la salvaguardia del sistema del welfare del Comune di Bologna, a fronte della riduzione delle risorse apportata dal Governo:
- pdf
- iter

staveco.jpegAncora una volta i cittadini bolognesi si vedono calare sulla testa una decisione importantissima per il patrimonio della città senza aver avuto voce in capitolo. L'amministrazione cittadina, in epoca di commissariamento, ha pensato bene che - per fare cassa - si debbano vendere al miglior offerente le ex aree militari. E' un fatto gravissimo; aggravato dal silenzio assordante delle forze politiche attorno a questa decisione. Noi crediamo che i laboratori di urbanistica partecipata per la città debbano essere a monte del processo decisionale, e non a valle come successo in passato. Negli anni scorsi s'è fatta poca partecipazione concreta e molto marketing. Alle persone veniva lasciata la "libertà" di decidere dove mettere una panchina, o che tipo di albero impiantare. Ma la visione globale della città era loro preclusa. La cosa che preoccupa è il completo silenzio da parte dei partiti politici. Nessuno ha niente incontrario a questo impoverimento collettivo? Chi tace acconsente, deduciamo quindi che i partiti siano d'accordo. D'altronde sono tutti troppo occupati a parlare di nomi invece di lavorare per presentare ai cittadini un progetto innovativo per Bologna. Un progetto di cui invece la città avrebbe disperatamente bisogno.
Giovanni Favia

immigrati-ospedale.jpgFra i cascami del demagogico e razzista "pacchetto sicurezza" del 2009, che ha seminato molta insicurezza fra le persone straniere ma non ha accresciuto di una virgola il senso di sicurezza per gli italiani, c'era il rischio che le persone non in regola con il permesso di soggiorno, smettessero di recarsi al Pronto Soccorso per paura di essere identificate e segnalate alla questura come "clandestini".

La conseguenza prima di questa genialata era di mettere a rischio la salute e la vita di migliaia di persone, non in regola dal punto di vista "formale", ma ampiamente "usate" dal nostro sistema produttivo.
La seconda conseguenza era ed è una diminuzione della vigilanza sanitaria su patologie anche gravi e trasmissibili, quindi un danno a tutta la collettività.

Nonostante le comunicazioni che si sono succedute e l'impegno di tanti sanitari ad informare le persone straniere che non c'era e non c'è nessun obbligo di legge relativo all'identificazione di clandestini da parte del personale sanitario, l'aumento della diffidenza verso le strutture sanitarie da parte delle persone senza permesso di soggiorno è un dato reale.

A questo proposito, il cartello esposto presso il Pronto Soccorso di Carpi, che recita " all'attenzione di tutti gli utenti del pronto soccorso - Al momento dell'accettazione da parte del personale infermieristico verrà richiesta l'esibizione di un documento identificativo valido e tessera sanitaria con codice fiscale. Grazie per la collaborazione " rischia di aggravare questa situazione.

Siamo convinti che non sia nella volontà della Direzione Sanitaria assumere comportamenti discriminatori o lesivi del diritto di cura che spetta a tutte le persone, ma quel cartello rischia di suonare minatorio per le persone non in possesso di permesso di soggiorno, che potrebbero rinunciare a rivolgersi alla struttura pur essendo minacciate da un grave rischio per la loro salute e di chi gli sta intorno.
Per questi motivi, abbiamo depositato oggi un odg, per riprendere il dibattito pubblico sugli effetti reali del delirio sicuritario imposto dalla Lega e dalla destra italiana con quella legge e per invitare la direzione sanitaria a rimuovere quel cartello dal Pronto Soccorso.

Lorenzo Paluan
Gruppo Consiliare
Lista Civica Carpi a 5 Stelle beppegrillo.it


Ecco la mozione in oggetto

Carpi, 16/11/10
Oggetto : Proposta di mozione per la richiesta alla Direzione Sanitaria di rimozione della comunicazione apposta in bacheca riguardante l'identificazione delle persone necessitanti di cure

Vista la comunicazione presente nella bacheca del pronto soccorso dell'ospedale di Carpi che contiene il seguente testo : " all'attenzione di tutti gli utenti del pronto soccorso - Al momento dell'accettazione da parte del personale infermieristico verrà richiesta l'esibizione di un documento identificativo valido e tessera sanitaria con codice fiscale. Grazie per la collaborazione "

Considerato che tale comunicato potrebbe indurre cittadini/e che non fossero in possesso di tale documentazione a non servirsi del servizio di pronto soccorso anche in presenza di gravi patologie, per la paura di conseguenze giudiziarie derivanti dalla propria condizione

Considerato che questa conseguenza è in contrasto non solo col principio di umanità ma anche con la natura stessa del servizio sanitario e della professione medica (giuramento di Ippocrate)

Ritenuto anche che la direzione sanitaria abbia permesso l'affissione del comunicato non valutando pienamente le possibili conseguenze che ne potrebbero derivare e quindi senza la volontà esplicita di produrre le suddette conseguenze

IL CONSIGLIO COMUNALE DI CARPI

Invita la direzione sanitaria dell'Ospedale di Carpi a rimuovere il comunicato in oggetto.

Soldi-igienici.jpgVa riconosciuto all'Assessore al bilancio del Comune di Ferrara uscente Roberto Polastri di aver operato in un periodo di restrizione della finanza pubblica e di aver agito, obtorto collo, per il contenimento della spesa corrente. Punto.

Sono invece del tutto immotivati gli auto-elogi apparsi sulla stampa, per aver lasciato il bilancio in ordine, con un debito identico a quello ereditato sei anni fa. La verità è un'altra. Quella di Polastri è stata una amministrazione ordinaria, che non ha inciso sui fondamentali del bilancio (debito, niente affatto ridotto, e struttura della spesa). I dati divulgati dall'assessore sono parziali, selezionati pro domo sua ed inducono in errore i lettori. La dichiarazione di Polastri "Ho ereditato un debito di 149,7 milioni e lascerò al mio successore un debito di 149,5 milioni" è semplicemente una bufala. Egli non menziona il fatto che nel 2005 sono stati estinti 34,5 milioni di euro e 4 milioni nel 2006, a seguito dell'incasso della vendita di Agea.

Il suo racconto assumerebbe tutt'altra sostanza e porterebbe a conclusioni meno gloriose, se egli avesse citato, invece dei debiti al primo gennaio di ogni anno, quelli al 31/12, rendendo così trasparente l'effetto della svendita di Agea e del relativo incasso. Sarebbe emerso che in realtà la gestione Polastri ha prodotto un aumento del debito di oltre 32 milioni. Infatti alla fine del 2004, quando egli entrò in scena come Assessore al bilancio, il Comune aveva debiti residui per 106 milioni. Alla fine del 2009 essi ammontavano a 138,7 milioni ed il 2010 non porterà certo acqua la mulino di Polastri. E' sconcertante pertanto la parzialità e l'opacità con cui l'amministratore ha tracciato il bilancio del proprio operato.
Polastri ci lascia un'altra triste eredità, il derivato Dexia Crediop, ultima versione. Nel 2006 egli mise mano al prodotto finanziario con una mossa infelice, che, unitamente all'andamento dei tassi, ha prodotto perdite di esercizio a partire dal secondo semestre 2009. Nel 2010 il derivato costerà ai cittadini 1,1 milioni di euro e nel 2011 ben 730 mila euro (previsioni ufficiali del Comune). In questa vicenda va ricondotto a Polastri anche l'ostinato immobilismo riguardo alla chiusura del derivato e della relativa falla per le casse comunali.
Infine non va taciuto il suo atteggiamento inerte riguardo alla vendita delle azioni Hera, operazione che avrebbe potuto dare ossigeno al bilancio corrente, grazie alla riduzione degli ammortamenti derivante dalla estinzione di una parte del debito. Progetto per Ferrara fece inutilmente tale proposta, bocciata dal Pd ed alleati, nel marzo scorso con un emendamento al bilancio preventivo 2010.
La gestione Polastri dunque, dal nostro punto di vista, è stata infelice e di certo non improntata alla tutela degli interessi dei cittadini. Ma non avremmo sparato sulla croce rossa se l'assessore avesse rinunciato all'ingiustificata autocelebrazione.

Valentino Tavolazzi
Consigliere comunale Ppf
Movimento 5 Stelle

assemblee.jpgSabato pomeriggio (ore 16.00!) penultimo appuntamento del tour provinciale che - dopo l'esordio a Rimini e le serate di Modena, Piacenza, Parma, Forlì, Reggio Emilia, Ravenna - ci porterà a presentarci davanti ai cittadini nelle nove province emiliano-romagnole. E' arrivato il turno del ferrarese. L'appuntamento è


SABATO 13 NOVEMBRE
ore 16.00
CASA GIORGI CINI, VIA BOCCA CANALE DI SANTO STEFANO, 24 FERRARA


Nell'occasione i nostri consiglieri Andrea Defranceschi e Giovanni Favia presenteranno un bilancio politico ed economico dei primi sei mesi del loro mandato in Regione. I consiglieri rimetteranno il proprio mandato nelle mani dei cittadini. Al termine della relazione tutti coloro i quali si saranno registrati potranno votare SI per confermare nelle proprie funzioni (per altri 6 mesi) Andrea e Giovanni, NO per esigere le loro dimissioni. Il voto potrà essere disgiunto e non è previsto voto di astensione. L'esito della votazione di Ferrara si sommerà a quello di tutte le altre province per dare il risultato finale.

Vi aspettiamo tutti sabato pomeriggio a Ferrara: DIFFONDETE!


Come si svolgerà l'incontro provinciale

Calendario Tour Provinciale Andrea Defranceschi - Giovanni Favia

Quanto prendono (al netto) i Consiglieri Regionali dell'Emilia-Romagna

assemblee.jpgQuesta sera settimo appuntamento del tour provinciale che - dopo l'esordio a Rimini e le serate di Modena, Piacenza,Parma, Forlì e Reggio Emilia - ci porterà a presentarci davanti ai cittadini nelle nove province emiliano-romagnole. Oggi tocca al reggiano. L'appuntamento è


VENERDI' 12 NOVEMBRE
ore 21.00
Sala d' Attorre di Casa Melandri, Via Ponte Marino 2 - 48121 Ravenna


Nell'occasione i nostri consiglieri Andrea Defranceschi e Giovanni Favia presenteranno un bilancio politico ed economico dei primi sei mesi del loro mandato in Regione. I consiglieri rimetteranno il proprio mandato nelle mani dei cittadini. Al termine della relazione tutti coloro i quali si saranno registrati potranno votare SI per confermare nelle proprie funzioni (per altri 6 mesi) Andrea e Giovanni, NO per esigere le loro dimissioni. Il voto potrà essere disgiunto e non è previsto voto di astensione. L'esito della votazione di Ravenna si sommerà a quello di tutte le altre province per dare il risultato finale.

Vi aspettiamo tutti questa sera a Ravenna DIFFONDETE!


Come si svolgerà l'incontro provinciale

Calendario Tour Provinciale Andrea Defranceschi - Giovanni Favia

Quanto prendono (al netto) i Consiglieri Regionali dell'Emilia-Romagna

cava.jpgGià ci sono moltissime situazioni pericolose per l'ambiente, in questa regione. Perché andare a crearne di nuove? Sembrava proprio invece che il Comune di Villa Minozzo (RE) volesse infilarsi in un ginepraio di problemi, apportando una variante al PIAE (Piano Infraregione delle Attività Estrattive). L'idea era quella di costituire una cava di materiale lapideo in località Mulino del Porcile, sulle rive del fiume Secchia. Eppure quello dei Gessi Triassici è un SIC (Sito di Interesse Comunitario)! Com'è possibile che l'amministrazione ci passasse sopra? Alla faccia del consumo del territorio! Per fortuna abbiamo ricevuto diverse segnalazioni da attivisti di associazioni ambientaliste reggiane e modenesi, quindi siamo riusciti ad attivarci in fretta. Abbiamo approntato un'interrogazione, già depositata presso la Giunta Regionale, per chiedere che la costruzione di questa cava venga fermata ancor prima di cominciare, senza se e senza ma. Non si tratta solo di vincoli territoriali, ma di impatto ambientale: la cava avrebbe dovuto sorgere a circa 100 metri dall'alveo del fiume, e si prevedeva l'estrazione di 225.000 metri cubi di materiale (ammesso che si sia mai vista una cava che rispetti tali limiti): beh, avrebbero significato 20.000 viaggi di camion verso l'impianto di trasformazione, una decina di chilometri a nord. E tutto questo mentre la Regione professa di voler chiudere le estrazioni di ghiaia nelle aree fluviali, non solo a parole. Infatti c'è una Legge Regionale che regola le Attività Estrattive (art. 35/36 legge regionale 17 del 1991) che vieta espressamente le cave in aree protette.
Grazie alle segnalazioni di voi cittadini e alla nostra interrogazione... Il progetto è stato bloccato sul nascere! Ecco la risposta dell'Assessore che stoppa il progetto del Comune... Una piccola grande vittoria nata dai cittadini.

Cava Mulino.jpg

Da mesi denunciamo lo scandalo dell'ospedale di Cona, nel Ferrarese. E i magistrati ci stanno dando ragione. Il nostro video che faceva conoscere ai cittadini gli sprechi e l'inutilità della struttura (in costruzione ormai da secoli) risale a sei mesi fa. Ora, la notizia che la Procura di Ferrara sta lavorando ad un'inchiesta per truffa in concorso ai danni dell'Azienda ospedaliero-universitaria di Ferrara. Gli indagati -- concessionari, fornitori e subappaltatori dei lavori --, avrebbero indotto in errore l'ente pubblico realizzando parte delle opere in maniera non conforme al capitolato speciale d'appalto. In che modo? Secondo i pochissimi dettagli emersi, nell'avviso di garanzia si parlerebbe di «gravi errori» in fase di costruzione: dall'appoggio di travi ai puntelli per i bagni fino al collegamento di solai e vani scala. Seguiremo passo passo i lavori degli inquirenti: e, intanto, nei prossimi giorni i ferraresi riceveranno nelle loro buchette un nostro dossier di denuncia.

La nostra pubblicazione sul caso Cona/Sant'Anna in questi giorni in distribuzione nelle case dei ferraresi

Oggetto 733 - Risoluzione per impegnare la Giunta a porre in essere azioni volte al completamento del nuovo ospedale di Cona (FE) ed al mantenimento di servizi e reparti medici e diagnostici presso l'attuale ospedale Sant'Anna:
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assemblee.jpgQuesta sera sesto appuntamento del tour provinciale che - dopo l'esordio a Rimini e le serate di Modena, Piacenza,Parma e Forlì - ci porterà a presentarci davanti ai cittadini nelle nove province emiliano-romagnole. Oggi tocca al reggiano. L'appuntamento è


MERCOLEDI 10 NOVEMBRE
ore 21.00
Sala Meeting Hotel Ramada, Via Danubio, 7 - 41124 Reggio Emilia


Nell'occasione i nostri consiglieri Andrea Defranceschi e Giovanni Favia presenteranno un bilancio politico ed economico dei primi sei mesi del loro mandato in Regione. I consiglieri rimetteranno il proprio mandato nelle mani dei cittadini. Al termine della relazione tutti coloro i quali si saranno registrati potranno votare SI per confermare nelle proprie funzioni (per altri 6 mesi) Andrea e Giovanni, NO per esigere le loro dimissioni. Il voto potrà essere disgiunto e non è previsto voto di astensione. L'esito della votazione di Reggio Emilia si sommerà a quello di tutte le altre province per dare il risultato finale.

Vi aspettiamo tutti questa sera a Parma DIFFONDETE!


Come si svolgerà l'incontro provinciale

Calendario Tour Provinciale Andrea Defranceschi - Giovanni Favia

Quanto prendono (al netto) i Consiglieri Regionali dell'Emilia-Romagna

assemblee.jpgQuesta sera quinto appuntamento del tour provinciale che - dopo l'esordio a Rimini e le serate di Modena, Piacenza e Parma - ci porterà a presentarci davanti ai cittadini nelle nove province emiliano-romagnole. Tocca alla provincia di Forlì-Cesena. L'appuntamento è


MARTEDI 9 NOVEMBRE
ore 21.00
Sala Santa Caterina, Via Romanello 2 - Forlì


Nell'occasione i nostri consiglieri Andrea Defranceschi e Giovanni Favia presenteranno un bilancio politico ed economico dei primi sei mesi del loro mandato in Regione. I consiglieri rimetteranno il proprio mandato nelle mani dei cittadini. Al termine della relazione tutti coloro i quali si saranno registrati potranno votare SI per confermare nelle proprie funzioni (per altri 6 mesi) Andrea e Giovanni, NO per esigere le loro dimissioni. Il voto potrà essere disgiunto. L'esito della votazione di Forlì si sommerà a quello di tutte le altre province per dare il risultato finale.

Vi aspettiamo tutti questa sera a Parma DIFFONDETE!


Come si svolgerà l'incontro provinciale

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Quanto prendono (al netto) i Consiglieri Regionali dell'Emilia-Romagna

barbatimda2.jpgLiana Barbati ci segue con costanza. Ne siamo felici e apprendiamo che oggi ha depositato una interrogazione praticamente uguale a quella presentata pubblicamente da noi contro l'inceneritore di Parma ed i suoi costi la scorsa settimana. Una documento che ripete nei contenuti anche altre nostre interrogazioni ed atti depositati a luglio sul tema. Era già successo su altri argomenti: dai vitalizi, agli appalti online, alle società partecipate. Per noi non c'è problema, devono essere le idee a vincere e siamo felici che altri le condividano. Ma dal momento che il partito di Liana Barbati è in maggioranza in Regione ed in molti enti locali deve dare qualche spiegazione. Idv perché non vota contro in giunta ed in consiglio a piani che prevedono inceneritori : provincia di Parma e poi Modena, Ferrara, Bologna, Forli' Reggio Emilia. Idv è in maggioranza nella Provincia di Parma dove il presidente Bernazzoli e di partiti che lo sostengono hanno votato si all'inceneritore e dove ci risulta che l' assessore al bilancio Zannoni (Idv) non abbia mai proferito una parola contro questo impianto, nemmeno sui conti che non tornano.
La salute inoltre non va difesa solo a Parma ma in tutta la Regione e ci vuole serietà, coerenza e rigore politico. Altrimenti è solo propaganda politica per finire sul giornale e per Natale ci vedremo costretti a regalare a Liana Barbati una fotocopiatrice.

Giovanni Favia

Consigliere regionale

Movimento 5 Stelle-Beppegrillo.it

Oggetto 719 - Interrogazione del consigliere Favia, a risposta scritta, circa le tecniche alternative all'incenerimento per quanto riguarda il trattamento dei fanghi di depurazione:
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assemblee.jpgQuesta sera terzo appuntamento del tour provinciale che - dopo l'esordio a Rimini e le serata di Modena e Piacenza sul finire della scorsa settimana - ci porterà a presentarci davanti ai cittadini nelle nove province emiliano-romagnole. Tocca a Parma. L'appuntamento è


LUNEDI 8 NOVEMBRE
ore 21.00
Auditorium Toscanini, via Cuneo, 3 - Parma


Nell'occasione i nostri consiglieri Andrea Defranceschi e Giovanni Favia presenteranno un bilancio politico ed economico dei primi sei mesi del loro mandato in Regione. I consiglieri rimetteranno il proprio mandato nelle mani dei cittadini. Al termine della relazione tutti coloro i quali si saranno registrati potranno votare SI per confermare nelle proprie funzioni (per altri 6 mesi) Andrea e Giovanni, NO per esigere le loro dimissioni. Il voto potrà essere disgiunto. L'esito della votazione di Parma si sommerà a quello di tutte le altre province per dare il risultato finale.

Vi aspettiamo tutti questa sera a Parma DIFFONDETE!


Come si svolgerà l'incontro provinciale

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Quanto prendono (al netto) i Consiglieri Regionali dell'Emilia-Romagna

skype.jpgIn tempi di magra, perchè gettare una pioggia di euro in telefonate quando basterebbe installare Skype anche nei sette piani di uffici in viale Aldo Moro? Se lo chiede, con un'interrogazione alla Giunta regionale, il consigliere a 5 Stelle Giovanni Favia. Che all'amministrazione del presidente Vasco Errani domanda se non ritenga "utile e vantaggiosa, soprattutto economicamente, l'installazione e l'abilitazione dell'applicativo con le opzioni previste, a titolo non oneroso del sistema, su tutte le postazioni informatiche presenti" nei palazzoni dell'Ente Regione. Intanto, poi, perchè non lasciare alle strutture più "tecnologiche", come il nostro Gruppo consigliare, la possibilità di avviare "una sperimentazione dello strumento tecnologico a costo zero"? Il tutto a fronte di una scelta gestionale che, con ogni evidenza, di convenienza economica non è: come quella di utilizzare "un prodotto commerciale della famiglia Microsoft, usato ovviamente a titolo oneroso". Diverse, sottolinea Favia nella sua interrogazione, le esperienze positive dell'impiego di Skype in vari enti ed istituzioni pubblici della nostra regione. Senza dimenticare che, grazie al programma a costo zero, "è possibile usufruire, su postazione PC, anche dell'opzione "video conferenza". Infine, "non esistono allo stato impedimenti di carattere tecnico, come confermato da responsabili informatici sia interni che esterni. Perchè, allora, mentre aspettiamo i tagli esemplari ai benefici della casta annunciati dalla Giunta, non partire da qui?

Oggetto 659 - Interrogazione circa l'installazione dell'applicativo Skype sulle postazioni informatiche degli uffici della Regione.circa :
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assemblee.jpgQuesta sera terzo appuntamento del tour provinciale che - dopo l'esordio a Rimini e la serata di ieri a Modena - ci porterà a presentarci davanti ai cittadini nelle nove province emiliano-romagnole. Tocca a Piacenza. L'appuntamento è


VENERDI 5 NOVEMBRE
ore 21.00
Auditorium Sant'Ilario, via Garibaldi n. 17 - Piacenza

Nell'occasione i nostri consiglieri Andrea Defranceschi e Giovanni Favia presenteranno un bilancio politico ed economico dei primi sei mesi del loro mandato in Regione. I consiglieri rimetteranno il proprio mandato nelle mani dei cittadini. Al termine della relazione tutti coloro i quali si saranno registrati potranno votare SI per confermare nelle proprie funzioni (per altri 6 mesi) Andrea e Giovanni, NO per esigere le loro dimissioni. Il voto potrà essere disgiunto. L'esito della votazione di Piacenza si sommerà a quello di tutte le altre province per dare il risultato finale.

Vi aspettiamo tutti questa sera a Piacenza. DIFFONDETE!


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Quanto prendono (al netto) i Consiglieri Regionali dell'Emilia-Romagna

pannellosolare1_big.jpgBOLOGNA -Era dal 14 luglio, data di presentazione della nostra risoluzione, che aspettavamo di poter discutere in Aula di come evitare di insistere nel sottrarre all'agricoltura i terreni, e ai contadini dignità, per rimpiazzarli con impianti fotovoltaici che potrebbero tranquillamente essere installati su tetti,capannoni,aree dismesse, terreni incolti, realizzando quella che Rifkin e Lester Brown chiamano "democrazia energetica". Cioè tanti piccoli impianti che fanno energia in primis per le famiglie in modo indipendente, invece che grandi reti e grandi produttori che centralizzano la gestione.
La nostra risoluzione (prot. 258) si proponeva di impegnare la Giunta a porre in essere iniziative volte a vietare l'installazione di ulteriori impianti fotovoltaici di potenza superiore a 10 Kw su terreno permeabile, favorendone invece la posa in opera sui tetti degli edifici. In Emilia-Romagna c'è così tanta disponibilità di tetti di edifici, molto spesso capannoni industriali, che è veramente delittuoso non utilizzarli!
Durante la prima seduta del mese di novembre dell'Assemblea, la discussione sulla nostra risoluzione è stata accorpata ad una risoluzione "fotocopia" dei consiglieri di SEL, IDV, PD, PRC: Meo, Naldi, Monari, Pariani, Sconciaforni, Donini e Barbati per impegnare la Giunta "a predisporre linee guida per disciplinare gli impianti di pannelli fotovoltaici a terra". Risoluzione che per serietà e senso istituzionale i consiglieri del Movimento 5 Stelle condividendone il principio di base hanno votato.
Buone notizie? Convergenza su temi concreti al di là di steccati ideologici? Niente affatto! Tutte le forze di maggioranza, in primis Sel-Verdi, Idv ed anche il PD infatti, hanno votato NO alla nostra proposta (senza neanche proporre emendamenti ), preferendo tenersi le mani libere senza dare precisi atti di indirizzo alla Giunta.
Ma hanno fatto di peggio. Avevamo proposto due emendamenti alla risoluzione di maggioranza che individuavano con maggiore precisione quali terreni di pregio e agricoli tutelare e fissavamo tempi certi per arrivare ad una legislazione quadro regionale. Ci è stato risposto in puro stile politichese "che non è l'assemblea oggi (eletta dal popolo ricordate) che doveva dare indirizzi precisi alla Giunta", "non era questa la fase giusta per fare proposte così dettagliate". I nostri emendamenti a tutela di aree agricole e verdi sono stati bocciati da Sel-Verdi seguaci di Vendola, Idv, Pd, Sinistra oltre che naturalmente da Pdl e Lega.
Vigileremo in tutto l'iter affinche altri terreni fertili non vengano occupati da progetti che piu' che pro rinnovabili sono di speculazione finanziaria per incamerare contributi pubblici. Alla faccia della difesa del suolo e del rispetto del territorio e delle fonti rinnovabili a portata di tutti cui si riempono la bocca Pd,Sel,Idv quando applaudono (per mero sfizio propagandistico intellettuale) persone come Carlo Petrini di Slow Food o citano nelle mozioni le condivisibili prese di posizione del Movimento Stop al Consumo di Territorio senza pero' fare precise proposte in merito. Proposte che il Movimento 5 Stelle invece fa e porta nelle istituzioni.

Oggetto 258 - Risoluzione divieto installazione impianti fotovoltaici superiore a 10 kw su terreno permeabile:
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assemblee.jpgDomani sera seconda tappa del tour provinciale, dopo l'esordio a Rimini, che ci porterà a presentarci davanti ai cittadini nelle nove province emiliano-romagnole. Tocca a Modena. L'appuntamento è


GIOVEDI 4 NOVEMBRE
ore 20.30
SALA Conferenze "C" di Palazzo Europa, via Emilia Ovest, 101 - 41124 Modena

Nell'occasione i nostri consiglieri Andrea Defranceschi e Giovanni Favia presenteranno un bilancio politico ed economico dei primi sei mesi del loro mandato in Regione. I consiglieri rimetteranno il proprio mandato nelle mani dei cittadini. Al termine della relazione tutti coloro i quali si saranno registrati potranno votare SI per confermare nelle proprie funzioni (per altri 6 mesi) Andrea e Giovanni, NO per esigere le loro dimissioni. Il voto potrà essere disgiunto. L'esito della votazione di Modena si sommerà a quello di tutte le altre province per dare il risultato finale.

Vi aspettiamo tutti domani sera. DIFFONDETE!


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Quanto prendono (al netto) i Consiglieri Regionali dell'Emilia-Romagna

fiume po.jpgChe fine hanno fatto le analisi mensili dei famigerati Pfoa (acido perfluorottanico) e Pfos (perfluorottano sulfonato) nell'acqua potabile, interferenti endocrini presenti in quantità industriali nel Po? Sono passati sei mesi da quando Progetto per Ferrara ha sollevato il problema. Si ricorda che il Pfoa è tossico, mutageno, cancerogeno, teratogeno, se respirato o bevuto o mangiato col pesce e nella catena alimentare.

Il Pd e l'Ato avevano promesso ai cittadini analisi con frequenza mensile. Dove sono i risultati? Un partito di governo come il Pd, che ha la responsabilità di garantire la salute dei cittadini agendo sulle istituzioni che amministra, per mesi ha ignorato e coperto i rischi segnalati da Ppf, utilizzando spesso menzogne ed attacchi personali. La prima analisi fatta sul Pfoa nell'acqua potabile ferrarese fu quella richiesta nel marzo scorso da Ppf, con una forte iniziativa politica ed istituzionale.

Hera non aveva mai controllato il Pfoa, pur consapevole della contaminazione delle acque del Po da parte di Pfoa e Pfos, accertata anni addietro dal CNR a livelli record in Europa e nel mondo. Il Pfoa in particolare, da molti anni viene scaricato in quantità industriale dalla Solvay di Spinetta Marengo.
Contro l'azienda la Procura della Repubblica, con la recente richiesta al Gip di rinvio a giudizio di 38 indagati per avvelenamento doloso e mancata bonifica (fino a 15 anni di reclusione), ha accolto i punti cardine dell'esposto presentato da Medicina democratica, con riferimento a cromo esavalente ed altri inquinanti.

Non accettiamo la giustificazione che Pfoa e Pfos non siano stati controllati in quanto non normati dalle leggi italiane: la loro nocività per l'uomo è alta e scientificamente accertata. Non vogliamo ammalarci a norma di legge. Pfoa e Pfos sono presenti nella nostra acqua potabile. Il primo inquinante è stato accertato, nel campione eseguito su nostra richiesta, con una concentrazione di 14,5 nanogrammi/litro. Lo stato del New Jersey, USA, raccomanda una soglia limite di 40 nanogrammi/litro.

A seguito della nostra iniziativa Asl ed Ato avevano confermato, in commissione consigliare, che occorrono controlli sistematici e periodici su molti "nuovi" inquinanti. Pfoa, Pfos ed altre decine di molecole industriali scaricate nel fiume, minacciano ogni giorno e gravemente la nostra salute. Del nuovo progetto con i pesci sentinella, rispolverato negli ultimi mesi da Hera a seguito della chiusura del laboratorio di Ponte, non si sa nulla!

Sollecitiamo il Pd, la maggioranza, il sindaco, i rappresentanti ferraresi nel parlamento, la regione Emilia Romagna, ad attivarsi presso il governo, al fine di indurre le istituzioni competenti per territorio a monte di Ferrara, ad intervenire e bloccare immediatamente gli scarichi industriali che avvelenano l'acqua del fiume e minacciano la salute dei cittadini. Ferrara è particolarmente colpita da questi atti di distruzione delle risorse naturali (tale è il Po) perché preleva l'acqua di rubinetto per il 70-80% direttamente dal fiume.

E soprattutto vogliamo conoscere i risultati delle analisi fatte da aprile ad oggi.

Valentino Tavolazzi

Consigliere comunale Progetto per Ferrara
Movimento 5 Stelle

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