Il Sindaco di Monzuno, Marco Mastacchi, dovrebbe essere il primo cittadino di tutti. Invece, a dispetto della celerità mostrata ieri - quando ha rilasciato commenti senza nessuna connessione con la realtà - un suo consigliere comunale che prima di Natale ha ricevuto pesanti intimidazioni alla sua attività sta ancora attendendo un atto qualunque di solidarietà , almeno una telefonata. E anche il Consigliere regionale della Lega nord, Manes Bernardini, dovrebbe informarsi sul posto prima di fare dichiarazioni affrettate: l'aggressione a Fabio Vignoli c'è stata eccome. In merito all'aggressione fisica e verbale subita alle 12 di ieri da Vignoli, capolista del gruppo indipendente "Monzuno nel cuore". Vignoli non è un attivo del Movimento 5 Stelle, ma fa semplicemente parte di una lista civica indipendente sulla quale, così come per altre liste, non abbiamo nessuna intenzione di appiccicare etichette tanto care alla vecchia politica. Ciò non toglie che qualcosa di increscioso domenica è accaduto: e a dimostrarlo, oltre ad un referto d'ospedale (che parla di 10 giorni di prognosi) e a una denuncia ai Carabinieri, ci sono anche diversi testimoni e le telecamere del locale dove si è svolto il tutto. I filmati e i referti, dal contenuto inequivocabile, sono a disposizione di chiunque, compresi sindaco e consigliere Bernardini, nell'ufficio del Consigliere Regionale Andrea Defranceschi. Oltre alla solidarietà a Vignoli rivolgiamo un forte invito a rasserenare gli animi nel Comune dell'Appennino, e a riportare il rapporto maggioranza-opposizione nei canoni di una civile dialettica politica.
Gennaio 2011
La diffusione della banda larga è fondamentale per lo sviluppo socio-economico di tutto il territorio bolognese. Ed è intollerabile che nel Comune di Marzabotto (Bo) ci siano diverse frazioni e zone non coperte dal servizio. Per questo, il Gruppo del Movimento 5 Stelle in Regione rilancia la battaglia contro il "digital divide" presentando un'interrogazione a risposta scritta alla Giunta. Nel documento, redatto grazie alle segnalazioni dei cittadini di Marzabotto, è mappata la situazione della copertura internet veloce, in diverse zone scarsa o inesistente, nel territorio di Marzabotto e zone circostanti. Oltretutto, la Regione Emilia-Romagna, attraverso il progetto Lepida, si pone il condivisibile obiettivo di superare il "digital divide" in ogni zona di sua competenza attraverso l'estensione delle più moderne e veloci reti di comunicazione telematica. E' quindi necessario che ci si attivi in tal senso, per risolvere i problemi nell'area di Marzabotto come in altre zone del Bolognese insieme alle istituzioni locali. Una soluzione efficace e concreta è stata adottata, ad esempio, a Reggio Emilia: qui il Comune, su input del Consiglio comunale attivatosi dopo una mozione del consigliere Matteo Olivieri (Reggio 5 Stelle-Beppegrillo.it), ha svolto una precisa mappatura delle zone scoperte, raccogliendo le segnalazioni dei cittadini. A quel punto, amministrazione comunale e Regione sono riuscite ad individuare soluzioni per coprire con il servizio di banda larga il 100% del territorio, anche in collaborazione con le diverse compagnie di telecomunicazione.
LA MAPPATURA
Marzabotto: Situazione attuale: Centrale di Marzabotto, Dslam, velocità 7 e 20 Mbps, IPTV. Situazione regolare.
Pian di Venola: Situazione attuale, Centrale di Marzabotto,Dslam, 7 e 20 Mbps, IPTV. Disponibilità : regolare, ma la distanza dalla centrale non consente la 20 Mbps e IPTV.
Sperticano: Situazione attuale:Centrale di Marzabotto,Dslam, velocità 7 e 20 Mbps, IPTV. Disponibilità regolare, ma la distanza dalla centrale non consente la 20 Mbps e IPTV, limiti di velocità anche per la 7 Mbps (circa 4)
Montasico: Situazione attuale:Centrale di Marzabotto,Dslam, velocità 7 e 20 Mbps, IPTV. Disponibilità regolare, ma la distanza dalla centrale non consente velocità oltre la 640 kbps. Sibano: Situazione attuale: Apparato non in grado di fornire ADSL (legato a Sasso Marconi) Centrale di Marzabotto. Disponibilità : Marzabotto: Disponibilità regolare, la distanza non permette velocità oltre la 640 kbps Sasso: NON disponibile.
Malfolle: Situazione attuale, Apparato non in grado di fornire ADSL (legato a Sasso Marconi), Centrale di Marzabotto. Disponibilità : Marzabotto: regolare, l'ulteriore distanza consente solo basse velocità . Sasso: NON disponibile.
Pioppe: Situazione attuale:Centrale di Pioppe di Salvaro, Mini Dislam, velocità 640 kbps. Disponibilità :regolare, solo la 640 kbps
Lama di Reno: Situazione attuale: Centrale di Sasso Marconi Dsalm, 7 Mbps. Disponibilità : regolare, ma la distanza non consente velocità oltre 2 Mbps, tuttavia molto instabile.
Panico: Situazione attuale: Centrale di Sasso Marconi, Dsalm, 7 Mbps. Disponibilità : regolare, ma la distanza non consente velocità oltre 2 Mbps, tuttavia molto instabile.
Luminasio: Situazione attuale:Centrale di Marzabotto, Dslam, 7 e 20 Mbps, IPTV. Disponibilità :regolare, ma la distanza non consente velocità oltre 2 Mbps, molto instabile.
Medelana: Situazione attuale: Centrale di Sasso Marconi.Apparato collegato a Sasso Marconi. Disponibilità : Sasso: regolare fino a 640 kbps. Apparato: NON disponibile.
Sirano: Situazione attuale:Centrale di Sasso Marconi. Dslam, 7 Mbps. Disponibilità : regolare ma la distanza non consente velocità oltre la 640 kbps.
Lama di Setta-Allocco: Situazione attuale, Centrale di Casalino.Mini Dslam, 640 kbps. Disponibilità : regolare, 640 kbps.
Gardelletta: Situazione attuale:Apparato collegato a Vado. Disponibilità : Non disponibile ADSL. La Quercia: Situazione attuale:Apparato collegato a Vado. Disponibilità  Non disponibile ADSL .

Il Gruppo Assembleare del Movimento 5 Stelle in Regione sta pianificando un'espansione della propria struttura per affrontare la Legislatura con un organico che consenta di lavorare in maniera ancora più efficace e continua. Per farlo riteniamo sia necessario migliorare e rendere più costante e preciso il rapporto con la base di attivisti, cittadini, simpatizzanti.
Per questo ricerchiamo:una persona per ricoprire l'incarico di Ufficio Relazioni con il Pubblico.
La figura, per cui è imprescindibile la partecipazione alla creazione della lista regionale e l'esperienza di almeno due anni nel Movimento 5 Stelle (o Liste Civiche a 5 Stelle, naturalmente), dovrà curare i rapporti con i cittadini ed i gruppi locali, presentandosi come punto di riferimento verso l'esterno per le segnalazioni e i suggerimenti. Il candidato, nello svolgimento delle sue funzioni, avrà il compito di smistare la corrispondenza verso le singole figure operanti all'interno della Struttura del Gruppo, prestando la massima attenzione al rispetto delle competenze. Inoltre dovrà occuparsi di interfacciarsi con cittadini e attivisti, presso la sede di Viale Aldo Moro 50 (Bologna) in orario di ufficio.
La selezione dei curricula e la scelta del responsabile URP, verrà affidata ad un commissione composta dai cinque consiglieri comunali a 5 stelle più rappresentativi, in termini di popolazione, del territorio regionale.
Per proporsi inviare il curriculum all'indirizzo mail: gruppo5stelle@regione.emilia-romagna.it
Con delibera numero 2091 del 27 dicembre 2010, la Giunta regionale dell'Emilia-Romagna ha nominato Angelo Di Giansante Presidente dell'Azienda regionale per il diritto agi studi superiori Ergo. Una nomina, si legge nella delibera, alla quale si arriva verificata la presenza dei "necessari requisiti di onorabilità " e l'assenza di "alcuna causa di incompatibilità ". Peccato che, solo dieci mesi fa ed esattamente il 24 marzo 2010, Di Giansante sia stato condannato dalla Banca d'Italia ad una multa di 60mila euro come membro del Consiglio d'amministrazione di BER Banca, l'istituto di credito bolognese da tempo commissariato e finito sotto inchiesta penale per un buco di 170milioni. Lo stesso Di Giansante, come tutti i vertici di BER, risultano tutt'ora indagati dalla Procura di Bologna per il crack. Da parte sua, l'istituto di via Nazionale imputa al dirigente "carenze nell'organizzazione e nei controlli interni" e di "violazione della normativa in materia di contenimento del rischio". Quando, al tempo stesso, il codice deontologico del Cda Ergo pone come requisiti essenziali "rispetto della legalità , correttezza, trasparenza, onorabilità , salvaguardia degli interessi aziendali, imparzialità , buona amministrazione, efficacia, efficienza, responsabilità e partecipazione". Senza dimenticare che, mentre viale Aldo Moro parla di assenza di cause di incompatibilità , l'imprenditore edile Di Giansante risulta (attraverso la Costruzioni Di Giansante Spa) aver edificato almeno due studentati nel Comune di Ozzano Emilia (Bo), ed essere titolare di diversi alberghi in città . Quanto basta insomma per chiedere ufficialmente al Presidente della Giunta, Vasco Errani, di fare un passo indietro: si annulli la delibera. Oppure questa nomina fa capo ad una logica spartitoria tutta interna alla Maggioranza? E che ne pensa, in merito, l'Italia dei valori che più volte ha mostrato sensibilità - almeno a parole - al tema della trasparenza delle nomine?
Il provvedimento della Banca d'Italia
http://www.bancaditalia.it/vigilanza/pubblicazioni/bollvig/2010/03_10/provv_ril_cp/sanz_amm/sanzioni_bi/Banco_Emiliano_Romagnolo_SpA_BO_Provvedimento_199_24_3_2010.pdf
Stasera (ore 21) il sito di Beppe Grillo (www.beppegrillo.it) proietterà in streaming il documentario "E' stato morto un ragazzo" di Filippo Vendemmiati. All'alba del 25 settembre 2005 Federico Aldrovandi, da poco compiuti diciotto anni, incontra una pattuglia di polizia vicino all'ippodromo, a Ferrara. Cinque ore dopo la famiglia apprende della sua morte. Il film ripercorre le vicende umane e giudiziarie legate alla fine di Federico, le ricostruzioni della polizia e la tesi della morte accidentale, lo smarrimento e il dolore di parenti e amici e l'inchiesta inizialmente destinata all'archiviazione. Poi i primi sospetti indotti dall'ostinazione e dall'amore di una madre per il proprio bambino, le foto del corpo sfigurato del ragazzo, le versioni ufficiali smentite dalle analisi, il coinvolgimento delle forze dell'ordine, i depistaggi e lo scandalo mediatico. Su tutto il coraggio di una famiglia e la sua battaglia per ottenere giustizia. Il film, non distribuito dai circuiti tradizionali cinematografici e televisivi, ha partecipato lo scorso settembre alla Mostra cinematografica di Venezia. E stasera sarà proiettato via web a titolo gratuito.
Solo due anni fa Virginio Merola si classificava terzo, su quattro candidati, alle Primarie. Raccolse 5343 voti (21,4%), contro i 16407 di oggi (58,3%). È un miracolo di triplicazione dei consensi. Ora le solite malelingue non si azzardino a dire che sono voti di Partito e che queste primarie, normalmente, le vince il 'cavallo' indicato dal PD!!
Sentiamo il Presidente della Regione, Vasco Errani, dire che Merola è una "scelta di qualità ", e gioire per l'alta affluenza alle urne. Pensandoci bene però nel 2008 i quattro candidati, tutti interni al PD, richiamarono alle urne 24920 bolognesi. Oggi, con due outsider, gli elettori sono saliti a 28390, dodicimila dei quali non hanno scelto il Candidato di Partito. È evidente che la differenza l'ha fatta l'apporto di partecipazione dei votanti di Amelia Frascaroli e Benedetto Zacchiroli. In realtà , allora, a occhio e croce il PD ha perso un terzo dei fedelissimi delle primarie. Non ci dicano quindi che i Democratici sono in salute, non si parli di "boom alle Primarie". La verità è che, ancora una volta, si è andati a votare per un cambiamento e questo non c'è stato.
Ormai il reparto endoscopia dell'ospedale Maggiore sembra gestito come un feudo. Siamo venuti a conoscenza di un episodio gravissimo, avvenuto soltanto ieri. Il primario Nicola D'Imperio, ci hanno informato, ha convocato i medici presenti in reparto per presentare loro, sono parole sue, 'il nuovo dirigente dell'Area Vasta': Vincenzo Cennamo. Non ci sarebbe nulla di strano, se non fosse che il Dottor Cennamo (capo dell'unità speciale di endoscopia digestiva al Sant'Orsola) non ha vinto alcun concorso per fregiarsi di tale titolo, perché nessun concorso è ancora stato indetto. Eppure D'Imperio ha dato per certa la nomina. Cennamo, già indagato per un precedente concorso da lui vinto per accedere al Sant'Orsola, con presunta firma falsa di Enrico Roda in calce al bando, non ha detto una parola. Ci sembra vergognoso che l'indagato D'Imperio (a seguito della morte di Loredana Mainetti nel settembre 2010) nomini l'indagato Cennamo, in barba ai regolamenti per l'assegnazione di tali importantissime cariche. Inoltre dalla direzione c'è un silenzio assordante: com'è possibile che non ci sia una presa di posizione decisa in queste situazioni?".
La dirigente di Intercent-ER, Anna Fiorenza, è ufficialmente indagata per violazione delle norme sugli appalti: anche ora la Regione intende continuare a tacere sull'assegnazione del bando per il Global service nel 2008? L'agenzia informatica d'acquisti della nostra Regione gestisce un giro d'affari da centinaia di milioni di euro. I cittadini devono sapere se questi soldi sono stati attribuiti correttamente tramite bandi, o se - come sospettano da mesi i magistrati - almeno in qualche caso gli appalti possano aver seguito percorsi da chiarire.
Oltre alla dirigente di Intercent-ER la Pm Rossella Poggioli ha iscritto sul registro degli indagati il presidente di Isi service e direttore di una delle sue consorziate (il consorzio Cipea), Gianluca Muratori, e Fiorenzo Guidoreni, consulente Cipea prima e dopo la gara d'appalto, e soprattutto membro esterno per l'aggiudicazione della gara nella commissione presieduta da Fiorenza. L'ipotesi della Procura è che sia stato commesso un illecito: uno dei membri della commissione aggiudicatrice, Guidoreni, da consulente (o ex, come lui sostiene) del Cipea potrebbe aver favorito il suo cliente nell'assegnazione dell'appalto. L'indagine dei magistrati farà , come è giusto, il suo corso. Ma che qualcosa non tornasse nella gara per il Global service del 2008, noi del Movimento 5 Stelle già lo sospettavamo. Per questo mesi fa abbiamo richiesto le relative carte e presentato un'interrogazione sul tema. In quell'occasione, la risposta dell'assessorato alle Attività produttive fu, semplicemente, che la Regione aveva seguito i dettami della legge. Si era cioè limitata a chiedere a Guidoreni un'autocertificazione di non incompatibilità al ruolo di commissario. Al di là degli eventuali rilievi penali, però, la Giunta deve ora risponderci se ritenga etica la presenza, come membro esterno in commissione, di un professionista in qualche modo "vicino" a uno degli aspiranti aggiudicatori del bando.
Siamo contenti che, finalmente, la Provincia di Rimini abbia siglato un accordo per far partire studi di fattibilità sulla nascita di un grande parco eolico al largo della costa. E, anzi, prendiamo l'occasione per spronare anche le altre Province romagnole a cogliere l'esempio: noi lo chiediamo da anni. Ma visto che si arriva comunque in ritardo sul tema, la Provincia dovrebbe esaminare prima di tutto le tecnologie più all'avanguardia come il kyte gen. La notizia è che sia stato affidato ad un'azienda bresciana uno per valutare la quantità di vento al largo della costa riminese per trasformarlo in energia.
Il kyte gen è una tecnologia straordinaria, tutta italiana, che si adatterebbe benissimo alle caratteristiche delle ex piattaforme off-shore e che proprio nell'ultimo anno ha confermato le sue potenzialità . Invece le torri eoliche non possono arrivare al vento in quota, sono già prossime al loro limite dimensionale: con difficoltà i rotori superano 100 metri dal suolo, e la struttura che li sorregge diventa, col crescere dell'altezza, esponenzialmente più pesante, instabile e soprattutto costosa. Questo è solo un esempio dei tanti che dovrebbero spingere la Provincia a riflettere sull'applicazione degli aquiloni per la produzione di energia in Riviera. Anche per questo la Regione dovrebbe promuoverli: e in merito stiamo preparando un'interrogazione. Perchè quella sulle fonti rinnovabili d'energia è una sfida per il futuro: ma è comunque una sfida che va condotta in maniera ragionata. Ci diciamo allora più che disponibili ad incontrare gli amministratori locali per parlarne. Inutile spendere migliaia di euro in progetti di fattibilità su una tecnologia obsoleta rispetto al kyte gen.
Dalle 8 di questa mattina ci siamo incataenti, insieme al portavoce del Movimento 5 Stelle di Bologna Massimo Bugani e ad una decina di attivisti, davanti alle ruspe che avrebbero dovuto dare il via al maxi cantiere del Civis in via Mazzini. Ci siamo legati ai mezzi e non abbiamo fermato il traffico, perchè il nostro obiettivo era, ancora una volta, non quello di creare disagio ai bolognesi. Ma quello di bloccare almeno simbolicamente i lavori di questo scempio. Che costerà oltre 200milioni di euro alle casse pubbliche, e che già la Procura di Bologna e una Commissione ministeriale sospettano non essere affatto sicuro per i cittadini. Il tram a guida ottica, aggiunge Bugani, "è ormai un pezzo che va bene solo per il museo dei trasporti. Non certo per modernizzare la mobilità nella nostra città ". Nel corso della mattinata, un passante ha deciso di aderire all'iniziativa incatenandosi con i manifestanti a 5 stelle. E un altro cittadino a supportato l'iniziativa portando caffè caldo. E a chi dice che ormai è troppo tardi per protestare, replichiamo: "Sono anni che ci opponiamo al progetto del Civis chiedendo invece di investire ad esempio sulla ferrovia metropolitana. Ma nessuno ci ha ascoltato. E comunque non è mai troppo tardi per manifestare per la sicurezza dei bolognesi: alla prova dei mezzi, la scorsa settimana l'autista ha dovuto intervenire manualmente due volte a correggere errori. Dobbiamo aspettare un incidente per capire che questo tram dev'essere mandato in soffitta? I veicoli inoltre sono in deposito, ma non ancora acquistati. Sono ancora proprietà di Irisbus. Risparmiamo almeno quei soldi!".
La Regione si esprima sul rispetto dei tempi di adeguamento degli standard igienico-sanitari negli allevamenti di galline ovaiole. E si opponga ad ogni ipotesi di modifica della legge che fissa al 1 gennaio 2012 la scadenza per il passaggio a "gabbie modificate". È quanto chiediamo in una risoluzione ad hoc all'Assemblea legislativa dell'Emilia-Romagna, perchè si impegni a sollecitare la la Giunta con politiche e iniziative.
Gli allevatori avicoli hanno infatti avuto oltre 12 anni di tempo per adeguare le proprie infrastrutture ai parametri minimi di benessere per gli animali, previsti dalla Direttiva CEE del 1999. Una norma che accoglie soprattutto il divieto europeo di costruzione e messa in funzione degli allevamenti con le gabbie a batteria. Ora invece, e ripetutamente, gli stessi allevatori hanno dichiarato di voler puntare furbescamente al rinvio della scadenza. Un obiettivo inaccettabile, considerato che la procrastinazione della messa a norma porterebbe innanzitutto a sanzioni da parte della Commissione europea. Oltre che ad un atteggiamento discriminatorio, nei confronti di quelle aziende italiane e di molti Paesi europei che invece si sono già messe in regola. Oltretutto, si legge nella risoluzione, invece di cercare scappatoie all'applicazione delle leggi "l'Emilia-Romagna dovrebbe farsi capofila dell'attuazione del decreto, dopo essere stata scelta dalla Commissione Politiche Agricole fra le Regioni incaricate di studiare le problematiche inerenti all'adeguamento". Infine, questa dovrebbe essere - per la nostra Regione - l'occasione per essere d'esempio nel campo del benessere animale, di un'alimentazione sana e consapevole e di produzioni biologiche a km zero.
"Inspiegabilmente, quest'anno la Regione ha preferito far passare solo sette mesi prima di replicare il censimento (solitamente annuale) dei siti con materiali in amianto presenti in Emilia-Romagna. E considerato che, da maggio a dicembre, gli immobili a rischio per la salute dei cittadini son passati da 757 a 771, non possiamo che plaudire all'operato dell'assessorato alla Salute per l'utilità della mappatura". È quanto rileva il Capogruppo in Regione del Movimento 5 Stelle, Andrea Defranceschi, in merito al nuovo elenco (aggiornato al 23 dicembre 2010) degli stabili da bonificare dalla presenza di amianto, che la Regione ha inv iato al ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. Su questo, annuncia il Capogruppo, "abbiamo presentato un'interrogazione. Ci chiediamo se non sia ora che viale Aldo Moro rifletta su altri, più incisivi, strumenti per bonificare la nostra regione dalla presenza dell'amianto. A partire dall'inserimento dell'eternit e del vinil-amianto nei materiali pericolosi, fino alla promozione di iniziative sul territorio come i censimenti Comune per Comune".
I numeri del censimento
"Nelle 38 pagine di lista di parrocchie, palestre e ospedali - sottolinea Defranceschi - sono scomparsi o sono stati declassati (a seguito d migliorie, ci auguriamo) i 13 siti che, nel censimento di maggio, comparivano nella classe di rischio 1, che identifica quegli edifici non confinati, accessibili e di uso pubblico nei quali sia presente materiale friabile - e quindi estremamente pericoloso". Al tempo stesso, però, dice ancora il Consigliere regionale, "gli altri siti sono aumentati". In testa alla preoccupante classifica, la provincia di Modena con 129 immobili da sanare, poi Reggio-Emilia (107), Bologna (97), Ferrara (89), Parma (82), Forlì-Cesena (76), Piacenza (73), Ravenna (63) e Rimini (33). E, come nelle precedenti mappature, rileva Defranceschi, "si va dagli ospedali alle scuole, dalle palestre alle parrocchie". Alcuni esempi? "Diversi capannoni del Centergross di Argelato, magazzini all'ingrosso nel Bolognese, l'asilo nido comunale di Portomaggiore (FE), classificato nella categoria "2" quindi ad alto rischio per la salute dei bimbi, l'ospedale Maggiore di Fiorenzuola d'Arda (PC), passato da categoria 1 a 2".
Il link della mappatura dei siti in Emilia-Romagna, aggiornata al 23 dicembre 2010
Durante la prova su strada il Civis ha perso per due volte la guida ottica.
Come se non bastassero il sequestro dei mezzi, e il parere di una commissione ministeriale che ha negato l'ok al tram su gomma in termini di sicurezza, messi alla prova - e per ben due volte - oggi i bus a guida ottica hanno perso il segnale automatico. Dobbiamo aspettare un incidente per mandare definitivamente in soffitta il progetto del Civis? Invece di aumentare il costo dei biglietti dell'autobus, Palazzo d'Accursio dovrebbe guardare allo sperpero di denaro pubblico che il Civis rappresenta. Decine di milioni di euro investiti su un mezzo che, come già due anni fa noi dicemmo, non potrà mai circolare così come oggi. Chi risarcirà i bolognesi di questo pasticcio?
Da qualche settimana a questa parte siamo bombardati da commenti SPAM (a meno che l'utenza del nostro sito non sia improvvisamente diventata anglofona, con particolare propensione a darci suggerimenti per migliorare la nostra soddisfazione sessuale).
Siamo costretti, in attesa di attivare un adeguato filtro, a passare alla moderazione dei commenti. Questo comporterà inevitabilmente un ritardo nella pubblicazione, rispetto al momento della scrittura. Ci rendiamo conto che questa modalità potrebbe rallentare il dibattito, ma per ora siamo costretti a farlo. Ci scusiamo per il disagio e ci auguriamo di poter presto tornare al commento libero!
La Corte Costituzionale ha ammesso due quesiti referendari proposti dai movimenti per l'acqua. A primavera gli uomini e le donne di questo paese decideranno su un bene essenziale. La vittoria dei "sì" porterà ad invertire la rotta sulla gestione dei servizi idrici e più in generale su tutti i beni comuni.
Attendiamo le motivazione della Consulta sulla mancata ammissione del terzo quesito, ma è già chiaro che questa decisione nulla toglie alla battaglia per la ripubblicizzazione dell'acqua e che rimane intatta la forte valenza politica dei referendum.
Il Comitato Promotore oggi più che mai esige un immediato provvedimento di moratoria sulle scadenze del Decreto Ronchi e sull'abrogazione degli AATO, un necessario atto di democrazia perché a decidere sull'acqua siano davvero gli italiani.
Il Comitato Promotore attiverà tutti i contatti istituzionali necessari per chiedere che la data del voto referendario coincida con quella delle elezioni amministrative della prossima primavera.
Se le Camere non verranno sciolte si voterà in una domenica compresa fra il 15 aprile e il 15 giugno 2011.
(da www.acquabenecomune.org)
Come preannunciato, all'indomani della prima segnalazione da parte delle Guardie del WWF, abbiamo depositato un'interrogazione alla Giunta regionale sul caso della moria di tortore nella zona industriale di Faenza. Secondo noi la situazione non è affatto chiara: le conclusioni dell'Istituto zooprofilattico parlano di 'virus', ma crediamo sia meglio aspettare l'esame tossicologico. Ci sono indizi che potrebbero indurre a pensare invece ad un avvelenamento, forse per sostanze contenute in alcune biomasse stoccate in maniera inadeguata. Noi comunque non abbiamo certezze, che sono invece quelle cui la popolazione ha diritto. E le certezze devono venire dalle istituzioni, che stanno indagando. Diamo loro tempo. Con la nostra interrogazione però contiamo di indirizzare la normativa verso una maggiore sicurezza e chiarezza nello stoccaggio delle biomasse e degli scarti. Crediamo che lo stoccaggio delle biomasse sia inadeguatamente regolamentato e questa sia l'occasione giusta per riflettere su come ovviare alla situazione per evitare il ripetersi di simili o più gravi fenomeni.
E' una grande vittoria del Movimento 5 Stelle, dei comitati cittadini, di tutte quelle persone che tengono alla propria salute e a ragionare con la propria testa.
Rispondendo ad un'interrogazione che avevamo posto alla Giunta Regionale, l'Assessore Regionale alle Attività Produttive Gian Carlo Muzzarelli ha smentito l'Assessore Provinciale Mirko Tutino. Quest'ultimo sosteneva che la centrale si sarebbe alimentata con gli scarti degli sfalci e delle potature, cosa che però avrebbe impedito di accedere ai fondi Pro-Fes di origine europea. La centrale a biomasse a Fora di Cavola, frazione di Toano, dunque non si farà : Iren ha ritirato la richiesta di finanziamenti. Ora c'è la disponibilità della Regione a reindirizzare i 3,3 milioni di euro destinati al progetto verso nuove tecnologie: riprendiamo da sito di Reggio Emilia 5 Stelle l'articolo del nostro Consigliere di Reggio Emilia, Matteo Olivieri.
LA VICENDA
La Regione ritira il finanziamento e smentisce la Provincia: quei fondi si possono utilizzare per compostaggio e tetti fotovoltaici , come da noi proposto lo scorso 15 novembre. Provincia e Comunità Montana smentite dalla Regione anche su dimensioni impianto, materiale legnoso e e sfalci proveniente da raccolta rifiuti. Il nostro progetto alternativo.
Rispondendo ad una interrogazione di Giovanni Favia (Movimento 5 Stelle) l'assessore regionale allo sviluppo Giancarlo Muzzarelli (Pd) conferma come il progetto di finanziamento per la centrale a biomasse di Fora di Cavola dopo il "no" del Comune di Toano è stato bloccato. La Regione, smentendo l'assessore provinciale Tutino, con l'assessore Muzzarelli dichiara che " si dichiara favorevole a finanziare, mantenendo lo stesso importo di finanziamento altri interventi di carattere energetico,quali ad esempio alcuni impianti di compostaggio e tetti fotovoltaici" .
La nostra proposta era di spostare il finanziamento di 3.3 milioni di euro per un impianto di compostaggio e tetti fotovoltaici e fu avanzata dal consigliere Giovanni Favia a metà novembre. Allora l'assessore Tutino aveva risposto con sufficienza che questo progetto non era perseguibile, ed aveva invitato il consigliere Favia di "ad informarsi meglio"...
Confronto tra tutte le dichiarazioni del MoVimento 5 Stelle, le dichiarazioni di Tutino,IREN e Comunità Montana e la risposta della Regione,
Le alternative quindi esistono e dalla Regione arriva un invito a Provincia, Comune di Toano, Comunità Montana di sedersi intorno ad un tavolo per studiare la realizzabilità e mandare avanti i progetti di fatto proposti dal Movimento 5 Stelle: impianto di compostaggio per la Montagna e tetti fotovoltaici.
La risposta della Regione smentisce su altri temi la Provincia di Reggio e la Comunità Montana (vedi tabella allegata e interrogazione in copia).
La Provincia di Reggio dichiarò che si trattava di autorizzare un impianto da 15.000 tonnellate, la Regione invece ha smentito nero su bianco: il finanziamento di 3.3 milioni era richiesto per una centrale da 50.000 mila tonnellate annue. Inoltre la Regione ha spiegato come sia a Fora di Cavola, ma anche per altri progetti come per la centrale biogas-biomasse di Prato Gavassa, se si vogliono utilizzare i fondi europei PRO-FES per gli interventi, le biomasse legnose non devono provenire dal ciclo integrato dei rifiuti. Provincia e Comunità Montana in più dichiarazioni parlavano di utilizzare "sfalci e potature" (giro verde) e residui del legno da raccolta differenziata .
Viene poi confermato dalla Regione quanto denunciavamo. Che la legna da sottobosco (ciclo corretto) c'erano solo 2.600 tonnellate annue dalla nostra Montagna e infatti la Regione parla di come Iren Spa voleva approvvigionare la centrale con materiale nel raggio di 70 chilometri dalla stessa: da Bologna a Massa, a La Spezia, Parma, Modena tanto per intenderci. Alla faccia della filiera reggiana di cui parlavano Tutino e Sara Garofani.
IL PROGETTO ALTERNATIVO
L'alternativa esiste per utilizzare i fondi europei per l'ambiente, costa poco e ha un duplice vantaggio:
1 - da un lato rinunciare a biomasse legnose che non sono reperibili sul territori o provenienti dal ciclo dei rifiuti
2 - riconvertire l'attuale previsione di "biomasse legnose" in "biomasse" ampiamente disponibili, cioè la raccolta dell'umido da destinare a digestione anaerobica (biogas) e compostaggio. La stessa Regione ammette che i finanziamenti possono essere riconvertiti per finanziare impianti di compostaggio ed impianti fotovoltaici (come da noi proposto con il consigliere regionale Favia lo scorso novembre): l'obiettivo è avere vantaggi ambientali per l'area industriale (APEA) e per il territorio.
L'importo del finanziamento per la "vecchia" centrale a biomasse legnose è di 3 milioni 350 mila euro.
Inoltre l'attuale Piano Provinciale di Gestione dei Rifiuti (PPGR) prevede 3 impianti di
compostaggio nella nostra Provincia, ad oggi ne sono in funzione zero.
Il progetto alternativo consiste in:
1 - un impianto fotovoltaico da 300 kw di potenza a tetto (costo 1 milione di euro)
2 - un impianto di digestione anaerobica per la frazione umida della raccolta differenziata dei
Comuni della montagna, con tecnologia biogas dry, con annesso impianto di compostaggio (su cui investire i rimanenti 2 milioni 350 mila euro).
Impianto fotovoltaico: è sufficiente una superficie a tetto di 3000 metri quadri, o più superfici di pari entità , per accedere al contributo massimo del Conto Energia in regime di scambio sul posto, che dà accesso ai massimi incentivi per le fonti rinnovabili fotovoltaiche.
Impianto biogas dry con cogenerazione e compostaggio finale: tecnologia di largo uso in Nord Europa, rappresenta la punta più avanzata del trattamento delle biomasse senza combustione né gassificazione preliminare. Consiste in alcune celle di digestione (stanzoni a chiusura ermetica facilmente collocabili all'interno di capannoni di modeste dimensioni) in cui avviene la digestione della biomassa, in questo caso l'umido proveniente dalla raccolta differenziata. Da questa rapida digestione anerobica si libera biogas che viene bruciato in un cogeneratore (semplice combustione di metano) producendo energia elettrica e calore. La produzione di energia elettrica è sottoposta al
regime di incentivi tramite i Certificati Verdi, il calore viene riutilizzato all'interno del ciclo stesso dell'impianto.
Vantaggi del progetto:
1 - accettabilità sociale notevolmente maggiore, con un ampio coinvolgimento della popolazione
per fare la raccolta differenziata dell'umido
2 - dotazione del territorio di un impianto indispensabile per la corretta gestione dei rifiuti
3 - impianti facilmente collocabili in spazi contenuti;
4 - integrazione tra diverse forme di energie rinnovabili, senza incidere negativamente sulle filiere del territorio.
"Cradle to cradle" è il libro che sta cambiando il concetto stesso di ciclo degli oggetti. Eliminata, in fase di progettazione, l'idea stessa che il prodotto debba giungere a fine vita si può garantirne una sorta di immortalità - pur sotto diverse forme.
Questa sera
LUNEDI 10 GENNAIO 2010
ore 20.30
Aufitorium Paganini - Parma
ne parleremo assieme agli autori
WILLIAM MCDONOUGH e MICHAEL BRAUNGART durante un convegno organizzato dall'Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma che ha ottenuto anche il Patrocinio del Comune di Parma. Per maggiori informazioni www.gestionecorrettarifiuti.it
MORIA DI TORTORE DAVANTI ALLA TAMPIERI DI RAVENNA
Favia: "E' un caso di sanità pubblica, andiamo a fondo." Pronta un'interrogazione regionale
I corpi di centinaia e centinaia di "tortore dal collare" sono stati ritrovati nella zona industriale di Faenza, nei pressi dello stabilimento della Tampieri SpA.
Le Guardie Venatorie del WWF da domenica raccolgono quotidianamente dozzine di cadaveri di volatili, nemmeno fossero i merli dell'Arkansas, espulsi dal canale di scolo della fabbrica.
I vicini da qualche giorno si lamentano di un odore particolarmente acre, come di carne bruciata. Molti di loro raccolgono e smaltiscono nei cassonetti decine di volatili morti. E' igienicamente pericoloso, ma d'altronde l'ASL non ha accettato di smaltirli...
Oggi un'attivista di Ravenna ha raccolto tre tortore morte, ci stiamo organizzando per portarle ad un laboratorio e pagheremo le analisi come gruppo consiliare.
La Ditta Tampieri è famosa per produrre quella puzza incredibile che si sente attraversando l'autostrada A-14 all'altezza di Faenza. Il suo proprietario, Mister Tampieri, è oggi il presidente di Confindustria Ravenna. Nessun amministratore in questi vent'anni è mai intervenuto concretamente per fermare questi terribili miasmi.
Sembra che gli uccelli muoiano in seguito all'ingestione di alcuni semi che la Tampieri lavora. Crediamo che se ne dovrebbe occupare l'Assessore alla Sanità Lusenti e all'ambiente Freda. Per questo domani presenteremo un'interrogazione in Regione.
Giovanni Favia
Settecento chilometri di 'tubo', per 40 metri di larghezza, ad una profondità di almeno 5 metri oltre alle strade camionabili di accesso: sventreranno la nostra dorsale appenninica senza un vero perché. Raderanno al suolo boschi, danneggeranno diversi ecosistemi, rovineranno l'habitat di molti animali e renderanno turisticamente meno appetibile l'Appennino. Quello della "Rete Adriatica" (il gasdotto che condurrà gli idrocarburi nordafricani da Taranto a Minerbio, BO) è un progetto miope, delirante, che non tiene conto del delicato equilibrio geologico della catena montuosa. Perché non far passare questo gasdotto sulla costa adriatica, dove ne esiste già un altro? Sarà che l'appalto di realizzazione è così molto più consistente? Ancora una volta siamo troppo solerti nell'assecondare una richiesta per un'infrastruttura di vecchia concezione, un'autostrada del gas, quando invece in Italia non riusciamo a creare mai una cosa molto più semplice e importante: l'autostrada digitale per un'Italia connessa e al passo coi tempi, pronta per ricevere le sfide del mondo di oggi.
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PS: "...E' stato un deputato catalano del Parlamento europeo, Raül Romeva i Rueda, del gruppo Verdi/A.L.E. a rendersi conto della nuova minaccia per l'Abruzzo e il centro Italia, rischiando di trasformarlo in una vera e propria polveriera. Romeva è stato l'unico ad aver presentato, martedì scorso, un'interrogazione prioritaria per chiedere l'intervento immediato dalla Commissione europea contro il progetto Snam di gasdotto denominato "Rete Adriatica", ma che in realtà corre per quasi un quarto del suo percorso nel bel mezzo delle zone appena interessate dal devastante terremoto del 6 aprile 2009...."
E i nostri cosa ci stanno a fare in Europa? Devono arrivare gli spagnoli ad occuparsi dell'Italia...
Incredibile.
Ringrazierò via facebook Raül Romeva i Rueda. Potete farlo anche voi: http://www.facebook.com/raulrromeva
L'ordinanza che consente di aprire i negozi (ma a giovarne sarà soprattutto la grande distribuzione) in occasione dell'Epifania può fare contento qualcuno ma ci si dimentica dell'altra faccia della medaglia: i lavoratori del commercio, in buona parte precari e apprendisti, sono chiamati a turni massacranti, con paghe spesso ridicole, senza contributi versati e privi di ogni diritto. Una giungla vergognosa. E' ora di porre un freno a questa distorsione estrema del commercio. Almeno sia rispettato questo giorno di festa, per tutti. Sia per i credenti che per i non credenti. Chiediamo al Presidente Vasco Errani, all'Assessore alle Attività produttive Muzzarelli ed ai Sindaci ed agli Assessori che hanno deciso di far tenere aperti i negozi il 6 Gennaio di aprire i propri uffici in Regione (e nei Comuni)e di andare anche loro a lavorare come minimo otto ore al giorno, ricevendo i cittadini. Io lo farò per ascoltare i cittadini: sarò in Regione ai disposizione di coloro i quali vorranno incontrarmi. D'altronde noi qui facciamo vacanze anche troppo lunghe: i tempi della politica non si sposano con quelli del Paese.
Giovanni Favia
I candidati a Movimento Cinque Stelle Emilia-Romagna
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Federico Pizzarotti -
Federica Cuppini -
Gianluigi Alvoni -
Giovanni Favia







